Con te partiro'... - Pagina 64
Societe Generale amplia la gamma di con 11 Recovery Bonus Cap su titoli azionari
Societe Generale ha ampliato la propria gamma di Bonus Certificate mettendo a disposizione sul SeDeX di Borsa Italiana 11 nuovi Recovery Bonus Cap. I nuovi strumenti consentono di prendere un?esposizione …
La Bce colpisce e affonda i BTP, è fiammata dello spread. La Lagarde non riesce a sedare scommesse rialzo tassi nel 2022
Fiammata post-Bce dei rendimenti dei titoli di Stato. Il rendimento del Btp a 10 anni ha oltrepassato di slancio la soglia dell’1% toccando un picco a 1,04%, sui massimi a …
Bce, Lagarde sfida mercati monetari, conferma natura ‘temporanea’ inflazione. Ma in Austria il ministro delle finanze Bluemel ha perso il sonno
L’area euro non fa fronte al rischio di stagflazione e, sebbene gli acquisti di asset effettuati con il PEPP modereranno il passo – come annunciato nella precedente riunione del Consiglio …
Tutti gli articoli
Tutti gli articoli Tutte le notizie

  1. #631
    L'avatar di maf@lda
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Messaggi
    32,591
    Mentioned
    4 Post(s)
    Quoted
    695 Post(s)
    Potenza rep
    42949689


    "Lo conosci ma non sai definirlo, lo percepisci ma non riesci ad assaporarlo,
    lo avvicini ma non ne cogli l’anima.
    Araba fenice della gastronomia internazionale, utopia dei sensi, il tartufo
    bianco è essenzialmente profumo, e solo dopo anche gusto.
    (Carlo Cracco)



    ACQUALAGNA, CAPITALE DEL TARTUFO

    Acqualagna è un comune italiano della provincia di Pesaro e Urbino. Acqualagna, nei pressi della magnifica Gola del Furlo, è definito a livello nazionale la Capitale del Tartufo: dal pregiato bianco di Acqualagna al nero di Norcia, al bianchetto e allo scorzone.
    Ad Acqualagna, e in tutti i comuni limitrofi, è presente una storia ed una cultura che parte dall’epoca romana per evolversi fino ai giorni nostri.
    La Fiera Nazionale del Tartufo si svolge gli ultimi week end di ottobre e il primo di novembre.



    Acqualagna è circondata da altrettanti paesi che raccontano la storia e la cultura dell’entroterra pesarese. A pochi chilometri dalla Capitale del Tartufo è possibile raggiungere: Piobbico; Urbania, conosciuta in territorio nazionale per l’arte della lavorazione delle ceramiche e della maiolica; Apecchio, situato ai piedi del Monte Nerone a pochi chilometri da Piobbico; Cagli, posto ai piedi dei monti Catria e Petrano.

    Tipica è l'industria di lavorazione della pietra del Furlo e anche la produzione dei camini.




    "Colui che dice tartufo pronuncia una grande parola che risveglia ricordi erotici e golosi
    nel sesso portatore di gonne, e ricordi golosi ed erotici nel sesso portatore di barba".
    (Anthelme Brillat-Savarin)



  2. #632
    L'avatar di maf@lda
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Messaggi
    32,591
    Mentioned
    4 Post(s)
    Quoted
    695 Post(s)
    Potenza rep
    42949689
    Angkor è il sito archeologico più importante della Cambogia e uno dei più importanti del Sud-est asiatico.
    Nel periodo compreso fra il IX ed il XV secolo ospitò la capitale dell'Impero Khmer, di cui fu il centro religioso e politico.

    Il sito occupa parte della vasta pianura alluvionale compresa tra il grande lago Tonlé Sap e il gruppo montuoso del Phnom Kulen.
    La città di Siem Reap, sviluppatasi a partire dagli anni venti parallelamente all'aumento del flusso turistico, è il punto principale di accesso.



    La maggioranza dei templi più noti e visitati è concentrata in un'area di circa 15 km per 6,5 km a nord di Siem Reap ma l'area totale definibile come Angkor è molto più vasta.
    Il "parco archeologico di Angkor", istituito per decreto reale nel 1994, si estende su 400 km² e comprende siti come Kbal Spean, distante 40 km dalla zona centrale.




    Cronologia del culto religioso
    Shiva è la divinità principale dal IX all’XI secolo, rapresentata nei templi dal membro maschile (Linga), simbolo di virilità e fertilità. In questo periodo il sovrano è considerato una divinità, la rappresentazione terrena di Shiva (Devaraja);
    Dal XII secolo, con l’ascesa al trono di Suryavarman II la divinità principale è Vishnu, che combatte i demoni riportando ordine e stabilità;
    Verso la fine del XII secolo, Jayavarnman VII proclama il Buddhismo Mahayana religione ufficiale dell’Impero. Buddha e Lokeshvara rappresentano le principali decorazioni dei templi realizzati in quel periodo (vedi Angkor Thom);
    Durante il XIII secolo si riaffermò il culto Hindù. In questo periodo, il sovrano Indravarman II, devoto a Shiva, ordinò la distruzione di gran parte delle immagini del Buddha realizzate il secolo precedente;
    Con l’invasione da parte del Regno di Ayutthaya nel 1431, il Buddhismo Theravada divenne la religione ufficiale (il Buddhismo Theravada è tutt’oggi la religione ufficiale del Regno di Cambogia



    Angkor Wat è il complesso templare più grande e famoso dell’Impero Khmer,

    A differenza degli altri templi di Angkor, tutti i principali santuari del complesso sono rivolti verso ovest (e non verso est).



    Gli storici ritengono che tale soluzione progettuale dipenda dal fatto che nella mitologia Induista i territori occidentali sono connessi alla figura di Vishnu, divinità alla quale il tempio fa riferimento.

    Non solo. L’ovest rappresenta il tramonto, la fine della vita, motivo per cui si ritiene che Angkor Wat fosse stato realizzato per essere la tomba monumentale (mausoleo) di Suryavarman II, il sovrano che commissionò la costruzione del complesso.







  3. #633
    L'avatar di diagonale
    Data Registrazione
    Jan 2014
    Messaggi
    31,053
    Mentioned
    29 Post(s)
    Quoted
    8159 Post(s)
    Potenza rep
    42949680

    - 2 -



    Angkor Wat, abbandonata appunto dal popolo Khmer nel XV secolo dopo la sconfitta contro i siamesi (Ayuttaya era la capitale dell'odierna Thailandia), fu riscoperta dai francesi 400 anni dopo, quando era stata nel frattempo inghiottita dalla circostante foresta pluviale. In particolare un ufficiale della marina militare, Pierre Loti, ne vide l'immagine su una rivista coloniale e sognò il viaggio fino a raggiungerla, che ci ha poi narrato nel suo libro.



    "Si ergono delle torri a forma di tiara, torri in pietra grigia che si stagliano nella luce sbiadita del cielo."

    (Pierre Loti, Un pellegrino ad Angkor)

    Ben noto in Asia, il sito ha raggiunto fama mondiale una ventina d'anni fa, grazie al blockbuster statunitense Lara Croft. L'immagina più iconica è certamente quella del Ta Prohm, dove l'edificio è invaso e convive con i maestosi alberi coesistenti



    "Il fico delle rovine cui nulla resiste. E' lui che oggi regna su Angkor. Sopra ai palazzi e ai templi che pazientemente disgregato con la sua pallida ramificata ossatura, maculata come i serpenti e l'ampia cupola di foglie."

    (P. Loti)




    "Ta Prohm che Jayavarman VII fece erigere per ospitare il culto della madre.. non offre nessuno dei panorami spettacolari di Angkor Vat o le sorprese architettoniche del Bayon.. Ta Prohm è un cataclisma arrestato. Nella sua invasione, la foresta non vi ha fatto irruzione ma si è rovesciata sopra dall'alto... Quando si entra in un cortile è come entrare in un nuovo mondo vegetale, non quello di rami e foglie che conosciamo, ma quello delle radici... Le radici seguono il profilo dell'opera in muratura, raddoppiano colonne e pilastri."

    (Norman Lewis, Un dragone apparente)


    Ultima modifica di diagonale; 29-09-21 alle 10:13

  4. #634
    L'avatar di diagonale
    Data Registrazione
    Jan 2014
    Messaggi
    31,053
    Mentioned
    29 Post(s)
    Quoted
    8159 Post(s)
    Potenza rep
    42949680

    - 3 -

    Prima di Tomb Raider, erano 35 anni che non veniva girata una pellicola in questi luoghi.

    Termina inoltre nella spettacolare cornice dei suoi edifici, di arenaria rossa, il capolavoro del regista cantonese Wong Kar-wai, In The mood for love.




    Ma a noi era già giunta la suggestione di questo sito magico attraverso lo straordinario viaggiatore e cronista dell'indocina Tiziano Terzani, già altre volte citato.



    Ci sono alcuni posti al mondo in cui uno si sente orgoglioso di essere membro della razza umana. Uno di questi è certo Angkor. Dietro la sofisticata e intellettuale bellezza di Angkor c’è qualcosa di profondamente semplice, di archetipo, di naturale che arriva al petto senza dover passare per la testa. In ogni pietra c’è un’intrinseca grandezza di cui uno finisce per portarsi dietro la misura.
    Non occorre sapere che ogni particolare aveva per i costruttori un suo significato, che ogni pietra, ogni scrittura, ogni cortile, ogni pinnacolo erano tasselli dell’immenso mosaico che doveva raffigurare i vari mondi, compreso quello superiore, con al centro il mitico Monte Meru. Non occorre essere buddhisti o hindu per capire. Basta lasciarsi andare per sentire che ad Angkor, in qualche modo, ci si è già stati
    .”












    Ultima modifica di diagonale; 29-09-21 alle 11:39

  5. #635
    L'avatar di maf@lda
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Messaggi
    32,591
    Mentioned
    4 Post(s)
    Quoted
    695 Post(s)
    Potenza rep
    42949689
    Complimenti Diago, sei una guida turistica eccezionale!

    Il parco nazionale di Bokor e la città fantasma

    Attrazione principale della zona di Kampot e Kep è il parco nazionale dell’altopiano di Preah Monivong Bokor, distante circa 40 km dal capoluogo.

    Fino alla metà del secolo scorso Bokor era la meta di villeggiatura più importante del Paese.
    Accoglieva, infatti, una delle residenze del Re e molte ville dei cambogiani più facoltosi; vi risiedevano anche un gran numero di francesi, che avevano fatto costruire una chiesa cattolica, un casinò, hotel di lusso ed una stazione climatica.

    Con l’avvento del regime di Pol Pot lo scenario cambiò drammaticamente.
    Oggi i visitatori del parco di Bokor si trovano di fronte edifici abbandonati sulla collina, spesso avvolti da una lieve nebbia che conferisce alla località un’atmosfera meravigliosamente spettrale.

    Non a caso qui vi furono girate diverse scene del film del 2002 “City of Ghosts” di e con Matt Dillon.











  6. #636
    L'avatar di diagonale
    Data Registrazione
    Jan 2014
    Messaggi
    31,053
    Mentioned
    29 Post(s)
    Quoted
    8159 Post(s)
    Potenza rep
    42949680

    - 4 -

    Citazione Originariamente Scritto da [email protected] Visualizza Messaggio
    Complimenti Diago, sei una guida turistica eccezionale!

    CUT

    You too

    .

    Oltre ai templi circostanti, possiamo ammirare alla base dell'edificio principale un lunghissimo bassorilievo, di un centinaio di metri per ciascuna delle pareti, avente per argomento eventi epici, alcuni dei quali tratti dal poema hindù Ramayana, e rappresentazioni dell'esercito del re Suryavarman II.









    "Sono finestre molto molto eleganti, adornate da cesellature così fini da sembrare merletti distesi sulla pietra, sorrette da piccoli pilastri inanellati che sembrano colonnine di legno lavorate al tornio in modo magistrale, ma che invece sono di granito come tutto il resto delle mura!"

    (P. Loti)


    E queste figure femminili danzanti sono le Apsaras, ninfe semidivine, che addolciscono numerosi angoli del sito.









    Ultima modifica di diagonale; 01-10-21 alle 14:12

  7. #637
    L'avatar di maf@lda
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Messaggi
    32,591
    Mentioned
    4 Post(s)
    Quoted
    695 Post(s)
    Potenza rep
    42949689


    Château de l’Horizon, il luogo in cui avvenivano le feste più belle della Costa Azzurra

    Alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, era l'angolo più esclusivo della Costa Azzurra dove si respirava un clima particolarmente frivolo e spensierato. Proprio qui, fra Cannes e Juan-les-Pins, sorgeva una mega villa bianca in stile art-déco: lo Château de l’Horizon.




    A costruirlo nei primi anni Trenta fu un’americana, l’attrice e socialite Maxine Elliot che ingaggiò il giovane architetto modernista Barry Dierks (successivamente realizzò oltre cento progetti tra i quali Villa Le Trident, sua residenza personale).

    Da Coco Chanel ai Duchi di Windsor, da Somerset Maugham a Cecil Beaton, da Liz Taylor a Gianni Agnelli: i personaggi famosi che occuparono le stanze dello Château non si contano.



    Come racconta, con dovizia di particolari, Mary S. Lovell nel libro Côte d’Azur. 1920-1960: gli anni d’oro della Riviera francese
    . In questo angolo di paradiso incastonato nella roccia, dove la piscina era fuori misura e la terrazza punteggiata di tende parasole a coprire i tavoli da gioco (le carte erano la vera passione della padrona di casa), si è fatta politica e baldoria, si sono intrecciati flirt e grandi passioni. Probabilmente anche l’unico tradimento coniugale di Sir Winston Churchill con la bellissima e furbissima Doris Castlerosse (prozia della top model cara Delevingne) si consumò nelle stanze della villa.



    Il 27 maggio 1949, lo Château de l’Horizon balzò agli onori delle cronache mondiali in quanto scenario del matrimonio tra il principe playboy Aly Khan, che aveva acquistato l’immobile dagli eredi di Maxine Elliot per sessantacinquemila sterline dell’epoca (corrispondenti a circa due milioni e trecentomila sterline attuali), e l’attrice Rita Hayworth: due composizioni floreali lunghe quattro metri e mezzo con le iniziali degli sposi furono adagiate nella piscina in un tripudio di acqua di colonia. Le nozze, si sa, non furono baciate dalla fortuna.

    Con la scomparsa di Aly Khan, la cui tomba è rimasta per molto tempo nel giardino della villa, si conclude il periodo dorato.



  8. #638
    L'avatar di maf@lda
    Data Registrazione
    Jun 2005
    Messaggi
    32,591
    Mentioned
    4 Post(s)
    Quoted
    695 Post(s)
    Potenza rep
    42949689
    Lítla Dímun

    In un posto lontano e remoto, ma estremamente affascinante e suggestivo, esiste un’isola disabitata che sembra uscita da una fiaba perché ricoperta da una nuvola fitta e lenticolare.
    Lítla Dímun è la più piccola delle isole che compongono l’arcipelago delle Faroe.

    Sono solo 0,82 i chilometri caratterizzano questa isola che, per dimensioni e forma, assomiglia a un grande scoglio che emerge dai freddi mari del nord. Eppure è proprio al si sopra di quella limitata superficie che si verifica un fenomeno incredibile.

    Capita che Lítla Dímun appaia agli occhi di chi la guarda come avvolta da una candida coperta, si tratta di una nuvola lenticolare, un fenomeno questo che possiamo osservare spesso sulle vette delle montagne o sulla cima delle rocce. Oltrepassando i 400 metri di altezza dal livello del mare, anche la più piccola delle Faroe è soggetta a questo fenomeno. Ed è bellissima.

    Tra tutte le isole dell’arcipelago situato tra l’Islanda e la Norvegia, Lítla Dímun è l’unica che è rimasta disabitata anche se non completamente. Se è vero infatti che qui nessuna comunità ha messo radici, è altrettanto vero che questo lembo di terra è stato utilizzato per secoli per il pascolo di pecore allo stato brado.

    A quanto pare, questa usanza di lasciare gli animali sull’isola per farli vivere in libertà, affonda le sue origini in tempi antichissimi. Sembra infatti che il primo gregge fu portato lì durante l’epoca neolitica con l’obiettivo di popolare l’isola. Ancora oggi, gli allevatori delle isole dei dintorni, lasciano pascolare lì le loro pecore.

    Arrivare sull’isola però non è facile, e soprattutto non è da tutti. Le falesie, infatti, sono scalabili solo arrampicandosi, per fortuna però i proprietari delle pecore hanno disposto delle corde per aiutare nell’impresa. L’accesso a Lítla Dímun resta comunque difficile, soprattutto a causa della costa frastagliata.

    Si può ammirare però in tutta la sua bellezza, soprattutto quando la nuvola appare sulla cima e la avvolge, come se fosse un cappello, fino a sparire nel mare. La migliore visione di questo spettacolo naturale si ha dai villaggi di Hvalba e Sandvík sulla vicina isola di Suðuroy.









Accedi