IntesaSanpaolo: solo NEWS n° 2 - Pagina 90
Posizioni nette corte: Saipem capolista degli short di Piazza Affari, subito dietro Maire e Bper
Dall?ultimo aggiornamento disponibile di Consob sulle posizioni nette corte (PNC) si apprende che il titolo più shortato a Piazza Affari è Saipem con 6 posizioni short aperte per una quota pari al …
Piazza Affari archivia una settimana buia: sul Ftse Mib agli inferi Unicredit, Bper ed ENI
Piazza Affari manda in archivio una settimana incolore e anche l?ultima seduta si conclude con segno meno. L’indice Ftse Mib ha chiuso con un calo dell?1,09% a 19.524 punti in …
Analisti si sfregano le mani in attesa del Tesla Battery Day: upgrade sul titolo che ha fatto +400% da inizio anno
Il Tesla Battery Day è ormai imminente: l’attesissimo evento è in calendario il prossimo martedì, 22 settembre. Grande trepidazione per le novità che il gruppo fondato da Elon Musk potrebbe …
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  1. #891

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    No, Borsa Italiana non l'ha prodotto lasciando a Intesa di produrre l'informativa con i dati provvisori.

    Intesa Sanpaolo: arriva oltre il 90% di Ubi (MF)

    MILANO (MF-DJ)--Il risultato finale ha battuto le pur ottimistiche aspettative che circolavano sul mercato. L'offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa su Ubi ha raggiunto quota 90,21%, con adesioni balzate nell'ultima seduta del 14,53%. Dopo cinque mesi di lavoro e di duro confronto tra i soggetti coinvolti, la partita giunge quindi al termine e il ceo di Intesa Carlo Messina non ha nascosto la propria soddisfazione: "Siamo convinti che la nostra banca - motore dell'economia reale e sociale - rappresentera' il pilastro della fase di ripresa che il Paese si pone come principale obiettivo", ha dichiarato il banchiere in serata, cercando anche di rasserenare gli animi dopo settimane di forti contrapposizioni: "Oggi portiamo a termine un'operazione che ci vede tutti vincitori". E ancora: "La nostra solidita' rappresenta un fattore chiave nella competitivita' del sistema Italia sulla scena globale". Per i soci Ubi la soglia raggiunta da Intesa (seguita nel deal dagli studi Pedersoli e Gatti, Pavesi, Bianchi) apre ora la strada al sell out, la vecchia opa residuale, che durera' tre settimane. Gli azionisti che finora non hanno aderito all'opas potranno cedere a Intesa i titoli in loro possesso. Due le possibilita' di pagamento: nel primo caso l'investitore ricevera' il corrispettivo originario dell'offerta, ossia 17 azioni Intesa per ogni 10 di Ubi piu' la componente cash di 0,57 euro. Nel secondo caso potra' vendere in cambio di un corrispettivo tutto in denaro. In quest'ultimo caso per stabilire il prezzo bisognera' fare la media del valore del titolo nelle ultime cinque chiusure di Borsa a ritroso dal 30 luglio. fch (fine) MF-DJ NEWS

    31/07/2020 08:16
    Grazie mille comunque. :-)

  2. #892
    L'avatar di sissidog
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    Si conosce già il ctv del pagamento UBI tutto in contanti??

  3. #893
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    Citazione Originariamente Scritto da sissidog Visualizza Messaggio
    Si conosce già il ctv del pagamento UBI tutto in contanti??
    Sta scritto sopra: la media delle ultime 5 chiusure di borsa a ritroso dal 30 luglio.

    INTESA SANPAOLO: VERSO CDA LUNEDI' PER OK DEFINITIVO A RISULTATI OPAS

    (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 31 lug - Si terra' con ogni probabilita' lunedi' 3 agosto il cda di Intesa Sanpaolo chiamato a verificare l'avveramento di tutte le condizioni di efficacia dell'opas su Ubi Banca e, se necessario, a decidere di rinunciare a qualcuna di esse
    Intesa dovra' infatti comunicare sul tema entro le 7.59 di martedi' 4 agosto, giorni in cui peraltro e' anche in calendario la presentazione dei conti semestrali. Entro lo stesso termine saranno cosi' resi noti anche i risultati definitivi dell'offerta.
    Ppa-
    (RADIOCOR) 31-07-20 08:40:22

  4. #894
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    Opas UBI

    Ancora sugli eventi futuri...

    Ubi verso il delisting. Il titolo vola oltre l'Opa residuale

    Il titolo balza di quasi l'11% dopo che le adesioni all'Opas sono state del 90,2%, fatto che apre la porta al meccanismo di Sell-Out. L'uscita di scena di Ubi da Borsa può far risparmiare 90 milioni in più a Intesa


    di Elena Dal Maso 31/07/2020 10:38


    Ubi banca sta strappando in Borsa, il titolo fa +10,9% a 3,8 euro. Ieri le adesioni all'Opas lanciata da Intesa Sanpaolo sono arrivate al 90,2%, "decretandone il successo oltre ogni aspettativa" secondo gli analisti di Equita Sim. Il gruppo guidato dall'ad Carlo Messina ha quindi sfondato la soglia importante del 90%, che fa scattare il meccanismo di Sell-Out, detto anche di Opa residuale.

    In questo caso chi ha lanciato l'operazione ha 90 giorni di tempo per ripristinare il flottante oppure, come ha spiegato ieri Intesa in una nota al mercato in tarda serata, avvalersi della possibilità di effettuare il delisting. E così Ubi ha avviato la strada per uscire da Piazza Affari.

    Intesa, come ricorda oggi Equita, si è impegnata ad acquistare i titoli non consegnati alle stesse condizioni dell'offerta, vale a dire 17 azioni Intesa ogni 10 Ubi oltre a 0,57 euro in contanti oppure di liquidare i soci ad un prezzo di circa 3,50 euro. Ai valori attuali del gruppo milanese, 1,76 euro (+1,33% oggi), il concambio implicito di 2,019 dovrebbe portare Ubi a valere 3,55 euro, ma il prezzo della banca bergamasca sta volando oltre.

    I dati definitivi sull'Opas saranno resi noti entro il 4 agosto alle ore 7:59, prima che Intesa pubblichi la trimestrale. In caso di adesioni all'opa residuale al 95%, Intesa avrà il diritto di acquistare i titoli rimanenti, "condizione che potrebbre ulteriormente acceleare la fusione rispetto alla tempistica originaria con beneficio in termini di phasing del raggiungimento delle sinergie da costo", spiega Equita. Oggi gli analisti di Keefe, Bruyette & Woods scrivono che dal delisting Intesa può risparmiare altri 90 milioni di euro.

    Conclusa l’offerta pubblica in borsa, Intesa potrebbe premere sull’acceleratore per arrivare all’integrazione. Il progetto di fusione dovrebbe essere sottoposto al voto dell’assemblea già nella primavera del 2021, rilasciando quindi l’effetto delle sinergie in anticipo sul piano. Il cantiere si aprirà tra settembre e ottobre, quando l’assemblea straordinaria del gruppo lombardo nominerà il nuovo consiglio di amministrazione targato Intesa Sanpaolo.

  5. #895
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    Oggi sul quotidiano

    Dentro la Grande Intesa

    L’intuizione a dicembre, l’asse con Unipol e Mediobanca, il lavoro sottotraccia a gennaio, le manovre di disturbo e il rilancio. Tutti i retroscena dell’ops su Ubi nel racconto di chi l’ha progettata


    di Luca Gualtieri Milano Finanza - Numero 151 pag. 18 del 01/08/2020

    ------------

    Scalatori & vincenti

    L’esito dell’opas Intesa-Ubi conferma: nelle offerte ostili il successo va quasi sempre a chi attacca. È così dai tempi di Micheli e la Bi-Invest degli anni 80. Perché chi comanda non sa difendersi?


    di Gabriele Capolino Milano Finanza - Numero 151 pag. 20 del 01/08/2020

  6. #896
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    Sondaggio Associazione italiana financial industry risk manager & Oliver Wyman

    Accelera il consolidamento tra le banche italiane

    Secondo un report di Airfirm, che ha sondato 40 risk manager di banche italiane, è peggiorata la qualità dei crediti. Marina Brogi, ordinario alla Sapienza: accelerano i trend verso la digitalizzazione, la razionalizzazione dei costi e una maggiore tendenza verso le aggregazioni. Le banche di più piccole dimensioni sono percepite come più vulnerabili


    di Salvatore Licciardello 31/07/2020 20:28


    La crisi da Covid-19 minaccia la solidità del sistema bancario europeo. E avrà un impatto strutturale perché cambia i modelli di business e accelera le aggregazioni e i processi di fusione in atto.
    E’ peggiorata in particolare in modo sensibile la qualità dei crediti. Secondo un report di Airfirm, che ha sondato 40 risk manager di banche italiane ed esaminato i conti delle banche continentali, gli istituti hanno effettuato accantonamenti per oltre 25 miliardi di euro nel corso del primo trimestre 2020. Una crescita drammatica, pari a circa il triplo rispetto agli accantonamenti registrati nello stesso periodo del 2019 pari a circa 8,5 miliardi di euro. Di questi circa il 52% è collegato all’effetto pandemia (il 56% per le banche italiane).

    Gli effetti sul conto economico sono perciò già evidenti. Il costo del rischio di credito è pari a circa 22 bps (basis point), mentre nel 2019 si attestava a 8 bps, per un incremento pari al 186%. Le banche del Nord Europa sono quelle che hanno reagito con molta più decisione. Mentre nel Regno Unito e Germania l’incremento del costo del rischio di credito è stato pari rispettivamente a +448% e +255%, per le banche francesi, italiane e spagnole è stato inferiore e pari rispettivamente al 116%, 105% e 92%.

    E a pesare di più, in negativo, sono le stime sull’andamento delle aziende creditrici considerate sane. Infatti i maggiori accantonamenti derivano principalmente dall’aspettativa di future perdite sui crediti performing piuttosto più che da una migrazione dei crediti verso classificazioni più deboli (stage 2) o di credito deteriorato (stage 3).

    La principale sfida secondo il position paper dell’Associazione italiana financial industry risk manager su elaborato dalla commissione coordinata da Marina Brogi, ordinario alla Sapienza - in collaborazione con i consulenti di Oliver Wyman per le banche italiane è comprendere bene l’evoluzione del contesto macro-economico e del suo impatto sul fabbisogno di liquidità delle imprese e delle famiglie italiane.

    Nel rapporto vengono presentati anche i risultati di un questionario al quale hanno risposto 19 banche italiane (9 significant institutions vigilate Bce e 10 less significant institutions vigilate Banca d’Italia) che rappresentano circa l’80% del totale attivo del sistema bancario italiano. «L’aspetto ritenuto più critico per le banche del campione è l’aumento del costo del credito (89% degli intermediari intervistati). Il secondo driver di shock negativo è la probabilità di default dei clienti (74%). Seguono le possibili tensioni sui ricavi da commissioni (68%) e sui ricavi da tasso di interesse su lending book (53%). Per ora il costo della raccolta non sembra essere interpretato come fattore critico, se non per il 5% delle banche censite», si legge nel documento.

    Emerge inoltre che tutte le banche si allineeranno inevitabilmente al nuovo scenario macroeconomico. Quasi tutti gli istituti hanno già predisposto la propria revisione degli scenari (94%), pochi rimandano il riesame al 2021 (6%). Allo stesso modo, la maggior parte delle banche (82%) sono consapevoli che occorre adattare le proiezioni economico-patrimoniali. Circa la metà (56%) delle banche opererà nel corso del 2020 una revisione del risk reporting agli Organi, in termini di periodicità, contenuti e metriche.

    «Nonostante gli interventi di Governo, Ue, Bce e Banca d’Italia, gli impatti saranno considerevoli per l’economia italiana e, di conseguenza, anche per le banche che si trovano ad affrontare uno shock esogeno anche più severo di quello ipotizzato nei precedenti stress test e che ha già determinato una importante riduzione dei margini» sostiene Marina Brogi, coordinatore scientifico del rapporto. «Accelerano i trend verso la digitalizzazione, la razionalizzazione dei costi e una maggiore tendenza verso il consolidamento dei player sul mercato. Le banche di più piccole dimensioni sono percepite come più vulnerabili».

    "A fronte di una ancora elevata volatilità dei possibili scenari l’attuale contesto, pone ai risk manager sfide del tutto nuove che richiedono di ripensare sia la metodologia di misura dei rischi che le modalità di interazione con la prima linea e che permeano tutti i processi chiave di risk management", precisa Umberto Fuso partner di Oliver Wyman.

  7. #897
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    Intesa Sanpaolo: per campagna europea guarda a Nord Est (Rep)

    ROMA (MF-DJ)--Mentre Intesa Sanpaolo corona l'acquisizione di Ubi prepara gia' un futuro europeo, prossimo e poco eventuale. Che dal 2021 potrebbe portare a integrazioni nei Paesi Bassi o nell'Est Europa con gruppi forti nelle gestioni di fondi. Lo si apprende da fonti finanziarie che Repubblica ritiene attendibili. "Aver avviato, primi a livello europeo, una nuova fase di rafforzamento del settore bancario e' la dimostrazione di come il nostro Paese possa giocare da protagonista le nuove sfide in Europa". Chi conosce il contesto che ha portato al blitz su Ubi del 17 febbraio, sa che le dichiarazioni dell'a.d. Carlo Messina, rese il 30 luglio dopo che la sua Opas aveva convinto il 90,2% dei soci della quarta banca italiana, non sono di prammatica. Tanta grazia, che costera' 400 milioni in piu' all'offerente, ha intanto il pregio di accorciare i tempi per fondere le due banche: entro la primavera 2021. Molto prima, pero', ripartira' lo studio di dossier ed eventuali negoziati, forse ancora con Mediobanca consulente, per crescere nell'Europa del Nord-Est. I presupposti della nuova corsa al consolidamento transnazionale sono, in parte, strutturali: come i prolungati tassi d'interesse negativi, che colmano il divario delle banche dell'euro con americane e cinesi. E in altra parte legati alla congiuntura nera post coronavirus. La recessione cogliera', e non e' detto sia per poco, la maggior parte della zona euro, tanto che Oliver Wyman stima una nuova onda di crediti deteriorati da 400 miliardi di euro. La vigilanza della Bce sa bene queste cose: per questo da qualche mese e' tornata a battere sul tasto delle fusioni. Lo fa sia con agevolazioni tecnico-finanziarie (togliendo balzelli di capitale aggiuntivo, anzi pronta a conteggiare come patrimonio gli avviamenti negativi, che sono miliardari dove la Borsa e' piu' depressa). E sia con la moral suasion rivolto a una mezza dozzina di grandi gruppi sui quali ristrutturare il tessuto creditizio europeo. La reputazione di Intesa Sanpaolo presso l'Eurotower, nata dal lavoro quotidiano svolto dal 2015 con il team di vigilanza dedicato, e' cosi' diventata una "chiamata" negli ultimi mesi. Il maggiore istituto italiano, che con Ubi avra' attivi per oltre 450 miliardi e risparmi per 1.100 miliardi, risulta tra chi e' chiamato a muovere oltrefrontiera, per varie ragioni. Tra queste, la storica alta remunerazione in cedole, che renderebbe piu' facile chiedere risorse sul mercato nel bisogno, e lo stabile assetto azionario presidiato dallo "strano binomio" formato da cinque Fondazioni bancarie e dal colosso del risparmio Usa Blackrock, da anni sulla soglia del 5% (piu' alta qui, rispetto ai colossi di Francia, Spagna, Germania, Regno Unito, dove si attesta tra 2 e 3%. Compagnia di San Paolo, Cariplo, Cariparo, Carifirenze e Carisbo hanno infatti il 16,5% di Intesa Sanpaolo, e hanno affinato anni di dialogo con i banchieri al timone contribuendo a rendere la banca protagonista dell'economia sociale in Italia. vs (fine) MF-DJ NEWS

    04/08/2020 08:34

  8. #898
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    Opas UBI

    Risultati definitivi:

    Intesa Sanpaolo: raggiunge 91,0139% capitale di Ubi

    MILANO (MF-DJ)--Sulla base dei risultati definitivi comunicati dagli Intermediari Incaricati a Intesa Sanpaolo, durante il Periodo di Adesione risultano portate in adesione all'Opas 1.031.958.027 azioni Ubi pari a circa il 90,203% delle Azioni UBI oggetto dell'Offerta e a circa il 90,184% del capitale sociale di Ubi. Rispetto a quanto indicato nel comunicato sui risultati provvisori dell'Offerta diffuso il 30 luglio 2020, spiega una nota diffusa ieri in serata, si registra una variazione in aumento delle adesioni per 1.500 azioni Ubi. Alla Data del Documento di Offerta, l'Offerente deteneva, direttamente e indirettamente complessive 288.204 azioni ordinarie dell'Emittente, pari allo 0,0252% (arrotondato per difetto alla quarta cifra decimale) del capitale sociale dell'Emittente. Per effetto del regolamento dell'Offerta (e del Private Placement) e sulla base dei risultati dell'Offerta (e del Private Placement), l'Offerente giungera' a detenere complessivamente 1.041.458.904 Azioni Ubi, pari a circa il 91,0139% del capitale sociale di Ubi Banca, tenuto conto che l'Offerente nel periodo intercorrente tra la Data del Documento di Offerta e la data odierna l'Offerente non ha acquistato (direttamente e indirettamente, anche a mezzo di societa' fiduciarie o per interposta persona) Azioni Ubi al di fuori dell'Offerta (incluso il Private Placement), 39.127 Azioni Ubi (pari allo 0,0034%, arrotondato per difetto alla quarta cifra decimale, del capitale sociale dell'Emittente), che alla Data del Documento di Offerta Intesa Sanpaolo deteneva in pegno con diritto di voto, sono state liberate dal pegno e Ubi Banca detiene 9.251.800 azioni proprie rappresentative dello 0,8085% (arrotondato per difetto alla quarta cifra decimale) del capitale sociale dell'Emittente. Si segnala inoltre che sono complessivamente pervenute adesioni "con riserva" per 334.454 Azioni Ubi da parte di 103 aderenti. Tali adesioni non sono state conteggiate ai fini della determinazione delle percentuali di adesione all'Offerta. Il corrispettivo complessivo, non soggetto ad aggiustamenti, per ciascuna azione di UBI Banca portata in adesione all'Offerta e' rappresentato dal Corrispettivo in Azioni indicato nel Documento di Offerta pari a 1,7000 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo di nuova emissione in esecuzione dell'aumento di capitale al servizio dell'Offerta e da un corrispettivo in denaro pari a 0,57 euro. Gli Aderenti riceveranno il pagamento del Corrispettivo il 5 agosto 2020 e il pagamento dell'Importo in Contanti della Parte Frazionaria entro il 19 agosto 2020. Tutte le Condizioni di Efficacia dell'Offerta risultano avverate o, secondo i casi, rinunciate da Intesa Sanpaolo. Pertanto, l'Offerta risulta efficace ed eseguibile. com/lab MF-DJ NEWS

    04/08/2020 08:08

  9. #899

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    Intesa Sanpaolo: per campagna europea guarda a Nord Est (Rep)

    ROMA (MF-DJ)--Mentre Intesa Sanpaolo corona l'acquisizione di Ubi prepara gia' un futuro europeo, prossimo e poco eventuale. Che dal 2021 potrebbe portare a integrazioni nei Paesi Bassi o nell'Est Europa con gruppi forti nelle gestioni di fondi. Lo si apprende da fonti finanziarie che Repubblica ritiene attendibili. "Aver avviato, primi a livello europeo, una nuova fase di rafforzamento del settore bancario e' la dimostrazione di come il nostro Paese possa giocare da protagonista le nuove sfide in Europa". Chi conosce il contesto che ha portato al blitz su Ubi del 17 febbraio, sa che le dichiarazioni dell'a.d. Carlo Messina, rese il 30 luglio dopo che la sua Opas aveva convinto il 90,2% dei soci della quarta banca italiana, non sono di prammatica. Tanta grazia, che costera' 400 milioni in piu' all'offerente, ha intanto il pregio di accorciare i tempi per fondere le due banche: entro la primavera 2021. Molto prima, pero', ripartira' lo studio di dossier ed eventuali negoziati, forse ancora con Mediobanca consulente, per crescere nell'Europa del Nord-Est. I presupposti della nuova corsa al consolidamento transnazionale sono, in parte, strutturali: come i prolungati tassi d'interesse negativi, che colmano il divario delle banche dell'euro con americane e cinesi. E in altra parte legati alla congiuntura nera post coronavirus. La recessione cogliera', e non e' detto sia per poco, la maggior parte della zona euro, tanto che Oliver Wyman stima una nuova onda di crediti deteriorati da 400 miliardi di euro. La vigilanza della Bce sa bene queste cose: per questo da qualche mese e' tornata a battere sul tasto delle fusioni. Lo fa sia con agevolazioni tecnico-finanziarie (togliendo balzelli di capitale aggiuntivo, anzi pronta a conteggiare come patrimonio gli avviamenti negativi, che sono miliardari dove la Borsa e' piu' depressa). E sia con la moral suasion rivolto a una mezza dozzina di grandi gruppi sui quali ristrutturare il tessuto creditizio europeo. La reputazione di Intesa Sanpaolo presso l'Eurotower, nata dal lavoro quotidiano svolto dal 2015 con il team di vigilanza dedicato, e' cosi' diventata una "chiamata" negli ultimi mesi. Il maggiore istituto italiano, che con Ubi avra' attivi per oltre 450 miliardi e risparmi per 1.100 miliardi, risulta tra chi e' chiamato a muovere oltrefrontiera, per varie ragioni. Tra queste, la storica alta remunerazione in cedole, che renderebbe piu' facile chiedere risorse sul mercato nel bisogno, e lo stabile assetto azionario presidiato dallo "strano binomio" formato da cinque Fondazioni bancarie e dal colosso del risparmio Usa Blackrock, da anni sulla soglia del 5% (piu' alta qui, rispetto ai colossi di Francia, Spagna, Germania, Regno Unito, dove si attesta tra 2 e 3%. Compagnia di San Paolo, Cariplo, Cariparo, Carifirenze e Carisbo hanno infatti il 16,5% di Intesa Sanpaolo, e hanno affinato anni di dialogo con i banchieri al timone contribuendo a rendere la banca protagonista dell'economia sociale in Italia. vs (fine) MF-DJ NEWS

    04/08/2020 08:34
    All'eurotower si devono essere fatti di colla.
    Quest'anno hanno stoppato le cedola ai bancari e poi si immaginano di poter andare belli freschi a chiedere nuove risorse ?

  10. #900
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    Questo il report di MF sull'OPAS con le fasi conclusive:

    Intesa, parte l'Opa residuale su Ubi

    Potrà essere anche tutta cash. La banca milanese ha raccolto il 91,0139% del capitale di Ubi durante l'Opas, pagherà domani il concambio di 1,7 volte in azioni e il 19 agosto la parte di 0,57 euro. Il giorno dopo il titolo Ubi sarà delistato

    di Elena Dal Maso 04/08/2020 07:09


    Intesa Sanpaolo ha pubblicato i dati definitivi sull'Opas. A fine matinata il gruppo, guidato dall'ad Carlo Messina, renderà noti i conti relativi al secondo trimestre. Durante il periodo dell'Opas, allungata dal 28 al 30 luglio scorso, sono state portate in adesione 1.031.958.027 azioni Ubi pari al 90,203% dei titoli e al 90,184% del capitale sociale. Rispetto a quanto indicato in precedenza, è stata registrato un aumento delle adesioni di 1.500 azioni.

    A febbraio, al momento del lancio dell'operazione, Intesa deteneva, direttamente e indirettamente, 288.204 azioni ordinarie Ubi, pari allo 0,0252% del capitale sociale e ora, grazie all'Opas, ha in mano il 91,0139% del capitale sociale. Sono inoltre arrivate alla banca adesioni 334.454 "con riserva" da parte di n. 103 aderenti. Queste ultime non sono state conteggiate ai fini della determinazione delle percentuali di adesione all’offerta.

    Poiché Intesa ha raggiunto l'obiettivo del 66,67% dei titoli raccolti, l'Opas è stata giudicata ufficialmente andata a buon fine e di conseguenza gli aderenti riceveranno domani, 5 agosto, il concambio in azioni Intesa pari a 1,7 volte come indicato nel prospetto, mentre l'aggiunta di 0,57 euro per azione sarà pagata il 19 agosto.

    Visto che le azioni raccolte sono superiori al 90% ma inferiori al 95%, scatta la normativa sull'Opa residuale. I titoli coinvolti sono 112.327.119 azioni Ubi che rappresentano il 9,8164% del capitale sociale, oltre a ad azioni proprie (9.251.800) rappresentanti lo 0,8085% del capitale e 249.077 azioni ordinarie incluse nella partecipazione detenuta in Ubi Banca da Intesa se queste ultime dovessero tornare sul mercato.

    Il corrispettivo dell'Opa residuale è uguale a quello precedente (1,7 volte il concambio più 0,57 centesimi) oppure, solo agli azionisti che ne facciano espressa richiesta, un importo tutto cash pari alla somma media ponderata dei prezzi ufficiali delle azioni Intesa nei cinque giorni di negoziazione precedenti la data di pagamento (ossia nei giorni 29, 30 e 31 luglio, 3 e 4 agosto 2020) moltiplicata per il rapporto di cambio e 0,57 euro. L’importo finale in contanti sarà comunicato entro le ore 7:59 di domani, 5 agosto 2020.

    Quindi le azioni ordinarie di Ubi saranno revocate dalla quotazione a partire dal giorno di borsa aperta successivo al giorno di pagamento del corrispettivo. In seguito alla revoca delle azioni, i titolari di azioni Ubi che non abbiano aderito all’offerta (Opa residuale), si troveranno in mano strumenti finanziari "non negoziati in alcun mercato regolamentato, con conseguente difficoltà di liquidare il proprio investimento".

    Nel documento, la banca milanese fa cenno a due operazioni effettuate da Ubi dopo il lancio dell'Opas. La prima è il deal sull'immobiliare con Coima Sgr, la seconda riguarda le "misure difensive adottate con riferimento alla proroga degli accordi di banca-assicurazione in essere con Cattolica Assicurazioni e Aviva Italia". In tal senso il documento scrive che, "con riferimento all’operazione immobiliare realizzata con Coima Sgr e alcuni primari investitori istituzionali e annunciata al mercato l’11 giugno 2020, il cda di Ubi ha riscontrato negativamente, in data 21 luglio 2020, la richiesta di Intesa, inviata con lettera del 15 giugno 2020, in merito a informazioni sui termini e sulle condizioni della predetta operazione immobiliare adducendo, anche nel comunicato dell’emittente del 3 luglio 2020, che non potrebbe fornire in via selettiva informazioni a Intesa Sanpaolo".

    E in tal senso Intesa specifica che tali operazioni non risultano allo stato attuale di ostacolo o pregiudizio all’offerta e alla futura integrazione di Ubi Banca, "sulla base dei termini dell’operazione noti al mercato", ma apre "un'ampia riserva ove dovessero in futuro emergere termini, condizioni o vincoli della predetta operazione dannosi o svantaggiosi per Ubi Banca (come integrata nel gruppo Intesa) o per la stessa Intesa Sanpaolo".

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