Unicredit: solo news n. 4 - Pagina 45
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Piazza Affari manda in archivio una settimana incolore e anche l?ultima seduta si conclude con segno meno. L’indice Ftse Mib ha chiuso con un calo dell?1,09% a 19.524 punti in …
Analisti si sfregano le mani in attesa del Tesla Battery Day: upgrade sul titolo che ha fatto +400% da inizio anno
Il Tesla Battery Day è ormai imminente: l’attesissimo evento è in calendario il prossimo martedì, 22 settembre. Grande trepidazione per le novità che il gruppo fondato da Elon Musk potrebbe …
Dividendi banche: Bce pronta a togliere divieto a inizio 2021, azionisti Intesa Sanpaolo pregustano doppia razione cedole
La Bce è pronta a rimuovere il divieto sulle banche relativo al pagamento di dividendi a partire dall’inizio del prossimo anno. E’ quanto anticipa oggi un’indiscrezione di Bloomberg News che …
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  1. #441
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    Banche: Bce estende no dividendi e buyback a 1* gennaio 2021

    MILANO (MF-DJ)--La Banca centrale europea ha esteso la raccomandazione alle banche sulle distribuzioni di dividendi e sui riacquisti di azioni fino al 1* gennaio 2021 e ha chiesto agli istituti di essere estremamente moderati sulla remunerazione variabile. L'Istituto di Francoforte ha inoltre chiarito che dara' alle banche il tempo sufficiente per reintegrare le riserve di capitale e liquidita'. La raccomandazione sulle distribuzioni di dividendi rimane temporanea ed eccezionale ed e' volta a preservare la capacita' delle banche di assorbire le perdite e sostenere l'economia in un contesto di eccezionale incertezza che rende difficile per gli istituti prevedere con precisione le loro posizioni patrimoniali. Come dimostrato dall'analisi della vulnerabilita', puntualizza infatti la Bce, il livello di capitale nel sistema potrebbe diminuire significativamente se si dovesse materializzare uno scenario grave. La Bce esaminera' se tale raccomandazione rimarra' necessaria nel quarto trimestre 2020, tenendo conto del contesto economico, della stabilita' del sistema finanziario e dell'affidabilita' della pianificazione del capitale. Una volta che la fase di incertezza verra' superata, le banche con posizioni di capitale sostenibili potranno prendere in considerazione la possibilita' di riprendere il pagamento dei dividendi. Sempre per preservare la capacita' delle banche di assorbire le perdite e sostenere i prestiti all'economia reale, la Bce ha inviato anche una lettera agli istituti esortandoli a essere estremamente moderati riguardo ai pagamenti variabili della remunerazione, ad esempio riducendo l'importo complessivo di retribuzione variabile. Laddove cio' non sia possibile, le banche dovrebbero differire una parte maggiore della remunerazione variabile e prendere in considerazione pagamenti tramite strumenti, ad esempio azioni proprie. Come al solito, la Bce continuera' a valutare le politiche di remunerazione delle banche nell'ambito del processo di revisione e valutazione prudenziale (Srep), in particolare l'impatto che tali politiche potrebbero avere sulla capacita' di mantenere una solida base di capitale. La Bce continua poi a incoraggiare le banche a utilizzare le riserve di capitale e liquidita' a fini di prestito e assorbimento delle perdite. Non richiedera' alle banche di ricostituire le riserve di capitale prima che sia raggiunto il picco dell'esaurimento del capitale, che dovrebbe avvenire nel 2022. Il calendario esatto sara' deciso in seguito allo stress test a livello Ue nel 2021 e caso per caso in base alla situazione individuale di ciascuna banca. Lo stesso vale per il reintegro del coefficiente di copertura della liquidita' (Lcr). La Bce prendera' in considerazione sia fattori specifici dell'istituto che fattori specifici del mercato al momento di stabilire la tempistica di ricostituzione dei buffer di liquidita'. In ogni caso, la Bce si impegna a consentire alle banche di operare al di sotto del Pillar 2 Guidance (P2G) e del requisito di riserva combinata fino almeno alla fine del 2022 e al di sotto dell'Lcr fino almeno alla fine del 2021, senza innescare automaticamente azioni di vigilanza. "L'accumulo di forti riserve di capitale e liquidita' dall'ultima crisi finanziaria ha consentito alle banche durante questa crisi di continuare a concedere prestiti a famiglie e imprese, contribuendo cosi' a stabilizzare l'economia reale", ha affermato Andrea Enria, presidente del Consiglio di vigilanza. "Pertanto e' di fondamentale importanza incoraggiare le banche a utilizzare i propri buffer di capitale e liquidita' ora per continuare a concentrarsi su questo compito generale: il prestito, pur mantenendo naturalmente solidi standard di sottoscrizione. Nel frattempo, e per supportare le banche nella loro pianificazione, stiamo segnalando un graduale ritorno alla normalita'". Infine, dato che il settore bancario ha mostrato capacita' di ripresa operativa, la Bce non prevede di estendere le misure di aiuto operativo di sei mesi concesse alle banche a marzo, ad eccezione delle strategie di riduzione dei crediti deteriorati (Npl) per gli istituti con elevati livelli di sofferenze. La Bce iniziera' nuovamente a seguire le banche in merito alle azioni correttive a seguito di precedenti risultati Srep, e a effettuare ispezioni in loco e indagini sui modelli interni. La Bce prevede inoltre di riprendere l'emissione di revisioni mirate delle decisioni sui modelli interni (Trim), lettere di follow-up in loco e decisioni sui modelli interni al termine del periodo di sei mesi. La Bce garantira' alle banche con alti livelli di Npl altri sei mesi per presentare i loro piani di riduzione delle sofferenze per fornire agli istituti tempo aggiuntivo per stimare meglio l'impatto della pandemia di Covid-19 sulla qualita' degli attivi, cosa che dovrebbe consentire una pianificazione piu' accurata. Le banche dovrebbero tuttavia continuare a gestire attivamente i loro crediti deteriorati. La Bce ha inoltre inviato una lettera alle banche comunicando le proprie aspettative sull'adozione di pratiche di gestione efficaci e di capacita' operativa sufficiente per far fronte all'aumento previsto delle sofferenze. alb alberto.chimenti@mfdowjones.it (fine) MF-DJ NEWS

    28/07/2020 10:07

  2. #442
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    Unicredit: si allinea a raccomandazioni Bce su cedole

    MILANO (MF-DJ)--A seguito della raccomandazione della Bce di ieri, UniCredit conferma che non paghera' dividendi e non effettuera' riacquisti di azioni proprie nel 2020. Tale iniziativa non impatta i pagamenti di cedole su strumenti obbligazionari AT1 e CASHES. Qualora la Bce, spiega una nota, decidesse di non estendere la raccomandazione per il 2021 e oltre, Unicredit ripristinera' la politica di distribuzione del capitale prevista da piano Team 23 nel 2021 per l'esercizio finanziario 2020 e negli anni successivi. Cio' significa che UniCredit distribuira', come annunciato, il 50% dell'utile netto sottostante agli azionisti. Inoltre la banca porra' come obiettivo un dividendo in contanti del 30% dell'utile netto sottostante e un riacquisto di azioni proprie al 20%. In base al contesto di mercato, il Gruppo potrebbe rivedere la ripartizione tra dividendi in contanti e riacquisto di azioni proprie; manterra' l'impegno a restituire gradualmente il capitale in eccesso agli azionisti, per la porzione al di sopra della fascia superiore del suo target di 200-250bps CET1 MDA buffer. A partire dal 2021 e per il resto del piano Team 23, qualsiasi distribuzione straordinaria di capitale sara' basata sull'eccedenza sostenibile del CET1 MDA buffer previsto. Per mantenere un approccio conservativo al calcolo della propria posizione di capitale, UniCredit accantonera' gia' il dividendo in contanti per l'anno fiscale 2020 ad un tasso del 30% dell'utile netto sottostante. MF-DJ NEWS

    29/07/2020 08:13

  3. #443
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    https://www.milanofinanza.it/news/un...07290750363598

    Unicredit annuncia un'extra cedola dal 2021, se la Bce lo permetterà

  4. #444
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    Sondaggio Associazione italiana financial industry risk manager & Oliver Wyman

    Accelera il consolidamento tra le banche italiane

    Secondo un report di Airfirm, che ha sondato 40 risk manager di banche italiane, è peggiorata la qualità dei crediti. Marina Brogi, ordinario alla Sapienza: accelerano i trend verso la digitalizzazione, la razionalizzazione dei costi e una maggiore tendenza verso le aggregazioni. Le banche di più piccole dimensioni sono percepite come più vulnerabili


    di Salvatore Licciardello 31/07/2020 20:28


    La crisi da Covid-19 minaccia la solidità del sistema bancario europeo. E avrà un impatto strutturale perché cambia i modelli di business e accelera le aggregazioni e i processi di fusione in atto.
    E’ peggiorata in particolare in modo sensibile la qualità dei crediti. Secondo un report di Airfirm, che ha sondato 40 risk manager di banche italiane ed esaminato i conti delle banche continentali, gli istituti hanno effettuato accantonamenti per oltre 25 miliardi di euro nel corso del primo trimestre 2020. Una crescita drammatica, pari a circa il triplo rispetto agli accantonamenti registrati nello stesso periodo del 2019 pari a circa 8,5 miliardi di euro. Di questi circa il 52% è collegato all’effetto pandemia (il 56% per le banche italiane).

    Gli effetti sul conto economico sono perciò già evidenti. Il costo del rischio di credito è pari a circa 22 bps (basis point), mentre nel 2019 si attestava a 8 bps, per un incremento pari al 186%. Le banche del Nord Europa sono quelle che hanno reagito con molta più decisione. Mentre nel Regno Unito e Germania l’incremento del costo del rischio di credito è stato pari rispettivamente a +448% e +255%, per le banche francesi, italiane e spagnole è stato inferiore e pari rispettivamente al 116%, 105% e 92%.

    E a pesare di più, in negativo, sono le stime sull’andamento delle aziende creditrici considerate sane. Infatti i maggiori accantonamenti derivano principalmente dall’aspettativa di future perdite sui crediti performing piuttosto più che da una migrazione dei crediti verso classificazioni più deboli (stage 2) o di credito deteriorato (stage 3).

    La principale sfida secondo il position paper dell’Associazione italiana financial industry risk manager su elaborato dalla commissione coordinata da Marina Brogi, ordinario alla Sapienza - in collaborazione con i consulenti di Oliver Wyman per le banche italiane è comprendere bene l’evoluzione del contesto macro-economico e del suo impatto sul fabbisogno di liquidità delle imprese e delle famiglie italiane.

    Nel rapporto vengono presentati anche i risultati di un questionario al quale hanno risposto 19 banche italiane (9 significant institutions vigilate Bce e 10 less significant institutions vigilate Banca d’Italia) che rappresentano circa l’80% del totale attivo del sistema bancario italiano. «L’aspetto ritenuto più critico per le banche del campione è l’aumento del costo del credito (89% degli intermediari intervistati). Il secondo driver di shock negativo è la probabilità di default dei clienti (74%). Seguono le possibili tensioni sui ricavi da commissioni (68%) e sui ricavi da tasso di interesse su lending book (53%). Per ora il costo della raccolta non sembra essere interpretato come fattore critico, se non per il 5% delle banche censite», si legge nel documento.

    Emerge inoltre che tutte le banche si allineeranno inevitabilmente al nuovo scenario macroeconomico. Quasi tutti gli istituti hanno già predisposto la propria revisione degli scenari (94%), pochi rimandano il riesame al 2021 (6%). Allo stesso modo, la maggior parte delle banche (82%) sono consapevoli che occorre adattare le proiezioni economico-patrimoniali. Circa la metà (56%) delle banche opererà nel corso del 2020 una revisione del risk reporting agli Organi, in termini di periodicità, contenuti e metriche.

    «Nonostante gli interventi di Governo, Ue, Bce e Banca d’Italia, gli impatti saranno considerevoli per l’economia italiana e, di conseguenza, anche per le banche che si trovano ad affrontare uno shock esogeno anche più severo di quello ipotizzato nei precedenti stress test e che ha già determinato una importante riduzione dei margini» sostiene Marina Brogi, coordinatore scientifico del rapporto. «Accelerano i trend verso la digitalizzazione, la razionalizzazione dei costi e una maggiore tendenza verso il consolidamento dei player sul mercato. Le banche di più piccole dimensioni sono percepite come più vulnerabili».

    "A fronte di una ancora elevata volatilità dei possibili scenari l’attuale contesto, pone ai risk manager sfide del tutto nuove che richiedono di ripensare sia la metodologia di misura dei rischi che le modalità di interazione con la prima linea e che permeano tutti i processi chiave di risk management", precisa Umberto Fuso partner di Oliver Wyman.

  5. #445
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    La semestrale:

    https://www.unicreditgroup.eu/conten...R_2Q20_ITA.pdf

    da cui traggo le prime due paginette:


    Unicredit: solo news n. 4-schermata-2020-08-06-alle-07.31.44.jpg

    Unicredit: solo news n. 4-schermata-2020-08-06-alle-07.32.14.jpg

  6. #446
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    ......... e la tabellina con i risultati consolidati:


    Unicredit: solo news n. 4-schermata-2020-08-06-alle-07.36.46.jpg

  7. #447
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    Il report di MF sulla semestrale:


    Unicredit batte il consenso ma vira in rosso. Kbw: titolo a gran sconto

    Il gruppo chiude il trimestre in utile per 420 milioni, ma il semestre resta in rosso per 2,286 miliardi. La banca siede su quasi 250 punti base di liquidità in eccesso che intende girare agli azionisti in dividendi e buyback. Mustier: obiettivo di utile 3-3,5 miliardi nel 2021


    di Elena Dal Maso 06/08/2020 07:14


    Unicredit chiude il secondo trimestre dell'anno con un utile di 420 milioni e batte ampiamente le attese del consenso degli analisti raccolto dalla banca per 347 milioni di euro. La perdita però del periodo gennaio-marzo pesa ancora molto e quindi il primo semestre dell'anno chiude con un rosso di 2,286 miliardi di euro. Intanto il titolo ha aperto positivo, per poi flettere del 2,31% a 7,89 euro.

    A giugno i ricavi hanno raggiunto 4,170 miliardi contro attese per 4,095 miliardi di euro, il margine di intermediazione (NII) per 2,393 miliardi si confronta con 2,371 miliardi attesi, così come le commissioni nette a 2,393 miliardi sono leggermente oltre 2,371 miliardi delle previsioni. Molto bene il trading a 357 milioni contro 263 attesi grazie anche ai certificati e al settore obbligazionario, come spiega il gruppo, mentre l'utile operativo per 1,726 miliardi va ben oltre 1,634 miliardi degli analisti.

    Le svalutazioni per 189 milioni si confrontano con 223 milioni attesi. A queste vanno sommate perdite per 92 milioni da investimenti che, come spiega il gruppo, derivano dalla riduzione delle partecipazioni non strategiche in Yapi (-41 milioni anno su anno) e Mediobanca (-15 milioni anno su anno), oltre al minore contributo di altri investimenti finanziari (36 milioni di euro).

    Il Cet1 ratio Fully Loaded a fine giugno era al 13,85% (13,5% attesi dagli analisti), con un Liquidity coverage ratio al 173% (decisamente alto). Complice i dividendi accantonati e non staccati su richiesta della Bce alle banche Ue, il cuscinetto Mda buffer sul Cet 1 si è assestato a 481 punti base, in rialzo di 280 punti anno su anno e di 44 punti rispetto allo scorso marzo, nettamente sopra del target della banca di 200-250 punti. Il costo del rischio durante il primo semestre si è attestato a 91 punti base e quello dell'intero 2020 è stato confermato a 100-120 punti.

    Sul tema dividendi, la politica di distribuzione del capitale prevista nel piano Team 23 sarà reintrodotta a partire dal 2021 sugli utili 2020, il 50% dell’utile netto sottostante sarà distribuito agli azionisti ripartito tra un obiettivo di cedola in contanti pari al 30% dell’utile netto sottostante e riacquisti di azioni proprie per il 20%. La banca si inoltre è impegnata a restituire gradualmente il capitale in eccesso sopra la parte alta del target della forchetta di 200-250 punti di Mda buffer.

    Tuttavia, specifica Unicredit, in base al contesto di mercato, il gruppo potrà anche rivedere la ripartizione tra dividendi in contanti e riacquisti di azioni proprie. Per mantenere un approccio conservativo della propria posizione di capitale, l'istituto accantonerà già il dividendo in contanti per il 2020 ad un tasso del 30% dell’utile netto sottostante a partire dal secondo trimestre di quest'annoi

    L'amministratore delegato, Jean Pierre Mustier, ha spiegato che "grazie alla positiva attuazione di Transform 2019 abbiamo una robusta posizione di liquidità e un capitale molto solido", con un Mda buffer sopra il Cet 1 fully loaded di 481 punti base, "ampiamente al di sopra del nostro target di 200-250 punti". Questa posizione "ci ha consentito di continuare a supportare i nostri clienti, abbiamo operato in stretta collaborazione con i governi di tutti i Paesi in cui siamo presenti per fornire prestiti garantiti e offrire moratoria per un totale di oltre 41 miliardi di euro".

    Il ceo ha poi spiegato che la banca ha iniziato a vedere i primi segnali di ripresa commerciale alla fine del secondo trimestre "quando le economie hanno iniziato a riaprire nella maggior parte dei nostri mercati core". Mustier ha quindi confermato il costo del rischio per tutto il 2020 fra 100-120 punti base (un livello piuttosto prudente) e mantenuto la stessa filosofia di cautela sulle rettifiche su crediti anche nei prossimi trimestri. Ha quindi confermato "il target per l’utile netto sottostante tra 3 e 3,5 miliardi per tutto il 2021 e, come annunciato in precedenza, ci siamo impegnati a ripristinare la nostra politica di distribuzione del capitale di Team 23 nel 2021" (sugli utili del 2020), "inclusa la graduale restituzione
    del capitale in eccesso agli azionisti".

    Questa mattina gli analisti americani di Keefe, Bruyette & Woods hanno confermato il giudizio Outperform sul titolo e scritto che "l'utile è stato appesantito dagli accantonamenti, ma a fronte di ricavi della banca core e spese ampiamente in linea". Il Cet 1 ratio al 13,9% (un dato solido) è in linea con le attese di Kbw e che la qualità degli attivi (asset quality ratios) è "fra i migliori del settore in Italia". I risultati di oggi sono buoni e Unicredit viaggia in linea con l'indice europeo bancario (l'SX7E).

    Tuttavia, aggiungono gli analisti, "la banca è scambiata a un rapporto Price/Tangible Book Value di 0,36 volte e ha annunciato il buyback a partitre dal 2021", quando la Bce lo dovrebbe permettere a tutto il settore Ue. "Per dirla in altro modo", aggiunge Kbw, "gli obiettivi di gestione implicano che il titolo scambia oggi ad un rapporto Prezzo/Utili attesi al 2021 in una forchetta compresa fra 5,2-6,0 volte", molto bassa. Quindi la valutazione "continua ad essere disconnessa dai fondamenti", chiudono gli analisti. Per fare un confronto, il rapporto P/E adjusted di Intesa al 2021 come rilevato da Equita Sim è di 6,7 volte, mentre il Creval, fonte sempre la Sim milanese, scambia ad un multiplo ben più alto di 12,e, volte.

  8. #448
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    Unicredit: Mustier prende tempo su M&A (MF)

    MILANO (MF-DJ)--Se l'opas di Intesa Sanpaolo su Ubi ha aperto una nuova stagione di consolidamento bancario, Jean Pierre Mustier preferisce muoversi con prudenza e non scoprire le carte sulle prossime mosse di Unicredit. Piuttosto che m&a, scrive MF, "la nostra preferenza e' per il buyback azionario, che non ha rischi di esecuzione", ha tagliato corto ieri il banchiere francese presentando i risultati semestrali. Dichiarazioni che arrivano dopo le indiscrezioni circolate con insistenza negli ultimi mesi circa un interesse di Unicredit per il mercato italiano. Il gruppo in particolare avrebbe ragionato per diverse settimane tra aprile e maggio sul dossier Ubi Banca con l'obiettivo di costruire un deal alternativo a quello di Intesa e rafforzarsi cosi' in Lombardia. Il progetto pero' non e' andato in porto. Il mercato pero' continua a scommettere sulla ricerca di un altro asset tricolore, a partire da quel Montepaschi che nei prossimi mesi il Tesoro mettera' sul mercato. Ieri comunque Mustier ha preferito non commentare le indiscrezioni, senza pero' rinunciare a una punzecchiatura a Intesa dopo il deal con Ubi: "L'Italia avrebbe bisogno di banche forti. L'Antitrust ha chiesto il nostro parere e noi abbiamo detto che forse sarebbe stato meglio avere tre grandi banche forti piuttosto che due". red/lab MF-DJ NEWS

    07/08/2020 08:22

  9. #449
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    Unicredit: l'autunno caldo di Mustier (Mi.Fi.)

    MILANO (MF-DJ)--Dopo i risultati semestrali che giovedi' 6 ha metodicamente illustrato al mercato, Jean Pierre Mustier si concedera' una breve vacanza in Italia (lo scorso anno aveva scelto il Piemonte) per poi tornare al 28esimo piano della Unicredit tower. Per il banchiere francese del resto, scrive Milano Finanza, non c'e' tempo da perdere perche' subito dopo la pausa estiva si apriranno molti cantieri sia sul fronte della governance che su quello della strategia. A rendere particolarmente delicata questa fase non e' solo la complessa congiuntura economica, ma anche l'imminente scadenza del cda che dovra' essere integralmente rinnovato nella primavera del 2021. Se presumibilmente il board presentera' la propria lista all'inizio dell'anno prossimo, il futuro presidente potrebbe essere cooptato con qualche mese di anticipo come accaduto nel novembre del 2017 con Fabrizio Saccomanni (alla cui memoria la Unicredit Foundation ha appena dedicato tre nuove borse di studio a un anno dalla scomparsa). Un modo per consentire al candidato in pectore di conoscere meglio le dinamiche della banca e affiancare l'uscente Cesare Bisoni prima dell'insediamento ufficiale. Di certo il comitato nomine presieduto da Stefano Micossi e il cacciatore di teste Spencer Stuart (che questa volta ha sostituito Egon Zehnder, storico advisor di Unicredit) sono al lavoro ormai da qualche mese e sembra che abbiano gia' vagliato numerosi profili prestigiosi tra cui quello del top banker di Jp Morgan Vittorio Grilli che Mustier conosce e apprezza. peraltro possibile che, dopo la scelta del futuro presidente, anche il ceo sciolga definitivamente la riserva sulla sua permanenza in Gae Aulenti. Agli investitori piu' attenti non sara' pero' sfuggito un passaggio della conference call di giovedi' in cui il banchiere voleva fugare l'ipotesi di un'uscita: "sono al lavoro sul piano Team 2023 e sull'argomento non c'e' altro da aggiungere". red/lab MF-DJ NEWS

    10/08/2020 08:16

  10. #450
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    Riesco a postare la news nonostante il covid 520 e 521 che sta infestando il FOL:

    Unicredit esulta a +5% sul Ftse Mib, voci M&A scatenano gli acquisti

    Redazione Finanza
    11 agosto 2020 - 11:16 MILANO (Finanza.com)

    La cavalcata odierna delle banche contagia anche Unicredit che in questi minuti è arrivata a segnare +5% circa con un picco a 8,258 euro. In generale le banche stanno trainando il rialzo odierno di Piazza Affari con l'indice FTSE Italia All Share Banks che segna oltre +3%.

    A scaldare il settore sono le ultime dichiarazioni del ceo di Banco BPM, Giuseppe Castagna, che sottolinea come l'operazione Intesa-UBI cambia lo scenario del settore in Italia e Banco BPM si guarderà intorno "valutando aggregazioni che creino valore". Nel corso dell'intervista concessa al Sole 24 Ore, Castagna risponde anche alla voce di un possibile avvicinamento con UniCredit Italia e un suo incontro con Mustier. "Non commento alcuna voce", è stata la risposta di Castagna riferendo che al momento non esistono piani concreti di aggregazione. "Ma è evidente che tutti stanno facendo le opportune valutazioni. Avvicinare Intesa sarà difficile, dato il divario dimensionale che si è creato. Ma è vero che due-tre grandi poli bancari sarebbero necessari nell’interesse dell’economia italiana", sono state le parole di Castagna.

    La scorsa settimana, a margine della presentazione dei conti trimestrali, il numero uno di UniCredit Jean-Pierre Mustier ha ribadito il suo 'no al risiko bancario'. "Noi riteniamo che l'Italia debba avere banche forti per finanziare l'economia. L'Antitrust ha chiesto la nostra opinione e noi abbiamo risposto che forse sarebbe stato meglio per il Paese avere tre banche forti in termini competitivi piuttosto che due", ha detto Mustier in commento all'operazione Intesa-UBI.

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