Stm e non solo - parte VI - Pagina 121
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Giovedì amaro per Piazza Affari. L?indice Ftse Mib, reduce dal rally delle prime tre giornate di agosto, ha chiuso in calo dell?1,34% a 19.475 punti. Gli investitori aspettavano indicazioni circa …
Oro in volo: “Short? Avventurosi, il tappo è saltato ormai. L’argento sale perché è green”
In un 2020 difficile oro e argento stanno facendo la parte del leone. Il metallo giallo negli ultimi dieci giorni ha fatto segnare più di 250 dollari l’oncia di crescita, …
I monopattini Helbiz puntano il Nasdaq con l’aggiunta degli e-scooter MiMoto
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  1. #1201
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    Olanda. Avrebbero individuato il primo anticoropo monoclonale al mondo in grado di sc

    Coronavirus, "forse trovata la cura": l'anticorpo monoclonale che in un mese potrebbe cambiare tutto


    "Trovata la cura che batte il virus".

    Il titolo di prima pagina del Fatto Quotidiano è di quelli forti, fortissimi.

    Si parla ovviamente della battaglia al coronavirus e a parlare sono gli scienziati dei laboratori dell'Università di Utrecht,
    in Olanda. Avrebbero individuato il primo anticoropo monoclonale al mondo in grado di sconfiggere il Covid-19.

    L'anticorpo 47D11 tra circa un mese,

    sottolinea Il Fatto Quotidiano, sarà sperimentabile sui pazienti:

    questo perché è stato individuato come "anticorpo neutralizzante", ossia in grado di aggredire il virus.

    Il metodo è quello della cosiddetta "immunità passiva".

    "In questo modo - recitano le conclusioni dello studio olandese - l'anticorpo è in grado di neutralizzare
    in maniera incrociata SarsCov2" e lo fa "usando un meccanismo indipendente dall'inibizione del legame
    con i recettori". Proprio per questo "l'anticorpo potrà essere utile", oltre che per guarire i pazienti anche
    "per lo sviluppo di test di rilevazione dell'antigene".

    La notizia è stata accolta con speranza da Maria Rita Gismondo,
    direttrice del laboratorio di microbiologia all'ospedale Sacco di Milano:

    "È un ottimo traguardo", spiega. E ancora:
    "Il metodo usato non è in realtà nuovo.

    Già nel 2003, all'epoca della Sars, Nature pubblicò un mio studio che andava in questa direzione.
    In Cina, oggi diversi malati sono stati trattati con il siero di pazienti guariti", conclude la Gismondo.


    ________________________________________ ____________________________


    E' stato messo a punto il primo farmaco specializzato per aggredire il coronavirus Sars-CoV2.

    E' un anticorpo monoclonale, specializzato nel riconoscere la proteina che il virus utilizza per
    aggredire le cellule respiratorie umane.

    La ricerca è pubblicata sul sito BioRxiv dal gruppo dell'Università olandese di Utrecht guidato da Chunyan Wang.
    I ricercatori hanno detto alla Bbc che saranno necessari mesi prima che il farmaco sia disponibile perché dovrà
    essere sperimentato per avere le risposte su sicurezza ed efficacia.

    Legandosi alla proteina Spike, che si trova sulla superficie del coronavirus, l'anticorpo monoclonale le
    impedisce di agganciare le cellule e in questo modo rende impossibile al virus di penetrare al loro interno per replicarsi.

    Per questo motivo i ricercatori sono convinti che l'anticorpo ha delle potenzialità importanti "per il trattamento
    e la prevenzione della Covid 19".

    I ricercatori stavano già lavorando a un anticorpo contro la Sars quando è esplosa l'epidemia di Covid-19 o Sars2
    e si sono resi conto che gli anticorpi efficaci contro la prima malattia riuscivano a bloccare anche la seconda.

    Gli studi sono ancora in corso e l'anticorpo deve essere sottoposto a test molto rigorosi, ma i ricercatori sperano
    di convincere una compagnia farmaceutica a produrlo.

    Tutto questo, secondo gli scienziati di Utrecht, richiederebbe molto meno tempo che sviluppare un vaccino
    per il nuovo coronavirus.



    RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
    Ultima modifica di belkin; 15-03-20 alle 19:24

  2. #1202

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    Citazione Originariamente Scritto da belkin Visualizza Messaggio
    Coronavirus, "forse trovata la cura": l'anticorpo monoclonale che in un mese potrebbe cambiare tutto


    "Trovata la cura che batte il virus".

    Il titolo di prima pagina del Fatto Quotidiano è di quelli forti, fortissimi.

    Si parla ovviamente della battaglia al coronavirus e a parlare sono gli scienziati dei laboratori dell'Università di Utrecht,
    in Olanda. Avrebbero individuato il primo anticoropo monoclonale al mondo in grado di sconfiggere il Covid-19.

    L'anticorpo 47D11 tra circa un mese,

    sottolinea Il Fatto Quotidiano, sarà sperimentabile sui pazienti:

    questo perché è stato individuato come "anticorpo neutralizzante", ossia in grado di aggredire il virus.

    Il metodo è quello della cosiddetta "immunità passiva".

    "In questo modo - recitano le conclusioni dello studio olandese - l'anticorpo è in grado di neutralizzare
    in maniera incrociata SarsCov2" e lo fa "usando un meccanismo indipendente dall'inibizione del legame
    con i recettori". Proprio per questo "l'anticorpo potrà essere utile", oltre che per guarire i pazienti anche
    "per lo sviluppo di test di rilevazione dell'antigene".

    La notizia è stata accolta con speranza da Maria Rita Gismondo,
    direttrice del laboratorio di microbiologia all'ospedale Sacco di Milano:

    "È un ottimo traguardo", spiega. E ancora:
    "Il metodo usato non è in realtà nuovo.

    Già nel 2003, all'epoca della Sars, Nature pubblicò un mio studio che andava in questa direzione.
    In Cina, oggi diversi malati sono stati trattati con il siero di pazienti guariti", conclude la Gismondo.


    ________________________________________ ____________________________


    E' stato messo a punto il primo farmaco specializzato per aggredire il coronavirus Sars-CoV2.

    E' un anticorpo monoclonale, specializzato nel riconoscere la proteina che il virus utilizza per
    aggredire le cellule respiratorie umane.

    La ricerca è pubblicata sul sito BioRxiv dal gruppo dell'Università olandese di Utrecht guidato da Chunyan Wang.
    I ricercatori hanno detto alla Bbc che saranno necessari mesi prima che il farmaco sia disponibile perché dovrà
    essere sperimentato per avere le risposte su sicurezza ed efficacia.

    Legandosi alla proteina Spike, che si trova sulla superficie del coronavirus, l'anticorpo monoclonale le
    impedisce di agganciare le cellule e in questo modo rende impossibile al virus di penetrare al loro interno per replicarsi.

    Per questo motivo i ricercatori sono convinti che l'anticorpo ha delle potenzialità importanti "per il trattamento
    e la prevenzione della Covid 19".

    I ricercatori stavano già lavorando a un anticorpo contro la Sars quando è esplosa l'epidemia di Covid-19 o Sars2
    e si sono resi conto che gli anticorpi efficaci contro la prima malattia riuscivano a bloccare anche la seconda.

    Gli studi sono ancora in corso e l'anticorpo deve essere sottoposto a test molto rigorosi, ma i ricercatori sperano
    di convincere una compagnia farmaceutica a produrlo.

    Tutto questo, secondo gli scienziati di Utrecht, richiederebbe molto meno tempo che sviluppare un vaccino
    per il nuovo coronavirus.



    RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
    buona notizia, è verosimile che la crisi in corso porti risorse per lo sviluppo di un farmaco accorciando i tempi usuali.

    Ho letto di diversi progetti in corso, speriamo si trovi qualcosa nel più breve tempo possibile.

  3. #1203
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    https://www.money.it/30-000-soldati-americani-in-Europa

    Arrivano 30.000 soldati americani in Europa senza mascherina

    I 30.000 soldati impiegato nell’operazione Defender Europe 20 non dovranno rispettare le misure di sicurezza contro il coronavirus: “Le nostre forze sono in buona salute”.





    30.000 soldati provenienti dagli USA saranno impiegati in una maxi esercitazione Defender Europe 20. Nonostante gli Stati Uniti abbiano innalzato l’allerta nei confronti dell’Italia a livello 3 e 4, i militari non saranno tenuti ad indossare le mascherine e a seguire le prescrizioni di sicurezza imposte dai vari Stati.

    Le motivazioni sono da rintracciarsi nelle dichiarazioni rilasciate dallo US Army Euro che si è posto come garante dei suoi militari, sostenendo che: “stiamo monitorando il coronavirus” e che “le nostre forze sono in buona salute”.

    L’esercitazione inoltre coinvolge diverse migliaia di persone e a ritmi e procedure tali da rendere impossibile il perseguimento delle norme sanitarie imposte ai civili. Saranno previsti inoltre una serie di concerti della US Army Rock Band in Germania, Lituania e Polonia, tutti ad ingresso gratuito che attrarranno molte persone.

    In cosa consiste l’esercitazione Defender Europe 20

    Il Defender Europe 20 è il più grande dispiegamento di soldati americani all’interno dei territori dell’Europa degli ultimi 25 anni. Oltre a quelli già presenti sul territorio se ne aggiungeranno altri 30.000 nel periodo compreso da aprile e maggio.

    Il primo gruppo di militari è giunta al porto di Bremerhaven in Germania e nei prossimo giorni ne arriveranno i pezzi di equipaggiamento militare in 6 porti dell’Europa, nello specifico in Belgio, Olanda, Germania, Lettonia e Estonia, che andranno a sommarsi a quelli già forniti dallo US Army Europe.
    Lo US Army Europe comunica che i soldati americani: “si spargeranno attraverso la regione europea” per proteggere l’Europa da qualsiasi potenziale minaccia” facendo un chiaro riferimento alla Russia.

    Quali sono i rischi del Defender Europe 20

    L’obiettivo della Defender Europe 20 è quello di “accrescere la capacità di dispiegare rapidamente una grande forza di combattimento dagli Stati Uniti in Europa”. questo comporta una grande mobilità delle unità militari americane all’interno del territorio Europeo.
    Al rischio di infezione e diffusione del coronavirus da parte dei militari americani, che saranno sprovvisti dei presidi medici di protezione, si aggiunge anche l’impatto ambientale che questa operazione comporta.

    Al Defender Europe 20 parteciperanno i carri armati Usa Abrams, dei cingolati pesanti 70 tonnellate dotati di corazze in uranio impoverito che consumano 400 litri di carburante ogni 100 chilometri percorsi.


    Ultima modifica di belkin; 16-03-20 alle 01:29

  4. #1204
    L'avatar di crile
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    Citazione Originariamente Scritto da roccale Visualizza Messaggio
    Nel mese di febbraio il contagio era già noto, ma i mercati cinesi dal 3 si sono invertiti al rialzo con l'ultima gamba rialzista USA (nasdaq verso la soglia psicologica dei 10000) .
    Ebbene tutti i report rappresentavano che gli investitori (pilotati dalle sgr) non volevano perdersi il treno rialzista (perché l'azionario rende sempre...).

    Mi sono quindi chiesto allora perché il mercato non ha anticipava il rischio serissimo (attendendo poi ulteriori 20 g)
    Secondo l'AT STM era long ma il rischio di perdere almeno 5 euro (a mio parere) era elevatissimo.

    Traggo le conclusioni :
    il rialzo cinese non mi torna nè quello dei mercati in generale (sempre a febbraio)
    E mi chiedo: il mercato anticipa veramente gli eventi ovvero fotografa il sentiment del momento (e forse per questo in linea generale risulta imprevedibile).


    Indipendentemente dall'analisi di Fibonacci e tutti gli oscillatori che volete (sia per chi è long che short), speriamo di tornare alla normalità
    c'è stata una distribuzione, un po nuova rispetto alle precedenti, hanno pilotato tutte le news. per me c'è stato un disegno a livello mondiale. si saprà solo fra qualche anno, credo. non mi vengano a dire che questo scenario non era ipotizzabile, la borsa lo dovrebbe dovuto anticipare e ripartire nel caso non si avverasse. sono una massa di ladri e affinano sempre meglio le loro armi

  5. #1205

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    Citazione Originariamente Scritto da crile Visualizza Messaggio
    c'è stata una distribuzione, un po nuova rispetto alle precedenti, hanno pilotato tutte le news. per me c'è stato un disegno a livello mondiale. si saprà solo fra qualche anno, credo. non mi vengano a dire che questo scenario non era ipotizzabile, la borsa lo dovrebbe dovuto anticipare e ripartire nel caso non si avverasse. sono una massa di ladri e affinano sempre meglio le loro armi

    Spiegazione plausibile: ed il tutto ad un passo dalla pandemia - veramente cinico ma non c'è da meravigliarsi (viene da pensare che dietro ci siano dei fondi hedge - erano settimane che la menavano con bridgewater , le put a copertura, e gli shorts a catena in particolare su apple).

    Buona notte che tra un po si torna in topic su STM

  6. #1206
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    Federal Reserve Actions to Support the Flow of Credit to Households and Businesses

    Federal Reserve Board - Federal Reserve Actions to Support the Flow of Credit to Households and Businesses


    March 15, 2020
    Federal Reserve Actions to Support the Flow of Credit to Households and Businesses

    For release at 5:00 p.m. EDT


    Last Update: March 15, 2020

    The Federal Reserve is carefully monitoring credit markets and is prepared to use its full range of tools to support the flow of credit to households and businesses and thereby promote its maximum employment and price stability goals. In addition to actions taken by the Federal Open Market Committee, including actions taken in coordination with other central banks, the Federal Reserve Board announced a series of actions in support of these goals. These actions are summarized below.
    Discount Window
    Federal Reserve lending to depository institutions (the "discount window") plays an important role in supporting the liquidity and stability of the banking system and the effective implementation of monetary policy. By providing ready access to funding, the discount window helps depository institutions manage their liquidity risks efficiently and avoid actions that have negative consequences for their customers, such as withdrawing credit during times of market stress. Thus, the discount window supports the smooth flow of credit to households and businesses. Providing liquidity in this way is one of the original purposes of the Federal Reserve System and other central banks around the world.
    The Federal Reserve encourages depository institutions to turn to the discount window to help meet demands for credit from households and businesses at this time. In support of this goal, the Board today announced that it will lower the primary credit rate by 150 basis points to 0.25 percent, effective March 16, 2020. This reduction in the primary credit rate reflects both the 100 basis point reduction in the target range for the federal funds rate and a 50 basis point narrowing in the primary credit rate relative to the top of the target range. Narrowing the spread of the primary credit rate relative to the general level of overnight interest rates should help encourage more active use of the window by depository institutions to meet unexpected funding needs. To further enhance the role of the discount window as a tool for banks in addressing potential funding pressures, the Board also today announced that depository institutions may borrow from the discount window for periods as long as 90 days, prepayable and renewable by the borrower on a daily basis. The Federal Reserve continues to accept the same broad range of collateral for discount window loans.
    Intraday Credit
    The availability of intraday credit from the Federal Reserve supports the smooth functioning of payment systems and the settlement and clearing of transactions across a range of credit markets. The Federal Reserve encourages depository institutions to utilize intraday credit extended by Reserve Banks, on both a collateralized and uncollateralized basis, to support the provision of liquidity to households and businesses and the general smooth functioning of payment systems.
    Bank Capital and Liquidity Buffers
    The Federal Reserve is encouraging banks to use their capital and liquidity buffers as they lend to households and businesses who are affected by the coronavirus.
    Since the global financial crisis of 2007-2008, U.S. bank holding companies have built up substantial levels of capital and liquidity in excess of regulatory minimums and buffers. The largest firms have $1.3 trillion in common equity and hold $2.9 trillion in high quality liquid assets. The U.S. banking agencies have also significantly increased capital and liquidity requirements, including improving the quality of regulatory capital, raising minimum capital requirements, establishing capital and liquidity buffers, and implementing annual capital stress tests.
    These capital and liquidity buffers are designed to support the economy in adverse situations and allow banks to continue to serve households and businesses. The Federal Reserve supports firms that choose to use their capital and liquidity buffers to lend and undertake other supportive actions in a safe and sound manner.
    Reserve Requirements
    For many years, reserve requirements played a central role in the implementation of monetary policy by creating a stable demand for reserves. In January 2019, the FOMC announced its intention to implement monetary policy in an ample reserves regime. Reserve requirements do not play a significant role in this operating framework.
    In light of the shift to an ample reserves regime, the Board has reduced reserve requirement ratios to zero percent effective on March 26, the beginning of the next reserve maintenance period. This action eliminates reserve requirements for thousands of depository institutions and will help to support lending to households and businesses.
    For media inquiries, call 202-452-2955.


  7. #1207
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    COVID-19: The Curious Case of a Green Virus

    COVID-19: The Curious Case of a Green Virus



    Mesi dopo aver realizzato lo scoppio di un nuovo virus, settimane dopo aver assistito a immagini inquietanti, in Cina che è sceso in strada e giorni dopo il rilascio di dati finanziari su come questo fenomeno sta influenzando i mercati globali, stiamo assistendo a un effetto collaterale inaspettato e strano: la riduzione delle emissioni globali di CO2.

    Gli effetti, le implicazioni, i piani d'azione e lo svolgersi degli eventi hanno una somiglianza con gli scenari post-apocalittici nei giochi per computer (capiranno i giocatori di Plague Inc.) e nei film, con la differenza che ciò non sta accadendo in uno schermo; è qui, ora.

    Non possiamo fare a meno di chiederci domande esistenziali su di noi, gli umani, la terra, il nostro pianeta e la nostra relazione travagliata. Ma torniamo indietro e torniamo all'inizio di questa storia potenzialmente apocalittica, dove tutto è iniziato.


    Il virus

    Poco prima della fine del 2019 Anno Domini, la Cina ha informato l'Organizzazione mondiale della sanità di un nuovo virus sconosciuto con sintomi simili alla polmonite, che si diffonde nel suo territorio. Il punto zero, dove probabilmente si è verificato il primo incidente, è stato individuato nella città di Wuhan. Gli scienziati cinesi arrivarono rapidamente alla conclusione che era un virus della famiglia dei coronavirus e che si stava rapidamente diffondendo, devastando la città e le aree rurali intorno a Wuhan. I coronavirus sono comuni nel regno animale e raramente hanno mostrato la capacità di evolversi in forme che possono essere contagiose per l'uomo. Dall'inizio del secolo, altri due coronavirus hanno infettato l'uomo, causando l'epidemia di SARS nel 2002 e l'epidemia di MERS nel 2012.

    Gli scienziati ora pensano che questo nuovo virus sia probabilmente diventato in grado di infettare gli umani poco prima della fine del 2019. Cercando di restringere il punto zero, si ritiene che questo coronavirus e il suo "salto" verso gli umani abbiano avuto origine in un mercato del pesce a Wuhan e abbiano iniziato a diffondersi da lì. È noto, e oggigiorno molto ben documentato, che la nozione di igiene non è il punto di forza di tali mercati. Tuttavia, sono emersi dati contraddittori che indicano che il primo paziente a ammalarsi non ha avuto alcun contatto con il mercato. Gli esperti stanno ancora, probabilmente invano, cercando di risalire alla sua origine.

    Funzionari cinesi hanno affermato di aver visto casi in cui le persone con il virus hanno infettato altri prima che iniziassero a manifestare sintomi, ma non ci sono prove valide per dire se o quanto sta accadendo. È stato segnalato un caso in cui una donna che non mostrava sintomi sembrava infettare altri in Germania. Ciò non fa che aumentare l'incertezza attorno al fenomeno e ai suoi effetti, con l'isteria potenzialmente uno di questi. Nel frattempo il coronavirus continua a diffondersi in tutto il mondo in uno schema scarso.

    Anche il tipo di animale da cui proviene il virus non è chiaro. Un team di ricercatori in Cina ha pubblicato un rapporto sostenendo che proveniva da specie di serpenti, probabilmente serpenti, basato sul codice genetico del virus. Un altro studio li collega ad un'altra specie, dimostrando che fino al 96% il virus è identico a un coronavirus trovato nei pipistrelli. Sia la SARS che la MERS hanno avuto origine in pipistrelli. Questa indicazione, unita al fatto che i pipistrelli sono considerati una prelibatezza in quella parte del mondo, rafforza l'ipotesi.

    La parte interessante della trama, aggiungendo forse alla suspense di questa curiosa storia, è l'inversione di tendenza del governo cinese nel modo in cui ha gestito l'epidemia. Contrariamente alle loro pratiche passate, come nello scoppio della SARS in cui i cinesi hanno tentato di nascondere i casi agli ispettori dell'OMS e limitare le informazioni, questa volta hanno annunciato rapidamente. La Cina ha segnalato lo scoppio del nuovo virus all'OMS, che ha elogiato la sua rapida risposta e trasparenza in una conferenza stampa. Inoltre, la Cina sta anche permettendo ai team dell'OMS di assistere i funzionari della sanità pubblica cinese nei lavori in corso, ha annunciato l'organizzazione globale a gennaio. Perfino gli Stati Uniti hanno commentato il fatto che "la Cina ha mostrato un livello di trasparenza più elevato" rispetto al passato.

    Il nome "tecnico" del virus, dato dall'OMS, è COVID-19. Può essere suddiviso in "co", "vi" per corona-virus, "d" per malattia e "19" per l'anno in cui è emersa la malattia.

    I ricercatori stanno ancora cercando di mappare e comprendere i sintomi di COVID-19, che vanno da lievi, come quelli a freddo, a gravi, come nella polmonite. Circa il 20% dei casi confermati è stato grave, secondo l'OMS. Questi sono i casi di cui siamo effettivamente consapevoli, con il potenziale di casi infinitamente più lievi della malattia che non vengono segnalati, essendo forti.

    Finora, il tasso di mortalità per la nuova malattia è di circa l'1% -2%, anche se è troppo presto per essere certi e ciò potrebbe cambiare con il progredire dell'epidemia. Di conseguenza, il tasso di mortalità per SARS era di circa il 15%, con la maggior parte dei casi fatali che colpivano persone anziane che soffrivano già di altri problemi di salute di base, come malattie cardiache, ipertensione e diabete. Questo è lo stesso gruppo demografico maggiormente a rischio di morire di malattie come l'influenza comune.

    Le prime prove hanno suggerito che, come altri coronavirus, il virus salta tra le persone che sono in stretto contatto tra loro e probabilmente si diffonde quando una persona infetta starnutisce o tossisce. Non esiste una certa conoscenza e completa comprensione dei modelli e dei canali di diffusione. L'OMS ha riferito che ci sono state catene sostenute di persone che passano il virus per almeno quattro generazioni: una persona si è ammalata (probabilmente da un animale), ha passato il virus a un'altra persona, che l'ha passato a un'altra persona e così via. Le persone in altri paesi al di fuori della Cina, come gli Stati Uniti, la Germania, il Vietnam, sembrano essere state infettate non dal viaggio diretto in Cina.

    Le serie preoccupazioni sul contenimento del virus, che sembra essere molto più complicato del previsto, riguardano il fatto che non abbiamo ancora dettagliato il modo in cui viene diffuso. Ci sono ancora prove limitate che le persone asintomatiche possono diffondere il virus, ma indicazioni forti. Secondo il dott. Anthony Fauci, direttore dell'Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive, in una conferenza stampa: “Anche se c'è una trasmissione asintomatica, in tutta la storia della malattia respiratoria, la trasmissione asintomatica non è mai stata la causa degli scoppi . Un'epidemia non è guidata da portatori asintomatici. "

    L'OMS afferma che i ricercatori pensano che ogni persona malata continuerà a infettare, in media, tra 1,4 e 2,5 persone in più, anche se questa è solo una stima approssimativa e preliminare, con altre stime che aumentano l'infezione fino a 3 persone. Tali stime sono chiamate R0 del virus. R0 (zero-zero) è la formula che rappresenta la capacità di diffusione di un'infezione. Più alto è il numero, più potenzialmente può essere espandibile. La SARS contava fino a 5 persone, ma questa formula opera partendo dal presupposto che la persona infetta diffonderà effettivamente la malattia; la persona potrebbe non farlo - ed è qui che si gioca l'intero gioco di prevenzione. Se una malattia non è molto grave (e uccide solo una piccola percentuale di persone), ma è altamente trasmissibile, può comunque causare effetti devastanti; se qualcosa colpisce milioni, la piccola percentuale che uccide sarà comunque un numero elevato di vittime.

    Il bilancio delle vittime del virus sulla Cina continentale ha raggiunto 2.000 giorni fa. Ci sono stati più di 72.436 casi confermati di persone infette da Coronavirus nella Cina continentale dal 17 febbraio.

    La risposta cinese e globale

    Il rapporto tra Cina e OMS sembra evolversi in complicato, nonostante i buoni auspici all'inizio. Si teme che i funzionari cinesi stiano sottostimando il numero di infetti e declassando i casi e molti decessi dovuti a polmonite e influenza comune. Onestamente, è molto difficile distinguere. Nel caso qualcuno lo dimenticasse, la Cina è un paese comunista e controllato dallo stato; indicativamente la polizia di Wuhan ha indagato e rimproverato molti dei suoi cittadini per aver diffuso alcune settimane fa quelle che chiamavano "voci online e altri contenuti dannosi". È anche molto indicativo che uno dei primi scienziati (egli stesso malato) che ha costretto la mano del governo cinese a procedere alle rivelazioni sull'epidemia, trasmettendosi in streaming su Internet, sia stato costretto a firmare una lettera che "non avrebbe disturbato la pace pubblica di nuovo ”; è morto alcuni giorni dopo.

    Gli edifici nelle aree colpite in Cina stanno disinfettando i pulsanti dell'ascensore, le maniglie delle porte e ora i soldi. La Banca popolare cinese ha annunciato che avrebbe iniziato a pulire in profondità i contanti per evitare ulteriori spread. Ogni banca del paese disinfetterà la carta moneta con la luce ultravioletta e la memorizzerà per un periodo fino a due settimane prima che sia approvata per l'uso.

    Il 22 gennaio, le autorità di Wuhan hanno chiuso tutti i trasporti in città, che ospita oltre 11 milioni di persone. Chiusero autobus e metropolitane e cancellarono tutti i voli e i treni dentro e fuori la città. Il direttore generale dell'OMS ha applaudito alla decisione, affermando che avrebbe aiutato a controllare lo scoppio e a rallentare la diffusione in altri paesi. La costruzione di interi ospedali per far fronte all'emergenza è stata anche osservata in tempi record nella città di Wuhan. Altre quindici città, che ospitano un totale di circa 50 milioni di persone, sono bloccate, secondo il New York Times.

    Il dott. Gauden Galea, rappresentante dell'Organizzazione mondiale della sanità in Cina, ha tuttavia parlato con l'Associated Press in merito al risultato incerto di tali misure: “Per quanto ne sappia, cercare di contenere una città di 11 milioni di persone è una novità per la scienza. Non è mai stato provato prima come misura di sanità pubblica. In questa fase non possiamo dire che funzionerà o non funzionerà. "

    Ovviamente, una seria considerazione non si concentra solo su come contenere lo scoppio stesso, ma anche sull'impatto finanziario di esso. La leadership di Pechino sembra profondamente consapevole dei rischi finanziari. Attualmente, Pechino sta sollecitando i governi locali a concentrarsi sul rimettere in piedi l'economia. Lo stesso presidente Xi Jinping ha riferito che la risposta del coronavirus al di fuori dell'epicentro dell'epidemia nella provincia di Hubei è andata troppo lontano, avvertendo di danni all'economia e mettendo in guardia contro misure più restrittive.

    La Cina ha "incoraggiato" le banche a rinnovare i prestiti e le autorità locali per ridurre gli affitti e altri costi per le imprese, nonché gli intermediari per detenere o acquistare azioni per evitare che i prezzi delle azioni scendano. Altre misure finanziarie sono in fase di progettazione mentre queste parole vengono digitate, come parte di un quadro.

    I governi locali continuano a mantenere e persino a rafforzare i controlli sui movimenti e stanno incoraggiando le imprese a rimanere chiuse. Ciò suggerisce che sono più preoccupati di essere accusati di un nuovo focolaio che di mantenere l'economia sul ghiaccio per qualche giorno o settimana in più.

    Oltre alle interruzioni causate dalle misure per combattere il virus nei cantieri, il settore immobiliare subirà un duro colpo. Una riduzione del reddito probabilmente spingerà i costruttori a rallentare e astenersi dall'avviare nuovi progetti. Se il disagio finanziario si traduce in un'interruzione delle operazioni, l'effetto potrebbe essere più profondo e prolungato.

    Il potenziale per una più ampia perturbazione finanziaria è chiaro poiché le imprese, i governi locali - e sempre più le famiglie - hanno livelli elevati di debito. La mancanza di flusso di cassa durante l'arresto prolungato probabilmente renderà insostenibili alcuni debiti, con i principali media finanziari del paese Caixin che definisce il virus "una minaccia esistenziale" per le piccole imprese.

    Effetti economici cinesi e globali

    Lo scoppio e successivamente l'arresto di enormi parti della Cina e delle sue industrie potrebbero avere un impatto su oltre 5 milioni di aziende in tutto il mondo, secondo gli studi. Le aziende hanno a che fare con la perdita di entrate e l'interruzione delle catene di approvvigionamento a causa delle chiusure delle fabbriche in Cina, decine di milioni di persone che rimangono bloccate in dozzine di città e in altri paesi estendendo le restrizioni di viaggio.

    Una società globale di analisi dei dati, Dun & Bradstreet, ha recentemente pubblicato un rapporto attraverso il quale ha analizzato le province cinesi più colpite dal virus e ha scoperto che sono strettamente collegate alla rete aziendale globale. Le aree colpite con oltre 100 casi confermati, all'inizio di febbraio, ospitavano oltre il 90% di tutte le attività attive in Cina, secondo il rapporto, e 50 mila di loro si trovano in queste regioni in cui le filiali e le filiali di società straniere sono situate; I ricercatori di Dun & Bradstreet hanno scoperto che "almeno 51.000 aziende in tutto il mondo, di cui 163 nella Fortune 1000".

    Quasi la metà delle società con filiali nelle regioni colpite ha sede a Hong Kong, mentre gli Stati Uniti rappresentano il 19%, il Giappone il 12% e la Germania il 5%.

    L'impatto sulle imprese in Cina e nel mondo sta già trascinando le previsioni di crescita economica per l'anno. In una nota di ricerca, Moody ha declassato le sue stime di crescita globale del 20%, prevedendo che le economie del G20 abbiano un tasso di crescita aggregato del 2,4% nel 2020, con la Cina che scende al 5,2%. Gli economisti intervistati da Reuters hanno dichiarato di aspettarsi che la crescita economica della Cina crollerà al 4,5% nel primo trimestre 2020, in calo dal 6% nel trimestre precedente, il ritmo più lento dalla crisi finanziaria.

    Questa previsione opera con il presupposto (auspicabile?) Che la diffusione del virus sarà contenuta entro la fine del primo trimestre, ripristinando la "normale attività economica" entro il secondo trimestre. Tuttavia, l'incertezza sui fatti scientifici, medici e finanziari potrebbe dimostrare questo modello falso, nella migliore delle ipotesi. L'economia cinese costituisce un quinto del PIL globale e gli analisti hanno stimato che se il contenimento dell'epidemia è ritardato oltre l'estate, l '"effetto a cascata" potrebbe causare un trascinamento di circa un punto percentuale sulla crescita del PIL globale.

    Madhavi Bokil, vicepresidente di Moody, ha dichiarato che: "Esistono già prove, anche se aneddotiche, che le catene di approvvigionamento vengano interrotte, anche al di fuori della Cina. Inoltre, i blocchi estesi in Cina avrebbero un impatto globale data l'importanza e l'interconnessione del paese nell'economia globale ".

    Il rapporto Dun & Bradstreet ha identificato che i cinque principali settori principali, che rappresentano oltre l'80% delle imprese nelle province colpite, erano servizi, commercio all'ingrosso, manifatturiero, vendita al dettaglio e servizi finanziari. Le province colpite, ad esempio, da Guangdong, Jiangsu, Zhejiang, Pechino e Shandong rappresentano quasi la metà del volume totale delle vendite e dell'occupazione per l'intera economia cinese. Il rapporto continua: “Quando si ottengono (non se) il contenimento e l'eradicazione, i fattori all'interno della geografia interessata sono destinati a generare attività economica con i consumatori, soddisfacendo la domanda repressa una volta che sono state migliorate le condizioni. La somma degli sforzi per rivitalizzare la regione riporterà l'economia globale sulla buona strada per una crescita sostenuta ”.

    L'obiettivo di crescita del PIL cinese per il 2020 sarà ufficialmente fissato nella sessione annuale del Congresso Nazionale del Popolo, che si svolge normalmente prima della fine del primo trimestre, ma sembra probabile che sia ritardato a causa dell'emergenza. Uno dei componenti del PIL, l'investimento, è di gran lunga il più dispendioso in termini di CO2, a causa dell'energia utilizzata per produrre acciaio, cemento, metalli non ferrosi, vetro e altri materiali da costruzione di base. Rilassare l'obiettivo di crescita del PIL per l'anno darebbe più spazio per conciliare i diversi obiettivi, ma le autorità insistono sul fatto che il Paese si atterrà ai suoi obiettivi.

    L'ufficio politico del partito comunista cinese è recentemente intervenuto a tutti i livelli, tra cui l'accelerazione di grandi progetti di costruzione e l'aumento dei prestiti bancari e della spesa pubblica. Un ritorno alla spesa per stimoli alimentata dal debito è contrario all'obiettivo del governo di riequilibrare l'economia verso i consumi. Un'altra grande incertezza è che non ci sono indicazioni su quali settori o quale tipo di spesa dovrebbe essere indirizzata, attraverso questo stimolo. Mirare agli investimenti nell'energia pulita e nell'efficienza energetica sarebbe un modo naturale per conciliare la necessità percepita di sostenere la crescita economica con la spesa progettata dallo Stato e l'ambizione dichiarata dalla Cina di contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici.

    Gli effetti sono globali e secondo il detto: "quando la Cina starnutisce, il mondo prende un raffreddore". Bene, ora la Cina ha avuto un raffreddore e le implicazioni per il resto delle economie del mondo potrebbero essere spaventose.

    Le misure adottate a livello globale per il contenimento del virus hanno anche un impatto drammatico sull'aviazione. Esiste un rapporto di riduzione del 50-90% della capacità sulle rotte in partenza dalla Cina continentale e di una riduzione del 60-70% dei voli interni sulla terraferma nelle ultime due settimane, rispetto alla settimana che inizia il 20 gennaio. È interessante notare che questi voli sono stati responsabili del 17% delle emissioni totali di CO2 del trasporto aereo passeggeri nel 2018, il che implica che le sospensioni e le cancellazioni dei voli in corso hanno ridotto le emissioni globali di CO2 dei voli passeggeri di circa l'11% (3Mt) nel recente passato. Questa è un'anteprima del prossimo capitolo dell'articolo.

    Quando si tratta di attori aziendali globali, Apple - una delle principali società del pianeta, ha indicato agli investitori che probabilmente non raggiungerà gli obiettivi fissati per il prossimo trimestre. Ovviamente, la Cina è uno dei mercati decisivi su cui hanno basato le ipotesi e ora sono "tassate" per questo. Disney, un altro importante attore in Cina, prevede una significativa perdita di potenziale, mentre i suoi parchi a tema nella regione rimangono chiusi e ovviamente una minaccia al contenimento (poiché le aree pubbliche attirano grandi volumi, soprattutto di bambini). Sia Disneyland di Shanghai che Disneyland di Hong Kong sono chiusi a tempo indeterminato e la società ha dichiarato che probabilmente i suoi guadagni per il 2020 ne risentiranno. Altri marchi importanti come Starbucks, Nike e Capri Holdings (che possiedono Versace, tra gli altri marchi di lusso), stanno avendo la loro quota di impatto a causa dei loro mille negozi chiusi in Cina a causa di blocchi obbligatori.

  8. #1208
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    Ora, quando si parla di Europa, il costante paziente economico con i tentativi frivoli della politica unificata (?), Le cose sono più complicate. L'Europa rimane un insieme di economie forti, meno forti e di alcune altre economie che nel complesso non presentano un forte fronte unificato, soprattutto in tempi di crisi. Molto presto verranno pubblicati rapporti sugli indici dei gestori degli acquisti (PMI), che rivelano e consolidano i dati sui steamroller d'Europa: Germania e Francia. Ciò fornirà una migliore comprensione di come stanno andando le aziende della regione e potrebbe offrire alcune indicazioni sulla gravità del colpo e potenzialmente sugli effetti domino sulle economie "altre" (la Grecia guarda dall'altra parte).

    Fino ad ora le letture relative alla performance economica dell'Eurozona sono state più che ottimistiche, indicando una ripresa, ma il sondaggio di febbraio fornirà un quadro molto migliore degli impatti del rallentamento della Cina. Con i tassi di inflazione della Germania e tutto il resto, che sono rimasti bassi, lo scorso anno la Banca centrale europea ha tagliato i tassi e riavviato il suo noto programma di acquisto di obbligazioni. Ciò non viene senza preoccupazioni per quanto riguarda la misura in cui questa misura monetaria avrà un effetto molto positivo, in particolare vista la quantità di stimolo che la BCE ha già iniettato. I recenti dati di produzione industriale hanno offerto poco comfort. Ha mostrato un calo del 2% nella zona euro a dicembre e un calo del 4% rispetto all'anno precedente.


    Effetti ambientali

    Ogni inverno, durante il capodanno cinese, il paese si chiude per una settimana, con negozi e cantieri chiusi e la maggior parte delle industrie chiudono le attività. La vacanza ha un impatto significativo a breve termine sulla domanda di energia, sulla produzione industriale e sulle emissioni. Un nuovo rapporto pubblicato dall'organizzazione senza fini di lucro, Carbon Brief, ha rilevato che le misure restrittive e preventive dovute al virus, come le restrizioni sui viaggi, le vacanze più lunghe e il rallentamento della produzione e dell'economia in generale, indicano che la Cina rimane ancora " sedato 'e non si è ripreso dalla solita pausa intorno al capodanno cinese, un festival di circa due settimane iniziato quest'anno il 25 gennaio.

    Il rapporto si è concentrato sulle emissioni di carbonio durante il periodo di due settimane a partire da 10 giorni dopo l'inizio del festival e lo ha confrontato con lo stesso periodo per ciascuno dei cinque anni precedenti. In quel periodo, nel 2019, la Cina ha emesso 400 milioni di tonnellate di anidride carbonica; la cifra di quest'anno è probabilmente più vicina ai 300 milioni di tonnellate. Tutto sommato, le misure per contenere il coronavirus hanno portato a riduzioni della produzione dal 15% al ​​40% nei settori industriali chiave. È probabile che questo abbia spazzato via un quarto o più delle emissioni di CO2 del paese nelle ultime due settimane, il periodo in cui l'attività sarebbe normalmente ripresa dopo le vacanze di Capodanno cinesi.

    Di conseguenza, l'Agenzia internazionale dell'energia (AIE) ha segnalato il primo declino trimestrale in un decennio in termini di domanda di petrolio. Dal momento che il virus ha costretto le fabbriche a chiudere e ha tenuto chiuse le persone, la quantità di petrolio necessaria per far funzionare l'economia globale è fortemente diminuita. La domanda mondiale di petrolio dovrebbe diminuire di 435.000 barili nei primi tre mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. È davvero presto per prevedere o proiettare in che modo una minore domanda di petrolio influenzerà l'economia globale, ma IEA ha dichiarato: “Le conseguenze varieranno nel tempo, con il colpo economico iniziale su trasporti e servizi, probabilmente seguito dall'industria cinese, quindi infine dalle esportazioni e dal economia più ampia. " Qualsiasi impatto prolungato sull'uso di combustibili fossili verrebbe dalla riduzione della domanda, che gli indicatori iniziali suggeriscono che potrebbe avere un impatto notevole. Ad esempio, le vendite di auto di febbraio dovrebbero scendere del 30% al di sotto dei livelli già depressi dello scorso anno.

    Se la domanda dei consumatori viene ridotta, ad esempio a causa di salari non pagati durante la crisi che precipita nel resto dell'economia, la produzione industriale e l'uso di combustibili fossili potrebbero non recuperare, anche se è disponibile la capacità per farlo.

    Sebbene le immagini dei centri urbani vuoti e dei trasporti pubblici possano sembrare prove del grande calo delle emissioni, il fatto è che il consumo di energia della Cina è dominato dall'industria. La riduzione delle emissioni è principalmente il risultato della minore produzione delle raffinerie di petrolio e del minore utilizzo di carbone per la produzione di energia e la produzione di acciaio, mentre il governo cinese lotta per controllare l'epidemia.

    L'analisi dei dati del China Electricity Council mostra che la capacità di energia eolica recentemente installata è diminuita del 4%, la capacità di energia solare del 53%, l'energia idroelettrica del 53% e il nucleare del 31% nei primi 11 mesi dell'anno, mentre la capacità di energia termica aggiunta di recente è aumentata del 13%. Dopo il boom nella prima metà del 2019, le vendite di veicoli elettrici sono diminuite del 32% su base annua nel periodo da luglio a novembre. Nel loro insieme, le riduzioni nell'uso di carbone e petrolio greggio indicano una riduzione delle emissioni di CO2 del 25% o più, rispetto allo stesso periodo di due settimane dopo le vacanze di Capodanno cinese nel 2019.

    Sorprendentemente, tutti gli indicatori di utilizzo della capacità industriale - centrali a carbone, altiforni, coke, prodotti siderurgici, raffinerie - si sono ulteriormente deteriorati nella settimana che inizia nella seconda settimana di febbraio, quando si prevede che le attività riprendano ufficialmente.

    Tutte le indicazioni, su tutta la linea, sono in calo:

    Consumo di carbone al minimo di quattro anni.
    Produzione di acciaio al livello più basso da cinque anni.
    Operazioni di raffineria di petrolio nello Shandong al livello più basso dal 2015.
    I voli nazionali sono scesi fino al 70% rispetto a un mese fa.
    I livelli di inquinamento atmosferico di NO2 sulla Cina sono diminuiti di un terzo rispetto allo scorso anno.

    Le prime analisi dell'Agenzia internazionale dell'energia (AIE) e dell'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC) suggeriscono che le ripercussioni dell'epidemia potrebbero ridursi fino al mezzo percento della domanda mondiale di petrolio tra gennaio e settembre di quest'anno.

    Tuttavia, le prossime misure di stimolo del governo cinese in risposta all'interruzione potrebbero superare questi impatti a breve termine sull'energia e sulle emissioni, come ha fatto dopo la crisi finanziaria globale e la recessione economica interna del 2015. Il fattore chiave che determina la dimensione di questo impatto è la velocità con cui le cose tornano alla normalità.


    Conclusione

    La situazione si sta ancora sviluppando a livello globale e non vi è alcuna garanzia se si deteriorerà, si trasformerà in grandezza apocalittica o si rivelerà solo uno starnuto globale. Le autorità cinesi sembrano gestire bene la situazione e, per ora, sembra che anche la comunità globale abbia mostrato buoni riflessi.

    Il virus si sta ancora diffondendo in tutto il mondo e con la capacità prevista di 1 individuo infetto di diffonderlo fino a 3 in più, le condizioni allarmanti sono ancora tutt'altro che finite.

    Gli effetti economici globali devono ancora essere realizzati in termini di modalità retrospettiva consolidata. Stiamo solo mettendo insieme i rapporti iniziali, cercando di graffiare la superficie, senza sapere quanto siano profonde le acque. Forse passerà, come prevedono tutte le indicazioni ufficiali (e non ufficiali).

    Ad ogni modo, è abbastanza chiaro ormai che mentre le attività umane stanno rallentando (o arrestando) la nostra impronta di carbonio diminuisce drasticamente. Indipendentemente dal fatto che qualcuno voglia o meno credere che il pianeta stia vivendo il riscaldamento globale a causa della nostra esistenza come specie, è sicuramente vero che lo stesso pianeta stava andando bene senza i milioni di tonnellate di CO2 che stiamo producendo. Ricordiamo inoltre che ci sono forti indicazioni che questo inverno che passa sarà probabilmente il periodo più caldo di tutti (registrato).

    Tutto sommato, sembra che questa interruzione potrebbe presto finire, poiché prevediamo che gli affari continueranno presto come al solito; nel frattempo la domanda rimane: l'umanità aveva davvero bisogno di affrontare un potenziale apocalittico anche per smettere di inquinare?

  9. #1209
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    Stati Uniti. “This is the end”, il giocattolo si è rotto

    Stati Uniti. “This is the end”, il giocattolo si è rotto

    L’emergenza del Covid-19 è un potente moltiplicatore delle criticità che soggiacciono ad un sistema che rischia di entrare in agonia, sancendo il declino di un Paese che ha imposto la sua egemonia dopo la fine del mondo bipolare.

    Due aspetti ci sembrano particolarmente rilevanti: la crisi del modello economico e quello del modello sociale praticamente contemporanee.

    Il primo aspetto di questa crisi strutturale è il feedback di una guerra mondiale del petrolio innestata dagli effetti economici del Coronavirus sullo sfondo di una già feroce competizione internazionale e di un acuito scontro inter-imperialistico

    Il secondo aspetto è la conseguenza diretta del virus stesso su una società che non ha prodotto ancora gli anticorpi per reggere e superare la pandemia, tanti sono i limiti che si sono fin qui evidenziati nell’affrontarla ed il gap esistente tra dimensione del problema e scelte effettuate.

    A tenere in saldo il timone in questa tempesta c’è Donald Trump, cioé un bugiardo patologico – The Washington Post ne ha contate 16.241, dall’inizio della sua presidenza – figlio di quella classe politico-economica delle “porte girevoli”, più incline a costruire narrazioni, e poi a smentirle, che non a trovare soluzioni a problemi, sempre pronta ad accontentare il complesso militare-industriale e l’establishment economico.

    Che questo avvenga l’anno delle elezioni presidenziali, in cui ancora in corsa per le primarie democratiche c’è un socialista dichiarato, cioè l’unico teoricamente in grado di proporre soluzioni sensate per fare uscire il Paese dal baratro in cui si sta cacciando, non è un particolare di poco conto. Così come non è insignificante che il suo competitor sia un mediocre politico centrista, Biden, ripescato dall’establishment democratico come ultima ancora di salvezza nella sua guerra contro Sanders.

    Uno che, in caso diventasse presidente, ha dichiarato una settimana fa, porrebbe il veto sull’assistenza medica gratuita ed universale proposta dal senatore del Vermont.

    Altro dato: Trump è il one man show senza sfidanti delle primarie repubblicane, i quali non hanno quindi un piano B, se la fiducia nell’attuale Presidente fosse compromessa.

    La potremmo chiamare la “tempesta perfetta” su un sistema che, a causa dello stress test cui è sottoposto, rischia di essere triturato; e chissà cosa tireranno fuori dal cappello per distogliere l’attenzione da questa doppia pietra d’inciampo.

    Diciamo che la chiusura di un mese dei collegamenti passeggeri con l’UE è un colpo di teatro non da poco…

    La variabile Borse

    Ma l’ennesimo crack borsistico consumato giovedì, al pari delle ancora peggiori performaces delle borse occidentali, è una spia che i provvedimenti di politica economica intrapresi o prefigurati – che siano l’ulteriore taglio dei tassi da parte della FED, il pompaggio di liquidità per impedire la cessazione dei prestiti inter-bancari, le promesse di salvataggio ed una politica fiscale destinata a tagliare quei 700 miliardi di dollari che alimentano la Social Security – non hanno minimamente tranquillizzato i mercati.

    Qualcosa s’è rotto, il giocattolo si è inceppato, e la coazione a ripetere di queste scelte, reiterate negli anni, si è trasformata in un circolo vizioso, una spirale senza sbocchi; anche perché è la finanza che traina l’apparato produttivo statunitense, in una relazione di implicazione reciproca, visto che se il “sottostante” dei castelli di carta della finanza perde il suo pur suo labile ancoraggio all’economia reale, tutto salta in aria. Come sta avvenendo con petrolio ed gas di scisto.

    Il settore automobilistico, per esempio, come ha dimostrato una recente inchiesta del Financial Times, è il più esposto in questa dinamica. E rischia di non potersi più “finanziare sul mercato”.

    La bolla finanziaria scoppia, semplicemente. Stavolta probabilmente con effetti più devastanti, vista la sua dimensione – 253.000 miliardi di dollari nel terzo trimestre dell’altro anno – e la sua natura. Il valore finanziario delle azioni che fino a tempo fa erano considerate “much riskier company”, cioè un investimento particolarmente rischioso, è una percentuale altissima del totale; la quota di corporate bond ad alto rischio che si rinnovano nei prossimi 5 anni è del 40% e secondo Ruchir Sharma, CGS di Morgan Stanley, «1/6 delle azioni delle compagnie quotate in borsa non guadagna abbastanza cash flow per coprire gli interessi sul debito» .

    I nodi vengono al pettine e non solo per gli Stati Uniti, come dimostra il crollo delle borse europee ed asiatiche.

    Partiamo dal petrolio e dal gas di scisto, una gigantesca, folle, scommessa da tutti i punti di vista – da quello economico a quello ambientale – di difficile sostenibilità, se non attraverso un indebitamento già in sofferenza in precedenza, senza alcuna proporzione tra il rendimento effettivo e l’investimento finanziario: 250 miliardi di dollari di investimento dopo la crisi del 2008 sono stati implicati nei debiti dei produttori americani indipendenti.

    Sono 110 miliardi di dollari in bonds delle compagnie energetiche, una cifra che dà la misura di come il petrolio e il gas di scisto siano stati più veicolo di investimento finanziario che di vera e propria rendita economica, per questa materia prima per le aziende.

    Le compagnie hanno puntato sulla riduzione dei costi come sull’aumento dei volumi, ma ancora di più sull’indebitamento.

    Gli Usa l’altro anno sono diventati – sì – il più grande produttore di petrolio al mondo, ma al prezzo di indebitamento stratosferico.

    Il costo di produzione dello shale oil si aggira attorno ai 50 dollari al barile – la qualità di greggio WI oscillava, prima del tonfo, tra il 53 e i 63 dollari al barile -, mente la Russia, per produrre un barile del suo greggio, spende circa 20 dollari, l’Arabia Saudita 2,8.
    Un differenziale abissale!

    Si può immaginare l’effetto a catena che provoca la quotazione attuale del greggio attorno ai 30, e potrebbe anche scendere fino a metà del costo di produzione del petrolio da scisto.

    Già nel terzo trimestre ben 32 compagnie energetiche avevano dichiarato fallimento
    .

    In realtà, i punti di deboli di questo castello di carte sono aumentati: le compagnie che hanno implicazioni negative nelle cancellazioni dei viaggi, quelle con le supply chain spezzate e quelle legate alle spese discrezionali del consumatore secondo il “FT”.

    In tutto questo anche i tradizionali “beni rifugio” alla fine perdono di valore. I treasuries – buoni del tesoro statunitensi a trent’anni – sono arrivati allo 0,88%, superando in negativo la soglia psicologica dell’1%.

    E capite cosa vuol dire per un investitore che cerca alti rendimenti, come l’orco della fiaba cerca carne umana, accontentarsi di queste magre cifre, tenendo conto del feedback negativo per tutti quegli investitori dell’“euro-zona” che in quest’anno sono diventati i maggiori sottoscrittori del debito pubblico americano, grazie al “costo zero” del denaro nella UE, dovuto al quantitave easing e ai rendimenti negativi offerti di alcuni titoli europei similari, come i Bund tedeschi.

    Questa massa enorme di ricchezza fittizia si deprezza, con ricadute disastrose sull’economia reale.

    L’emergenza della pandemia sta mostrando tutti i limiti di un modello sociale che derubrica la salute dei cittadini a mera speculazione economica.

    Tutti i reportages delle migliori testate giornalistiche statunitensi sull’argomento sono agghiaccianti e ci raccontano un Paese allo sfascio, nel tutelare la salute dei propri cittadini.

    Prima c’è stata la pervicace negazione del potenziale pericolo e la riduzione in silenzio degli esperti scientifici statunitensi che dicevano il contrario, fino all’ultima sparata trumpiana del “foreign virus” in cui ha effettuato una inversione a U rispetto alle precedenti narrazioni.

    Nel frattempo, sostanzialmente non si effettuavano i test, non permettendo di fatto alcun monitoraggio del contagio; il che implica non poterlo tracciare nella sua evoluzione e non potere abbozzare alcuna iniziativa di contrasto.

    Ma un mix di cattiva informazione, pessima organizzazione e “resistenza” degli apparati medici privati, ha fatto danni incalcolabili e ha rallentato la messa a punto di una massa sufficiente di analisi, dimostrando che “il privato” non è poi così convertibile alle necessità del pubblico.

    Le misure per impedire la diffusione del virus sono state quindi vaghe, tardive e in alcuni casi devastanti, come nel caso dell’improvvisa chiusura dei campus universitari, senza però farsi carico del destino degli studenti – tra l’altro oberati di debiti – che hanno nell’università tutta la loro vita: dormitorio, mensa, altre svariate attività.

    Una studentessa ha paragonato il provvedimento ad uno “sfratto”: «Harvard si aspetta che torniamo a casa, ma casa per molti di noi casa è il campus», soprattutto per gli studenti a basso reddito o quelli provenienti dall’estero, che devono seguire le lezioni per questioni burocratiche legate al loro status giuridico negli States.

    Non parliamo poi della totale mancanza di rispetto verso il personale ospedaliero o delle case di cura a diretto contatto con i malati. Non sorprendentemente, uno dei primi “focolai” individuati, e che ha fatto una strage, è un centro per gli anziani.

    Il vaccino, la cui individuazione è affidata ai grandi gruppi farmaceutici privati è un altro aspetto inquietante, e rischia di essere solo un lucrosissimo affare per questa parte del big business.

    Incominciano così ad essere approvate, a livello di singolo Stato, misure di contenimento molto blande, ma neanche lontanamente paragonabili a quelle predisposte dalla Cina, a parte la “containment area” con un raggio di un miglio ai bordi di New York, dove – a New Rochelle – è stata fatta intervenire la Guardia Nazionale, il cui governatore Cuomo – non senza difficoltà – aspira a fare in una settimana 1.000 test al giorno.

    Finora Washington, California e New York sono solo alcuni degli Stati in cui sono stati individuati “focolari”.

    Ma, come ha scritto in una bella inchiesta il New York Times, «per ora sembra che una larga maggioranza dei newyorkesi, che hanno contratto il virus, con ogni probabilità non l’hanno saputo durante la loro malattia, perché i test effettuati erano limitati».

    Quello che stanno affrontando gli Stati Uniti è un passaggio storico nodale che determinerà un “prima” ed un “poi”, allo stesso modo della Guerra d’Indipendenza dalla Gran Bretagna – anch’essa una guerra civile – la guerra civile propriamente detta ed i due conflitti bellici del secolo scorso.

    È durata poco l’egemonia statunitense nel mondo, un trentennio, prima di fare i conti con il modello di società che ha costruito, la finanza che ha creato e le relazioni internazionali che ha intessuto.

  10. #1210
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    io me ne vado a nanna, stavo giusto aspettando l'apertura dei future e stavo rivedendo la chiusura americana di venerdi.
    hanno rifatto la stessa cosa fatta in settimana. noi guadagnavamo il 17% e loro subito dopo l'apertura hanno iniziato a calare fino a farci chiudere a +7. nel nostro after hanno continuato nella discesa ma poi magicamente alle 20:30 hanno iniziato a salire e non di poco, 1000 punti in un'ora e mezza e hanno guadagnato il 9% totale. continuano a farci perdere con i loro future prima e la loro negoziazione poi per tenerci bassi. e poi loro fanno dei +5 o + 9 e poi ripartono con i future negativi come stasera per farci crollare. ma può essere che nessuna istituzione europea se ne accorge e dice qualcosina. che schifo. da vergogna. se ne accorge un'antennista e qui pagliacci alla bce che studiano dalla mattina alla sera non vedono. avranno studiato troppo e ora sono stanchi.
    buonanotte a domani per quello che posso

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