STELLANTIS-CNHI-RACE notizie, dati, bilanci (e commenti relativi) - 5th - Pagina 131
Per Banco BPM il risiko non è più un must. AD Castagna mette a tacere sirene risiko, Carige affonda in Borsa
Il caso vuole che Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco BPM, metta a tacere le sirene del risiko delle banche italiane proprio nel giorno in cui le borse mondiali, più …
Vontobel: ingresso di due risorse per presidiare il mercato italiano dei Certificati, il più importante dopo Germania e Svizzera
Jacopo Fiaschini e Gino Ercole Zincone hanno fatto il loro ingresso ufficiale in Vontobel. Entrambi saranno interamente dedicati al presidio e allo sviluppo del mercato italiano dei Certificati, dove Vontobel …
Collasso Evergrande e il rischio effetto domino: minaccia per immobiliare, banche e l’economia in generale
L’intensificarsi della crisi del gruppo cinese Evergrande, il costruttore più indebitato del mondo, sta causando scosse in tutto il mercato cinese dei bond e alimentando i timori che ci possano essere …
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  1. #1301
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    dal sole ore. In memoria di SM

    Marchionne è morto il 25 luglio di tre anni fa e non è possibile non dedicare a lui questo familyand trends. In molti, soprattutto nei primi tempi, ne hanno parlato cercando di raccontare quello che aveva fatto, come aveva cambiato le persone, le aziende e, anche, la nostra società. Molti di quelli che allora hanno occupato il palcoscenico lo conoscevano poco e (è curioso) molti di quelli che lo conoscevano meglio hanno preferito il silenzio.

    Andando avanti con il tempo, si può provare a dare una lettura dell'uomo oltre che di quello che ha fatto e a descriverlo oltre il palcoscenico che offre una morte improvvisa e tragica. Non bisogna certo dimenticare quanto il manager ha fatto: ha ridato vita a più di un'impresa, ha cambiato il modo con cui si compete nell'industria dell'auto, ha rimodellato la percezione dell'Italia negli Stati Uniti e ha, forse, cambiato anche il modo con cui noi ci vediamo come Paese. C'è però un aspetto meno approfondito: le sue qualità di uomo. Ho avuto la possibilità, quando ad Harvard con Rob Kaplan lavoravo al caso Sergio at Chrysler di osservare l'uomo e la sua organizzazione e, per quello che posso aver capito, la caratteristica che più lo definiva era il coraggio. In tanti, accademici e non, hanno riempito gli scaffali e i siti di regole, modelli, consigli per essere un bravo leader, forse nessuno però ha detto che esserlo costa in termini umani.

    A Marchionne il coraggio è costato, l'ho capito quando una sera durante un incontro per la preparazione del caso, si fermò un attimo a pensare, poi alzò gli occhi e disse: “beh certamente in questi anni, da quel giugno 2004, sono cambiato anch'io; sono cambiato molto e non avrebbe potuto essere altrimenti”.

    Il suo coraggio era di tre tipi: il coraggio dell'impensabile, della responsabilità del sacrificio.

    L'impensabile. Quando riunì i top manager per dire “we gonna do Chrysler” uno solo era a favore; gli altri erano contrari ritenendola una rischiosa pazzia. Ci vuole coraggio a decidere quando tutto sembra dirti che quello che vuoi eseguire è impensabile. Si tratta di “though call”: il momento in cui devi decidere se andare a destra o a sinistra; ed è un momento in cui sei solo e devi decidere di poter guidare “the House” verso l'impensabile. Certo, anche chi ama il rischio di per sé stesso può decidere l'impensabile, ma non era questo il caso. Marchionne ogni volta che prendeva un rischio si preparava allo scenario peggiore. Nelle sue parole: “If you hit the iceberg, don't bother to ask where there are the lifeboats: too late.”

    La responsabilità, nelle sue parole: “Tutte le 300mila persone di Fiat Chrysler guardano ininterrottamente i loro leader. Il leader deve essere onesto nel suo lavorare per il meglio dell'azienda e deve essere un esempio, sempre. Se le tradisci una volta, sei finito. Hai perso la fiducia che ispiri. Come Ceo ho solo due diritti: quello di scegliere i leader con cui lavorare e i valori che guidano l'azienda”. La responsabilità del CEO è, in primis, verso l'organizzazione che guida. Sembra bello e facile dirlo ma questo implica alzare i prezzi, non forzare le vendite e apparire meno bravo alla trimestrale e alla chiusura dell'esercizio; implica imporre la tua autorità per convincere i tuoi a chiudere un solo stabilimento in Italia e poi accettare di passare per il cattivo che l'ha chiuso e non per il buono che ne ha salvati sei. Solo un CEO che non pensa prima alla sua carriera ma prima all'organizzazione (the House) può fare queste scelte. Solo qualcuno che sa che essere il capo vuol dire servire. Ancora nelle sue parole: “Mio padre era un maresciallo dei Carabinieri. Sono cresciuto con l'uniforme a bande rosse dell'Arma e ritrovo sempre i valori con cui sono cresciuto e che sono stati alla base della mia educazione: la serietà, l'onestà, il senso del dovere, la disciplina, lo spirito di servizio”.

    Il sacrificio. Quando la automotive task force del governo americano pressava per avere un impegno finanziario di FIAT e una fusione veloce, Marchionne si oppose dicendo: “You have my skin, I give you everything I have”. Era pronto a sacrificare sé stesso ma non la FIAT. Nel caso l'operazione fosse andata male la sua reputazione sarebbe stata distrutta e la sua carriera finita. Questo era un sacrificio accettabile. Il coraggio del sacrificio nelle sue parole: “I was expendable, FIAT was not”. Certo questo è un sacrificio eroico, basta dirlo una volta e poi sei un po' costretto a eseguire quello che hai detto. La sua vita, ha testimoniato chiunque abbia lavorato con lui, era un enorme e continuo sacrificio personale: era disponibile per tutti coloro che avevano bisogno di una decisione e lo era 24/7, sempre.

    Osservando Marchionne allora, pensavo che la sua etica non gli avrebbe permesso di restare alla guida un minuto in più, se si fosse accorto di non poter dare tutto sé stesso all'organizzazione (“The House”). Oggi penso che vi è rimasto proprio sino a quel momento e questo fa di lui un uomo di un coraggio straordinario.

    (Docente di Family Business Strategy - Università di Torino – bernardo.bertoldi@unito.it)

    Riproduzione riservata ©
    Bernardo Bertoldi
    Bell'articolo, sempre importante ricordare il lavoro e la figura di Marchionne che ha salvato Fiat ed il portafogli di tanti azionisti compreso il sottoscritto.
    Ciao
    Swix

  2. #1302

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    Citazione Originariamente Scritto da industria Visualizza Messaggio
    Penalizzati? Addirittura chiaramente e poi fai l'esempio opposto? Ma anche no.
    Per penalizzante intendevo il tasso di cambio della moneta, all'interno del quale venne fatto pesare il fattore "Italia", con tutte le sue incoerenze. Le banche lucravano per costruirsi una posizione strutturata, lo stato offriva lauti interessi a chi gli affidava i propri risparmi. Tutti aspetti della volontà di utilizzare il denaro per volano in un meccanismo che ne bruciava parecchio.

  3. #1303

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    [QUOTE=industria;56392399]dal sole ore. In memoria di SM

    Marchionne è morto il 25 luglio di tre anni fa e non è possibile non dedicare a lui questo familyand trends. In molti, soprattutto nei primi tempi, ne hanno parlato cercando di raccontare quello che aveva fatto, come aveva cambiato le persone, le aziende e, anche, la nostra società. Molti di quelli che allora hanno occupato il palcoscenico lo conoscevano poco e (è curioso) molti di quelli che lo conoscevano meglio hanno preferito il silenzio.

    Ho letto anche una sua biografia, ce ne fossero di uomini del genere..
    Giù il cappello per SM

  4. #1304
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    Citazione Originariamente Scritto da groviglio Visualizza Messaggio
    con gli interessi dei titoli di stato ? secondo te all'ora non c0era un'inflazione che , de facto, sterilizzava quegli interessi? titolo di stato is over...e meno male
    si infatti in quei periodi per chi aveva un lavoro stabile conveniva avere un mutuo da pagare che tenere i soldi in bot .
    c'era la scala mobile ,gli stipendi aumentavano spesso per adattarsi all'inflazione e di conseguenza la rata dopo pochi anni al contrario di oggi diventava leggera , oltre al fatto che la casa si incrementava di valore anno su anno .
    quello che oggi sembrava caro , domani era già il prezzo giusto e dopodomani avevi già fatto un affarone .
    chi era in affari riempiva i magazzini di merce , il mio principale teneva quasi sempre 150/200 auto nuove in garage perchè i listini variavano abbastanza velocemente " e la fiat ti avvertiva quando c'era un aumento " poi in seguito gli aumenti avvenivano soltanto da un numero di serie in avanti e allora il giochini cessò.
    bisogna averli vissuti quei periodi , chi è stato intraprendente e ha saputo far girare i soldi si è arricchito , chi non ha avuto la possibilità si è impoverito , chi aveva anche un piccolo commercio decente ha fatto fortune ,chi era a stipendio a subire l'inflazione si è impoverito " operai e ceto medio "
    ricordo che una volta l'auto dopo 4 anni mi diedero gli stessi soldi che avevo pagata da nuova

  5. #1305
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    Alla fine si leggono sempre previsioni ottimistiche con batterie allo stato solido che sembrano pronte per la produzione.
    Invece, quando si guardano i programmi reali, sembra che il 2024 sarà l'anno in cui ci sarà il debutto.
    Batterie allo stato solido QuantumScape: sulle auto gia nel 2023

    Credo che nel breve (6 mesi), le 4680 di Tesla se dovessero rispettare le promesse saranno il passo avanti più eclatante in fatto di costi e concentrazione energetica.
    Inutile dire che il grande progresso in termini di peso, efficienza e costi per le BEV è contenuto nelle celle delle batterie.

    Ci sono tanti produttori con investimenti corposi in questo campo, non ultimi i produttori di petrolio!
    Tra cui Total (con cui Stellantis ha siglato un consorzio), Shell...ecc.
    Ma anche i produttori storici di batterie...SAMSUNG, LG, Panasonic...oltre ovviamente alla grande armata cinese sovvenzionata pesantemente a livello statale.

    Sarà una grande lotta, specie su costi e tempi di commercializzazione.
    Speriamo non finisca con incendi o botti!

  6. #1306
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    Citazione Originariamente Scritto da groviglio Visualizza Messaggio
    se hai risparmi e li investi in maniera "banale" in un ETF S&P 500 vai a vederti cosa ti sei guadagnato negli ultimi 20 anni(il periodo di vigenza dell'euro)..qualsiasi anno tu sia entrato...un caz-zo di banale ETF su un indice mondiale, non un derivato o roba strana...o forse intendevi in titoli di stato? beh, dal mio punto di vista i titoli di stato non devono rendere niente ..insomma, io non riesco a ricevere nemmeno questa tua affermazione
    e lo so a posteriori è tutto maledettamente più facile , prova a dirmi da adesso in avanti cosa bisognerebbe fare?
    dici che i titoli di stato non devono rendere niente , ma allora nessuno rinnoverebbe/comprerebbe le nuove emissioni e lo stato andrebbe in default , come lo risolveresti questo problema? non possiamo più stampare moneta come una volta , chi ci compra il nostro debito stratosferico raddoppiato quasi nell'era euro ?
    saluti

  7. #1307
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    Citazione Originariamente Scritto da rossi+ Visualizza Messaggio
    e lo so a posteriori è tutto maledettamente più facile , prova a dirmi da adesso in avanti cosa bisognerebbe fare?

    ETF S&P 500...c'habbiamo i dati degli ultimi 200 anni è una questione di "buon senso" e di tempo. puoi tranquillamente non avere la sfera di cristallo. non è rischiesta

    dici che i titoli di stato non devono rendere niente , ma allora nessuno rinnoverebbe/comprerebbe le nuove emissioni e lo stato andrebbe in default , come lo risolveresti questo problema? non possiamo più stampare moneta come una volta , chi ci compra il nostro debito stratosferico raddoppiato quasi nell'era euro ?
    saluti
    i titoli di stato , in generale, non devono rendere niente, perchè (parliamo di quelli occidentali) il lro rischio si avvicina a zero. mi sembra ovvio. inflazione bassa e rischio bassissimo fanno il miracolo...ci sarà sempre chi non vuole rischiare (quasi) niente(e sono la maggioranza delle persone (e istituzioni, per altri motivi) che ci circondano e quindi i debiti sovrani vengono sottoscritti


    ps io non ho quell' ETF perchè ho un alto profilo di rischio(e tanti capitali), ma se fossi uno che non vuole rischiare e stare tranquillo quello prenderei(ed è quello che consiglio alla massa di conigli.(che poi , ovviamente, non seguono)non certo un tds (va bene non rischiare, ma non esageriamo con il piattume e la pavidità)rotfl:

  8. #1308
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    si infatti in quei periodi per chi aveva un lavoro stabile conveniva avere un mutuo da pagare che tenere i soldi in bot .
    c'era la scala mobile ,gli stipendi aumentavano spesso per adattarsi all'inflazione e di conseguenza la rata dopo pochi anni al contrario di oggi diventava leggera , oltre al fatto che la casa si incrementava di valore anno su anno .
    quello che oggi sembrava caro , domani era già il prezzo giusto e dopodomani avevi già fatto un affarone .
    chi era in affari riempiva i magazzini di merce , il mio principale teneva quasi sempre 150/200 auto nuove in garage perchè i listini variavano abbastanza velocemente " e la fiat ti avvertiva quando c'era un aumento " poi in seguito gli aumenti avvenivano soltanto da un numero di serie in avanti e allora il giochini cessò.
    bisogna averli vissuti quei periodi , chi è stato intraprendente e ha saputo far girare i soldi si è arricchito , chi non ha avuto la possibilità si è impoverito , chi aveva anche un piccolo commercio decente ha fatto fortune ,chi era a stipendio a subire l'inflazione si è impoverito " operai e ceto medio "
    ricordo che una volta l'auto dopo 4 anni mi diedero gli stessi soldi che avevo pagata da nuova
    e allora vieni sulla mia tesi?!

  9. #1309

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    Citazione Originariamente Scritto da cod Visualizza Messaggio
    Per penalizzante intendevo il tasso di cambio della moneta, all'interno del quale venne fatto pesare il fattore "Italia", con tutte le sue incoerenze. Le banche lucravano per costruirsi una posizione strutturata, lo stato offriva lauti interessi a chi gli affidava i propri risparmi. Tutti aspetti della volontà di utilizzare il denaro per volano in un meccanismo che ne bruciava parecchio.
    Cod ti prego di guardare questo grafico cioè l'andamento del cambio marco-lira negli anni di vita delle due monete.
    Cambio Marco Tedesco Lira Italiana (Storico) - cambioeuro

    come puoi vedere la lira nei primi mesi del '97 si rivalutò moltissimo sul marco passando da circa 1.200 lire per 1 marco a 970 circa.

    Fino al '92 il cambio lira marco era intorno a 750 lire.
    Fino al 70 era inferiore a 200 lire.

    Quando entrammo nell'euro il governo Prodi-Ciampi puntava a un cambio 1000 lire=1 marco. I tedeschi si opposero e si arrivò a 990=1 marco. Ci fu una svalutazione di un 20/25 lire per un marco che equivaleva a un 2/3 per cento. rispetto a un cambio che era ampiamente stabilizzato e che ripeto rispetto alla fine del '92 era di 200 lire (circa il 20/25%) inferiore.

    Come si fa a dire che il cambio fu penalizzante?

  10. #1310
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    FPT Industrial Bourbon-Lancy plant awarded World Class Manufacturing Gold Medal

    ​Londra, 26 Luglio 2021

    Lo stabilimento di produzione di motori FPT Industrial di Bourbon-Lancy, in Francia, ha ottenuto la certificazione Gold Level nell’ambito del programma World Class Manufacturing (WCM). Bourbon-Lancy diventa così il terzo stabilimento CNH Industrial N.V. (NYSE: CNHI / MI: CNHI), dopo quelli IVECO di Madrid e Valladolid in Spagna, ad acquisire tale status.

    Lo stabilimento è specializzato nella fabbricazione della gamma di motori Cursor, che consta di ben 77 varianti tecniche e oltre 5.700 opzioni diverse. Forte di una capacità di produzione di circa 80.000 motori all’anno, il sito impiega quasi 1.200 dipendenti. Lo stabilimento di Bourbon-Lancy è considerato un centro di eccellenza per i motori diesel e a gas naturale, e produce una gamma di motori concepiti su misura per soddisfare gli specifici requisiti di una serie di applicazioni, dai veicoli per il trasporto stradale e off-road, agli impieghi nel settore marittimo e della generazione di potenza.

    Il sito di Bourbon-Lancy è noto nella regione per il suo impegno a favore della sostenibilità. Oltre a produrre i motori a gas naturale di maggior successo sul mercato, lo stabilimento ha anche avviato una serie di progetti tesi a minimizzare l’impatto ecologico delle proprie attività industriali e a tutelare la biodiversità dell’ambiente circostante.

    Il World Class Manufacturing è uno dei più prestigiosi standard del settore manifatturiero globale per la gestione integrata degli stabilimenti e dei processi di produzione. Consiste in un sistema strutturato in pilastri, basato sul miglioramento continuo e progettato per eliminare sprechi e perdite dal processo produttivo attraverso l’identificazione di obiettivi quali zero infortuni, zero difetti, zero rotture e zero sprechi. Per certificare i miglioramenti ottenuti, il sistema prevede una serie di audit periodici indipendenti su tutti i pilastri del WCM. L’esito dei controlli determina l’assegnazione di un punteggio e tre livelli di certificazione: Bronzo, Argento e Oro.

    L’audit WCM effettuato a Bourbon-Lancy ha evidenziato progressi ed elevati livelli di compliance in svariate aree, dalla produzione alla gestione manageriale, inclusi Cost Deployment e Autonomous Maintenance Workplace Organization, che hanno aperto la strada al conseguimento della certificazione di livello Gold.

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