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  1. #1451

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    Trump, la violenza, il razzismo. Botta e risposta tra una religiosa e monsignor Viganò

    CR - Corrispondenza Romana


    (Aldo Maria Valli, Duc in altum – 9 luglio 2020) Cari amici di Duc in altum, la religiosa e teologa Antonietta Potente ha scritto a monsignor Carlo Maria Viganò una lettera nella quale esprime forti critiche circa le affermazioni dell’arcivescovo sul presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Pubblico qui la lettera e la risposta di monsignor Viganò.

    ***

    Siamo profondamente indignate per le parole che lei, cristiano e vescovo, ha espresso in appoggio al presidente Trump, fautore di una politica che, in questi ultimi mesi, si è mostrata sempre più discriminatoria e violenta, sia nell’emergenza sanitaria, sia in questi ultimi fatti di razzismo. Ci sembra che usare le Scritture per giustificare la politica violenta del presidente Trump è come dare le “perle ai porci” secondo le parole evangeliche: Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe (cfr. Mt 7,6). Il linguaggio che lei usa nel suo messaggio al presidente degli Stati Uniti (vedi lettera del 7 giugno 2020) per noi donne, cristiane e religiose domenicane, ci allibisce ma allo stesso tempo ci provoca a prendere le distanze e a denunciare l’ambiguità del suo pensiero e della sua posizione; trattandosi inoltre, di un linguaggio dualista e discriminatorio.

    Non ci rassegniamo a pensare che un membro del Magistero della chiesa cattolica possa usare le Scritture per sostenere tale politica che va contro ogni principio evangelico. Avevamo già deplorato la sua richiesta di dimissioni di papa Francesco, ma ora ci sembra una vera e propria bestemmia usare il termine biblico “figli della luce” per dichiarare che Trump e anche lei e tutto il suo entourage, siete vittime di particolari complotti ecclesiali e sociopolitici. Negare l’evidenza di questi ultimi avvenimenti razzisti da parte di membri della polizia, appoggiati e difesi dallo stesso presidente Trump, lo reputiamo contrario al Vangelo. I figli della luce, di cui lei tanto parla, sono coloro che nella luce camminano, vedono e con parresia denunciano ciò che vedono.

    Sulle labbra di Gesù di Nazaret, dei suoi primi discepoli e discepole, non si è mai trovato beati i forti, i prepotenti, gli oppressori, ma beati gli umili, i miti, gli amanti della giustizia e della pace, pur nella precarietà della condizione umana e storica. Non riusciamo a comprendere come lei possa dimenticarsi di questo messaggio ed estrapolare il linguaggio giovanneo di luce e tenebre, per appoggiare un governo così violento come è l’attuale governo degli Stati Uniti. Violento in parole (basta vedere i messaggi del presidente Trump negli ultimi giorni) e in opere. E questo non solo all’interno degli Stati Uniti ma anche nella politica mondiale, nei rapporti internazionali, persino nel volersi appropriare di un vaccino che come ogni metodo di cura, dovrebbe essere patrimonio dell’umanità. Siamo davvero allibite, ma allo stesso tempo siamo fiduciose che questi rigurgiti di razzismo, che lei attribuisce -facendo una grande confusione- ai figli delle tenebre, non trovino spazio nell’animo umano e soprattutto in quello di donne e uomini che soffrono. Noi, donne religiose ci sentiamo davvero “figlie di Eva”, ma non secondo la metafora usata da lei. Anzi, pensiamo che certi atteggiamenti, così come il linguaggio che lei usa, non sono alimentati dai figli di Eva come lei dice, ma da una mentalità omofoba e dunque discriminatoria, come mostra il Presidente Trump da lei appoggiato. Sappia che anche noi preghiamo per Trump e per il suo Paese, ma non con la stessa intenzione da lei auspicata. Noi preghiamo come donne di fede, con le stesse parole che la vera tradizione biblica ci ha insegnato: chiediamo di collaborare perché gli umili e non i ricchi vengano esaltati; chiediamo che non esistano più potenti e prepotenti che umiliano e che distruggono la speranza dei popoli. Quindi preghiamo anche per Trump e anche per lei che dice di sostenerlo. Sia chiaro però, che noi stiamo dalla parte dei più deboli e oppressi certe che solo a loro è stata rivelata la sapienza che i dominatori di questo mondo non hanno potuto conoscere (cfr 1 Cor 2,8).

    Suor Antonietta Potente

    Teologa dell’Unione Suore Domenicane San Tommaso d’Aquino e comunità

    Fonte: Terra e Missione

    ***



    La Verità è sempre discriminatoria, quando l’errore la mette in discussione

    Noli aemulari in malignantibus, neque zelaveris facientes iniquitatem.

    Reverenda Madre, ho letto la lettera aperta che Ella, anche a nome della Sua Comunità religiosa, ha voluto indirizzarmi lo scorso 17 giugno; una lettera che fa seguito a quella che io ho inviato al Presidente degli Stati Uniti. Visto che è a me personalmente che Ella si rivolge, Le chiedo di darmi spazio in questo Suo sito per risponderLe.

    Sono rimasto sconcertato per alcune espressioni della Sua lettera: non tanto quelle che riguardano la mia persona, quanto il vistoso travisamento della realtà nell’accusare il Presidente Trump di essere «fautore di una politica che, in questi ultimi mesi, si è mostrata sempre più discriminatoria e violenta, sia nell’emergenza sanitaria, sia in questi ultimi fatti di razzismo». In verità non vedo come gli si possa attribuire la responsabilità per i fatti di razzismo, nati in un contesto in cui polizia e istituzioni locali sono nelle mani del partito democratico, e che le prove che via via emergono confermano essere dei false flag finanziati dall’élite globalista proprio per avversare il partito repubblicano e il Presidente in carica. A livello internazionale, il mandato di Trump è l’unico nel quale non si sono avuti conflitti ed anzi in molti casi si sono stipulati accordi di pace e sono stati ritirati i contingenti militari all’estero. L’occupazione (fino all’emergenza Covid) era in forte crescita, e così pure la tutela dei diritti dei lavoratori.

    Se poi Ella ritiene che ripristinare l’ordine pubblico e pretendere il rispetto della legge sia un’azione discriminatoria, temo di doverLe ricordare che sotto il profilo morale l’Autorità civile ha il dovere di imporre il rispetto delle leggi e che per ottenere questo è legittimata ad usare la forza proporzionata: lo insegna la dottrina e lo spiega mirabilmente l’Aquinate, patrono dell’Istituto cui Ella appartiene. Non credo che il Presidente sia «violento in parole e in opere», certamente non più di chi nel proprio programma politico favorisce e promuove l’uccisione di milioni di bambini fino a un istante prima di nascere e persino dopo la nascita: questa violenza, tanto più odiosa quanto maggiormente infierisce su chi più è indifeso, non mi pare trovi molto spazio nel suo impegno di religiosa.

    Ella mi rimprovera un «linguaggio dualista e discriminatorio»: lo è, in effetti, e penso che non possa essere altrimenti, quando è in questione l’eterna lotta tra bene e male. La Verità è sempre discriminatoria, quando l’errore la mette in discussione. Ed è discriminatoria anche la luce, che non tollera le tenebre e quanti in esse si nascondono. Così come è discriminatorio e divisivo Nostro Signore, pietra d’inciampo, che accoglierà i giusti alla Sua destra e scaccerà i malvagi alla Sua sinistra. Voi siete miei amici, se farete quello che Io vi comando, ha detto il Salvatore (Gv 15, 14). La condizione per l’amicizia con Dio è l’obbedienza ai Suoi Comandamenti, alla Sua Legge, nel vincolo della Carità. Anche questa è una discriminazione, perché chi abusando della propria libertà non si conforma alla volontà di Dio non potrà godere della visione beatifica, né partecipare della Sua gloria eterna. E sempre per una «mentalità omofoba e dunque discriminatoria» ci è stato dato il Sesto Comandamento, che condanna la sodomia come peccato che grida vendetta al cospetto di Dio: San Paolo discriminò, come discriminò Cristo, e come nell’Eden discriminò il Padre Eterno, scacciandone i nostri progenitori che Gli avevano disobbedito.

    Ma è proprio questa discriminazione che, se ci ha resi per nostra colpa meritevoli del castigo divino, ci ha anche meritato sin dalla prima caduta la promessa di un Redentore nato dalla Vergine, di un nuovo Adamo e di una nuova Eva. Fu questa visione «dualista» che portò i nostri padri verso la terra promessa, nell’abbandono dell’idolatria e nell’adorazione dell’unico vero Dio. E discriminarono anche i Martiri, quando preferirono affrontare i tormenti del supplizio piuttosto di bruciare incenso agli idoli. Discriminarono i Dottori della Chiesa, tra cui il Doctor Angelicus, quando combatterono le eresie e predicarono la vera dottrina. Discriminò San Domenico, quando predicò la Crociata. Discrimina anche Lei, reverenda Madre, quando prende posizione contro le mie parole, contro Trump, contro la discriminazione. Discrimina quando parla di «noi, donne religiose», ponendo un accento su quel «donne» che pare voler rivendicare un ruolo che non è basato sull’adesione all’ordine voluto da Dio né al monito dell’Apostolo dei Gentili.

    Ella afferma: «Chiediamo di collaborare perché gli umili e non i ricchi vengano esaltati; chiediamo che non esistano più potenti e prepotenti che umiliano e che distruggono la speranza dei popoli». Ricordi, reverenda Madre, che gli umili di cui parla il Vangelo non sono necessariamente quelli che il mondo di oggi sfrutta per cinici progetti di ingegneria sociale, né quanti vengono strappati dalla loro Patria per assecondare piani di destabilizzazione che arricchiscono sempre i soliti personaggi. E i ricchi non sono sempre e necessariamente malvagi: se la Provvidenza ha loro concesso beni materiali, a loro chiede anche di farsi Suoi cooperatori nel sovvenire i poveri e i bisognosi. Né i potenti non sono da biasimare, se la loro potenza è messa al servizio del Bene: è chi abusa del proprio potere e dell’autorità di cui è investito che merita il biasimo dei cittadini e la punizione divina.

    Temo che nelle Sue parole trovi troppo spazio un’attenzione al pensiero del mondo, piuttosto di una visione soprannaturale sorretta da sana dottrina e alimentata da solida pietà. In sostanza, quell’assenza di un segno esteriore e visibile dei Suoi Voti religiosi mi pare rivelare implicitamente la sua volontà di occultare la Sua identità religiosa (forse per non offendere la sensibilità altrui?), con il rischio però di lasciarla in un vuoto interiore che nessuna ideologia di questo mondo potrà colmare. Eppure è proprio questo che ci si dovrebbe attendere da una figlia di San Domenico e di San Tommaso: far sì che le legittime aspirazioni degli ultimi trovino la propria più autentica radice nella Rivelazione, nell’ordine sociale cristiano, nella fedele applicazione della dottrina sociale della Chiesa. Poiché non vi è Carità dove non vi è Verità: Ella mi insegna che sono entrambi attributi essenziali di Dio, e non è possibile amare Dio se non si accoglie incondizionatamente anche l’integra Verità che Egli ci ha trasmesso nella Santa Chiesa, unica Arca di Salvezza.

    Lei scrive: «Sia chiaro però, che noi stiamo dalla parte dei più deboli e oppressi certe che solo a loro è stata rivelata la sapienza che i dominatori di questo mondo non hanno potuto conoscere» (cfr 1 Cor 2,8): immagino che nel novero dei più deboli e oppressi Ella includa i padri e le madri di famiglia che vogliono educare cristianamente i propri figli; quanti quotidianamente sono perseguitati solo perché si professano Cattolici; i milioni di innocenti che il Moloch moderno sacrifica ogni giorno sull’immondo altare dell’aborto; gli anziani che le speculazioni e gli interessi economici condannano all’abbandono o fanno morire perché considerati inutili; i bambini irretiti nei loro anni più fragili dall’infernale ideologia gender; i ragazzi corrotti nella morale dal pensiero LGBT; gli anziani fedeli di St. Louis che sono stati aggrediti pochi giorni fa, da un gruppo di persone che inneggiavano al Black Lives Matter.

    In fondo, la Sua lettera aperta conferma quello che ho scritto più volte: gli schieramenti vanno definendosi, e questo è certamente un tributo alla verità che permette a molti di comprendere cosa stia avvenendo e da che parte ciascuno intenda schierarsi.

    A Lei, reverenda Madre, e alla Sua Comunità mando di cuore la Benedizione di Nostro Signore, confidando nelle Vostre preghiere.

    + Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

    6 luglio 2020
    andrea tornielli
    Pubblicato il
    15 Novembre 2018
    Ultima modifica
    02 Luglio 2019 22:07





    Carlo Maria Viganò, l’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti protagonista a fine agosto di una clamorosa operazione politico-mediatica contro Papa Francesco, culminata nella pubblicazione di un pamphlet con il quale si chiedevano le dimissioni del Pontefice, ha perso la causa civile che lo vedeva contrapposto al fratello sacerdote per la gestione della cospicua eredità di famiglia. Una sentenza della quarta sezione del Tribunale civile di Milano dello scorso ottobre (giudice Susanna Terni, numero 10.359/2018) lo condanna infatti a risarcire don Lorenzo Viganò per un milione e 800mila euro, insieme agli interessi legali e alle spese processuali.

    **************************************** **********************************

    è degno di fede un religioso che si macchia di simili nefandezze , oltretutto ai danni del proprio fratello ??

  2. #1452
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    Carlo Maria Viganò, l’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti protagonista a fine agosto di una clamorosa operazione politico-mediatica contro Papa Francesco, culminata nella pubblicazione di un pamphlet con il quale si chiedevano le dimissioni del Pontefice, ha perso la causa civile che lo vedeva contrapposto al fratello sacerdote per la gestione della cospicua eredità di famiglia. Una sentenza della quarta sezione del Tribunale civile di Milano dello scorso ottobre (giudice Susanna Terni, numero 10.359/2018) lo condanna infatti a risarcire don Lorenzo Viganò per un milione e 800mila euro, insieme agli interessi legali e alle spese processuali.

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    è degno di fede un religioso che si macchia di simili nefandezze , oltretutto ai danni del proprio fratello ??
    La questione legata al fratello, gesuita, è un po più articolata di quanto hai scritto. In primo luogo TUTTI i fratelli Viganò hanno preso le distanze da don Lorenzo e hanno appoggiato Carlo Maria. In secondo luogo non è esatto quanto riportato nell'articolo. La sentenza non è di risarcimento, ma di una ripartizone patrimoniale di beni mobiliari e immobiliari ereditati dai fratelli Viganò.Don Lorenzo aveva esordito sparando alto, il giudice ha riporato il tutto alla realtà. Le spese legali sono state ripartite. Faccio notare che la causa è stata civile e non penale. Se fosse stato vero quanto detto nell'articolo, avrebbero dovuto esserci delle denunce penali e un procedimento penale. Dal momento in cui non è stato commesso alcun reato da Carlo Maria, non c'è stato alcun procedimento penale. Carlo Maria di converso avrebbe potuto denunciare il fratello per calunnia e diffamazione, ma come ha dichiarato pubblicamente, ha preferito lasciar correre rimanendo aperto a una riconciliazione. Invece di leggere la prima cosa che capita a tiro, è sempre buona norma fare una ricerca approfondita e ove possibile leggere i documenti, che sempre più spesso si riescono a trovare pubblicati in rete.

    Intanto il Regno Unito:

    Coronavirus: il Regno Unito non partecipera al piano Ue per il vaccino anti-Covid-19 - Meteo Web
    Ultima modifica di trandy; 12-07-20 alle 15:35

  3. #1453
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    è degno di fede un religioso che si macchia di simili nefandezze , oltretutto ai danni del proprio fratello ??
    https://www.aldomariavalli.it/wp-con...lli-Vigano.pdf

    VIGANO. LE BUGIE SULLA DIVISIONE DELL’EREDITA CON SUO FRATELLO (E GLI ALTRI FRATELLI). MINACCE DI QUERELA. : STILUM CURIAE

    BASTABUGIE - INTERVISTA ALL'ARCIVESCOVO VIGANO' DOPO LA PUBBLICAZIONE DEL SUO DOSSIER

    I fratelli di don Lorenzo Viganò smentiscono le assurde accuse nei confronti di monsignor Carlo Maria

    A pochi giorni dall’elezione del nuovo Pontefice, il Corriere della Sera, Il Giornale e La Stampa hanno pubblicato interviste a nostro fratello don Lorenzo Viganò (tra l'altro farcite di errori fattuali banali: come potrebbe un gesuita, con un voto di povertà totale, possedere un patrimonio immobiliare?) contenenti dichiarazioni diffamatorie e totalmente infondate sulla persona di monsignor Carlo Maria Viganò.Agli insulti e alle calunnie di cui è stato oggetto da parte del fratello Lorenzo, e a quelli diffusi in tutto il mondo contro di lui dai responsabili dei c.d. Vatileaks, monsignor Carlo Maria, per amore alla Chiesa, non ha mai voluto rispondere. Noi fratelli ci sentiamo in obbligo di farlo a difesa del suo buon nome, sapendo che Carlo Maria avrebbe continuato a restare in silenzio, lascandosi diffamare senza difendersi piuttosto che recare danno alla Chiesa.Chi sia davvero nostro fratello Carlo Maria, quanto abbia fatto per aiutare Lorenzo, quanto si sia sacrificato per il bene della Chiesa, chiunque lo abbia conosciuto davvero lo potrà testimoniare!Ma noi tre fratelli dei due sacerdoti, con la sorella maggiore, profondamente addolorati e feriti dal comportamento aberrante di nostro fratello Lorenzo, al quale continuiamo a voler bene, smentiamo quanto da lui asserito, ben sapendo che Lorenzo nel 1996 fu colpito da un grave ictus cerebrale che lo ha segnato profondamente.Desideriamo perciò che quanti hanno letto le sue sconcertanti affermazioni si chiedano: quali sono le motivazioni di queste esternazioni? Chi lo ha spinto ad agire in modo così sconsiderato, e proprio ora, dato che i nostri fratelli Lorenzo e Carlo Maria sono stati per tutta la vita sempre in perfetta armonia, condividendo l’ideale del sacerdozio ed ogni loro avere ed essendo d'accordo di continuare come avevano fatto fino ad allora a destinare i beni comuni per opere della Chiesa e per beneficenza?Tutto iniziò con un fatto improvviso e imprevedibile, nel novembre 2008. Essendo ambedue di età ormai avanzata, nel settembre 2008 avevano concordato, alla presenza di uno di noi fratelli, in un clima di grande serenità ed intesa, di dividere le loro sostanze per poter attuare ulteriori opere di carità e per la Chiesa. Fra l'altro, seguendo l’esempio dei nostri genitori e in conformità con la loro vocazione, avevano deciso di donare buona parte dei loro beni in particolare per costruire un monastero carmelitano in Burundi, a Gitega, ed un noviziato per una congregazione missionaria in Burkina Faso.Quando tutto era già stato predisposto per realizzare questo programma, improvvisamente e senza alcuna comprensibile motivazione, nel novembre 2008 don Lorenzo, con l’aiuto di nostra sorella Rosanna, fuggì letteralmente terrorizzato dalla casa di Milano per Chicago, all’insaputa di tutti noi, affermando poi di
    averlo fatto per evitare di essere «sequestrato» da Carlo Maria, in connivenza con altri complici amici della nostra famiglia. Si noti che don Lorenzo ha ribadito questa assurda motivazione nel corso di un’udienza civile al Tribunale di Milano: richiesto di spiegare per quale motivo, nell’autunno del 2008, era fuggito improvvisamente dall’Italia, interrompendo bruscamente ogni rapportocon la sua famiglia, è arrivato addirittura ad affermare con tono alterato che era fuggito dall’Italia «per non essere incatenato».Chi lo ha spinto a tali comportamenti irragionevoli, per non dire irrazionali? Basti pensare che a distanza di solo poche settimane dalla sua fuga, don Lorenzo, il quale è sempre stato tenuto al corrente da noi fratelli dell’amministrazione dei suoi beni e ha sempre avuto piena possibilità di azione sui beni comuni con Carlo Maria, ha trasferito unilateralmente, senza avvertire Carlo Maria, su un conto di Rosanna un’ingente somma, che mentendo aveva detto di voler prendere per il suo sostentamento e per la propria vecchiaia. Il versamento di questa ingente somma a Rosanna dimostra che don Lorenzo aveva la piena disponibilità sui beni in comunione con Carlo Maria, contrariamente a quanto da lui affermato, e che il suo tenore di vita, viste le sue condizioni di disabilità, necessitava un notevole dispendio di denaro.Per oltre quarant’anni don Lorenzo ha gestito in prima personai propri averi, impartendo istruzioni orali e scritte ben precise ai consulenti storici della famiglia e ricevendone puntuale informativa, firmando assegni, disponendo donazioni, sottoscrivendo atti di disposizione dei beni immobili, potendo godere dei medesimi poteri di rappresentanza di Carlo Maria. Si tratta di circostanze che trovano tutte puntuale ed incontestabile riscontro in pacchi di documentazione già prodotta nelle cause civili introdotte da Lorenzo contro Carlo Maria.Basti pensare poi che detta ingente somma è servita a Rosanna per acquistare una seconda farmacia a Como, per l’ultima delle sue figlie, Anna Maria Buzzi in Giancola, la quale è sposata in regime di comunione di beni con l’avvocato Francesco Giancola, figlio del titolare dello Studio legale Giancola di Como. Tali fatti sono stati accertati nel corso delle indagini giudiziarie.Basti pensare ancora che in concomitanza don Lorenzo rilasciava una procura generale omnicomprensiva a favore proprio del suddetto giovane avvocato, il quale immediatamente spodestava dell’amministrazione lo storico e fedele amministratore dei beni di famiglia per la parte di competenza di don Lorenzo.Dall’autunno 2008 don Lorenzo ha rifiutato di avere qualsiasi rapporto con i suoi fratelli, in particolare con Carlo Maria, negandosi ad ogni tipo di contatti con familiari ed amici e persino con il Cardinale di Chicago. Egli da anni vive in quella Arcidiocesi americana senza permesso ecclesiastico e si rifiuta di presentarsi e persino di aprire la porta alle autorità dell'Arcidiocesi statunitense contravvenendo alle disposizioni del diritto canonico.
    Ogni tentativo di contatto o di mediazione per cercare di capire quanto gli era successo, anche con i suoi pochi amici a Chicago, è stato da lui respinto o respinto da qualcuno in suo nome. Si è persino rifiutato di ricevere il fratello maggiore che già si trovava in visita negli Stati Uniti. Da quell’autunno 2008, quindi, don Lorenzo è rimasto completamente isolato da noi fratelli, non è dato sapere se per sua esclusiva volontà, restando comunque alla mercé per ogni informazione della sorella Rosanna e del suddetto Studio legale di Como.L’avvocato Francesco Giancola, dopo aver respinto ogni tentativo di dialogo persino con i legali di Carlo Maria, in violazione del codice deontologico professionale, con il supporto dell’intero studio legale del padre, a distanza di soli pochi mesi, servendosi della procura di don Lorenzo, faceva causa a Carlo Maria per la divisione dei beni, producendo dati sul valore del patrimonio comune ai due fratelli assolutamente gonfiati ben aldilà della realtà, in contraddizione con quanto dichiarato da don Lorenzo presso l'Internal Revenue Service, e quindi esponendo irresponsabilmente il suo cliente a gravi conseguenze legali. Chi ha spinto Lorenzo alla fuga ha forse fatto leva su suggestioni ed approfittato della sua situazione? Chi aveva interesse ad evitare che si addivenisse alla divisione nei termini già ipotizzati di comune accordo? Chi aveva tutto da guadagnare ad impedire che fossero disposti lasciti per opere di bene?Forse chi ha alimentato le personali ossessioni di Lorenzo lo ha anche spinto a proporre ben due denunce aberranti nei confronti di Carlo Maria (nella seconda delle quali si è ipotizzato addirittura lo stalking el’estorsione): tali querele sono state puntualmente archiviate e non certo con provvedimenti di favore o compiacenti. Per non parlare poi della ignominiosa denuncia per appropriazione indebita (anche questa archiviata), fatta da Lorenzo sapendo di mentire, proprio contro quello di noi che con il suo tempestivo intervento gli aveva salvato la vita al momento dell’ictus e che ha continuato ad assisterlo amorevolmente durante la sua lunga malattia.Secondo Lorenzo la polizia giudiziaria, i pubblici ministeri, i giudici italiani, i medici, i sacerdoti, le persone amiche di una vita e noi fratelli stessi staremmo tramando, insieme a Carlo Maria, contro di lui. Qualcuno poi, è ovvio, aveva un concreto interesse a fomentare in Lorenzo l’idea di un complotto per “rapirlo”.Ben due diversi PM ed un GIP si sono già pronunciati su questa vicenda: oltre a rilevare la tardività ed improcedibilità delle querele e nell’evidenziare gravi contraddizioni nelle dichiarazioni rese da Lorenzo nel corso delle indagini, essi hanno chiaramente motivato anche nel merito, affermando che non sussiste alcuna appropriazione indebita, alcuna pressione, alcun complotto da parte di noi fratelli né di Carlo Maria.Chi sia l’aggressore e chi sia l’aggredito, in questa vicenda, appare chiaro: Carlo Maria non ha mai avviato alcun procedimento civile o penale nei confronti di Lorenzo, continuando invece a subire attacchi di ogni tipo senza reagire (cause civili, in corso; denunce penali e cause amministrative, regolarmente perse da
    Lorenzo). Carlo Maria è stato moralmente obbligato a sporgere una denuncia nei confronti di ignoti, agendo non contro, ma a tutela del fratello, turbato anche dal fatto che i legali di Lorenzo risultano direttamente imparentati con Rosanna e la di lei figlia Anna Maria, cioè coloro in favore dei quali Lorenzo, tanto diffidente con il resto del mondo, ha erogato occultamente un ingente quantitativo di denaro, sottraendolo così al patrimonio comune e quindi alla finalità a cui era già destinato per opere di beneficenza e per la Chiesa.Ma c’è di più: l’avvocato Francesco Giancola, genero di Rosanna, non si è accontentato di svolgere le sue spavalde imprese nel foro di Milano. Allettato dalle prime notizie della vicenda dei Vatileaks, si sarebbe recato in Vaticano per collegare la sua azione con quella di coloro che hanno osteggiato il lavoro di pulizia che monsignor Carlo Maria aveva intrapreso a nome di Papa Benedetto. Sarebbe stato ricevuto con compiacenza e soddisfazione dal segretario generale del Governatorato monsignor Sciacca, consegnando anche una memoria di parte, stravolgendo la verità dei fatti rappresentandoli così come poi sono stati ripresi dai media.Nella speranza che questa notizia venga smentita, la sua conferma aprirebbe scenari inquietanti. Infatti non farebbe forse comodo a quanti si fossero macchiati in episodi di mala gestio ed affarismo all’interno delle istituzioni della Chiesa, far credere che “il moralizzatore” della Curia avrebbe a sua volta un passato torbido da nascondere? E, in tale caso, quale migliore alleato che un fratello provato dalla malattia, in preda ad un vero e proprio delirio di persecuzione, che ha rifiutato qualsiasi incontro pacificatore non solo con il fratello sacerdote ma anche con noi fratelli, amici comuni, uomini di chiesa, e persino il suo padre spirituale, don Giulio Giacometti?L’entourage di nostro fratello Lorenzo vuole dipingere Lorenzo come una vittima impaurita dal potente fratello Carlo Maria: ma è un quadro assolutamente distorto. Tale campagna è stata chiaramente utilizzata per sfruttare facilmente l’eco delle inconsulte iniziative e dichiarazioni di Lorenzo per distruggere l’immagine pubblica di monsignor Carlo Maria, nell’ambito della vicenda ormai tristemente nota con il nome di Vatileaks.Lorenzo appare tutt’altro che intimorito. Con le sue ultime dichiarazioni alla stampa ha letteralmente distrutto il nome della nostra famiglia. Ma nonostante tutto noi continuiamo, e siamo sicuri anche Carlo Maria continua, ad amarlo come fratello: Lorenzo è una vittima di chi lo circonda.Questa vicenda costituisce per la nostra famiglia una vera tragedia, fonte di dolore e preoccupazione: ma noi continuiamo a sperare che un giorno nostro fratello Lorenzo possa tornare a parlare con i suoi fratelli rendendosi conto che coloro che ne hanno favorito le ultime dichiarazioni lo stanno utilizzando come una mera pedina per distruggere la reputazione di nostro fratello Carlo Maria. E soprattutto continuiamo a pregare affinché alla fine di questa vicenda i beni dei nostri fratelli sacerdoti possano avere la destinazione voluta dai nostri genitori e cioè siano devoluti per opere di carità della Chiesa, affinché specialmente nei
    paesi più poveri si possa diffondere il Vangelo e aiutare le persone più bisognose, come nostro fratello Carlo Maria ha sempre fatto anche nel servizio alla Santa Sede nei paesi di missione.Ben sapendo che questa era anche la volontà di nostro fratello Lorenzo, la controparte ha intrapreso le vie legali per impedire, a proprio vantaggio, che ciò abbia a realizzarsi a scapito di quanto era già stato deciso dai due fratelli sacerdoti a favore della Chiesa.

    Anna Maria, Leonardo, Emilio e Alberto Viganò

    20 marzo 2013

  4. #1454
    L'avatar di John Smith
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    è degno di fede un religioso che si macchia di simili nefandezze , oltretutto ai danni del proprio fratello ??

    Ascolta, alce
    Qua non abbiamo l'anello al naso, ok? Tentare di sputta nare un interlocutore scomodo è il tentativo che fa chi non ha niente da poter
    opporre al suo oppositore. Non potendo andare contro la dichiarazione si fa contro il dichiarante e lo sappiamo già da anni.
    Quindi lascia perdere.
    Inoltre, giusto per andare nello specifico, il problema non si pone proprio: i gesuiti sono già stati presi con le mani nel sacco (degli altri)
    derubando eredità che non appartenevano loro, conoscono le tecniche e se le tramandano, a scuola non te le insegnano di sicuro e neanche
    al corso di troll. Naturalmente è un falso, però tu leggilo come se fosse vero, che non si sa mai.
    Se metto il link di Amazon mi dà errore, strano.
    Monita Secreta - Wikipedia
    Ultima modifica di John Smith; 12-07-20 alle 16:53

  5. #1455
    L'avatar di trandy
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    P.S. una seconda ondata è data per certa da molti studiosi e da OMS
    Molto probabile. I laboratori livello 4 sono pieni di virus chimera piuttosto aggressivi. Come ha anticipato Montagnier e come ha ben spiegato il prof. Zangrillo in un confronto con Ricciardi, una seconda ondata dovuto a QUESTO virus è da escludere a priori e con certezza. Ergo, se ci sarà una "seconda ondata" e se il protagonista sarà sempre il Covid-19 le cause saranno artefatte e non naturali. Già anni fa era stato denunciato un traffico di virus chimera spediti da laboratorio a laboratorio tramite DHL. Far scoppiare una epidemia non è poi così difficile.

    Aviaria: la finta emergenza che avrebbe arricchito le case farmaceutiche | Ambiente Bio

  6. #1456
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    https://en.wikipedia.org/wiki/Monita_Secreta
    I Viganò hanno fatto denuncia contro ignoti in quanto a loro avviso don Lorenzo sarebbe stato manipolato.

  7. #1457

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    https://www.aldomariavalli.it/wp-con...lli-Vigano.pdf

    VIGANO. LE BUGIE SULLA DIVISIONE DELL’EREDITA CON SUO FRATELLO (E GLI ALTRI FRATELLI). MINACCE DI QUERELA. : STILUM CURIAE

    BASTABUGIE - INTERVISTA ALL'ARCIVESCOVO VIGANO' DOPO LA PUBBLICAZIONE DEL SUO DOSSIER

    I fratelli di don Lorenzo Viganò smentiscono le assurde accuse nei confronti di monsignor Carlo Maria

    A pochi giorni dall’elezione del nuovo Pontefice, il Corriere della Sera, Il Giornale e La Stampa hanno pubblicato interviste a nostro fratello don Lorenzo Viganò (tra l'altro farcite di errori fattuali banali: come potrebbe un gesuita, con un voto di povertà totale, possedere un patrimonio immobiliare?) contenenti dichiarazioni diffamatorie e totalmente infondate sulla persona di monsignor Carlo Maria Viganò.Agli insulti e alle calunnie di cui è stato oggetto da parte del fratello Lorenzo, e a quelli diffusi in tutto il mondo contro di lui dai responsabili dei c.d. Vatileaks, monsignor Carlo Maria, per amore alla Chiesa, non ha mai voluto rispondere. Noi fratelli ci sentiamo in obbligo di farlo a difesa del suo buon nome, sapendo che Carlo Maria avrebbe continuato a restare in silenzio, lascandosi diffamare senza difendersi piuttosto che recare danno alla Chiesa.Chi sia davvero nostro fratello Carlo Maria, quanto abbia fatto per aiutare Lorenzo, quanto si sia sacrificato per il bene della Chiesa, chiunque lo abbia conosciuto davvero lo potrà testimoniare!Ma noi tre fratelli dei due sacerdoti, con la sorella maggiore, profondamente addolorati e feriti dal comportamento aberrante di nostro fratello Lorenzo, al quale continuiamo a voler bene, smentiamo quanto da lui asserito, ben sapendo che Lorenzo nel 1996 fu colpito da un grave ictus cerebrale che lo ha segnato profondamente.Desideriamo perciò che quanti hanno letto le sue sconcertanti affermazioni si chiedano: quali sono le motivazioni di queste esternazioni? Chi lo ha spinto ad agire in modo così sconsiderato, e proprio ora, dato che i nostri fratelli Lorenzo e Carlo Maria sono stati per tutta la vita sempre in perfetta armonia, condividendo l’ideale del sacerdozio ed ogni loro avere ed essendo d'accordo di continuare come avevano fatto fino ad allora a destinare i beni comuni per opere della Chiesa e per beneficenza?Tutto iniziò con un fatto improvviso e imprevedibile, nel novembre 2008. Essendo ambedue di età ormai avanzata, nel settembre 2008 avevano concordato, alla presenza di uno di noi fratelli, in un clima di grande serenità ed intesa, di dividere le loro sostanze per poter attuare ulteriori opere di carità e per la Chiesa. Fra l'altro, seguendo l’esempio dei nostri genitori e in conformità con la loro vocazione, avevano deciso di donare buona parte dei loro beni in particolare per costruire un monastero carmelitano in Burundi, a Gitega, ed un noviziato per una congregazione missionaria in Burkina Faso.Quando tutto era già stato predisposto per realizzare questo programma, improvvisamente e senza alcuna comprensibile motivazione, nel novembre 2008 don Lorenzo, con l’aiuto di nostra sorella Rosanna, fuggì letteralmente terrorizzato dalla casa di Milano per Chicago, all’insaputa di tutti noi, affermando poi di
    averlo fatto per evitare di essere «sequestrato» da Carlo Maria, in connivenza con altri complici amici della nostra famiglia. Si noti che don Lorenzo ha ribadito questa assurda motivazione nel corso di un’udienza civile al Tribunale di Milano: richiesto di spiegare per quale motivo, nell’autunno del 2008, era fuggito improvvisamente dall’Italia, interrompendo bruscamente ogni rapportocon la sua famiglia, è arrivato addirittura ad affermare con tono alterato che era fuggito dall’Italia «per non essere incatenato».Chi lo ha spinto a tali comportamenti irragionevoli, per non dire irrazionali? Basti pensare che a distanza di solo poche settimane dalla sua fuga, don Lorenzo, il quale è sempre stato tenuto al corrente da noi fratelli dell’amministrazione dei suoi beni e ha sempre avuto piena possibilità di azione sui beni comuni con Carlo Maria, ha trasferito unilateralmente, senza avvertire Carlo Maria, su un conto di Rosanna un’ingente somma, che mentendo aveva detto di voler prendere per il suo sostentamento e per la propria vecchiaia. Il versamento di questa ingente somma a Rosanna dimostra che don Lorenzo aveva la piena disponibilità sui beni in comunione con Carlo Maria, contrariamente a quanto da lui affermato, e che il suo tenore di vita, viste le sue condizioni di disabilità, necessitava un notevole dispendio di denaro.Per oltre quarant’anni don Lorenzo ha gestito in prima personai propri averi, impartendo istruzioni orali e scritte ben precise ai consulenti storici della famiglia e ricevendone puntuale informativa, firmando assegni, disponendo donazioni, sottoscrivendo atti di disposizione dei beni immobili, potendo godere dei medesimi poteri di rappresentanza di Carlo Maria. Si tratta di circostanze che trovano tutte puntuale ed incontestabile riscontro in pacchi di documentazione già prodotta nelle cause civili introdotte da Lorenzo contro Carlo Maria.Basti pensare poi che detta ingente somma è servita a Rosanna per acquistare una seconda farmacia a Como, per l’ultima delle sue figlie, Anna Maria Buzzi in Giancola, la quale è sposata in regime di comunione di beni con l’avvocato Francesco Giancola, figlio del titolare dello Studio legale Giancola di Como. Tali fatti sono stati accertati nel corso delle indagini giudiziarie.Basti pensare ancora che in concomitanza don Lorenzo rilasciava una procura generale omnicomprensiva a favore proprio del suddetto giovane avvocato, il quale immediatamente spodestava dell’amministrazione lo storico e fedele amministratore dei beni di famiglia per la parte di competenza di don Lorenzo.Dall’autunno 2008 don Lorenzo ha rifiutato di avere qualsiasi rapporto con i suoi fratelli, in particolare con Carlo Maria, negandosi ad ogni tipo di contatti con familiari ed amici e persino con il Cardinale di Chicago. Egli da anni vive in quella Arcidiocesi americana senza permesso ecclesiastico e si rifiuta di presentarsi e persino di aprire la porta alle autorità dell'Arcidiocesi statunitense contravvenendo alle disposizioni del diritto canonico.
    Ogni tentativo di contatto o di mediazione per cercare di capire quanto gli era successo, anche con i suoi pochi amici a Chicago, è stato da lui respinto o respinto da qualcuno in suo nome. Si è persino rifiutato di ricevere il fratello maggiore che già si trovava in visita negli Stati Uniti. Da quell’autunno 2008, quindi, don Lorenzo è rimasto completamente isolato da noi fratelli, non è dato sapere se per sua esclusiva volontà, restando comunque alla mercé per ogni informazione della sorella Rosanna e del suddetto Studio legale di Como.L’avvocato Francesco Giancola, dopo aver respinto ogni tentativo di dialogo persino con i legali di Carlo Maria, in violazione del codice deontologico professionale, con il supporto dell’intero studio legale del padre, a distanza di soli pochi mesi, servendosi della procura di don Lorenzo, faceva causa a Carlo Maria per la divisione dei beni, producendo dati sul valore del patrimonio comune ai due fratelli assolutamente gonfiati ben aldilà della realtà, in contraddizione con quanto dichiarato da don Lorenzo presso l'Internal Revenue Service, e quindi esponendo irresponsabilmente il suo cliente a gravi conseguenze legali. Chi ha spinto Lorenzo alla fuga ha forse fatto leva su suggestioni ed approfittato della sua situazione? Chi aveva interesse ad evitare che si addivenisse alla divisione nei termini già ipotizzati di comune accordo? Chi aveva tutto da guadagnare ad impedire che fossero disposti lasciti per opere di bene?Forse chi ha alimentato le personali ossessioni di Lorenzo lo ha anche spinto a proporre ben due denunce aberranti nei confronti di Carlo Maria (nella seconda delle quali si è ipotizzato addirittura lo stalking el’estorsione): tali querele sono state puntualmente archiviate e non certo con provvedimenti di favore o compiacenti. Per non parlare poi della ignominiosa denuncia per appropriazione indebita (anche questa archiviata), fatta da Lorenzo sapendo di mentire, proprio contro quello di noi che con il suo tempestivo intervento gli aveva salvato la vita al momento dell’ictus e che ha continuato ad assisterlo amorevolmente durante la sua lunga malattia.Secondo Lorenzo la polizia giudiziaria, i pubblici ministeri, i giudici italiani, i medici, i sacerdoti, le persone amiche di una vita e noi fratelli stessi staremmo tramando, insieme a Carlo Maria, contro di lui. Qualcuno poi, è ovvio, aveva un concreto interesse a fomentare in Lorenzo l’idea di un complotto per “rapirlo”.Ben due diversi PM ed un GIP si sono già pronunciati su questa vicenda: oltre a rilevare la tardività ed improcedibilità delle querele e nell’evidenziare gravi contraddizioni nelle dichiarazioni rese da Lorenzo nel corso delle indagini, essi hanno chiaramente motivato anche nel merito, affermando che non sussiste alcuna appropriazione indebita, alcuna pressione, alcun complotto da parte di noi fratelli né di Carlo Maria.Chi sia l’aggressore e chi sia l’aggredito, in questa vicenda, appare chiaro: Carlo Maria non ha mai avviato alcun procedimento civile o penale nei confronti di Lorenzo, continuando invece a subire attacchi di ogni tipo senza reagire (cause civili, in corso; denunce penali e cause amministrative, regolarmente perse da
    Lorenzo). Carlo Maria è stato moralmente obbligato a sporgere una denuncia nei confronti di ignoti, agendo non contro, ma a tutela del fratello, turbato anche dal fatto che i legali di Lorenzo risultano direttamente imparentati con Rosanna e la di lei figlia Anna Maria, cioè coloro in favore dei quali Lorenzo, tanto diffidente con il resto del mondo, ha erogato occultamente un ingente quantitativo di denaro, sottraendolo così al patrimonio comune e quindi alla finalità a cui era già destinato per opere di beneficenza e per la Chiesa.Ma c’è di più: l’avvocato Francesco Giancola, genero di Rosanna, non si è accontentato di svolgere le sue spavalde imprese nel foro di Milano. Allettato dalle prime notizie della vicenda dei Vatileaks, si sarebbe recato in Vaticano per collegare la sua azione con quella di coloro che hanno osteggiato il lavoro di pulizia che monsignor Carlo Maria aveva intrapreso a nome di Papa Benedetto. Sarebbe stato ricevuto con compiacenza e soddisfazione dal segretario generale del Governatorato monsignor Sciacca, consegnando anche una memoria di parte, stravolgendo la verità dei fatti rappresentandoli così come poi sono stati ripresi dai media.Nella speranza che questa notizia venga smentita, la sua conferma aprirebbe scenari inquietanti. Infatti non farebbe forse comodo a quanti si fossero macchiati in episodi di mala gestio ed affarismo all’interno delle istituzioni della Chiesa, far credere che “il moralizzatore” della Curia avrebbe a sua volta un passato torbido da nascondere? E, in tale caso, quale migliore alleato che un fratello provato dalla malattia, in preda ad un vero e proprio delirio di persecuzione, che ha rifiutato qualsiasi incontro pacificatore non solo con il fratello sacerdote ma anche con noi fratelli, amici comuni, uomini di chiesa, e persino il suo padre spirituale, don Giulio Giacometti?L’entourage di nostro fratello Lorenzo vuole dipingere Lorenzo come una vittima impaurita dal potente fratello Carlo Maria: ma è un quadro assolutamente distorto. Tale campagna è stata chiaramente utilizzata per sfruttare facilmente l’eco delle inconsulte iniziative e dichiarazioni di Lorenzo per distruggere l’immagine pubblica di monsignor Carlo Maria, nell’ambito della vicenda ormai tristemente nota con il nome di Vatileaks.Lorenzo appare tutt’altro che intimorito. Con le sue ultime dichiarazioni alla stampa ha letteralmente distrutto il nome della nostra famiglia. Ma nonostante tutto noi continuiamo, e siamo sicuri anche Carlo Maria continua, ad amarlo come fratello: Lorenzo è una vittima di chi lo circonda.Questa vicenda costituisce per la nostra famiglia una vera tragedia, fonte di dolore e preoccupazione: ma noi continuiamo a sperare che un giorno nostro fratello Lorenzo possa tornare a parlare con i suoi fratelli rendendosi conto che coloro che ne hanno favorito le ultime dichiarazioni lo stanno utilizzando come una mera pedina per distruggere la reputazione di nostro fratello Carlo Maria. E soprattutto continuiamo a pregare affinché alla fine di questa vicenda i beni dei nostri fratelli sacerdoti possano avere la destinazione voluta dai nostri genitori e cioè siano devoluti per opere di carità della Chiesa, affinché specialmente nei
    paesi più poveri si possa diffondere il Vangelo e aiutare le persone più bisognose, come nostro fratello Carlo Maria ha sempre fatto anche nel servizio alla Santa Sede nei paesi di missione.Ben sapendo che questa era anche la volontà di nostro fratello Lorenzo, la controparte ha intrapreso le vie legali per impedire, a proprio vantaggio, che ciò abbia a realizzarsi a scapito di quanto era già stato deciso dai due fratelli sacerdoti a favore della Chiesa.

    Anna Maria, Leonardo, Emilio e Alberto Viganò

    20 marzo 2013
    Ricca eredita, immobili e denunce La saga litigiosa dei fratelli Vigano - IlGiornale.it

  8. #1458

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    Ascolta, alce
    Qua non abbiamo l'anello al naso, ok? Tentare di sputta nare un interlocutore scomodo è il tentativo che fa chi non ha niente da poter
    opporre al suo oppositore. Non potendo andare contro la dichiarazione si fa contro il dichiarante e lo sappiamo già da anni.
    Quindi lascia perdere.
    Inoltre, giusto per andare nello specifico, il problema non si pone proprio: i gesuiti sono già stati presi con le mani nel sacco (degli altri)
    derubando eredità che non appartenevano loro, conoscono le tecniche e se le tramandano, a scuola non te le insegnano di sicuro e neanche
    al corso di troll. Naturalmente è un falso, però tu leggilo come se fosse vero, che non si sa mai.
    Se metto il link di Amazon mi dà errore, strano.
    Monita Secreta - Wikipedia
    il grande Ernst Junger aveva grande considerazione della Compagnia di Gesù
    [ ma tu , perdonami , chi saresti per giudicare un ordine religioso così importante ?? ]

    bye

  9. #1459

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    Gesuiti - La Chiesa Nel Rinascimento

    un papa malato (mentalmente) e ignorante , non può certo cancellare circa 500 anni di Storia gloriosa
    basti pensare al ruolo che ebbe la Compagnia nell'arginare il Protestantesimo in Europa
    cmq continuate pure nel solco da Voi tracciato , nn intendo più disturbare oltre le vostre "pubbliche meditazioni" al riguardo !

    cordiali saluti

  10. #1460
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    Bosnia-Erzegovina, uno dei 13 paesi da cui non si può entrare in Italia, crocevia tra islamismo, cristianesimo cattolico, cristianesimo ortodosso e ateismo post-comunista.

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