C'era un tempo sognato ...Che bisognava sognare! - Pagina 42
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  1. #411
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    "Sei bella.
    E non per quel filo di trucco.
    Sei bella per quanta vita ti è passata addosso,
    per i sogni che hai dentro
    e che non conosco.


    Bella per tutte le volte che toccava a te,
    ma avanti il prossimo.
    Per le parole spese invano
    e per quelle cercate lontano.

    Per ogni lacrima scesa
    e per quelle nascoste di notte
    al chiaro di luna complice.

    Per il sorriso che provi,
    le attenzioni che non trovi,
    per le emozioni che senti
    e la speranza che inventi.

    Sei bella semplicemente,
    come un fiore raccolto in fretta,
    come un dono inaspettato,
    come uno sguardo rubato
    o un abbraccio sentito.

    Sei bella
    e non importa che il mondo sappia,
    sei bella davvero,
    ma solo per chi ti sa guardare."


    (di Angelo De Pascalis, attribuita da alcuni ad A. Merini).






  2. #412
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    Una vita fatta di sogni semplici ma irraggiungibili

    “Non sono un angelo e non pretendo di esserlo. Non è uno dei miei ruoli.
    Ma non sono nemmeno il diavolo. Sono una donna e una seria artista, e gradirei essere giudicata per quello.”
    (Maria Callas)




    Non è vero che visse d'arte e d'amore. L'arte la rese divina ma le dannò la vita. L'amore lo conobbe tardi o credette di conoscerlo, era in realtà la scoperta delle cose belle della vita che poi le presentò un conto salato. Callas visse di gloria, Maria di sacrificio. Callas girò il mondo, Maria cercò se stessa. Callas raccolse i consensi e l'affetto di cui Maria aveva disperatamente bisogno. Destiny is destiny, and you can't get out dice in un'intervista in bianco e nero, convinta che la sua strada fosse segnata da subito, Maria Kalogeropoulos doveva diventare "la Callas". Un successo mai eguagliato, serate pazzesche, il jet set internazionale, un pubblico fatto di regine e potenti della terra.
    C'è pure il sogno confessato di una vita diversa, forse semplicemente una vita, i figli la famiglia. Le cose normali, semplici. Invece fu fama planetaria, il nutrimento di cui non potè privarsi.



  3. #413
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    L’amore impossibile (e raro) tra Maria Callas e Pier Paolo Pasolini, un sogno che mai si avverò
    Lui le scrisse poesie, lei gli rivelò il suo mistero
    Lui ricorda così la prima volta che la vide: “Una straordinaria apparizione fisica, con quei grandi occhi in un volto dagli zigomi alti, dai lineamenti e dalle espressioni che rientrano perfettamente nella mia mitologia fisionomica.” E lei: “Noi siamo molto legati spiritualmente, come raramente è concesso di esserlo.”
    È a lei che Pasolini dedica le poesie della raccolta Transumanar e organizzar pubblicata nel 1971. Non la nomina mai direttamente ma è Maria la “ragazza ancora orgogliosa di essere di città e piena della morale antica”.

    Infine (ma quante altre
    cose si potrebbero ancora dire!),
    benché sembri assurdo, per un simile affetto,
    si potrebbe anche dare la vita. Anzi, io credo
    che questo affetto altro non sia che un pretesto
    per sapere di avere una possibilità – l’unica –
    di disfarsi senza dolore di se stessi.




    L’estate del 1970 Pier Paolo accetta l’invito a trascorrere un mese su un’isola dell’Egeo di proprietà di un amico di Maria. Sono settimane piene di luce e di bellezza. Lui la ritrae e le dedica versi, lei gli racconta i suoi misteri.
    Poi lei se ne va a Parigi, lui torna a Roma. Il “sogno fatto da lei sola” svanisce. Perché sogno era stato, ma vero come un sogno è capace di essere. Cristallizzato in una notte d’Agosto a Tragonisi:
    “Ma tu dirai ciò che dicono le ragazze selvagge, su quel molo umile, abitato da due soli corpi, parole che non hanno nessuna risonanza nella realtà.”



  4. #414
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    “Secondo me bisogna sognare sempre. Si dice che un uomo che non sogna è come un uomo che non suda,
    che tiene tutto dentro e finisce per ammalarsi. Io continuo a sognare.

    Può darsi che alla fine di una carriera saranno più i sogni che le opere realizzate, ma sognare continua ad
    essere indispensabile per me e per tutte le persone fanno il mio mestiere.
    Per la maggior parte del tempo abbiamo bisogno di pensare a un progetto anche se non si realizzerà”.

    Claudio Baglioni



  5. #415
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    – Una volta, quando andavo ancora al liceo, una delle psicologhe mi ha convocato nel suo ufficio. Lo faceva con tutte le ragazze, una alla volta. “Qual’è il tuo sogno?”, mi ha chiesto. “Che cosa immagini che farai, da qui a dieci anni? O venti?” Allora avrò avuto sedici, diciassette anni. Ero ancora una ragazzina.
    Non sono riuscita a pensare a una risposta.
    Sono rimasta seduta là come un sacco di patate. La psicologa aveva suppergiù l’età che ho io adesso. E secondo me era già vecchia. “E’ vecchia”, ho pensato tra me e me. Mi rendevo conto che aveva già vissuto metà della sua vita, lei. E avevo come la sensazione di sapere una cosa che lei non sapeva. E non avrebbe mai saputo. Un segreto. Qualcosa che nessuno doveva sapere e nemmeno parlarne. E così sono rimasta zitta. Mi sono limitata a scuotere la testa. Mi sa che mi avrà classificato come una un po’ tonta. Però, proprio non riuscivo ad aprir bocca. Sa cosa voglio dire? Credevo di sapere cose che lei neanche si immaginava. Se qualcuno mi facesse quella domanda adesso, sui miei sogni e tutto il resto, gli risponderei.
    – E cosa gli diresti, tesoro? – Ora le ho preso l’altra mano. Ma non le sto facendo le unghie. Gliela reggo e basta, in attesa di ascoltarla.
    Lei si tira avanti sulla poltrona. Cerca di riprendersi la mano.
    – Che gli diresti?
    Sospira e si appoggia allo schienale. Lascia la mano tra le mie. – Direi: “I sogni, be’, sono le cose da cui ci si risveglia”, ecco che cosa direi -. Si liscia la gonna sulle gambe. – Se qualcuno me lo chiedesse, direi proprio così. Ma nessuno me lo chiederà più.

    R. Carver, da “La briglia”



  6. #416
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    “Sai che ci sono sogni
    che non mi lasciano dormire
    è che ti riconosco
    anche quando non ci sei”

    Gio Evan



  7. #417
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    "Ti meriti un po' d'amore", disse. "Ti ho sognato. Ti aprivo il petto come se fosse un armadietto,
    aveva gli sportelli, e quando li ho aperti ho visto un sacco di cose dolci là dentro.
    ..
    orsacchiotti, animaletti di peluche, e un sacco di cose tenere, morbide. Poi ho sognato un altro uomo.
    Mi veniva vicino e mi porgeva fogli di carta. Era uno scrittore. Io prendevo i fogli di carta e li guardavo.
    E i fogli avevano il cancro. La roba che scriveva aveva il cancro. Io do sempre retta ai sogni. Ti meriti un po' d'amore".

    Charles Bukowski



  8. #418
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    "O soave fanciulla"
    Giacomo Puccini's 1896 opera La bohème

    Mimì si è avvicinata ancor più alla finestra per modo che i raggi lunari la illuminano:
    Rodolfo, volgendosi, scorge Mimì avvolta come da un nimbo di luce, e la contempla, quasi estatico.




    Rodolfo:
    O soave fanciulla, o dolce viso
    di mite circonfuso alba lunar,
    in te, ravviso
    il sogno ch'io vorrei sempre sognar!

    Entrambi
    M: Ah, tu sol comandi, amor!
    R: Fremon già nell'anima
    le dolcezze estreme

    Mimì: assai commossa Tu sol comandi, amore!

    Entrambi Rodolfo cingendo colle braccia Mimì'
    R: Fremon nell'anima
    dolcezze estreme,
    fremon dolcezze estreme,
    M: quasi abbandonandosi
    Oh come dolci scendono
    le sue lusinghe al core...

    Insieme
    M: Tu sol comandi, amor!
    R: nel baccio freme amor!
    Rodolfo bacia Mimì

    Mimì: svincolandosi No per pieta!
    Rodolfo: Sei mia!

    Mimì: V'aspettan gli amici...
    Rodolfo: Gia mi mandi via?

    Mimì: titubante Vorrei dir... ma non osso.
    Rodolfo: con gentilezza Di?

    Mimì: con graziosa furberia
    Se venissi con voi?

    Rodolfo: sorpreso Che? Mimì!
    insinuante
    Sarebbe cosi dolce restar qui.
    C'e freddo fuori.

    Mimì: con grande abbandono
    Vi staro vicina!

    Rodolfo: E al ritorno?
    Mimì: maliziosa Curioso!

    Rodolfo: Aiuta amorosamente Mimì a mettersi lo scialle
    Dammi il braccio, o mia piccina...
    Mimì: Dà il braccio a Rodolfo
    Obbedisco, signor!
    S'avviano sottobraccio alla porta d'uscita

    Rodolfo: Che m'ami...di...
    Mimì: con abbandono Io t'amo.

    Insieme Amor! Amor! Amor!


    Ultima modifica di [email protected]; 21-11-21 alle 01:22

  9. #419
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    Non ci resta tanto tempo.
    Il sogno non diventa realtà da solo:
    bisogna corrergli dietro.

    (Carlito’s Way)



  10. #420
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    "Ormai sei mia. Riposa col tuo sonno nel mio sonno.
    Amore, dolore, affanni, ora devono dormire.
    Gira la notte sulle sue ruote invisibili
    e presso di me sei pura come l’ambra addormentata.
    Nessuna più, amore, dormirà con i miei sogni.
    Andrai, andremo insieme per le acque del tempo
    .
    Nessuna viaggerà per l’ombra con me,
    solo tu, sempre viva, sempre sole, sempre luna".

    (Pablo Neruda)



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