IntesaSanpaolo: solo NEWS n° 2 - Pagina 89
Piazza Affari archivia una settimana buia: sul Ftse Mib agli inferi Unicredit, Bper ed ENI
Piazza Affari manda in archivio una settimana incolore e anche l?ultima seduta si conclude con segno meno. L’indice Ftse Mib ha chiuso con un calo dell?1,09% a 19.524 punti in …
Analisti si sfregano le mani in attesa del Tesla Battery Day: upgrade sul titolo che ha fatto +400% da inizio anno
Il Tesla Battery Day è ormai imminente: l’attesissimo evento è in calendario il prossimo martedì, 22 settembre. Grande trepidazione per le novità che il gruppo fondato da Elon Musk potrebbe …
Dividendi banche: Bce pronta a togliere divieto a inizio 2021, azionisti Intesa Sanpaolo pregustano doppia razione cedole
La Bce è pronta a rimuovere il divieto sulle banche relativo al pagamento di dividendi a partire dall’inizio del prossimo anno. E’ quanto anticipa oggi un’indiscrezione di Bloomberg News che …
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  1. #881
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    Intesa Sanpaolo conquista Ubi: ecco i prossimi passi verso l’incorporazione - Il Sole 24 ORE

  2. #882
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    I retroscena...

    Intesa Sanpaolo: dietro vittoria su Ubi tentato blitz Unicredit (Rep)

    ROMA (MF-DJ)--Per capire come si muovera' il settore bancario italiano dopo che Intesa Sanpaolo si e' comprata Ubi bisogna riavvolgere il filo, rosso come le sue cravatte, che collega Jean Pierre Mustier, amministratore delegato che da un anno ripete "no a fusioni per Unicredit", e Victor Massiah, che ha quel ruolo in Ubi da 12 anni e potrebbe lasciarlo lunedi', data dal cda sui conti. Secondo due fonti finanziarie attendibili, i due banchieri -scrive Repubblica- si sarebbero confrontati fino ai dettagli, nella tarda primavera, per mettere a punto un piano alternativo alla scalata lanciata il 17 febbraio da Intesa Sanpaolo (piu' che rivale di Unicredit). Il piano puntava ad aggregare le attivita' italiane di Unicredit con quelle di Ubi, cosi' da cogliere due obiettivi, cari a ciascuno dei due. Per Massiah, sarebbe stato il possibile "cavaliere bianco" con cui resistere all'attacco di Intesa. Per Mustier sarebbe stato un altro passo per alleggerire i "rischi italiani", che teme e ha iniziato a disinnescare con il piano Team 23 presentato a fine 2019. Il progetto alternativo, a quanto apprende il giornale, era incentrato sulle 1.600 agenzie di Ubi, con presidi forti in Lombardia e Piemonte, e una buona parte delle 4.000 filiali italiane di Unicredit, magari prima separate dalla "subholding" per le attivita' estere che la banca ha in cantiere: una controllata, come detto a dicembre, con sede in Italia e volta a migliorare i costi di raccolta di gruppo. Il progetto subholding sarebbe, peraltro, vicino al via. Le nozze italiane tra Ubi e Unicredit si sono pero' scontrate con le autorita'. Il Tesoro, dove l'idea era stata fatta circolare ma che subito ha preferito l'Ops di Intesa Sanpaolo. E anche la vigilanza di Francoforte, informalmente consultata. Si sa che da un anno e mezzo la Bce e' ben favorevole alla ripresa delle fusioni tra banche: ma sembra preferire quelle originate dagli istituti maggiori con obiettivo i meno grandi. Difatti la Bce aveva autorizzato di slancio, l'8 giugno, l'Opas di Intesa su Ubi. E per simili ragioni sara', nel futuro, di supporto al gruppo guidato da Carlo Messina se intentasse la strada di nuove fusioni in Europa. Proprio a giugno, tra l'altro, la banca di Mustier si era invece presentata come parte in causa nel procedimento Antitrust sull'Opas della rivale, sostenendo che la fusione annunciata era "suscettibile di impattare negativamente sulla concorrenza sotto diversi aspetti", danneggiando in particolare la clientela al minuto e le Pmi. Tra i dubbi delle autorita' e il rilancio in contanti deciso il 17 luglio, il destino di Ubi si e' comunque segnato. Il traguardo del 66,67% di adesioni all'Opas, che consentira' di integrare la banca con sede a Bergamo entro l'anno, e' stato superato martedi', mentre ieri, a un giorno dal termine dell'offerta che il 5 agosto sara' regolata con azioni e contanti, aveva aderito il 75,68% degli azionisti Ubi. Ieri Unicredit si e' allineata ancora con zelo al diktat della Bce, che alla vigilia aveva chiesto alle banche vigilate di estendere da ottobre a fine 2020 lo stop a dividendi e riacquisti di azioni. Nel farlo, Unicredit ha detto che, se il veto fosse tolto dal 2021, "ripristinera' la politica di distribuzione del capitale prevista da piano Team 23 nel 2021 per l'esercizio 2020 e negli anni successivi". Cio' equivale a un aumento del monte utili distribuiti al 50% del totale: "Il 30% dell'utile netto come dividendo in contanti, il 20% come riacquisto di azioni proprie". Un ennesimo segnale, tecnico, che Mustier preferisce investire sulla sua banca - cosi' depressa in Borsa che quota a un terzo del patrimonio netto - che non su quelle dei rivali. E un concetto che il banchiere ripete da un anno, e il 22 luglio ha ribadito alla rivista Euromoney. Tuttavia, la situazione nell'agone bancario italiano si va facendo sempre meno lineare. Risulta infatti che il Tesoro, che e' impegnato con la Commissione europea a riprivatizzare Mps entro il 2021, abbia di recente chiesto a Unicredit se volesse comprarsela: trovando la reazione fredda di Mustier. Nel giro di quadriglia ripartito potrebbe rientrare anche Banco Bpm, i cui vertici hanno incontrato quelli di Unicredit un mese fa, per aggiornarsi dopo le ferie. Ma resta da verificare che il capo di Unicredit abbia voglia di farsi coinvolgere in una partita molto complessa e molto italiana; e chi lo conosce racconta come, in privato, tratteggi un autunno a tinte fosche per le piazze del Paese e per il debito del Tesoro. A meno che, come avrebbe potuto essere con Ubi, anche quella con Banco Bpm per Unicredit si riveli, piu' che "un'acquisizione", un'altra vendita. vs (fine) MF-DJ NEWS

    30/07/2020 09:08

  3. #883
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    Intesa Sanpaolo: fusione con Ubi al via in aprile (MF)

    MILANO (MF-DJ)--Conclusa l'offerta pubblica in borsa Intesa Sanpaolo potrebbe premere sull'acceleratore per arrivare all'integrazione di Ubi. Il progetto di fusione dovrebbe essere sottoposto al voto dell'assemblea gia' nella primavera del 2021, rilasciando quindi l'effetto delle sinergie in anticipo sul piano. Il cantiere del resto si aprira' gia' tra settembre e ottobre quando l'assemblea straordinaria del gruppo lombardo nominera' il nuovo consiglio di amministrazione targato Intesa Sanpaolo. Proprio per le delicate operazioni in vista, via Monte di Pieta' potrebbe optare per un board di alto profilo con alcuni top manager di lungo corso. Entro la fine dell'anno e' prevista invece la cessione delle filiali a cui l'Antitrust ha condizionato il proprio via libera all'operazione: 532 a Bper e 17 in asta. Sino all'assemblea straordinaria si trattera' invece di capire se il timone restera' in mano all'attuale consiglio di amministrazione di Ubi. Una decisione in tal senso sara' presa lunedi' 3 (giorno di approvazione della semestrale) quando il ceo Victor Massiah e gli altri amministratori decideranno se dimettersi o meno dopo l'esito dell'opas. Su questo tema, nei giorni scorsi, un portavoce della banca aveva ritenuto inopportuno "fare ipotesi a ops non conclusa", ma comunque e' ovvio che in "caso di modifica dell'azionariato di controllo della banca ci sia un cambio di vertice". Quanto all'esito dell'offerta, ormai i giochi sono fatti: ieri, nel penultimo giorno utile, le adesioni sono salite al 75,68%, con il 3,8% del capitale di Ubi conferito in un solo giorno, grazie tra l'altro anche ai consiglieri Letizia Bellini Cavalletti e Silvia Fidanza. Alla luce di questi numeri e del trend registrato negli ultimi giorni e' legittimo attendersi che la fine dell'opas veda Intesa sopra l'80%. Nel capitale di Ubi dovrebbero restare per lo piu' fondi index, un piccola quota del retail e Parvus, l'asset manager fondato da Edoardo Mercadante che tuttavia ha conferito un 2,5% a Intesa. fch (fine) MF-DJ NEWS

    30/07/2020 08:20

  4. #884
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    Intesa Sanpaolo: stringe tempi, assemblea Ubi a settembre (Sole)

    ROMA (MF-DJ)--Stasera arriveranno i numeri finali dell'operazione che ha visto la fusione tra la prima e la quarta banca del Paese. Gli advisor di Intesa -tra cui Mediobanca ed Equita- sono al lavoro per rendere il piu' rotondo possibile l'esito della partita. L'auspicio, in Ca' de Sass, e' di raggiungere una quota attorno all'80% del capitale, numero che solo qualche giorno fa sembrava irraggiungibile ma che oggi invece appare a portata di mano. Decisivo in questo senso si e' rivelato il cambio di atteggiamento negli ultimi giorni da parte dei grandi azionisti Ubi, dalle Fondazioni di Cuneo e Banca del Monte di Lombardia, fino ad arrivare alle grandi famiglie imprenditoriali appartenenti al patto Car. L'apprezzamento per l'offerta di Intesa si e' fatto man mano strada perfino all'interno del board di Ubi, dove due consiglieri (Letizia Bellini Cavalletti e Silvia Fidanza) nei giorni scorsi hanno aderito all'Opas. Si vedra' oggi quali saranno gli esiti. All'appello, scrive Il Sole 24 ore, di certo manca invece ancora una quota del mondo retail, stimata secondo fonti finanziarie attorno all'1-3%. L'advisor Morrow-Sodali, global information agent di Intesa, si e' concentrato in particolare su questo fronte, andando a raccogliere in questi giorni partecipazioni su circa 150mila piccoli azionisti appartenenti all'ex popolari. I radar sono rivolti in particolari verso piccoli soci, spesso con spezzature, che hanno ancora qualche ora per non rimanere esclusi dal riconoscimento del premio che verra' meno una volta che l'Opas si sara' chiusa. Fuori dalla conta si chiamera' Parvus, che ha gia' consegnato un 2,5% del capitale (tenendo dunque fuori il restante 5,9%), cosi' come e' destinata a rimanere ai margini una quota (4,5%) riconducibile in particolare ai fondi indicizzati, come gli Etf. Numeri a parte, in casa Intesa Sanpaolo gia' si lavora alle prossime tappe. Del resto, a meno di clamorosi (e improbabili) balzi delle adesioni quest'oggi oltre quota 90% o 95% -che porterebbero Ca' de Sass all'offerta obbligatoria sulle azioni residue e quindi all'automatica fusionee delisting- il gruppo di Carlo Messina dovra' passare dall'assemblea straordinaria di Ubi per procedere all'incorporazione. Il primo step e' dunque rappresentato dalla convocazione dell'assemblea che servira' a nominare il nuovo Consiglio di Ubi. Nei prossimi giorni Intesa inviera' una lettera al board della banca di Bergamo per chiedere la convocazione dell'assise, che a questo punto potrebbe tenersi gia' tra meta' settembre e meta' ottobre. Fino ad allora non e' escluso che possa restare in carica l'attuale Cda della banca, in prorogatio, anche se diversi osservatori ritengono scontate le dimissioni dei vertici della banca, dall'a.d. Victor Massiah alla presidente Letizia Moratti al vicepresidente Roberto Nicastro. L'obiettivo di Ca' de Sass e' comunque fare presto: una volta entrato in carica il nuovo Cda, Intesa vorra' affrontare da subito la questione della cessione delle 532 filiali a Bper, e delle 17 residue (tramite un'asta) a un soggetto terzo, cosi' da rispettare i dettami dell'Antitrust. Dopo di che, nella primavera del 2021, ci sara' spazio per la convocazione della nuova assemblea straordinaria che approvera' la fusione, da tenere in concomitanza con assemblea che approva il bilancio. A valle dell'incorporazione, arrivera' il delisting. vs (fine) MF-DJ NEWS

    30/07/2020 08:46

  5. #885
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    Intesa Sanpaolo: diplomazie al lavoro per disgelo con Ubi (Mess)

    ROMA (MF-DJ)--Diplomazie al lavoro per avviare il disgelo tra Intesa Sanpaolo e Ubi dopo il responso sempre piu' schiacciante dell'opas e assicurare una transizione serena verso il nuovo assetto. Lo scrive Il Messaggero spiegando che le diplomazie -rappresentate da alcuni azionisti Ubi da giorni in movimento per facilitare una soluzione auspicabilmente friendly- sono sempre in campo e con la sponda di altri soci di Ca' de Sass accomunati dalla stessa matrice, sarebbero a buon punto per costruire quel dialogo fra i vertici che finora e' mancato. A breve potrebbe essere organizzato un colloquio fra i due presidenti: Gian Maria Gros-Pietro di Intesa Sanpaolo e Letizia Moratti di Ubi. Il giorno di questo primo colloquio che dovrebbe far cadere il muro di incomunicabilita' e' oggetto di incastro fra le agende. Conoscendo stile e galanteria di Gros-Pietro sara' lui che potrebbe recarsi dalla collega. Ma conoscendo anche scrupolo, zelo e rispetto della formalita' dell'economista torinese, e' probabile che l'appuntamento possa tenersi quando l'operazione sara' formalmente definita. Cosi' stasera si chiude e Borsa spa fara' il suo consueto annuncio e, probabilmente, in serata anche Intesa Sp potrebbe anticipare l'obbligo di dare conto di tale esito che ricade entro le 7,59 di domani. Per avere l'esito definitivo delle adesioni, cosi' come l'avveramento, il mancato avveramento o la rinuncia delle condizioni di efficacia, essi devono essere comunicati al mercato prima dell'apertura della borsa di martedi' 4, giorno in cui si riunira' il consiglio Intesa Sp per approvare la semestrale. Ma il giorno prima il cda si dovrebbe riunire, in forma straordinaria per dedicarsi alle valutazioni sull'esito dell'offerta. Lunedi' 3 agosto e' anche in calendario il board di Ubi per la semestrale e, probabilmente, prendera' atto della decisione di Victor Massiah di rassegnare le dimissioni. Alla luce di questo susseguirsi di eventi, potrebbe essere calibrato il vertice tra i due presidenti, verosimilmente dopo martedi' 4, mentre il giorno dopo avverra' il settlement con il pagamento delle azioni. Il colloquio tra Gros-Pietro e Moratti potrebbe servire oltre a ripristinare i rapporti fra le parti, anche a disegnare il percorso per arrivare alla fusione. Innanzitutto chi, con le probabili dimissioni di Massiah, prendera' le redini di Ubi, sia pure in via transitoria. C'e' la possibilita' che tocchi a Elvio Sonnino, vice direttore generale vicario & chief operating officer nonche' figura storica del gruppo. Esiste anche l'opzione, siccome Intesa Sp con una partecipazione cosi' alta, assume la direzione e il coordinamento della ex popolare, che essa possa chiedere al board di Ubi di cooptare un suo manager. Il papabile a prendere le redini dovrebbe essere Raffaello Ruggieri, un manager molto considerato da Messina, cresciuto nel corporate & investment banking di Banca Imi, da qualche mese divenuto clo. A prescindere da questa mossa eventualmente anticipata, sempre attorno a mercoledi' 5, i consulenti legali di Intesa Sp potrebbero predisporre la lettera per il cda di Ubi chiedendo la convocazione dell'assemblea straordinaria. Secondo lo statuto, occorrono 40 giorni, pertanto gli azionisti potrebbero essere convocati per meta' settembre e varare la nuova governance mediante la nomina del nuovo consiglio. Un'altra poltrona-chiave sara' la scelta del nuovo presidente: ancora non ci sarebbe un nome preciso ma potrebbe essere individuato un imprenditore di rango della zona di insediamento tradizionale della banca acquisita. Il nuovo corso potra' realizzare il piano che dovrebbe portare entro la primavera 2021 alla fusione. Prima pero', entro meta' gennaio, va fatto il signing con Bper per la cessione dei 532 sportelli ordinati dall'Antitrust e il closing deve essere siglato entro aprile. vs (fine) MF-DJ NEWS

    30/07/2020 09:14

  6. #886
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    Mediobanca: Intesa-Ubi, un colosso da 1,16 miliardi di utile

    Profitti pari a quasi dieci volte il risultato netto atteso nel secondo trimestre di tutte le altre banche italiane quotate secondo gli analisti di Piazzetta Cuccia. Previsto un rosso per Banco Bpm, Mps e Creval


    di Elena Dal Maso 30/07/2020 11:08

    Dalla fusione fra Ubi e Intesa Sanpaolo dopo l'Opas lanciata dalla banca milanese nascerà un colosso da 5 miliardi di euro di ricavi e 1,16 miliardi di utile. Sono i dati che emergono da un report di Mediobanca sulle previsioni relative al secondo trimestre delle banche italiane. Intanto questa mattina Intesa perde l'1,6% a 1,76 euro per azione e Ubi cede l'1,7% a 3,52 euro con in Ftse Mib allineato in rosso per l'1,7% a causa dell'aumento della pandemia nel mondo.

    Gli analisti di Piazzetta Cuccia si aspettano 4,090 miliardi di ricavi per il gruppo guidato dall'ad Carlo Messina, contro 4,882 miliardi del primo trimestre e 4,6 miliardi di un anno fa. Il margine di interesse (Net interest income) dovrebbe assestarsi a 1,691 miliardi da 1,747 miliardi dei tre mesi precedenti, i costi operativi portarsi a 2,2 miliardi da 2,169 di marzo. L'utile operativo di 1,890 miliardi atteso si confronta con 2,713 miliardi di inizio anno. Quanto alle perdite attese su svalutazioni, dovrebbero essere di 1,4 miliardi, in rialzo del 70% su 822 milioni precedenti. L'utile a giugno dovrebbe essere di 1,111 miliardi, erano 1,151 miliardi a marzo e 1,216 miliardi un anno fa. Intesa pubblicherà i conti il 4 agosto, Ubi, invece, il 3.

    Quanto ai conti del gruppo bergamasco, gli analisti di Piazzetta Cuccia si aspettano ricavi per 860 milioni, contro 914 miliani di marzo e 908 milioni di un anno fa. Il margine di interesse dovrebbe essere in leggero calo, 400 miioni ruspetto a 405 milioni precedenti, le perdite su accantonamenti assestarsi a 204 milioni da 168 milioni di marzo. L'utile atteso alla fine è di 47 milioni, in calo del 50% da 94 milioni del primo trimestre dell'anno.

    Se si va a guardare all'utile combinato di Intesa e Ubi, 1,16 miliardi, e lo si confronta con tutte le altre banche quotate, la differenza è sensibile. Infatti gli analisti di Mediobanca si aspettano un risultato netto positivo di 150 milioni da tutti e sette istituti di credito che prende in considerazione. Gli specialisti si attendono 97 milioni di perdita dal Banco Bpm, 57 milioni di rosso da Mps, 9 milioni di utile dalla Popolare di Sondrio, 93 milioni di utile da Bper, 26 milioni dal Credem, 3 milioni di perdite dal Creval e 179 milioni di utile per quanto riguarda Unicredit.

    Intanto, conclusa l'offerta pubblica in borsa, Intesa Sanpaolo potrebbe premere sull'acceleratore per arrivare all'integrazione di Ubi, come scritto oggi da MF-Milano Finanza. Il progetto di fusione dovrebbe essere sottoposto al voto dell'assemblea già nella primavera del 2021, rilasciando quindi l'effetto delle sinergie in anticipo sul piano.

    Il cantiere si aprirà già tra settembre e ottobre quando l'assemblea straordinaria del gruppo lombardo nominerà il nuovo consiglio di amministrazione sotto il controllo di Intesa Sanpaolo. Entro la fine dell'anno è prevista invece la cessione delle oltre 500 filiali cui l'Antitrust ha condizionato il proprio via libera all'operazione: 532 a Bper e 17 in asta. Sino all'assemblea straordinaria si tratterà invece di capire se il timone resterà in mano all'attuale consiglio di amministrazione di Ubi. Una decisione in tal senso sarà presa lunedì 3 agosto quando il ceo Victor Massiah e gli altri amministratori decideranno se dimettersi o meno dopo l'esito dell'Opas. Quanto all'esito dell'offerta ieri, nel penultimo giorno utile, le adesioni sono salite al 75,68%, con il 3,8% del capitale di Ubi conferito in un solo giorno.

  7. #887

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    Durante la conference call il CEO di Nexi ha detto che nel contratto di acquisto del Merchant Book di ISP è presente una disposizione che dovrebbe consentire a Nexi di acquistare il Merchant Book di UBI alle stesse condizioni (o condizioni simili) dell'accordo fatto per ISP.

    Se non ho sbagliato a comprendere eventuali notizie dovrebbero uscire a breve.

  8. #888
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    Siamo arrivati alla quota di 90,2041 di ad%esioni (dato provvisorio). Scattano quindi gli obblighi derivanti dal superamento del livello 90%.

    Qui il comunicato stampa di Intesa con tutte le precisazioni:

    https://group.intesasanpaolo.com/con...sProOff_it.pdf

  9. #889

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    Citazione Originariamente Scritto da Superspazzola Visualizza Messaggio
    Siamo arrivati alla quota di 90,2041 di ad%esioni (dato provvisorio). Scattano quindi gli obblighi derivanti dal superamento del livello 90%.

    Qui il comunicato stampa di Intesa con tutte le precisazioni:

    https://group.intesasanpaolo.com/con...sProOff_it.pdf
    Hai per caso l'ultimo comunicato di borsa italiana nel quale riportano il raggiungimento del 90,2%? Grazie

  10. #890
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    Esito Opas

    Citazione Originariamente Scritto da ik8vwa Visualizza Messaggio
    Hai per caso l'ultimo comunicato di borsa italiana nel quale riportano il raggiungimento del 90,2%? Grazie
    No, Borsa Italiana non l'ha prodotto lasciando a Intesa di produrre l'informativa con i dati provvisori.

    Intesa Sanpaolo: arriva oltre il 90% di Ubi (MF)

    MILANO (MF-DJ)--Il risultato finale ha battuto le pur ottimistiche aspettative che circolavano sul mercato. L'offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa su Ubi ha raggiunto quota 90,21%, con adesioni balzate nell'ultima seduta del 14,53%. Dopo cinque mesi di lavoro e di duro confronto tra i soggetti coinvolti, la partita giunge quindi al termine e il ceo di Intesa Carlo Messina non ha nascosto la propria soddisfazione: "Siamo convinti che la nostra banca - motore dell'economia reale e sociale - rappresentera' il pilastro della fase di ripresa che il Paese si pone come principale obiettivo", ha dichiarato il banchiere in serata, cercando anche di rasserenare gli animi dopo settimane di forti contrapposizioni: "Oggi portiamo a termine un'operazione che ci vede tutti vincitori". E ancora: "La nostra solidita' rappresenta un fattore chiave nella competitivita' del sistema Italia sulla scena globale". Per i soci Ubi la soglia raggiunta da Intesa (seguita nel deal dagli studi Pedersoli e Gatti, Pavesi, Bianchi) apre ora la strada al sell out, la vecchia opa residuale, che durera' tre settimane. Gli azionisti che finora non hanno aderito all'opas potranno cedere a Intesa i titoli in loro possesso. Due le possibilita' di pagamento: nel primo caso l'investitore ricevera' il corrispettivo originario dell'offerta, ossia 17 azioni Intesa per ogni 10 di Ubi piu' la componente cash di 0,57 euro. Nel secondo caso potra' vendere in cambio di un corrispettivo tutto in denaro. In quest'ultimo caso per stabilire il prezzo bisognera' fare la media del valore del titolo nelle ultime cinque chiusure di Borsa a ritroso dal 30 luglio. fch (fine) MF-DJ NEWS

    31/07/2020 08:16

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