Con te partiro'... - Pagina 11
Bitcoin e il sogno Amazon durato un giorno. La view e l’analisi tecnica (anche sull’Ethereum) di IG
Si sgonfiano, ma solo in parte, le quotazioni delle criptovalute. La smentita ufficiale di Amazon, dopo le speculazioni su un suo presunto interesse a entrare nel mondo delle criptovalute, magari …
Investimenti e la difficile gestione di cospicue eredità: i Millennial più propensi ad affidarsi a consulenti finanziari
Tre quarti degli investitori Millennial italiani desiderano espandere le loro conoscenze in materia di investimento e quasi un quarto indica che il proprio bisogno di consulenza finanziaria è aumentato negli …
Tutto dipende dalla Fed: gli strategist rimangono bullish per prossimi trimestri, tra i settori rimane alto l’appeal dello ‘stay-at-home’
Nonostante gli elevati ritorni dei mercati, l’economia globale non si è ancora completamente riaperta e più della metà (57%) degli strategist prevede che ci vorranno altri sei/nove mesi perché il processo di …
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  1. #101
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    Stranger in Moscow – Michael Jackson

    Il brano, scritto da Jackson mentre si trovava in tournée a Mosca nel 1993, fu concepito nel pieno del clamore mediatico suscitato dalle accuse di pedofilia mosse contro l'artista, che nel testo fa riferimento a un'«improvvisa perdita della reputazione» (

    Stranger in Moscow è una ballad in stile rhythm and blues, scritta da Michael Jackson in una stanza d'hotel in occasione della tappa russa del Dangerous World Tour. Durante la sua permanenza in albergo, il cantante si affacciò alla finestra e vide una folla che lo acclamava; malgrado l'affetto dei fan, egli continuava a sentirsi solo e il suo stato d'animo malinconico, unito all'atmosfera cupa della città, offrì lo spunto per il brano.A questo riguardo il cantante raccontò:

    «[La canzone] si è un po' creata da sola; la sentivo dentro di me, perché rifletteva cosa stavo provando ai tempi.
    Ero tutto solo nel mio hotel, stava piovendo e ho iniziato a scriverla.»


    Con il suo tempo di 66 battiti per minuto, Stranger in Moscow si annovera fra i pezzi più lenti composti dall'artista.Secondo il giornalista William Swygart di Stylus Magazine, i numerosi riferimenti all'immaginario e al simbolismo russo contribuiscono a suscitare nell'ascoltatore occidentale un senso di paura e alienazione, in modo simile a quanto fatto dai Simply Red nell'album Love and the Russian Winter del 1999.Nel testo di Stranger in Moscow sono infatti menzionati il Cremlino di Mosca, la tomba di Stalin e il KGB, che in realtà era stato sciolto poco meno di due anni prima rispetto al momento in cui la canzone fu scritta. Nella parte conclusiva del pezzo, una voce sussurra la seguente frase in lingua russa: «Perché sei venuto qui dall'Occidente? Confessa! Per sottrarre le grandi conquiste del popolo, le grandi realizzazioni dei lavoratori...»)










  2. #102
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    As Time Goes By è una canzone scritta da Herman Hupfeld nel 1931, la cui fama si è accresciuta nel 1942 quando fu cantata
    dal personaggio di Sam (Dooley Wilson) nel film Casablanca





    Devi ricordarti che, un bacio è sempre un bacio
    Un sospiro è solo un sospiro, le cose basilari a cui ci si riferisce

    Mentre il tempo pass
    E quando due innamorati tubano, si dicono ancora “Ti amo”
    Su quello si fa affidamento, non importa cosa potrà recare il futuro

    Mentre il tempo passa
    Chiari di luna e canzoni d’amore sempre attuali
    Cuori pieni di passione, gelosia ed odio

    La donna ha bisogno di un uomo, e l’uomo ha bisogno della sua compagna
    Nessuno può negarlo
    È sempre la solita vecchia storia, una lotta per l’amore e la gioia

    Una questione cruciale, il mondo accoglierà sempre gli innamorati
    Mentre il tempo passa



    Era il 1942 e in pieno conflitto mondiale veniva girato uno dei film più amati della storia del cinema: “Casablanca”, di Michael Curtiz.
    Il film, ambientato appunto a Casablanca, in Marocco, in realtà fu realizzato interamente in California, negli studi della Warner Bros
    e all’aeroporto di Van Nuys, sobborgo di Los Angeles.

    La storia d’amore fra lo spietato e cinico americano Rick Blaine, interpretato da Humphrey Bogart, e l’antinazista norvegese Ilsa Lund,
    Ingrid Bergman, collocata appunto nell’Africa francese occupata dai nazisti all’inizio del 1941, è diventata nel tempo sinonimo dell’eterno
    dissidio fra passione amorosa e senso del dovere, fra spietatezza della guerra e valori morali di solida umanità.
    Il film vinse tre Oscar (film, regia, sceneggiatura)









  3. #103
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    Era la fine del 2014, quando il regista-007 Sam Mendez ha portato l’attore Daniel Craig, che interpreta James Bond
    nel 24° film “Spectre” dell’agente segreto, a Sölden nella valle Oetztal.
    Immagini mozzafiato di inseguimenti lungo la Strada del Ghiacciaio e sul monte Gaislachkogel a più di 3.000 m s.l.m.,
    dove nel film si trova la “Clinica Hoffler”.
    James Bond ha girato queste scene nella neve della valle Oetztal nell’ “ice Q”, l’imponente ristorante in vetta, che ricorda un cubetto di ghiaccio.













  4. #104
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    Kenya, Oceano Indiano

    Citazione Originariamente Scritto da maf@lda Visualizza Messaggio
    Hujambo? Habari za asubuhi Diago? (in swahili)
    Ciao/come stai? Come va questa mattina Diago?




    L’Africa è un pensiero, un’emozione, quasi una preghiera: lo sono i suoi silenzi infiniti;
    i suoi tramonti; quel suo cielo che sembra molto più vicino del nostro, perché si vede di più,
    perché le sue stelle e la sua luna sono più limpide, nitide, pulite: brillano di più.

    (Claudia Cardinale)












    Nzuri , bella Signora , asante sana.


    Oggi andiamo pure ammare

    Allegato 2604133

    Garoda



    Lamu


    Allegato 2604131

    la caratteristica imbarcazione a vela triangolare: il Dow






    Watamu




    Chale

    .



    Ultima modifica di diagonale; 28-05-19 alle 10:19

  5. #105
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    Og god dag til deg...Diago!




    Norwegian Wood (This Bird Has Flown) è un brano musicale dei Beatles, scritto principalmente dal solo John Lennon,
    ed inserito nell'album Rubber Soul del 1965.
    Il brano segnò la prima volta nella quale un gruppo pop-rock occidentale inserì il sitar in una canzone.
    Il protagonista inizia il suo racconto optando per un approccio classico: «I once had a girl... » ("Una volta avevo una ragazza"), per poi ribaltare immediatamente
    la situazione: « ...or should I say she once had me» ("o forse dovrei dire, lei aveva me"). Appena entra nell'abitazione della ragazza, quest'ultima non tarda
    a fargli notare la qualità del legno norvegese, probabilmente della mobilia che arreda l'abitazione («She showed me her room, isn't it good Norwegian wood?»,
    "Mi mostrò la sua camera. Non male vero? Legno norvegese").

    L'abitazione non ha però alcuna sedia ed egli sarà costretto a sedersi su di un tappeto («She asked me to stay and she told me to sit anywhere, / So I looked around and I noticed there wasn't a chair. / I sat on a rug, biding my time, drinking her wine», "Mi disse di restare e di sedermi dove volevo, / così mi guardai attorno e notai che non c'era nemmeno una sedia. / Mi sedetti su un tappeto, aspettando mentre bevevo il suo vino").

    Fatte le due di notte, lei gli dice che è ora di andare a dormire, perché lei deve svegliarsi la mattina seguente per andare a lavorare, e lo manda a dormire nella vasca da bagno. Svegliatosi la mattina dopo e scoperto di essere solo, decide di accendere un fuoco, probabilmente bruciando la mobilia in legno norvegese («So I lit a fire, isn't it good? Norwegian wood», "E così ho acceso un fuoco, non male vero? Legno norvegese").

    Paul McCartney spiegò che il termine "Norwegian Wood" era un riferimento sarcastico ai rivestimenti economici in truciolato in voga all'epoca. Peter Asher, fratello di Jane Asher la fidanzata dell'epoca di Paul, aveva la stanza da letto completamente rivestita di pannelli in finto pino.














  6. #106
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    Una leggenda metropolitana piuttosto diffusa, vuole che la canzone 4th Time Around di Bob Dylan presente nell'album
    Blonde on Blonde del 1966, fosse un'acida parodia di Norwegian Wood (This Bird Has Flown), dove Lennon usa un
    linguaggio criptico, surreale, molto dylaniano. Dylan sapeva che all'epoca Lennon era un suo grande ammiratore, e
    notando che la canzone risentiva molto del suo stile e della sua influenza sul Beatle, volle scrivere una risposta ironica
    al pezzo, una canzone anch'essa in tempo 3/4. Lo scrittore Sean Wilentz così descrive il risultato finale:
    "sembra di sentire Bob Dylan che imita John Lennon che imita Bob Dylan".



    "Cos'altro hai lasciato?"
    Fu allora che feci per andarmene
    ma lei disse "Non dimenticare
    che tutti devono restituire qualcosa
    per qualcosa che hanno ricevuto"

    Rimasi e cominciai a canticchiare
    tamburellai sul suo tamburo e le chiesi perchè
    e lei si allacciò gli stivali
    e si rassettò il vestito
    poi mi disse di non fare il carino
    Così mi misi le mani nelle tasche
    e tastai con le dita
    e le offrii gentilmente
    il mio ultimo pezzo di gomma

    Mi buttò fuori,
    finii nella polvere della strada.
    E quando mi accorsi
    di aver dimenticato la camicia,
    tornai e bussai alla porta.
    Aspettai nell'ingresso, lei andò a prenderla,
    ed io provai a capire
    quella tua foto nella sedia a rotelle
    che stava appoggiata...

    ...Al suo rum di Giamaica
    E quando lei tornò, gliene chiesi un pò.
    Lei disse: "No, caro"
    Io risposi: "Non si capisce cosa dici,
    sarà meglio che sputi la gomma"

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  7. #107
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    Nel 1987 lo scrittore giapponese Murakami Haruki ha pubblicato il romanzo Norwegian Wood (Norwuei no mori),
    ispirato alla canzone dei Beatles.
    Amburgo.
    Nel 2010 dal libro di Murakami è stato tratto il film Norwegian Wood, scritto e diretto dal regista Tran Anh Hung
    e presentato alla Mostra del cinema di Venezia.



    "Avevo trentasette anni, ed ero seduto a bordo di un Boeing 747. Il gigantesco velivolo aveva cominciato la discesa
    attraverso densi strati di nubi piovose, e dopo poco sarebbe atterrato all'aeroporto di Amburgo. La fredda pioggia
    di novembre tingeva di scuro la terra trasformando tutta la scena, con i meccanici negli impermeabili, le bandiere
    issate sugli anonimi edifici dell'aeroporto e l'insegna pubblicitaria della Bmw, in un tetro paesaggio di scuola fiamminga.
    È proprio vero: sono di nuovo in Germania, pensai.
    Quando l’aereo ebbe completato l’atterraggio, la scritta «Vietato fumare» si spense e dagli altoparlanti sul soffitto cominciò
    a diffondersi a basso volume una musica di sottofondo. Era Norwegian Wood dei Beatles in una annacquata versione
    orchestrale.
    (...)A volte ho l'impressione di essere diventato il custode di un museo. Un museo vuoto, senza visitatori, a cui faccio
    la guardia solo per me. (...)Ho sempre avuto fame di affetto, io. E mi sarebbe bastato riceverne a piene mani anche solo
    una volta. Abbastanza da dire: grazie, sono piena, più di così non ce la faccio.
    Sarebbe bastato una volta, una sola unica volta."

    Norwegian Wood - Haruki Murakami








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  8. #108
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    Una donna e un uomo in un bar di Cape Cod. Lei indossa un abito rosso e sorseggia un Martini. Lui pulisce con cura il bancone.
    Sono Louise, autrice teatrale, e Ben, barman del Phillies.
    Louise frequenta da anni quel locale un po’ appartato. Ben, da parte sua, assiste a tutte le messe in scena delle pièce di lei.
    Ma è anche lo spettatore, discreto e intelligente, degli amori della donna.
    Una sera, sulla soglia del Phillies, compare Stephen Townsend, ex di Louise, e il locale si affolla dei ricordi di un grande amore finito.
    Ma chissà se è davvero finito…



    Affascinato da un famosissimo quadro di Edward Hopper, Philippe Besson ne acquista la riproduzione
    e una sera, per caso, inizia a immaginare la vita dei personaggi che vi sono ritratti, mescolando con grande sapienza narrazione e
    suggestioni pittoriche.


    Philippe Besson - E le altre sere verrai?




    Anteprime Allegate Anteprime Allegate Con te partiro'...-1479333082-gettyimages-158924449-copy.jpg   Con te partiro'...-cape-cod-provincetown-aerial-view-edited-1500x609.jpg   Con te partiro'...-headline.jpg  
    Ultima modifica di maf@lda; 30-05-19 alle 09:33

  9. #109
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    Nato nel 1882 a Nyack, villaggio alle porte di New York dalla radicata tradizione cantieristica, bagnato dal fiume Hudson, Edward Hopper
    fu il principale esponente, in immagini, delle inquietudini espresse da quella straordinaria stagione culturale che ebbe il corrispettivo,
    in letteratura, nella Lost Generation di Hemingway, Scott Fitzgerald, Wolfe e, in musica, nelle sinfonie jazz di un George Gershwin.

    La pittura di Edward Hopper predilige architetture nel paesaggio, strade di città, interni di case, di uffici, di teatri e di locali.
    Le immagini hanno colori brillanti ma non trasmettono vivacità, gli spazi sono reali ma in essi c'è qualcosa di metafisico che comunica allo
    spettatore un forte senso di inquietudine.
    La composizione dei quadri è talora geometrizzante, sofisticato il gioco delle luci fredde, taglienti e volutamente "artificiali", sintetici i dettagli.
    La scena è spesso deserta, immersa nel silenzio.
    Di lui è stato detto che sapeva "dipingere il silenzio".
    Esiste un posto negli Stati Uniti in cui l’atmosfera e la luce hanno qualcosa di familiare e fanno venire in mente i quadri di Edward Hopper: Cape Cod,
    la sottile penisola affacciata sull’Atlantico dove per quarant’anni, a partire dal 1930, questo artista ha trascorso il suo tempo libero insieme alla
    moglie Josephine. Possedevano una casa dalle parti di Truro
    .






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  10. #110
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