Testi di economia e signoraggio
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Risparmi fermi sui conti correnti, le donne litigano con i soldi perché non sanno come investirli
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  1. #1
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    Testi di economia e signoraggio

    Tempo fa qualcuno suggeriva a chi, come me, sollevava il tema del signoraggio, di studiarsi i testi di economia. Ebbene, aprofittando della pausa estiva, è quello che ho fatto.

    Riporto dal testo (universitario) Dornbusch - Fisher di Macroeconomia :

    I governi possono, ed alcuni lo fanno, ottenere un significativo ammontare di risorse, anno per anno, stampando moneta, cioè aumentando la base monetaria. Questa forma di introito è conosciuta come signoraggio. Questo termine sta ad indicare la capacità del governo di aumentare le proprie entrate in virtù del proprio diritto si stampare moneta.


    Ed ancora:

    In un'economia in crescita, il governo ottiene un introito da signoraggio anche in assenza di inflazione. Ciò deriva dal fatto che, in presenza di una domanda crescente di base monetaria, il governo può creare base monetaria senza generare inflazione


    Inoltre:

    L'inflazione agisce proprio come un'imposta perchè gli individui sono costretti a spendere una parte minore del proprio redditoed a pagare la differenza al settore pubblico in cambio di ulteriore moneta.


    Quindi ricapitolando:
    - il signoraggio esiste ancora oggi
    - il diritto di stampare moneta non crea ricchezza, ma la trasferisce verso il soggetto che detiene tale diritto sottraendola agli altri (agisce come una tassazione)
    - il testo però attribuisce erroneamente tale privilegio al governo / "settore pubblico", mentre è noto che i governi europei hanno ceduto tale privilegio alle banche centrali le quali lo hanno a loro volta ceduto alla BCE.

    La BCE, dal canto suo, ridistribuisce i proventi del signoraggio ai suoi azionisti, che sono le banche centrali nazionali, come viene spiegato bene nel glossario della Banca d'Italia:

    Reddito da signoraggio
    È il reddito connesso alla funzione di emissione della moneta ed è defi nito, nell’ambito del SEBC, come reddito originato dagli attivi detenuti in contropartita della circolazione in euro. Il reddito da signoraggio della BCE è rappresentato dalla remunerazione dei crediti nei confronti delle BCN dell’Eurosistema, corrispondenti alla quota di banconote in euro convenzionalmente assegnata alla BCE (pari all’8 per cento della circolazione complessiva dell’Eurosistema). Tale reddito viene distribuito alle BCN in proporzione alla rispettiva quota di partecipazione al capitale della BCE. L’ammontare del reddito da signoraggio della BCE può essere ridotto, con decisione del Consiglio direttivo della BCE, in relazione ai costi sostenuti dalla stessa per l’emissione e la gestione operativa delle banconote in euro. Inoltre il Consiglio direttivo può decidere di non dar luogo, in tutto o in parte, alla distribuzione del reddito da signoraggio al fine di assicurare che la ripartizione annuale complessiva degli utili non ecceda il profitto netto della BCE per l’esercizio.


    In particolare la Banca d'Italia si becca circa il 14% della torta.

    Ora più e più volte è stato ribadito sul forum che la banca d'italia è di fatto una SpA privata i cui soci sono i principali gruppi bancari italiani (banca intesa, san paolo imi e capitalia ne sono i principali azionisti). L'unico azionista pubblico è l'INPS, che detiene una quota del 5%. Inoltre un 5% di capitale fa capo a soci occulti, di cui nemmeno il ministero del tesoro conosce l'identità (come dimostra un'interrogazione parlamentare del 2004).

    Quindi ricapitolando: il diritto di signoraggio sottrae ricchezza al pubblico e la trasferisce in gran parte alle banche, e per una quota piccola a degli sconosciuti.

    Ho studiato bene ?

    PS: come compiti per le vacanze farò una ricerca sul tema ben più sostanzioso riguardante la modalità con cui la moneta viene immessa in circolazione, ovvero a debito e caricata di interesse ...

  2. #2
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    Ma siamo proprio sicuri che la Banca d'Italia sia "posseduta" da privati?

    Se così fosse sarebbe in palese contrasto col suo stesso statuto...
    Immagini Allegate Immagini Allegate Testi di economia e signoraggio-pagina-10.jpg 

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da bandit
    Ma siamo proprio sicuri che la Banca d'Italia sia "posseduta" da privati?

    Se così fosse sarebbe in palese contrasto col suo stesso statuto...
    Da Ricerche e Studi di Mediobanca, 2003, pag. 1.149:

    - GRUPPO INTESA 27,2 %
    - GRUPPO SAN PAOLO 17,23 %
    - GRUPPO CAPITALIA 11,15 %
    - GRUPPO UNICREDITO 10,97 %
    - ASSICURAZIONI GENERALI 6,33 %
    - INPS 5,0 %
    - BANCA CARIGE 3,96 %
    - BNL 2,83 %
    - MONTE DEI PASCHI DI SIENA 2,50 %
    - CASSA DI RISPARMIO DI FIRENZE 1,85 %
    - RAS 1,33 %
    - GRUPPO LA FONDIARIA 2,0 %
    - GRUPPO PREMAFIN 2,0 %

    Manca ancora un 5,38%, in mano a sconosciuti.

  4. #4
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    Sebbene non sia riuscito a trovare il dossier stesso di mediobanca, ma solo siti che hanno un deciso orientamento politico e forse peccano di faziosità, sono ultra convinto che il tuo riferimento sia autentico e quindi autorevole.

    Direi quindi che avendo entrambi portato accreditate prove documentali le possibilità sono tre:

    a) Hai ragione tu, la Banca d'Italia viola il suo stesso statuto e non si capisce perche non lo cambia;

    b) Ha ragione lo statuto ed il dossier di mediobanca è sbagliato;

    c) Avete ragione entrambi e ci sfugge qualcosa... chi sa parli! (se vuole )

    E' strano comunque che mediobanca non sia della partita, sembra incredibile che Cuccia si fece scappare questa occasione.

    Ciao.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da bandit
    Sebbene non sia riuscito a trovare il dossier stesso di mediobanca, ma solo siti che hanno un deciso orientamento politico e forse peccano di faziosità, sono ultra convinto che il tuo riferimento sia autentico e quindi autorevole.

    Direi quindi che avendo entrambi portato accreditate prove documentali le possibilità sono tre:

    a) Hai ragione tu, la Banca d'Italia viola il suo stesso statuto e non si capisce perche non lo cambia;

    b) Ha ragione lo statuto ed il dossier di mediobanca è sbagliato;

    c) Avete ragione entrambi e ci sfugge qualcosa... chi sa parli! (se vuole )

    E' strano comunque che mediobanca non sia della partita, sembra incredibile che Cuccia si fece scappare questa occasione.

    Ciao.

    A scanso di equivoci, qui c'è la scannerizzazione dell'articolo del sole24ore che riporta lo studio di mediobanca: http://www.europeanconsumers.it/foto...9077711623.jpg
    e qui l'articolo di commento:
    http://www.europeanconsumers.it/arti...3&idsezione=32

    Ma non è l'unico mistero che avvolge via Nazionale: ad esempio come mai il capitale sociale è paragonabile a quello di una piccola srl ?

    siamo sicuri che il suo bilancio sia limpido e cristallino ?
    http://www.finanzaonline.com/forum/s...d.php?t=589993

  6. #6
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    Rilancio: forse non è noto a tutti il fatto che le monete metalliche sono emesse dallo stato mentre le banconote dalla BCE. Tempo fa Tremonti aveva proposto di stampare le banconote da 1 e 2 euro, ma l'allora governatore della BCE Duisemberg l'aveva messo in guardia:


    Estratto della conferenza stampa del presidente della BCE, Willem F. Duisenberg, Francoforte 12.9.2002

    Domanda: "Mr Tremonti, il ministro italiano dell’Economia, ha proposto l’adozione delle banconte da 1 e 2 euro, insieme con le monete allo scopo di impedire ulteriori aumenti dei prezzi. Il 74% degli italiani è d’accordo con questa proposta e noi vogliamo sapere che cosa pensa lei di questo e se ne avete parlato alla Banca centrale europea. Grazie."

    Duisenberg: “Non abbiamo progetti di introdurre banconote da 1 o 2 euro, ma ne abbiamo sentito parlare. Naturalmente, ne abbiamo discusso. Stiamo valutando le implicazioni di introdurre tali banconote. In linea di principio non abbiamo niente contro questo progetto, ma stiamo valutando le implicazioni e spero che Mr Tremonti si renda conto che se tale banconota dovesse essere introdotta, egli perderebbe il diritto di signoraggio che si accompagna ad essa. Dunque se egli, come ministro dell’Economia, ne sarebbe contento non lo so.”


    Sulla rete ho letto che Bankitalia SpA ha sede alle isole Cayman, qualcuno può confermare ? Non sarebbe strano visto che la FED pare abbia sede a Portorico ...

  7. #7
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    Per quanto possa valere... sempre dall'allegro statuto.

    ART. 2
    La Banca d’Italia ha l’amministrazione centrale in Roma.
    Le sue filiali si distinguono in sedi, succursali ed agenzie, la cui competenza territoriale è determinata dal Consiglio superiore.
    Ha sedi nelle città di Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Livorno, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trieste e Venezia.
    Può avere succursali o agenzie nei capoluoghi di provincia in armonia con quanto previsto dalla legge.
    Quando occorresse apportare variazioni allo stato attuale delle sedi e delle altre filiali, i relativi provvedimenti debbono riportare l’approvazione del Consiglio superiore e del Ministro per il tesoro.

  8. #8

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    Citazione Originariamente Scritto da bandit
    Ma siamo proprio sicuri che la Banca d'Italia sia "posseduta" da privati?

    Se così fosse sarebbe in palese contrasto col suo stesso statuto...

    Bankitalia non è certamente ligia alle leggi, norme e regolamenti dei quali pare tranquillamente fregarsene

    e purtroppo è in compagnia di un gran numero di istituzioni


    data – tarda primavera 2003
    Fondazioni: il cattivo esempio di Fazio
    di Paolo Madron


    Fatta la legge trovato l'inganno.
    Le Fondazioni continuano a comandare: le loro quote sono ancora strategiche.
    Il Governatore di Bankitalia, lungi dal pretendere il rispetto della legge, è stato il primo a forzarla.
    A questo punto, meglio far finta che non sia successo niente.
    Ci hanno provato svariati ministri del Tesoro a tarpare loro le ali. L'ultimo, in ordine di tempo, Carlo Azeglio Ciampi, che dopo furibonde battaglie è riuscito a far passare la legge che porta il suo nome. L'intento era chiarissimo: privare le Fondazioni del diritto di controllare partecipazioni di maggioranza nelle banche, di conseguenza tranciare di netto l'ambigua collusione tra politica e sistema creditizio. Evitare che il loro enorme polmone finanziario (si pensi che solo la Fondazione Cariplo gestisce un patrimonio di svariate migliaia di miliardi) potesse essere messo al servizio di interessi di parte. Risultato: fatta le legge, trovato l'inganno. E non penso tanto al fatto che al San Paolo di Torino, all'Unicredito, alla Banca di Roma e al Montepaschi di Siena le Fondazioni ancora comandano. Ma al fatto che continueranno a farlo anche quando, formalmente, non saranno più loro a capeggiare la lista dei soci.
    Prendiamo il caso della Fondazione Cariplo, il più eclatante anche perché teatro di una cruenta guerra tra Centro sinistra e Polo per chi dovrà presiederla. In ballo non c'è tanto il controllo sui rubinetti degli interventi a pioggia sul territorio (si va dalla riparazione del tetto della Chiesa alla sponsorizzazione della Scala), quanto una quota strategica per gli attuali assetti di Banca Intesa. Ecco la gabola: formalmente Fondazione Cariplo è il secondo azionista, ben al di sotto dei francesi del Credit Agricole. In realtà è la custode di una partecipazione chiave. Di qui il furibondo scontro di questi giorni su chi dovrà rappresentarla nel consiglio d'amministrazione della banca guidata da Giovanni Bazoli.
    Altro caso, non meno clamoroso e attuale: le Fondazioni di Verona, Treviso e Torino, grandi azioniste dell'Unicredito, si apprestano ad aiutare Vincenzo Maranghi nel tentativo di blindare la sua Mediobanca. Anche qui: dal punto di vista formale si tratta di quote irrilevanti, nella sostanza sono determinanti a definire gli equilibri di vertice.
    Un ultimo esempio. La Banca Popolare di Lodi, piccolo ma aggressivo fortino del credito, palesava qualche affanno di bilancio. Niente paura: la Banca d'Italia, che vi tiene gli occhi puntati, "ordina" alle ricche Fondazioni di Verona e Torino di intervenire comprando quote per 500 miliardi. Ma la legge non diceva che bisognava sbarazzarsi al più presto di questi granitici moloch del potere politico? Siccome l'iniziativa di entrare nell'istituto brianzolo è partita dal governatore Antonio Fazio, stiamo freschi. Se è l'istituzione ad eludere la legge, meglio far finta che non sia successo niente, che tutto sia rimasto come prima.




    16:03 Parmalat, fondo pensioni Bankitalia ha acquistato azioni - Fazio
    .
    ROMA, 27 gennaio (Reuters) - Il fondo pensione della Banca d'Italia ha acquistato azioni Parmalat. Lo ha confermato il governatore di Bankitalia Antonio Fazio rispondendo nel corso dell'audizione parlamentare alla domanda di un senatore.

    Rispondendo poi ad un'altra domanda di un parlamentare che chiedeva se le banche azioniste di Banca d'Italia avessero un peso nelle nomine degli alti dirigenti dell'istituto, Fazio ha detto "sì".


    Rispondendo poi ad un'altra domanda di un parlamentare che chiedeva se le banche azioniste di Banca d'Italia avessero un peso nelle nomine degli alti dirigenti dell'istituto, Fazio ha detto "sì".


    In precedenza il governatore aveva comunque detto che la situazione del capitale di Bankitalia era stata approvata in sede europea e dalla Bce. Circa il fondo pensioni della Banca d'Italia, Fazio ha confermato in parte anticipazioni di un quotidiano che oggi riferiva di acquisti di azioni Parmalat da parte per circa 34 milioni di titoli. Fazio non ha potuto confermare se gliacquisti siano avvenuti nell'arco degli ultimi dodici mesi e fino a settembre scorso, come riportato dal quotidiano.








    .........

    Se poi vai a cercare a quando si può far risalire la comparsa di documenti relativi alla composizione azionaria di BdI , scopriresti che fino alla turbolenta assemblea di Generali (quella in cui BdI si astenne - decretando quindi il siluramento dell'allora AD - ) non si trovava alcuna traccia dell'azionariato della banca centrale

    Qualche mese dopo , sul sito mbres comparve quell'elenco che poi venne ripreso da molti
    (Scienza , ad esempio
    - fonte: http://www.dm.unito.it/personalpages...Bankitalia.htm, da R&S -Ricerche & Studi- di Mediobanca, 2003, p. 1149 )




    Ultima modifica di slowdown; 24-08-05 alle 23:05

  9. #9
    L'avatar di deltamarco
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    Bene, vedo che, anche nella mia assenza, il dibattito è proseguito....
    Ottimo....

  10. #10
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    Ma tutto ciò è un vero insieme di società a delinquere occultate sotto parvenze di istituzioni pubbliche.

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