Alighiero Boetti III - Pagina 56
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  1. #551
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    Non ricordo quanto siano i diritti dal Ponte, ma direi non meno del 25%, quindi almeno questa percentuale va aggiunta ai risultati qui sotto, che sono le battute di martello.

    L'aggiudicazione più significativa è quella del ricamo Kabul, 45x45 a 170.000 euro, che quindi arriva ben oltre i 200.000 euro finiti.
    Periodicamente da sempre si assiste allo scatto in avanti dei Kabul, mentre in altri momenti si riescono a comperare a valori simili rispetto ai ricami successivi (addirittura con caratteristiche standard). Quindi, potendo, sarebbe sempre da monitorare la presenza dei Kabul...

    Direi bene anche le carte e addirittura molto bene l'invito del 1966!!!

    Alla faccia delle carriolate

    Alighiero Boetti III-001.png

    Alighiero Boetti III-002.png

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  2. #552
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    puoi anche dire tutta la verità già che ci sei

    tutte le opere a Il Ponte le abbiamo prese io & Biagio in società.

    Lui ci ha messo il 90%, io il 5% e l'altro 5% ce li ha scontati la casa d'asta perchè siamo troppo simpatici.

    L'accordo fra me & Biagio è semplicemente il seguente : finché io campo me le conservo a casa mia.

    Quando poi passerò ad altra vita darò disposizioni di restituirle a Biagio e gli sarà donata la mia percentuale. Spero di godermele per moooooooolto tempo, eh

  3. #553
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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    puoi anche dire tutta la verità già che ci sei

    tutte le opere a Il Ponte le abbiamo prese io & Biagio in società.

    Lui ci ha messo il 90%, io il 5% e l'altro 5% ce li ha scontati la casa d'asta perchè siamo troppo simpatici.

    L'accordo fra me & Biagio è semplicemente il seguente : finché io campo me le conservo a casa mia.

    Quando poi passerò ad altra vita darò disposizioni di restituirle a Biagio e gli sarà donata la mia percentuale. Spero di godermele per moooooooolto tempo, eh
    Amico Ale, mannaggia, non ci eravamo capiti... in previsione delle carriolate avevo mandato delle offerte pari alla metà della minima... non ci siamo aggiudicati niente

  4. #554
    L'avatar di Alessandro Celli
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    sei il solito guastafeste

    vabbè, ti auguro comunque un buon Natale anche se non dovremmo più farlo

    prima di parcheggiarlo nel j'accuse ti anticipo Buon Natale, in barba alla Signora UE

  5. #555
    L'avatar di arte2011
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    BUON NATALE A TUTTI

    si facciano furbi

  6. #556
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    Da Finarte.
    Agli importi indicati vanno aggiunti i diritti.

    Dopo una serie di aggiudicazioni, mi pare che a spanne in asta si stiano confermando grossomodo delle quotazioni intorno ai 40.000 euro (finiti) per gli arazzi 18x18 cm e intorno ai 50.000 euro (finiti) per i 22x24 cm, in riferimento ad opere di buona qualità.
    Si sono viste aggiudicazioni per opere con medesime caratteristiche anche sopra i 60.000 euro, quindi forse si potrebbero guardare quelle cifre come importi al di sotto dei quali ora si è fatto difficile comperare.

    In poco più di due anni i valori sono più che raddoppiati... rispetto a quando facevo qui i miei ragionamenti sui valori medi (di allora) e ragionavo su analisi e potenzialità di Boetti e degli arazzi.

    Certo, nessuno ha la sfera di cristallo, ma diciamo che chi ha colto degli spunti in quello che scrivevo allora, oggi magari si ritrova non solo appassionato ad uno dei più grandi Artisti italiani, ma ipoteticamente anche con un'opera che in soli due anni si è valorizzata in modo incredibile. Scusate se è poco...

    Detto questo, ci potranno essere nel tempo (come è sempre stato) delle fasi di assestamento o anche delle flessioni, ma se in un prossimo futuro i "piccoli ricami" di Boetti dovessero arrivare a 80.000 euro e ad un certo punto a 100.000 euro, io non mi stupirei, perchè le potenzialità ci sono.
    E ovviamente me lo auguro

    PS. Solo a guardare queste due opere qui sotto, le trovo irresistibili. Al contempo bellissime e mentali. Evidentemente non sono il solo...

    Alighiero Boetti III-screenshot-2021-12-02-21-28-12-bid-now-alighiero-boetti-torino-1940-roma-1994-piegare-e-s.png

    Alighiero Boetti III-screenshot-2021-12-02-21-27-50-bid-now-alighiero-boetti-torino-1940-roma-1994-svelare-e-r.png

  7. #557
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    Citazione Originariamente Scritto da Biagio.tv Visualizza Messaggio
    Dopo una serie di aggiudicazioni, mi pare che a spanne in asta si stiano confermando grossomodo delle quotazioni intorno ai 40.000 euro (finiti) per gli arazzi 18x18 cm e intorno ai 50.000 euro (finiti) per i 22x24 cm, in riferimento ad opere di buona qualità.
    Si sono viste aggiudicazioni per opere con medesime caratteristiche anche sopra i 60.000 euro, quindi forse si potrebbero guardare quelle cifre come importi al di sotto dei quali ora si è fatto difficile comperare.

    Detto questo, ci potranno essere nel tempo (come è sempre stato) delle fasi di assestamento o anche delle flessioni, ma se in un prossimo futuro i "piccoli ricami" di Boetti dovessero arrivare a 80.000 euro e ad un certo punto a 100.000 euro, io non mi stupirei, perchè le potenzialità ci sono.
    E ovviamente me lo auguro


    continuo a non comprenderti

    da collezionista doversi rendere conto che tale impennata di prezzi non potrà far altro che frenare la propria collezione (salvo non sia un milionario)
    questi tuoi "bollettini" li leggerei come bollettini di guerra e non certo "me lo auguro".

    Vabbè, rimane la soddisfazione di sentirsi "potenzialmente" più ricchi, ma quando il mercato dannato limita ad un collezionista la possibilità di mettere a parete ciò che si ama, la vedo una sconfitta.

    “in un certo senso, una volta che sai di una mia opera, la possiedi”.

    ci insegnò Lawrence Weiner.


  8. #558
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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio

    continuo a non comprenderti

    da collezionista doversi rendere conto che tale impennata di prezzi non potrà far altro che frenare la propria collezione (salvo non sia un milionario)
    questi tuoi "bollettini" li leggerei come bollettini di guerra e non certo "me lo auguro".

    Vabbè, rimane la soddisfazione di sentirsi "potenzialmente" più ricchi, ma quando il mercato dannato limita ad un collezionista la possibilità di mettere a parete ciò che si ama, la vedo una sconfitta.

    “in un certo senso, una volta che sai di una mia opera, la possiedi”.

    ci insegnò Lawrence Weiner.

    L'affermazione di Weiner ha evidentemente un senso concettuale. Altrimenti le sue opere non sarebbero sul mercato (quello che tu chiami il "maledetto mercato", ossia il luogo dove tu stesso comperi e dove certamente avrai nel tempo anche venduto ) .
    Non a caso dice "in un certo senso" (il che vuol dire che non possiedi l'opera in termini di proprietà, che guarda un po' è invece ciò che desiderano i collezionisti e non a caso tu parli di "possibilità di mettere a parete ciò che ami" altrimenti se seguissi alla lettera la frase di Weiner, non servirebbe comperassi nulla... ma evidentemente non vale alla lettera)

    La "soddisfazione di sentirsi potenzialmente più ricchi" è in ogni caso una gratificazione, ma lo è maggiormente quella di essere "arrivati prima degli altri" a capire la dimensione di un artista.

    E' chiaro che come mentalità collezionistica siamo agli antipodi Ale, e ovviamente bene così, ognuno ha una propria visione.

    La mia è, molto banalmente, che una collezione può diventare una Collezione crescendo anche in termini di valore.
    La crescita - anche economica - delle opere che uno ha in collezione può consentire un salto di livello.

    Sempre che uno non sia un multi-milionario, allora non ha di questi problemi.

    Ti faccio un esempio: Enea Righi è uno dei più noti collezionisti italiani. In tempi recenti ha venduto delle importanti opere di Boetti (e di altri artisti) che aveva in collezione da decenni incassando qualche milione di euro, a fronte di un investimento forse di 2-300.000 euro (forse!).
    Non è che si è privato di tutto e ovviamente ha tenuto alcune delle opere storiche a cui era maggiormente legato.
    Ma ora con quel capitale può puntare a ricominciare una nuova collezione in un'altra direzione.

    Viceversa, se uno compera delle opere a 1.000 euro che dopo 30 anni valgono sempre 1.000 euro, non potrà mai fare un significativo scatto in avanti "sacrificando" una parte della collezione per condensarla o per alzare il livello.

    Ovviamente uno può vivere benissimo con opere da 100 euro o anche senza opere, e una collezione di qualsiasi cosa può essere appagante e anche avere un suo senso in totale assenza di valore, ma non stimolerà o non consentirà una crescita ad uno step superiore, si avrà sempre una collezione di opere da 100 euro, e va benissimo.

    E' una questione di visioni e se tu preferisci che la tua collezione nel tempo si svaluti, vuol dire che a te sta bene così.
    A me invece piace l'idea che potenzialmente la mia collezione possa crescere e valorizzarsi.
    Quindi mi auguro che gli artisti che ho in collezione aumentino di valore e quando ciò realmente avviene sono conseguentemente molto contento.
    Decisamente molto contento!

  9. #559
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    tutto chiaro amico mio.

    se le cose vanno avanti così cerca di pazientare ancora qualche annetto
    e poi fai dedica un'asta alla collezione passionale di Biagio per Boetti : un amore infinito.

    e dopo la vendita all'incanto ( e sarà un successone) vai direttamente sui Picasso periodo blu.
    E chi se ne fotte di Boetti, poi.

    Ah ah ah

    ciao caro
    Ultima modifica di Alessandro Celli; 04-12-21 alle 14:37

  10. #560
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    L'affermazione di Weiner ha evidentemente un senso concettuale. Altrimenti le sue opere non sarebbero sul mercato (quello che tu chiami il "maledetto mercato", ossia il luogo dove tu stesso comperi e dove certamente avrai nel tempo anche venduto ) .
    Non a caso dice "in un certo senso" (il che vuol dire che non possiedi l'opera in termini di proprietà, che guarda un po' è invece ciò che desiderano i collezionisti e non a caso tu parli di "possibilità di mettere a parete ciò che ami" altrimenti se seguissi alla lettera la frase di Weiner, non servirebbe comperassi nulla... ma evidentemente non vale alla lettera)

    La "soddisfazione di sentirsi potenzialmente più ricchi" è in ogni caso una gratificazione, ma lo è maggiormente quella di essere "arrivati prima degli altri" a capire la dimensione di un artista.

    E' chiaro che come mentalità collezionistica siamo agli antipodi Ale, e ovviamente bene così, ognuno ha una propria visione.

    La mia è, molto banalmente, che una collezione può diventare una Collezione crescendo anche in termini di valore.
    La crescita - anche economica - delle opere che uno ha in collezione può consentire un salto di livello.

    Sempre che uno non sia un multi-milionario, allora non ha di questi problemi.

    Ti faccio un esempio: Enea Righi è uno dei più noti collezionisti italiani. In tempi recenti ha venduto delle importanti opere di Boetti (e di altri artisti) che aveva in collezione da decenni incassando qualche milione di euro, a fronte di un investimento forse di 2-300.000 euro (forse!).
    Non è che si è privato di tutto e ovviamente ha tenuto alcune delle opere storiche a cui era maggiormente legato.
    Ma ora con quel capitale può puntare a ricominciare una nuova collezione in un'altra direzione.

    Viceversa, se uno compera delle opere a 1.000 euro che dopo 30 anni valgono sempre 1.000 euro, non potrà mai fare un significativo scatto in avanti "sacrificando" una parte della collezione per condensarla o per alzare il livello.

    Ovviamente uno può vivere benissimo con opere da 100 euro o anche senza opere, e una collezione di qualsiasi cosa può essere appagante e anche avere un suo senso in totale assenza di valore, ma non stimolerà o non consentirà una crescita ad uno step superiore, si avrà sempre una collezione di opere da 100 euro, e va benissimo.

    E' una questione di visioni e se tu preferisci che la tua collezione nel tempo si svaluti, vuol dire che a te sta bene così.
    A me invece piace l'idea che potenzialmente la mia collezione possa crescere e valorizzarsi.
    Quindi mi auguro che gli artisti che ho in collezione aumentino di valore e quando ciò realmente avviene sono conseguentemente molto contento.
    Decisamente molto contento!

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