Alighiero Boetti III - Pagina 18
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  1. #171
    L'avatar di techne
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    Ciao Techne (e buona domenica!).

    Una vera e propria classifica tra le frasi non c'è, ma è chiaro che tra le numerose che ha fatto ricamare ce ne siano di più evocative, più ironiche, più dense ecc.
    Nei post precedenti ho tralasciato (volutamente per non mettere troppa carne al fuoco) di parlare delle "Regole" previste di volta in volta e frase per frase per la realizzazione dei ricami, e che ne definiscono le modalità di abbinamenti cromatitici, posizionamento delle lettere ecc.

    Parlando di "Regole", alcune tra queste sono diventate addirittura oggetto/soggetto di alcune frasi. Ad esempio proprio "Regola e regolarsi", o "Mettere i verbi all'infinito", o uno dei concetti cardine come "Ordine e Disordine", o "Pensato e Quadrato", "Far Quadrare Tutto".
    Poi ci sono frasi incentrate sul concetto del tempo, che è uno dei temi centrali nella ricerca di Boetti: "Dare tempo al tempo", "Ammazzare il tempo", che sono riferite allo scorrere del tempo in generale, ma anche al lungo tempo necessario alla realizzazione delle opere, dalle migliaia di segni delle biro alle migliaia di punti dei ricami (piccoli, grandi, Mappe, Tutto ecc), dei veri e propri "concentrati di tempo".
    Poi ci sono i "ritratti", e anche frasi che riprendono il titolo di altre opere ("Niente da vedere, niente da nascondere") o altre frasi che, messe in un quadrato magico riflettono in qualche modo il concetto che esprimono ("La Forza del centro", "Svelare e Rivelare", "Simmetrie Speculari", "Talvolta Sole Talvolta Luna", "Cercando il centro", "Leggere verticale", "Scrivere orizzontale", "Segno e Disegno" ecc).
    Poi ci sono quelle più evocative come "Mettere al mondo il mondo", "Immaginando Tutto", "Le cose nascono dalla necessità e dal caso", "Il progressivo svanir della consuetudine", "Sciogliersi come neve al sole", "Non parto non resto", "Piegare e Spiegare", "Avere fame di vento" "Inaspettatamente" ecc.
    Alcune sono delle vere e proprie citazioni di Poesie, come quelle di Sandro Penna, altre sono basate su giochi matematici e linguistici.

    Ne ho citate alcune tra le prime che mi vengono in mente e tra le mie preferite, ma sicuramente la "classifica" è anche molto soggettiva, e sicuramente avrò io stesso scordato alcune delle mie preferite...

    Agata Boetti un paio di anni fa realizzò un piccolo prezioso libro (quadrato!), che racchiude quasi tutte le frasi ricamate da Boetti.
    C'è un ricamo per ogni frase, e alla fine del libro ci sono delle pagine bianche per le frasi ancora da scoprire.

    Allegato 2769170
    Ti ringrazio

    Quel libro (non ho guardato ora sul sito dell'archivio, ma se non vado errata è stato pubblicato in edizione limitata) deve essere una autentica reliquia
    Belle le pagine bianche in fondo

  2. #172
    L'avatar di mmt
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    Boetti non è un artista è un mondo parallelo!

  3. #173
    L'avatar di Galak
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    Boetti tetra?

    Se ho capito bene questo arazzo (di Kabul) con firma a fronte sarebbe un tetracolore?
    Giusto Biagio?

    Alighiero Boetti III-e4199ca2-3121-420a-b2ed-3f94bbd238c8.jpeg

  4. #174
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    Se ho capito bene questo arazzo (di Kabul) con firma a fronte sarebbe un tetracolore?
    Giusto Biagio?

    Alighiero Boetti III-e4199ca2-3121-420a-b2ed-3f94bbd238c8.jpeg
    Qui prima di tutto ci troviamo di fronte ad un Kabul. Poi, all'interno dei Kabul, più che fare un conteggio del numero di colori, ci troviamo di fronte ad un ricamo con un'elabarazione ricercata che segue delle regole piuttosto elaborate, il cui risultato parla da solo.
    Diagonale centrale: tutte le lettere rosse, tutti gli sfondi azzurri
    Diagonali opposte: tutte le lettere gialle, tutti gli sfondi viola
    Altri riquadri, per ogni riga: alternanza sia in orizzontale che verticale tra lettera nera / sfondo bianco e lettera bianca / sfondo nero.
    Il tutto in 18x18 cm.

    Un'opera così potrei guardarla per ore, godendo sia dell'appagamento estetico che di quello intellettuale. Davvero un gioiello, che non è passato inosservato...

    PS. non cambia nulla nè in termini di valore o di altro, ma (personalmente) l'unica cosa che farei (personalmente!) è scorniciare l'opera e farla fissare su una tavoletta 18x18 cm, ossia grande come la parte ricamata. Stranamente in questo caso non mi dispiace nemmeno così, ma per me troverei più coerente metterlo su tavoletta. Ripeto, non cambia nulla è solo una questione di preferenze.

    PPS. se un domani un'opera così - o anche proprio questa! - la si vedesse in galleria o in fiera, non mi stupirei di fronte ad una richiesta anche doppia rispetto all'attuale offerta...

  5. #175
    L'avatar di Galak
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    Citazione Originariamente Scritto da Biagio.tv Visualizza Messaggio
    Qui prima di tutto ci troviamo di fronte ad un Kabul. Poi, all'interno dei Kabul, più che fare un conteggio del numero di colori, ci troviamo di fronte ad un ricamo con un'elabarazione ricercata che segue delle regole piuttosto elaborate, il cui risultato parla da solo.
    Diagonale centrale: tutte le lettere rosse, tutti gli sfondi azzurri
    Diagonali opposte: tutte le lettere gialle, tutti gli sfondi viola
    Altri riquadri, per ogni riga: alternanza sia in orizzontale che verticale tra lettera nera / sfondo bianco e lettera bianca / sfondo nero.
    Il tutto in 18x18 cm.

    Un'opera così potrei guardarla per ore, godendo sia dell'appagamento estetico che di quello intellettuale. Davvero un gioiello, che non è passato inosservato...

    PS. non cambia nulla nè in termini di valore o di altro, ma (personalmente) l'unica cosa che farei (personalmente!) è scorniciare l'opera e farla fissare su una tavoletta 18x18 cm, ossia grande come la parte ricamata. Stranamente in questo caso non mi dispiace nemmeno così, ma per me troverei più coerente metterlo su tavoletta. Ripeto, non cambia nulla è solo una questione di preferenze.

    PPS. se un domani un'opera così - o anche proprio questa! - la si vedesse in galleria o in fiera, non mi stupirei di fronte ad una richiesta anche doppia rispetto all'attuale offerta...

    Aggiungerei:
    In ogni riga si alternano, NELLE LETTERE, sempre 4 colori: nero , giallo rosso e bianco= tetracolore?

    Ps: io invece preferisco la firma a vista sul fronte: se la mettessi dietro risulterebbe a testa in giù e non credo
    (azzardo questa ipotesi) che fosse questa la volontà dell’autore .

  6. #176
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    Aggiungerei:
    In ogni riga si alternano, NELLE LETTERE, sempre 4 colori: nero , giallo rosso e bianco= tetracolore?

    Ps: io invece preferisco la firma a vista sul fronte: se la mettessi dietro risulterebbe a testa in giù e non credo
    (azzardo questa ipotesi) che fosse questa la volontà dell’autore .
    Allora "tetracolore" anche per gli sfondi :-))))))

    Per quanto riguarda la firma, in realtà Boetti firmava (quando firmava, e non sempre succedeva) i ricami prima che venissero montati, ossia quando erano ancora liberi.
    La firma, l'anno, la data e le eventuali ulteriori iscrizioni potevano essere collocate nella parte in alto o come in questo caso nella parte in basso (o in entrambe).
    Nel momento in cui i ricami venivano montati su tavoletta, e tenuto "a vista" il quadrato ricamato, per forza tali iscrizioni andavano a finire o sul retro o sui bordi.
    E' assolutamente normale e consueto, già a partire dai primi ricami del 1973.
    (Questo vale per tutti i ricami, inclusi gli Arazzi grandi, i Tutto, le Mappe ecc: i bordi bianchi non ricamati vengono girati sul retro, e quindi anche le iscrizioni).

    Nulla impedisce in ogni caso di tenere l'arazzo esattamente come è attualmente montato, oppure addirittura "libero" (come una tela di Griffa per intenderci) o montato nel modo più classico, con il ricamo a filo di una tavoletta sottostante.

    Quest'altro Kabul (anche splendido!!!) che va in asta oggi da Christie's è montato nel modo più consueto, e come si vede in questo caso le iscrizioni vanno a finire sui bordi inferiore e superiore. Se lo "scorniciassi" avresti le iscrizioni in alto e in basso rispetto al ricamo. Se fossero state più lontane dal ricamo, sarebbero finite sul retro.
    E' sempre la stessa cosa, non cambia nulla, è solo una questione di preferenza di display.

    Alighiero Boetti III-screenshot_2021-05-25-alighiero-boetti-1940-1994-1-.png

  7. #177
    L'avatar di Loryred
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    Notavo che nel primo prevale il "gioco" del colore un po' come nel master mondo nel secondo, che preferisco, invece il colore è associato alle lettere e alla loro ripetizione. Esistono motivazioni e valorizzazioni diverse dovute a questo visto che frase e serie Kabul sono le stesse? O sono sotto-segmenti all'interno del gruppo.
    Ultima modifica di Loryred; 25-05-21 alle 10:21

  8. #178
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    Citazione Originariamente Scritto da Loryred Visualizza Messaggio
    Notavo che nel primo prevale il "gioco" del colore un po' come nel master mondo nel secondo, che preferisco, invece il colore è associato alle lettere e alla loro ripetizione. Esistono motivazioni e valorizzazioni diverse dovute a questo visto che frase e serie Kabul sono le stesse? O sono sotto-segmenti all'interno del gruppo.
    Ogni ricamo - e ogni gruppo di ricami - segue delle regole.
    Questo è il principio fondamentale dietro ai ricami.

    Boetti concepiva le frasi, impostava le regole e demandava l'esecuzione, che poteva avere dei margini di libertà ma all'interno del recinto delle regole prestabilite.
    I due "Ammazzare il Tempo" sono di due "gruppi" diversi e sono strutturati su regole diverse.
    Nel primo le regole sono quelle che ho scritto nel post 174, nel secondo la regola è "stessa lettera, stesso colore", il che comprende anche il colore dello sfondo.
    I colori potevano quindi essere scelti con una certa libertà (tra quelli individuati da Boetti), ma dovevano rispettare la regola prestabilita.
    Quindi si può trovare la medesima frase, realizzata con colori differenti, ma che obbedisce alla medesima regola.
    Questa impostazione è la più utilizzata nei ricami realizzati a Kabul.
    Ad esempio invece i ricami realizzati successivamente in Pakistan, raramente sono strutturati su questa regola, e tende a prevalere la regola del Disordine (pur all'interno delle indicazioni di Boetti.).

    Ad ogni regola ci può essere il caso dell'eccezione, o anche dell'errore, cosa assolutamente contemplata da Boetti, e rientrante nel principio di "Ordine e Disordine".

  9. #179
    L'avatar di Alessandro Celli
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    povere bambine pakistane


    le faceva impazzire

    chissà cosa pensavano quando tessevano 'ste robette
    Immagini Allegate Immagini Allegate Alighiero Boetti III-a89.jpg 

  10. #180
    L'avatar di blackcity
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    Questo invece è quello che ha Larkin attualmente in mostra, del tutto identico a quello in asta a Milano ma regolarmente intelato.

    Alighiero Boetti III-ab.png

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