Eni - solo news - n.3 - Pagina 39
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  1. #381
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    Eni cambia i dividendi: una parte fissa (0,36 euro) più una variabile

    Per il 2020 previsti 0,55 euro dagli 0,86 euro del 2019. Il gruppo ha chiuso il 2° trimestre con una perdita operativa adjusted di 434 mln dai +2,279 mld dello stesso periodo 2019 anche se inferiore al consenso (-729 mln). Introdotta una cedola base di 0,36 euro più una parte legata al Brent. Ridotti di un terzo gli investimenti | Descalzi (Eni), il biennio 2020-2021 sarà il più critico


    di Paola Valentini 30/07/2020 09:14

    Eni ha chiuso il secondo trimestre del 2020 con una perdita operativa adjusted di 434 milioni di euro, contro utile operativo di 2,279 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno e di +1,307 miliardi del trimestre precedente, un dato comunque migliore delle attese del consenso Facset che stimavano un rosso di 729 milioni. Un risultato di certo non positivo, ma condizionato in massima parte dall'emergenza sanitaria del Covid-19 (che ha ridotto la domanda di energia) da un lato, e dall'eccesso di offerta di petrolio e gas dall'altro.

    Il risultato netto adjusted è stato di -714 milioni contro stime del consenso di -1,021 miliardi, dai +562 milioni del secondo trimestre 2019 e dai +59 milioni del primo trimestre 2020. Mentre il risultato netto non adjusted è stato di -4,4 miliardi dai +424 milioni del secondo trimestre 2019.

    Ma soprattutto il gruppo ha rivisto la politica dei dividendi a fronte del mutato contesto, della sua elevata volatilità e delle azioni messe in atto per fronteggiarne gli effetti dell'epidemia. La nuova strategia di remunerazione prevede un dividendo annuo composto da un valore base fissato ora a 0,36 euro per azione, commisurato a una media annua del Brent pari ad almeno 45 dollari al barile, e una componente variabile crescente al crescere del prezzo Brent. In programma anche la riattivazione di un piano di buy back da 400 milioni di euro annui per scenari Brent da 61 a 65 dollari e da 800 milioni di euro annui per scenari superiori a 65 dollari.

    Il valore base del dividendo crescerà in funzione del grado di realizzazione della strategia di crescita del gruppo e sarà rivalutato ogni anno. La componente variabile del dividendo è quantificata in funzione della media Brent attesa per ciascun anno ed è calcolata come percentuale crescente, tra il 30% e il 45%, del free cash flow incrementale generato dallo scenario (+900 milioni di euro ogni aumento di 5 dollari al barile del Brent) per prezzi Brent superiori ai 45 dollari e fino a 60 dollari.

    Il dividendo base di 0,36 euro per azione sarà assicurato anche nel 2020 nonostante la previsione ad oggi di un Brent medio annuo di 40 dollari, e sarà versato per un terzo con l'acconto di settembre 2020 e la parte restante con il saldo di maggio 2021. Per gli anni successivi, in caso di uno scenario annuo Brent assunto inferiore a 45 dollari, si valuteranno le azioni sul dividendo base in funzione dell'ampiezza della riduzione del prezzo e della sua durata prevista.

    Dal 2021 il dividendo base sarà pagato 50% come acconto e 50% come saldo, mentre la componente variabile crescente sarà integralmente pagata insieme all'acconto nell'anno in cui si realizzino le condizioni per la sua distribuzione, anche se anticipate rispetto a quanto previsto dallo scenario Eni.

    Se applicata allo scenario Brent adottato da Eni, e senza assumere per il momento alcun incremento del valore del dividendo base, la nuova politica di remunerazione comporta per cassa la distribuzione di un dividendo di 0,55, 0,47, 0,56 e 0,70 euro per azione negli anni dal 2020 al 2023. A valere sul bilancio 2019 il gruppo ha pagato un dividendo di 0,86 euro, in aumento di 3 centesimi sul 2018.

    Un buy back per valori di 400 e 800 milioni di euro per anno sarà eseguito integralmente in anni con prezzi Brent previsti compresi rispettivamente tra 61 a 65 dollari e superiori a 65 dollari, "rappresentando un ulteriore elemento di crescita progressiva della politica di remunerazione", afferma Eni.

    Il debito netto si è attestato a 19,971 miliardi alla fine di giugno, rispetto al consenso che prevedeva 20,974 miliardi, +47% sul secondo trimestre 2019 (13,591 miliardi) e in aumento di 2,85 miliardi rispetto al 31 dicembre 2019. La produzione è stata di 1,713 milioni di barili al giorno rispetto a stime di 1,688 milioni di barili al giorno, -7% sul secondo trimestre 2019.

    Per quanto riguarda i sei mesi, l'ebit adjusted è stato di 873 milioni (-81% sullo stesso periodo 2019) contro previsioni del consenso di 578 milioni, mentre il risultato netto è stato negativo per 655 milioni, rispetto a attese pari a -962 milioni, dai +1,554 miliardi dei primi sei mesi del 2019. Nel semestre la produzione di idrocarburi è stata di 1,744 milioni di barili al giorno, -5,1%, contro attese per 1,731 milioni.

    Al netto dell'effetto prezzo, afferma Eni, la variazione della produzione è spiegata dagli effetti del Covid-19 e dai correlati tagli produttivi dell'Opec+ e riduzione della domanda gas (principalmente Egitto). La positiva performance registrata in Nigeria, Kazakhstan e Messico e i contributi del portafoglio (Norvegia) hanno più che compensato la minore spettanza in Libia dovuta agli effetti di un fattore contrattuale, cause di forza maggiore e minori attribuzioni in rapporto alla minore spesa.

    Gli investimenti netti sono stati di 2,86 miliardi nel semestre, ridotti del 24% grazie al piano di revisione dell'attività realizzato da marzo, finanziati interamente dal flusso di cassa adjusted. Il consenso prevedeva investimenti negtti per 3,04 miliardi nel semestre.

    Nell'outlook il gruppo, in linea con i segnali positivi registrati a giugno/luglio, ha detto di attendersi la graduale ripresa dei consumi globali di petrolio, gas ed energia elettrica, in particolare nei mercati di presenza, a partire dal secondo semestre dell'anno. Atteso un rimbalzo della domanda energetica nel 2021.

    Ma valutati i possibili effetti strutturali della pandemia Covid-19 sulla domanda di idrocarburi, Eni ha rivisto le assunzioni di prezzo degli idrocarburi a lungo termine, riducendo la previsione relativa al petrolio di riferimento Brent a 60 dollari al barile in termini reali 2023 rispetto ai precedenti 70 dollari (2021 e 2022 rispettivamente 48 e 55 dollari al barile rispetto ai precedenti 55 e 70 dollari). I margini di raffinazione sono stati rivisti in riduzione a breve termine.

    Eni ha anche cambiato i piani per adattare il business allo scenario di crisi causata dal coronavirus riducendo la spesa per investimenti 2020 di circa 2,6 miliardi, pari a circa il 35% del budget originario, quindi la nuova guidance per è pari a 5,2 miliardi. Per il 2021 programmati ulteriori 2,4 miliardi di tagli, pari al 30% di quanto originariamente previsto per lo stesso anno a piano. I tagli sono concentrati quasi interamente nell'upstream.

    La produzione 2020 è attesa a 1,71-1,76 milioni di barili al giorno. Al via anche un programma di ottimizzazione costi con risparmi attesi nel 2020 di circa 1,4 miliardi e un analogo ammontare previsto per il 2021.

    L'utile operativo adjusted 2020 nel mid-downstream è stato fissato a 800 milioni. Sul fronte della liquidità, spiega il gruppo, Eni è ben posizionata per superare l'attuale ribasso del mercato grazie alla resilienza del portafoglio di asset oil & gas a contenuto break-even ed alla solida situazione patrimoniale. Al 30 giugno 2020, la società dispone di una riserva di liquidità di circa 17,7 miliardi di cui 6,5 miliardi di attivi di tesoreria, 6 miliardi investiti in attività liquide, 500 milioni di crediti finanziari a breve e 4,7 miliardi di linee di credito committed.

    "Considero estremamente positiva la reattività mostrata da Eni nel semestre probabilmente più difficile che l'industria oil & gas abbia dovuto superare nella sua storia. I prezzi sono crollati insieme alla domanda per effetto della crisi sanitaria e delle tensioni geopolitiche. Solo un intervento straordinario dell'Opec+ ha consentito di riportare un minimo di stabilità nel mercato, mentre la difficile uscita dalla pandemia mostra ancora elevati elementi di incertezza. In questo contesto Eni ha prontamente reagito rivedendo i suoi piani industriali nel 2020 e 2021 con l'intento di preservare la sua solidità patrimoniale", ha spiegato l'ad Claudio Descalzi.

    In particolare "sono state identificate azioni di contenimento dei costi di funzionamento 2020 per 1,4 miliardi senza compromettere l'attuale occupazione, mentre gli investimenti sono stati ridotti di 2,6 miliardi principalmente nel business upstream che risulta il più colpito dagli effetti della crisi. I business del gas, del retail e della bio-raffinazione hanno al contrario dimostrato una grande robustezza, facendo registrare risultati migliori di quelli 2019 nonostante gli effetti della pandemia e trainando i risultati consolidati al di sopra delle aspettative di mercato. Tutto ciò ci ha consentito di mantenere una generazione di cassa superiore all'esborso per investimenti e di non intaccare la riserva di liquidità di circa 18 miliardi al 30 giugno", ha aggiunto il manager.

    Al momento il titolo Eni segna a Piazza Affari un ribasso dell'1,84% a 8,255 euro.

  2. #382
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    Eni scivola in borsa, analisti divisi. La cedola base rende il 4,4%

    La revisione della politica dei dividendi non è piaciuta agli investitori, anche se la base di 0,36 euro offre uno yield superiore al 4%. Goldman Sachs ed Equita confermano buy apprezzando la generazione di cassa e il risultato operativo e netto oltre le attese. Rbc lascia invariato il rating underperform


    di Paola Valentini 30/07/2020 12:30


    Il titolo Eni resta aumenta le perdite in borsa (-4,19% a 8,058 euro) per via della revisione della politica dei dividendi (annunciata stamani in pre-apertura insieme ai conti del primo semestre) con l'introduzione di una base fissa che al momento è di 0,36 euro con un Brent pari o superiore a 45 dollari più una parte variabile legata all'andamento del prezzo del petrolio. Il dividendo base di 0,36 euro per azione sarà assicurato anche nel 2020 nonostante la previsione ad oggi di una quotazione media annua di 40 dollari. Per gli anni successivi, in caso di uno scenario annuo Brent assunto inferiore a 45 dollari, si valuteranno le azioni sul dividendo base in funzione dell'ampiezza della riduzione del prezzo e della sua durata prevista.

    In programma anche la riattivazione di un piano di buy back da 400 milioni di euro annui per scenari Brent da 61 a 65 dollari e da 800 milioni di euro annui per scenari superiori a 65 dollari. A detta di Goldman Sachs il gruppo ha registrato conti trimestrali solidi con un risultato operativo di gruppo e un utile netto adjusted oltre il consensus. Oltre le previsioni la generazione di cassa, che si traduce in un solido cash flow operativo (1,4 miliardi). Buy e target a 12 euro confermati.

    Equita sim evidenzia che il gruppo ha annunciato un taglio della cedola oltre il previsto. "Il dividendo è stato tagliato a 0,36 euro da 0,86 euro (pagati nel 2020 a valere sul 2019, ndr) contro una stima di Equita Sim di 0,5 euro sul 2020 con una formula che prevede una remunerazione in funzione del prezzo del Brent".

    Sebbene il taglio del dividendo vada oltre le attese degli analisti, Equita apprezza che la generazione di cassa nel secondo trimestre sia stata nettamente superiore alle stime e che Eni si stia concentrando sui progetti della transizione energetica. Rating buy e target price di 11 euro confermati. Negativa la posizione di Rbc che ribadisce il giudizio underperform con prezzo obiettivo di 7 euro, nonostante riconosca che i risultati siano stati superiori alle attese.

    "Per reagire all'attuale contesto di mercati Eni punta a investire 800 milioni nel 2022-2023 in progetti sulle rinnovabili", osserva Rbc, sottolineando che " Eni rimane uno dei nomi più a leva e così ci aspettiamo di vedere una revisione delle stime date le sfide di quest'anno. Crediamo anche che la sua aggressiva strategia di decarbonizzazione produrrà un minore rendimento agli azionisti nei prossimi anni, quindi diamo al titolo un giudizio underperform".

    E sul fronte della nuova politica di dividendi Rbc afferma che "appare più adatta al business mix del gruppo ed è appropriata per le compagnie petrolifere", ma "non è semplice e probabilmente è difficile da far capire nel breve termine agli investitori". In ogni caso "il rendimento in base al dividendo minimo di 0,36 euro è del 4,4%".

  3. #383
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    Eni: Descalzi, la cedola sara' legata al Brent (MF)

    MILANO (MF-DJ)--I conti del secondo trimestre di Eni hanno battuto il consensus, registrando tuttavia una perdita adjusted di 714 milioni di euro (-665 nel semestre). Per questo motivo, l'azienda ha imposto un'ulteriore stretta su investimenti e costi, l'accelerazione del piano verso la transizione energetica, ma anche l'attesa revisione dei dividendi, con un meccanismo fisso/variabile senza precedenti nella storia dell'azienda. Il tutto, inserito in una nuova strategia di breve-medio termine che parte da un outlook finalmente positivo, come ha spiegato l'ad Claudio Descalzi in questa intervista a MF-Milano Finanza.

    Domanda. Gli azionisti devono abituarsi a non considerarlo piu' un numero fisso?
    Risposta. Esattamente: il dividendo diventa funzione dello scenario e della crescita industriale del gruppo, con massima visibilita' su piani futuri e buy back. La formula proposta d'ora in avanti e' frutto di due mesi di lavoro interno, senza ricorrere a consulenti esterni, e rappresenta una novita' assoluta. Compensiamo la volatilita' del mercato con una strategia che ci impegna a 4 anni, dando certezze ai nostri azionisti, fissando un dividendo di 0,36 euro per azione calcolato su una media annua del Brent di almeno 45 dollari al barile, ma che puo' migliorare ogni anno in funzione dei risultati e dell'implementazione della strategia. La componente variabile aumentera' al crescere del Brent. Nel nostro scenario, per gli anni 2020, 2021 e 2022 il prezzo e' stato corretto al ribasso a 40, 48 e 55 dollari al barile. Prevediamo di risalire a 60 $ nel 2023, e a quel punto il dividendo complessivo potra' portarsi a 70 cent. Se i target Brent saranno raggiunti prima, saremo pronti d alzare le cedole.
    D. In pratica la parte variabile e' indicizzata al barile?
    R. Si', tenendo conto che con un Brent tra 45 e 60 $ al barile, ogni 5 dollari di aumento rappresentano una crescita di 900 milioni di euro del nostro flusso di cassa. Un ammontare tra 30 e 45% di questo incremento di cassa andra' ad alimentare il dividendo variabile, quindi tra 270 e 400 milioni di euro andranno a rafforzare il payout. L'andamento del Brent sara' percio' l'indicatore fondamentale per garantire la cash neutrality, ossia la copertura d'investimenti e dividendi.
    D. Per il 2020 gli azionisti Eni cosa possono aspettarsi?
    R. Essendo il primo anno di introduzione del nuovo meccanismo, abbiamo deciso di garantire il dividendo minimo di 36 centesimi anche se a oggi la nostra stima e' che il Brent medio annuo non superi i 40 $. Lo scenario sta migliorando ed e' probabile che la parte variabile possa gia' contribuire a incrementare la cedola nel 2021. Per questo non considero la riduzione del dividendo al 60%, ma tra 36% e 38%. Quello del 2020 sara' versato per un terzo con l'acconto di settembre e per la parte restante col saldo di maggio 2021. Dal prossimo anno il dividendo base sara' pagato 50% come acconto e 50% come saldo. La componente variabile arrivera' con l'acconto dell'esercizio in cui si verificheranno le condizioni previste dalla politica di remunerazione. La comunicheremo a luglio per pagarla a settembre.
    D. I tagli a capex e costi strutturali impatteranno sul piano di transizione energetica?
    R. No, tutti gli obiettivi al 2023 sono confermati, e quindi manteniamo la previsione di 3 GW di capacita' installata da fonti rinnovabili, mentre i clienti retail gas & power sono attesi a 10,5 milioni. Gli investimenti green rappresenteranno il 17% della spesa complessiva nel quadriennio, rispetto al 12% precedente, e saliranno al 26% nel 2023.
    D. Il peggio e' alle spalle?
    R. Preferisco non dirlo. Il gruppo pero', rivoluzionando strategia e organizzazione, ha rilanciato giocando d'attacco e adottato le misure necessarie per fronteggiare qualunque minaccia si pari davanti. Il secondo trimestre e' stato il piu' difficile e lo abbiamo chiuso superando il consensus. Beneficiamo anche di scelte strategiche come non aver scommesso su shale oil e shale gas, o il non aver investito in Brasile.

    fch (fine) MF-DJ NEWS
    31/07/2020 08:19

  4. #384
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    Eni: Descalzi, via agli investimenti verdi (Stampa)

    ROMA (MF-DJ)--"Non solo confermiamo tutti i nostri obiettivi al 2050, ma rilanciamo e acceleriamo. Nel periodo che definisco il peggiore nella storia dell'industria Oil&Gas, colpita dagli effetti della pandemia e della guerra dei prezzi, la reazione di Eni e' pronta e radicale". Lo dice alla Stampa l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, aggiungendo che "abbiamo rivisto il profilo produttivo a circa 2 milioni di barili equivalenti al giorno al 2023. Ai business di transizione, e in particolare a progetti per bio-raffinerie, generazione rinnovabile e crescita clienti retail, destiniamo viceversa 800 milioni di euro di nuovi fondi incrementali suddivisi sugli anni 2022-2023. Come conseguenza, gli investimenti 'green' rappresenteranno il 17% della spesa complessiva nel quadriennio rispetto al 12% nel precedente piano, raggiungendo il 26% del totale nel 2023". Descalzi parla poi della nuova "policy dei dividendi innovativa, che si adatta all'attuale scenario, volatile e con prezzi inferiori al precedente. Combina una componente base progressiva parametrata a un Brent di almeno 45 dollari al barile a una componente variabile commisurata alla crescita del pezzo fino a 60 dollari al barile, oltre il quale sara' riattivato il piano di buy back. Il dividendo non sara' piu' un numero fisso in un mondo sempre piu' soggetto a un'elevata variabilita', ma sara' funzione dello scenario e dello sviluppo industriale del gruppo che vuole continuare a crescere offrendo un rendimento ogni anno competitivo ai propri azionisti. Offriamo un sistema certo, chiaro, trasparente e programmabile". rov (fine) MF-DJ NEWS

    31/07/2020 09:43

  5. #385
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    31/07/2020 12:56 - MF-DJ
    MARKET TALK: Eni, MB la vede a 9,5 euro
    MILANO (MF-DJ)--Mediobanca Securities lima il prezzo obiettivo di Eni (-1,27% a 7,71 euro) da 11 a 9,5 euro, confermando il rating neutral. Secondo gli analisti, la "significativa debolezza dei prezzi delle materie prime sta chiaramente avendo un grande impatto sulla generazione del flusso di cassa della societa''", che ha quindi ridotto significativamente la sua spesa per investimenti del 30% nel 2020-2021, il che portera'' anche a un profilo di produzione piu'' piatto fino al 2025. Di conseguenza, il management ha introdotto una nuova politica di dividendi variabili per far fronte al prezzo inferiore del petrolio. Sulla base delle ipotesi macro del gruppo, la riduzione del dividendo nel 2021 potrebbe essere del 50% rispetto al 2019. Tuttavia, secondo gli esperti "questa e'' una mossa gradita, in quanto consente al gruppo di resistere meglio all''attuale recessione, riducendo il suo break-even sostenibile". Il gruppo ha inoltre reiterato la riduzione di CO2, la generazione di energia rinnovabile, gli obiettivi di acquisizione di nuovi clienti, aumentando nel contempo la dimensione degli investimenti verdi. Tuttavia, gli esperti hanno ridotto le stime per adeguarle ai prezzi a monte dell''azienda.

  6. #386
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  7. #387
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    Eni: Gas e Luce con Iccrea e H&D per riqualificazione energetica

    ROMA (MF-DJ)--Iccrea Banca, Capogruppo del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, costituito da 136 Bcc, si affianca a Eni gas e luce e ad Harley&Dikkinson aderendo a CappottoMio, il servizio finalizzato alla riqualificazione energetica e alla messa in sicurezza sismica degli edifici condominiali e unifamiliari e che va a soddisfare tutte le esigenze delle abitazioni, sia dal punto di vista tecnico sia finanziario. Grazie a questo accordo e alla capillarita' territoriale delle Banche di Credito Cooperativo del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, che sommano 2.600 sportelli sul territorio, formando il terzo gruppo bancario per numero di filiali, informa una nota, CappottoMio offrira' la possibilita' di concedere ai condomini, ai privati e alle imprese partner di Eni gas e luce aderenti al progetto, finanziamenti a tassi agevolati destinati all'acquisto di uno o piu' e beni e servizi o alla realizzazione di una delle opere incluse nell'iniziativa. Inoltre, il cliente che aderisce a CappottoMio potra' cedere al partner operativo di Eni gas e luce tutte le detrazioni fiscali ottenibili secondo quanto stabilito dalla legge e corrispondere, anche in forma rateizzata, solo l'importo rimanente a saldo della spesa totale. CappottoMio non si limita all'isolamento termico degli edifici per ridurne le dispersioni termiche, ma si estende all'adeguamento energetico delle centrali termiche con la possibilita' di usufruire anche in questo caso di tutti i vantaggi fiscali previsti dall'ecobonus. Il servizio di Eni gas e luce - con il contributo di partner specialistici della sua rete di servizi energetici e di Harley&Dikkinson, sviluppatore della piattaforma WikiBuilding, una delle piattaforme del sistema H&D Platform dedicato alla gestione di lavori con cessione del credito d'imposta - e' stato progettato in conformita' con la normativa in materia di "ecobonus", "sismabonus" e recentemente anche di "superbonus 110%" con la possibilita' di cedere a terzi il credito fiscale. Il mercato della riqualificazione energetica degli edifici in Italia e' stimato potenzialmente nell'ordine di circa 10 miliardi (p.a.) per i prossimi 11 anni. "CappottoMio e' la risposta innovativa e completa di Eni gas e luce che va a soddisfare tutte le esigenze del condominio e dei privati, sia dal punto di vista tecnico sia finanziario", ha commentato Alberto Chiarini, a.d. di Eni gas e luce, "con questo accordo CappottoMio si completa grazie a un ulteriore servizio a disposizione dei clienti e delle imprese partner per agevolarli nella realizzazione di interventi di efficienza energetica o di riqualificazione sismica di un edificio. In questo modo Eni gas e luce intende perseguire la propria strategia di diventare sempre di piu' un energy advisor, un consulente energetico che possa accompagnare il cliente a fare un uso piu' razionale ed efficiente dell'energia, per usarla meglio e quindi meno". "Aderendo a CappottoMio, il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea ha voluto dare un ulteriore segnale di attenzione, in linea con il nostro ruolo di banche locali, alle famiglie socie o clienti delle Bcc del Gruppo, al fine di dotarle di ulteriori risorse di primario livello visti i partner coinvolti - ha dichiarato Luca Gasparini, Chief Business Officer di Iccrea Banca -. Il servizio che proponiamo vuole dunque essere di alta qualita' e, allo stesso tempo, diffuso in modo capillare per soddisfare un'esigenza che, oggi, sta cominciando ad essere avvertita in modo importante dai condomini e dalle famiglie". "Sono lieto che un importante Gruppo bancario come Iccrea abbia scelto di unirsi al nostro progetto per cui tutto il sistema H&D Platform e' a disposizione, cosi' come per le imprese, i professionisti, le industrie e la distribuzione, al fine di rendere facilmente accessibile un processo complesso come quello della cessione del credito", ha dichiarato infine Alessandro Ponti, a.d. di Harley&Dikkinson. gug (fine) MF-DJ NEWS

    04/08/2020 11:18

  8. #388
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    Oggi sul quotidiano

    I dettagli per il mercato domestico delle linee strategiche aggiornate al 2023

    Piano Eni da 6 mld per l’Italia

    Gli obiettivi di Descalzi convincono i sindacati, ma preoccupa il nodo dei decreti che bloccano l’offshore


    di Angela Zoppo MF - Numero 153 pag. 11 del 05/08/2020

  9. #389
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    *Eni: Intesa Sanpaolo abbassa rating a hold
    05/08/2020 09:24

  10. #390
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