Università italiana - Pagina 2
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  1. #11

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    Citazione Originariamente Scritto da totuccio2 Visualizza Messaggio
    Pare, da una ricerca di Italiadecide,che i 40 per cento degli atenei italiani sia fra i primi mille nel mondo, meglio di Germania, Francia ecc.
    Lo so che fa figo essersi formati all estero, ma forse ci sottovalutiamo troppo, abbiamo ancora delle eccellenze
    Infatti il problema da noi non sono le università in se ma la totale mancanza di qualsivoglia collegamento col mondo del lavoro.

    Fuori anche università peggiori sono fatte per instradare la persona dalla scuola al posto di lavoro, da noi puoi andare anche nella migliore università del mondo ma prendi il pezzo di carta e una pedata fuori in mezzo alla strada, poi sta a te.

    Ovvio che se hai altissime competenze anche da solo il lavoro lo trovi, ma parlando di una popolazione e non del singolo il collegamento col mondo del lavoro è essenziale.

  2. #12

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    Citazione Originariamente Scritto da FogOnLine Visualizza Messaggio
    Diciamo che, se fossi io a decidere quali campi sarebbe utile incrementare nel nostro paese, penserei un pò più in avanti di quello che prospetti.

    L'auto elettrica mi sembra un esempio poco azzeccato, escludendo gli eventuali supporti per la guida assistita, semiautonoma e autonoma che sono implementabili as is anche su auto a benzina o diesel, nell'auto elettrica c'è una tale semplificazione dei componenti necessari a farla camminare che l'unica innovazione(?) credo saranno i gadgets di tutti i tipi per giustificarne il costo.

    Per restare su quel tema, a me sembrerebbe meglio dedicarsi ai componenti necessari alla guida autonoma (radar, LIDAR, GPS, sensori inerziali, 5G, etc...) e ai relativi algoritmi di integrazione sensoriale, mappatura e navigazione.

    Analogamente, l'home automation è solo un pezzetto di settori innovativi, ma se vogliamo andare un pò più in là, c'è l'infinito campo degli algoritmi 'esperti' che sono diventati necessari (così come le competenze di chi sa progettarli e implementarli) in molti ambiti, uno dei quali, giusto per fare un esempio, può essere quello degli Instant Payment.

    L'istantaneità delle transazioni richiede controlli automatici (il controllo 'umano' non è applicabile) per prevenire frodi o rilevare e monitorare fenomeni legati al riciclaggio. Prevenire e gestire questi rischi richiede l'uso di sistemi di controllo e detezione automatica delle anomalie basati su algoritmi non banali, efficienti, molto veloci, che permettano il monitoraggio e la mappatura in tempo reale del flusso dei pagamenti e criteri che permettano di far scattare l'allarme su eventuali anomalie e, al bisogno, segnalare e/o predisporre azioni correttive o blocchi.

    Non parlo poi dell'enorme ambito della cybersecurity.....vabbè.....potrei scrivere per un'ora ....vi risparmio e mi fermo qui.
    Certo, io ho fatto due esempi tra i primi che mi sono venuti in mente.
    La tua integrazione sta a confermare che l'innovazione tecnologica (in ambito informatico, meccanico, farmaceutico, etc.) non è una rendita perpetua, ma un processo continuo che deve continuamente creare nuove opportunità ad alto valore aggiunto.

    Per permettere ciò è necessario un ampio basket di persone istruite (il titolo del thread e la quantità di espatriati annuali dimostrano che su questo argomento potremmo essere coperti) ed un ambiente che sia fertile all'innovazione ed al miglioramento (incentivi all'innovazione ed alla ricerca, gestione rigorosa della proprietà intellettuale, favorire l'integrazione accademico/aziendale, etc ).

    Insomma, non si può pensare di vivere di rendita per un'azienda che ha inventato un componente 30 anni fa, ma si deve spingere perché fenomeni simili si ripetano il maggior numero di volte.

  3. #13

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    Citazione Originariamente Scritto da totuccio2 Visualizza Messaggio
    Pare, da una ricerca di Italiadecide,che i 40 per cento degli atenei italiani sia fra i primi mille nel mondo, meglio di Germania, Francia ecc.
    Lo so che fa figo essersi formati all estero, ma forse ci sottovalutiamo troppo, abbiamo ancora delle eccellenze
    Da ignorante chiedo quali sono i criteri.
    Perché a livello di ricerca facciamo ridere e non ci credo manco a pagare.
    Mentre a livello di insegnamento sono assolutamente convinto che non ci sia nulla da invidiare a tanto decantate università estere.

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da Benjamin_Malaussène Visualizza Messaggio
    [...]
    Per permettere ciò è necessario un ampio basket di persone istruite (il titolo del thread e la quantità di espatriati annuali dimostrano che su questo argomento potremmo essere coperti) ed un ambiente che sia fertile all'innovazione ed al miglioramento (incentivi all'innovazione ed alla ricerca, gestione rigorosa della proprietà intellettuale, favorire l'integrazione accademico/aziendale, etc ).[...].
    Ti percepisco ottimista mentre io tendo di più al pessimismo perchè servirebbero grossi investimenti privati, attualmente dissuasi da uno stato che, anziché essere 'leggero' e fare al massimo da 'regolatore' del mercato, fa esattamente il contrario.

    E' il classico caso in cui non c'è incentivo che possa funzionare in quanto la questione non è meramente economica ma riguarda le opportunità e i rischi di impresa, a maggior ragione in ambiti ad alto valore aggiunto che possono contare, di per loro, su una redditività elevata.

    Esemplifico per chiarezza.

    Multinazionale farmaceutica con una sede, da anni, in grande città italiana ha deciso lo spostamento dei laboratori di ricerca e validazione in Svizzera.

    Le motivazioni sono certamente di varia natura ma, la più probabile, è che in Svizzera sono presenti poli tecnologico-farmaceutici importanti in campi avanzati (biotecnologie e simili), cosa che ha favorito lo sviluppo di università, ricerca, aziende correlate, stimolato investimenti e generato attrazione di competenze.

    Lo spostamento non è certo pensato per risparmiare sugli stipendi (sono previsti bonus consistenti per affitto/trasloco/scuole per chi si volesse trasferire e un livello di stipendio ben oltre il triplo che qui), ma è dovuto alle maggiori opportunità e ai minori rischi che quell'ambiente garantisce per la ricerca, gli investimenti e il business.

    C'entra, ovviamente, anche la diversa gestione di logistica e burocrazia. La richiesta di rendere disponibili, per ulteriori edifici, alcuni terreni limitrofi a quelli dello stabilimento in ampliamento è stata prontamente esaminata e definita con esito positivo dall'amministrazione svizzera.

    Lo stabilimento della multinazione nella grande città italiana, invece, ha il viale di accesso su una statale stretta, a due corsie, a scorrimento veloce, cosa che rende pericolosa e disagevole l'immissione in uscita. Sono dieci anni che i dirigenti chiedono al comune competente l'installazione di un semaforo ma, purtroppo, la cosa non si è ancora potuta realizzare.
    Per fortuna, da qualche tempo, in prossimità dell'incrocio esercita una 'signorina' (cui tutti coloro che lavorano lì augurano buona salute e buoni affari) che rallenta il traffico rendendo l'uscita meno pericolosa.


  5. #15

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    Citazione Originariamente Scritto da FogOnLine Visualizza Messaggio
    Ti percepisco ottimista mentre io tendo di più al pessimismo perchè servirebbero grossi investimenti privati, attualmente dissuasi da uno stato che, anziché essere 'leggero' e fare al massimo da 'regolatore' del mercato, fa esattamente il contrario.

    E' il classico caso in cui non c'è incentivo che possa funzionare in quanto la questione non è meramente economica ma riguarda le opportunità e i rischi di impresa, a maggior ragione in ambiti ad alto valore aggiunto che possono contare, di per loro, su una redditività elevata.
    Non sono ottimista, anzi.

    Sono però consapevole che un meccanismo per creare attrattività ci sarebbe, solo che in questo momento non viene messo in campo.

  6. #16

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    Citazione Originariamente Scritto da cecc88 Visualizza Messaggio
    Da ignorante chiedo quali sono i criteri.
    Perché a livello di ricerca facciamo ridere e non ci credo manco a pagare.
    Mentre a livello di insegnamento sono assolutamente convinto che non ci sia nulla da invidiare a tanto decantate università estere.
    Di solito sulla ricerca (numero di articoli pubblicati, h-index dei ricercatori, etc) competiamo alla grande, ma quello su cui arranchiamo sono i fattori endogeni (facilità di trovare lavoro successivamente)

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