Spigolature - Pagina 41
Borsa Milano inizia il mese di agosto senza verve. DiaSorin corre, Ferrari sbanda
Un inizio di agosto sull’altalena per la Borsa di Milano, che dopo una partenza in deciso progresso (oltre 1 punto percentuale) ha terminato la prima seduta settimanale e mensile appena …
Italia, tra i giovani uno su due aumenterà risparmi e investimenti dopo la pandemia
Un?epidemia di consapevolezza finanziaria, questa sì dagli effetti positivi, sembra essersi scatenata tra i giovani italiani dopo il Covid-19. Ad oggi uno su due sta pensando di risparmiare e investire di più, per …
Wall Street si avvia in territorio positivo, in settimana il rapporto sul lavoro Usa
La prima seduta della settimana e del mese di agosto si è avviata con segno positivo per Wall Street. Nei primi minuti di contrattazione l’indice Dow Jones sale dello 0,44%, …
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  1. #401
    L'avatar di maryella
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    Della gentilezza



    Oggi vorrei scrivere qualcosa di veramente impopolare, per cui
    parlerò della gentilezza. Della sua prematura e così poco
    rimpianta scomparsa.
    La defunta non richiedeva sacrifici particolari e nemmeno eroismi.
    Solo un po’ di educazione e, prima ancora, di umanità. Era una
    forma mentale. Talvolta ipocrita, e però utile ad ammorbidire le
    asprezze della vita quotidiana. Grazie, prego, passi pure, mi scusi,
    ma si figuri, non me n’ero accorto, ha bisogno?, c’era prima il signore,
    non si preoccupi, disturbo? Ciascuna di queste espressioni, e dei
    gesti che spesso le accompagnavano, era una pennellata di grasso
    sugli ingranaggi esistenziali. Un balsamo che non migliorava le cose,
    ma consentiva di affrontarle per quel che erano, senza dovervi
    aggiungere lo sconforto che sempre ci assale quando abbiamo la
    sensazione di andare contromano.

    Forme sporadiche di gentilezza sopravvivono nei rapporti
    sentimentali, almeno nella prima fase. Per quanto, anche
    lì. Tracce residue si ravvisano in piccole comunità non ancora
    divorate dall’individualismo dei diffidenti e dei disperati. Non
    si hanno notizie sicure di altri avvistamenti. A dire il vero,
    qualcuno che provi a essere gentile ogni tanto lo si incontra
    relazioni umane sia ancora possibile mettersi nei panni
    degli altri è considerata bizzarra. Ma non me ne vengono
    in mente di migliori per uscire da una crisi che ha spolpato
    i portafogli solo perché da tempo aveva già corroso i cuori.

    Da "La magia di un Buongiorno" di
    Massimo Gramellini
    Ultima modifica di maryella; 07-05-15 alle 15:01

  2. #402
    L'avatar di Monsieur Tubicina.
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    Per un uomo a piedi scalzi, la felicità è un paio di scarpe. Per un uomo che indossa scarpe vecchie, è un paio di scarpe nuove Per un uomo che ha scarpe nuove, è un paio di scarpe più belle. E di certo l’uomo che non ha piedi, sarebbe felicissimo di camminare scalzo. Misura la felicità con quello che hai, non con quello che ti manca.

    Michael Josephson

  3. #403

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    Essere o avere

    Il professor Grammaticus, viaggiando in treno, ascoltava la conversazione dei suoi compagni di scompartimento. erano operai meridionali, emigrati all'estero in cerca di lavoro: erano tornati in Italia per le elezioni, poi avevano ripreso la strada del loro esilio.
    - Io ho andato in Germania nel 1958, - diceva uno di loro.
    - Io ho andato prima in Belgio, nelle miniere di carbone. Ma era una vita troppo dura.
    Per un poco il professor Grammaticus li stette ad ascoltare in silenzio. A guardarlo bene, però, pareva una pentola in ebollizione. Finalmente il coperchio saltò, e il professor Grammaticus esclamò, guardando severamente i suoi compagni:
    - Ho andato! Ho andato! Ecco di nuovo il benedetto vizio di tanti italiani di usare il verbo avere al posto del verbo essere. Non vi hanno insegnato a scuola che si dice: "Sono andato"?
    Gli emigranti tacquero, pieni di rispetto per quel signore tanto perbene, con i capelli bianchi che gli uscivano di sotto il cappello nero.
    - Il verbo andare, - continuò il professor Grammaticus,- è un verbo intransitivo, e come tale vuole l'ausiliare essere.
    Gli emigranti sospirarono. Poi uno di loro tossì per farsi coraggio e disse:
    - Sarà come lei dice, signore. Lei deve aver studiato molto. Io ho fatto la seconda elementare, ma già allora dovevo guardare più alle pecore che ai libri. Il verbo andare sarà anche quella cosa che dice lei.
    - Un verbo intransitivo.
    Ecco, sarà un verbo intransitivo, una cosa importantissima, non discuto. ma a me sembra un verbo triste, molto triste. Andare a cercar lavoro in casa d'altri... lasciare la famiglia, i bambini.
    Il professor Grammaticus cominciò a balbettare.
    - Certo... veramente... insomma, però... comunque si dice sono andato, non ho andato. Ci vuole il verbo "essere": io sono, tu sei, egli è...
    - Eh,- disse l'emigrante, sorridendo con gentilezza,- io sono, noi siamo!... Lo sa dove siamo noi, con tutto il verbo essere e con tutto il cuore? Siamo sempre al paese, anche se abbiamo andato in Germania e in Francia. siamo sempre là, è là che vorremmo restare, e avere belle fabbriche per lavorare, e belle case per abitare.
    E guardava il professor Grammaticus con i suoi occhi buoni e puliti. e il professor Grammaticus aveva una gran voglia di darsi dei pugni in testa. e intanto borbottava tra sé: - Stupido! Stupido che non sono altro. vado a cercare gli errori nei verbi... ma gli errori più grossi sono nelle cose!

    Rodari

  4. #404
    L'avatar di maryella
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  5. #405

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    Citazione Originariamente Scritto da maryella Visualizza Messaggio


    cara Mary ,queste frasi di "detto indiano" l'ho usata come sfondo desktop
    mi piacciono tanto e de molto riflessiva (ludvis lo ha messo nel suo avatar )

    ..
    Immagini Allegate Immagini Allegate Spigolature-due-lupi.jpg 

  6. #406
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    l'angolino del sorriso....

    IL DIRIGENTE

    Un affermato dirigente decide che quest'anno farà vacanze alternative.
    Basta Mar Rosso, basta Kenya, basta Maldive: sceglie quindi di passare
    due settimane dalla zia, la quale ha una fattoria. Il primo giorno si alza molto tardi e si ritrova solo in casa senza sapere cosa fare, annoiandosi
    un sacco. Alla sera quando la zia rientra dai campi le dice:
    "Sai zia, oggi mi sono annoiato parecchio, vorrei potermi rendere utile
    con qualche lavoretto, in modo da contraccambiare la tua ospitalità. C'è niente che posso fare per aiutarti?"
    E la zia: "Volentieri. La settimana scorsa abbiamo raccolto il fieno;
    dovresti contare quante balle di fieno ci sono, cosi so quante posso venderne ai vicini. Io domani mi alzerò presto perché devo andare al mercato a vendere le uova, ci vediamo domani sera".
    Il giorno dopo, il nostro amico dirigente lo passa a contare le balle
    di fieno. Alla sera, quando la zia rientra le dice:
    "Ho contato le balle di fieno sono 142!"
    "Bravo nipote, hai fatto proprio un buon lavoro!"
    "Grazie zia; potresti darmi qualcosa da fare anche per domani?"
    "Ma... veramente... non saprei... in effetti ci sarebbe un lavoro abbastanza urgente da fare, però mi dispiace dovertelo chiedere..."
    "Non farti problemi zia, sono contento di poterti aiutare. Di cosa si tratta?"
    "Dovresti concimare tutti i campi, cosi io posso andare al mercato a vendere la frutta."
    "Ottimo, cosi potrò stare tutta la giornata all'aria aperta. Spiegami come devo fare, e vedrai che per domani sera sarà tutto a posto.
    Detto, fatto: il giorno seguente lo trascorre a spandere letame sui campi della zia. Alla sera, la zia:
    "Bravo hai fatto un lavoro perfetto, mi hai fatto proprio un gran piacere!"
    "Già devi sapere che mi sono anche divertito molto. La vita di campagna comincia davvero a piacermi. Cosa posso fare domani?"
    La zia: "Io devo potare gli alberi, ma immagino che tu sarai un po' stanco, per cui ti assegnerò un lavoretto facile, semplice e poco impegnativo: la settimana scorsa ho raccolto le patate, e prima che io vada a venderle al mercato tu dovresti dividere le patate grosse dalle patate piccole"
    Alla sera, quando rientra, la zia trova ancora tutta la montagna di patate da dividere e il nipote sconcertato con due patate in mano:
    "Ma come, te ne sei stato li tutto il giorno con quelle due patate in mano? L'altro giorno mi hai contato tutte quelle balle di fieno, ieri mi hai concimato tutti i campi e hai fatto dei lavori perfetti, non avrei potuto chiedere di meglio. Oggi, che dovevi semplicemente dividere le patate non hai fatto nulla, com'è possibile?"
    Sai zia, il fatto è che noi dirigenti, finché si tratta di contar balle e spandere m... non abbiamo nessun problema; è quando dobbiamo prendere una decisione che non sappiamo cosa fare."

  7. #407

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    L'aquila dalle ali mozze e la volpe
    Esopo

    Una volta un'aquila fu catturata da un uomo.
    Questi le mozzò le ali e poi la lasciò andare,
    perché vivesse in mezzo al pollame di casa.

    L'aquila stava a capo chino e non mangiava più per il dolore:
    sembrava un re in catene.
    Poi la comperò un altro,
    il quale le strappò le penne mozze e,
    con un unguento di mirra, gliele fece ricrescere.
    Allora l'aquila prese il volo,
    afferrò con gli artigli una lepre e gliela portò in dono.
    Ma la volpe che la vide, ammonì:
    "I regali non devi farli a questo,
    ma piuttosto al padrone di prima:
    questo è già buono per natura;
    l'altro invece è meglio che tu lo rabbonisca,
    perché non ti privi delle ali se ti acchiappa di nuovo".
    Sta bene ricambiare generosamente i benefattori,
    ma bisogna anche guardarsi prudentemente dai malvagi.

    favola Esopo



  8. #408
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    Se tu non parli


    Riempirò il mio cuore del tuo silenzio
    E lo sopporterò.
    Resterò qui fermo ad aspettare
    Come la notte
    Nella sua veglia stellata
    Con il capo chino a terra
    Paziente.

    Ma arriverà il mattino
    Le ombre della notte svaniranno
    E la tua voce
    In rivoli dorati inonderà il cielo.
    Allora le tue parole
    Nel canto
    Prenderanno ali
    Da tutti i miei nidi di uccelli
    E le tue melodie
    Spunteranno come fiori
    Su tutti gli alberi della mia foresta.

    R.T.

    Ultima modifica di maryella; 02-06-15 alle 00:53

  9. #409

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    Un vecchio pauroso faceva pascolare in un prato il suo asinello. Atterrito
    dall'improvviso gridare dei nemici, esortava l'asino a fuggire per non
    lasciarsi prendere. Ma quello, senza fretta: «Dimmi, credi che il
    vincitore mi metterà addosso due basti?». Il vecchio rispose di no.
    «Allora, purché mi si carichi di un unico basto, cosa mi importa chi devo
    servire?».


  10. #410

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    I casi degli uomini

    Un tale si lamentava della sua sorte; allora Esopo, per consolarlo,
    inventò questa storia.
    Una nave era sballottata da una furiosa tempesta; fra i passeggeri
    lacrime, terrore di morire; all'improvviso, il tempo cambia e si
    rasserena; la nave, ormai sicura, si mette a navigare sospinta da venti
    favorevoli; i marinai si lasciano trasportare da esultanza sfrenata.
    Allora il timoniere, reso saggio dai pericoli, disse: «Bisogna gioire con
    misura e piangere con moderazione; tutta la vita è un miscuglio di gioia e
    dolore».
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