L'Arca di Noè........parole, musica! - Pagina 158
Variante Omicron destabilizza i mercati, ma secondo Jp Morgan non è una cattiva notizia, anzi…
Niente panico. Tra le grandi case d’affari statunitensi l’arrivo inatteso della variante Omicron e la reazione decisamente nervosa dei mercati nell’ultima settimana non devono portare a una fuga dal rischio. …
Spread e tassi BTP, è Draghi Effect vs Bce? Da Le Monde fiducia totale nel premier: il giusto elettroshock per l’Italia
L’inflazione non divora solo il potere di acquisto ma, nel caso dell’Italia, anche quello che è stato battezzato come Draghi Effect sui tassi dei BTP e dunque sullo spread BTP-Bund. …
Alert su domanda per iPhone 13 manda in tilt Stm (-5%)
Seduta in balia delle vendite per il comparto tecnologico europeo, con lo Stoxx Europe 600 Technology che cede oltre tre punti percentuali. Vendite che investono anche l'italo-francese STMicrolectronics (STM) che, …
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  1. #1571
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    Gettasti i lenzuoli
    apristi le finestre
    ci riempimmo di stelle.
    Una farfalla d’oro
    sui tuoi capelli

    Ghiannis Ritsos



  2. #1572
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    Una storia lunga come un bassotto... Ho sempre desiderato un bassotto, ma per il mio lavoro che mi porta sempre in viaggio non potevo permettermelo. La vita di uno stilista è senza orari, non conosce sabati, domeniche e feste comandate: come me la sarei cavata con tutti quei treni, gli hotel, la lontananza da casa? Un bel giorno, 6 anni fa, presi coraggio e Ludovico entrò nella mia vita. Gli ho dato il nome che avrei dato a mio figlio se ne avessi avuto uno, in omaggio a un grande artista come Ludovico Einaudi di cui seguo con passione la musica. C'è ancora qualcuno che mi prende in giro per questo... Portavo con me Ludo nell'azienda in cui lavoravo nelle Marche e gli facevo fare dalle magliaie cappottini e scaldacolli. Lui se ne stava nella sua cuccia in ufficio tra tessuti e prove. Ogni tanto andava a farsi un giro dalle modelliste o in sala taglio. Soprattutto abbaiava e ringhiava al direttore dell'azienda di cui era diventato la mascotte restando a lavorare con me fino alle 9 di sera.


    La prima cosa che vuole fare una persona che lavora nella moda e prende un cane è uno sfrenato shopping per lui. Io però non trovavo niente perché i bassotti sono cani in tutti i sensi fuori misura. Esseri speciali con una forte personalità, hanno anche una morfologia particolare per cui non possono indossare quello che il mercato offre e se lo fanno si deprimono perché non sopportano il ridicolo.
    Al mio bassotto non poteva mettere maglioncini, collari o impermeabili con scritte assurde e dal look trash. Così mi sono messa a fare dei capi ad hoc per lui e per i bassotti di amici stilisti. Ludo è il mio modello, testo i prodotti su di lui per capire se funzionano oppure no.
    Il sogno di un brand pensato e realizzato esclusivamente per bassotti è arrivato quando l'azienda per cui ho lavorato 20 anni è stata venduta. Così ho deciso per la prima volta dopo tanto tempo di fare quello che mi divertiva, qualcosa veramente per me anzi per Noi. Ludomoi Prêt a' Sortir


    https://www.ilgiornale.it/news/nostr...i-1785136.html


  3. #1573
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    Cenarono in paese, in un piccolo ristorante sul cucuzzolo che dominava il porto, ricavato in un vecchio mulino a vento. A quanto pareva, era stato costruito nel posto giusto. Potevano sentire da dentro le raffiche fischiare attraverso le intelaiature delle pale che ormai servivano solo da insegna.
    Verso sera il vento era aumentato d’intensità. Il vecchio legno vibrava e gemeva per la forza delle violente folate che arrivavano dal mare e spazzavano la collina e il paese proprio sotto di loro. Le onde venivano spinte attraverso l’imboccatura del porto e andavano a morire nella calma della zona coperta da un braccio di cemento, proteso nel mare a riparare l’attracco.

    Su tutto, la luce da altoforno del tramonto.

    Spiros, il proprietario, aveva due enormi baffi a manubrio e la corporatura possente del marinaio dei racconti d’avventure. Portava una maglietta a righe orizzontali bianche e blu e un berretto di lana blu fatto a mano.

    Esteticamente ineccepibile, l’aveva definito Marco.

    Sul braccio destro, all’altezza del bicipite, aveva il tatuaggio di un pellicano. Forse c’era una storia dietro a quel tatuaggio o forse Spiros considerava il pellicano il suo animale portafortuna, fatto sta che aveva chiamato «Pelekanos» il suo ristorante e che ne teneva uno vero a fare da insegna vivente del locale.
    L’animale stava fuori, in piedi su una roccia a guardare il mare, gli occhi cisposi e il lungo becco con lo zaino che ballonzolava quando si spostava con la sua andatura goffa, muovendo le zampe palmate intorno alle mura imbiancate a calce del mulino.


    GIORGIO FALETTI



  4. #1574
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    CURZIO MALAPARTE – Kaputt

    “Tutti hanno l’occhio disperato della renna. Sono bestie, penso, sono bestie selvatiche, penso con orrore.
    Tutti hanno nel viso e negli occhi la bellissima meravigliosa mansuetudine e tristezza delle bestie selvatiche,
    tutti hanno quell’assorta e malinconica pazzia delle bestie, la loro misteriosa innocenza, la loro terribile pietà.
    Quella pietà cristiana che hanno tutte le bestie. Le bestie sono Cristo, penso, e mi tremano le labbra, le mani mi tremano”.



  5. #1575
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    Il dolore è una cosa strana. Un gatto che uccide un uccello, un incidente di macchina, un incendio...
    Ecco il dolore, BANG, eccolo, ti sta addosso. È reale. E quelli che ti guardano pensano che hai l'aria stupida.
    Come se fossi improvvisamente diventato scemo. Non c'è rimedio per il dolore a meno di conoscere qualcuno
    che capisca come ti senti e sappia cosa fare.

    Charles Bukowski



  6. #1576
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    Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.

    Un uomo grande, che possedeva grosse scarpe, camminava incurante nel giardino di Dio. Le piccole creature, che vi abitavano tremavano di paura al solo veder la sua ombra apparire. Ma il grande uomo, che aveva occhi per vedere e orecchie per ascoltare, pur vedendo ed ascoltando non si era mai mosso a pietà per nessuno, aveva continuato a schiacciare innocenti creature, ree solo d'aver incrociato il suo cammino.
    Un giorno come tanti nel suo lungo andare, incrociò nel passo una piccola volpe albina, l'uomo alzò la sua grande scarpa con l'intento di schiacciarla.

    "Gigante!" Urlò la piccola e candida volpe. "Non mi hai neppure osservata, guarda il mio candido manto, e la luce dei miei occhi io sono la vita, schiacciandomi fai del male a te stesso".

    "Ahahahahahahah, stupida volpe". Prese a ridere il gigante. "Come potrei fare del male a me stesso, schiacciandoti con la mia scarpa. A farti male saresti solo tu".

    "Ma allora tu non conosci la Sacra Legge?" Disse la volpina con voce tendente al gravoso. "Si è l'unica spiegazione, tu non conosci la Sacra Legge". Aggiunse.

    "La Sacra Legge?" Disse con voce roboante il gigante, riprendendo a ridere. "Volpina, è risaputa l'astuzia di voi altre volpi, ma tu davvero sfiori l'improponibile".

    "Mi spiace gigante, ma stavolta sei in errore, la sacra legge è nota a tutti gli abitanti di questo posto, come puoi averla ignorata per tanto tempo, essa è continuamente sussurrata da ogni elemento del vivere, ed è impossibile che non ti sia giunta all'orecchio".

    "E cosa direbbe questa Sacra Legge?"

    "Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te".

    "Smettila questa è la legge dei vili. Chi non fa del male solo per paura di subir lui stesso la stessa sorte, come me lo chiami se non vile".

    La piccola volpe comprese che il gigante aveva si orecchie ed occhi ma non per ascoltare e vedere la vita.

    "Volpe dimmi allora come si è manifestata la punizione della sacra legge in me, che da sempre offendo il prossimo, che non ho amore per niente e per nessuno, fatta eccezione logicamente per questo bel fusto che ora ti trovi davanti.
    Dalla vita mi sono sempre preso ciò che volevo. Questo mondo è fatto di piccoli esseri fragili, manovrabili come marionette, che compri con pochi spiccioli, che non hanno alcuna dignità, e chiunque non si sia piegato al mio volere, l'ho spezzato. Io sono un uomo ricco".

    "Grande Gigante, tu non puoi scorgere il grande e buio tifone che ti segue passo dopo passo frutto delle tante nefandezze della tua esistenza. Tu osserverai le ricchezze che hai accumulato in terra con avida soddisfazione, ma non potrai mai scorgere la miseria del tuo cuore, e quando te ne renderai conto sarà ormai troppo tardi per porvi rimedio.
    Non sarò io ad elencarti le tue miserie, mi limiterò a descriverti i doni dello spirito, e sarai tu stesso a dirmi poi quanto sei ricco".

    "Volpe, hai la lingua sciolta segno della tua saggezza, ti ascolterò".

    "La vera ricchezza è nel cuore degli uomini, e i doni del cielo non sono nel vivere del mondo, ma sono nell'immenso mondo interiore del tuo animo. Chi ha accumulato amore da sentirne il cuore pregno, riconoscerà in se, profonda saggezza, amore per il prossimo, pace, serenità, stabilità, potere decisionale, riflessione e luce.
    Vedi i doni del cielo derivati da un giusto comportamento non giungeranno all'uomo meritevole dopo la morte, ma durante la sua stessa vita. Possiedi tu anche una sola delle cose che ho detto?"


    Il gigante non riusciva a mentire, alla piccola volpe, cosa che nella vita aveva sempre fatto con grande disinvoltura, sapeva che quella volpina leggeva chiaramente nel suo cuore, buio e privo di stabilità, e pertanto rispose dicendo:

    "No, nessuna delle cose da te dette mi appartengono, in me brucia l'eterno fuoco dell'insoddisfazione che mi spinge a correre nella disperata ricerca di motivi sempre nuovi che riaccendano il mio attaccamento al vivere.
    Quanti sogni ho impastato da me stesso, convincendomi poi che nel loro raggiungimento c'era il mio vivere. E corri, corri in questa corsa forsennata, per arrivare a sfiorare il sogno e vederlo poi dissolversi nello spazio di un secondo perdendo ai miei stessi occhi il suo incommensurabile valore. Sono sempre strato un ciclone affamato che corre cieco verso il grande banchetto della vita, distruggendo ogni cosa gli si frapponesse davanti".

    "Vedi quando l'uomo raggiungerà l'ultima porta, consegnerà nelle mani del guardiano, le speranze e con esse le sue lacrime, e voltandosi per l'ultima volta indietro vedrà il mare dei suoi dolori asciugarsi al sole della consapevolezza.
    La speranza sa accendere in noi nuovi fuochi fatui che illumineranno per brevi istanti il nostro buio cammino, ma non è nella speranza il domani dell'uomo, il suo domani è nella consapevolezza del suo immenso valore"
    .



    "Ad un muratore fu affidato un compito da un ricco signore.
    Costruisci per me la mia dimora, hai tra le mani carta bianca e mezzi.
    Disse il ricco signore. Il muratore, si guardò intorno per un attimo e pensò:
    Devo costruire una dimora per questo signore, che mi ha dato carta bianca e mezzi.
    Una piccola voce alle sue orecchie prese a sussurrargli:
    Ti ha dato fiducia e questa è una buona cosa, costruisci una dimora degna di cotanta generosità.
    Mentre un altra piccola voce diceva:
    Ti ha dato mezzi usali per migliorare la tua vita, e poi a tempo perso costruirai la sua dimora, sai come si dice finché c'è vita c'è speranza.
    L'uomo non era confuso dalla duplice voce che soleva consigliarlo, sapeva bene che in ogni uomo è insito sia il seme del bene che quello del male. Ma costruire una dimora degna al signore lo avrebbe costretto a faticare tanto, e pertanto scelse la via più facile, visse con i ricchi mezzi del signore senza darsi alcun pensiero.
    Quando il ricco signore tornò a prendere possesso della propria dimora trovò solo un mucchio di tronchi d'albero accatastati e basta.
    E nel chiedere al muratore disse:
    Ti ho dato mezzi e carta bianca e tu in questo modo ripaghi la mia fiducia?
    E il muratore:
    Signore non pensavo venissi tanto presto avrei, costruito nel tempo una degna dimora per il tuo passo.
    Oggi ti svelerò un segreto.
    Disse il signore.
    Quella dimora che non hai costruito era la casa della tua anima. Niente hai dato e niente ti verrà restituito.
    L'uomo consapevole sa che è artefice del proprio destino, e prepara strade certe per il suo domani, strade scelte attraverso l'occhio dell'amore e non offuscate dall'egoismo. Le scelte d'amore sono le più difficili, ma sono anche le uniche che ti porteranno sino alla tua vita.
    Ora guardati alle spalle e osserva il male che hai fatto, il grande tifone del vivere e alle porte della tua esistenza per spazzarti via per sempre.

    Tu non vedrai il sorgere del grande sole, e quando tutti avranno raggiunto la stessa consapevolezza sarai divenuto polvere per la nuova terra.
    Nooooooo, ti prego voglio vivere, cosa posso fare per fermare il grande tifone.
    Fa del bene al tuo prossimo e cerca la tua felicità attraverso l'occhio dell'amore e non dell'egoismo, solo l'amore per la vita ti condurrà all'ultima porta. Basta con le speranze e i falsi orizzonti, sono solo il prolungamento della tua agonia, vivi davvero la tua esistenza con forza e coraggio".

    Il gigante si guardò alle spalle e vide tanto dolore, e fu allora che togliendosi le grosse scarpe, prese a camminare scalzo, e nel tempo che gli rimaneva da vivere riuscì a portare gioia laddove aveva causato dolore. Questo gesto d'amore commosse tanto profondamente la vita, che dissolse alla luce del suo sole il buio tifone, e dal cielo mandò a colmare il cuore del gigante, di saggezza, di conoscenza, e di pace.
    Un altro uomo si aggiunse al già grande esercito del cielo e la volpina bianca riprese a camminare per la vita, più felice e ricca d'amore.


    Legenda:
    Gigante: uomo ricco potente;
    Scarpe: l'insensibilità, il distacco;
    Volpina: anima di luce in cammino;
    Tifone: giustizia divina.


    <https://www.pensieriparole.it/racconti/fiaba-e-novella/>


  7. #1577
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    Il barboncino, o meglio il cane barbone (del resto ne esistono di quattro taglie, dal minuscolo toy al gigante, passando per il nano e il medio), razza di successo ma non di moda, è da secoli il prediletto nelle dimore nobiliari del vecchio continente e sui divani di dive e vip.
    Aspetto e frequentazioni nobili a parte — testimoniate da quadri nientemeno che di Albrecht Dürer e Rembrandt — alla faccia dell'ancien régime lo troviamo in guerra accanto a Napoleone.



    I barboni-soldato nelle campagne del Bonaparte erano parecchi: il più famoso, il nero Moustache, scovò una spia austriaca a Marengo e salvò il tricolore francese ad Austerlitz, tanto da meritarsi la medaglia d'onore.
    Morì sul campo di battaglia, a 12 anni, colpito da una palla di cannone spagnola.





  8. #1578
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    Stavo in ufficio, il contratto d'affitto era scaduto e McKelvey voleva ricorrere al tribunale per sfrattarmi.
    Era una giornata infernale e il condizionatore d'aria era rotto. Sul piano della scrivania stava camminando
    lentamente una mosca. Allungai un braccio, abbattei il palmo aperto della mano e la spedii all'altro mondo.
    Mentre mi pulivo la mano sulla gamba destra dei pantaloni squillò il telefono.

    Charles Bukowski



  9. #1579
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    Sylvester Stallone ha condiviso una foto su Instagram di lui 26enne in compagnia del suo cane Butkus:
    «Il mio migliore amico, il mio confidente, rideva sempre ai miei giochi e mi tirava su il morale, ed era
    l'unico essere vivente che mi voleva bene per quello che realmente ero
    », ha scritto l'attore.
    Uno scatto del 1971 quando Butkus era ancora un cucciolo. Stallone ha raccontato di aver dovuto venderlo
    perché non aveva abbastanza soldi per comprare da mangiare e quando Rocky ha avuto successo ha
    pagato l'allora proprietario ben 15mila dollari per riaverlo indietro. E ne è valsa la pena.







  10. #1580
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    Il mio primo attacco di panico fu alle scuole medie. La domanda del panico è per tutti sempre la stessa:
    Che lavoro vuoi fare da grande?”. Andai da nonno che lui faceva il marinaio e sicuro aveva visto un
    sacco di mari un sacco di uomini un sacco di amori lasciati al porto e gli dissi:
    “Ma come si fa a sapere cosa si vuol fare da grandi?” e nonno mi disse: “Guarda che è facile, Vuoi fare
    il marinaio come me? Ti deve piacere l’odore del pesce. Vuoi fare il cuoco? Inizia a cucinare e vedi se
    ti piace. Vuoi fare il meccanico? Inizia a smontare e rimontare le tue macchinine. Vuoi fare il sarto?
    Piglia ago e filo e ripara tutto. Vuoi fare il poeta? Ti devi innamorare sempre.”

    GIO EVAN


    Ultima modifica di [email protected]; 19-11-21 alle 01:57

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