Con te partiro'... - Pagina 73
Fioccano i licenziamenti a Wall Street, ma c’è un colosso globale inondato di CV per 220.000 assunzioni
EY pronta ad assumere nuovi professionisti. Un importante giro di vite nel settore finanziario. Se da una parte le principali banche d?investimento potrebbero tagliare dei posti di lavoro nel corso dei prossimi mesi, le società specializzate in servizi professionali stanno diventando più grandi e sono pronte a nuove assunzioni nel corso dei prossimi mesi.EY, precedentemente
Italia: fiammata della fiducia a novembre fa ben sperare per tenuta Pil. Ecco la view di Ing e Intesa
Rimbalzo a sorpresa della fiducia dei consumatori in Italia. Il clima di fiducia dei consumatori presenta una dinamica positiva, dovuta soprattutto ad opinioni sulla situazione economica del paese (ivi comprese quelle sulla disoccupazione) in deciso miglioramento, seguite da attese sulla situazione economica familiare e da opinioni sul risparmio (possibilità future) in ripresa. Dopo quattro mesi
JP Morgan: bond globali pronti alla grande rimonta del 2023, maxi spinta da $1 trilione
JP Morgan preannuncia la grande rimonta dei bond di tutto il mondo, grazie a una domanda netta di 1 trilione di dollari: stando a quanto riporta un articolo di Bloomberg, JP Morgan spiega l?outlok bullish sui bond con il calo dell?offerta, che dovrebbe procedere a un ritmo più veloce della flessione che interesserà la domanda.Per
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  1. #721
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    I veri amici sono come i diamanti, preziosi e rari.
    I falsi amici sono come le foglie d’autunno, si trovano ovunque.
    (Bruce Lee)


    Anversa é considerata la capitale della lavorazione dei diamanti ed é anche conosciuta
    come Diamondland, terra dei diamanti (Diamantkwartier).


    Nel cosìdetto quartiere dei diamanti, sono presenti 1500 aziende e 4 borse di scambio del diamante. Tradizione storica del taglio e del commercio dei diamanti ad Anversa dura da oltre 500 anni e ancora oggi il centro diamanti di Anversa é conosciuto per la famosa etichetta di qualità, TAGLIATO IN ANVERSA, una delle maggiori garanzie mondiali nella lavorazione delle pietre preziose.

    Nel Cinquecento la città divenne la più importante repubblica mercantile nel mondo occidentale, aveva il monopolio del commercio di diamanti e si poneva inizialmente da tramite tra le principali città della Germania meridionale e la finale destinazione del mercato, Bruges.

    Nonostante quest’ultima potè mantenere una posizione di preminenza fino alla fine del XIV secolo, la sue economia andò man mano decadendo a causa del progressivo insabbiamento del fiume Zwin, che sin dal 1134 collegava Bruges al mare del nord.

    Insieme ad altre attività economiche, il fulcro del commercio dei diamanti, a poco a poco si spostò da Bruges in Anversa, che poteva offrire migliori servizi di scambio. Alla fine del XVII secolo , fu la volta di Amsterdam, città privilegiata da libertà religiosa e civile.

    Una delle caratteristiche principali di Anversa é la presenza di una folta comunità Ebraica, concentrata soprattutto nel quartiere dei diamanti, che risulta infatti dominato da commercianti ebrei ed indiani.

    Più dell’80% delle attività degli ebrei di Anversa é concentrata nel commercio dei diamanti.











  2. #722
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    Op de momenten dat je applaus verdient,
    is er meestal geen publiek.

    Nei momenti in cui ti meriti un applauso,
    di solito non c’è il pubblico.

    Gerd de Ley
    (aforismi in lingua fiamminga)





    Anversa o, ‘t stad (La città). La città più bella del paese. O, come dicono gli anversesi, il centro, perché tutto il resto è semplicemente parcheggio. Arroganti? No, semplicemente orgogliosi della loro capitale del bello, e non senza ragione.

    È impossibile resistere al fascino dell’architettura di Anversa. La magnifica Stazione Centrale, poi edifici come il celebre MAS, palazzi medievali come l’impressionante municipio e i palazzi affacciati sulla piazza principale. La nuovissima Port House di Zaha Hadid l’edificio contemporaneo che ospita il tribunale di giustizia e le gemme dell’Art Nouveau.

    Anversa é assolutamente meta per eccellenza dello shopping nelle Fiandre.

    Tutto ciò non sorprende, già nel ‘500 Anversa era una delle città più ricche d’Europa.

    Nel XVII secolo tra i cittadini illustri si annoveravano due maestri del barocco fiammingo, Pietro Paolo Rubens e Anthony Van Dyck.

    't Eilandje - Essendo stato un quartiere trascurato e scartato solo pochi anni fa , 'Eilandje è ora il punto di riferimento per gli hipster e gli artisti di tutto il mondo. Anche se gli sfarzosi yacht potrebbero non essere adatti a tutti, il porticciolo è un luogo piacevole in cui sognare mari tempestosi e avventure lontane. Sovrasta l'intero quartiere e una tappa obbligata per ogni amante di Anversa è il museo MAS; un punto di riferimento tra la città e il suo porto, questo nuovissimo museo racconta la storia di Anversa e dei suoi abitanti. La vista dal tetto è mozzafiato










  3. #723
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    Ciao Maf, che viaggiatrice che sei (persino il Qutb Minar )

    Di Belgio non so molto, ma mi è rimasta impressa una deliziosa cittadina delle Fiandre: Bruges.











    Un bel centro medievale, con i suoi viali acciottolati, gli archi di mattoni, le chiese di pietra e i pittoreschi ponti. Casette vivacissime attraversate da un reticolo di canali che la fanno somigliare a una piccola Amsterdam.







    E non manca nemmeno il Museo del cioccolato , la cui lavorazione artigianale è molto diffusa e apprezzata nell'intera cittadina. Molti negozi hanno cioccolatini in varie forme, dai tartufi alle praline e altro ancora, e la Old Chocolate House serve 27 diversi tipi di squisite cioccolata calda



    Ultima modifica di diagonale; 16-05-22 alle 14:30

  4. #724
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    A breve distanza, vicino alla stazione ferroviaria, troviamo il lago degli Innamorati (Minnewater).

    Luogo incantevole che anticamente fu il bacino da cui le navi provenienti da ogni parte del mondo conosciuto arrivavano con le stive cariche di sete, vini, spezie, e lana e ripartivano con il carico del prezioso panno fiammingo. Alberi, fiori e i grandi cigni simbolo della città connotano il paesaggio di quest’area, che presenta anche interessanti edifici e monumenti, come le vecchie fortificazioni e la Torre di Guardia.








    Ma soprattutto narra la leggenda che le sponde del lago furono teatro dell’amore intenso, ma contrastato dalle loro famiglie, fra i giovani Minna e Morin, emuli di Giulietta e Romeo di veronese memoria.

    Ultima modifica di diagonale; 16-05-22 alle 14:29

  5. #725
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    Ciao Diago..Vagabondo e giramondo.
    Che bei post ricchi...!


    Con il Mare del Nord come ultimo terrapieno
    E con onde di dune per arrestare le onde
    E con onde di roccia che le maree ripassano
    E che hanno a perdifiato il cuore a marea bassa
    Con un infinito di brume a venire
    Con il vento dell’est ascoltatelo trattenere
    Il piatto paese che è il mio
    Con le cattedrali come uniche montagne
    E neri campanili come alberi della cuccagna
    Dove diavoli in pietra agguantano le nuvole
    Con il filo dei giorni come unico viaggio
    E cammini di pioggia come unica buona sera
    Con il vento dell’Est ascoltatelo volere
    Questo piatto paese che è il mio
    Con un cielo così basso che un canale s’è perduto
    Con un cielo così basso da fare l’umiltà
    Con un cielo così grigio che un canale s’è impiccato
    Con un cielo così grigio da farsi perdonare
    Con il vento del Nord che viene a smembrarsi
    Con il vento del Nord ascoltatelo crepitare
    Questo paese piatto che è il mio
    Con l’Italia che si abbatte sull’Escaut
    Con Frida la bionda quando diventa Margot
    Quando i figli di novembre ci ritornano a maggio
    Quando la piana fumante trema sotto il luglio
    Quando il vento è al ridere quando il vento è al grano
    Quando il vento è a sud ascoltatelo cantare
    Questo piatto paese che è il mio


    Questa celebre canzone è dedicata da Jacques Brel alla sua terra d'origine, il Belgio e, per la precisione le Fiandre dell'Ovest, da cui proveniva la sua famiglia. Interessante la trasposizione in italiano da Herbert Pagani (Lombardia), nel quale le impressioni poetiche del grande cantautore francese sono trasportate nella Pianura Padana, che ha caratteristiche geografiche e paesaggistiche non troppo distanti dal paese del Nord Europa.



    Antwerp: è una delle città commerciali del Belgio e fu uno dei porti principali del paese a causa del molo sul fiume Escalda.
    Da visitare anche il lussuoso castello, la cui architettura vi lascia senza fiato grazie ai dettagli fiamminghi. Anrwerp inoltre ha un museo che è uno dei più popolari e una visita obbligata in città. Assieme al museo di Rubens e alla cattedrale, rappresentano alcuni dei posti principali di questa città.



    Ghent: La città di Ghent è quasi universitaria ed è una cosa che la definisce. Un quinto dei 250.000 abitanti sono studenti. In quanto capitale universitaria possiede un enorme patrimonio culturale. Il centro stile medievale, per poter comprenderne l’importanza. Il Castello di Ghetn è uno dei luoghi più belli della città e non potete perderlo, ma la verità è che quasi tutti i monumenti qui sono unici.




    Ultima modifica di maf@lda; 16-05-22 alle 16:02

  6. #726
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    John Steinbeck, famoso scrittore statunitense, descrisse Positano come “posto di sogno che diventa
    animatamente vivo quando te ne sei andato”.




    Passando a Ravello, nel XIV secolo Giovanni Boccaccio la decantò nel Decamerone, e fu a Ravello che
    Richard Wagner compose il II atto dell’opera Parsifal nel 1880 e dove D.H. Lawrence scrisse, nel 1927,
    “L’amante di Lady Chatterley
    ”.







  7. #727
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    Greta Garbo ritratta nel 1938 a Ravello.
    Quando a Ravello arrivò Greta Garbo
    La fuga d’amore a Ravello dell'attrice svedese Greta Garbo e il direttore d'orchestra Leopold Stokowski è ormai storia, ma nessuno conosce realmente la verità che c’è dietro a quel soggiorno condiviso a Villa Cimbrone, che reca una targa in ricordo.
    La versione più romantica e consacrata della vicenda, per quanto conclusasi con un mancato matrimonio, è meravigliosamente raccontata da Maria Rispoli nel suo bell'articolo pubblicato sul periodico L'ISOLA:



    "La strada è in salita. Mano a mano che si avanza il rumore della costa lascia spazio al silenzio. Dall'alto lo sguardo segue la mondanità che ormeggia nel porto, i tuffi adolescenziali ed il relax sdraiato al sole. Tutto si fa più piccolo e si perde nello smeraldo. Pian piano i tornanti salutano il mare conducendo il viaggiatore lungo un percorso fatto di rocce e di verde. La nostalgia che accompagna l'allontanarsi dalla vanitosa Amalfi è presto cancellata dalla bellezza del paesaggio. Intorno monti, alberi, quiete coccolano lo sguardo. Accolgono ed offrono riparo dalla frenesia quotidiana. Castagni, viti, querce sono pennellate di colore che la natura ha dipinto sulle curve montuose. Intorno al VI secolo la fecondità di questa terra, ricca di acqua e di vegetazione, portò l'aristocrazia romana a rifugiarsi nei Monti Lattari per sfuggire alla furia barbarica. Nacque così Ravello...
    I secoli sono cristallizzati in ogni angolo, in ogni scorcio, in ogni singolo gradino che conduce lungo le suggestive stradine. Giardini, botteghe, palazzi, case coloniche e terreni coltivati. L'atmosfera profuma di un passato fatto di aristocratici vezzi ed economiche concretezze. Ravello, adagiata sul piccolo promontorio del Cimbronium, è una donna elegante ed altera che con raffinata discrezione si affaccia dalla sua terrazza a guardare il blu del mare e del cielo...Ravello si lascia guardare, si lascia scoprire. Viuzze profumate di glicini, bouganville e gelsomini, scalini, scorci che sembrano uscire fuori da una tela.
    E, poi, Villa Cimbrone: il sogno tra gli occhi abbagliati di sole e di pace. La dimora patrizia, appartenuta alla nobile famiglia degli Acconciajoco e, successivamente, al casato Fusco, venne realizzata sui resti di un insediamento romano spaziando lungo oltre sei ettari di giardini. La villa fu acquistata nel '900 da Lord Grinthorpe Ernest William Beckett. Il gentiluomo inglese, esperto viaggiatore e fine cultore dell'arte antica e moderna, affidò i lavori di ristrutturazione a Nicola Mansi, sarto ravellese trasferitosi oltremanica, dallo spiccato senso architettonico. Il desiderio era quello di rendere la villa "il luogo più bello del mondo". Attraversando gli immensi spazi ci si rende subito conto che il sogno di Lord Grinthorpe divenne realtà. La bellezza è ovunque. Negli archi, nei tempietti, nelle statue, nell'arcobaleno che bacia esotici petali, nella Rondinaia protesa sul mare. Lo stile mediterraneo sposa il mondo anglosassone in un'atmosfera quasi magica. Lungo i vialetti i pastelli di giovani viaggiatori tratteggiano emozioni. Il tempo è come se si fosse fermato.
    Punto di incontro tra gli inglesi trasferitisi in Costa d'Amalfi ed il famoso circolo londinese di Bloomsbury, Villa Cimbrone offre a chi la guarda lo stesso fascino di quell'epoca. Ed ecco allora che tra chi scrive note di viaggio sul suo taccuino pare scorgersi il profilo di D.H. Lawrence o quello di Forster, mentre seduti ad un tavolino i Duchi di Kent sorseggiano una tazza di thè. Più in là, dopo il viale dell'Immenso, due innamorati riempiono i loro occhi di azzurro affacciati alla terrazza dell'Infinito. Sono Greta Garbo e Leopold Stokowsky. Lo sguardo dell'attrice svedese aveva incrociato quello del geniale compositore a Hollywood, a casa della scrittrice Anita Loos. Lui l'aveva invitata a ballare. Di lì aveva avuto inizio la più bella storia d'amore vissuta dalla seducente Mata Hari. Si erano dati appuntamento, pochi mesi dopo il loro primo incontro, in Costiera Amalfitana. Giunti a Ravello, dopo una breve visita alla basilica, i due si erano addentrati tra le vie strette del paesino per raggiungere Villa Cimbrone. Lui aveva 56 anni, Greta 32. La sua infanzia senza bambole, senza giochi, la sua adolescenza da insaponatrice nei negozi di barbiere e, poi, da commessa ai grandi magazzini erano ormai un ricordo sbiadito. La scontrosa ed impacciata signorina Gustafsson aveva lasciato il posto a La Regina Cristina. Gli uomini impazzivano per lei. Nell'immaginario di tutti era la sfinge, la grande ammaliatrice, la donna appassionata e fatale de La carne e il Diavolo. Nel tempo libero, però, era semplicemente Greta, una giovane donna dallo stile androgino ed essenziale, particolarmente schiva verso gli obiettivi. Niente drappeggi di seta, ricami o gioielli, ma giacche di taglio maschile, pantaloni, camice, cravatte. Era lo stile Garbo. La bella attrice svedese aveva ammaliato centinaia di uomini con il suo sguardo ma nessuno era riuscito a far breccia nel suo cuore e nella sua anima. Lo stesso rapporto con l'americano John Gilbert, stella del cinema muto, al quale la Garbo era sinceramente legata, si interruppe proprio nel momento in cui questi cercò di mettere la parola "per sempre" accanto alla loro liaison. La divina, infatti, era scappata dal municipio dove l'attore l'aveva condotta con uno stratagemma per sposarla. Nonostante la sua avversione per i legami duraturi, la Garbo visse una breve, ma intensissima love story con il celebre direttore d'orchestra.



    Durante quei giorni si fecero cullare dalle curve della costiera. Respirarono profumo di rose e di camelie. Scoprirono il fascino di Capri. Dimenticarono presto le diete hollywoodiane per assaporare i piatti preparati dalla cuoca Maria Raffaella Sorrentino, al loro servizio. Protetti dall'intimità e dal fascino della residenza di Lord Grinthorpe fecero lunghe passeggiate nei boschi. Sdraiati sui prati lessero libri con l'infinito a fare da spettatore. In quel periodo Stokowsky scrisse ad un amico di essersi innamorato "della donna che, con il suo fascino ed il suo mistero, ha soggiogato il mondo". Si racconta che una di quelle sere il carismatico maestro porse alla divina un astuccio con un anello chiedendole la mano. Ma gli happy end spesso suonano banali, soprattutto quando a scrivere la sceneggiatura di una storia sentimentale è La tentatrice, colei che poco tempo prima aveva dichiarato: "No, non mi sposerò mai. I film sono tutta la mia vita". Assaliti dalla stampa europea ed estera, fiondatasi nel tranquillo paese della Costiera appena trapelata la notizia della loro romantica fuga d'amore, Leopold e Greta indissero una conferenza stampa nella biblioteca della villa negando categoricamente qualsiasi progetto di matrimonio. Il musicista fu il primo a ricevere i giornalisti. Subito dopo, in abito blu, sciarpa dello stesso colore e camicia gialla fece il suo ingresso l'attrice. Stringendo nervosamente tra le mani i suoi guanti neri disse: "I only want to be let alone". L'azzurro del mare di Amalfi luccicava dalle finestre della stanza. Ci fu una pausa. Poi, aggiunse: "Il signor Stokowsky è un amico che mi ha offerto di fare un viaggio con lui per vedere alcuni dei luoghi più belli del mondo". La coppia si dileguò. Trascorsero i giorni successivi in totale riservatezza, ma era chiaro che tra loro le cose non erano più come prima. Partirono per il Nordafrica e la Svezia, non prima di aver salutato malinconicamente Ravello. Quel paesino per quasi un mese era stato il loro rifugio, il loro amico, il complice silenzioso di un sogno di intima felicità".


    https://www.amalfinews.it/it/storia-...o-2651/article










  8. #728
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  9. #729
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    Citazione Originariamente Scritto da maf@lda Visualizza Messaggio


    John Steinbeck, famoso scrittore statunitense, descrisse Positano come “posto di sogno che diventa
    animatamente vivo quando te ne sei andato”.




    Passando a Ravello, nel XIV secolo Giovanni Boccaccio la decantò nel Decamerone, e fu a Ravello che
    Richard Wagner compose il II atto dell’opera Parsifal nel 1880 e dove D.H. Lawrence scrisse, nel 1927,
    “L’amante di Lady Chatterley
    ”.







    Le immagini che hai postato trovano un appassionato plauso in una lettera scritta da un regista proprio toscano che hai più volte riportato qui.

    "Non si viene o non si torna a Positano, mai per caso.
    Ogni volta è come un appuntamento con una creatura meravigliosa che adoriamo già nel nostro inconscio.

    Ritrovandola, oppure conoscendola per la prima volta, fioriscono nella mente i versi di Dante… E dà per gli occhi una dolcezza al core che intender non la può chi non la prova…

    E ci chiediamo con animo inquieto se sia possibile che questa bellezza sia là ad aspettare proprio noi e cosa abbiamo fatto per meritarla. Perfino l’amore che anche gli altri provano per lei, forte quanto il nostro, lungi dallo scatenare nel nostro cuore risentimenti o gelosia, accresce ancor più il nostro orgoglio e la nostra fierezza di amanti “se l’amano tutti vuol dire che è bella”.

    Perché l’amiamo tanto? Perché tanti l’anno amata e son venuti fin qui da ogni parte del mondo per godere di questo amore?

    In nessuna parte del nostro mondo, io non ho mai conosciuto un luogo dove le grandi componenti della Natura hanno saputo coniugarsi in modo cosi esemplare, per giungere ad una violenta e totale perfezione.
    Il mare, le possenti montagne che si calano dentro, i cieli che offrono ad ogni istante una sorprendente tavolozza, il verde che l’uomo ha saputo sapientemente intrecciare alla Natura, entrando discretamente e amorevolmente nel suo antico quadro.

    L’uomo che ha apposto le sue case, povere o ricche che siano, i suoi orti e i suoi giardini, seguendo le pieghe e i dirupi delle valli scoscese, traendone sostentamento e bellezza.

    E poi, quest’aria antica, come di quando l’uomo non esisteva ancora, fin dal tempo delle mitiche Sirene, che hanno continuato a modulare il loro irresistibile richiamo fino ai difficili giorni di oggi, incantando i nostri sensi. Tutti diventiamo proprio come Ulisse che dovette essere incatenato alla sua nave perché non cadesse nella loro tentazione. Una dolcissima gratificante tentazione, tuttavia, un peccato che non è più un peccato anche se ne porta tutta la sua inebriante sensualità e la sua incantevole innocenza. Positano! Se qualcuno non c’è stato ancora si affretti. La sua vita sarà più ricca e felice quando l’avrà conosciuta."

    (Franco Zeffirelli)



  10. #730
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    LA COSTA SMERALDA, PER I PASTORI SARDI "L'INFERNO", È STATA LA PIÙ GRANDE INVENZIONE,
    E IL SUCCESSO PIÙ CLAMOROSO, NELLA STORIA DEL TURISMO MODERNO


    La Costa Smeralda venne scoperta da un banchiere anglo-tedesco, che per lei perse prima la testa e poi il senso degli affari.
    Nel luglio del 1960 Ronald Grierson, direttore generale della Warburg Bank, si innamorò senza rimedio di Capriccioli.

    Ne parlò in un club della City (il Dorchester), e convinse Patrick Guinness, il fratellastro di Karim Aga Khan, a formare una società – l’EtablissmentRomazzino − per rastrellare quei terreni sul mare che i sardi chiamavano unfarru, inferno, ma assomigliavano tanto all’idea che gli inglesi avevano del paradiso: i Caraibi, a due ore di volo da Londra.



    Grierson nel1960 comprò 170 ettari a Romazzino, versando ai nove proprietari 85 milioni di lire. Poi, quando l’avventura prese corpo, e il marchio venne registrato – Costa Smeralda è un’indicazione commerciale, non geografica – si sfilò: giudicava «altamente improduttivo» l’investimento, chiese indietro la sua quota e passò il resto dei suoi 93 anni a maledire quel voltafaccia.







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