Armi da fuoco, bianche, contundenti, di difesa, etc. Etc.... - Pagina 47
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  1. #461
    L'avatar di maf@lda
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    Tutte le persone che hanno avuto a che fare con Ozzy Osbourne hanno delle storie bizzarre da raccontare sul Principe delle Tenebre.
    Andrew Watt, il produttore che ha realizzato con Ozzy l’album Ordinary Man ha detto in una intervista radiofonica:
    «Ogni giorno con lui è una storia incredibile».



    Andrew Watt, ex chitarrista della band California Breed ha conosciuto Ozzy tramite la figlia Kelly e dopo avergli proposto di registrare il brano Take What You Want insieme a Post Malone e il rapper Travis Scott ha trascorso con lui diversi momenti durante la pandemia:
    «Un giorno sono andato a casa sua e stava dipingendo dei grandi cerchi rossi» ha raccontato, «Poi ha appeso i quadri ad un albero in giardino ed è tornato con due pistole ad aria compressa. Posso assicurare che vedere Ozzy Osbourne con una pistola in mano è un’esperienza decisamente spaventosa». A quanto pare Ozzy è un ottimo tiratore: «Ogni colpo che ha sparato ha centrato il bersaglio» ha raccontato Watt, «Ozzy è davvero un personaggio fantastico».



  2. #462
    L'avatar di Fr@nco
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    OT

    @[email protected]

    Grazie per il verde e per gli auguri che ricambio calorosamente per le imminenti festività

  3. #463
    L'avatar di maf@lda
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    Citazione Originariamente Scritto da [email protected] Visualizza Messaggio
    @[email protected]

    Grazie per il verde e per gli auguri che ricambio calorosamente per le imminenti festività


    Tatatatatatatatatatata... auguri di Buone Feste a tutto il forum...
    Grazie Franco. Speriamo nell'Avvento di tanta pace e serenità per tutti noi




    l nostro amore crescente per la materia, la volontà di penetrarla e di conoscere le sue vibrazioni, la simpatia fisica che ci lega ai motori, ci spingono all’USO DELL’ONOMATOPEA.
    Il rumore, essendo il risultato dello strofinamento o dell’urto di solidi, liquidi o gas in velocità, l’onomatopea, che riproduce il rumore, è necessariamente uno degli elementi più dinamici della poesia
    .
    Come tale l’onomatopea può sostituire il verbo all’infinito, specialmente se viene opposta ad una o più altre onomatopee. (Es. : la onomatopea tatatata delle mitragliatrici, opposta all’urrrrraaaah dei Turchi, nel finale del capitolo « ponte », nel mio poema ZANG TUMB TUMB).
    La brevità delle onomatopee permette in questo caso di dare degli agilissimi intrecci di ritmi diversi. Questi perderebbero parte della loro velocità se fossero espressi più astrattamente, con maggior sviluppo, cioè senza il tramite delle onomatopee.

    Filippo Tommaso Marinetti(1914)



  4. #464
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    Rivederti

    Darei qualsiasi cosa per rivederti
    Darei persino la mia vita e il mio fucile, i miei stivali e la mia fede
    Per questo nella trincea della mia solitudine
    i tuoi occhi sono la mia luce e il tuo splendore il mio cuore


    E se non fosse per te non potrei vivere
    nel vuoto di questi giorni senza sapere
    e se non fosse per te non sarei felice

    (...)E se non fosse per te non potrei vivere
    nel vuoto di questi giorni senza sapere

    e se non fosse per te non sarei felice
    come lo sono quando mi vedo partire con i tuoi baci

    E’ che solo al pensiero che al mio ritorno
    mi aspetterai

    Aumentano i battiti del mio cuore

    Juan Esteban Aristizabal Vásquez, in arte Juanes (Medellín, 9 agosto 1972), è un cantante e chitarrista colombiano.
    Anteprime Allegate Anteprime Allegate Armi da fuoco, bianche, contundenti, di difesa, etc. Etc....-pexels-photo-7322288.jpg  

  5. #465
    L'avatar di diagonale
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    "With her killer graces
    and her secret places that no boy can fill
    with her hands on her hips, oh, and that smile on her lips
    because she knows that it kills me..."




  6. #466
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    "L’autubus stava per partire, rombava sordo con improvvisi raschi e singulti. La piazza era silenziosa nel grigio dell’alba, sfilacce di nebbia ai campanili della Matrice: solo il rombo dell’autobus e la voce del venditore di panelle, panelle calde panelle, implorante ed ironica.
    Il bigliettaio chiuse lo sportello, l’autobus si mosse con un rumore di sfasciume. L’ultima occhiata che il bigliettaio girò sulla piazza,
    colse l’uomo vestito di scuro che veniva correndo; il bigliettaio disse all’autista «un momento» e aprì lo sportello mentre l’autobus
    ancora si muoveva. Si sentirono due colpi squarciati: l’uomo vestito di scuro, che stava per saltare sul predellino, restò per un attimo
    sospeso, come tirato su per i capelli da una mano invisibile; gli cadde la cartella di mano e sulla cartella lentamente si afflosciò".

    Il giorno della civetta - Leonardo Sciascia



  7. #467
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    “Tu non puoi reggere la verità! Figliolo noi viviamo in un mondo pieno di muri e quei muri devono essere
    sorvegliati da uomini col fucile e chi lo fa questo lavoro, tu?
    Io ho responsabilità piu grandi di quello che
    voi possiate immaginare e mai intuire, voi piangete per Santiago e maledite i marines, potete permettervi
    questo lusso, vi permettete il lusso di non sapere quello che so io, che la morte di Santiago nella sua
    tragicità probabilmente ha salvato delle vite, e la mia stessa esitenza, sebbene grottesca e incomprensibile
    ai vostri occhi salva delle vite!…noi usiamo parole come onore, codice, fedeltà, usiamo queste parole come
    spina dorsale di una vita spesa per difendere qualcosa,
    per voi non sono altro che una barzelletta, io non
    ho ne il tempo, ne la voglia di venire qui a spiegare me stesso ad un uomo che passa la sua vita a dormire
    sotto la coperta di quella libertà che io gli fornisco e poi contesta il modo in cui gliela fornisco, preferirei
    che mi dicesse la ringrazio e se ne andasse per la sua strada, altrimenti gli suggerirei di prendere un fucile
    e di mettersi di sentinella,
    in un modo o nell’altro io me ne sbatto altamente di quelli che lei ritiene siano
    i suoi diritti!!”

    (Dal film Codice d’Onore – dialogo fra Jack Nicholson e Tom Cruise)





  8. #468
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    "Cinque su sei le possibilità di sopravvivere al primo giro di roulette russa, hai invertito il calcolo.
    Perciò se non vuoi fare una figuraccia con gli amici, la famiglia, i colleghi, gli azionisti, i giornalisti,
    non starei qui tanto a discutere... andrei a togliere altre pallottole dalla pistola. Fallo, Andy!"

    (Dal film Steve Jobs)



  9. #469
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    "A' pistola lasciala...
    Pigliami i cannoli"!

    (Dal film Il Padrino)




  10. #470
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    Sinead O'Connor



    A ventitré anni, oppressa da una vicenda personale fatta di abusi sessuali da parte di madre, arresti per taccheggio, una gravidanza indesiderata, un disco d'esordio fulminante ma difficile da digerire, un matrimonio seguito dalla separazione, guai di ogni tipo con la casa discografica e i tabloid, sospettata perfino di sostenere l'Ira, Sinéad O'Connor si prende una pausa di riflessione.
    Trascorre l'estate in rigoroso isolamento. Mangia vegetariano, pratica lo yoga e studia la Cabala. Ne esce con un disco interamente autoprodotto, che diverrà oltre ogni aspettativa il primo bestseller degli anni 90: "I Do Not Want What I Haven't Got".



    Un disco estremo come il precedente, ma opposto: tanto "The Lion And The Cobra" era viscerale, irruento e discontinuo, tanto questo è spirituale, meditato e profondamente unitario. Non mancano le emozioni. Ma sono tutte interiorizzate, colte dalla prospettiva di chi, attraversata la stagione nera, sente di aver imparato qualcosa e può permettersi di aspirare alla redenzione. Dopo l'inferno, il purgatorio.
    "Jump In The River" è aperto da un colpo di pistola, sembra un punk-rock rallentato, con le chitarre elettriche e la batteria che risuonano in un ambiente ostile, disgregato, e la voce cupa, a rievocare fatti così personali da suonare imbarazzanti:
    "Ci sono stati giorni difficili
    Ma a me è sempre piaciuto tutto
    Come quando lo facevamo così forte
    che c'era sangue sul muro"
    .



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