Il Debito Pubblico nuovo Covid-19 dell'Italia - Mai più mezzo di consenso elettorale. - Pagina 19
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  1. #181
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    Citazione Originariamente Scritto da l1uk3 Visualizza Messaggio
    l'idea della concessione si scontra con due fatti incontrovertibili:

    1) questo governo ha dimostrato di esser un forte sostenitore dell'intervento pubblico e contrario alle concessioni a privati (vedi il caso di Autostrade)

    2) nessun privato finanzierebbe o si prenderebbe in concessione il ponte sullo stretto.
    E' già stato più volte dimostrato (ricordo una bella analisi di Gianfilippo Cuneo tra l'altro fatto ai tempi in cui in pratica non esistevano le low cost) che è un progetto in perdita a prescindere.
    Solo il pubblico lo finanzierebbe e sarebbe l'ennesimo spreco.

    Grazie per l'intervento.


    Il punto 1) che indichi pone una questione di principio fondamentale :

    è evidente che una infrastruttura finanziariamente impegnativa come il Ponte sullo Stretto, per giunta in questo momento di massima crisi delle finanze pubbliche, è realizzabile solo con un'iniziativa "a costo zero" per lo Stato, come quella che ho proposto
    (e sottolineo che l'ho proposta non per alimentare una boutade, ma al contrario perchè in questi giorni ho letto più volte di un rinnovato interesse da parte di alcuni esponenti governativi per tale infrastruttura : e proprio perchè, come ogni cittadino minimamente responsabile, non voglio che il nostro Stato sprechi un solo euro, ho suggerito una proposta a costo zero).

    Se poi, come tu temi, d'ora in avanti il nostro Governo ritenesse a priori che affidare una concessione a privati equivale sempre e comunque a gettarsi in pasto ai "Benetton" di turno, allora la questione finisce quì prima ancora di iniziare.



    E per quanto riguarda il punto 2) "Nessun privato finanzierebbe o si prenderebbe in concessione il ponte sullo stretto, è stato più volte dimostrato che è un progetto in perdita a prescindere" :

    per rendere attraente il progetto si tratterebbe di estendere la concessione per alcuni decenni, e iniziative come la fiscalità di vantaggio in tutto il Sud, o solo in alcune aree del Sud, aiuterebbero sia l'Impresa/Ente costruttore del Ponte, sia tutta l'area geografica interessata, aumentandone lo sviluppo e quindi, in ultima analisi, aumentando anche la profittabilità del Ponte.
    Come nota a margine, mi chiedo poi se un'Infrastruttura tanto importante possa anche ricevere un' adeguata sovvenzione UE : inutile dire che ciò faciliterebbe notevolmente questa Iniziativa.



    Chiaramente e giustamente ci sono aspetti da approfondire e soppesare, ma io non definirei la questione già chiusa prima ancora di intraprendere uno studio di fattibilità da parte del governo (e verosimilmente comprensivo di un feedback preliminare da parte di aziende/Enti anche solo genericamente interessati a questa Iniziativa).



    Blue Ray
    Ultima modifica di Blue Ray; 01-08-20 alle 08:07

  2. #182

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    Citazione Originariamente Scritto da l1uk3 Visualizza Messaggio

    Ho poi letto, non tua, l'idea della Sicilia come Silicon valley. Ecco, scusate ma la trovo un'idea naif anche se già meglio di quando sento qualcuno suggerire che il sud potrebbe prosperare di agricoltura e turismo (detto evidentemente da qualcuno che non ha alcuna base di economia e politica economica).
    Non bastano sussidi o fiscalità agevolata per far nascere un distretto industriale o terziario. Ci vogliono risorse umane (intese come lavoratori ma anche tessuto sociale) e servizi di vario genere. In sti giorni si è molto discusso delle aziende italiane che vanno in Olanda. Ci si è dimenticati di evidenziare che in Olanda hanno la sede legale, non fiscale. Quindi non vanno là per le tasse. Infatti il motivo sono i servizi offerti in particolare l'efficiente burocrazia pubblica e la veloce giustizia civile . Guarda caso burocrazia e giustizia civile sono da anni indicati ai primi due posti tra i motivi per cui le aziende straniere non investono in Italia.
    Se leggi quello che ho scritto, ho fatto notare anche io che ci vorrebbe una istruzione generalizzata.
    Se vuoi un pochino un dettaglio della mia idea:
    creazione di una università con una fortissima facoltà di informatica con nomi famosi per attrarre persone non solo locali ma anche internazionali
    fare corsi specifici per creare personale richiesto nel mondo (io so che c'è una carenza fissa di data analist, e hacker "bianchi" per esempio. benissimo, formiamo con corsi specifici, per queste due figure).
    Per i poco dotati allo studio corso di tre/sei mesi per fare gli web designer, front developer, insomma gli schiavetti che scrivono righe di codice che non hanno bisogno di molta formazione.
    E questo lavoro di formazione accompagnato spalla a spalla con le aziende che si devono far venire.

    Guarda so per esperienza personale, che ci sono riusciti benissimo a Belgrado in Serbia e a Budapest in Ungheria nel giro di 5/10 anni. L'unico vero motivo perchè tutte queste aziende si sono spostate in quei posti è il prezzo della mano d'opera bassissimo (lavoratori e servizi sono arrivati man mano). E' triste dirlo, ma purtroppo con gli stipendi in Italia e ancor di più nel sud Italia, stiamo diventando competitivi con quei paesi. Burocrazia e giustizia civile almeno per la Serbia fanno veramente schifo,non penso davvero che vadano la per quello
    L'idea non è così ingenua e balzana come possa sembrare, forse il mio bonus content lo è:

    creerei una città senza automobili, e pagherei migliaia di euro per pubblicizzarla. Se scrivi su google "città senza automobili" esce poco o nulla. Io voglio che le prime 5 pagine del motore di ricerca abbiano Catania (o chi per essa) come risultato. Al grido: della prima città verde del mondo, noi cerchiamo la sostenibilità, non può esserci progresso con automobili, prenderci una nicchia, che tanto nicchia non è di freelancer e in generale persone che odiano le auto, di farli reinvestire nel immobiliare, in questo caso, catanese

    poi posso sbagliare, ma io ci scommetterei su una proposta del genere. Tanto peggio di così quei posti non possono diventare

  3. #183
    L'avatar di Benjamin_Malaussène
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    Citazione Originariamente Scritto da Blue Ray Visualizza Messaggio
    Quì la mia proposta di revisione/ottimizzazione dell'attuale calendario delle Festività (messaggio n.169 di questo Thread) :
    Il Debito Pubblico nuovo Covid-19 dell'Italia - Mai più mezzo di consenso elettorale.
    4 giorni di lavoro in più = paghe orarie più basse (ancora) per i dipendenti

    Ancora a pensare di competere con Cina sul costo del lavoro ?

  4. #184
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    Citazione Originariamente Scritto da Benjamin_Malaussène Visualizza Messaggio
    4 giorni di lavoro in più = paghe orarie più basse (ancora) per i dipendenti
    Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, si ridurrebbe di 3 o 4 giorni (avevo scelto questo numero, 3 o 4 giorni, perchè rappresenta un mero 1% circa della durata di 1 anno, 365 giorni) il numero totale dei giorni festivi, comunque retribuiti in busta paga, commutandoli in giorni di normale attività lavorativa
    [edit. Osservazione : come da testo sottostante, è interessante notare che, facendo la media di tutti i contratti nazionali, la paga oraria nei giorni festivi retribuiti è, in media , leggermente inferiore -e comunque certamente mai superiore- a quella dei giorni di normale attività lavorativa] :



    Festivita in busta paga: scopri cosa c’e da sapere | Randstad Italia


    Festività in busta paga: definizione

    Le festività retribuite all’interno della busta paga sono tutte quelle giornate festive come la domenica e le feste nazionali, anche infrasettimanali, che sono previste dalla legge italiana
    .

    Bisogna fare subito una precisazione.
    Il nostro ordinamento non ha una nozione generale e onnicomprensiva di retribuzione, è per questo motivo che è data la possibilità ai contratti collettivi e all’accordo tra le parti di cambiare la base di calcolo per la retribuzione della festività. Quindi, è necessario fare riferimento al CCNL di riferimento.


    I giorni festivi durante i quali i dipendenti non devono recarsi in ufficio, percependo comunque la normale retribuzione , sono :

    1° Gennaio: Capodanno
    6 Gennaio: Epifania
    Lunedì di Pasqua: Giorno dell’Angelo
    25 Aprile: Anniversario della Liberazione d’Italia
    1° Maggio: Festa dei Lavoratori
    2 Giugno: Festa della Repubblica
    15 Agosto: Assunzione della Beata Vergine
    1° Novembre: Ognissanti
    8 Dicembre: Immacolata Concezione
    25 Dicembre: Santo Natale
    26 Dicembre: Santo Stefano

    A queste festività va aggiunto anche il giorno di riposo in onore del Santo Patrono del Comune in cui ha sede il lavoro, indipendentemente dal luogo di residenza del lavoratore, che varia ovviamente da Comune a Comune.


    Blue Ray
    Ultima modifica di Blue Ray; 22-07-20 alle 15:21

  5. #185
    L'avatar di Benjamin_Malaussène
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    Citazione Originariamente Scritto da Blue Ray Visualizza Messaggio
    Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, si ridurrebbe di 3 o 4 giorni (avevo scelto questo numero, 3 o 4 giorni, perchè rappresenta un mero 1% circa della durata di 1 anno, 365 giorni) il numero totale dei giorni festivi, comunque retribuiti in busta paga, commutandoli in giorni di normale attività lavorativa
    [edit. Osservazione : come da testo sottostante, è interessante notare che, facendo la media di tutti i contratti nazionali, la paga oraria nei giorni festivi retribuiti è, in media , leggermente inferiore -e comunque certamente mai superiore- a quella dei giorni di normale attività lavorativa] :



    Festivita in busta paga: scopri cosa c’e da sapere | Randstad Italia


    Festività in busta paga: definizione

    Le festività retribuite all’interno della busta paga sono tutte quelle giornate festive come la domenica e le feste nazionali, anche infrasettimanali, che sono previste dalla legge italiana
    .

    Bisogna fare subito una precisazione.
    Il nostro ordinamento non ha una nozione generale e onnicomprensiva di retribuzione, è per questo motivo che è data la possibilità ai contratti collettivi e all’accordo tra le parti di cambiare la base di calcolo per la retribuzione della festività. Quindi, è necessario fare riferimento al CCNL di riferimento.


    I giorni festivi durante i quali i dipendenti non devono recarsi in ufficio, percependo comunque la normale retribuzione , sono :

    1° Gennaio: Capodanno
    6 Gennaio: Epifania
    Lunedì di Pasqua: Giorno dell’Angelo
    25 Aprile: Anniversario della Liberazione d’Italia
    1° Maggio: Festa dei Lavoratori
    2 Giugno: Festa della Repubblica
    15 Agosto: Assunzione della Beata Vergine
    1° Novembre: Ognissanti
    8 Dicembre: Immacolata Concezione
    25 Dicembre: Santo Natale
    26 Dicembre: Santo Stefano

    A queste festività va aggiunto anche il giorno di riposo in onore del Santo Patrono del Comune in cui ha sede il lavoro, indipendentemente dal luogo di residenza del lavoratore, che varia ovviamente da Comune a Comune.


    Blue Ray
    Come la metti la metti, le aziende non hanno bisogno di gente che produca, ma di gente che consumi.

    In Italia la manodopera è a bassissimo costo e spesso pure in attesa di impiego...se chiedi a 100 aziende, vedrai che la maggior parte preferirebbe abbassare stipendi e monte ore dei dipendenti anziché aumentarle

  6. #186
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    Citazione Originariamente Scritto da Benjamin_Malaussène Visualizza Messaggio
    le aziende non hanno bisogno di gente che produca ma di gente che consumi .

    In Italia la manodopera è a bassissimo costo e spesso pure in attesa di impiego...se chiedi a 100 aziende, vedrai che la maggior parte preferirebbe abbassare stipendi e monte ore dei dipendenti anziché aumentarle

    Ciao,


    a ben vedere, non siamo tanto in disaccordo :

    l'obiettivo della mia proposta (cioè ridurre di 3 o 4 il numero dei giorni di festività elencati nel mio precedente messaggio, che attualmente sono 11+1) è proprio quello di dare impulso all'economia nazionale/PIL annuale, riducendo sensibilmente i giorni di "semi-lockdown" economico (e quì voglio proprio usare il termine "lockdown", in analogia con quei periodi di lockdown che hanno azzerato la nostra economia durante la pandemia da Covid-19), sostituendoli con altrettante giornate di piena attività/consumo .


    Ad esempio, partendo dalla famosa lista dei giorni di festività, si tratterebbe di individuare, ed eliminare, i 3-4 giorni più improduttivi ai fini del PIL italiano ;

    con una nota a parte per quanto riguarda la festività del Santo Patrono : ci sono pochi Comuni in cui è effettivamente molto sentita (vedi Napoli/San Gennaro), e tanti altri in cui francamente non interessa a nessuno ; in questo caso, ragionevolmente si potrebbe concedere una giornata festiva solo a chi la richiede per (veri) motivi religiosi, cioè -al giorno d'oggi- assai pochi praticanti ( = eventuali furbi si espongono a rischio sanzioni o licenziamento).

    1° Gennaio: Capodanno
    6 Gennaio: Epifania
    Lunedì di Pasqua: Giorno dell’Angelo
    25 Aprile: Anniversario della Liberazione d’Italia
    1° Maggio: Festa dei Lavoratori
    2 Giugno: Festa della Repubblica
    15 Agosto: Assunzione della Beata Vergine
    1° Novembre: Ognissanti
    8 Dicembre: Immacolata Concezione
    25 Dicembre: Santo Natale
    26 Dicembre: Santo Stefano

    A queste festività va aggiunto anche il giorno di riposo in onore del Santo Patrono del Comune in cui ha sede il lavoro, indipendentemente dal luogo di residenza del lavoratore, che varia ovviamente da Comune a Comune.





    E per quanto riguarda l'argomento che sottolinei, cioè il numero totale di ore di lavoro per anno, numerosi studi dimostrano che con una riduzione mirata del numero di ore di lavoro per dipendente, la produttività finale aumenta : quindi -come osservavo all'inizio- mi trovo anche d'accordo con te ,
    si potrebbero benissimo implementare entrambe le soluzioni (cioè la riduzione del numero di giorni festivi "poco produttivi" per il PIL italiano, sostituendoli con altrettanti giorni di pieno consumo/piena attività ; e contestualmente anche una lieve mirata riduzione del numero totale di ore di lavoro dipendente per anno, nel comune interesse di Aziende e Sindacati ).


    Blue Ray
    Ultima modifica di Blue Ray; 23-07-20 alle 10:13

  7. #187

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    Io sono assolutamente contrario a diminuire i giorni di festa, detto francamente preferirei si facesse l'esatto contrario.
    Lavorare oltre una certa soglia è controproducente, si finisce per non essere concentrati sul lavoro, produrre meno e peggio (e questo vale ancora di più in lavori dove va messo il cervello). Senza contare che i giorni di mutua salirebbero vertiginosamente in questo modo (il che sarebbe ovviamente un problema).
    Le classiche 8 ore di lavoro sono già molte sotto questo punto di vista, sarebbe di gran lunga preferibile un orario di 6 ore giornaliere distribuite in modo da coprire solo il mattino o solo il pomeriggio (evitando quindi la pausa pranzo ma facendo comunque una breve pausa dopo 3 ore in modo da restare concentrati per tutto il tempo di lavoro). Considerando anche il fatto che tra pausa pranzo e viaggio con le classiche 8 ore la giornata di lavoro diventa una giornata in cui non si fa altro che lavorare.
    Penso inoltre che un paio di giorni alla settimana (proprio grazie ad un orario di questo genere) dovrebbero essere investiti nella formazione continua, in modo da restare al passo con le nuove tecnologie ed aumentare quindi il valore di quanto prodotto.
    A questo ovviamente vanno aggiunti i due giorni di pausa settimanale (non necessariamente il weekend) e le feste, perché fa bene alla salute e all'umore staccare di tanto in tanto.

    Lavorare di più non significa produrre di più... bisogna lavorare bene, dovrebbe essere questo l'obbiettivo principale. Il Covid ha costretto le aziende a velocizzare il processo di smart working e posso assicurare a tutti (lavorando e avendo lavorato da casa proprio dall'inizio di questo periodo) che lavorare da casa non significa lavorare meno. Il lavoro è quello e si porta a termine come al solito, c'è anche, tra i miei colleghi, chi si stressa e lavora più di prima perché non abituato a gestire il suo tempo. Per chi però, come me, sa sfruttarlo a dovere è un modo come un altro per evitare lo stress del viaggio ed un modo per risparmiare sul dover mangiare tutti i giorni fuori (i buoni pasto da 5,29€ non sono sufficienti per un pasto al ristorante, ed è anche poco salutare).

    PS. Leggendo il tuo intero messaggio vedo che sei d'accordo con me sull'orario ma a questo punto non capisco l'idea di diminuire i giorni di festa. Non penso proprio che quei pochi giorni l'anno farebbero davvero la differenza.

  8. #188
    L'avatar di Blue  Ray
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    Citazione Originariamente Scritto da Maestr Visualizza Messaggio
    Leggendo il tuo intero messaggio vedo che sei d'accordo con me sull'orario ma a questo punto non capisco l'idea di diminuire i giorni di festa.
    Non penso proprio che quei pochi giorni l'anno farebbero davvero la differenza.

    Ciao, la questione è interessante e merita approfondimenti da parte del nostro Governo :

    fra quei 11 giorni di festività, oggettivamente alcuni hanno un impatto positivo sul PIL (Natale su tutti, chiarissimo), mentre altri verosimilmente si meritano in pieno quel soprannome di giorni di "semi-lockdown" che gli ho attribuito, con un impatto negativo sul PIL ( la festività della Befana ? o altre ?)

    Sarebbe quindi opportuno studiare quei 11 giorni di festività uno a uno , per individuare e cancellare i 3-4 giorni di festività da me definiti giorni di "semi-lockdown", che hanno un impatto negativo sul PIL. (Ricordo anche in questo messaggio che 3-4 giorni rappresentano circa l'1% della durata di un anno, 365 giorni : quindi l'impatto positivo sul PIL annuale risulterebbe verosimilmente interessante)

    Fatto questo -come scrivevo alla fine del mio messaggio precedente- poi si potrà procedere ad una compensazione oraria, per non sovraccaricare i lavoratori dipendenti : cioè in modo che alla fine il numero di ore di lavoro annuali per dipendente resti lo stesso.

    Detto questo, alla fine anche le aziende ci guadagneranno in quanto una buona riforma del calendario delle festività, eliminando cioè i 3-4 cosiddetti giorni di "semi-lockdown", darà impulso alla domanda e al PIL .


    Blue Ray
    Ultima modifica di Blue Ray; 23-07-20 alle 17:47

  9. #189

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    Citazione Originariamente Scritto da Blue Ray Visualizza Messaggio
    Ciao, la questione è interessante e merita approfondimenti da parte del nostro Governo :

    fra quei 11 giorni di festività, oggettivamente alcuni hanno un impatto positivo sul PIL (Natale su tutti, chiarissimo), mentre altri verosimilmente si meritano in pieno quel soprannome di giorni di "semi-lockdown" che gli ho attribuito, con un impatto negativo sul PIL ( la festività della Befana ? o altre ?)

    Sarebbe quindi opportuno studiare quei 11 giorni di festività uno a uno , per individuare e cancellare i 3-4 giorni di festività da me definiti giorni di "semi-lockdown", che hanno un impatto negativo sul PIL. (Ricordo anche in questo messaggio che 3-4 giorni rappresentano circa l'1% della durata di un anno, 365 giorni : quindi l'impatto positivo sul PIL annuale risulterebbe verosimilmente interessante)

    Fatto questo -come scrivevo alla fine del mio messaggio precedente- poi si potrà procedere ad una compensazione oraria, per non sovraccaricare i lavoratori dipendenti : cioè in modo che alla fine il numero di ore di lavoro annuali per dipendente resti lo stesso.

    Detto questo, alla fine anche le aziende ci guadagneranno in quanto una buona riforma del calendario delle festività, eliminando cioè i 3-4 cosiddetti giorni di "semi-lockdown", darà impulso alla domanda e al PIL .


    Blue Ray
    E il tutto per guadagnare un 1% di PIL e basta? Ahahahah
    Queste non sono riforme serie: le riforme serie sono quelle che generano una crescita del PIL pluriennale.

  10. #190

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    penso anch'io che sarebbe un po' assurdo fare una legge del genere per così poco.
    Molto meglio sarebbe puntare sull'istruzione dei disoccupati in modo da portare al minimo la disoccupazione

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