Inflazione-livello dei prezzi-banche centrali - Pagina 44
Forza relativa e momentum: la rotazione degli indici settoriali europei. I migliori e i peggiori
I migliori: prosegue la rotazione settoriale dai ciclici ai difensivi, con alcune eccezioni Vediamo insieme rispetto alla scorsa settimana quali sono i settoriali europei che confermano la forza e quali …
Shock occupazione Usa: altro che boom posti di lavoro, l’outlook si schianta contro realtà Covid. Fed aveva ragione, colpo di grazia al reflation trade?
Raramente si è assistito a uno scollamento tanto profondo tra le stime degli economisti e la realtà delle cose, soprattutto nel caso dell'occupazione-disoccupazione Usa: a dispetto dell'outlook evidentemente fin troppo …
Arriva il PIR Fai-da-te, un piano di risparmio personalizzato tutto sia smartphone. Utilizzabili anche minibond e crowdfunding
Arriva per gli investitori italiani la possibilità di comporre direttamente dal proprio smartphone un proprio piano di risparmio personalizzato, utilizzando anche prodotti finanziari non quotati connessi al finanziamento delle PMI …
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  1. #431

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    l'idea di fondo della fed è favorire per un periodo limitato una certa inflazione tramite scelte monetarie, accompagnate da un piano di notevole spesa pubblica e deficit. Interventi rapidi e grossi, per uscire dalla crisi. Questa linea a me pare condivisibile: interventi rapidi e grossi, meglio abbondare che rischiare di finire come il giappone. E se tutto va bene dovrebbe esser proprio questo promuovere una rapida ripresa a consentire poi maggiori rialzi dei tassi e minor sostegno pubblico all'economia: interventi grossi e rapidi, ma per un periodo limitato.

    Naturalmente nessuno conosce con precisione l'effetto inflattivo delle scelte attuali, se non a breve termine, quindi le incertezze non mancano: se l'inflazione tra un anno e mezzo-2 salirà oltre il 3% o addirittura oltre il 4%, sarà più che mai lecito ritenere che alcune scelte siano state eccessive, ma valutarlo ora mi pare difficile. Se inoltre per contrastare l'inflazione elevata la fed alzasse in futuro i tassi in maniera eccessivamente repentina potrebbero ripetersi crisi gravi, probabilmente vi furono errori di questo genere negli anni precedenti la crisi del 2008.

    Però per ora la linea di fondo della fed mi pare più che ragionevole, nonostante mi paiano doverosi i dubbi, li avrà anche Powell.

    Mi pare invece più delicata la questione di come usare tutta questa liquidità creata, a favore di chi? Come spendere?

  2. #432
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    Questo è al limite del complottismo, ma riflette bene il pensiero mainstream sull'inflazione che non ci sarà.

    Is the Fed hiding something? Why weekly money supply data just got discontinued - Steve Hanke | Kitco News

  3. #433
    L'avatar di Freedom
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  4. #434

  5. #435

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    Ricordatevi però sempre una cosa USA ed Europa ormai giocano in campionati diversi.

    Hanno dinamiche completamente diverse. Il PIL procapite USA ormai è più del doppio di quello UE a fine 2030 sarà ben tre volte maggiore sarebbe come confrontare il PIL procapite della Tunisia o del Marocco con quello Italiano. Chi si interessa del PIL della Tunisia?
    La crescita americana in due 2020-2021 anni acquisira un vantaggio di 10 punti di PIL rispetto a quella UE.

    Per non parlare del mondo produttivo e dei servizi la market cap della borsa USA tutte le componenti sfiora e forse supera i 70 trilioni di $ quelle europee messe insieme non arrivano a 6 trilioni. Le corporations USA hanno in banca qualcosa come 4-5 trilioni di cash e generano ormai profitti annui (solo quelle quotate) per oltre due trilioni.
    Ci sono interi settori tomo i microchip, il software, il search engine, l AI, il byotech, il cashless, la space economy, il Driverless, lo streaming, il social network, i droni, etc etc dove gli europei semplicemente non esistono.
    Se prendete due lavoratori a caso europei e due a caso statunitensi le probabilità di lavorare nei settori high tech sono rispettivamente dello 0,1% nel primo caso e del 35% nel secondo. Quando vai in una riunione o conversi con amici in Europa spesso parli di cose retro se vi capita di essere invitati ad una cena in USA probabilmente parlerete di quando e come verrà colonizzato Marte, delle nanotecnologie, dell auto intesa come as a services etc

    Voglio dire esistono ormai due mondi separati tra USA ed Europa. Traslare le dinamiche economiche americane in Europa non è corretto perché si vivono situazioni differenti. In USA un aumento dei tassi magari è auspicabile in Europa significherebbe la fine dell euro.

    In USA gli stanziamenti federali per il Covid in meno di 15 mesi hanno superato i 7 trilioni in Europa ancora si sta parlando di recovery plan. In USA il PIL 2020 è sceso del 3,4% in Europa dell 8%, nel 2021 in USA si sfiorerà il più 10% in Europa se si farà il più 3-3,5% sarà un miracolo.
    In USA hanno margini di manovre fiscali oceanici per rientrare del debito comunque al 130% che già tra inflazione e crescita scenderà di 5 punti nel 2021, in Europa la pressione fiscale è talmente alta che puoi solo scendere in Italia poi non ne parliamo. Ed i debiti pubblici stanno volando per mancanza di crescita.

    In Italia appena si toglieranno gli stimoli, ripartiranno i mutui, andranno in ammortamento quelli Covid, ripartita la riscossione fiscale, si toglierà la cig in deroga e torneranno i licenziamenti sarà tipo L armageddon.

    Oggi è tutto sospeso grazie a botte di deficit monstre. Ma non durerà ......

  6. #436

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    Citazione Originariamente Scritto da amartya78 Visualizza Messaggio
    Ricordatevi però sempre una cosa USA ed Europa ormai giocano in campionati diversi.

    Hanno dinamiche completamente diverse. Il PIL procapite USA ormai è più del doppio di quello UE a fine 2030 sarà ben tre volte maggiore sarebbe come confrontare il PIL procapite della Tunisia o del Marocco con quello Italiano. Chi si interessa del PIL della Tunisia?
    La crescita americana in due 2020-2021 anni acquisira un vantaggio di 10 punti di PIL rispetto a quella UE.

    Per non parlare del mondo produttivo e dei servizi la market cap della borsa USA tutte le componenti sfiora e forse supera i 70 trilioni di $ quelle europee messe insieme non arrivano a 6 trilioni. Le corporations USA hanno in banca qualcosa come 4-5 trilioni di cash e generano ormai profitti annui (solo quelle quotate) per oltre due trilioni.
    Ci sono interi settori tomo i microchip, il software, il search engine, l AI, il byotech, il cashless, la space economy, il Driverless, lo streaming, il social network, i droni, etc etc dove gli europei semplicemente non esistono.
    Se prendete due lavoratori a caso europei e due a caso statunitensi le probabilità di lavorare nei settori high tech sono rispettivamente dello 0,1% nel primo caso e del 35% nel secondo. Quando vai in una riunione o conversi con amici in Europa spesso parli di cose retro se vi capita di essere invitati ad una cena in USA probabilmente parlerete di quando e come verrà colonizzato Marte, delle nanotecnologie, dell auto intesa come as a services etc

    Voglio dire esistono ormai due mondi separati tra USA ed Europa. Traslare le dinamiche economiche americane in Europa non è corretto perché si vivono situazioni differenti. In USA un aumento dei tassi magari è auspicabile in Europa significherebbe la fine dell euro.

    In USA gli stanziamenti federali per il Covid in meno di 15 mesi hanno superato i 7 trilioni in Europa ancora si sta parlando di recovery plan. In USA il PIL 2020 è sceso del 3,4% in Europa dell 8%, nel 2021 in USA si sfiorerà il più 10% in Europa se si farà il più 3-3,5% sarà un miracolo.
    In USA hanno margini di manovre fiscali oceanici per rientrare del debito comunque al 130% che già tra inflazione e crescita scenderà di 5 punti nel 2021, in Europa la pressione fiscale è talmente alta che puoi solo scendere in Italia poi non ne parliamo. Ed i debiti pubblici stanno volando per mancanza di crescita.

    In Italia appena si toglieranno gli stimoli, ripartiranno i mutui, andranno in ammortamento quelli Covid, ripartita la riscossione fiscale, si toglierà la cig in deroga e torneranno i licenziamenti sarà tipo L armageddon.

    Oggi è tutto sospeso grazie a botte di deficit monstre. Ma non durerà ......
    Credo sia tutto condivisibile: avrei due curiosità, Amartya, diverse tra loro:
    - il PIL procapite medio Usa è tre volte quello italiano, ma quello mediano? Credo che le disuguaglianze in Usa rappresenteranno un grosso problema
    - davvero si pensa, in un futuro più o meno prossimo, di colonizzare Marte?

  7. #437

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    Citazione Originariamente Scritto da totuccio2 Visualizza Messaggio
    Credo sia tutto condivisibile: avrei due curiosità, Amartya, diverse tra loro:
    - il PIL procapite medio Usa è tre volte quello italiano, ma quello mediano? Credo che le disuguaglianze in Usa rappresenteranno un grosso problema
    - davvero si pensa, in un futuro più o meno prossimo, di colonizzare Marte?
    Attualmente il PIL procapite USA nominale previsto per il 2021 dall'IMF è di 68000 $ per gli USA e 34.000 $ per l'Italia e secondo me sono previsioni ottimistiche (quelle sull'Italia). A quel livello di differenza la mediana non riesce più a contenere le spinte della media, che significa che sebbene la distribuzione del reddito sia migliore in Italia la mediana italiana è cmq peggiore di quella USA. Sottolineo inoltre che il PIL italiano sconta una % di nero che è almeno tre volte quello incorporato nell'economia USA. Se depurassimo le due economie dalle quote nero e le rapportiamo alla popolazione il PIL procapite nominale USA già oggi sarebbe il 55-58% di quello Italiano. In ogni caso stante il trend di crescita il rapporto tra PIL procapite nominale USA e quello Italiano arriverà a 3X ben prima del 2030.
    Cioè la differenza che passa oggi tra il pil procapite nominale italiano e quello della malesia.

    In merito alla tua seconda domanda sulla colonizzazione di Marte, beh si si pensa davvero e stanno investendo capitali e tecnologie enormi per attuare non solo la colonizzazione di Marte ma lo sfruttamento delle risorse interplanetarie.
    Devi considerare gli anni dal 2000 al 2030 agli anni che vanno dal 1960 al 1990 quando gli USA posero le basi per la New Economy. Gli effetti di questa rivoluzione diverranno tangibili solo dopo il 2035. Avranno una accelerazione pazzesca tra il 2045 ed il 2100.
    Oggi non c'è miliardario USA che non stia investendo in qualche società legata all'esplorazione spaziale.

  8. #438
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    martedì 9 marzo 2021
    Inflazione, USA e geopolitica


    Da un paio di settimane stanno riaffiorando preoccupazioni sull’inflazione, della quale non si parlava da parecchi anni. Inflazione che nei dati, al momento e per la verità, non si vede proprio.

    Certo, nell’Eurozona si è passati dal segno negativo al segno positivo (per pochi decimali), ma è probabile a che si tratti dell’effetto di fenomeni transitori. La rimozione degli sconti IVA (introdotti qualche mese fa, ma dichiaratamente come strumento a termine) in Germania. E alcune strozzature nelle catene di approvvigionamento di materie prime e prodotti intermedi, inevitabili visti gli stop & go di questi ultimi dodici mesi.

    Ma gli stimoli fiscali eurozonici sono di gran lunga troppo modesti per preoccuparsi seriamente dell’innesco generalizzato di inflazione elevata e persistente.

    Gli USA, naturalmente, sono tutto un altro discorso. Dopo aver generato un deficit pubblico pari al 16% del PIL nel 2020, hanno appena messo in cantiere un'altra manovra da 1.900 miliardi.

    Secondo alcuni commentatori, gli USA sono sostanzialmente passati a un regime MMT. Se ne può discutere, ma di certo Biden e Powell sono stati molto chiari su alcune cose: in primo luogo, nessuna preoccupazione in merito all’inflazione prima che raggiunga, su un arco temporale non breve, livelli ben superiori al 2%. Parliamo del 4%, del 5%, per un periodo significativamente più lungo di un paio d’anni.

    Quanto ai tassi d’interesse, su cui qualche operatore finanziario leva oggi alti lai (i titoli di Stato decennali USA all’1,5%, 1,6%: capirai…) la verità (e anche questo lo comprende benissimo chi conosce la MMT) è che gli USA se lo ritengono opportuno possono controllare e anche azzerare (in stile giapponese) l’intera curva dei rendimenti.

    Fin qui, considerazioni di macroeconomia e di mercati finanziari. Ma invito a riflettere sui retroscena politici.

    Gli USA non hanno nessuna intenzione di restare indifferenti rispetto alla prospettiva di perdere la posizione di prima potenza economica mondiale, a vantaggio della Cina.

    Hanno bisogno di crescita, tanta. Di recuperare tutto l’impatto della pandemia e di ritornare velocemente al trend preCovid. Non più tardi di fine 2021. E poi di continuare a marciare a passo spedito.

    Per l’Italia questo cambia qualcosa ?

    Potrebbe. Perché il mercantilismo tedesco e la fobia nei confronti dell’inflazione, imposti all’intera Eurozona, in queste condizioni faranno fatica a reggere.

    Perché agli USA un’Eurozona che fa freeriding e spinge ancora più in alto il surplus commerciale, erodendo (dal punto di vista degli USA stessi) una parte dell’azione espansiva, non va bene.

    Ma il tema è ancora più profondo.

    Per non lasciare la leadership mondiale alla Cina, gli USA devono non solo crescere ma anche ridefinire, o forse più propriamente riaffermare, la loro posizione di leader del blocco occidentale. Blocco esteso all’anglosfera (Regno Unito, Canada, Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda) ma anche a tutta l’Europa continentale. Forse anche ad alcuni paesi asiatici e latino-americani.

    L'establishment USA tende sempre di più a ragionare come segue: se alla Germania tutto questo non va bene, se quante Audi vendono in Cina è più importante di qualsiasi altra cosa, è libera di isolarsi e di diventare una grande Svizzera. Ma non di trascinarsi tutta l’Unione Europea.

    Il blocco occidentale definito come sopra supera il miliardo di persone. Se viene a mancare un centinaio di milioni, o poco più, di tedeschi & satelliti, la sostanza non cambia.

    Cambia, invece, essere in grado di fronteggiare la crescita cinese. E se l’Occidente vuole riuscirci, deve ragionare in termini di blocco economico e geopolitico, con un forte orientamento allo sviluppo.

    In questo quadro, la UE deflazionista e mercantilista è solo un (grosso) fastidio.

  9. #439

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    martedì 9 marzo 2021
    Inflazione, USA e geopolitica


    Da un paio di settimane stanno riaffiorando preoccupazioni sull’inflazione, della quale non si parlava da parecchi anni. Inflazione che nei dati, al momento e per la verità, non si vede proprio.

    Certo, nell’Eurozona si è passati dal segno negativo al segno positivo (per pochi decimali), ma è probabile a che si tratti dell’effetto di fenomeni transitori. La rimozione degli sconti IVA (introdotti qualche mese fa, ma dichiaratamente come strumento a termine) in Germania. E alcune strozzature nelle catene di approvvigionamento di materie prime e prodotti intermedi, inevitabili visti gli stop & go di questi ultimi dodici mesi.

    Ma gli stimoli fiscali eurozonici sono di gran lunga troppo modesti per preoccuparsi seriamente dell’innesco generalizzato di inflazione elevata e persistente.

    Gli USA, naturalmente, sono tutto un altro discorso. Dopo aver generato un deficit pubblico pari al 16% del PIL nel 2020, hanno appena messo in cantiere un'altra manovra da 1.900 miliardi.

    Secondo alcuni commentatori, gli USA sono sostanzialmente passati a un regime MMT. Se ne può discutere, ma di certo Biden e Powell sono stati molto chiari su alcune cose: in primo luogo, nessuna preoccupazione in merito all’inflazione prima che raggiunga, su un arco temporale non breve, livelli ben superiori al 2%. Parliamo del 4%, del 5%, per un periodo significativamente più lungo di un paio d’anni.

    Quanto ai tassi d’interesse, su cui qualche operatore finanziario leva oggi alti lai (i titoli di Stato decennali USA all’1,5%, 1,6%: capirai…) la verità (e anche questo lo comprende benissimo chi conosce la MMT) è che gli USA se lo ritengono opportuno possono controllare e anche azzerare (in stile giapponese) l’intera curva dei rendimenti.

    Fin qui, considerazioni di macroeconomia e di mercati finanziari. Ma invito a riflettere sui retroscena politici.

    Gli USA non hanno nessuna intenzione di restare indifferenti rispetto alla prospettiva di perdere la posizione di prima potenza economica mondiale, a vantaggio della Cina.

    Hanno bisogno di crescita, tanta. Di recuperare tutto l’impatto della pandemia e di ritornare velocemente al trend preCovid. Non più tardi di fine 2021. E poi di continuare a marciare a passo spedito.

    Per l’Italia questo cambia qualcosa ?

    Potrebbe. Perché il mercantilismo tedesco e la fobia nei confronti dell’inflazione, imposti all’intera Eurozona, in queste condizioni faranno fatica a reggere.

    Perché agli USA un’Eurozona che fa freeriding e spinge ancora più in alto il surplus commerciale, erodendo (dal punto di vista degli USA stessi) una parte dell’azione espansiva, non va bene.

    Ma il tema è ancora più profondo.

    Per non lasciare la leadership mondiale alla Cina, gli USA devono non solo crescere ma anche ridefinire, o forse più propriamente riaffermare, la loro posizione di leader del blocco occidentale. Blocco esteso all’anglosfera (Regno Unito, Canada, Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda) ma anche a tutta l’Europa continentale. Forse anche ad alcuni paesi asiatici e latino-americani.

    L'establishment USA tende sempre di più a ragionare come segue: se alla Germania tutto questo non va bene, se quante Audi vendono in Cina è più importante di qualsiasi altra cosa, è libera di isolarsi e di diventare una grande Svizzera. Ma non di trascinarsi tutta l’Unione Europea.

    Il blocco occidentale definito come sopra supera il miliardo di persone. Se viene a mancare un centinaio di milioni, o poco più, di tedeschi & satelliti, la sostanza non cambia.

    Cambia, invece, essere in grado di fronteggiare la crescita cinese. E se l’Occidente vuole riuscirci, deve ragionare in termini di blocco economico e geopolitico, con un forte orientamento allo sviluppo.

    In questo quadro, la UE deflazionista e mercantilista è solo un (grosso) fastidio.
    Condivido tutto il ragionamento che è anche il mio.

    Solo una precisazione la finanziarizzazione dell economia USA è apparente ovvero la si può permettere solo ed esclusivamente perché la spesa pubblica ordinaria e strutturale è una frazione piccola di quella europea in rapporto al PIL il che significa enorme e spropositata (rispetto alla concorrenza) efficienza nella spesa. Ergo la spesa finanziaria USA va a finanziare società come Google, SpaceX, Tesla etc etc in Europa finirebbe a finanziare il rdc.
    Questo significa che le spinte inflazionistiche americane se rapportate alla dimensione della finanziarizzazione dell economia sono praticamente insignificanti in Europa manovre espansive di quella dimensione allocate nel modo che ci siamo detti porterebbero nel giro di qualche mese l inflazione dallo zero al 20%.
    Quindi in sintesi teorie sulla MMT e teorie Keynesiane arrivano alla stessa sintesi perché nei fatti dipendono dalla efficiente allocazione delle risorse.
    Quindi per essere ancora più chiari la finanza USA si trasforma in economia reale USA e viceversa in Europa questa trasformazione sarebbe una frazione piccola di quello che accade in USA con spinte inflative enormi.

    Rendiamoci conto ad esempio che in USA ormai vi è una space economy bella fiorente, SpaceX fa viaggiare persone nello spazio ed è una società privata, L Europa non ha ancora un suo veicolo spaziale per il viaggio umano a oltre 60 anni da quello di Yuri Gagarin.
    Praticamente è un continente alla deriva.
    Tra l altro le spinte tecnologiche sulla robotizzazione estrema della produzione faranno crollare gli exports di beni fisici nel futuro prevedibile (si sta pensando di costruite fabbriche totalmente robotizzate per produrre la qualsiasi sul suolo USA) facendo perdere all Europa l ultimo dei suoi bastioni. Ma non credo che la UE sopravviverà ancora per molto, sopratutto l euro.

  10. #440
    L'avatar di penta5
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    Anche io condivido quanto hai scritto.
    E condivido l'articolo che ho postato , scritto da una persona che stimo tantissimo, Marco Cattaneo.
    Dal suo blog un oceano di giuste riflessioni
    Basta con l'Eurocrisi: L’Italia vive al di sotto dei propri mezzi

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