Il cibo è passione, è amore. - Pagina 35
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  1. #341
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    Ti ho pagato la cena ed anche il gelato
    ti ho comprato i gioielli hai visto che belli
    ti ho portato in vacanza
    ti ho rifatto la stanza
    ti darei la mia vita
    e alloraaaa
    Perché sputi
    perché sputi
    sul budino, dal balcone, nel panino
    perché sputi
    mentre guido, quando cerco di baciarti
    perché sprechi la saliva.

    [da Perché sputi?]
    MACCIO CAPATONDA



  2. #342
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    Le antiche scritture ci rivelano che Abramo, camminando nel caldo deserto con il figlio Isacco, lo guardò sudaticcio e gli offrì una mistura di latte di capra e di ghiaccio, forse di neve sciolta. Come avesse ottenuto la neve non ci è dato a sapere, ma una cosa è sicura quello è l’antenato di tutti i gelati del mondo.

    Secoli dopo Alessandro Magno, in procinto di conquistare il mondo intero, si era portato con sé la vecchia tradizione della frutta tagliata a pezzi, non a caso il padre si chiamava Filippo di Macedonia; quella fu la prima macedonia documentata nella storia e pure lui ci mise dentro un po’ di neve per renderla più fresca.

    L’invenzione di Alessandro Magno passò poi agli arabi, i quali ce la restituirono con una parola che usiamo ancora oggi, ovvero il sorbetto. Ma nel frattempo gli antichi Romani avevano già capito che si poteva portare giù il ghiaccio dal Monte Soratte, tenerlo in città, conservarlo per l’estate e arricchirlo di aromi: fu così che venne inventata la grattachecca.
    Le prime bevande fredde della storia erano chiamate dai Romani “nivatae potiones” ed erano a base di neve, cui venivano aggiunti miele o frutta.



    In Sicilia gli Arabi portarono una bevanda chiamata Sherbert (da cui l’odierna parola sorbetto), a base di neve, frutta e zucchero di canna, una novità appena arrivata in Italia e che andò presto a sostituire il miele nelle preparazioni dolci. Grazie al potere decongelante dello zucchero, la bevanda poteva cosi essere ancora più fredda di quella preparata con il miele.

    La fama dello sherbert fece nascere il mestiere del nivarolo, che in inverno raccoglieva la neve sull’Etna e la conservava pressata nei nivieri, caverne , pozzi o fosse scavate nel terreno e ricoperte da paglia o foglie









  3. #343
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    Enchanté , Maf




    "...Una meraviglia, caro mio! Oggi è la principale attrazione di quella caverna: alta, splendida, perfettamente matura, - diciotto anni, ..., sempre allegra, sempre pronta alle feste, non fa altro che ridere a gola spiegata e ballare.
    [....] Questa ragazza mi turba, mi seduce, m’inquieta, mi attira e mi spaventa. Diffido di lei come d’una trappola, e ho voglia di lei come del gelato quando si ha sete. Subisco il suo fascino, e mi avvicino a lei "


    (G. de Maupassant)





    Ultima modifica di diagonale; 07-07-22 alle 09:00

  4. #344
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    Dopo la metà del 1800 i nostri gelatieri, soprattutto veneti, invadono le capitali della Mitteleuropa, consolidando la vendita ambulante di gelato soprattutto in Austria ed in Germania.

    Il ‘900 è anche il secolo in cui si inventa il cono di cialda. Fu un bellunese, Italo Marchioni, nato nel 1868 a Peaio di Vodo, nel Cadore, emigrato negli Stati Uniti ad avere l’idea e brevettarla.



    Il gelato fino ad allora veniva consumato in recipienti di vetro o ceramica che venivano lavati alla buona nelle strade.
    Prima il gelato veniva servito nei bicchierini in vetro che gli americani non restituivano mai, in quanto erano meravigliosi oggetti soffiati a Venezia perciò Italo fu costretto a brevettare a inizio Novecento quello che chiediamo in ogni gelateria: il cono gelato!
    L’idea fu di fabbricare un cono di cialda anche commestibile. L’invenzione gli sembrò così originale che decise di ottenere il riconoscimento ufficiale. Il suo disegno si realizzò il 13 dicembre 1903 quando il gelatiere presentò all’Ufficio brevetti di New York il progetto di «uno stampo per fabbricare coppe e cialde per gelati» che venne registrato con il numero 746971.



  5. #345
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    Giacomo Leopardi era golosissimo di gelati.
    Sedeva presso la sua gelateria preferita, il Caffè Angioli di Via Toledo a Napoli e ordinava tre gelati. La sua stravaganza era che venissero messi uno sopra l’altro, a comporre una coppa enorme, dietro la quale spariva.
    Qualcuno lo prendeva in giro, ma lui continuava a mangiare.



    Pare che negli ultimi mesi della sua vita il poeta si alimentasse ormai soprattutto di gelati e un giorno, sul letto di morte, si lamentava dell’afa e del caldo. Più volte pregò perché gli portassero un gelato.
    I medici, pensando che tutto quel freddo gli fosse nocivo, nonostante si trovassero a Napoli alla fine di giugno, gli offrirono una... cioccolata calda e da lì a poco se ne andò!





  6. #346
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    Cosa fai pazzo scienziato!
    Perdi tempo a mescolare i genetici,
    mi fai la fragola pomodoro,
    ti accanisci sul melone e sulla melanzana,
    ti attardi sull'insalata e sulla carota come un dio impazzito,
    ma quanto devo aspettare sto gelato di pollo?

    CORRADO GUZZANTI



  7. #347
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    Nel 1906, nei caffè di Milano appaiono le parigine o nuvole, una porzione di gelato compressa tra due ostie di pasta wafer rotonde, quadrate o rettangolari, inventate da Giovanni Torre di Bussana, che, di ritorno da Parigi, inizia il commercio ambulante di gelati.



    Il bolognese Otello Cattabriga, nel 1927, costruì la prima gelatiera automatica e, rendendo il lavoro meno faticoso, permise anche al gentil sesso l’ingresso nei laboratori di produzione.

    Tra gli anni ‘50 e 60 la vera produzione di gelato artigianale rischia di scomparire, con il successo clamoroso dell’ice-cream, il gelato industriale, ampiamente reclamizzato e distribuito.



    Era il 1948, la guerra era finita e in Italia cresceva il mito americano. L’azienda del geniale Angelo Motta, che già allora aveva conquistato con i suoi panettoni, cominciò a produrre un gelato su stecco: il Mottarello.
    L’idea arrivava da Harry Burt, produttore di caramelle americano che nel 1920 inventò un gelato al cioccolato supportato dallo stecco di un lecca lecca.

    Una bella botta di spensieratezza, che l’Italia accolse con grande entusiasmo mentre marciava a ritmo sostenuto verso il boom economico e quelli che, in fondo, sono stati gli anni che hanno cambiato davvero tutto dello stile di vita delle persone.





  8. #348
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    E l'intramontabile Coppa del Nonno? Ne assaggiai una: era stantia.
    Protestai: «'Sto gelato è vecchio!».
    «Ma come? Chella è 'a Coppa del Nonno!»
    «E se vede ca l'ha vinciuta quand'era guaglione.»

    Alessandro Siani, ibidem



  9. #349
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    “La mia sorellina è sul sedile davanti con un cono gelato in mano
    mia madre è sul sedile di dietro seduta tutta sola
    mentre mio padre esce lentamente dal parcheggio
    per una prova di guida giù per Michigan Avenue

    Adesso mia madre giocherella con la fede nuziale
    e guarda il venditore che fissa le mani di mio padre
    ci sta parlando dello sconto
    che ci farebbe se potesse, ma proprio non ce la fa
    beh, se io ne avessi la possibilità, giuro che so cosa farei

    Amico, il giorno che vincerò la lotteria
    non guiderò mai più una macchina usata

    Bruce Springsteen - Used cars



  10. #350
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    "Il raschiare della paletta di plastica sul fondo della coppetta di gelato..."
    Carlo Verdone - La carezza della memoria




    «Io vivo di ricordi, perché sono l'unica prova che ho vissuto e che non sono solo esistito.
    Il ricordo è sempre un conforto, una certezza, l'illusione di una vita che continua.
    Nessuno te lo puà rubare, non può essere inquinato o manipolato. È il tuo film più vero,
    più autentico. Il film della tua vita.»



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