Il girotondo del papà più bello del mondo - Pagina 86
Prada controcorrente rispetto ad Exor: al lavoro con Goldman Sachs su quotazione a Milano
Prada starebbe valutando la possibilità di raccogliere almeno 1 miliardo di dollari tramite una seconda quotazione sulla Borsa di Milano, secondo quanto riporta Bloomberg. Mentre proprio oggi, la holding finanziari della famiglia Agnelli, Exor ha debuttato ufficialmente alla Borsa di Amsterdam e a distanza di oltre 50 anni si prepara a dire addio a Piazza Affari.Il gruppo
Cripto: BlackRock, dopo la partnership con Coinbase lancia un trust privato per investire sul Bitcoin
BlackRock, la più grande società di wealth management al mondo, ha lanciato un trust privato che offre ai clienti istituzionali negli Stati Uniti un?esposizione diretta al Bitcoin. Giovedì, il più grande asset manager del mondo ha rivelato il nuovo prodotto in un post sul blog per chiarire i dettagli.?Nonostante il forte calo sul mercato degli
Piazza Affari, ancora rialzi in vista del ponte di Ferragosto. Spunti da analisi tecnica, rimbalzo del 12% da minimi periodo di metà luglio  
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  1. #851
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    Dalla lettera di Manfredi Borsellino al padre

    Ho iniziato a piangere la morte di mio padre con lui accanto
    mentre vegliavamo la salma di Falcone nella camera ardente allestita
    all’interno del Palazzo di Giustizia.
    Non potrò mai dimenticare che quel
    giorno piangevo la scomparsa di un collega ed amico fraterno di mio
    padre ma in realtà è come se con largo anticipo stessi già piangendo la
    sua.

    La mattina del 19 luglio, una domenica, mi alzai abbastanza tardi,
    perlomeno rispetto all’orario in cui solitamente si alzava mio padre che
    si alzava ogni giorno alle 5 del mattino per “fottere” il mondo con due
    ore di anticipo.
    Mio padre tentò di scuotermi dalla mia “loffia” domenicale tradendo un
    certo desiderio di “fare strada” insieme, ma non ci riuscì. L’avremmo
    raggiunto successivamente insieme agli zii ed a mia madre. Mia sorella
    Lucia sarebbe stata impegnata tutto il giorno a ripassare una materia
    universitaria di cui avrebbe dovuto sostenere il relativo esame il giorno
    successivo a casa di una sua collega, mentre Fiammetta era in
    Thailandia con amici di famiglia e sarebbe rientrata in Italia solo tre
    giorni dopo la morte di suo padre.
    Quell’ estate la villa dei nonni materni era rimasta chiusa. Ricordo una
    bellissima giornata, quando arrivai mio padre si era appena allontanato
    con la barchetta di un amico per quello che sarebbe stato l’ultimo
    bagno nel “suo” mare e non posso dimenticare i ragazzi della sua
    scorta, gli stessi di via D’Amelio, sulla spiaggia a seguire mio padre con
    lo sguardo e a godersi quel sole e quel mare.
    Anche il pranzo fu un momento piacevole per tutti.
    Ricordo che in TV vi erano le immagini del Tour de France ma mio
    padre, sebbene fosse un grande appassionato di ciclismo, dopo il
    pranzo, decise di appisolarsi in una camera della nostra villa. In realtà
    non dormì nemmeno un minuto, trovammo sul portacenere accanto al
    letto un cumulo di cicche di sigarette che lasciava poco spazio
    all’immaginazione.
    Dopo mio padre raccolse i suoi effetti, compreso il costume da bagno
    (restituitoci ancora bagnato dopo l’eccidio) e l’agenda rossa della quale
    tanto si sarebbe parlato negli anni successivi, e dopo avere salutato
    tutti si diresse verso la sua macchina.
    Mia madre lo salutò sull’uscio, io l’accompagnai portandogli la borsa
    sino alla macchina, sapevo che aveva l’appuntamento con mia nonna
    per portarla dal cardiologo. Mi sorrise, gli sorrisi, sicuri entrambi che
    di lì a poche ore ci saremmo ritrovati a casa a Palermo con gli zii.
    Ho realizzato che mio padre non c’era più mentre quel pomeriggio
    giocavo a ping pong e vidi passarmi accanto il volto funereo di mia
    cugina Silvia, aveva appreso dell’attentato dalla radio. Sono salito sulla
    moto di un amico d’infanzia che villeggia lì vicino ed a grande velocità
    ci recammo in via D’Amelio.
    Non vidi mio padre, o meglio i suoi “resti”.
    Seppi successivamente che mia sorella Lucia, la stessa che
    poche ore dopo la morte del padre avrebbe sostenuto un esame
    universitario lasciando incredula la commissione, ci riferì che nostro
    padre è morto sorridendo, sotto i suoi baffi affumicati dalla fuliggine
    dell’esplosione ha intravisto il suo solito ghigno, il suo sorriso di
    sempre
    .



  2. #852
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    Mi piace pensare che oggi sono quello che sono, ovverosia un dirigente
    di polizia appassionato del suo lavoro che nel suo piccolo serve lo Stato
    ed i propri concittadini come, in una dimensione ben più grande ed
    importante, faceva suo padre, indipendentemente dall’evento
    drammatico che mi sono trovato a vivere.
    Ai miei figli, ancora troppo piccoli perché possa iniziare a parlargli del
    nonno, vorrei farglielo conoscere proprio tramite i suoi insegnanti,
    raccontandogli piccoli ma significativi episodi tramite i quali
    trasmettergli i valori portanti della sua vita.
    Caro papà, ogni sera prima di addormentarmi ti ringraziamo per il
    dono più grande, il modo in cui ci hai insegnato a vivere.


    Il testo di Manfredi Borsellino è tratto dal volume “Era d’estate



  3. #853
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    Scritta e interpretata da Eric Clapton, My Father’s Eyes è una canzone estratta dall’album del 1998 Pilgrim.

    La canzone è ispirata dal fatto che Clapton non ha mai incontrato suo padre, morto nel 1985. Contiene inoltre riferimenti al figlio Conor, che aveva avuto con Lory Del Santo, morto all’età di quattro anni dopo essere caduto da una finestra di un appartamento.

    In essa ho cercato di descrivere il parallelo tra guardare gli occhi di mio figlio, e gli occhi del padre che non ho mai conosciuto, attraverso la catena del nostro sangue, ha scritto nella propria autobiografia.




    Come lo conoscerò?
    Quando guardo negli occhi di mio padre
    Gli occhi di mio padre
    Quando guardo negli occhi di mio padre (guardo negli occhi di mio padre)
    Gli occhi di mio padre
    Poi la luce inizia a brillare
    E sento quelle antiche ninne nanne
    E mentre guardo crescere questa piantina
    Sento il mio cuore iniziare a traboccare
    Dove trovo le parole da dire?
    Come gli insegno?
    Cosa suoniamo?
    A poco a poco, me ne sono reso conto
    Ecco quando ne ho bisogno
    È allora che ho bisogno degli occhi di mio padre
    Gli occhi di mio padre
    È allora che ho bisogno degli occhi di mio padre (guarda negli occhi di mio padre)
    Gli occhi di mio padre (sì)
    Quindi appare il bordo frastagliato
    Attraverso le lontane nuvole di lacrime
    Sono come un ponte che è stato spazzato via
    Le mie fondamenta erano di argilla
    Mentre la mia anima scivola giù per morire
    Come potrei perderlo?
    Cosa ho provato?
    A poco a poco, me ne sono reso conto
    Che era qui con me
    E ho guardato negli occhi di mio padre



  4. #854
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    Nino Manfredi è stato uno dei colossi del nostro cinema: Per Grazia Ricevuta, Nell'anno del signore, C'eravamo tanto amati, oltre alla partecipazione a serie tv, commedie teatrali e musicali, spot pubblicitari, fino alle frequenti esibizioni canore, che lo divertivano molto, come l’indimenticabile Tanto pe’ canta’ di Ettore Petrolini, a Sanremo.

    Luca Manfredi ricorda che il padre, dovette lasciate l’Italia per una trasferta in America, motivo per cui lui ancora bambino venne affidato alle cure dello zio Alfio che viveva nel cuore di Taormina.




    Il rapporto con il padre era talora conflittuale, anche per i silenzi spesso serbati dall'artista. “Perché, per un certo periodo, quella è stata la mia casa tanto che, quando Nino venne a riprendermi, io di andare con lui non ne volli sapere. Mi aggrappai a zio Alfio chiamandolo ‘papà’. ‘Sono io tuo padre!’, mi zittì. Fu allora che presi le mie cose e mi convinsi ad andare con lui, ben sapendo, in cuor mio, che zio Alfio in quei mesi mi aveva dato più di Nino in cinque anni”.

    «Abbiamo visto insieme tante volte il Pinocchio di Comencini in cui lui interpretava Geppetto. Papà per tanti anni non è stato un padre presente come lui. E quando c'era, era piuttosto severo con noi figli.



    Ma Luca aggiunge un aneddoto delicato "Una mattina venne da me per chiedermi cosa stavo facendo. Io gli dissi che stavo scrivendo una nuova fiction con Lino Banfi, Un posto tranquillo, su un vecchio frate cappuccino che scopriva di avere un figlio. Lui disse che era molto interessante e poi, prendendola un po’ alla larga, aggiunse: “Ma non hai un ruoletto pure per me?”. In quel momento, per la prima volta, mi fece tenerezza. E gli affidai il ruolo di un vecchio frate cieco».

  5. #855
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    Io sono stata una bestia ferita, una bambina umiliata senza padre, una magra ragazzetta araba
    che le compagne di scuola evitavano. Io sono ancora quella bambina, quella ragazzetta.
    Anche se tutto va bene, è in me che tutto non va bene. Mi capita ancora di sentirmi in sottordine,
    meno degli altri, mi viene istintivo chiedere scusa. Non mi sento mai all' altezza, chiusa nella
    timidezza. Ma poi mi armo, mi viene fuori la forza di sempre, divento Sofia Loren e affronto il mondo"

    SOFIA LOREN



  6. #856
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    Jennifer Lopez: «L'opinione di mio padre è la più importante di tutte»

    Jennifer Lopez è una delle protagoniste del mondo dello spettacolo da anni. Ha avuto successo nel mondo del cinema, della televisione e della musica, ma a quanto pare l'unica opinione che ha sempre fatto la differenza è quella del papà David: «Ho sempre sentito che era orgoglioso di me, sin da quando avevo 8, 9 anni e cominciavo a muovermi nel mondo della musica. Per lui non era importante quello che facevo, era semplicemente orgoglioso di me». Nei momenti difficili Jennifer ha sempre potuto contare sul sostegno del padre: «Mi ha sempre sostenuto, nonostante tutto quello che dovevo affrontare. Una volta mi ha detto "tra tutte le persone al mondo, ce n'è sempre una che ti ama sempre e che non chiede niente in cambio. Avrai sempre questo nella mia vita"».



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