La «Grande Divergenza»
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  1. #1
    L'avatar di mander
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    La «Grande Divergenza»

    Il reddito di un italiano? È il 70% di quello di un tedesco: cresce in Europa la «Grande Divergenza» - Corriere.it


    Sintesi:

    . La recessione di Covid-19 si sta rivelando l’acceleratore di una deriva che era in corso da un decennio, ma ora avanza a velocità tripla. Il reddito dell’italiano medio valeva nove decimi dell’equivalente tedesco all’innesco della crisi finanziaria globale dodici anni fa

    . Continuando la differenza fra gli abitanti dei due Paesi diventerebbe simile a quella che oggi separa gli italiani dagli ungheresi, o dai lettoni

    . Il reddito medio in Italia scenderebbe fino a valere non più della metà di quello tedesco.

    . L’Ocse prevede che alla fine del 2021, a conti fatti, quella italiana sarà l’economia caduta di più e rimbalzata di meno in Europa. Ma con Spagna e Francia forma il gruppo delle uniche democrazie avanzate dove quest’anno il reddito cade di oltre il 10%.

    . al governo non bastano più un «piano» e un buon metodo di lavoro: vanno convinti tanti gruppi d’interesse a rinunciare a prerogative proprie che frenano il resto del Paese e gonfiano i costi

    . L’Italia è il campo di un conflitto fra poteri particolari e interesse generale. Se prosegue, la Grande divergenza non si fermerà.
    Ultima modifica di mander; 20-06-20 alle 11:20

  2. #2
    L'avatar di oneone
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  3. #3
    L'avatar di mander
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    [QUOTE=oneone;54603816]Ecco la divergenza

    Questa è una delle tante divergenze interne,la spesa pensionistica sale più del previsto ma oltre il 50 % del monte pensioni si ferma al nord.

    La spesa pensionistica attualmente al 16,2 del PIL con la caduta di questo aumenterà ancora,e non c'è all'orizzonte una manovra correttiva su quota 100,e una correzione delle pensioni retributive.

    Anzi dice il somaro premier in pectore che salirà sulle barricate se gli toccano la quota 100,anche se a beneficiarne sono i dip. pubblici clienti abituali dei fardelli d'Italia.


    La vera grande divergenza riguarda un nord di pensionati con pensioni medie alte ed un sud sempre più assistito ed agonizzante.Come spiegava l'art. qui siamo già oltre un piano di rilancio,occorre costringere i vari gruppi d'interesse

    .
    a rinunciare a prerogative proprie che frenano il resto del Paese e gonfiano i costi.

    Di una cosa sono sicuro che il presunto somaro e la vispa teresa sono i meno adatti,a guidare la svolta necessaria.

  4. #4

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    Ma la divergenza e' sempre esistita. Possibile che non vi ricordate quanti della generazione dei ns padri (o nonni per qualcuno) emigrarono in Germania (o in Belgio o in Olanda) per rimediare un tozzo di pane dopo la guerra?
    Poi a botte di debito pubblico, regalando pensioni mai guadagnate ecc.. ci hanno fatto credere che eravamo quasi uguali … ma la realta' e' ben diversa.

  5. #5
    L'avatar di Tom Smith
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    La divergenza ce la siamo scavata da soli e stiamo continuando a farlo con sorprendente bravura. Come dice l'articolo il pil pro capite di un italiano era 9/10 di un tedesco prima del 2008 e per un brevissimo periodo abbiamo avuto un PIL superiore al Regno Unito. Cose che ora sembrano impossibili.

  6. #6
    L'avatar di sandalio
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    Citazione Originariamente Scritto da freetimenow Visualizza Messaggio
    Ma la divergenza e' sempre esistita. Possibile che non vi ricordate quanti della generazione dei ns padri (o nonni per qualcuno) emigrarono in Germania (o in Belgio o in Olanda) per rimediare un tozzo di pane dopo la guerra?
    Poi a botte di debito pubblico, regalando pensioni mai guadagnate ecc.. ci hanno fatto credere che eravamo quasi uguali … ma la realta' e' ben diversa.
    Siamo anche andati però a "condonare" il debito tedesco, mentre ora guardano dall'altra parte. Il problema è che siamo troppo buonisti e sottomessi.La Germania ha particolari condizioni che la avvantaggiano, ma non per questo dobbiamo tranquillamente farci mettere i piedi in testa.

  7. #7
    L'avatar di mander
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    Citazione Originariamente Scritto da sandalio Visualizza Messaggio
    Siamo anche andati però a "condonare" il debito tedesco, mentre ora guardano dall'altra parte. Il problema è che siamo troppo buonisti e sottomessi.La Germania ha particolari condizioni che la avvantaggiano, ma non per questo dobbiamo tranquillamente farci mettere i piedi in testa.
    Non c'entra nulla con l'attuale situazione italiana:

    . nella Fase 1 dell’emergenza sembrava che il problema fosse avere i soldi dall’Europa. Nella Fase 2 sembra che il problema sia decidere dove spenderli. Nella Fase 3 il problema sarà essere capaci di spenderli?

    Come descritto nell'art di Fubini,oltre a saperli spendere occorre riformare dal basso il paese ,perchè dall'alto trovi il cialtrone e la vispa teresa.

  8. #8

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    Citazione Originariamente Scritto da sandalio Visualizza Messaggio
    Siamo anche andati però a "condonare" il debito tedesco, mentre ora guardano dall'altra parte. Il problema è che siamo troppo buonisti e sottomessi.La Germania ha particolari condizioni che la avvantaggiano, ma non per questo dobbiamo tranquillamente farci mettere i piedi in testa.
    A me non risulta che abbiamo condonato nulla …. semmai le potenze alleate non certo l'Italia.
    Poi sul fatto che siamo buonisti e sottomessi sono anche d'accordo ma non c'entra molto con questo discorso. I tedeschi dovremmo cercare piu' che altro di imitarli.

  9. #9
    L'avatar di sandalio
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    Citazione Originariamente Scritto da freetimenow Visualizza Messaggio
    A me non risulta che abbiamo condonato nulla …. semmai le potenze alleate non certo l'Italia.
    Poi sul fatto che siamo buonisti e sottomessi sono anche d'accordo ma non c'entra molto con questo discorso. I tedeschi dovremmo cercare piu' che altro di imitarli.
    Mentre i sovietici pretesero e ottennero il pagamento della somma loro spettante, fino all’ultimo centesimo, ottenuta anche facendo lavorare a costo zero migliaia di civili e prigionieri, il 24 agosto 1953 ben 21 Paesi, Belgio, Canada, Ceylon, Danimarca, Grecia, Iran, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Pakistan, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica francese, Spagna, Stati Uniti d’America, Svezia, Svizzera, Unione Sudafricana e Jugoslavia, con un trattato firmato a Londra le consentirono di dimezzare il debito del 50%, da 23 a 11,5 miliardi di dollari, dilazionato in 30 anni. In questo modo, la Germania poté evitare il default, che c’era di fatto. L’altro 50% avrebbe dovuto essere rimborsato dopo l’eventuale riunificazione delle due Germanie, ma nel 1990 l’allora cancelliere Kohl si oppose alla rinegoziazione dell’accordo, che avrebbe procurato un terzo default alla Germania. Italia e Grecia acconsentirono di non esigere il dovuto.

    Nell’ottobre 2010 la Germania ha finito di rimborsare i debiti imposti dal trattato del 1953 con il pagamento dell’ultimo debito per un importo di 69,9 milioni di euro.

    Senza l’accordo di Londra che l’ha favorita come pochi, la Germania dovrebbe rimborsare debiti per altri 50 anni. E non ci sarebbe stata la forte crescita del secondo dopoguerra dell’economia tedesca, né Berlino avrebbe potuto entrare nella Banca Mondiale, nel Fondo Monetario Internazionale e nell’Organizzazione Mondiale del Commercio.

  10. #10

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    Citazione Originariamente Scritto da sandalio Visualizza Messaggio
    Mentre i sovietici pretesero e ottennero il pagamento della somma loro spettante, fino all’ultimo centesimo, ottenuta anche facendo lavorare a costo zero migliaia di civili e prigionieri, il 24 agosto 1953 ben 21 Paesi, Belgio, Canada, Ceylon, Danimarca, Grecia, Iran, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Pakistan, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica francese, Spagna, Stati Uniti d’America, Svezia, Svizzera, Unione Sudafricana e Jugoslavia, con un trattato firmato a Londra le consentirono di dimezzare il debito del 50%, da 23 a 11,5 miliardi di dollari, dilazionato in 30 anni. In questo modo, la Germania poté evitare il default, che c’era di fatto. L’altro 50% avrebbe dovuto essere rimborsato dopo l’eventuale riunificazione delle due Germanie, ma nel 1990 l’allora cancelliere Kohl si oppose alla rinegoziazione dell’accordo, che avrebbe procurato un terzo default alla Germania. Italia e Grecia acconsentirono di non esigere il dovuto.

    Nell’ottobre 2010 la Germania ha finito di rimborsare i debiti imposti dal trattato del 1953 con il pagamento dell’ultimo debito per un importo di 69,9 milioni di euro.

    Senza l’accordo di Londra che l’ha favorita come pochi, la Germania dovrebbe rimborsare debiti per altri 50 anni. E non ci sarebbe stata la forte crescita del secondo dopoguerra dell’economia tedesca, né Berlino avrebbe potuto entrare nella Banca Mondiale, nel Fondo Monetario Internazionale e nell’Organizzazione Mondiale del Commercio.

    mentre all'Italia non condonarono nulla?

    ma perche' guardare solo ad un pezzo della storia?

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