IntesaSanpaolo: solo NEWS n° 2 - Pagina 79
Chiusura Borsa Italiana: boom utili di Intesa contagia tutto il Ftse Mib, exploit anche per Telecom ed ENI
Piazza Affari concede il bis in una seduta che nella prima parte si è mostrata altalenante e poi ha imboccato la via dei rialzi con decisione grazie in primo luogo …
Piazza Affari mosca bianca in UE grazie a exploit di tre pesi massimi del Ftse Mib
In attesa dell’avvio di Wall Street, che i futures preannunciano in rosso, Piazza Affari risulta l’unica Borsa europea a mantenere il segno più. Dopo un avvio di giornata a spron …
Bilancio Intesa SanPaolo: la banca italiana forte dell’assist BlackRock e ora più grande con UBI sorprende ancora il mercato
Intesa SanPaolo comunica i risultati di bilancio e ancora una volta sorprende il mercato, stracciando le previsioni del consensus. L'utile netto si attesta a 1,42 miliardi di euro, ben oltre …
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  1. #781
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    Ops UBI

    Il patto si sta sgretolando?

    Isp: grandi soci Ubi aprono sull'ops (MF)

    MILANO (MF-DJ)--Alla vigilia della cruciale riunione del cda di Ubi Banca di oggi, il fronte del no all'interno del gruppo lombardo appare sempre piu' frastagliato e qualcuno ha iniziato a fare aperture sull'ops lanciata da Intesa Sanpaolo. "Siamo disponibili a valutare e studiare i termini dell'offerta lanciata da Intesa su Ubi, di cui siamo soci", ha dichiarato ieri il presidente della Fondazione Monte di Lombardia Aldo Poli, lasciando intendere che un ritocco al prezzo (pure finora escluso da Intesa) potrebbe rivelarsi decisivo. Socio storico al 5% di Ubi oltre che pattista di peso nel Comitato Azionisti di Riferimento (Car), Monte di Lombardia e' stata finora schierata sul fronte del no, ma non e' scontato che la posizione venga mantenuta. Con cautela, scrive MF, si sta muovendo anche la Fondazione Cr Cuneo dove il presidente Giandomenico Genta (che ieri ha riunito il board) preferisce non sbilanciarsi e attendere i risultati del lavoro di analisi affidato all'advisor SocGen. Alla prudenza appare orientato il sindacato bresciano mentre il Car, indicavano ieri fonti vicine al comitato, intende fare "ulteriori valutazioni" sull'ops a valle dell'esame del cda di oggi nonche' in presenza di "eventuali sviluppi". Oggi per l'appunto la palla passera' al board del gruppo guidato da Victor Massiah che, oltre ad aggiornare il piano industriale, si esprimera' sul prospetto appena pubblicato attraverso il cosiddetto comunicato dell'emittente. Una bocciatura e' assai probabile, ma sara' interessante vedere come gli amministratori (assistiti da Credit Suisse e Goldman Sachs e dagli studi legali Bonelli Erede e Linklaters) la argomenteranno e che progetto alternativo presenteranno al mercato. red/lab (fine) MF-DJ NEWS

    03/07/2020 08:46

  2. #782
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    Ops UBI

    Intesa Sanpaolo/Ubi: mossa Antitrust su Bper (Messaggero)

    ROMA (MF-DJ)--L'Antitrust chiede nuove informazioni sull'Ops di Intesa Sanpaolo su Ubi che oggi registra la quasi scontata bocciatura dell'operazione da parte del cda della banca bergamasca, aggiornamento del piano industriale post Covid, conference call al mercato di Victor Massiah. Nei giorni scorsi, pero' - scrive Il Messaggero - l'Autorita' sulla concorrenza, dopo l'audizione plenaria di tutte le parti coinvolte di due settimane fa, avrebbe chiesto nuovi ragguagli a Bper, nell'ambito dell'acquisizione del ramo d'azienda di 532 filiali necessario per attuare i rimedi e superare il nodo del dominio delle quote di mercato. L'Autorita' sta conducendo l'istruttoria ad ampio raggio con un mosaico fatto di vari tasselli: la cessione degli sportelli serve ad Intesa per rientrare sotto le soglie in alcune aree mentre la banca modenese si accinge ad allargare il proprio perimetro commerciale da 1.350 punti vendita a circa 1.900. Cosi' anche Bper e' finita sotto la lente di osservazione. C'e' da dire quindi l'Antitrust sta conducendo un esame unitario e vuole chiedere conto sulle tecnicalita' temporali per il passaggio delle filiali del nuovo gruppo Intesa-Ubi che faranno compiere al gruppo emiliano un balzo dimensionale. Dalle risposte che fornira' Bper, l'Antitrust potra' completare l'istruttoria complessiva e dare eventualmente la sua autorizzazione che dovra' tener conto anche dei rischi connessi al mancato raggiungimento della soglia del 66,7% ai fini della delibera di cessione filiali. Intanto ieri mattina si e' riunito il cda della fondazione Cuneo, aderente al patto deiCar: da registrareche vacilla la leadership del presidente Gianni Genta, ostile all'Ops di Intesa Sanpaolo. pev (fine) MF-DJ NEWS

    03/07/2020 08:53

  3. #783
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    Citazione Originariamente Scritto da hawkeye Visualizza Messaggio
    Da quello che ho capito emetteranno nuove azioni che comporterebbero la diluizione del valore di una singola azione.
    Poi queste azioni verranno date agli azionisti ubi che accettano lo scambio.
    Chiaramente poi il valore dell azione, incorporando anche ubi si dovrebbe riportare, almeno in teoria, al valore originale.

    Chiaramente finché non sanno quanti aderiscono non sanno quante emetterne.
    corretto. E' appunto una OPS, danno azioni Intesa in cambio di azioni Ubi. Ovviamente le azioni Intesa o le hanno già in portafoglio, o devono fare un aumento di capitale dedicato come in questo caso.
    Quindi l'azionista intesa non tira fuori soldi per partecipare all'aumento ma nemmeno vi partecipa. Ha lo stesso effetto diluizione che avrebbe in un adc a pagamento a cui non partecipa. In questo caso il titolo non ne risente perché si rifà tranquillamente con l'avviamento negativo di Ubi.
    Mi stupisce comunque la domanda in un forum finanziario ...

  4. #784
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    Intesa/Ubi: Codacons, mancata Ops peserebbe su titoli e piccoli soci

    MILANO (MF-DJ)--Il Codacons fa un nuovo passo verso la tutela dei piccoli soci nel quadro dell'offerta pubblica di scambio volontaria promossa da Intesa Sanpaolo sulla totalita' delle azioni di Ubi Banca. In particolare l'associazione ha presentato ieri un'istanza alle due banche e alla Procura della Repubblica di Milano. "Esprimiamo forti preoccupazioni su alcuni aspetti che riteniamo debbano essere chiariti e focalizzati nell'interesse dei piccoli risparmiatori", scrive il Codacons nella lettera. "Osserviamo che, a partire da meta' febbraio del 2020, al netto degli effetti dovuti alla crisi Covid-19, i titoli azionari dei due attori coinvolti nella vicenda hanno subito forti oscillazioni e si sono collocati, allo stato, in una fascia di prezzo che sembrerebbe premiare la possibilita' che l'operazione vada in porto. Viceversa, un'eventuale mancata finalizzazione dell'operazione in questione, potrebbe portare a un forte effetto negativo sui due titoli con conseguente perdita in pregiudizio quasi esclusivamente per i piccoli azionisti, posto che i grossi investitori e i fondi speculativi, alcuni dei quali sembrerebbero essere nell'azionario delle due banche, avrebbero certamente la possibilita' di assorbire eventuali effetti negativi". Altro aspetto importante rilevato dal Codacons riguarda la distribuzione dei dividendi, tema importante connesso alle attese dei piccoli risparmiatori: risulta che entrambi gli istituti abbiano sospeso la loro erogazione rinviando il tutto a ottobre, in cio' accogliendo l'invito delle autorita' centrali di vigilanza (Bce) nel contesto dell'emergenza Covid. In conclusione, il Codacons si permette di intervenire nella vicenda in questione chiedendo agli Organi amministrativi dei due istituti di credito: di assicurare la massima trasparenza sia nelle comunicazioni al mercato degli effetti positivi e negativi del diverso esisto dell'operazione che nelle decisioni che si troveranno ad assumere con riserva, sin d'ora, di avviare ogni tipo di azione anche giudiziari, a tutela dei piccoli risparmiatori; di incontrare una delegazione del Codacons al fine di ricevere ampie rassicurazioni sulla tutela dei piccoli risparmiatori. Alla Procura della Repubblica di Milano il Codacons chiede di voler considerare l'associazione in rappresentanza dei piccoli azionisti come interessata al procedimento aperto su Ubi-Intesa, come parte offesa di eventuali reati che auspichiamo non siano stati commessi. com/cce (fine) MF-DJ NEWS

    03/07/2020 11:39

  5. #785
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    Intesa Sanpaolo pronta ad alzare l'offerta, rumor fa volare UBI in attesa verdetto Cda su OPS

    Titta Ferraro
    3 luglio 2020 - 13:34 MILANO (Finanza.com)

    Sprint a Piazza Affari di Ubi Banca che balza del 3,5% a 3,105 euro all'interno di un Ftse Mib in affanno. Il mercato attende il responso del consiglio di amministrazione della banca lombarda, chiamato a valutare l'OPS di Intesa Sanpaolo. E' possibile che il cda si esprima negativamente mostrandosi però aperto a valutare ulteriori sviluppi dell'offerta.

    E in tal senso a spingere gli acquisti sul titolo UBI c'è il rumor circa l'apertura di Intesa Sanpaolo a prendere in considerazione l'idea di migliorare la propria offerta di acquisizione per UBI Banca. A riferirlo è il quotidiano La Stampa. In passato l'amministratore delegato di Intesa, Carlo Messina, aveva più volte ribadito che non intendeva rivedere al rialzo l'offerta. Adesso, stando a quanto riferisce il quotidiano torinese, un'offerta migliorata non è più considerata "un tabù".

  6. #786

  7. #787
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    Ops UBI

    UBI Banca, il cda si esprime sull'offerta di Intesa: 'Non riflette reale valore della banca'

    Titta Ferraro
    3 luglio 2020 - 17:24 MILANO (Finanza.com)

    Il cda odierno di UBI Banca conferma le attese della vigilia dice no all'Ops lanciata da Intesa Sanpaolo bollandola come "non conveniente". Il cda della banca ha ritenuto che l'offerta "non prevedendo un corrispettivo per cassa, pone a carico degli azionisti di Ubi Banca i rischi connessi al raggiungimento degli obiettivi strategici dell'operazione definiti da Intesa". Il Corrispettivo – rappresentato da un rapporto di cambio tra Azioni UBI e Azioni Intesa – a detta di UBI non remunera adeguatamente tali rischi e, inoltre, comporta un’allocazione del valore e delle sinergie molto più favorevole agli attuali azionisti di Intesa Sanpaolo.

    Inoltre il cda sottolinea come il Corrispettivo esprime una valorizzazione di UBI Banca che non riflette il suo reale valore e penalizza gli Azionisti di UBI Banca rispetto agli azionisti di Intesa.

    L’Offerta Pubblica di Scambio (Ops) di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca prevede un periodo di adesione fissato dal 6 al 28 luglio (estremi inclusi). Per ogni azione Ubi portata in adesione all’Ops sono offerte 1,7 azioni Intesa rivenienti dall’aumento di capitale. Quindi, per ogni 10 azioni Ubi portate in adesione saranno corrisposte 17 azioni Intesa Sanpaolo.

  8. #788
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    Ops UBI

    Sullo stesso argomento il report di MF:


    Il cda Ubi boccia l'offerta di Intesa
    Il consiglio ritiene che l’ops non concordata con l’emittente non sia conveniente per gli azionisti perché il corrispettivo non rifletterebbe il valore reale del gruppo lombardo. L'alternativa di Massiah: 330 milioni in più di cedole nel triennio | La proposta alternativa di Ubi: 330 milioni di cedole in più nel triennio | Ubi sopra il prezzo di concambio. Analisti divisi sul rilancio


    di Luca Gualtieri 03/07/2020 16:11


    Il cda di Ubi Banca ha bocciato l’offerta pubblica di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo. Il consiglio ritiene che l’ops «non concordata con l’emittente non sia conveniente per gli azionisti di Ubi», si legge nel comunicato in cui la banca esprime le sue valutazioni.

    Ecco più nel dettaglio le argomentazioni di Ubi. L’offerta, sostiene il gruppo lombardo, non prevedendo un corrispettivo per cassa, pone a carico degli azionisti di Ubi i rischi connessi al raggiungimento degli obiettivi strategici dell’operazione definiti da Ca' de Sass. Il corrispettivo – rappresentato da un rapporto di cambio tra azioni Ubi e azioni Intesa – non remunera adeguatamente tali rischi e, inoltre, comporta un’allocazione del valore e delle sinergie molto più favorevole agli attuali azionisti di Intesa. Il corrispettivo inoltre esprime una valorizzazione di Ubi che non riflette il suo reale valore e penalizza gli azionisti di Ubi rispetto agli azionisti di Intesa.

    In terzo luogo, per il consiglio guidato dall'amministratore delegato Victor Massiah, l’azione Ubi presenta elevate potenzialità di crescita di valore, tenendo anche conto delle prospettive di crescita su base stand-alone di Ubi rappresentate dai target del piano industriale aggiornato, della sua solidità patrimoniale e della sua posizione di player di rilievo in grado di rivestire un ruolo chiave nel processo di consolidamento nel contesto bancario del Paese.

    In quarto luogo, la possibilità per l’offerente di conseguire gli obiettivi strategici dell’operazione è incerta, in quanto condizionata da plurimi e concorrenti fattori, evidenziati dalla stessa Intesa nel documento di registrazione, tra cui le incertezze circa il perfezionamento della fusione e dell’operazione di cessione del ramo bancario a Bper e dei rami assicurativi a UnipolSai ai termini e alle condizioni previsti da Intesa. Gli azionisti di Ubi, spiega inoltre la risposta del gruppo lombardo, che non dovessero aderire all’ops sarebbero comunque tutelati dai presidi previsti dalla normativa.

    L’offerta, sostiene il cda, inoltre si inserisce in un più ampio disegno strategico, volto a rafforzare la posizione di Intesa in Italia attraverso l’eliminazione di un concorrente, senza in realtà modificare il posizionamento europeo di Intesa. L’ops è controproducente anche per gli stakeholder di Ubi in quanto consentirebbe a Intesa di creare una posizione di leadership dominante in Italia, anomala tra i grandi Paesi europei e potenzialmente dannosa per il tessuto economico e sociale dei territori in cui opera Ubi.

    Ubi, ha dichiarato il presidente Letizia Moratti presentando la risposta del gruppo, vuole restare e affermarsi come il terzo polo nel settore bancario tra Intesa e Unicredit. «Ubi ha il potenziale di affermarsi come soggetto importante se resterà indipendente, e continuerà a svolgere un ruolo importante nel consolidamento italiano» lo ha detto la presidente Moratti respingendo, a nome del cda che ha votato compatto contro l’operazione, l’offerta di Intesa. Ubi vuole essere «il terzo polo nel settore bancario italiano, con un azionariato stabile e le cui stanze sono aperte a una varietà di istituzioni».

    Ubi intanto ha aggiornato il piano al 2022: l’utile stimato scende a 562 milioni dai 665 milioni originariamente previsti nel piano presentato a febbraio scorso. Per quanto riguarda i dividendi, il capitale in eccesso distribuibile rispetto a una soglia minima di CET1 del 12,5% ammonta per il triennio 2020-2022 a circa 840 milioni di euro, equivalenti a un ammontare cumulato di oltre 73 centesimi per azione nel periodo. Le cedole insomma cresceranno di circa 330 milioni rispetto a quanto annunciato a febbraio.

    «Il nome di questo piano è resilienza e valore», ha commentato il ceo Massiah nel corso della presentazione. Un aggiornamento «credibile», lo ha definito il manager ricordando che il precedente piano è stato portato a termine usando tutte le leve a disposizione e che i risultati non sono stati raggiunti a causa del contesto economico.

    Ubi sottolinea la capacità di resilienza ottenuta in un contesto particolarmente complesso e il contributo positivo in termini di consumo di capitale derivante dai provvedimenti governativi e dalle revisioni regolamentari, insieme all’utilizzo di alcune riserve di valore, che permettono di incrementare significativamente il CET1.

    «Gli esiti dell’aggiornamento del piano testimoniano la capacità e velocità di reazione e flessibilità del gruppo e l’importanza di aver preservato riserve di valore generate nei momenti migliori, che oggi sono un elemento chiave per confermare la redditività e la remunerazione degli azionisti in contesti di complessità elevata quale quello attuale», spiega la banca.

    «L’insieme degli interventi di aggiornamento del piano, si legge ancora, conferma e rafforza le motivazioni che avevano portato il mercato a reagire positivamente alla presentazione del febbraio scorso. La crescita del monte dividendi disponibili rende inoltre evidente agli azionisti la dimensione del valore intrinseco della loro banca».

    La resistenza di Ubi agli effetti del Covid viene dimostrata, si legge nella nota, dalla tenuta dei proventi operativi (cagr +0,7% incluso il 100% di Aviva Vita) in uno scenario conservativo di evoluzione del PIL nel triennio e di tassi negativi, dal controllo degli oneri operativi (cagr -0,6% includendo tra l’altro gli impatti del nuovo ccnl, incrementati investimenti in nuove tecnologie e l’internalizzazione di Aviva Vita e da un costo del credito a 62 punti base nel 2022.

    Per quanto riguarda le operazioni straordinarie, Ubi ha deciso di internalizzare il comparto assicurativo relativo ad Aviva Vita a partire dal 30 giugno 2021, mediante acquisto della totalità del capitale della joint venture, attualmente detenuto al 20%, e di valorizzare le sue attività di merchant acquiring, dalle quali si attende un impatto positivo complessivo sull’utile netto di circa 350 milioni di euro. Massiah ha comunque precisato che «solo se Ubi continuerà ad esistere come soggetto autonomo dopo l’ops» ci sarà l’operazione Aviva.

  9. #789

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    vorrei fare una domanda (forse anche stupida ) ma l'offerta di banca intesa a febbraio aveva un valore, in danaro. assai diverso rispetto ad oggi allora intesa era attorno a 2,50 euro e UBI era vicino a 3 euro, stando alla chiusura di venerdi pur scambiando 10 a 17 pagherebbero le azioni UBI 20 centesimi in meno del valore attuale mentre con i valori di febbraio l'azionista UBI ci avrebbe guadagnato circa 60 centesimi per azione. Dove stà la convenienza ad aderire?

  10. #790
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    Rispondo solo con una della diverse cose fatte presenti da Messina: la futura remunerazione per gli azionisti già soppesata da diversi analisti e che sta producendo crepe anche nel nocciolo duro degli azionisti UBI.

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