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  1. #81

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    Oto Melara-Wass, il consorzio franco-tedesco davanti a Fincantieri nei piani del governo - la Repubblica


    ROMA - Il summit di Palazzo Chigi sul futuro di Oto Melara e Wass, le due aziende del settore militare messe in vendita di Leonardo, ieri non si è chiuso con una decisione definitiva. Ma le indiscrezioni sembrano indicare in ascesa l’ipotesi di una cessione al consorzio franco-tedesco Knds, che avrebbe presentato un’offerta più strutturata di quella di Fincantieri, incentrata sulla “tutela dell’italianità” delle società.

    Prospettiva lunga
    Dopo l’incontro di ieri tra Daniele Franco, Lorenzo Guerini e Giancarlo Giorgetti fonti dell’esecutivo hanno fatto sapere: “c’è massima attenzione del governo che valuterà in tempi brevi soluzioni idonee a salvaguardare l’interesse nazionale, alla valorizzazione degli asset strategici e allo sviluppo dell’occupazione anche nel quadro di possibili intese a livello europeo in una prospettiva di lungo periodo”. Parole che paiono portare verso la proposta franco-tedesca, caldeggiata nelle scorse settimane dal presidente Macron nei colloqui con il premier Draghi. Un orientamento che dovrà fare i conti con la presa posizione compatta di parlamentari di tutti i partiti, favorevoli alla cessione a Fincantieri.


    Sulle considerazioni del governo non peserebbe solo la consistenza dell’offerta economica: Parigi e Berlino hanno messo sul tavolo una somma vicina ai 700 milioni di euro. Molto più della alta di quella di Fincantieri - si è parlato di 450 milioni o anche meno - che dovrebbe ricorrere a un aumento di capitale a carico soprattutto di Cassa Depositi e Prestiti, l’azionista pubblico di maggioranza. Ieri a Piazza Affari proprio le voci di un possibile aumento di capitale hanno fatto perdere il 4,8% alla holding triestina, spingendola ai minimi da febbraio.

    Offerta franco-tedesca per Oto Melara, si apre il risiko della Difesa europea
    di Gianluca Di Feo , Anais Ginori
    11 Novembre 2021

    La proposta europea
    L’esecutivo terrebbe invece in maggiore considerazione proprio “la prospettiva di lungo periodo” di consolidamento dell’industria europea della Difesa. Stando alle indiscrezioni, Parigi e Berlino hanno disegnato un’operazione di largo respiro. Il consorzio Knds è stato creato proprio per conquistare la leadership europea dei mezzi pesanti da combattimento: macchine corazzate come i carri armati, praticamente dimenticate con la fine della Guerra Fredda e tornate sulla scena con le nuove tensioni internazionali. La compagnia di diritto olandese è stata costituita dalla Kmw tedesca, erede della Krauss-Maffei che ha costruito i panzer Leopard, e dalla Nexter francese, nata dalla statale Giat che ha prodotto i tank Amx. Nei loro piani le due aziende messe in vendita da Leonardo resterebbero una società di diritto italiano, diventando una sorta di “terza gamba” del consorzio.


    Il loro interesse è focalizzato solo su Oto Melara, che produce artiglierie navali, munizioni hitech e veicoli terrestri: per questo avrebbero manifestato la disponibilità a rivendere a Fincantieri la Wass di Livorno, che si occupa di siluri e apparati subacquei. La piena occupazione e addirittura l’aumento dei posti negli stabilimenti Oto di La Spezia e Brescia verrebbe garantita da Knds attraverso due programmi militari di respiro europeo.


    Il primo è il veicolo cingolato da combattimento IFV: un tipo di mezzo di cui molti Paesi europei hanno necessità. L’Esercito italiano ha già finanziato la sostituzione degli attuali Dardo, con uno stanziamento iniziale di due miliardi. Una fornitura che fa gola al consorzio Knds. Per questo verrebbe pure contrattualizzato un ruolo nel progetto della Iveco Defense di Bolzano e della stessa Leonardo per i visori.


    Il secondo è il futuro carro armato europeo, il primo prodotto nel Continente dal crollo del Muro di Berlino: un’iniziativa in fase preliminare per rifornire le divisioni corazzate di Francia e Germania, in cui entrerebbe subito l’Italia. L’obiettivo è di realizzare il tank destinato a imporsi nei mercati mondiali dal 2030 in poi.

    L'alternativa tricolore
    Leonardo da questa operazione otterrebbe due vantaggi. Finanzierebbe l’acquisto del 25% delle azioni della Hensoldt tedesca, attiva nel campo dei sistemi elettronici su cui il gruppo di piazza Montegrappa vuole concentrarsi: un investimento da 600 milioni. E potrebbe inserirsi con i suoi prodotti anche nei contratti terrestri franco-tedeschi. Una prospettiva non compatibile con un altro dei possibili acquirenti di Oto Melara, l’azienda tedesca RheinMetall, che realizza cingolati da combattimento ma anche apparati elettronici.


    Se il “lungo periodo” tracciato da Knds può rappresentare una promessa di crescita per gli impianti italiani, allo stesso tempo li renderà dipendenti dalle scelte dei governi di Parigi e Berlino. Che sono cariche di incognite politiche. In Francia, le elezioni presidenziali potrebbero rimettere in discussione le strategie europee di Macron; in Germania restano da decifrare gli indirizzi del nuovo esecutivo “semaforo” e l’influenza dei Verdi nel condizionare la spesa militare. Il rischio è che venga sfruttata l’eccellenza di Oto Melara nelle artiglierie navali, con le torrette da 76/62 vendute ovunque, e nelle munizioni hi-tech Vulcano – che trasformano i proiettili dei cannoni in missili – senza certezze sulla crescita nel settore terrestre.


    Questo è l’argomento chiave su cui fa leva Fincantieri, impegnata a potenziare la presenza nelle navi da guerra per compensare la crisi delle ammiraglie da crociera causata dal Covid. Una campagna per la “protezione dell’italianità” che ha visto scendere in campo un ampio schieramento di parlamentari di Pd, Iv, Forza Italia e Lega, ottenendo subito il consenso dei sindacati oltre a quello delle amministrazioni locali. In ballo, infatti, c’è il destino di oltre 1500 lavoratori, tra cui un numero elevato di ingegneri, tutti altamente specializzati. Allo stesso tempo, Fincantieri ha risorse economiche limitate per condurre in porto l’operazione. Ed è completamente estranea al settore dei mezzi da combattimento terrestri, quello su cui si sta scatenando il risiko delle cancellerie europee: una battaglia di panzer dove solo i giganti sopravviveranno

  2. #82
    L'avatar di figat
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    Fincantieri - Leonardo - Dal vertice di governo su Oto Melara/Wass: soluzione a breve che guardi sia ad interesse nazionale che a possibili intese a livello europeo 25/11/2021 12:31 - EQ
    Ieri si è tenuto il primo vertice di governo sul dossier Oto Melara/Wass al termine del quale è stato indicato che il governo valuterà in tempi brevi soluzioni idonee a salvaguardare gli interessi nazionali sulla valorizzazione degli asset e lo sviluppo dell`occupazione anche nel quadro di possibili intese a livello europeo. Secondo Il Sole 24 Ore che cita fonti vicini al dossier, si rafforza l`ipotesi di divisione degli asset con Fincantieri che acquisirebbe gli armamenti navali e KNDS quelli terresti. Questa soluzione dovrebbe ancora trovare il via libera da parte degli attori coinvolti.
    Nell`articolo de Il Sole 24 ore viene ribadito il ruolo nell`operazione di CDP che potrebbe intervenire nell`aumento di capitale necessario a Fincantieri (CDP è primo azionista con il 71%) o in alternativa con una quota diretta nella newco tra Fincantieri e KNDS che andrebbe a rilevare le due società di Leonardo.
    Leonardo si attende offerte vincolanti entro la fine dell`anno anche se, a nostro avviso, l`intervento del governo italiano può ragionevolmente allungare i tempi per la definizione dell`operazione.

    BUY con Target Price 8.8

  3. #83

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    Citazione Originariamente Scritto da cgiuseppe Visualizza Messaggio
    Mi sà ke dovremmo aprire possibili ipotesi di kiusure GAP UP del :

    1° 0,595 09/02/2021

    2° 0,522 29/01/2021

    3° 0,4532 19/03/2020


    Chiuso il 1° a 0,595 .....

  4. #84

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    Personalmente, credo di più ad una fusione LDOF/FCT che ad un ADC .... poi....
    Ritengo che ne sapremo di piu a visita di Macron finita e accordi firmati, ADC si o no non puo prescindere dall’aspetto politico e ne determinerà le candele ad esse collegate.

  5. #85

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    In fase di riallineamento????? Stiamo a vedere....

  6. #86

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    Citazione Originariamente Scritto da cgiuseppe Visualizza Messaggio
    In fase di riallineamento????? Stiamo a vedere....
    Allora speriamo che scende Leonardo, e non fincantieri per allinearsi per bene

  7. #87
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    FINCANTIERI (FCT.MI)
    Shipping company MSC Crociere is ready to invest a further 2 billion euros for new ships, mainly for its luxury segment, the group's Executive Chairman Pierfrancesco Vago told Il Sole 24 Ore. The new investment could be directed at Fincantieri, who is already building four high-end cruise ships for MSC new luxury offer Explora, the paper adde

    tradotto:
    La compagnia di navigazione MSC Crociere è pronta a investire altri 2 miliardi di euro per nuove navi, principalmente per il suo segmento di lusso, ha detto al Sole 24 Ore il presidente esecutivo del gruppo Pierfrancesco Vago. Il nuovo investimento potrebbe essere diretto a Fincantieri, che sta già costruendo quattro alti -fine navi da crociera per la nuova offerta di lusso di MSC Explora, ha aggiunto il giornale.

  8. #88

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    In fase di riallineamento????? Stiamo a vedere....
    Eccoloooooo .....

    -ldo-fct.jpg

  9. #89

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    Fincantieri to expand U.S. East Coast ship repair ops - Marine Log


    Fincantieri espanderà le operazioni di riparazione navale della costa orientale degli Stati Uniti


    Mentre FMNSA competerà per la riparazione e la manutenzione delle navi della Marina che hanno fatto scalo a Mayport, la struttura di Commodores Point sarà disponibile anche per il lavoro sulle navi commerciali. [Fotografia della Marina degli Stati Uniti]

    Con una mossa che dovrebbe portare centinaia di posti di lavoro a Jacksonville, in Florida, Fincantieri Marine Systems North America intende espandere le sue operazioni di riparazione navale sulla costa orientale degli Stati Uniti. Destinato a navi sia commerciali che governative, il fulcro dello sforzo sarà Commodores Point, Jacksonville, dove la compagnia porterà un grande bacino di carenaggio.

    "Stiamo investendo milioni di dollari in miglioramenti del lungomare, inclusa l'introduzione di un grande bacino di carenaggio, che ci consentirà di essere un'operazione di riparazione marittima di alto livello". ha affermato Ryan Smith, presidente e amministratore delegato di Fincantieri Marine System. "Il bacino di carenaggio sarà certificato dalla Marina degli Stati Uniti, il che ci consentirà di riparare e mantenere le navi della Marina oltre al nostro lavoro sulle navi commerciali e della Guardia costiera".

    Ad agosto, Fincantieri ha ricevuto l'approvazione dalla Marina Militare per partecipare agli ordini di consegna di riparazione e manutenzione sulle navi da combattimento litorali di classe Freedom attualmente homeported nella vicina Mayport, in Florida. Ad ottobre, ha ricevuto l'approvazione per competere per i lavori sulla restante flotta di superficie di Mayport.

    Con l'espansione dell'azienda nel nord-est della Florida, Smith prevede di impiegare più di 300 uomini e donne nei prossimi tre anni. Questi lavori includono posizioni nelle specializzazioni di montaggio di tubazioni, allestimento navale, saldatura, equipaggiamento elettrico, conservazione e meccanica.

    A partire dall'inizio del 2022, la società sarà aperta alla fornitura di servizi a navi commerciali di piccole e medie dimensioni presso la struttura di Commodores Point. Sebbene il grande bacino di carenaggio non sarà operativo fino al 2023, Fincantieri sarà disponibile per lavori top-side sul lato molo delle navi più grand

  10. #90

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    Fincantieri to expand U.S. East Coast ship repair ops - Marine Log


    Fincantieri espanderà le operazioni di riparazione navale della costa orientale degli Stati Uniti


    Mentre FMNSA competerà per la riparazione e la manutenzione delle navi della Marina che hanno fatto scalo a Mayport, la struttura di Commodores Point sarà disponibile anche per il lavoro sulle navi commerciali. [Fotografia della Marina degli Stati Uniti]

    Con una mossa che dovrebbe portare centinaia di posti di lavoro a Jacksonville, in Florida, Fincantieri Marine Systems North America intende espandere le sue operazioni di riparazione navale sulla costa orientale degli Stati Uniti. Destinato a navi sia commerciali che governative, il fulcro dello sforzo sarà Commodores Point, Jacksonville, dove la compagnia porterà un grande bacino di carenaggio.

    "Stiamo investendo milioni di dollari in miglioramenti del lungomare, inclusa l'introduzione di un grande bacino di carenaggio, che ci consentirà di essere un'operazione di riparazione marittima di alto livello". ha affermato Ryan Smith, presidente e amministratore delegato di Fincantieri Marine System. "Il bacino di carenaggio sarà certificato dalla Marina degli Stati Uniti, il che ci consentirà di riparare e mantenere le navi della Marina oltre al nostro lavoro sulle navi commerciali e della Guardia costiera".

    Ad agosto, Fincantieri ha ricevuto l'approvazione dalla Marina Militare per partecipare agli ordini di consegna di riparazione e manutenzione sulle navi da combattimento litorali di classe Freedom attualmente homeported nella vicina Mayport, in Florida. Ad ottobre, ha ricevuto l'approvazione per competere per i lavori sulla restante flotta di superficie di Mayport.

    Con l'espansione dell'azienda nel nord-est della Florida, Smith prevede di impiegare più di 300 uomini e donne nei prossimi tre anni. Questi lavori includono posizioni nelle specializzazioni di montaggio di tubazioni, allestimento navale, saldatura, equipaggiamento elettrico, conservazione e meccanica.

    A partire dall'inizio del 2022, la società sarà aperta alla fornitura di servizi a navi commerciali di piccole e medie dimensioni presso la struttura di Commodores Point. Sebbene il grande bacino di carenaggio non sarà operativo fino al 2023, Fincantieri sarà disponibile per lavori top-side sul lato molo delle navi più grand
    Rimane il fatto che continuando ad investire in debito, i frutti positivi di queste iniziative si vedranno tra anni. "E noi intanto paghiamo!" diceva Totò.

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