Napule è mille culure - Pagina 5
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  1. #41
    L'avatar di joliejolie
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    Citazione Originariamente Scritto da Manerbio Visualizza Messaggio
    Bellissime!!

    Questa Storia di Napoli (Nascette 'mmiez ' 'o mare, che non conoscevo, e ti cui ti ringrazio), meriterebbe stare sui banchi di scuola. Ma siamo (noi italiani) gente senz'orgoglio.
    Questo è orgoglio: guardacaso sembra una dichiarazione d'amore.
    « Io sono Napolitano; nato tra voi, non ho respirato altr'aria, non ho veduti altri paesi, non conosco altro suolo, che il suolo natio. Tutte le mie affezioni sono dentro il Regno: i vostri costumi sono i miei costumi, la vostra lingua la mia lingua, le vostre ambizioni mie ambizioni. »
    (Francesco II delle Due Sicilie)

    Chissà se gl'italiani oggi hanno vaga coscienza di qual sia la loro storia.
    Certo a scuola non ce lo dicono.
    Immancabilmente insegnano che l'aragonese ha distrutto l'Inca,
    ma di come il Sabaudo abbia saputo replicare (e noi perpetrare)l'opera rapace nel nostro sud, non se ne parla.
    C'è molta attenzione ad impedirne lo studio.
    Hai ragione Manerbio
    Bellissimo commento...grazie

  2. #42
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    Un bacio a Napoli con il Vesuvio innevato...

  3. #43
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  4. #44
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    Napule è...

    la nuova metro...











  5. #45
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    Palazzo Donn’Anna (1642), dal nome di Anna Carafa di Stigliano, moglie del viceré Filippo Gúzman de las Torres, opera del genio architettonico di Cosimo Fanzago. Della stessa materia del tufo che la sovrasta, sovrappone la residenza principesca su tre piani alla dimora preesistente dei principi Carafa di Stigliano, “la Sirena”. Al richiamo del viceré in Spagna, nel 1644, Anna, maritata per convenienza, e tradita dall’amante, è condannata alla solitudine e alla follia nel “nero diruto grandioso palagio” (Benedetto Croce).

  6. #46
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  7. #47
    L'avatar di maf@lda
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    Il babà a Napoli è una religione, un culto unico, un atto d’amore.
    A Napoli il babà è complimento: sii nu babà.
    Paradossalmente, ma poi neanche tanto, è anche un insulto:
    chell’ è proprio nu babà, riferito a persona scarsamente dotata di perspicacia.
    Di lontane origini polacche – fu creato per lenire le amarezze di un re polacco
    detronizzato – il babà viaggiò per mezza Europa, passando anche per la
    Francia, ma fu in Italia, nello specifico a Napoli, che trovò la sua casa. Una casa dove dalla fine del 1700 è sempre stato
    onorato come uno di famiglia.
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  8. #48
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    Solo meraviglie...
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  9. #49
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    Mmmmmmmm......
    Colpo su colpo
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  10. #50
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    La tradizione napoletana vuole che il caffè venga preparato in un certo modo: si tratta di un rituale sacro che conserva alcuni piccoli segreti. Inoltre non tutti sanno che la Moka che di solito si utilizza non è la vera “caffettiera”, detta anche napoletana o, in dialetto, cuccumella (inventata tra l’altro da un francese nel 1819). Questa macchinetta original è costituita da ben 4 elementi che vanno a incastro, quando l’acqua bolle e il vapore esce da un forellino di lato, ecco il momento in cui capovolgere la caffettiera e versare il preparato nelle tazzine.

    Eduardo De Filippo in nell' opera Napoli milionaria, mette l’accento sull’importanza della bevanda. Infatti, la signora Amalia, per far fronte alla miseria durante il secondo dopoguerra, si inserisce nella vendita di contrabbando del caffè: una delle soluzioni per non morire di fame era spesso trasformare i propri bassi (tipiche case napoletane a livello della strada) in bar caffetterie.
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    Ultima modifica di [email protected]; 11-02-15 alle 11:22

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