A world of love - Pagina 49
E’ crypto crash: bitcoin -50% dai massimi ed Ethereum -33% a gennaio. Che sta succedendo?
Nuovo tonfo del bitcoin e della altre principali criptovalute. L’ennesimo tonfo di Wall Street, anche ieri vittima di corposi ribassi a partire dall’indice Nasdaq, testimonia una fuga dal rischio da …
L’incastro perfetto per Quirinale e governo che farebbe gioire BTP e Piazza Affari
Con l’avvicinarsi del 24 gennaio, giorno della prima votazione per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica, si è progressivamente acuita l?incertezza sulle prospettive per lo spread Btp-Bund, che ondeggia in …
‘Il grande crollo è iniziato, S&P 500 andrà giù del 45%’. Jeremy Grantham non ha dubbi ed elenca tutti i sintomi della super bolla
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  1. #481

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    Mi chiedi se ti amo
    E mi stupisco della mia risposta
    Preferisco ferirti onestamente
    Che ingannarti con una bugia
    E chi sono io per giudicarti
    In cosa dici o fai
    Sono solo un principiante
    Per vedere la vera te
    E a volte quando ci tocchiamo
    L'onestà é troppa
    Ed io devo chiudere gli occhi e nascondermi
    Voglio stringerti finché morirò
    Fintanto che noi crolleremo e piangeremo
    Voglio stringerti fintanto che la paura in me calerà
    Il romanticismo e tutto sono strategie
    che mi hanno lasciato a battermi con il mio orgoglio
    Ma attraverso tutta l'insicurezza
    Un pò di tenerezza sopravvive
    Sono solo un'altro scrittore
    Ancora intrappolato nella mia verità
    Un pugile professionista indeciso
    Ancora intrappolato nella mia gioventù
    A quel tempo volevo lasciarti
    E spingerti in ginocchio
    A quel tempo volevo sfondare
    E tenerti eternamente
    A quel tempo ti capivo
    E sapevo quanto duramente ci provavi
    Guardavo mentre l'amore ti comandava
    E ho visto l'amore passarti davanti
    A quel tempo pensavo fossimo instabili
    Ancora in cerca di un amico
    Un fratello o una sorella
    Ma poi la passione divampa ancora

  2. #482
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    L'amore non muore

    Se tu conoscessi
    il mistero immenso
    del cielo dove ora vivo
    se tu potessi vedere
    e sentire
    quello che io vedo e sento
    in questi orizzonti
    senza fine
    e in questa luce
    che tutto investe e penetra
    Tu, non piangeresti,
    qui si è ormai assorbiti
    dall' incanto di Dio
    dalle sue espressioni
    di infinita bontà
    e dai riflessi
    della sua sconfinata bellezza.
    Le cose di un tempo
    sono così piccole
    e fuggevoli al confronto.
    Miè rimasto l' affetto per te;
    una tenerezza,
    che non ho mai conosciuto.
    Sono felice di averti incontrato
    nel tempo,
    anche se allora
    era tutto così fugace
    e limitato.
    Ora l' amore
    che mi stringe
    profondamente a te
    è gioia pura e senza tramonto.
    Mentre io vivo nella serena
    ed esaltante attesa
    del tuo arrivo tra noi,
    tu pensami così...
    Nelle tue battaglie,
    nei tuoi momenti di sconforto
    e di solitudine,
    pensa
    a questa meravigliosa casa,
    dove non esiste la morte
    e dove ci disseteremo insieme,
    nel trasporto più inteso,
    alla fonte inesauribile
    dell' amore e della tua felicità.


    Gustavo Adolfo Rol
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  3. #483
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    Ho fatto delle foto. Ho fotografato invece di parlare.
    Ho fotografato per non dimenticare.
    Per non smettere di guardare.

    Daniel Pennac



  4. #484

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    Smettila di tormentarti tanto. Ogni cosa segue comunque il suo corso, e per quanto uno possa fare del suo meglio, a volte è impossibile evitare che qualcuno rimanga ferito.
    È la vita.
    Faccio un po’ il grillo parlante ma è ora che tu cominci a imparare certi meccanismi della vita.
    A volte tu ti sforzi troppo di adattare la vita ai tuoi meccanismi. Se non vuoi finire anche tu in una clinica psichiatrica cerca di essere un po’ più aperto e di abbandonarti di più alla vita così come viene. Anche una donna debole e imperfetta come me ogni tanto arriva a rendersi conto di quanto meravigliosa sia la vita.
    H. Murakami, Norwegian wood



  5. #485
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    .

    TU NON MI CONOSCI, MA SEI STATO DENTRO DI ME”, STUDENTESSA STUPRATA SCRIVE AL SUO AGUZZINO

    Il 18 gennaio del 2015, in un campus universitario di Palo Alto, in California, uno studente dell’università di Stanford ha stuprato una ragazza incontrata a una festa. Brock Allen Turner, il ragazzo, è stato arrestato dopo che altri due studenti lo avevano visto violentare una ragazza immobile dietro un cassonetto della spazzatura. I due, che erano in bicicletta, si erano avvicinati, avevano chiamato la polizia e avevano trattenuto Turner fino all’arrivo degli agenti. Quando la polizia era arrivata aveva trovato la donna, che non era una studente di Stanford, completamente incosciente e seminuda, con un livello di alcol nel sangue molto alto. La donna aveva ripreso conoscenza in ospedale più di tre ore dopo l’aggressione. Aveva diverse lesioni vaginali interne e nessun ricordo dell’attacco subito.

    Brock Allen Turner è stato giudicato colpevole lo scorso 2 giugno e condannato a sei mesi di carcere e libertà vigilata. La ragazza, il cui nome non è stato reso noto per proteggere la sua privacy, prima della sentenza ha letto in tribunale una lettera, in cui si rivolge al suo aggressore e racconta cosa è stato l’ultimo anno della sua vita



    "...Non ero pronta a raccontare al mio ragazzo o ai miei genitori che forse mi avevano stuprata dietro un cassonetto, ma che non sapevo chi fosse stato, né quando o come fosse successo. Se glielo avessi raccontato, avrei visto la paura sulle loro facce, che avrebbe fatto moltiplicare la mia di dieci volte. Quindi finsi che non fosse vero. ...
    mi dissero che aveva assunto un avvocato importante, dei periti, e degli investigatori privati che avrebbero cercato dettagli della mia vita privata da poter usare contro di me, delle falle nella mia storia per smentire me e mia sorella, per dimostrare che questa storia della violenza sessuale era in realtà un malinteso. Che avrebbe fatto di tutto per convincere il mondo che era semplicemente poco lucido. Non mi dissero solo che avevo subito una violenza, ma anche che visto che non riuscivo a ricordare, tecnicamente non potevo dimostrare che non fossi consenziente. Questo ha dato un’immagine distorta di me, mi ha danneggiato, e mi ha quasi distrutto...

    ... non riuscii a parlare, mangiare, dormire, né interagire con nessuno. Dopo il lavoro, prendevo la macchina per andare in qualche posto isolato e urlare. Non parlavo, non mangiavo, non dormivo, e non interagivo con nessuno, e mi isolai dalle persone a cui volevo più bene. Per una settimana nessuno mi chiamò o mi diede aggiornamenti su quello notte o su cosa mi era successo. L’unica cosa che dimostrava che non era stato solo un brutto sogno era la felpa dell’ospedale nel mio cassetto. Un giorno al lavoro mentre scorrevo le notizie sul mio telefono, capitai su un articolo. Leggendolo, venni a sapere per la prima volta che ero stata trovata svenuta, con i capelli arruffati, la mia lunga collana attorcigliata intorno al collo, il reggiseno fuori dal vestito, il vestito tirato su dalla vita fin sopra alle spalle, che ero completamente **** fino agli stivali, con le gambe divaricate, e che ero stata penetrata da un corpo estraneo da una persona che non riconobbi. Questo fu il modo in cui scoprii cosa mi era successo, seduta alla mia scrivania mentre leggevo le notizie al lavoro. Scoprii cosa mi era successo nello stesso momento il cui lo scoprì il resto del mondo. In quel momento capii perché avevo degli aghi di pino tra i capelli: non erano caduti da un albero...


    ...La cosa peggiore di tutte fu quando mi avvertirono che lui avrebbe deciso come erano andate le cose, perché ora sapeva che non mi ricordavo niente. Avrebbe potuto dire quello che voleva, e nessuno avrebbe potuto contestare niente. Ero impotente, non avevo voce in capitolo, ero indifesa. La mia perdita di memoria sarebbe stata usata contro di me. La mia testimonianza era debole e incompleta, e mi fu fatto credere che forse non ero abbastanza per vincere questa causa. Fa davvero male.

    Anche se la violenza sessuale era stata evidente, ero a processo, a dover rispondere a domande come queste:

    Quanti anni ha? Quanto pesa? Cosa aveva mangiato quel giorno? E cosa aveva mangiato a cena? Chi aveva preparato la cena? Aveva bevuto a cena? Nemmeno dell’acqua? Quando bevve? Quanto bevve? Da che contenitore bevve? Chi le diede da bere? Quanto beve di solito? Chi l’aveva portata alla festa? A che ora? Ma dove, esattamente? Come era vestita? Perché era andata a quella festa? Cosa fece quando arrivò? È sicura di averlo fatto? Ma a che ora lo fece? Cosa significa questo messaggio? A chi stava scrivendo? Quando urinò? Dove urinò? Con chi andò a urinare fuori? Il suo telefono era impostato sul silenzioso quando chiamò sua sorella? Si ricorda di aver inserito il silenzioso? Vorrei far notare che a pagina 53 aveva detto che la suoneria era inserita. Beveva all’università? Ha detto che era un “animale da festa”? Quante volte le è capitato di svenire? Frequentava le feste delle confraternite? Con il suo ragazzo è una cosa seria? È sessualmente attiva con lui? Quando avete iniziato a uscire? Lo tradirebbe mai? Ha tradito in passato? Cosa intendeva quando ha detto che lo voleva premiare? Si ricorda a che ora si svegliò? Indossava il suo cardigan? Di che colore era il suo cardigan? Ricorda qualcos’altro di quella notte? No? D’accordo, lasceremo che sia Brock a dircelo.

    La mia famiglia ha dovuto vedere le foto della mia testa legata a una barella, piena di aghi di pino; del mio corpo per terra con gli occhi chiusi, il vestito tirato su, braccia e gambe molli nel buio...

    La mia indipendenza, la mia gioia di vivere, la mia delicatezza e il mio stile di vita regolare furono stravolti in modo irriconoscibile. Mi sono chiusa in me stessa, sono diventata arrabbiata, senza autostima, ed ero stanca, irritabile e vuota. A volte l’isolamento era insopportabile. Non puoi ridarmi la vita che avevo prima di quella notte. Mentre tu ti preoccupavi per la tua reputazione distrutta, tutte le sere io mettevo dei cucchiai in frigo in modo che, quando la mattina dopo mi sarei svegliata con gli occhi gonfi per il pianto, potevo mettermeli sopra gli occhi per sgonfiarli e riuscire a vedere. Ogni mattina, mi presentavo al lavoro con un’ora di ritardo, e mi alzavo scusandomi per andare a piangere sulle scale; posso dirti quali sono i posti migliori in quel palazzo per piangere, quelli dove nessuno può sentirti. Stavo così male che ho dovuto dire al mio capo che lasciavo il lavoro, che avevo bisogno di tempo perché continuare così ogni giorno era impossibile. Ho usato i miei risparmi per andare il più lontano possibile.

    Di notte, non riesco a dormire da sola se non ho una luce accesa, come una bambina di cinque anni, perché ho incubi in cui vengo toccata e non riesco a svegliarmi. Allora aspettavo l’alba per sentirmi abbastanza sicura per andare a letto. Per tre mesi, sono andata a letto alle sei del mattino.

    Una volta ero orgogliosa della mia indipendenza. Ora ho paura di fare una passeggiata di sera, di andare a eventi sociali dove si beve tra amici, situazioni in cui dovrei sentirmi a mio agio. Sono diventata come quei crostacei che stanno attaccati alle rocce, ho sempre bisogno che ci sia qualcuno al mio fianco, che il mio ragazzo stia vicino a me, che dorma con me, e mi protegga. È imbarazzante quanto sia diventata debole, con quanta timidezza mi muova nella mia vita, sempre in guardia, pronta a difendermi, e a ad arrabbiarmi....

    ... alle ragazze di tutto il mondo: sono con voi. Sono con voi nelle notti in cui vi sentite sole. Sono con voi quando le persone dubitano di voi o vi ignorano. Lotto ogni giorno per voi. Quindi non smettete mai di lottare, io credo in voi. I fari non se ne vanno in giro per un’isola cercando barche da salvare; rimangono semplicemente dove sono, a fare luce. Anche se non posso salvare ogni barca, spero che oggi, parlando, abbiate assorbito un po’ di luce, la piccola consapevolezza che non possono mettervi a tacere, la piccola soddisfazione che giustizia è stata fatta, la piccola rassicurazione del fatto che stiamo raggiungendo un obiettivo, e la grande, grande consapevolezza che siete importanti, indiscutibilmente, che siete intoccabili, siete belle, che dovete essere apprezzate, rispettate, innegabilmente, ogni minuto di ogni giorno, siete potenti e nessuno ve lo può togliere. Alle ragazze, in tutto il mondo, sono con voi. Grazie."





    Ultima modifica di [email protected]; 14-06-16 alle 15:47

  6. #486
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    “Io stessa non sono mai stata in grado di scoprire cosa è esattamente il femminismo;
    so solo che la gente mi chiama femminista ogni volta che esprimo sentimenti che mi differenziano da uno zerbino.”
    Rebecca West
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  7. #487
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    Una canzone sul femminicidio: s’intitola Ballata Triste ed è inclusa nell’ultimo disco di Nada, L’Amore Devi Seguirlo, uscito a gennaio.
    Un brano accompagnato da un video diretto da Lorenzo Kruger dei Nobraino, che racconta di un dramma, che parla d’amore, ma di un amore in cui non c’è comprensione,
    non c’è comunicazione né complicità, e che si conclude in tragedia.
    «La discussione precipita in un disastro 
e il tavolo vola e poi si rompe un piatto, 
lei grida e i denti mordono i santi, il sangue corre alla testa, non si può fermare, 
i figli sono a scuola, nessuno può sentire»
    E sul finale: «Lei l’han trovata con una mano sulla porta e una sul cuore, sul cuore che si è spaccato quando l’ha colpita, perché
 nessuno l’ha fermato».

    È la cronaca dell’assassinio di una donna da parte del compagno, un pezzo di cui la cantante di Ma Che Freddo Fa si dichiara giustamente orgogliosa:
    «Non l’ho scritto a tavolino, sulla base di una decisione. Non ho pensato “adesso mi metto lì e scrivo qualcosa sul tema della violenza sulle donne”,
    mi è davvero uscito dal di dentro. Non ho nemmeno avuto bisogno di ritoccare il testo, di cambiare qualche parola, come succede di solito: mi è venuto fuori così, in modo del tutto naturale».
    Immagini Allegate Immagini Allegate A world of love-tumblr_o3dt5asaym1qaiyl9o1_400.jpg 

  8. #488
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    Amami, ora che non ho parole
    per farti innamorare dei miei silenzi”

    (Alda Merini)
    Anteprime Allegate Anteprime Allegate A world of love-jean-paul-goude.jpg  

  9. #489
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    Nessuno, di fronte alle donne, è più arrogante,
    aggressivo e sdegnoso dell’uomo malsicuro della propria virilità.

    (Simone de Beauvoir)




    L’opera dell’artista Lady Be esposta alla triennale di Verona.
    Alla Triennale dell’Arte Contemporanea di Verona è stata esposta in anteprima l’opera «Beaten Barbie - Mai più violenza sulle donne», dell’artista Lady Be
    , per far riflettere chi guarda l’opera sul drammatico tema della violenza contro le donne. Grazie alla particolare tecnica, l’artista ha ricostruito il volto di una Barbie picchiata, piena di ematomi e di ferite.

    Troppi uomini continuano a considerare la donna come una bambola da «possedere», trattare come un giocattolo, maltrattare, sia psicologicamente che fisicamente. Sull’opera compaiono molti volti, a voler simboleggiare le molte donne costrette a subire ogni giorno violenza, visi pieni di ematomi, cicatrici, cerotti con labbra gonfie e sanguinanti. Altri elementi che compaiono, sono proprio i pugni e le mani degli uomini, strumenti di violenza.



  10. #490
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    Meravigliosa opera per una causa ancora purtroppo troppo sottovalutata

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