Labriola gonfia la rete - Pagina 105
Materie prime: cosa si prospetta all’orizzonte per mais, grano e cotone? Ecco cosa dice l’analisi tecnica
Negli ultimi mesi il contesto di mercato delle materie prime è profondamente cambiato passando da una fase di eccesso dei prezzi ad una forte contrazione. Questo lo si osserva anche dal Bloomberg Commodity Index, un indice che raggruppa l?andamento delle principali materie prime, che dopo essersi pericolosamente avvicinato ai massimi storici raggiunti con lo scoppio
Per JPMorgan le criptovalute hanno “toccato il fondo”. Cresce l’attesa per il “merge” di Ethereum
Dopo il crollo del Bitcoin del  75% rispetto al picco, i mercati delle criptovalute sembrano aver ?toccato il fondo?, scrive JPMorgan in una nota.Bitcoin ed ether sono saliti rispettivamente del 36% e del 102% dai minimi di metà giugno e il valore di mercato delle criptovalute ha recuperato l?importantissimo livello di 1 trilione di dollari,
Alibaba, via libera di Hong Kong alla quotazione “primary”
La borsa di Hong Kong ha accolto la richiesta del gigante dell?e-commerce cinese, Alibaba di convertire le azioni negoziate localmente dall?attuale status secondario in quotazione ?primary?, aprendo la strada per gli investitori della Cina Continentale di negoziare le azioni direttamente. La data prevista per l?entrata in vigore è la fine del 2022, si legge nel
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  1. #1041

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    Quindi ci dovrebbe essere un'offerta di acquisto dopo DD alla quale aderire o meno. Ovviamente limitata alla rete. Ma non dimentichiamo che, al fine di opporsi a KKR, l'intera TIM era stata valuta 1-1.3 €/azione. Sulla base di ciò quale sarà l'offerta da ritenersi congrua per noi, KKr e Vivendi ? Ovvero potranno smentirsi o autosmentirsi visto che tutti sono in qualche modo coinvolti? Aspettiamo.....

  2. #1042

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    molti ragionamenti e riflessioni vengono fatte qui, spesso simili a quando il titolo quotava il doppio e più e le prospettive non erano diverse da oggi o, se se lo erano, erano peggiori di oggi: secondo me va capito che si tratta di un titolo da molto tempo manipolato al ribasso.
    Oggi ad esempio ha fatto un balzo positivo quasi del 2% (e magari ritraccerà come tante altre volte): ma questo balzo non lo ha fatto con chissà quali volumi, ma semplicemente perchè ogni tanto, si ferma la pressione al ribasso.

  3. #1043
    L'avatar di affarone
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    Citazione Originariamente Scritto da alberto monaco Visualizza Messaggio
    molti ragionamenti e riflessioni vengono fatte qui, spesso simili a quando il titolo quotava il doppio e più e le prospettive non erano diverse da oggi o, se se lo erano, erano peggiori di oggi: secondo me va capito che si tratta di un titolo da molto tempo manipolato al ribasso.
    Oggi ad esempio ha fatto un balzo positivo quasi del 2% (e magari ritraccerà come tante altre volte): ma questo balzo non lo ha fatto con chissà quali volumi, ma semplicemente perchè ogni tanto, si ferma la pressione al ribasso.
    Bravo....senza i veri volumi...sono movimenti solo per chi fa trading....se arriveranno i veri soldoni allora non ci sarà più spazio per i trading ma prendera'una forte precisa direzione...saluti

  4. #1044
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    Difficoltà ad eseguire i lavori affidati, ritardi nei collaudi e/o nelle rendicontazioni, soluzioni tampone (per risolvere questo o quel problema) di cui certo non si percepisce l’efficacia e, su tutto, il rischio di non riuscire a spendere fondi pubblici già assegnati e da assegnare. Una situazione non facile, con CDP alla finestra.

    Nel 2022, ovvero nell’anno in corso, la povera Infratel ha dovuto rifiutare una media del 74% dei progetti presentati da Open Fiber. Perché?

    Molto semplice, 3 progetti su 4 sono stati fatti male. E il guaio è che tutti lo sanno, ma nessuno sembra fare obiezioni. Un segreto di Pulcinella. Ma, ahimè, è un dato che dimostra la scarsa qualità con cui Open Fiber sotto la nuova gestione guidata da Cassa Depositi e Prestiti (CDP), ormai dallo scorso agosto, sta realizzando i progetti. La scarsa qualità fa bocciare i progetti e questo genera i ritardi nell’esecuzione dei lavori che l’azienda sta accumulando. E a questo proposito, sarebbe interessante sapere se sono previste penali in caso di mancata consegna nei tempi previsti e (nel caso in cui fossero previste) se Infratel stia applicando o meno queste penali (o abbia in animo di applicarle).

    Le cose non vanno meglio per l’utilizzo dei fondi europei e nazionali
    Allo stato attuale l’avanzamento in ambito FESR (Fondi Europei di sviluppo regionale) vede 897 Comuni collaudati su 1505 approvati, solo il 59%. Mentre l’avanzamento in ambito FEASR (Fondo europeo agricolo per sviluppo rurale) va anche peggio: solo 728 Comuni collaudati su 1548 approvati, appena il 47%.

    Nessuno sa quanti sono i progetti effettivamente rendicontati che sono poi quelli che contano

    Il rischio è che molti fondi europei potrebbero andare purtroppo persi. Ma allora viene da chiedersi, se Open Fiber non è stata in grado di spendere fondi europei pluriennali del budget ordinario, come farà con i fondi straordinari del PNRR per le Aree grigie? Una domanda peraltro più che legittima, se si considera quanto appaia compromessa anche la situazione dell’avanzamento dei fondi nazionali: 581 Comuni collaudati contro 1607 approvati, pari al 36% e questo perché, per cercare di rattoppare la situazione, l’azienda ha spostato risorse verso i progetti europei. Non ci sembra francamente che la gestione attuale di Open Fiber si stia dimostrando all’altezza della situazione. CDP dovrebbe intervenire rapidamente, prima che sia troppo tardi e non vi siano più spazi di recupero. E, a volerla dir tutta, anche Macquarie Asset Management dovrebbe iniziare a preoccuparsene.

    E gli avanzamenti lavori?
    La situazione è ancora più critica se guardiamo ai numeri degli arretrati (backlog) nelle aree bianche (C&D):

    273 ordini di lavori “onerosi” sono bloccati per via della loro “onerosità”, perché hanno un costo medio di 7421 euro contro 519 euro a budget. Ovvero più di 14 volte rispetto ai costi stimati.
    Poi c’è la distanza media dall’utenza di 202 metri. Ma Open Fiber, ci pare di ricordare che avesse sempre affermato che la distanza media era di 40 metri? Come si giustificano queste differenze? Anche in questo caso, una maggiore trasparenza sarebbe necessaria, dal momento che si impiegano fondi pubblici.
    900 ordini di lavori con prescrizione (vuol dire che i lavori sono richiedono ulteriori interventi, ad esempio in relazione alla profondità delle micro-trincee o ai ripristini del manto stradale)
    Infine ci sono i 1731 euro come costo medio di questi ordini con prescrizione vs. 868 euro senza prescrizione. Anche qui, quindi, un raddoppio dei costi.
    Ma i dati negativi non sono solo questi.

    Il tasso di conversione è di circa il 60% nelle Aree bianche. Questo vuol dire che solo 6 clienti su 10 vengono serviti. E cosa succede agli altri? È possibile che non ricevano mai il servizio per il quale avrebbero diritto. E, domanda anche più rilevante, cosa dice Infratel di tutto questo?

    Ci sono poi ordini lavori che hanno giacenza addirittura superiore ai 120 giorni.

    Open Fiber Network Solutions: l’epopea del Consorzio
    Per non farci mancare nulla, è sbocciata a un certo pumnto la brillante idea di fare un inutile Consorzio, il Consorzio Open Fiber Network Solutions.

    I piani redatti dal nuovo management di Open Fiber prevedono l’assunzione di 200 persone a tempo pieno, tra tecnici ed operai, entro il prossimo settembre.

    Ma come è possibile raggiungere questo obiettivo?

    Ad oggi il piano di recruiting sembra far acqua da tutte le parti. Due sono i canali che il Consorzio sta utilizzando.

    Per canali interni, Open Fiber ha ricevuto solo 30 Curriculum vitae, 13 intervistati, 11 offerte preparate. Per queste 11 persone è necessaria comunque una attività di formazione, perché sono persone che non hanno le competenze necessarie per il lavoro.

    Tramite Agenzie del lavoro, 1611 Cv ricevuti, intervistati dalle agenzie sono stati 129, quelli intervistati dal Consorzio 23.

    A questo punto sorge spontanea la domanda su quali siano stati i risultati della campagna stampa fatta sui principali giornali italiani (di cui ci siamo occupati su queste pagine)? E allora quanti Cv validi sono stati raccolti?

    Il Consorzio che doveva servire per fare lavori direttamente, in prima persona, sta adesso cercando partner per fare ulteriori subappalti, magari prendendoli dallo stesso bacino dei tradizionali subappaltatori dei fornitori di Open Fiber.

    Le cose non vanno meglio sul fronte della logistica
    Il Consorzio ha chiuso contratti per 180 mezzi produttivi e di movimentazione per un valore di € 12 milioni. È vero che ha acquistato camion prevalentemente usati? È vero che il loro valore medio è di € 90.000? Con furgoni ad un prezzo medio di € 40.000 (per scavi/posa) € 25.000 euro (per giunzioni), trencher per scavo mini trincea ad un prezzo medio di € 105.000, € 55.000 per micro trincea, quindi mini escavatori ad un prezzo medio di € 55.000, infine pale compatte ad un prezzo medio € 95.000.

    Quali procedure sono state seguite per l’acquisizione di tali mezzi? E, una volta finiti i lavori, cosa succederà al personale del Consorzio?

    Potrebbe essercene abbastanza perché la nuova presidente di Open Fiber, nominata da CDP e da allora in silenzio, si ponesse il problema di dar luogo alle azioni previste per fugare ogni dubbio. Anche perché potrebbe essere utile dare risposte concrete e certe a tutti i quesiti e le considerazioni sin qui avanzate, nel nome innanzitutto della trasparenza…

  5. #1045

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    Citazione Originariamente Scritto da umby59 Visualizza Messaggio
    Quindi ci dovrebbe essere un'offerta di acquisto dopo DD alla quale aderire o meno. Ovviamente limitata alla rete. Ma non dimentichiamo che, al fine di opporsi a KKR, l'intera TIM era stata valuta 1-1.3 €/azione. Sulla base di ciò quale sarà l'offerta da ritenersi congrua per noi, KKr e Vivendi ? Ovvero potranno smentirsi o autosmentirsi visto che tutti sono in qualche modo coinvolti? Aspettiamo.....
    non nutrirei troppe speranze... quelle valutazioni furono e restano farlocche come l'oro degli alchimisti... al solo uso e consumo del CDA per dire no a KKR... fine.

    Quanto varrà dipenderà solo da quando si metteranno d'accordo sulle cifre e sulle componenti che entreranno nelle due newco, ma sono pronto a scommettere (e felice di perdere ndr) che sarà <0,505€... e si produrranno sofisticate e prolisse pagine spiegazioni di contesto sul perchè e per come, ma il numero in basso a dx quello sarà.

    Sulle RNC la partita la vedo complicata; hanno già rapinato gli ex azionisti TIME-R, per cui ci sono dei bei precedenti negativi, ma una seconda operazione di furto la vedo molto rischiosa per TIM; ad ogni modo alcuni dei candidati a rappresentare gli azionisti risparmio sembrano avere le idee chiare e gli occhi aperti, almeno nelle intenzioni, e si preannuncia un'assemblea bella movimentata se avete letto le domande pubblicata sul sito, al link che avevo postato giorni addietro.

  6. #1046

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    CHISSA' PERCHE' NEGLI STATES ILIAD NON C'E'


    Usa: compagnie telefoniche aumentano i prezzi
    Oggi 11:40 - MF-DJ
    MILANO (MF-DJ)--Gli americani, gia'' alle prese con l''aumento dei costi del carburante e dei generi alimentari, dovranno prepararsi a sostenere l''onere di un servizio di telefonia e internet piu'' costoso. Durante l''ultimo mese, le compagnie wireless statunitensi hanno aumentato le tariffe e il costo di alcuni abbonamenti di fascia media. I dirigenti dell''industria sostengono che i consumatori, gia'' intorpiditi dall''aumento dei prezzi di altri beni di prima necessita'', potrebbero decidere di assorbire tariffe leggermente piu'' alte invece di cambiare fornitore o abbandonare il servizio. La AT&T Inc., a partire da giugno, ha aumentato il costo dei suoi vecchi piani wireless fino a 6 dollari per le linee singole e fino a 12 dollari per i piani familiari, incoraggiando gli abbonati ad adottare i nuovi piani dati illimitati. La Verizon Communications ha in seguito eguagliato AT&T con un aumento del prezzo mensile di 6 o 12 dollari per i suoi piani di dati a consumo. In controtendenza, T-Mobile ha approfittato degli aumenti di prezzo dei suoi rivali per dare risalto alla sua reputazione di operatore a basso costo, definendo le decisioni insensibili nei confronti dei consumatori sovraccaricati. I clienti con abbonamenti piu'' vecchi hanno finora aderito al peso degli aumenti tariffari. Tuttavia, l''aumento del costo dei servizi wireless di fascia media potrebbe comunque spingere alcuni utenti a optare per un piano piu'' economico. Secondo gli analisti di mercato, comunque, e'' improbabile che l''aumento dei prezzi spinga gli utenti di telefonia ad abbandonare completamente il servizio. red fine

  7. #1047

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    Difficoltà ad eseguire i lavori affidati, ritardi nei collaudi e/o nelle rendicontazioni, soluzioni tampone (per risolvere questo o quel problema) di cui certo non si percepisce l’efficacia e, su tutto, il rischio di non riuscire a spendere fondi pubblici già assegnati e da assegnare. Una situazione non facile, con CDP alla finestra.

    Nel 2022, ovvero nell’anno in corso, la povera Infratel ha dovuto rifiutare una media del 74% dei progetti presentati da Open Fiber. Perché?

    Molto semplice, 3 progetti su 4 sono stati fatti male. E il guaio è che tutti lo sanno, ma nessuno sembra fare obiezioni. Un segreto di Pulcinella. Ma, ahimè, è un dato che dimostra la scarsa qualità con cui Open Fiber sotto la nuova gestione guidata da Cassa Depositi e Prestiti (CDP), ormai dallo scorso agosto, sta realizzando i progetti. La scarsa qualità fa bocciare i progetti e questo genera i ritardi nell’esecuzione dei lavori che l’azienda sta accumulando. E a questo proposito, sarebbe interessante sapere se sono previste penali in caso di mancata consegna nei tempi previsti e (nel caso in cui fossero previste) se Infratel stia applicando o meno queste penali (o abbia in animo di applicarle).

    Le cose non vanno meglio per l’utilizzo dei fondi europei e nazionali
    Allo stato attuale l’avanzamento in ambito FESR (Fondi Europei di sviluppo regionale) vede 897 Comuni collaudati su 1505 approvati, solo il 59%. Mentre l’avanzamento in ambito FEASR (Fondo europeo agricolo per sviluppo rurale) va anche peggio: solo 728 Comuni collaudati su 1548 approvati, appena il 47%.

    Nessuno sa quanti sono i progetti effettivamente rendicontati che sono poi quelli che contano

    Il rischio è che molti fondi europei potrebbero andare purtroppo persi. Ma allora viene da chiedersi, se Open Fiber non è stata in grado di spendere fondi europei pluriennali del budget ordinario, come farà con i fondi straordinari del PNRR per le Aree grigie? Una domanda peraltro più che legittima, se si considera quanto appaia compromessa anche la situazione dell’avanzamento dei fondi nazionali: 581 Comuni collaudati contro 1607 approvati, pari al 36% e questo perché, per cercare di rattoppare la situazione, l’azienda ha spostato risorse verso i progetti europei. Non ci sembra francamente che la gestione attuale di Open Fiber si stia dimostrando all’altezza della situazione. CDP dovrebbe intervenire rapidamente, prima che sia troppo tardi e non vi siano più spazi di recupero. E, a volerla dir tutta, anche Macquarie Asset Management dovrebbe iniziare a preoccuparsene.

    E gli avanzamenti lavori?
    La situazione è ancora più critica se guardiamo ai numeri degli arretrati (backlog) nelle aree bianche (C&D):

    273 ordini di lavori “onerosi” sono bloccati per via della loro “onerosità”, perché hanno un costo medio di 7421 euro contro 519 euro a budget. Ovvero più di 14 volte rispetto ai costi stimati.
    Poi c’è la distanza media dall’utenza di 202 metri. Ma Open Fiber, ci pare di ricordare che avesse sempre affermato che la distanza media era di 40 metri? Come si giustificano queste differenze? Anche in questo caso, una maggiore trasparenza sarebbe necessaria, dal momento che si impiegano fondi pubblici.
    900 ordini di lavori con prescrizione (vuol dire che i lavori sono richiedono ulteriori interventi, ad esempio in relazione alla profondità delle micro-trincee o ai ripristini del manto stradale)
    Infine ci sono i 1731 euro come costo medio di questi ordini con prescrizione vs. 868 euro senza prescrizione. Anche qui, quindi, un raddoppio dei costi.
    Ma i dati negativi non sono solo questi.

    Il tasso di conversione è di circa il 60% nelle Aree bianche. Questo vuol dire che solo 6 clienti su 10 vengono serviti. E cosa succede agli altri? È possibile che non ricevano mai il servizio per il quale avrebbero diritto. E, domanda anche più rilevante, cosa dice Infratel di tutto questo?

    Ci sono poi ordini lavori che hanno giacenza addirittura superiore ai 120 giorni.

    Open Fiber Network Solutions: l’epopea del Consorzio
    Per non farci mancare nulla, è sbocciata a un certo pumnto la brillante idea di fare un inutile Consorzio, il Consorzio Open Fiber Network Solutions.

    I piani redatti dal nuovo management di Open Fiber prevedono l’assunzione di 200 persone a tempo pieno, tra tecnici ed operai, entro il prossimo settembre.

    Ma come è possibile raggiungere questo obiettivo?

    Ad oggi il piano di recruiting sembra far acqua da tutte le parti. Due sono i canali che il Consorzio sta utilizzando.

    Per canali interni, Open Fiber ha ricevuto solo 30 Curriculum vitae, 13 intervistati, 11 offerte preparate. Per queste 11 persone è necessaria comunque una attività di formazione, perché sono persone che non hanno le competenze necessarie per il lavoro.

    Tramite Agenzie del lavoro, 1611 Cv ricevuti, intervistati dalle agenzie sono stati 129, quelli intervistati dal Consorzio 23.

    A questo punto sorge spontanea la domanda su quali siano stati i risultati della campagna stampa fatta sui principali giornali italiani (di cui ci siamo occupati su queste pagine)? E allora quanti Cv validi sono stati raccolti?

    Il Consorzio che doveva servire per fare lavori direttamente, in prima persona, sta adesso cercando partner per fare ulteriori subappalti, magari prendendoli dallo stesso bacino dei tradizionali subappaltatori dei fornitori di Open Fiber.

    Le cose non vanno meglio sul fronte della logistica
    Il Consorzio ha chiuso contratti per 180 mezzi produttivi e di movimentazione per un valore di € 12 milioni. È vero che ha acquistato camion prevalentemente usati? È vero che il loro valore medio è di € 90.000? Con furgoni ad un prezzo medio di € 40.000 (per scavi/posa) € 25.000 euro (per giunzioni), trencher per scavo mini trincea ad un prezzo medio di € 105.000, € 55.000 per micro trincea, quindi mini escavatori ad un prezzo medio di € 55.000, infine pale compatte ad un prezzo medio € 95.000.

    Quali procedure sono state seguite per l’acquisizione di tali mezzi? E, una volta finiti i lavori, cosa succederà al personale del Consorzio?

    Potrebbe essercene abbastanza perché la nuova presidente di Open Fiber, nominata da CDP e da allora in silenzio, si ponesse il problema di dar luogo alle azioni previste per fugare ogni dubbio. Anche perché potrebbe essere utile dare risposte concrete e certe a tutti i quesiti e le considerazioni sin qui avanzate, nel nome innanzitutto della trasparenza…
    Mah,
    il discorso è che per una qualche strana alchimia le aziende gestite da un organo statale fanno c.a.g.a.r.e.
    Sarà mica perchè le nomine rispondono più a logiche politiche invece che manageriali? Mah.

  8. #1048

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    Leggendo sopra si evince che :
    Nessuno farà mai pagare penali a Open Fiber ...
    Che sono inetti e incapaci ...
    Che se non fanno fusione con rete Telecom ...
    Alla lunga vanno gambe all aria ....
    Vivendi penso voglia sfruttare tutto ciò...
    Sono tutti alla finestra aspettando il 7 Luglio , il 3 Agosto ,il 5 Agosto ,
    E il 31 Ottobre ....
    Forse ad Agosto vediamo le scintille

  9. #1049

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    Citazione Originariamente Scritto da lic72 Visualizza Messaggio
    non nutrirei troppe speranze... quelle valutazioni furono e restano farlocche come l'oro degli alchimisti... al solo uso e consumo del CDA per dire no a KKR... fine.

    Quanto varrà dipenderà solo da quando si metteranno d'accordo sulle cifre e sulle componenti che entreranno nelle due newco, ma sono pronto a scommettere (e felice di perdere ndr) che sarà <0,505€... e si produrranno sofisticate e prolisse pagine spiegazioni di contesto sul perchè e per come, ma il numero in basso a dx quello sarà.

    Sulle RNC la partita la vedo complicata; hanno già rapinato gli ex azionisti TIME-R, per cui ci sono dei bei precedenti negativi, ma una seconda operazione di furto la vedo molto rischiosa per TIM; ad ogni modo alcuni dei candidati a rappresentare gli azionisti risparmio sembrano avere le idee chiare e gli occhi aperti, almeno nelle intenzioni, e si preannuncia un'assemblea bella movimentata se avete letto le domande pubblicata sul sito, al link che avevo postato giorni addietro.
    Non sono così ingenuo da pensare che manterranno fede a quei numeri (sempre di stime trattasi), ma voglio vedere fin dove arriva la loro impudicizia, voglio vedere come spiegheranno a KKR valori inferiori alla loro offerta, voglio vedere con quale animo Vivendi accetterà un ulteriore taglio al pmc, voglio vedere come Labriola possa rimanere al suo posto dopo aver fallito tutte le tempistiche e raccontato balle visto che (nella nostra ipotesi) dovrà proporre di accettare un prezzo inferiore alla metà di quanto fattosi certificare sempre sperando che la riduzione non superi il 60%.

  10. #1050

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    Citazione Originariamente Scritto da umby59 Visualizza Messaggio
    Quindi ci dovrebbe essere un'offerta di acquisto dopo DD alla quale aderire o meno. Ovviamente limitata alla rete. Ma non dimentichiamo che, al fine di opporsi a KKR, l'intera TIM era stata valuta 1-1.3 €/azione. Sulla base di ciò quale sarà l'offerta da ritenersi congrua per noi, KKr e Vivendi ? Ovvero potranno smentirsi o autosmentirsi visto che tutti sono in qualche modo coinvolti? Aspettiamo.....
    Ho sempre più l'impressione che sia il gioco delle tre carte...porte aperte,porte chiuse..e gli interessi sono gli stessi,essendo tutti alla stessa mangiatoia...

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