Armi da fuoco, bianche, contundenti, di difesa, etc. Etc.... - Pagina 15
Verso il 2020: i 10 temi che guideranno le decisioni d’investimento nei prossimi 12 mesi 
Di seguito pubblichiamo l?outlook 2020 di Neuberger Berman. Il report titolato ?Soluzioni per il 2020?. I responsabili delle piattaforme di investimento di Neuberger Berman analizzano le prospettive economiche e le dinamiche …
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  1. #141
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    Dopo l'irruzione della polizia ad un loro festino, Brian, Anita e Keith si trasferiscono a Parigi prima, nel Marocco poi.
    Ma Brian si ammala e Anita e Keith proseguono il viaggio, ed è subito amor fou.
    Il ménage à trois va avanti per un po', finché Anita va a convivere con Keith Richards. E diventa, di fatto, il "sesto Stone", la loro musa e Zarina.



    Anita Pallenberg sprofonda nell'eroina. Nel 1979 vive nella campagna di New York, con un diciassettenne ossessionato dalla roulette russa,
    che ha l'allegra idea di spararsi in bocca mentre sono a letto insieme.*
    Diventa l' ombra di se stessa e si circonda di personaggi ambigui di New York.
    Dopo la fine del rapporto con Richards, la Pallenberg divenne una stilista di moda.

    La canzone Chez Keith et Anita di Carla Bruni pubblicata nell'album Little French Songs nel 2013 fa riferimento a lei.



  2. #142
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    Anita Pallenberg nasce a Roma nel 1944, in piena occupazione nazista, da una famiglia di artisti calati dalla Baviera ai primi del 900
    ed entra nella storia del rock un martedì, il 14 settembre 1965, nella sua Monaco, al Circus Krone, nel backstage di uno dei due
    concerti che i Rolling Stones tengono quel giorno.
    Conosce così Brian Jones, biondo, faccia d'angelo e ghigno satanico.
    I due vanno a vivere insieme. Come non innamorarsi di una così?
    Ci casca pure Keith Richards, da poco trasferitosi a casa Jones, anche se cerca di mantenere le distanze per rispetto dell'amico.
    A casa Jones è un party continuo: sesso e droga sono routine quotidiana.
    Brian ha la passione per LSD, lesbiche e orge; Anita non gradisce molto le ultime due.

    Ci sono anche i litigi: Brian è uno che picchia le donne. Lancia coltelli e bicchieri, tira pugni
    .
    Ma con Anita, anni di sport alle spalle, sono occhi neri e fasciature. Per lui.



    wow , un autentico tuffo negli anni '60 , bravissima Maf

  3. #143
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    La canzone degli Stones "Midnight rambler" (1969)



    è palesemente ispirata allo strangolatore di Boston.

    In questa città il 14 giugno 1962 iniziò una scia di sangue: in un anno e mezzo 13 donne tra i 19 e gli 85 anni furono assassinate, mediante strangolamento con calze, sciarpe o sottovesti.
    Dalle indagini emerse poi che nessuna abitazione aveva porte o finestre forzate, come se le vittime conoscessero l'assassino e l'avessero fatto entrare volontariamente. La città cadde in preda al panico, si parlò di un serial killer subito ribattezzato lo «Strangolatore di Boston».

    Il 3 novembre del 1964 venne arrestato un certo Albert De Salvo , sposato con figli, veterano dell'esercito, per una violenza sessuale ai danni di una giovane donna che però, dopo l'aggressione, venne stranamente risparmiata. Appena la sua foto venne pubblica sui giornali fu tutto un accorrere di donne che lo riconobbero come il loro aggressore. Alla fine furono circa 300 anche se gli investigatori arrivarono a ipotizzare che il numero reale potesse arrivare a 2mila.

    Durante l'istruttoria improvvisamente De Salvo confessò. «Sono io lo strangolatore» e fornì, pur se con qualche imprecisione, particolari che la polizia non aveva mai divulgato.



    Casey Sherman, nipote dell'ultima vittima Mary Sullivan, per anni ha sostenuto che non fosse stato DeSalvo a uccidere sua zia e sul caso scrisse anche un libro in cui compaiono altri possibili sospetti.

    Il caso dello strangolatore di Boston lasciò una profonda impressione nell’opinione pubblica della città e molti resoconti della stampa, negli anni successivi, gli attribuirono un ruolo importante in diversi cambiamenti di grande rilievo nella città, tra cui anche lo spostamento delle famiglie benestanti nelle aree periferiche ritenute più sicure.


    "Sono io lo strangolatore di Boston", ma nessuno gli credette - IlGiornale.it

    Nato per uccidere - Lo strangolatore di Boston (Albert DeSalvo) - YouTube

    .

    Dalla vicenda fu tratto qualche anno dopo un film, diretto da Richard Fleischer e con il ruolo dell'assassino interpretato da Tony Curtis.

    Ultima modifica di diagonale; 12-11-19 alle 15:31

  4. #144
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    Grazie Diago...un wow anche per il tuo post..mi ha lasciato "senza fiato"




    «Basic Instinct» la sceneggiatura del film fu scritta da Joe Eszterhas, che aveva firmato film di successo come “Flashdance” (1984), in appena 13 giorni
    ascoltando ininterrottamente i Rolling Stones e decise il titolo solo nel momento di spedire il copione al proprio agente.
    Lo sceneggiatore, con un passato da giornalista in cronaca nera, si ispirò a due persone reali per i personaggi: il detective Nick Curran (Douglas)
    glielo ispirò un poliziotto con la pistola facile, mentre per la sensualità minacciosa di Catherine Tramell (Stone) prese spunto da quella di una ballerina
    da strip club che una notte, giocando eroticamente con Eszterhas, lo aveva minacciato con un vero revolver.




  5. #145
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    Rolling Stones -*Doo Doo Doo Doo Doo (Heartbreaker)*
    Il testo si riferisce a due storie di cruda violenza urbana: la prima racconta di un agente della polizia di New York che spara
    ad un ragazzo scambiandolo per un rapinatore di banca, mentre la seconda tratta di una ragazzina di dieci anni che muore
    in uno squallido vicolo per*overdose*di droga.



    Dopo aver raccontato la storia del poliziotto che spara alla persona sbagliata, Jagger canta:
    «Tu spezzacuori, con la tua quarantaquattro,
    Voglio fare a pezzi il tuo mondo»


    La pistola calibro*44 Magnum*era stata resa famosa dal film del 1971*Ispettore Callaghan: il caso "Scorpio è tuo!!, nel quale*
    Clint Eastwood*nei panni dell'ispettore di polizia*Harry Callaghan*utilizzava "la pistola più potente al mondo" per ripulire le strade dal crimine.
    Doo Doo Doo Doo Doo (Heartbreaker)*




  6. #146
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    Grazie Diago...un wow anche per il tuo post..mi ha lasciato "senza fiato"




    «Basic Instinct» la sceneggiatura del film fu scritta da Joe Eszterhas, che aveva firmato film di successo come “Flashdance” (1984), in appena 13 giorni
    ascoltando ininterrottamente i Rolling Stones e decise il titolo solo nel momento di spedire il copione al proprio agente.
    Lo sceneggiatore, con un passato da giornalista in cronaca nera, si ispirò a due persone reali per i personaggi: il detective Nick Curran (Douglas)
    glielo ispirò un poliziotto con la pistola facile, mentre per la sensualità minacciosa di Catherine Tramell (Stone) prese spunto da quella di una ballerina
    da strip club che una notte, giocando eroticamente con Eszterhas, lo aveva minacciato con un vero revolver.




    Grazie

    Catherine Tramell è un personaggio incredibile : bellissima, perversa, dotata di un'intelligenza superiore, totalmente amorale, praticamente irresistibile

    Quanto all'altra arma del delitto , lo scalpello da ghiaccio era piuttosto inconsueto negli anni '90, suppongo sia stato un omaggio alla Hard boiled school perchè è utilizzato in un romanzo di R. Chandler, The little sister del '49.

    "....Il campanello squillò, gentilmente, e una ragazza alta in pantaloni da equitazione venne ad aprirmi. Dire che trasudava sex appeal è non dire nulla. I calzoni, come i suoi capelli, erano d'un nero carbone. Portava una camicetta di seta bianca, con una sciarpa scarlatta intorno al collo. Il colore della sciarpa era aggressivo, ma non come quello delle labbra. Fumava una lunga sigaretta marrone, stretta in un paio di minuscole mollette d'oro. [.......]
    Oh- la ragazza mi fece di nuovo omaggio del suo sorriso radioso. Vi piacciono le cose difficili, nella vita. Devo ricordarmi di essere meno abbordabile, vero ? Si alzò elegantemente dal bracciolo della mia poltrona, e spense la sigaretta, chinandosi profondamente in modo da farmi notare la linea dei fianchi. [....]
    Con Stein non ha avuto importanza. L'avrei ucciso con le mie mani, con piacere, quello schifoso. Morire non è una gran cosa. Uccidere non è una gran cosa. Ma adescare gli uomini, per condurli alla morte....
    - Ha ucciso una dozzina d'uomini - riprese la ragazza - e per ciascuno ha avuto un sorriso. lo conosco da tempo. ...
    - Usava scalpelli da ghiaccio ?
    - Se vi do la rivoltella mi promettete d'ucciderlo ? [...]
    Buona notte, amigo. Mi vesto di nero perchè sono bella, cattiva... e perduta"





  7. #147
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    Ciao Diago...bisogna stare attenti alle armi "improprie"





    “Tutto quello che serve per fare un film sono una pistola e una donna”.

    JEAN-LUC GODARD

    Nelle foto: Anna Karina, musa, attrice ed anche moglie del regista.



  8. #148
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    Ciao Diago...bisogna stare attenti alle armi "improprie"





    “Tutto quello che serve per fare un film sono una pistola e una donna”.

    JEAN-LUC GODARD

    Nelle foto: Anna Karina, musa, attrice ed anche moglie del regista.



    non si può stare attenti su uno skateboard (S. king)

    Ciao Maf


    Ultima modifica di diagonale; 18-11-19 alle 09:11

  9. #149
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    I Guns N' Roses, gruppo californiano di grande successo negli anni '80-'90, hanno usato diverse immagini come logotipo.
    Oltre al simbolo classico dei due*revolver*e delle due rose avvinghiate alle armi, essi hanno usato anche una croce con
    cinque teschi (che rappresentavano i cinque membri della*band)
    , dalla*cover*di*Appetite for Destruction*(Geffen Records 1987),
    e infine un teschio con tanto di cilindro, una rosa, due pistole incrociate e una sorta di corona di spine fatta di filo spinato.
    **Quello originario riprende gli stessi temi ed è, per certi versi, ancora più noto.
    La leggenda vuole che nasca da un disegno di Slash, ma Axl Rose ha negato con forza questa storia, attribuendolo a Bill White, tatuatore.







  10. #150
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    LA P38 SIMBOLO DEGLI ANNI DI PIOMBO

    Celeberrima è rimasta la fotografia dell'autonomo*Giuseppe Memeo*(poi terrorista dei*Proletari Armati per il Comunismo)
    che, durante una manifestazione, punta con entrambe le braccia tese un'arma contro la polizia: creduta per anni una P38,
    si tratta in realtà di una comune*Beretta calibro .22, con la canna lunga e non silenziata.
    Le pistole a canna lunga, specie le diffusissime Beretta (in uso anche tra le forze di polizia, sia quelle a canna corta che lunga),
    furono quindi accomunate a livello popolare con le P.38,
    vista la somiglianza nell'aspetto.



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