C'era un tempo sognato ...Che bisognava sognare! - Pagina 41
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  1. #401
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    Com’è che si sono ricordati di me? Nessuno si ricorda mai di me. Nessuno
    si è mai accorto di me. Non che mi lamenti. È andata bene così,
    anzi, forse anche meglio.
    Sapete, col passare del tempo
    ogni cosa, per quanto amara o orrenda, ci sembra indispensabile,
    perfino utile e bella. E questa rude montagna sopra di me,
    era una compagnia – una protezione, quasi – mi vestivo della sua ombra.

    Dunque, da questa mia inapparenza mi compiacevo di vedere e ascoltare. Potevo
    sognare liberamente. Era bello, davvero – come se vivessi
    fuori dalla storia, in un mio spazio intatto, assoluto,
    protetta, e allo stesso tempo presente.
    Osservavo per ore intere
    l’acqua racchiusa in un bicchiere con gli steli marci
    di fiori dimenticati – una sostanza viscida e vellutata
    restava nel bicchiere, invadeva la camera e la casa –

    Ghiannis Ritsos



  2. #402
    L'avatar di maf@lda
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    Non è che non lo riconobbe alla luce del focolare;
    non erano
    gli stracci da mendicante, il travestimento – no;
    segni evidenti:
    la cicatrice sul ginocchio, il vigore, l’astuzia nello
    sguardo. Spaventata,
    la schiena appoggiata alla parete, cercava una scusa,
    un rinvio, ancora un po’ di tempo, per non rispondere,
    per non tradirsi.
    Per lui, dunque, aveva speso vent’anni,
    vent’anni di attesa e di sogni, per questo miserabile
    lordo di sangue e dalla barba bianca? Si accasciò muta
    su una sedia,

    guardò lentamente i pretendenti uccisi al suolo, come
    se guardasse
    morti i suoi stessi desideri. E “Benvenuto” disse,
    sentendo estranea, lontana la propria voce. Nell’angolo
    il suo telaio
    proiettava ombre di sbarre sul soffitto; e tutti gli uccelli
    che aveva tessuto
    con fili vermigli tra il fogliame verde, a un tratto,
    in quella notte del ritorno, diventarono grigi e neri
    e volarono bassi sul cielo piatto della sua ultima rassegnazione.

    “La disperazione di Penelope”, di Ghiannis Ritsos



  3. #403
    L'avatar di diagonale
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    E' veramente bravo




    "Neanche stanotte la luna piena.
    Ne manca una parte.

    Il tuo bacio.

    Quando mi posavi la mano
    sul ginocchio o sulla spalla,
    o sul fianco
    cambiava posa il mondo.

    Ci spogliammo.
    Chiudemmo fuori dalla porta
    le case, i cani,
    i giardini, le statue,
    la morte.

    Le mie mani ti ricordano
    più profondamente della memoria.

    Come mi sollevano in alto
    i tuoi baci.
    Mi perdo.
    Tienimi.

    Suonano alla porta.
    Suona il telefono.
    Niente.
    Non ci siamo.
    Noi due insieme
    non ci siamo.
    E la pioggia cospiratrice.

    Circoli nel mio sangue,
    mi riempi il corpo.
    Contengo il mondo.


    Non avevo da aggiungere
    altro verso,
    altra parola.
    Nel tuo corpo vivevo
    tutta la poesia.

    Tutta notte
    il tuo nome
    mi cinguetta in bocca,
    mi beve la saliva,
    mi beve.
    Il tuo nome.

    Mi van strette le notti
    in tua assenza.
    Ti respiro.

    Accendo fiammiferi,
    mi taglio le unghie,
    buco le lenzuola.
    Manchi.

    Queste minime cose
    per noi due
    come son grandi.
    Tutte
    ."

    (Γιάννης Ρίτσος, 1982)


    Ultima modifica di diagonale; 19-10-21 alle 09:29

  4. #404
    L'avatar di olbrok
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    Ma davvero bravo, grazie Diago per avermelo fatto scoprire con "Crepuscolo", grazie Mafalda per averlo riproposto, ho ordinato Quarta Dimensione sono curiosissimo...intanto ho trovato quest'altra che mi piace. Un caro saluto a tutti e due.



    Esistono molte solitudini intersecate – dice – sopra e sotto
    ed altre in mezzo;
    diverse o simili, ineluttabili, imposte
    o come scelte, come libere – intersecate sempre.
    Ma nel profondo, in centro, esiste l’unica solitudine – dice;
    una città sorda, quasi sferica, senza alcuna
    insegna luminosa colorata, senza negozi, motociclette,
    con una luce bianca, vuota, caliginosa, interrotta
    da bagliori di segnali sconosciuti.
    In questa città
    da anni dimorano i poeti

    Ghiannis Ritsos





  5. #405
    L'avatar di maf@lda
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    [QUOTE=olbrok;56624893]Ma davvero bravo, grazie Diago per avermelo fatto scoprire con "Crepuscolo", grazie Mafalda per averlo riproposto, ho ordinato Quarta Dimensione sono curiosissimo...intanto ho trovato quest'altra che mi piace. Un caro saluto a tutti e due.



    Esistono molte solitudini intersecate – dice – sopra e sotto
    ed altre in mezzo;
    diverse o simili, ineluttabili, imposte
    o come scelte, come libere – intersecate sempre.
    Ma nel profondo, in centro, esiste l’unica solitudine – dice;
    una città sorda, quasi sferica, senza alcuna
    insegna luminosa colorata, senza negozi, motociclette,
    con una luce bianca, vuota, caliginosa, interrotta
    da bagliori di segnali sconosciuti.
    In questa città
    da anni dimorano i poeti

    Ghiannis Ritsos




    Ciao Olbrock. Ciao Diago. Ghiannis Ritsos è un poeta che sempre emoziona nel profondo.
    Il poeta francese Louis Aragon, prefando l'edizione francese di Pietre Ripetizioni
    Sbarre (Gallimard, Parigi 1971),
    ha sostenuto che Ritsos è «il più grande poeta vivente di questo tempo che è il nostro»

    Non avevo da aggiungere
    altro verso,
    altra parola.
    Nel tuo corpo vivevo
    tutta la poesia
    .


    L’amore è cantato da Ritsos in tutte le sue manifestazioni. Ora tenero, ora spirituale, ora selvaggio, ora carnale
    l’amore racchiude in sé il senso ultimo del mondo, la sua cifra occulta, celata nel corpo della persona amata

    Tutti i corpi che ho toccato, che ho visto, che ho preso, che ho sognato,
    tutti addensati nel tuo corpo.





  6. #406
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    È bello, amore, sentirti vicino a me nella notte,
    invisibile nel tuo sogno, veramente notturna,
    mentre io districo le mie preoccupazioni
    come fossero reti confuse.

    Assente, per i sogni, il tuo cuore naviga,
    ma il tuo corpo così abbandonato respira
    cercandomi senza vedermi, completando il mio sogno
    come una pianta che si duplica nell'ombra.

    Sveglia, nella vita di domani, sarai un'altra
    oltre la frontiera lasciata nella notte,
    di quest'essere e non essere in cui ci troviamo

    qualcosa di simile alla luce della vita
    come se il sigillo delle tenebre marcasse
    col fuoco le sue segrete creature.

    Pablo Neruda




  7. #407
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    Io sono la periferia di una città inesistente, la chiosa prolissa di un libro non scritto.
    Non sono nessuno, nessuno. Non so sentire, non so pensare , non so volere.
    Sono una figura di un romanzo ancora da scrivere, che passa area e sfaldata senza
    aver avuto una realtà, fra i sogni di chi non ha saputo completarmi.

    Fernando Pessoa
    Immagini Allegate Immagini Allegate C'era un tempo sognato ...Che bisognava sognare!-tumblr_ncavdbqdqz1snlnsio1_640.jpg 

  8. #408
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    Citazione Originariamente Scritto da olbrok Visualizza Messaggio
    Ma davvero bravo, grazie Diago per avermelo fatto scoprire con "Crepuscolo", grazie Mafalda per averlo riproposto, ho ordinato Quarta Dimensione sono curiosissimo...intanto ho trovato quest'altra che mi piace. Un caro saluto a tutti e due.



    Esistono molte solitudini intersecate – dice – sopra e sotto
    ed altre in mezzo;
    diverse o simili, ineluttabili, imposte
    o come scelte, come libere – intersecate sempre.
    Ma nel profondo, in centro, esiste l’unica solitudine – dice;
    una città sorda, quasi sferica, senza alcuna
    insegna luminosa colorata, senza negozi, motociclette,
    con una luce bianca, vuota, caliginosa, interrotta
    da bagliori di segnali sconosciuti.
    In questa città
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    Ghiannis Ritsos





    grazie Olb, me la ricordo , il rumore secolare di quelle chiavi / che non è mai riuscito a stabilire con precisione / se aprano / o chiudano.



    Un abbraccio, complimenti per la scelta
    Ultima modifica di diagonale; 19-10-21 alle 10:02

  9. #409
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    Citazione Originariamente Scritto da [email protected] Visualizza Messaggio

    [FONT=Georgia][COLOR="#000080"]Ciao Olbrock. Ciao Diago. Ghiannis Ritsos è un poeta che sempre emoziona nel profondo.
    Il poeta francese Louis Aragon, prefando l'edizione francese di Pietre Ripetizioni
    Sbarre (Gallimard, Parigi 1971),
    ha sostenuto che Ritsos è «il più grande poeta vivente di questo tempo che è il nostro»

    Non avevo da aggiungere
    altro verso,
    altra parola.
    Nel tuo corpo vivevo
    tutta la poesia
    .


    CUT

    assolutamente , bonjour Maf





    "Sapevo che tu mi sognavi.
    Perciò non potevo dormire
    ,
    azzurrina la fiamma d’un fanale
    m’indicava la via.

    Tu vedevi il giardino della Zarina,
    il favoloso palazzo bianco
    e il nero disegno dei cancelli
    presso le logge di pietra sonora.
    Camminavi, ignorando la strada
    e pensavi: “Più presto, più presto!
    purché io la trovi, purché
    io non mi svegli, prima dell’incontro.

    Ma la guardia al portone d’onore
    ti gridò: “Dove vai?”
    Il ghiaccio si fendeva, scricchiolando,
    l’acqua era nera sotto i piedi.

    “Questo è il lago”, pensavi,
    ” e sul lago c’è un isolotto…”
    D’un tratto sul buio fondo
    brillò una fiammella azzurrina.

    Nella luce avara del mattino
    gemendo ti svegliasti,
    e per la prima volta
    mi chiamasti per nome."


    (Anna Andreevna Achmatova)

  10. #410
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    Alcune donne collezionano
    borse, scarpe, bijoux,
    altre uomini sbagliati.
    Io colleziono sogni

    (I brigidini di Mafalda)



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