IntesaSanpaolo: solo NEWS n° 2 - Pagina 97
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  1. #961
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    *Intesa Sanpaolo: Credit Suisse assegna outperform
    22/09/2020 09:31

  2. #962
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    *Intesa Sanpaolo: Credit Suisse assegna outperform
    22/09/2020 09:31
    Banche: Credit Suisse riavvia copertura su Intesa, per UniCredit scatta bocciatura a neutral

    Daniela La Cava
    22 settembre 2020 - 12:53 MILANO

    (Finanza.com) Due big bank italiane come Intesa Sanpaolo e UniCredit sotto la lente d'ingrandimento di Credit Suisse. Nel report odierno la banca svizzera ha riavviato la copertura con rating outperfom e con prezzo obiettivo di 2,5 euro per la banca guidata da Carlo Messina, mentre è scattata la bocciatura per il gruppo di piazza Gae Aulenti.

    "Nel breve termine, riteniamo che Intesa Sanpaolo sia in una buona posizione per estrarre ulteriori sinergie dall'acquisizione di Ubi Banca, e la sua solida posizione di capitale dovrebbe supportare un parziale recupero del dividendo nel 2021, che dovrebbe tradursi in un rendimento a due cifre", spiegano gli esperti secondo i quali nel lungo termine, il mix di attività dovrebbero lasciarla in una posizione migliore per fronteggiare un contesto di tassi bassi più a lungo nell'Eurozona.

    Downgrade, invece, per UniCredit: Credit Suisse taglia il rating da outperform a neutral, con target price di 9,5 euro. "Continuiamo a considerare UniCredit una banca ben gestita con un forte bilancio e una gestione dei costi disciplinata. Tuttavia, vediamo un potenziale relativamente limitato per rialzo a breve termine delle stime di consenso sia sul conto economico che sui ritorni di capitale per il 2020 e e il 2021", aggiungono da Credit Suisse.

  3. #963
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    In questo report di MF qualche dettaglio in più:


    Credit Suisse si aspetta altri M&A nel settore bancario europeo e riscopre Intesa

    Il ceo del colosso bancario svizzero, Gottstein, ha detto di aspettarsi un ulteriore consolidamento del settore bancario europeo, nonostante gli ostacoli in materia di regolamentazione per gli accordi transfrontalieri. E proprio Credit Suisse oggi ha ripreso la copertura del titolo Intesa Sanpaolo con un rating outperform e un target price a 2,5 euro, mentre ha tagliato il rating su Unicredit a neutral

    di Francesca Gerosa 22/09/2020 12:45


    Credit Suisse si aspetta altri M&A nel settore bancario europeo. Il ceo del colosso bancario svizzero, Thomas Gottstein, oggi ha detto di aspettarsi un ulteriore consolidamento del settore bancario europeo, nonostante gli ostacoli in materia di regolamentazione per gli accordi transfrontalieri. "Abbiamo, da una parte, tassi di interesse negativi, che metteranno ulteriormente sotto pressione il margine netto di interesse per tutti i soggetti attivi nell'area del franco svizzero e nella zona euro, oltre ad altri Paesi europei. Allo stesso tempo, molti Paesi presentano un eccesso di banche", ha sottolineato Gottstein durante l'annuale conferenza dei ceo della finanza di Bank of America Merrill Lynch, tenutasi in modalità telematica.

    "Pertanto, mi aspetto che il consolidamento continui", ha aggiunto, spiegando anche che si aspetta sia operazioni transfrontaliere sia all'interno di uno stesso Paese. Nonostante i maggiori ostacoli legati ai requisiti regolamentari che vengono continuamente innalzati, Gottstein ritiene che tali deal "siano molto sensati".

    E proprio Credit Suisse oggi ha ripreso la copertura del titolo Intesa Sanpaolo con un rating outperform e un target price a 2,5 euro, mentre ha tagliato il rating su Unicredit da outperform a neutral, lasciando invariato il prezzo obiettivo a 9,5 euro. "Nel breve termine, riteniamo che Intesa Sanpaolo sia ben posizionata per estrarre ulteriori sinergie dall'acquisizione di Ubi Banca; la sua posizione di capitale dovrebbe supportare un parziale recupero del dividendo 2019 nel 2021, che dovrebbe tradursi in un rendimento da dividendo a due cifre", ha spiegato Credit Suisse.

    Nel lungo termine, il business mix dell'istituto guidato da Carlo Messina, concentrata sulla gestione patrimoniale e sulle assicurazioni, dovrebbe lasciarlo in una posizione migliore per resistere al contesto di tassi più bassi più a lungo nella zona euro. "Continuiamo a considerare Unicredit una banca ben gestita con un bilancio solido e una gestione dei costi disciplinata. Tuttavia, vediamo un potenziale relativamente limitato di upside nel breve termine per quanto concerne le stime del consenso sia a livello di conto economico sia di rendimenti del capitale per il 2020 e il 2021", ha continuato Credit Suisse che nel settore bancario europeo preferisce Bnp Paribas e Ing (rating outperform), che hanno entrambe una miglior solidità patrimoniale e una miglior crescita del book value tangibile.

    Più nel dettaglio, nel caso di Intesa Sanpaolo, il business mix dell'istituto per Credit Suisse è interessante in un contesto di tassi più bassi più a lungo: commissioni e proventi assicurativi combinati sono al 55% dei ricavi core per Intesa Sanpaolo rispetto al 38% per Unicredit, al 21% per Bbva, al 24% per Santander e al 40% per CaixaBank. "Le recenti acquisizioni da parte della divisione assicurativa di Intesa dovrebbero fornire ulteriori vantaggi alla crescita, il che non è pienamente scontato nelle stime del consenso", ha aggiunto Credit Suisse.

    Al contempo, la solidità patrimoniale dovrebbe consentire un rendimento a due cifre per Intesa nel 2021. Il coefficiente Cet1 conferisce, infatti, alla banca la flessibilità di offrire almeno un parziale recupero del dividendo 2019 nel 2021. Se il regolatore consentisse un recupero completo, ciò si tradurrebbe in un rendimento di oltre il 16% pur mantenendo un solido buffer MDA di 401 bps. Un confronto? Le banche spagnole che Credit Suisse copre avevano in media un buffer MDA di 300 punti base nel secondo trimestre di quest'anno con un rendimento medio previsto del 2,3%.

    Infine, Credit Suisse si aspetta maggiori potenziali sinergie dall'integrazione di Ubi. "Riteniamo che Intesa Sanpaolo possa ottenere ulteriori sinergie rispetto ai 700 milioni di euro delineati nel piano di fusione con Ubi. In particolare, riteniamo che potrebbe estrarre ulteriori 300 milioni di euro di risparmi sui costi rispetto all'obiettivo originale fino al 2022, che rappresenterebbe un potenziale di rialzo aggiuntivo di circa il 5% rispetto all'utile pre tasse pro forma del gruppo stimato per il 2022", ha concluso Credit Suisse.

  4. #964
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    Banche: una bad bank di sicurezza (Mi.Fi.)

    MILANO (MF-DJ)--Le piu' recenti analisi di Bce ed Eba hanno mostrato che il settore bancario europeo e' in grado di resistere al Covid con le risorse a disposizione. Ma e' anche vero che oggi nessuno puo' prevedere l'entita' e la durata della crisi. Secondo una ricerca di S&P Global, le banche dei principali Paesi europei dovranno aspettare almeno fino al 2023 per tornare a bilanci paragonabili a quelli pre-Covid. In un periodo cosi' ampio e' possibile che, soprattutto in caso di nuovi lockdown e di forti ripercussioni per le economie Ue, alcuni istituti possano finire in difficolta'. Percio' in Europa si sta tornando a discutere di gestione delle crisi bancarie e di asset management company (Amc, note piu' spesso come bad bank). In un incontro online organizzato il 25 settembre dalla Commissione Ue, Bruxelles ha evidenziato la possibilita' di creare Amc nazionali, possibilmente collegate in un network europeo, in grado di liberare i bilanci delle banche dai crediti deteriorati. Il nodo principale resta pero' il burden sharing: finche' ci saranno svalutazioni per azionisti e creditori delle banche, difficilmente una bad bank (che in Italia potrebbe essere Amco) avra' piena efficacia. Una via indicata dallo staff della Commissione in un non-paper visionato da Milano Finanza potrebbe essere quella di consentire un'eccezione temporanea al burden sharing, come quella al momento prevista per il Covid, per istituti che possono beneficiare di una ricapitalizzazione precauzionale (quindi gruppi solvibili con un deficit di capitale nello scenario avverso di uno stress test). Non e' certo che sia questa la strada finale: c'e' chi osserva che sarebbe preferibile una soluzione non temporanea, per esempio creando eccezioni nella direttiva sulle risoluzioni (Brrd). Servira' comunque altro tempo per creare consenso in Europa: ci sono Paesi che si sentono invulnerabili alla crisi e sono contrari a modifiche delle regole Ue sugli aiuti di Stato. Non e' pero' escluso che, cosi' come avvenuto a livello statale per il Patto di Stabilita', anche alcune norme bancarie tabu' siano modificate o sospese. Ci sono alcuni problemi tecnici da superare (innanzitutto quello della definizione del "valore economico reale" a cui gli npl sarebbero trasferiti alla bad bank), ma servira' soprattutto la volonta' politica. fch (fine) MF-DJ NEWS

    28/09/2020 08:30

  5. #965
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    Intesa rileva il 9,75% di Bank of Alexandria da World Bank

    Il gruppo italiano ha riacquistato la quota in mano dal 2009 a International Finance Corporation su accordi di put & call, salendo all'80% dell'istituto egiziano valutato 668 milioni di euro (book value). Il restante 20% è in mano al governo

    di Elena Dal Maso 28/09/2020 12:55


    Bank of Alexandria, terzo istituto di credito egiziano dopo Credit Agricole e Hsbc, ha reso noto che l'azionista di riferimento, il gruppo italiano Intesa Sanpaolo, ha riacquistato azioni precedentemente di proprietà di International Finance Corporation (Ifc), un'agenzia che fa capo alla Banca mondiale. Quest'ultima aveva siglato un accordo put & call nel marzo 2009 con Intesa, in base ai documenti di bilancio del gruppo milanese.

    La quota riacquistata da Intesa rappresenta 39 milioni di titoli, pari al 9,75% della banca. La quota corrisponde a circa 162 milioni di dollari. Con questa operazione, come ha scritto Arab News, ora il gruppo guidato dal ceo, Carlo Messina, controlla l'80% dell'istituto egiziano, avamposto in Africa, considerato che Intesa non ha altre partecipazioni a bilancio nel continente.

    Il gruppo milanese aveva precedentemente acquisito una quota dell'80% in Bank of Alexandria nel 2006, con il restante 20% in mano allo Stato egiziano, rappresentato dal Ministero delle Finanze. Ifc ha rilevato tre anni più tardi il 9,75% da Intesa. In base al bilancio di gruppo italiano relativo al primo semestre di quest'anno, il book value della partecipazione in Bank of Alexandria è di 668 milioni di euro.

    Nel 2009 le due parti avevano poi concordato le condizioni alle quali la società della Banca mondiale si riservava il diritto di rivendere le azioni a Intesa, fatto che ora è avvenuto. Come scrive Bank of Alexandria, l'istituto ha chiuso il primo semestre con asset che hanno superato 103,8 miliardi di sterline egiziane (6,58 miliardi di dollari) e realizzato un utile netto di 1,36 miliardi in valuta locale.

    Quindi, il risultato netto del periodo gennaio-giugno 2020 è stato di 72 milioni euro, in calo del 4,9% rispetto al primo semestre 2019 (-15% a cambi costanti), mentre il margine operativo di 102 milioni euro è risultato in crescita dell'1,2% rispetto al primo semestre dell'anno precedente (-9,5% a cambi costanti).

    I depositi dei clienti in banca hanno raggiunto gli 86,5 miliardi di sterline e i prestiti hanno toccato i 44,75 miliardi di sterline egiziane. Bank of Alexandria è stata fondata nel 1957 e ha oltre 176 filiali (erano 210 quattro anni fa) in tutti i principali governatorati del Paese, impiega oltre 4.500 persone e serve 1,5 milioni di clienti. Il titolo Intesa Sanpaolo questa mattina sale del 2,14% a 1,6128 euro per azione per una capitalizzazione complessiva a Piaza Affari di 31,45 miliardi di euro.

  6. #966
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    Rammento che oggi è l'ultimo giorno di negoziazione delle azioni UBI. Domani e venerdì le negoziazioni saranno bloccate.


    UBI BANCA: INTESA SP A UN PASSO DAL 100%, DELISTING IL 5 OTTOBRE

    (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 29 set - Lunedi' prossimo scattera' l'addio ufficiale di Ubi a Piazza Affari.
    La conferma arriva da Intesa Sanpaolo in una nota in cui la banca ricorda che oggi si e' concluso il periodo concordato con Borsa Italiana e Consob, nel corso del quale i titolari di azioni rimanenti di Ubi potevano presentare le richieste di vendita relative alla procedura congiunta ed esercitare la facolta' di scelta circa la forma del corrispettivo (se in azioni e contanti, o solo in contanti). Sulla base dei risultati provvisori comunicati dagli intermediari incaricati, sono state presentate richieste di vendita per altre 3.013.070 azioni rimanenti (che rappresentano lo 0,2633% del capitale di Ubi). L'esecuzione della procedura, consistente nel trasferimento a Intesa Sanpaolo della titolarita' delle azioni rimanenti (incluse quelle che non sono state oggetto di alcuna richiesta di vendita) e il pagamento del corrispettivo, saranno effettuati il 5 ottobre 2020. Per tanto, conclude Ca de' Sass, la revoca delle azioni di Ubi Banca dalla quotazione sul mercato azionario (ossia il delisting) scattera' a decorrere dal 5 ottobre.
    Enr-
    (RADIOCOR) 29-09-20 20:26:39

    --------------

    INTESA SANPAOLO: FISSATE LE SCADENZE PER CESSIONE FILIALI A BPER

    (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 30 set - Intesa Sanpaolo e Bper Banca hanno fissato i termini della seconda meta' di febbraio 2021 per la cessione a Bper delle filiali di Ubi Banca e il secondo trimestre 2021 per le filiali di Intesa Sanpaolo. Lo rende noto un comunicato, che fa riferimento all'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria promossa da Intesa Sanpaolo sulle azioni ordinarie di Ubi Banca e all'accordo vincolante sottoscritto da Intesa Sanpaolo con Bper Banca in merito alla cessione di un ramo d'azienda costituito da un insieme di filiali del Gruppo risultante dall'operazione e dai rispettivi dipendenti e rapporti con la clientela.
    Com-Chi
    (RADIOCOR) 30-09-20 08:54:1

  7. #967
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    Intesa/Ubi: Fabi, firmato protocollo per avvio integrazione

    MILANO (MF-DJ)--E' stato firmato questa notte, alle 00h25, l'accordo tra la Fabi e le e le altre organizzazioni sindacali con il gruppo Intesa Sanpaolo. Si tratta del protocollo per l'avvio dell'integrazione del gruppo Ubi nel gruppo Intesa. L'accordo prevede 5.000 uscite volontarie e 2.500 assunzioni. Le uscite saranno scaglionate dal 2021 al 2023, mentre le assunzioni saranno effettuate entro il 2023. Le assunzioni, nel dettaglio, saranno realizzate entro il 31 dicembre 2023 con attenzione al supporto alla rete chiesta dal sindacato e alle zone svantaggiate del Paese, alla stabilizzazione dei tempi determinati in servizio alla data di firma dell'accordo e ai lavoratori collocati nella Sezione emergenziale del Fondo di solidarieta' di settore. Per quanto riguarda le uscite, che saranno gestiten con pensionamenti e prepensionamenti solo su base volontaria, e' prevista una dettagliata tabella di marcia che tiene conto della maturazione dei requisiti pensionistici in relazione al quale andra' presentata la domanda entro precisi termini. L'accordo consente anche l'utilizzo delle norme relative a "Opzione donna" e "Quota 100". "Siamo soddisfatti, abbiamo creato le migliori condizioni per gestire l'integrazione del gruppo Ubi in Intesa. Non ci sono ricadute sociali ne sulle condizioni di lavoro di alcun genere ma abbiamo gettato le basi per lo sviluppo professionale ed economico del lavoratori di tutto il nuovo gruppo. Infine, abbiamo prestato la massima attenzione verso i lavoratori Ubi che saranno ceduti a Bper, anche loro, se lo vorranno, potranno accedere al piano delle uscite. Nell'ambito delle assunzioni abbiamo impegnato la banca a valorizzare la rete, oggi particolarmente sotto pressione, e verso le zone svantaggiate del Paese nonche' verso il colleghi del settore che hanno perso il posto di lavoro ed ora si trovano nel Fondo emergenziale", dichiara il segretario nazionale Fabi e coordinatore del gruppo Intesa, Giuseppe Milazzo. "Questo e' accordo e' il primo importante passo del nuovo gruppo Intesa con un primo importante obiettivo che e' l'integrazie dei 20.000 dipendenti Ubi. Una fase di integrazione che vedra' altri due momenti fondamentali, il passaggio di un ramo d'azienda a Bper e l'integrazione nel gruppo Ubi, due momenti da seguire con la massima attenzione per assicurare la tutela e la migliore valorizzazione delle risorse. Con questo accordo si concede a tutti i dipendenti di Intesa e Ubi di accedere alle uscite volontarie anche per quelli che verrano ceduti a Bper", commenta il coordinatore Fabi del gruppo Ubi, Paolo Citterio. alb alberto.chimenti@mfdowjones.it (fine) MF-DJ NEWS

    30/09/2020 10:04

  8. #968
    Progetto 58
    Guest

    Andamento del titolo penoso

    Intesa riceve stime in crescita a destra e manca e continua a perdere valore.
    Le uniche due voci che potrebbero dare credito e ripresa della quotazione sono:
    1- La eventuale conferma sul possibile dividendo.
    2- Disponibilità di un vaccino anti Covid.
    Tutto il resto: previsioni, stime, e quant’altro, lasciano il tempo che trovano.

    E, sono convinto che l’acquisto di Ubi per il momento sia solo un freno!

  9. #969

  10. #970

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