La Fine è Vicina!
Blockbuster e quell’errore colossale di valutazione sulla star da +45.000% a Wall Street
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  1. #1

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    La Fine è Vicina!

    Signori,

    si è scritto tanto, tantissimo in questi anni e quindi inutile fare eccessive digressioni.

    Riepiloghiamo:

    debito pubblico al 133,5% in crescita;
    deficit al 2,4%-3% in crescita;
    PIL -0,2% e 0,2% in diminuzione;
    Total Tax rate al 60% del PIL compreso di nero;(Numeri 1 al mondo, di gran lunga);
    Crescita mondiale al 3,2%, euro area 1,8%, UE al 2%, USA al 2,5% -2,8%

    In sintesi le opzioni sul tavolo si sono ridotte a solo due:
    1) inflazionare il debito e questo equivale all'uscita dall'Euro e forse dalla UE (Sono totalmente contrario)
    2) riduzione dell'imposizione fiscale di ca.100 mld attraverso una equivalente riduzione della spesa

    Tertium non datur.

    Per come si stanno muovendo le forze in campo direi che alla fine l'Italia uscirà dall'euro. Magari approfittando della finestra di una Hard Brexit e con l'appoggio interessato a sfasciare la UE di Trump.

    Certo è che una riduzione della spesa di 100 mld ora mi sembra quasi impossibile, questa andava fatta nel 2012 con tagli di tredicesime, pensioni e stipendi pubblici e con un condono fiscale tombale. Oggi una misura del genere farebbe precipitare il paese in una stagnazione secolare. Ammesso che sia possibile. Insomma alla fine credo l'uscita dall'euro sarà visto come il minore dei mali.
    Sono contrarissimo a questa ipotesi ma scrissi già anni fa che senza riduzione forte della spesa e quando dico forte intendo proprio andare a tagliare stipendi e pensioni pubbliche alla fine sarebbe accaduto quello.

    Vedremo se anche stavolta avrò avuto ragione.

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da amartya78 Visualizza Messaggio
    Signori,

    si è scritto tanto, tantissimo in questi anni e quindi inutile fare eccessive digressioni.

    Riepiloghiamo:

    debito pubblico al 133,5% in crescita;
    deficit al 2,4%-3% in crescita;
    PIL -0,2% e 0,2% in diminuzione;
    Total Tax rate al 60% del PIL compreso di nero;(Numeri 1 al mondo, di gran lunga);
    Crescita mondiale al 3,2%, euro area 1,8%, UE al 2%, USA al 2,5% -2,8%

    In sintesi le opzioni sul tavolo si sono ridotte a solo due:
    1) inflazionare il debito e questo equivale all'uscita dall'Euro e forse dalla UE (Sono totalmente contrario)
    2) riduzione dell'imposizione fiscale di ca.100 mld attraverso una equivalente riduzione della spesa

    Tertium non datur.

    Per come si stanno muovendo le forze in campo direi che alla fine l'Italia uscirà dall'euro. Magari approfittando della finestra di una Hard Brexit e con l'appoggio interessato a sfasciare la UE di Trump.

    Certo è che una riduzione della spesa di 100 mld ora mi sembra quasi impossibile, questa andava fatta nel 2012 con tagli di tredicesime, pensioni e stipendi pubblici e con un condono fiscale tombale. Oggi una misura del genere farebbe precipitare il paese in una stagnazione secolare. Ammesso che sia possibile. Insomma alla fine credo l'uscita dall'euro sarà visto come il minore dei mali.
    Sono contrarissimo a questa ipotesi ma scrissi già anni fa che senza riduzione forte della spesa e quando dico forte intendo proprio andare a tagliare stipendi e pensioni pubbliche alla fine sarebbe accaduto quello.

    Vedremo se anche stavolta avrò avuto ragione.
    La ragione e sempre dei fessi,partiamo da qui:

    L'Italia rimane al top in Ue con il complesso di tasse e costo del lavoro (total tax rate) che pesano per il 64,8%, contro la media europea del 40,6%. E' quanto emerge dal rapporto 'Paying taxes 2016' di Banca Mondiale e Pwc riferito al 2014.

    E' il costo del lavoro a pesare di più sul carico fiscale complessivo che devono affrontare le imprese italiane.

    Secondo la Banca Mondiale, l'Italia e al primo posto in Europa per pressione fiscale sulle imprese.

    Negli ultimi vituperati 3 anni ossia dal 2015 al 2017 il ttr è calato di 14 %,meglio di tanti blasonati competitor,potremmo continuare cosi percorrendo il sentiero stretto fra debiti e crescita non solo economica,credo proprio di si.Oh no,e perchè no

    Lo spread rispetto al bonos da cosa e giustificato se non dal rischio di ridenominazione del debito,continuamente evocato

    Cosa cambierebbe se anzichè quota 100 ed rdc e flat tax alla robinhood alla rovescia, giocassimo queste risorse in deficit direttamente sul ttr,e sulla crescita,quella buona e diretta

    ...e se cominciassimo a spendere i fondi strutturali regionali che l'UE mette a disposizione
    ,ecc,ecc.
    Ultima modifica di mander; 11-06-19 alle 18:45

  3. #3

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    Citazione Originariamente Scritto da mander Visualizza Messaggio
    La ragione e sempre dei fessi,partiamo da qui:

    L'Italia rimane al top in Ue con il complesso di tasse e costo del lavoro (total tax rate) che pesano per il 64,8%, contro la media europea del 40,6%. E' quanto emerge dal rapporto 'Paying taxes 2016' di Banca Mondiale e Pwc riferito al 2014.

    E' il costo del lavoro a pesare di più sul carico fiscale complessivo che devono affrontare le imprese italiane.

    Secondo la Banca Mondiale, l'Italia e al primo posto in Europa per pressione fiscale sulle imprese.

    Negli ultimi vituperati 3 anni ossia dal 2015 al 2017 il ttr è calato di 14 %,meglio di tanti blasonati competitor,potremmo continuare cosi percorrendo il sentiero stretto fra debiti e crescita non solo economica,credo proprio di si.Oh no,e perchè no

    Lo spread rispetto al bonos da cosa e giustificato se non dal rischio di ridenominazione del debito,continuamente evocato

    Cosa cambierebbe se anzichè quota 100 ed rdc e flat tax alla robinhood alla rovescia, giocassimo queste risorse in deficit direttamente sul ttr,e sulla crescita,quella buona e diretta

    ...e se cominciassimo a spendere i fondi strutturali regionali che l'UE mette a disposizione
    ,ecc,ecc.
    Il driver primo ed unico che impedisce ad un paese di fallire è la tassazione.

    Il resto sono orpelli e corollari. Quindi puoi spendere tutti i fondi strutturali ma questo non ti garantisce che non fallirai, la traiettoria rimane immutata.

    La tassazione è importantissima perchè garantisce al capitale ed all'imprenditore di avere una probabilità concreta di essere remunerato, senza il ritorno a quella probabilità concreta il default è ad un passo. Ormai ci siamo.

    Abbiamo la Lega al 40% quasi, e la Lega sta preparando questa cosa da anni. Vedi minibot.

  4. #4
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    Mah, secondo me sono processi molto più lenti, mica siamo in guerra che le città e le fabbriche vengono bombardate.
    Ogni giorno la macchina economica italiana si mette in moto, milioni di persone vanno a lavorare accendono la luce fanno benzina etc etc etc. Eccetto altre crisi stile 2008, prima della fine ci vorranno almeno altri 25 30 anni credo.

  5. #5

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    Citazione Originariamente Scritto da fdg86 Visualizza Messaggio
    Mah, secondo me sono processi molto più lenti, mica siamo in guerra che le città e le fabbriche vengono bombardate.
    Ogni giorno la macchina economica italiana si mette in moto, milioni di persone vanno a lavorare accendono la luce fanno benzina etc etc etc. Eccetto altre crisi stile 2008, prima della fine ci vorranno almeno altri 25 30 anni credo.
    Generalmente le crisi sono lente hanno un processo di cubazione che può durare anni e poi invece evolvono velocemente in mesi,settimane, giorni.
    La crisi del 2008 si evolse nel giro di qualche mese e paralizzò la più grande e potente economia del pianeta in poche settimane. Ci volle tutto il coraggio e la smisurata potenza economica della FED che il 6 marzo 2009 si mise a stampare trilioni e dicasi trilioni di $ per farla resuscitare.

    Un paese come l'Italia se le cose precipitano collassa in settimane. La mia paura è che oggi si è molto meno solidi del 2012, l'Italia è un paese sfiancato da anni di stagnazione e recessione, il popolo è stremato e sta appena risollevando la testa dagli ultimi 10 anni terrificanti. Solo che in questi 10 anni non si è fatto nulla di strutturale e mi vengono i brividi al solo pensare che possa intervenire il FMI con le sue ricette su un corpo così debilitato.

  6. #6

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    Citazione Originariamente Scritto da amartya78 Visualizza Messaggio
    Signori,

    si è scritto tanto, tantissimo in questi anni e quindi inutile fare eccessive digressioni.

    Riepiloghiamo:

    debito pubblico al 133,5% in crescita;
    deficit al 2,4%-3% in crescita;
    PIL -0,2% e 0,2% in diminuzione;
    Total Tax rate al 60% del PIL compreso di nero;(Numeri 1 al mondo, di gran lunga);
    Crescita mondiale al 3,2%, euro area 1,8%, UE al 2%, USA al 2,5% -2,8%

    In sintesi le opzioni sul tavolo si sono ridotte a solo due:
    1) inflazionare il debito e questo equivale all'uscita dall'Euro e forse dalla UE (Sono totalmente contrario)
    2) riduzione dell'imposizione fiscale di ca.100 mld attraverso una equivalente riduzione della spesa

    Tertium non datur.

    Per come si stanno muovendo le forze in campo direi che alla fine l'Italia uscirà dall'euro. Magari approfittando della finestra di una Hard Brexit e con l'appoggio interessato a sfasciare la UE di Trump.

    Certo è che una riduzione della spesa di 100 mld ora mi sembra quasi impossibile, questa andava fatta nel 2012 con tagli di tredicesime, pensioni e stipendi pubblici e con un condono fiscale tombale. Oggi una misura del genere farebbe precipitare il paese in una stagnazione secolare. Ammesso che sia possibile. Insomma alla fine credo l'uscita dall'euro sarà visto come il minore dei mali.
    Sono contrarissimo a questa ipotesi ma scrissi già anni fa che senza riduzione forte della spesa e quando dico forte intendo proprio andare a tagliare stipendi e pensioni pubbliche alla fine sarebbe accaduto quello.

    Vedremo se anche stavolta avrò avuto ragione.
    tu dici
    In sintesi le opzioni sul tavolo si sono ridotte a solo due:
    1) inflazionare il debito e questo equivale all'uscita dall'Euro e forse dalla UE (Sono totalmente contrario)
    2) riduzione dell'imposizione fiscale di ca.100 mld attraverso una equivalente riduzione della spesa
    Tertium non datur.


    te la canti e te la suoni,perchè Tertium non datur ?
    Esiste eccome una terza soluzione,praticata con moderazione in alternativa all'austerity,che è la spesa pubblica in deficit a carattere produttivo e con una BCE in vena di BC di ultima istanza attenta con le politiche di QE a non far salire gli spread e che difatto al momento funziona, e si pratica in UE un pò dapertutto,quando richesta e non fa precipitare la situazione.
    Quando invece la tua soluzione 2),ovvero la riduzione dell'imposizione fiscale di ca.100 mld,attraverso un'equivalente riduzione della spesa pubblica sa di kamikaze, come tu stesso poi riconosci,perchè alla fine 100 mld di tagli alla spesa pubblica per molti paesi significa l'abbattimento del welfare che averebbe effetti devastanti su domande interne e crescita,anche se la praticavi nel 2012, insomma sempre.

    Nonostante tutto devo darti ragione lo stesso perchè anche la terza soluzione di cui sopra,da te omessa colpevolmente,rischia lo stesso di essere di debole efficacia perchè non prevedendo l'eliminazione della moneta unica si finisce con il conservare la causa di questo disastro in europa che continua a farci procedere inesorabilmente verso il collasso inevitabile e finale.

    La cosa importante è che la fine dell'euro possa rimanere distinta dal mercato comune europeo di cui difatto ne costituisce solo un elemento e non il fondamento,come invece molti furbi commentatori vorrebbero farci credere per difendere l'euro e tutti gli interessi che gli stanno dietro.Anche se oggi,trattando di Brexit,dato che uk non ha aderito intelligentemente alla moneta unica, il problema è diventato solo di rapporti commerciali tra uk e europa oltre alla restituzione di costi e benefit sulle strutture e istituzioni comuni.E quindi preciso,per la cronaca,che brexit e uscita dall'euro sono cose distinte e separate perchè si può fare a meno della moneta unica senza dover necessariemente alterare la realtà commerciale del mercato comune europeo,come invece cerca di fare UK nel corso della Brexit.

    Sugli effetti di una uscita dall'euro pur non condividendo molti catastrofisti di oggi che lo sono più che altro per difesa di certi interessi,ritengo che ahimè un costo per la moltitudine avverrà eccome e per questo stenta a formarsi una governance che si carichi di questa missione,anche se "a chi tocca nun se ngrugna" si direbbe a roma ,e qualche governance prima o poi si dovrà imbattere in questa missione suo malgrado..
    Ultima modifica di luciano sibio; 12-06-19 alle 10:21

  7. #7
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    ...Tertium non datur...
    Studia. E soprattutto impara.

    "Il PIL procapite della Nuova Zelanda negli anni '50 era intorno al terzo posto al mondo, dietro Stati Uniti e Canada. Nel 1984, era precipitato al ventisettesimo posto, insieme a Portogallo e Turchia. La disoccupazione era sopra l'undici percento, si era fatto deficit per 23 anni di fila, a volte fino al 40 percento del PIL, il debito era al 65% del PIL, e il rating del debito stesso continuava ad essere abbassato. Il governo controllava interi settori dell'economia, c'era il controllo sui prezzi di una gran quantità di prodotti, le paghe erano congelate, nessuno poteva pagare o essere pagato più o meno di quanto stabilito dal governo.
    I sussidi all'industria sostenevano molti settori. I giovani emigravano in massa."

    Vi ricorda qualcosa? Beh leggete la seconda parte perchè a questo punto arriva l'uomo nero: L'AUSTERITA' (quella vera, non quella all'italiana):

    "Il dipartimento dei trasporti passò da 5600 a 53 dipendenti. Il corpo forestale da 17.000 a DICIASSETTE." il ministero del lavoro, da cinquantaseimia a uno: il ministro. Ma i posti di lavoro non furono "persi". Vennero privatizzati. Abbiamo venduto Telecomunicazioni, compagnie aeree, compagnie assicurative,banche, ferrovie, hotels, compagnie navali, 35 agenzie governative vennero traformate in aziende e fu loro detto che dovevano sopravvivere con le tariffe, sulle quali pagano tasse, senza alcun sostegno governativo. Costavano un miliardo l'anno, ora producono un miliardo l'anno in tasse sugli utili. I sostegni all'agricoltura sono stati aboliti.L'aliquota massima è passata dal 66 al 33 percento. La più bassa dal 38 al 19 percento. Si è introdotta una tassa di consumo del 10 percento e sono state abolite TUTTE le altre tasse: proprietà, licenze, capital gain, ecc.
    Avevamo progettato il sistema affinchè producesse gli stessi introiti di prima. Ci ritrovammo col 20 percento di surplus. Non avevamo tenuto conto della forte riduzione dell'evasione che ci sarebbe stata."

    Oggi l'indice di libertà economica che negli anni '80 era sui livelli che oggi hanno Ucraina e Pakistan è diventato stabilmente il terzo al mondo, dietro solo ad Hong Kong e Singapore.
    Oggi i giovani italiani emigrano in nuova Zelanda.

    Non cambiate gli occhiali, è la realtà che è sbagliata.

    [cit.]

  8. #8

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    Io comunque di gente che non è in grado di spendere dei soldi stanziati dall'europa non mi fido.
    E' talmente imbarazzante che non riesco a spiegarmelo.

  9. #9

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    Citazione Originariamente Scritto da PGiulia Visualizza Messaggio
    Studia. E soprattutto impara.

    "Il PIL procapite della Nuova Zelanda negli anni '50 era intorno al terzo posto al mondo, dietro Stati Uniti e Canada. Nel 1984, era precipitato al ventisettesimo posto, insieme a Portogallo e Turchia. La disoccupazione era sopra l'undici percento, si era fatto deficit per 23 anni di fila, a volte fino al 40 percento del PIL, il debito era al 65% del PIL, e il rating del debito stesso continuava ad essere abbassato. Il governo controllava interi settori dell'economia, c'era il controllo sui prezzi di una gran quantità di prodotti, le paghe erano congelate, nessuno poteva pagare o essere pagato più o meno di quanto stabilito dal governo.
    I sussidi all'industria sostenevano molti settori. I giovani emigravano in massa."

    Vi ricorda qualcosa? Beh leggete la seconda parte perchè a questo punto arriva l'uomo nero: L'AUSTERITA' (quella vera, non quella all'italiana):

    "Il dipartimento dei trasporti passò da 5600 a 53 dipendenti. Il corpo forestale da 17.000 a DICIASSETTE." il ministero del lavoro, da cinquantaseimia a uno: il ministro. Ma i posti di lavoro non furono "persi". Vennero privatizzati. Abbiamo venduto Telecomunicazioni, compagnie aeree, compagnie assicurative,banche, ferrovie, hotels, compagnie navali, 35 agenzie governative vennero traformate in aziende e fu loro detto che dovevano sopravvivere con le tariffe, sulle quali pagano tasse, senza alcun sostegno governativo. Costavano un miliardo l'anno, ora producono un miliardo l'anno in tasse sugli utili. I sostegni all'agricoltura sono stati aboliti.L'aliquota massima è passata dal 66 al 33 percento. La più bassa dal 38 al 19 percento. Si è introdotta una tassa di consumo del 10 percento e sono state abolite TUTTE le altre tasse: proprietà, licenze, capital gain, ecc.
    Avevamo progettato il sistema affinchè producesse gli stessi introiti di prima. Ci ritrovammo col 20 percento di surplus. Non avevamo tenuto conto della forte riduzione dell'evasione che ci sarebbe stata."

    Oggi l'indice di libertà economica che negli anni '80 era sui livelli che oggi hanno Ucraina e Pakistan è diventato stabilmente il terzo al mondo, dietro solo ad Hong Kong e Singapore.
    Oggi i giovani italiani emigrano in nuova Zelanda.

    Non cambiate gli occhiali, è la realtà che è sbagliata.

    [cit.]
    La Nuova Zelanda Conta 4 578 900[7] abitanti (stimati al marzo 2015), distribuiti su 267 710 km²[8] (comprese le isole Antipodi, Auckland, Bounty, Campbell, Chatham e Kermadec).
    In pratica si contano gli stessi abitanti di Roma ma su un territorio ben più vasto. Qualsiasi paragone tra l'efficacia di alcuni suoi istituti politico sociali e i principali paesi occidentali avanzati è forse più ridicolo di quando sency utilizza la svizzera come fiore all'occhiello per dimostare l'avanzata del liberismo.
    E' ora di smetterla con queste PANZANE da economisti della domenica che partono da un'idea generalissima di sistema sociale di produzione perfetto per poi calarsi in maniera critica nel reale.Tutti i sistemi sociali di produzione sono imperfetti,essi hanno successo solo quando rappresentano un'alternativa ideale e pratica rispetto agli altri esistenti,ma prima o poi anch'essi terminano e verranno sostituiti come tutte le cose della realtà.
    Il liberismo fu l'idea portante di un progetto sociale che fu di base a un certo progresso della borghesia sul sistema feudale, oggi nei principali stati capitalistici è solo un reminiscenza ideologica in quanto il capitalismo ha per partito preso assunto la necessità stabile al suo interno di una difesa sistematica dal mercato ed essenzialmente per difenderne il suo stesso benefit. Anche i recenti ritorni nostalgici vedi anni 80 (reagan e tatcher) hanno sempre conservato,oltre ad un posto d'onore alla spesa pubblica(v.armamenti), una difesa sovraimposta e non automatica della domanda per il tramite di una finanziarizzazione spinta al suo eccesso.

    E' ora di smetterla con queste PANZANE da economisti della domenica e tornare a studiare le condizioni storiche oggettive in cui sono nati certi sistemi e le condizioni storiche oggettive del presente che consentano oggi,aldilà di ogni volo pindarico,l'elaborazione di alternative valide e perseguibili.

  10. #10

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    Citazione Originariamente Scritto da cecc88 Visualizza Messaggio
    Io comunque di gente che non è in grado di spendere dei soldi stanziati dall'europa non mi fido.
    E' talmente imbarazzante che non riesco a spiegarmelo.
    Peccato che i soldi stanziati dall'europa si possono solo utilizzare al 50 % cioè posso avere 50 se investo 100.
    E dato che l'italia è sempre stata investita da una pioggia di austerity,ha avuto sempre notevoli difficoltà a trovare i 50 per averne altri 50.

    riporto un stralcio dal sole 24 ore


    dossier | n. 77 articoliOsservatorio sui finanziamenti europei
    Le dieci mosse per accedere ai finanziamenti diretti europei
    –di M. Adele Cerizza 17 aprile 2014


    la Commissione Europea non finanzia mai la totalità delle spese sostenute
    dai beneficiari della sovvenzione per l'esecuzione del progetto; gli organismi beneficiari, infatti,
    sono tenuti a finanziare in parte il proprio progetto (in quote che variano dal 50% all' 80%) utilizzando risorse proprie e quelle dei partner;




    MA è POSSIBILE CHE VI DEVO RIPRENDERE SEMPRE A VOI LIBBERISTI DENOANTRI,IL PRESSAPOCHISMO LO AVETE NEL DNA SI VEDE

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