Eni - solo news - n.3 - Pagina 35
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  1. #341
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    Società Générale dice la sua sui petroliferi in questo report di MF:

    https://www.milanofinanza.it/news/so...06192010558942

    Lo stralcio:

    2) Eni. Rating hold (mantenere) e prezzo obiettivo 8 euro, che implica un total return dalle quotazioni attuali (8,84 euro) del 6,7%. Il titolo, che capitalizza 31,8 miliardi di euro, tratta 28,8 volte l'utile 2022. La performance borsistica a un anno è -37,6%.

  2. #342
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    A proposito di riconversione:

    ENI ANNUNCIA ACQUISTO 3 PROGETTI EOLICI IN PUGLIA

    News Image (Teleborsa) - Eni annuncia l'acquisto di tre progetti eolici in Puglia. L'operazione, realizzata attraverso la controllata Eni New Energy, prevede l'acquisto del 100% delle quote di CDGB Enrico, CDGB Laerte e Wind Park Laterza da Asja Ambiente Italia.

    Si tratta del primo progetto eolico realizzato nel territorio italiano da Eni, che prosegue così nel suo percorso di transizione energetica, con l'obiettivo di ottenere una riduzione dell'80% delle emissioni nette di gas serra al 2050 sull'intero ciclo dei suoi prodotti energetici, come previsto dal Piano di lungo termine.

    "Il nostro obiettivo è quello di costruire un'azienda che venderà prodotti totalmente decarbonizzati così che il cliente finale non debba preoccuparsi delle emissioni", commenta l'Ad Claudio Descalzi, agigungendo "vogliamo contribuire alle sfide di una transizione energetica equa, mettendo in campo tutte le nostre risorse e contando sulle nostre competenze".

    I tre parchi eolici, che sorgeranno nel Comune di Laterza, in Puglia, hanno una potenza complessiva pari a 35,2 MW e una produzione annua stimata di circa 81 GWh, che consentirà un risparmio di emissioni di CO2 pari a 33.400 tonnellate all'anno. I tre impianti saranno costituiti da sedici aerogeneratori da 2,2 MW ciascuno e verranno connessi alla Rete di Trasmissione Nazionale.

    La costruzione inizierà nelle prossime settimane e il completamento lavori è previsto per il terzo trimestre del 2021.

    (TELEBORSA) 22-06-2020 11:36

  3. #343
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    Il report di oggi di Francesca Gerosa:

    Eni acquisisce in Italia tre progetti eolici. Focus anche sul Pakistan

    Attraverso la controllata Eni New Energy ha acquisito da Asja Ambiente Italia il 100% delle quote di CDGB Enrico, CDGB Laerte e Wind Park Laterza. Così il gruppo avanza nel suo percorso di transizione energetica. Separatamente Eni starebbe valutando la cessione di asset di esplorazione e produzione in Pakistan

    di Francesca Gerosa 22/06/2020 12:25


    Eni acquisisce in Italia tre progetti eolici per un totale di 35 MW e separatamente starebbe valutando la cessione di asset in Pakistan. Attraverso la controllata Eni New Energy, il colosso guidato da Claudio Descalzi ha acquisito da Asja Ambiente Italia il 100% delle quote di CDGB Enrico, CDGB Laerte e Wind Park Laterza. I tre parchi eolici, che sorgeranno nel Comune di Laterza, in Puglia, hanno una potenza complessiva pari a 35,2 MW e una produzione annua stimata di circa 81 GWh, che consentirà un risparmio di emissioni di CO2 pari a 33.400 tonnellate all'anno.

    I tre impianti saranno costituiti da sedici aerogeneratori da 2,2 MW ciascuno e verranno connessi alla Rete di Trasmissione Nazionale. La costruzione degli impianti inizierà nelle prossime settimane e il completamento lavori è previsto per il terzo trimestre del 2021. Si tratta del primo progetto eolico che Eni realizza nel territorio italiano.

    Con questa nuova acquisizione la società del Cane a sei zampe avanza nel suo percorso di transizione energetica, con l'obiettivo di ottenere una riduzione dell'80% delle emissioni nette di gas serra al 2050 sull'intero ciclo dei suoi prodotti energetici. "Il nostro obiettivo è quello di costruire un'azienda che venderà prodotti totalmente decarbonizzati così che il cliente finale non debba preoccuparsi delle emissioni", ha sottolineato il ceo Descalzi. "Vogliamo contribuire alle sfide di una transizione energetica equa, mettendo in campo tutte le nostre risorse e contando sulle nostre competenze", ha concluso.

    Separatamente Eni starebbe valutando la cessione di asset di esplorazione e produzione in Pakistan. Il gruppo è presente nel paese da circa 20 anni. Secondo quanto ha riportato Bloomberg, citando fonti a conoscenza del dossier, l'operazione è ancora nelle fasi preliminari e quindi Eni potrebbe anche decidere di non procedere con la vendita.

    " Eni sta lavorando con un advisor finanziario per valutare l'interesse per questo portafoglio di asset", hanno affermato le fonti, chiedendo di non essere citate. Più nel dettaglio, la cessione riguarderebbe le attività produttive di Eni in Bhit, Badhra e Kadanwari, nonché alcuni impianti di lavorazione e diverse attività non operative. Include quattro contratti di locazione esplorativa e otto contratti di locazione per sviluppo e produzione. A partire dal 2019 Eni produce 37 miliardi di piedi cubi di gas naturale ogni anno in Pakistan, secondo il suo sito web. La società lo scorso anno ha aperto lì un impianto fotovoltaico, che produrrà circa 20 gigawattora l'anno.

    La vendita segnerebbe l'uscita di Eni dal Pakistan poiché la produzione di gas della nazione dell'Asia meridionale ha raggiunto il culmine negli ultimi anni. Eni non sarebbe la prima a farlo. Nel 2018 OMV AG ha venduto le sue società upstream nel paese a United Energy Group con sede a Hong Kong per 158 milioni di euro. In borsa, con il prezzo del Brent stabile a quota 42,19 dollari al barile, al momento il titolo Eni cede lo 0,95% a 8,79 euro

  4. #344
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    ENI PRIMA IN CLASSIFICA TRA LE COMPAGNIE PETROLIFERE PER OBIETTIVI CLIMATICI

    Gli obiettivi climatici di Eni sono i più ambiziosi tra le 9 maggiori compagnie petrolifere del mondo. A stabilirlo una classifica stilata da Carbon Tracker – think tank finanziario indipendente che analizza l'impatto della transizione energetica sul mercato dei capitali – dei maggiori produttori di petrolio e gas (7 major più Equinor e Repsol) in base agli impegni assunti per orientare il loro business nel quadro della transizione energetica.

    Il rapporto pone Eni in cima alla classifica in base alla sua struttura, nonostante le sue ambizioni in termini di emissioni non raggiungano lo zero netto al 2050 (entro il 2050 Eni prevede di ridurre dell'80% le emissioni assolute legate ai prodotti energetici venduti, siano essi derivanti da produzioni proprie o acquistati da terzi).

    I suoi obiettivi a monte, però, soddisfano i prerequisiti di adesione al trattato di Parigi stabiliti dal rapporto (accettazione di un budget per le emissioni di carbonio finito, obiettivi sia per le emissioni relative alla produzione che al consumo dei combustibili fossili, inclusione nei target anche delle attività delle partecipate), ma soprattutto ha stabilito un obiettivo intermedio significativo (riduzione del 30% delle emissioni assolute entro il 2035).

    "Da soli, gli obiettivi di zero emissioni nette non sono sufficienti per adeguarsi agli obiettivi di Parigi – ha dichiarato Mike Coffin, analista di Oil & Gas e autore del rapporto – Per fare ciò, gli obiettivi climatici devono riconoscere i limiti assoluti di un budget globale per le emissioni di carbonio e integrare riduzioni intermedie delle emissioni. Le politiche inadeguate non riusciranno a soddisfare le preoccupazioni ambientali e finanziarie degli investitori e rischiano di essere percepite come greenwashing".

    Dal rapporto emerge un giudizio positivo anche sulle attività di Repsol e Bp (rispettivamente al secondo e al terzo posto ma con obiettivi paragonabili a quelli della compagnia energetica italiana), negativo quelle sulle major americane (Chevron, ConocoPhillips e Exxon a cui spetta la maglia nera).

    (TELEBORSA) 24-06-2020 06:36

  5. #345
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    ENI RAFFORZA INTESA CON NEXTCHEM PER SVILUPPO TECNOLOGIE DISTRETTO CIRCOLARE

    A un anno dal primo accordo, Eni e NextChem, la controllata di Maire Tecnimont per la chimica verde, rafforzano la loro partnership. Ai progetti di ingegneria in corso per la realizzazione di un impianto "Waste to Hydrogen" finalizzato alla produzione di idrogeno presso la bioraffineria Eni di Venezia, a Porto Marghera, e al progetto "Waste to Methanol" per la produzione di metanolo nella raffineria Eni a Livorno, oggi si aggiunge l'analisi per la realizzazione di un impianto a Taranto per produrre gas circolare

    Obiettivo del nuovo progetto è verificare, nelle aree della raffineria di Taranto, la fattibilità di un impianto per la produzione di gas di sintesi da plasmix e CSS, mediante un processo di riciclo chimico. Il gas – spiegano Eni e NextChem in una nota – sarà successivamente raffinato in due flussi indipendenti: idrogeno, che potrebbe essere destinato alla raffineria Eni per alimentare i processi di idrodesolforazione dei carburanti, e un gas ricco di ossido di carbonio che potrebbe essere impiegato in acciaieria, sia nei processi in altoforno che nelle nuove tecnologie DRI (Direct Reduced Iron). Questo offrirebbe un contributo importante anche alla decarbonizzazione dell'industria siderurgica. NextChem sta finalizzando gli aspetti relativi all'applicazione industriale dell'iniziativa. Un gruppo di lavoro congiunto tra le due società verificherà la fattibilità tecnica, economica e dei flussi dell'impianto con il coinvolgimento delle istituzioni del territorio.

    (TELEBORSA) 25-06-2020 06:04

  6. #346
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    Nuova scoperta a gas di Eni nel Mar Mediterraneo egiziano

    Il gruppo, operatore del blocco, assieme ai partners BP e Total, ha perforato con successo il primo pozzo esplorativo nella licenza di North El Hammad, nelle acque convenzionali egiziane del Delta del Nilo, sul prospetto denominato Bashrush. Il pozzo verrà testato alla produzione. Titolo in rialzo con il Brent sopra 42 dollari e con Goldman Sachs che conferma Eni tra le sue top pick nel settore oil


    di Francesca Gerosa 01/07/2020 11:00


    Nuova scoperta a gas di Eni nel Mar Mediterraneo egiziano. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi, operatore del blocco, assieme ai partners BP e Total, ha perforato con successo il primo pozzo esplorativo nella licenza di North El Hammad, nelle acque convenzionali egiziane del Delta del Nilo, sul prospetto denominato Bashrush.

    La nuova scoperta si trova in 22 metri di profondità d'acqua, a 11 chilometri dalla costa, 12 chilometri a nord-ovest del giacimento di Nooros e circa 1 chilometro a ovest del giacimento di Baltim South West, entrambi già in produzione. Il pozzo ha attraversato un'unica colonna verticale mineralizzata a gas di 152 metri nelle arenarie di età Messiniana della formazione Abu Madi con eccellenti proprietà petrofisiche. Il pozzo verrà testato alla produzione.

    La scoperta di Bashrush è un'ulteriore conferma del grande potenziale a gas e condensati nelle formazioni Messiniane in questo settore delle acque poco profonde dell'offshore egiziano. La scoperta estende verso ovest il potenziale a gas delle stesse sequenze mioceniche della formazione Abu Madi di quella precedentemente definita come "Great Nooros Area".

    Eni avvierà, assieme ai partners BP e Total e in coordinamento con l'Egyptian Petroleum Sector, le opzioni di sviluppo della nuova scoperta che saranno mirate ad accelerare la rapida messa in produzione mediante la massima sinergia con le infrastrutture già presenti nell'area. In parallelo, Eni continuerà anche l'esplorazione nella "Great Nooros Area" con la perforazione nell'anno di un altro pozzo esplorativo denominato Nidoco NW-1 DIR, situato nella concessione Abu Madi West.

    La scoperta di Bashrush è una nuova conferma di come la strategia esplorativa "incrementale", mirata su opportunità ad alto valore e capaci di garantire un rapido sviluppo delle nuove scoperte attraverso le infrastrutture esistenti, stia continuando a fornire risultati concreti e tangibili. Nella concessione di North El Hammad, che è in partecipazione con Egyptian Natural Gas Holding Company, Eni detiene il 37,5% di interesse nella concessione e il ruolo di operatore, BP detiene il 37,5% e Total il 25%.

    Eni è presente in Egitto dal 1954, dove opera tramite IEOC Production BV. Quest'anno la produzione netta del gruppo del Cane a sei zampe nel paese è stata di circa 280.000 barili di olio equivalente al giorno. In borsa con il prezzo del petrolio in netto rialzo (Wti +3,03% a 40,46 dollari al barile e Brent +3% a 42,51 dollari al barile), il titolo Eni spunta un progresso dello 0,55% a 8,537 euro, complice anche Goldman Sachs che ha confermato l'azione tra le sue top pick nel settore oil, conun rating buy e un prezzo obiettivo a 12 euro.

    " Eni si sta trasformando in un business a ritorni più elevati, secondo le nostre stime, grazie ai successi nell'esplorazione, alle cessioni e a una forte pipeline di start-up di progetti", hanno spiegato gli analisti di Goldman Sachs citati dall'agenzia Mf-DowJones. Anche Equita continua a consigliare l'acquisto (buy) di Eni con un target price a 11 euro anche se, dopo BP e Oxy, anche Shell ha annunciato un ingente svalutazione attesa nel secondo trimestre: tra 15 e 22 miliardi di dollari (non cash).

    Come nel caso di BP (18 miliardi di dollari di svalutazioni), sono le nuove ipotesi sul lungo termine a far ridurre il valore degli asset. Shell ipotizza ora: 60 dollari al barile per il Brent, 2,75 dollari/mmbtu gas HH, -30% margini di raffinazione. L'ipotesi di BP era di 55 dollari al barile nel lungo termine. Le svalutazioni colpiscono in particolare gli asset sul gas, che soffrono della minor domanda da C-19 come nel caso di quelle petrolifere. Una parte delle svalutazioni è anche motivata dal più basso tasso di interesse con cui si attualizzano i costi di ripristino e bonifica dei giacimenti oil al termine delle operazioni.

    "Per Eni l'impatto di un'eventuale svalutazione potrebbe essere di 2-2,5 miliardi, assumendo un prezzo del greggio di lungo termine a 55-60 dollari al barile, in quanto il 94% degli asset ha un net present value positivo a 50 dollari al barile a livello di Brent e a 5 dollari/mmbtu PSV, secondo la presentazione della strategia di Eni a febbraio 2020. Nell'ultimo bilancio Eni ipotizzava 70 dollari di Brent nel lungo termine e 7,8 dollari/mmbtu PSV. La svalutazione non cambierebbe significativamente il leverage per il gruppo, circa un punto percentuale in più. Alla fine del primo trimestre di quest'anno il leverage era pari al 28%", ha valutato Equita.

    Comunque, stamattina l'ottimismo è dovuto alle aspettative di un calo delle scorte di greggio negli Stati Uniti e ai robusti dati macro giunti dalla Cina, primo consumatore di greggio al mondo. L'American Petroleum Institute (API) ha segnalato che le scorte di greggio degli Stati Uniti sono diminuite di 8,2 milioni di barili, a 537 milioni di barili, contro le previsioni degli analisti per un incremento di 710.000 barili.

    I dati ufficiali dell'Energy Information Administration del governo degli Stati Uniti sulle scorte settimanali di petrolio saranno pubblicati oggi (precedente: +1,442 milioni di barili a 540,722 milioni). Intanto, l'Opec ha ridotto la produzione al livello più basso degli ultimi due decenni. Prodotta una media di 22,62 milioni di barili al giorno (bpd) a giugno, in calo di 1,92 milioni di barili rispetto a maggio. "Gli ultimi dati macro hanno oscurato temporaneamente i numeri allarmanti sulla pandemia in alcune aree del mondo e hanno favorito il ritorno delle quotazioni verso la parte alta del range che guida la tendenza nelle ultime settimane", ha sottolineato Websim.

    "Se il flusso di notizie deporrà ancora nella medesima direzione è probabile che assisteremo a breve a un nuovo attacco della prima importante area resistenziale a ridosso del profondo gap ribassista aperto a marzo nel range 39/45 dollari al barile per il Brent e nel range 36/41 dollari al barile per il Wti", ha previsto Websim. "Restiamo ottimisti nel medio periodo. Per trading si possono sfruttare gli strappi per prendere profitto: sul Brent vendere in area 45 dollari, sul Wti vendere in area 41 dollari. Rientrare sulla debolezza solo verso 37 e 31 dollari, rispettivamente. Ingressi sulla forza da impostare alla chiusura del gap di marzo ovvero sopra 45 e 41 dollari", ha concluso.

  7. #347
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    Eni: Descalzi incontra ad Algeri ministro Energia e a.d. Sonatrach

    ROMA (MF-DJ)--Il ministro dell'Energia Abdelmadjid Attar, l'a.d. di Sonatrach, Toufik Hakkar, e quello di Eni, Claudio Descalzi, si sono incontrati oggi ad Algeri per discutere dello stato di avanzamento delle attivita' nel paese. Eni e Sonatrach, si legge in una nota, hanno passato in rassegna il recente completamento della costruzione del gasdotto che collega i siti produttivi di Bir Rebaa Nord (BRN) e di Menzel Ledjmet Est (MLE) nel Bacino del Berkine. Le due compagnie hanno confermato la volonta' di proseguire l'accelerazione del progetto Berkine Nord, entrato in produzione lo scorso febbraio a solo un anno dalla firma degli accordi, con l'obiettivo di esportare 6 Mscm al giorno entro la fine del 2020. I due amministratori delegati hanno condiviso l'impegno a continuare su un percorso di time to market accelerato facendo leva sulla disponibilita' e la capacita' delle societa' contrattiste del gruppo Sonatrach coinvolte nell'esecuzione dei lavori. Durante l'incontro, Eni e Sonatrach hanno firmato, alla presenza del Ministro, un protocollo d'intesa allo scopo di ampliare la collaborazione nell'ambito delle attivita' upstream. L'accordo prevede un lavoro comune volto ad identificare opportunita' in ambito esplorazione, sviluppo e produzione, sulla base della nuova legge Idrocarburi ed estendendo il modello di sviluppo fast track applicato con successo sul progetto del Berkine Nord. Inoltre, sono stati conclusi gli accordi per la commercializzazione del gas upstream dei Blocchi del Berkine Nord e le condizioni commerciali del contratto di importazione gas in Italia per l'anno termico 2020-21. Si e' anche discusso dell'installazione e della gestione d'impianti per la produzione di energia solare nei siti produttivi operati da Sonatrach e Eni. In particolare si procedera' nell'immediato ad effettuare gli studi di fattibilita' per l'ampliamento dell'impianto fotovoltaico di BRN realizzato a fine 2018 e per la creazione di un nuovo impianto fotovoltaico nel sito di MLE che fornira' energia pulita all'impianto trattamento gas esistente. Queste iniziative ricadono nell'ambito della strategia che le due societa' stanno sviluppando sugli asset comuni e che punta sia alla modifica del mix energetico delle proprie attivita' sia a uno scenario sempre piu' low-carbon, attraverso l'efficientamento energetico degli impianti esistenti, nell'ottica di un modello di business che combina la sostenibilita' economico finanziaria con quella ambientale. Alla fine dell'incontro l'a.d. di Eni ha espresso i suoi ringraziamenti per il supporto e l'amichevole e proficua relazione con Sonatrach: "Questo incontro e' la testimonianza dell'impegno di Sonatrach ed Eni a espandere la propria partnership in Algeria, nel rispetto di una strategia condivisa di sviluppo accelerato dei progetti e perseguendo gli obiettivi di decarbonizzazione nell'ambito del nostro impegno nel raggiungere la neutralita' carbonica nel lungo termine, riducendo e compensando le emissioni di gas climalteranti fino ad azzerarle". alu fine MF-DJ NEWS

    01/07/2020 14:18

  8. #348
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    Eni: riassetto e nuovo Cfo (MF)

    MILANO (MF-DJ)--Arriva un nuovo cfo in Eni. Si tratta di Francesco Gattei, dal 2019 responsabile upstream per la Regione Americhe, che dal primo agosto sostituira' Massimo Mondazzi, passato a guidare la nuova direzione Energy Evolution, operativa da ieri. Il cambio della guardia nella posizione di cfo, scrive MF, e' una delle novita' della riorganizzazione che l'ad Claudio Descalzi ha comunicato ieri ai suoi manager, un nuovo assetto che ha "il fine di supportare il raggiungimento degli obiettivi aziendali", si legge nell'ordine di servizio, e snellisce i riporti diretti del top manager, assorbendoli in gran parte nelle due nuove direzioni generali, Energy Evolution e Natural Resources (attivita' E&P e midstream Gas e Lng), quest'ultima affidata ad Alessandro Puliti, che sara' coadiuvato da Luca Bertelli e Christian Signoretti. Con l'eccezione di Gattei, che subentrera' a Mondazzi dal primo agosto, la nuova struttura del Cane a sei zampe e' operativa gia' da ieri. Alla DG Energy Evolution, che si occupa del business green e del mid-downstream dei prodotti fossili, fanno capo anche le controllate Eni gas e luce e Versalis. Ad affiancare Mondazzi sara' invece Giuseppe Ricci, nominato vice-direttore generale. Designato anche il resposabile Technology, R&D & Digital: si tratta di Francesca Zarri, che viene dall'E&P e negli ultimi due anni ha seguito in Italia il Distretto meridionale, che comprende la Basilicata. red/lab MF-DJ NEWS

    02/07/2020 08:44

  9. #349
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    ENI: PM MILANO, SOCIETA' SAPEVA DI SITUAZIONE DI CORRUZIONE IN NIGERIA

    (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 02 lug - 'Eni sapeva benissimo la situazione in Nigeria' dove da parte dei politici 'c'era una aspettativa di guadagno personale' in relazione alle concessioni petrolifere che per anni erano state affidate 'ad amici, parenti, familiari, amanti'; 'era una cosa accettata dalle compagnie petrolifere e dai militari' che in diverse fasi della storia nigeriana ne hanno controllato il governo. Lo ha affermato il pubblico ministero Sergio Spadaro nella requisitoria del processo al tribunale di Milano sulla presunta corruzione internazionale relativa all'acquisizione della licenza per il blocco Opl-245 da parte di Eni e Shell. Il magistrato, titolare del fascicolo insieme al procuratore aggiunto Fabio De Pasquale, questa mattina ha ricostruito tutta la vicenda che ha portato alla nascita dell'inchiesta con al centro una presunta maxi tangente di 1,09 miliardi di dollari su 1,3 miliardi pagati dalle due societa' petrolifere al governo nigeriano per il trasferimento a Eni e Shell dei diritti sul blocco petrolifero Opl-245. Dei 1,092 miliardi 'oltre mezzo miliardo di dollari viene cambiato in contanti. Questo non e' in alcun modo riconducibile a una normale operazione commerciale', ha indicato Spadaro, sottolineando che secondo la ricostruzione della procura la parte in contanti 'era il mezzo per pagare tangenti, per far arrivare soldi a chi non voleva lasciare traccia'. Ad ogni modo, ha indicato il magistrato, 'dalla ricostruzione dei flussi di denaro altri soldi hanno lasciato tracce' e hanno portato per esempio a un conto dell'ex ministro nigeriano della Giustizia e procuratore generale del Paese Mohammad Bello Adoke (in carica dal 2010). Dall'analisi di una operazione per l'acquisto di un immobile da parte di Adoke, secondo l'accusa, si rintraccia 'un regalo' fatto al ministro dall'uomo che ha 'trasformato in contanti' circa la meta' di 1,092 miliardi di dollari.
    Fla-
    (RADIOCOR) 02-07-20 13:43:25

  10. #350
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    ENI: SOCIETA' HA STIPULATO CONTRATTO CON NIGERIA IN MODO TRASPARENTE E CHIARO

    Conoscenza Descalzi con presidente solo istituzionale (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

    - Milano, 02 lug - 'Eni ha corrisposto per Opl-245 un prezzo d'acquisto congruo e ragionevole (come dimostrato da uno studio specializzato pre sentato nel corso del processo) al Governo nigeriano come contrattualmente previsto attraverso modalita' chiare, lineari e trasparenti. Eni non conosceva, ne' era tenuta a conoscere, l'eventuale destinazione dei fondi successivamente versati a Malabu dal Governo nigeriano, peraltro il pagamento del Governo a Malabu avvenne dopo un'istruttoria dell'Autorita' Anticorruzione della Gran Bretagna (SOCA)'. Lo afferma un portavoce di Eni alla luce della requisitoria della procura di Milano nel processo su una presunta corruzione internazionale in Nigeria. 'E' poi assolutamente falso che Eni si sia avvalsa del mediatore Emeka Obi, che agi' solo ed esclusivamente per conto e nell'interesse della societa' Malabu (con la quale Eni non stipulo' alcun contratto): la riferibilita' di Obi a Malabu e' gia' stata dichiarata presso il tribunale di Londra', continua il portavoce. 'Il pm, nel tentare di collegare Eni con un asserito quadro di corruzione della politica nigeriana, utilizza argomenti inconsistenti, come gli incontri istituzionali tra l'ad dell'azienda e il presidente e il ministro del Petrolio del Paese, incontri che rientrano nei doveri dell'ad di una societa' come Eni. E' inoltre assolutamente destituito di fondamento che Claudio Descalzi (all'epoca direttore generale) avesse rapporti di conoscenza 'da giovane' con l'ex presidente nigeriano Jonathan Goodluck, o comunque rapporti al di fuori dei ruoli istituzionali, con il quale i leciti e dovuti incontri venivano svolti dai rappresentanti di Eni, cosi come da tutti i rappresentanti delle compagnie internazionali', sottolinea lo stesso portavoce. 'Il pm, infine, continua a fare riferimento alle dichiarazioni dell'imputato Vincenzo Armanna, che ricordiamo essere stato ripetutamente smentito dai testimoni e dalla documentazione emersa nel corso del procedimento', conclude.
    Fla-
    (RADIOCOR) 02-07-20 18:18:48

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