Alighiero Boetti III - Pagina 40
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  1. #391
    L'avatar di Cris70
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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    certamente Cris

    ma prima che si arrivi alla solita conclusione della favola in cui sono i collezionisti a decidere le sorti del mercato
    mi preme sottolineare il peso dei fondi d’investimento, che considerano questo settore palesemente "illiquido".

    Non peraltro il più famoso dei fondi è forse quello lanciato nell’ormai lontano 2000 dal guru Philip Hoffman, già chief financial officer di Christie’s. ma va?

    Tanto per anticipare quelli che pensano siano i collezionisti a fare i bonifici milionari perchè adorano un specchio di Pistoletto, una mappa di Boetti o sette tagli di Fontana
    Certamente il peso dei grandi gruppi finanziari incide nell'Arte come in tutte le altre attività. Pensa solo cosa sta accadendo nel mondo del calcio.
    Non sottovalutare però il Collezionismo che a parer mio pesa di più e comunque è l'humus che tiene vivo tutto il sistema.
    Scusate siamo OT

  2. #392
    L'avatar di arte2011
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    Citazione Originariamente Scritto da mmt Visualizza Messaggio
    kounellis ha un potenziale superiore a Boetti, tutto dipenderà da come lavorerà l'archivio.
    Assolutamente no

  3. #393
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    ne sei sicuro? Vedremo.

  4. #394
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    vero che il collezionismo abbia il suo peso
    ma altrettanto vero che l'archivio Boetti e i galleristi di riferimento sanno fanno il loro lavoro
    in maniera impeccabile.

    Se molto dipendesse dal collezionismo uno come Bruno Munari lo vedremmo in Sotheby's ... per esempio
    invece i riflettori guardano altrove.

    Bruno Munari (1944) Bruce McLean (1971) Didier Faustino (2009)
    Anteprime Allegate Anteprime Allegate Alighiero Boetti III-1.jpg  

  5. #395
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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    tutto il mercato è legato a ciò che più tira in un determinato periodo.

    quando arriverà il momento di Kounellis se non di Paolini (per rimanere in ambito di arte povera) ci troveremo i cataloghi pieni di essi.

    Inutile nasconderci dietro un dito, suvvia

    Del resto il mercato è sempre la "Ricostruzione di (un) dinosauro"
    rif. Pino Pascali che ci osserva alla GNAM
    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    invece fai bene a contraddirmi, mica possiamo pensarla tutti allo stesso modo, eh.

    non proseguo con lunghi pipponi biageschi ma nemmeno Penone (sempre ed ancora in tema arte povera)
    è decorativo ed estetico (tutt'altro) eppure fa delle bombe in asta.

    In sostanza il mio intervento voleva intendere che dietro i sipari di queste operazioni cicliche del mercato ci sta sempre un nutrito nucleo di soggetti
    che spingono a manetta il sistema, dagli archivi (molto bravi a sapersi muovere) ai galleristi.

    In assenza di tali presupposti il teatro del mercato non regge
    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    certamente Cris

    ma prima che si arrivi alla solita conclusione della favola in cui sono i collezionisti a decidere le sorti del mercato
    mi preme sottolineare il peso dei fondi d’investimento, che considerano questo settore palesemente "illiquido".

    Non peraltro il più famoso dei fondi è forse quello lanciato nell’ormai lontano 2000 dal guru Philip Hoffman, già chief financial officer di Christie’s. ma va?

    Tanto per anticipare quelli che pensano siano i collezionisti a fare i bonifici milionari perchè adorano un specchio di Pistoletto, una mappa di Boetti o sette tagli di Fontana
    Ale, ti manca la comprensione di un banalissimo elemento: non esiste nessun mercato se non ci sono compratori.
    Nel caso del mercato dell'arte i compratori sono i collezionisti.
    Tu parli sempre come se esistesse unicamente il lato dell'offerta, come se questa potesse imporsi rispetto alla domanda, cosa che non funziona in nessun mercato al mondo.

    Ho capito che nella tua immaginazione ci sia la convinzione che il mercato degli artisti che a te non piacciono sia popolato di pseudo-collezionisti rintronati, ignorantoni e polli, ma forse nella realtà è vero l'esatto contrario.

    Ovviamente un mercato per essere messo in grado di funzionare necessita di players di qualità, ossia buone gallerie che sappiano fare un lavoro di valorizzazione e archivi/fondazioni ben gestiti. Ci mancherebbe altro...

    I collezionisti comperano ciò che conoscono, e che vedono e di cui si appassionano.
    Il desiderio di acquisto aumenta certamente quando questi artisti vengono valorizzati da gallerie importanti e ospitati in contesti internazionali di primo piano.

    Ma alla base bisogna che ci sia il peso dell'artista, altrimenti il soufflè dopo un paio d'anni si smonta.
    Ed è da mettere in conto che anche il mercato di artisti di peso possa smontarsi o non decollare mai. Non necessariamente per gestioni non ottimali, semplicemente perchè a un certo punto può accadere che i collezionisti non comperino più.

    In ogni caso, gli artisti che citi, ossia Kounellis, Penone e Paolini, sono già presenti nei contesti più importanti internazionali, ossia in tutte le "vetrine" migliori, che si tratti di gallerie e fiere o esposizioni museali. E ovviamente anche nelle aste.
    Non certo da oggi, da decenni. Con andamenti di vario tipo, ma nelle vetrine ci sono, poi dipende dagli acquirenti.

    Io di problemi ad ogni modo davvero non ne vedo. Non capisco se ti dia fastidio che un artista piuttosto che un altro abbia successo in termini di mercato, o se ti dà fastidio che altri non lo abbiano.
    Sembri tanto convinto che dietro agli acquisti di una Mappa di Boetti o uno Specchio di Pistoletto o un "7 Tagli" di Fontana ci siano solo dei matti, piuttosto che grandi collezionisti o che sia tutto un immenso complotto.
    Poi però sono le opere che si vedono nei musei e nelle grandi collezioni.

  6. #396
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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    vero che il collezionismo abbia il suo peso
    ma altrettanto vero che l'archivio Boetti e i galleristi di riferimento sanno fanno il loro lavoro
    in maniera impeccabile.

    Se molto dipendesse dal collezionismo uno come Bruno Munari lo vedremmo in Sotheby's ... per esempio
    invece i riflettori guardano altrove.

    Bruno Munari (1944) Bruce McLean (1971) Didier Faustino (2009)
    Le case d'asta propongono in asta ciò che sanno di poter vendere. E vendere bene.
    Evidentemente certi artisti, anche significativi, si vendono invece con difficoltà.
    Per questo non si vedono in certi contesti.
    Non è che chissà quali misteri ci siano: hanno un collezionismo limitato o che non è disposto a spendere determinate cifre.

  7. #397
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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    Certamente sono opere "significative" ma personalmente mi gratifica pari a ZERO quanto possano chiedere i galleristi.

    ........

    In una qualsiasi anche prestigiosissima galleria entra chi può permettersi di acquistare mentre in un prestigioso museo entra chi ama l'arte, a prescindere dal mercato.

    E la differenza non è sottile

    per il resto c'è mastercard e a ottobre si può sempre spendere qui
    ARAZZO DI ALIGHIERO BOETTI - Asta ASTA 225 OTTOBRE 2021 - ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA - I - Casa d'Aste Babuino

    Alighiero Boetti III-boetti-i-fregi.jpg
    Come già detto, non è che comperare arte / collezionare sia in contrapposizione rispetto ad andare a vedere mostre in gallerie e musei. Anzi.
    Nè che avere un buon mercato sia cosa alternativa alla presenza nei musei. Anzi.

    Ad ogni modo, mi dicono che questo bell'arazzino dal Babuino ieri abbia fatto 40.000 euro + diritti (quindi circa 50.000 finito).
    Sul sito non vedo ancora i risultati, quindi magari avremo conferma quando escono o se qualcuno qui ha seguito l'asta.

    L'avrà comperato il solito alieno di passaggio...

  8. #398
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    kounellis ha un potenziale superiore a Boetti, tutto dipenderà da come lavorerà l'archivio.
    Nemmeno io sono d'accordo, ma del resto, che importa, mica è una gara.
    Non è che cambi qualcosa se Fontana costa più di Burri o Manzoni di Boetti o Kounellis di Penone ecc... dipende in termini di collezionismo cosa uno ha, cosa gli piace, cosa vorrebbe avere o cosa possa ambire ad avere.
    Più artisti validi ottengono riconoscimenti anche di mercato, e più è un bene per l'arte italiana.

    In ogni caso, le opere importanti di Kounellis costano già centinaia di migliaia di euro e a volte milioni.

  9. #399
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    Ale, ti manca la comprensione di un banalissimo elemento: non esiste nessun mercato se non ci sono compratori.
    Nel caso del mercato dell'arte i compratori sono i collezionisti.
    .
    in estrema sintesi

    mi piacciono i collezionisti che si chiamano fondi di investimento

    INVESTIRE NELL’ARTE: GLI “ART INVESTMENT FUNDS” di Pierluigi Farina – studio legale farina

    chissà se incorniceranno le opere con i grafici ed i fogli elettronici
    Ultima modifica di Alessandro Celli; 20-10-21 alle 18:09

  10. #400

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    Caspita ! 4 post tutti di fila!! In ogni caso, rimenare fino allo sfinimento la stessa identica polemica…ha rotto le b…Trovatevi in trattoria e fatevela fuori tra di voi!

    Ps. Inutile dire che posso fare a meno di leggere…siete dovunque!

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