La Fine è Vicina! - Pagina 138
ESG: Hsbc Global Asset Management quota su Borsa Italiana tre nuovi Etf azionari sostenibili
HSBC Global Asset Management annuncia la quotazione a partire da lunedì 6 luglio 2020 su Borsa Italiana di tre nuovi ETF azionari sostenibili: l’HSBC Europe Sustainable Equity UCITS ETF, l’HSBC …
Banche: c’è una bomba ad orologeria che farà tremare il sistema
Secondo le ultime analisi di Bain & Company, a causa del Covid-19, le banche della maggior parte dei paesi saranno più vulnerabili anche rispetto all'ultima crisi finanziaria globale. L?Italia non …
Nouriel Roubini e le 10 “D” mortali da Grande Depressione. E c’è chi paventa ripresa Europa solo nel 2023
Qualcuno di voi ha notato il tweet con cui Nouriel Roubini ha presentato le dieci D mortali che scateneranno la Grande Depressione, nel decennio appena iniziato? Per chi non lo …
Tutti gli articoli
Tutti gli articoli Tutte le notizie

  1. #1371

    Data Registrazione
    Mar 2019
    Messaggi
    729
    Mentioned
    5 Post(s)
    Quoted
    666 Post(s)
    Potenza rep
    42949674
    Citazione Originariamente Scritto da mander Visualizza Messaggio
    Questo non modifica il fatto : che l'emigrante cerchi quasi sempre occasioni di lavoro, ogni eccezione conferma lo regola.

    Fra gli 800 mila emigrati degli ultimi 10 anni ci sono molti lombardi fra questi ci sono quelli che cercano affermazioni personali,poi ci sono anche quelli che emigrano per dimenticare esperienze di vita e relazioni personali ed affettive pressochè nulle o frustranti.

    Come dire :



    meglio cornuto che fesso; se sei cornuto lo sanno solo al paese tuo, se sei fesso lo sapranno dove andrai.

    Per uno che parte 99999 restano.
    Ognuno ha le sue idee ma sinceramente io non credo.

    Forse un tempo ma oggi la cosa è molto più complessa. Non sono l'unico qui per esempio che è partito per motivi simili. Basta leggere cosa era uscito quando qualche anno fa fecero dei sondaggi agli italiani all'estero sulla possibilità di tornare in caso di offerte di lavoro simili:
    "I problemi, spiegano, non sono questi, ma gli italiani stessi. La cultura di nepotismo e intrallazzi. La chiusura mentale e il degrado della mala gestione della cosa pubblica."

    Quindi non sono io un caso eccezzionale, a quanto pare la media delle persone fuori è andata via per lo stesso motivo.

    Molti altri sono partiti per lavoro, ma non perchè non ne trovavano ma perchè non c'erano occasioni di crescita serie in Italia, e questi ultimi sono tantissimi. Non gente con lavori strani ma medici, ingegneri, informatici di qualsiasi tipo.
    Trovano università che danno fondi immensi per le ricerche, aziende come google o apple nel campo tech, ecc.

    Il quadro che si viene a creare è che semplicemente l'Italia non è più un paese al pari del resto del mondo occidentale. Puoi arrivare a tot, se vuoi fare di più sei praticamente costretto a andare via.

    1 su 99999 direi di no, se quasi un milioni di persone (ufficiali, perché ripeto che sono quelli iscritti all'aire, io sono convinto siano almeno il doppio) se ne sono andate per sempre solo in 10 anni direi che i numeri sono preoccupanti e credo che sottovalutare questo fenomeno è uno dei tanti "blocchi" nel cambiare le cose di cui parlavo prima.
    Anche perchè se ne vanno tutti giovani e nel pieno del loro potenziale professionale, cosa che poi contribuisce a questo:

    "’indagine, aggiornata a gennaio di quest’anno, racconta una delle tante sfaccettature dell’Italia di oggi. Un’Italia con oltre 1,8 milioni di famiglie che versano in condizioni povertà assoluta per un totale di 5 milioni di individui di cui oltre 2 milioni e 350 mila nel Mezzogiorno. Un’Italia paese più longevo d’Europa con 14.456 centenari residenti all’inizio del 2019 (di cui l’84% donne). Con un’età media di 45,4 anni, una diminuzione di 128 mila nascite dal 2008, un numero di decessi pari a 10,5 individui ogni mille abitanti, un indice di vecchiaia (rapporto tra anziani 65+ e giovani ˂ 15 anni) pari a 172,9, oltre 90 mila residenti in meno in un anno. Insomma un’Italia che, secondo il report, è «in pieno inverno demobrafico»."

    Dati del 2018 tra l'altro che è stato l'anno col più alto numero di espatri, non ho il coraggio di vedere cosa è successo in questi 2 anni.
    Ultima modifica di Itachi; 04-06-20 alle 01:22

  2. #1372
    L'avatar di Sency
    Data Registrazione
    Aug 2004
    Messaggi
    2,620
    Mentioned
    4 Post(s)
    Quoted
    1074 Post(s)
    Potenza rep
    42949688
    Citazione Originariamente Scritto da Paolo1956 Visualizza Messaggio
    Uhm, allora:

    - le previsioni economiche per fine 2020 e 2021 valgono poco più della carta su cui sono scritte per l'estrema incertezza che caratterizza l'insieme.

    - L'Italia farà default, haircut, ristrutturazione, patrimoniale, cavallette, uscita dall'€ e chi più ne ha più ne metta? Possibile, ma anche qui ci sono troppe variabili.

    Quello invece su cui non sono d'accordo e che mi sembra di una ingenuità incredibile è l'analisi di @zero sul default come una specie di catarsi da cui rinasce una Italia nuova più bella e più fiorente che pria... bravo! grazie! (questa è difficile...)

    Se si ritiene che il disastro italiano sia il fallimento di una classe dirigente, allora da questo fallimento nasce qualcosa di buono se all'orizzonte c'è una nuova classe dirigente pronta a prenderne il posto. Un po' come successe per la rivoluzione francese.

    Ma se questa nuova classe dirigente non c'è, e io francamente non la vedo, dall'eventuale disastro italiano non verrà altro che uno stato più corporativo, chiuso, fascisteggiante e fondamentalmente di stampo sud americano. Sempre supponendo che l'Italia riesca a rimanere unita.

    Fate un po' voi.....
    Condivido

  3. #1373
    L'avatar di Sency
    Data Registrazione
    Aug 2004
    Messaggi
    2,620
    Mentioned
    4 Post(s)
    Quoted
    1074 Post(s)
    Potenza rep
    42949688
    Citazione Originariamente Scritto da Blue Ray Visualizza Messaggio
    Zero Hedge, dal distacco con cui parli dell'Italia penso che, se sei italiano, tu viva all'estero da molto tempo.

    Le tue opinioni sono comunque rispettabili.
    E poi credo che in Europa, soprattutto nel Nord Europa, ci vedano già 10 volte peggio delle cose che talvolta leggo su questo forum.


    Comunque una cosa che ho osservato della nostra Storia, come Paese, è che molto spesso i progressi italiani avvengono in modo non-lineare, "a balzi".
    Probabilmente il detto secondo cui "gli Italiani danno il meglio nei momenti di massima crisi", è una giusta percezione a livello popolare di questo concetto di non-linearità nella nostra evoluzione storica.

    Alcuni esempi di questa non-linearità positiva :
    il Rinascimento, il Risorgimento (già dal nome), con in particolare riferimento alla velocissima, "non lineare", impresa di Garibaldi; lo spettacolare capovolgimento di fronte dopo Caporetto nella 1a guerra mondiale, il boom economico dopo la 2a guerra mondiale (e a proposito di 2a guerra mondiale anche lì un opportunissimo, "non lineare", capovolgimento di fronte con l'abbandono della sciagurata alleanza con la Germania nazista).


    Ora sta per terminare il periodo degli abusi della credulità popolare commessi negli ultimi decenni (dagli anni '80 ad oggi) da una classe politica che ha alimentato i propri consensi elettorali attraverso la creazione di Debito Pubblico.


    Confusi segnali di quella nostra storica non-linearità, in positivo, si stanno già affacciando all'orizzonte da qualche anno :
    partiti politici che dal nulla balzano di colpo al 20-30% , e che altrettanto velocemente vengono ridimensionati non appena iniziano a deludere le aspettative dell'elettorato : il quale, con la crisi montante dal 2008, si sta chiaramente rendendo conto dei ripetuti abusi della credulità popolare subìti negli ultimi decenni.



    Adesso vedremo se, dopo la Caporetto economica che stiamo già subendo senza ipotetici Default, riusciremo di nuovo a stupire il mondo.


    Blue Ray
    Per me ti sbagli. Non c'è più la cultura e non c'è più la morale.
    Perfino al nord buttano i sacchi della spazzatura a bordostrada.
    Perfino al nord i ragazzi escono dall'università senza saper scrivere. Uno studente di scuola media di 40 anni fa era spesso più bravo in matematica di molti neolaureati odierni e sicuramente scriveva meglio in italiano.
    A mio avviso non c'è più nulla da fare e la salvezza sarà solo individuale.
    Le banche centrali forse ce la faranno anche questa volta a salvare la baracca, ma prima o poi, continuando ad abusare sempre più del loro potere, indurranno la gente a capire che il denaro è in bancarotta.

  4. #1374

    Data Registrazione
    Sep 2008
    Messaggi
    8,100
    Mentioned
    8 Post(s)
    Quoted
    1587 Post(s)
    Potenza rep
    42949684
    Ho letto un po’ i vostri messaggi e devo dire che due di essi li ritengo fondamentali:

    1) la mancanza di qualsivoglia cambiamento

    2) la mancanza di qualsiasi etica morale e cultura del bene comune.

    Il Cambiamento.

    La cosa incredibile dell Italia è che è un paese FERMO. La sua architettura si è sostanzialmente fermata al sacco dei decenni 60,70,80. Non c’è città in Italia che non abbia periferie e zone residenziali orride e sopratutto non c’è un piano nazionale di demolizione. Mettono incentivi alla ristrutturazione ma cosa vuoi ristrutturare alla Tiburtina, alla periferia di Milano, di Torino, Bari, Palermo, Napoli etc etc etc li devi andare di demolizione controllata. Non c’è dubbio che abbiamo le periferie peggiori d Europa e sicuramente tra le peggiori tra i paesi OCSE. E poiché sono convinto che L architettura è la prima fonte per diffondere cultura oggi ci troviamo con un popolo sostanzialmente e mediamente ignorante senza cultura estetica, del bene comune, senza morale. Le periferie italiane incattiviscono le persone, le rendono brute. Non ci sono gli sterminati agglomerati di villette che ci sono nelle aree metropolitane USA, ne una nuova architettura popolare che puoi osservare nei Paesi Bassi o Germania, ci sono sempre eterni palazzoni senza soluzione di continuità, senza verde, senza aree per bambini, con scuole pubbliche fatiscenti etc etc.

    La Cultura

    Una delle cose più agghiaccianti che vedi in Italia sono le scritte sui monumenti. Non le trovi più da nessuna parte del mondo eppure in Italia resistono. Non c’è bene pubblico che non venga vandalizzato dagli stessi ragazzini o bande che dir si voglia. Non c’è rispetto e questo parte da bambino e si propaga in età adulta quando si imbroglia sull invalidità, sui concorsi pubblici, negli appalti, etc etc. Da Nord a Sud.


    In ogni caso osservo che i centri piccoli e medi italiani stanno provando a rinascere, vedo più cambiamento li che nelle città. Magari lo Smart working favorirà una decentralizzazione del lavoro e quindi una decentralizzazione della residenza. L Italia è ancora il più bel paese del mondo ma non è certamente un paese per giovani che amano il cambiamento, che guardano alle nuove frontiere della tecnolgia, che vogliono una qualità dei servizi pubblici ed una estetica costruttiva.

  5. #1375
    L'avatar di fdg86
    Data Registrazione
    May 2010
    Messaggi
    17,208
    Mentioned
    5 Post(s)
    Quoted
    6585 Post(s)
    Potenza rep
    42949683
    Citazione Originariamente Scritto da amartya78 Visualizza Messaggio
    Ho letto un po’ i vostri messaggi e devo dire che due di essi li ritengo fondamentali:

    1) la mancanza di qualsivoglia cambiamento

    2) la mancanza di qualsiasi etica morale e cultura del bene comune.

    Il Cambiamento.

    La cosa incredibile dell Italia è che è un paese FERMO. La sua architettura si è sostanzialmente fermata al sacco dei decenni 60,70,80. Non c’è città in Italia che non abbia periferie e zone residenziali orride e sopratutto non c’è un piano nazionale di demolizione. Mettono incentivi alla ristrutturazione ma cosa vuoi ristrutturare alla Tiburtina, alla periferia di Milano, di Torino, Bari, Palermo, Napoli etc etc etc li devi andare di demolizione controllata. Non c’è dubbio che abbiamo le periferie peggiori d Europa e sicuramente tra le peggiori tra i paesi OCSE. E poiché sono convinto che L architettura è la prima fonte per diffondere cultura oggi ci troviamo con un popolo sostanzialmente e mediamente ignorante senza cultura estetica, del bene comune, senza morale. Le periferie italiane incattiviscono le persone, le rendono brute. Non ci sono gli sterminati agglomerati di villette che ci sono nelle aree metropolitane USA, ne una nuova architettura popolare che puoi osservare nei Paesi Bassi o Germania, ci sono sempre eterni palazzoni senza soluzione di continuità, senza verde, senza aree per bambini, con scuole pubbliche fatiscenti etc etc.

    La Cultura

    Una delle cose più agghiaccianti che vedi in Italia sono le scritte sui monumenti. Non le trovi più da nessuna parte del mondo eppure in Italia resistono. Non c’è bene pubblico che non venga vandalizzato dagli stessi ragazzini o bande che dir si voglia. Non c’è rispetto e questo parte da bambino e si propaga in età adulta quando si imbroglia sull invalidità, sui concorsi pubblici, negli appalti, etc etc. Da Nord a Sud.


    In ogni caso osservo che i centri piccoli e medi italiani stanno provando a rinascere, vedo più cambiamento li che nelle città. Magari lo Smart working favorirà una decentralizzazione del lavoro e quindi una decentralizzazione della residenza. L Italia è ancora il più bel paese del mondo ma non è certamente un paese per giovani che amano il cambiamento, che guardano alle nuove frontiere della tecnolgia, che vogliono una qualità dei servizi pubblici ed una estetica costruttiva.
    Fai un giro a Bassano del Grappa...o a Riccione e dintorni...stanno diventando come la california!
    Invece Reggio Calabria ci sono in periferia ancora le strade con la sabbia e i muli! (Non scherzo le ho viste di persona)

  6. #1376
    L'avatar di PGiulia
    Data Registrazione
    Nov 2000
    Messaggi
    10,541
    Blog Entries
    1
    Mentioned
    18 Post(s)
    Quoted
    1966 Post(s)
    Potenza rep
    42949692
    Citazione Originariamente Scritto da Itachi Visualizza Messaggio
    Dico solo che io non sono assolutamente partito per necessità. Chi mi segue nella sezione immobiliare sa che già per tutta una serie di motivi avevo un reddito molto superiore alla media, tanto che quando stavo per partire molte persone hanno passato settimane a chiedermi perchè.

    Nel mio caso credo di averlo spiegato bene nel messaggio di qualche pagina fa.

    La vita che fai dipende da quello che hai intorno (cose, persone, ecc) quindi puoi avere tutti i soldi che vuoi ma se non ti piace proprio la società in cui vivi c'è poco da fare.
    Bravo!

    Lo stesso vale per me, con l'aggiunta di aver abbandonato un ottimo "posto fisso". Ma i casi particolari non fanno testo.

    Citazione Originariamente Scritto da Itachi Visualizza Messaggio
    Ognuno ha le sue idee ma sinceramente io non credo.

    Forse un tempo ma oggi la cosa è molto più complessa. Non sono l'unico qui per esempio che è partito per motivi simili. Basta leggere cosa era uscito quando qualche anno fa fecero dei sondaggi agli italiani all'estero sulla possibilità di tornare in caso di offerte di lavoro simili:
    "I problemi, spiegano, non sono questi, ma gli italiani stessi. La cultura di nepotismo e intrallazzi. La chiusura mentale e il degrado della mala gestione della cosa pubblica."

    Quindi non sono io un caso eccezzionale, a quanto pare la media delle persone fuori è andata via per lo stesso motivo.

    Molti altri sono partiti per lavoro, ma non perchè non ne trovavano ma perchè non c'erano occasioni di crescita serie in Italia, e questi ultimi sono tantissimi. Non gente con lavori strani ma medici, ingegneri, informatici di qualsiasi tipo.
    Trovano università che danno fondi immensi per le ricerche, aziende come google o apple nel campo tech, ecc.

    Il quadro che si viene a creare è che semplicemente l'Italia non è più un paese al pari del resto del mondo occidentale. Puoi arrivare a tot, se vuoi fare di più sei praticamente costretto a andare via.

    1 su 99999 direi di no, se quasi un milioni di persone (ufficiali, perché ripeto che sono quelli iscritti all'aire, io sono convinto siano almeno il doppio) se ne sono andate per sempre solo in 10 anni direi che i numeri sono preoccupanti e credo che sottovalutare questo fenomeno è uno dei tanti "blocchi" nel cambiare le cose di cui parlavo prima.
    Anche perchè se ne vanno tutti giovani e nel pieno del loro potenziale professionale, cosa che poi contribuisce a questo:

    "’indagine, aggiornata a gennaio di quest’anno, racconta una delle tante sfaccettature dell’Italia di oggi. Un’Italia con oltre 1,8 milioni di famiglie che versano in condizioni povertà assoluta per un totale di 5 milioni di individui di cui oltre 2 milioni e 350 mila nel Mezzogiorno. Un’Italia paese più longevo d’Europa con 14.456 centenari residenti all’inizio del 2019 (di cui l’84% donne). Con un’età media di 45,4 anni, una diminuzione di 128 mila nascite dal 2008, un numero di decessi pari a 10,5 individui ogni mille abitanti, un indice di vecchiaia (rapporto tra anziani 65+ e giovani ˂ 15 anni) pari a 172,9, oltre 90 mila residenti in meno in un anno. Insomma un’Italia che, secondo il report, è «in pieno inverno demobrafico»."

    Dati del 2018 tra l'altro che è stato l'anno col più alto numero di espatri, non ho il coraggio di vedere cosa è successo in questi 2 anni.
    Ottimo!

    Aggiungi che per chi ha a cuore l'educazione e la felicità dei figli prima ancora che la sua, non c'è praticamente scelta!
    Ultima modifica di PGiulia; 04-06-20 alle 08:34

  7. #1377
    L'avatar di Antoniano2
    Data Registrazione
    Sep 2016
    Messaggi
    18,092
    Mentioned
    39 Post(s)
    Quoted
    11513 Post(s)
    Potenza rep
    42949676
    Citazione Originariamente Scritto da PGiulia Visualizza Messaggio

    Ottimo!

    Aggiungi che per chi ha a cuore l'educazione e la felicità dei figli prima ancora che la sua, non c'è praticamente scelta!
    Mia figlia ascolta il tedesco da quando aveva meno di un anno. Personalmente oramai mi sposo e resto qui in sudtirol, tra pochi mesi/anni come trader/vita di rendita. Devo solo accumulare quella leva di capitale sufficiente.

    Mai dire mai potrei anche riuscire dal paese se le cose precipitano. Incrocio le dita per i miei figli: spero in una fuga non disordinata da questo buco nero. Ma tra 20 anni le variabili saranno altre e di tempo ce n'è per migliorare o peggiorare.

  8. #1378

    Data Registrazione
    Oct 2012
    Messaggi
    18,033
    Mentioned
    13 Post(s)
    Quoted
    3427 Post(s)
    Potenza rep
    42949680
    molte cose sicuramente cambieranno nei prossimi anni

    anche nella struttura interna del funzionamento dello stato italiano

  9. #1379
    L'avatar di mander
    Data Registrazione
    Feb 2015
    Messaggi
    13,754
    Mentioned
    530 Post(s)
    Quoted
    7213 Post(s)
    Potenza rep
    42949678
    Citazione Originariamente Scritto da Itachi Visualizza Messaggio
    Ognuno ha le sue idee ma sinceramente io non credo.

    Forse un tempo ma oggi la cosa è molto più complessa. Non sono l'unico qui per esempio che è partito per motivi simili. Basta leggere cosa era uscito quando qualche anno fa fecero dei sondaggi agli italiani all'estero sulla possibilità di tornare in caso di offerte di lavoro simili:
    "I problemi, spiegano, non sono questi, ma gli italiani stessi. La cultura di nepotismo e intrallazzi. La chiusura mentale e il degrado della mala gestione della cosa pubblica."

    Anzitutto parliamo di numeri 810 mila in 10 anni sono l'1,35 della popolazione,non è un esodo e nemmeno una fuga,è fisiologia delle migrazioni .C'è chi viene e c'è chi va.


    Quindi non sono io un caso eccezzionale, a quanto pare la media delle persone fuori è andata via per lo stesso motivo.

    Se non ti interessano i soldi,come hai affermato,non capisco cosa trovi di affascinante nel tuo cambiamento,cosa fai in Canada come vivi, come ami chi frequenti,cosa è migliore di prima,che vecchiaia pensi ti aspetta,che frutti farà il tuo albero trapiantato in un habitat diverso dal luogo natio

    Molti altri sono partiti per lavoro, ma non perchè non ne trovavano ma perchè non c'erano occasioni di crescita serie in Italia, e questi ultimi sono tantissimi. Non gente con lavori strani ma medici, ingegneri, informatici di qualsiasi tipo.

    La crescita è un concetto relativo: clima, affetti, cointeressenze, costo della vita sono aspetti da considerare.Molti sono quelli che preferiscono andare nell'est europa dove il costo della vita è la metà di quella italiana,quindi retribuzioni contribuzioni e tassazioni sono determinanti.Altri vanno negli emirati arabi al seguito delle nostre imprese solo per soldi,altri vanno in Australia o in Canada.

    Trovano università che danno fondi immensi per le ricerche, aziende come google o apple nel campo tech, ecc.

    Tutti questi ricercatori in giro x il mondo non li vedo,vanno per formarsi ma poi ritornano

    Il quadro che si viene a creare è che semplicemente l'Italia non è più un paese al pari del resto del mondo occidentale. Puoi arrivare a tot, se vuoi fare di più sei praticamente costretto a andare via.

    L'Italia è il bel paese,culla della civiltà, e settima potenza mondiale e il mondo intero vorrebbe viverci

    1 su 99999 direi di no, se quasi un milioni di persone (ufficiali, perché ripeto che sono quelli iscritti all'aire, io sono convinto siano almeno il doppio) se ne sono andate per sempre solo in 10 anni direi che i numeri sono preoccupanti e credo che sottovalutare questo fenomeno è uno dei tanti "blocchi" nel cambiare le cose di cui parlavo prima.

    L'istat fa testo,eurostat fa testo,non valgono le percezioni

    Anche perchè se ne vanno tutti giovani e nel pieno del loro potenziale professionale, cosa che poi contribuisce a questo:

    Vanno via i giovanni in misura relativa non vanno via i vecchi x ragioni anagrafiche

    "’indagine, aggiornata a gennaio di quest’anno, racconta una delle tante sfaccettature dell’Italia di oggi. Un’Italia con oltre 1,8 milioni di famiglie che versano in condizioni povertà assoluta per un totale di 5 milioni di individui di cui oltre 2 milioni e 350 mila nel Mezzogiorno. Un’Italia paese più longevo d’Europa con 14.456 centenari residenti all’inizio del 2019 (di cui l’84% donne). Con un’età media di 45,4 anni, una diminuzione di 128 mila nascite dal 2008, un numero di decessi pari a 10,5 individui ogni mille abitanti, un indice di vecchiaia (rapporto tra anziani 65+ e giovani ˂ 15 anni) pari a 172,9, oltre 90 mila residenti in meno in un anno. Insomma un’Italia che, secondo il report, è «in pieno inverno demobrafico»."

    Gli enti di ricerca raccontano di un paese ricco di una ricchezza mal distribuita

    Dati del 2018 tra l'altro che è stato l'anno col più alto numero di espatri, non ho il coraggio di vedere cosa è successo in questi 2 anni.
    Il nostro problema non è l'emigrazione il nostro problema è dentro di noi incapaci di far crescere la democrazia dal basso e di aver bisogno del pifferaio di turno.

  10. #1380

    Data Registrazione
    Oct 2012
    Messaggi
    18,033
    Mentioned
    13 Post(s)
    Quoted
    3427 Post(s)
    Potenza rep
    42949680
    verissimo

Accedi