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  1. #121

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    Citazione Originariamente Scritto da fdg86 Visualizza Messaggio
    Vai in Francia e parlano quasi tutti solo francese, in Germania fuori dalle grandi citta´ internazionale anche, UK anche solo inglese, Russia non ne parliamo, etc etc

    In centro-nord europa gli stati con 3 lingue ufficiali sono solo Beglio e Svizzera con popolazione totale di 19 mln, praticamente lombardia e baviera da sole fanno gia tutta questa popolazione

    Sul latino sono d´accordo con te
    Se ci pensi però i paesi del sud-europea sono infatti quelli che hanno più difficolta in questo periodo. Guardacaso proprio quelli più "chiusi" culturalmente.

    Citazione Originariamente Scritto da cecc88 Visualizza Messaggio
    Però rischiamo di fare confusione così.
    L'Italia ha un patrimonio culturale enorme ed un passato notevole, purtroppo riconosco che troppo spesso c'è la tendenza all'essere un po' troppo conservatori.
    Però l'avere unità e una cultura definita non li vedo come limiti anzi. Proprio nell'era della globalizzazione con le città che diventano tutte uguali, con gli stessi negozi, gli stessi tipi di locali e le stesse mode, credo che un'identità chiara possa essere anche una forza e un importante elemento distintivo.
    Chiaro questa è teoria, poi va anche fatta fruttare altrimenti rimaniamo sempre lì a guardare il Colosseo mentre tutto viene giù.
    Guarda ovviamente è un discorso molto complesso ma credo che oggi come oggi la forte identità culturale sia un'arma.
    Usata correttamente permette di sfruttare le proprie unicità, usata male porta a una chiusura totale verso l'esterno che in un mondo globalizzato vuol dire morte.

    Tu dici che fuori le città sono tutte uguali, ma io avendoci vissuto in quei posti ti posso dire che mi chiedo il perchè non dovrebbero esserlo.
    Sono posti costruiti con il massimo della capacità ingegneristica che gli esseri umani hanno oggi. Le città sono più vivibili, le case hanno più servizi, ecc ecc

    Personalmente, e so che molti storceranno il naso su questo, a me l'architettura "antica" italiana (ma europea in generale) non è mai piaciuta.
    Ha importanza dal punto di vista storico, come un museo, ma non riesco a capire cosa ci sia di bello. Se prendo una casa bianca, moderna, con vetrate al posto delle pareti e servizi interni al palazzo come piscina e palestra privati non trovo cosa dovrebbe piacermi invece nel palazzetto stile 800 classico italiano.

    Ovvio,non parlo di colosseo, torre di pisa, duomi vari, ecc ma nessuno vive dentro quei posti, li vediamo solo.
    E apparte il poterli vedere quando vogliamo non ci sono altri vantaggi a viverci vicino, solo gli svantaggi di città ovviamente vecchie, molto vecchie.
    (Ovvio anche che non sto parlando dell'aspetto turistico che è un'altra cosa).

    Io in tutte le città che ho visto penso che quelle italiane sono esattamente le ultimissime in classica dove vivrei. Sia dal punto di vista funzionale che estetico.

    Ma è pure vero che io sono uno a cui piace il totale moderno, magari chi preferisce l'antico riesce a vedere il fascino di una città italiana che a me sfugge.

  2. #122

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    A volte sembra che vivi una vita d'esaltazione dell'estero.

    "Tu dici che fuori le città sono tutte uguali, ma io avendoci vissuto in quei posti ti posso dire che mi chiedo il perchè non dovrebbero esserlo.
    Sono posti costruiti con il massimo della capacità ingegneristica che gli esseri umani hanno oggi. Le città sono più vivibili, le case hanno più servizi, ecc ecc"

    Ma che stai dicendo? Dov'è il bello di avere N città con H&M, Starbucks, Coca Cola, Zara, ecc.? Dove alla lunga si vestono tutti uguali, mangiano uguale e il colpo d'occhio è uguale? Grazie al cielo siamo pieni di città con secoli di storia che mantengono un minimo di personalità, altrimenti diventano dei formicai.
    Cosa c'entrano i servizi e l'ingegneria? Un conto è fare le cose bene, un altro è farle tutte uguali. Non è un inno contro la globalizzazione, ma semplicemente una presa di coscienza. Se perdo la mia lingua, le mie abitudini e le mie tradizioni perdo una parte consistente della mia identità. Bisogna stare attenti a non confondere l'essere "cittadini del mondo" con l'essere cittadini di nessun luogo.

    "Personalmente, e so che molti storceranno il naso su questo, a me l'architettura "antica" italiana (ma europea in generale) non è mai piaciuta.
    Ha importanza dal punto di vista storico, come un museo, ma non riesco a capire cosa ci sia di bello. Se prendo una casa bianca, moderna, con vetrate al posto delle pareti e servizi interni al palazzo come piscina e palestra privati non trovo cosa dovrebbe piacermi invece nel palazzetto stile 800 classico italiano."

    I gusti sono gusti, sei libero di apprezzare lo stile che più ti aggrada. L'importanza storica è proprio nel mantenimento dell'identità. I palazzi storici italiani sono e saranno lì a ricordarci che non siamo asiatici, con migliaia di metropoli fotocopia. Ciò che oggi è moderno sarà superato tra qualche decennio e diventerà vecchio o storico.

    A scanso di equivoci, il totale moderno non è certo il modello USA bensì quello orientale. Che piaccia o meno è quello il riferimento, non New York o Chicago.
    Nelle nostre terre c'è cultura, tecnica e tradizione. Ma non penso che serva rinnegarle per progredire.

  3. #123
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    Citazione Originariamente Scritto da cecc88 Visualizza Messaggio
    Però rischiamo di fare confusione così.
    L'Italia ha un patrimonio culturale enorme ed un passato notevole, purtroppo riconosco che troppo spesso c'è la tendenza all'essere un po' troppo conservatori.
    Però l'avere unità e una cultura definita non li vedo come limiti anzi. Proprio nell'era della globalizzazione con le città che diventano tutte uguali, con gli stessi negozi, gli stessi tipi di locali e le stesse mode, credo che un'identità chiara possa essere anche una forza e un importante elemento distintivo.
    Chiaro questa è teoria, poi va anche fatta fruttare altrimenti rimaniamo sempre lì a guardare il Colosseo mentre tutto viene giù.
    Il nostro patrimonio culturale non è da sottovalutare (tutto il Mondo ce lo invidia) ma evidentemente non siamo in grado di farlo conoscere e valorizzarlo a dovere. Questo perchè
    per pruomoverlo e gestirlo anche per uno sviluppo economico non basta studiare il Latino e la Storia. Dobbiamo studiare il marketing, management dei servizi turistici e le lingue straniere per far sentire a proprio agio le persone che vengono a visitare il nostro paese; ed in questo siamo anni luce dietro i nostri concorrenti nell'industria del turismo in particolare
    in Europa Francia e Spagna (è tenendo d'occhio la Turchia che il paese dove il turismo ha il maggior tasso di crescita)

  4. #124

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    Citazione Originariamente Scritto da DoctorT Visualizza Messaggio
    Il nostro patrimonio culturale non è da sottovalutare (tutto il Mondo ce lo invidia) ma evidentemente non siamo in grado di farlo conoscere e valorizzarlo a dovere. Questo perchè
    per pruomoverlo e gestirlo anche per uno sviluppo economico non basta studiare il Latino e la Storia. Dobbiamo studiare il marketing, management dei servizi turistici e le lingue straniere per far sentire a proprio agio le persone che vengono a visitare il nostro paese; ed in questo siamo anni luce dietro i nostri concorrenti nell'industria del turismo in particolare
    in Europa Francia e Spagna (è tenendo d'occhio la Turchia che il paese dove il turismo ha il maggior tasso di crescita)
    Sono d'accordo al 100%.

    Quello che sostengo infatti è che non siamo arretrati perché abbiamo una pesantissima eredità storica che ci frena, ma anzi è proprio l'opposto. Abbiamo opportunità enormi grazie al nostro patrimonio artistico, culturale e naturale e fatichiamo drammaticamente a valorizzarlo.

    Vi faccio un esempio stupido:
    Expo 2015, abitavo a Mantova e tornavo tutti i weekend o quasi a Lodi.
    In buona parte del periodo l'Expo ha portato un sacco di nuovi clienti alle strutture del mantovano, forti del fatto che molti stranieri (sopratutto i tedeschi amanti del Garda) sarebbero venuti a Milano e avrebbero fatto volentieri delle tappe a Verona/Mantova/Valpolicella,ecc.
    Lodi, 30-40 km da Milano è riuscita a non guadagnarci nulla. Zero. E non parliamo della solita offerta carente di servizi del meridione. Parliamo di un evento annunciato con enorme anticipo e che si trova a meno di un'ora dalla tua città.

    E qui sono proprio le competenze a far la differenza.
    Ma nulla ci stupisce: Lodi è la patria del formaggio che ora è famoso come Parmigiano Reggiano e Grana Padano. Per dire, in Sicilia esiste il "piacentinu" e molti formaggi a pasta dura di quel genere erano denominati Piacentini. Questo perché il mercato principale era Piacenza, la produzione era in gran parte Lodigiana.

    Cos'è rimasto ora? Pochissimo. Se pensate alla raspadura, quanti di voi la conoscono?
    Sono semplici sfoglie di grana da utilizzare in vari modi. E' un prodotto che si vende da solo quasi, eppure credo che fuori dalla provincia sia sconosciuto.
    Oppure la Torta di Lodi o Tortionata, simile alla sbrisolona, un po' più strong. Sbrisolona è ovunque, tortionata è rara pure a Lodi.

    Questi piccoli esempi per mostrare come il patrimonio culturale (anche il cibo è cultura) sia un potenziale da sfruttare e per sfruttarlo occorra essere formati e capaci. Perché puoi pure studiare benissimo Lodi ma ci vuole qualcuno che abbia delle idee chiare di come la si "vende".

  5. #125

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    Il nostro patrimonio culturale non è da sottovalutare (tutto il Mondo ce lo invidia) ma evidentemente non siamo in grado di farlo conoscere e valorizzarlo a dovere. Questo perchè
    per pruomoverlo e gestirlo anche per uno sviluppo economico non basta studiare il Latino e la Storia. Dobbiamo studiare il marketing, management dei servizi turistici e le lingue straniere per far sentire a proprio agio le persone che vengono a visitare il nostro paese; ed in questo siamo anni luce dietro i nostri concorrenti nell'industria del turismo in particolare
    in Europa Francia e Spagna (è tenendo d'occhio la Turchia che il paese dove il turismo ha il maggior tasso di crescita)
    In Turchia il turismo cresce anche a causa dei prezzi oltre che dei servizi ma sopratutto dal fatto che il governo sapendo che risorsa sia quando si tratta di bastonare chi maltratta i turisti lo fa.

  6. #126

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    Citazione Originariamente Scritto da cecc88 Visualizza Messaggio
    Sono d'accordo al 100%.

    Quello che sostengo infatti è che non siamo arretrati perché abbiamo una pesantissima eredità storica che ci frena, ma anzi è proprio l'opposto. Abbiamo opportunità enormi grazie al nostro patrimonio artistico, culturale e naturale e fatichiamo drammaticamente a valorizzarlo.
    Su questo concordo anche io.

    Faccio un altro esempio (positivo però): nel 2015 sono stati nominati 20 nuovi direttori dei più importanti musei italiani e più di metà erano stranieri.

    https://www.panorama.it/cultura/arte...ovi-direttori/

    Da allora, su quei musei sono iniziati importanti processi di valorizzazione, promozione e l'attrattività, sia per turisti che per locali, è aumentata esponenzialmente.

    Invece di prendere esempio dalla nuova linfa manageriale portata da chi veniva da fuori, qualche amministratore ha pensato di fare ricorso contro la nomina di direttori stranieri. Fortunatamente il consiglio di stato ha respinto tale ricorso, ma solo dopo aver mostrato che, non solo non sappiamo gestirci un patrimonio immenso, ma qualora troviamo qualcuno che ci aiuti a farlo, incoraggiamo chi tenta di cacciarlo.

    Musei, Consiglio di Stato chiude vicenda dei direttori stranieri: "Nomina corretta, sono cittadini dell'Unione Europea" - Il Fatto Quotidiano


    Ovviamente, invece, sono totalmente contrario ai vari estremismi del tipo "l'arte classica è inutile", "l'architettura ottocentesca è un freno al nostro sviluppo", che sono il naturale seguito a chi cerca nell"'impostazione liceale l'origine di tutti i mali.

  7. #127

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    a me sarebbe piaciuto, invece del latino e di tutte quelle ore di fatica perse per niente, imparare qualcosa di più utile come il java oppure il tedesco. Insomma qualcosa di concreto, non una lingua morta con cui posso solo parlare con i morti. Anzi neanche a quello perchè neanche i romani usavano il latino per parlare.

  8. #128
    L'avatar di Bubino451
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    Citazione Originariamente Scritto da Laserpoint Visualizza Messaggio
    a me sarebbe piaciuto, invece del latino e di tutte quelle ore di fatica perse per niente, imparare qualcosa di più utile come il java oppure il tedesco. Insomma qualcosa di concreto, non una lingua morta con cui posso solo parlare con i morti. Anzi neanche a quello perchè neanche i romani usavano il latino per parlare.
    Ma no dai il latino serve,solo che seve per scopi accademici o in certi ambiti lavorativi molto specializzati (archeologo,bibliotecario,storico etc.)
    secondo me tutte cose che andrebbero fatte studiare a livello universitario non di scuola superiore o per lo meno fatte studiare anche alle superiori ma come materia a scelta se ve ne fosse la possibilità.

    C'è poi il discorso che gran parte dei programmi scolastici non sono modificabili,cosa secondo me sbagliata perchè uno si dovrebbe istruire nelle materie che interessano maggiormente,quindi tolto magari italiano,storia,matematica,scienze come materie obbligatorie per ogni tipo di scuola,tutto il resto andrebbe fatto come materia a scelta come avviene spesso all'università.

  9. #129
    L'avatar di totore8
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    Citazione Originariamente Scritto da DoctorT Visualizza Messaggio
    Il nostro patrimonio culturale non è da sottovalutare (tutto il Mondo ce lo invidia).......
    tutto il Mondo ce lo invidia
    Sara' una mia fissazione, ma quando sento una affermazione del genere, vorrei vedere una dichiarazione di "tutto il Mondo", perche' altrimenti penserei che ci stiamo solo cullando in provinciali illusioni.

  10. #130
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    Questi piccoli esempi per mostrare come il patrimonio culturale (anche il cibo è cultura) sia un potenziale da sfruttare e per sfruttarlo occorra essere formati e capaci. Perché puoi pure studiare benissimo Lodi ma ci vuole qualcuno che abbia delle idee chiare di come la si "vende".
    Immagino che certe peculiarita' esistano dappertutto anche a Pollena Trocchia (anche loro magari rimpiangono che non venga valorizzato a dovere il loro "vitello tonnato con nocciole" che nessuno vuole comprare. ).
    Credo che non possiamo aspettarci o pretendere di essere sempre e comunque favoriti dalle nostre "specificita'". Normalmente per campare si guadagna facendo lavorare le braccia o la capa, quelli che campano vendendo cio' che offre il territorio sul quale insistono, sono una fortunata minoranza.

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