Alighiero Boetti III - Pagina 10
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  1. #91
    L'avatar di Alessandro Celli
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    Citazione Originariamente Scritto da Biagio.tv Visualizza Messaggio
    Proprio perchè Boetti non ha bisogno di questo tipo di battute, propendo per una gara tra due offerenti che non volevano mollare, e sono arrivati a questo importo stellare, come ha scritto anche @arte2.0. E' un'asta, e può succedere.


    Boetti non è mica Paul Gauguin

    Tutti gli artisti trattati dalle gallerie HANNO bisogno di queste battute, pure Fontana

    Sennò le gallerie come potrebbero giustificare quanto chiedono?

    L'arte è cosa alta e pura (mi ripeto, lo so) ... il mercato è "cosa altra" e impuro

    Questi discorsi di due contendenti ricchi sfondati che si fanno gara per un'opera da 10 mila euro mi pare di una ingenuità adolescenziale (con tutti il rispetto, eh?).
    Chiunque in qualche modo osservi il mercato anche da poco tempo credo questi meccanismi siano i primi ad aver ben compreso, salvo non leggano solo le solite patinate riviste di settore sponsorizzate dal mercato medesimo

    O no?

    E aggiungo . Il mercato = e non solo quello dell'arte = mica lo fanno i consumatori (ops, i collezionisti)
    Sono i mercanti a gestire l'andamento del mercato stesso ed a orientare di conseguenza le scelte dei consumatori, suvvia.

    Il consumatore si sposta da cinetica ad analitica, da boetti a pascali, passando per Maria Lai in funzione di parametri economici, visto che pur sempre di un bene rifugio si tratta .... salvo quelle mosche bianche che "lo fanno per passione" o perché gli piaccia la pietra serena colorata di blu

    E quale è il modo migliore per consolidare una sicurezza ad un bene di rifugio e dare fiducia al "consumatore"?
    La presenza al MoMa, interi capitoli nelle enciclopedie, lo conserva in casa la Chiara Ferragni oppure in asta va dadio?

    auguri
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  2. #92
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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio

    Boetti non è mica Paul Gauguin

    Tutti gli artisti trattati dalle gallerie HANNO bisogno di queste battute, pure Fontana

    Sennò le gallerie come potrebbero giustificare quanto chiedono?

    L'arte è cosa alta e pura (mi ripeto, lo so) ... il mercato è "cosa altra" e impuro

    Questi discorsi di due contendenti ricchi sfondati che si fanno gara per un'opera da 10 mila euro mi pare di una ingenuità adolescenziale (con tutti il rispetto, eh?).
    Chiunque in qualche modo osservi il mercato anche da poco tempo credo questi meccanismi siano i primi ad aver ben compreso, salvo non leggano solo le solite patinate riviste di settore sponsorizzate dal mercato medesimo

    O no?

    E aggiungo . Il mercato = e non solo quello dell'arte = mica lo fanno i consumatori (ops, i collezionisti)
    Sono i mercanti a gestire l'andamento del mercato stesso ed a orientare di conseguenza le scelte dei consumatori, suvvia.

    Il consumatore si sposta da cinetica ad analitica, da boetti a pascali, passando per Maria Lai in funzione di parametri economici, visto che pur sempre di un bene rifugio si tratta .... salvo quelle mosche bianche che "lo fanno per passione" o perché gli piaccia la pietra serena colorata di blu

    E quale è il modo migliore per consolidare una sicurezza ad un bene di rifugio e dare fiducia al "consumatore"?
    La presenza al MoMa, interi capitoli nelle enciclopedie, lo conserva in casa la Chiara Ferragni oppure in asta va dadio?

    auguri
    Strana idea hai del mercato Ale... peccato che nella realtà non funziona così.

    Sono proprio i collezionisti a fare il mercato (i “consumatori” come li identifichi tu).

    Non esiste nessun mercato dell’arte se non ci sono i collezionisti a comperare.

    Galleristi e mercanti hanno ovviamente il loro importante ruolo - sono appunto operatori di mercato, come succede in tutti i mercati nei vari settori - e possono tentare di incidere, ma sono i collezionisti l’anello fondamentale, perché possono comperare o non comprare un dato artista o a un dato livello economico.

    Prova un po’ a mettere in asta un’opera di un artista “x” e aggiudicartela a 100.000€ ricomprandotela da solo.
    E poi vediamo da vicino l’effetto che fa...
    e cosa succede.
    Visto che per te funziona così, e c’è sempre qualche complotto dietro l’angolo (gli altri invece degli ingenui adolescenti... mah!), allora perché non lo fanno con le migliaia di artisti fermi al palo?

    Dai amico mio, è solo un’aggiudicazione d’asta, non cambia nulla...

    Se hai in collezione un Calendario, allora sei stato bravo a prenderlo, se non ce l’hai vedrai che fai ancora a tempo.

  3. #93

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    Mha, complotti o visioni adolescenziali a parte, quel che è certo è quanto segue.
    I calendari non sono opere rare, almeno per ora, ed e abbastanza noto che in galleria (anche prestigiose e che quindi porterebbero in dote una ottima provenienza) si trovino a cifre moltooooo inferiori.
    Ora, o questo calendario aveva qualcosa di speciale, o i presunti due o più assatanati compratori sono proprio male informati. Cosi fosse, gli 'sta bene' aver speso 50000 euro in più per un'opera.

  4. #94

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    Trovo le discussioni tra Ale e Biagio sempre molto interessanti. Personalmente tendo ad avere una visione meno dualistica delle cose, ad esempio, l'arte è buona ed il mercato cattivo, oppure il mercato lo fanno i galleristi anziché i collezionisti. Tra le cose del mondo vi è un interagire continuo e non vi sono gallerie senza clienti e viceversa. Gli uni influenzano gli altri in un mutamento costante. Per rendere evidente questo concetto le filosofie orientali portano l'esempio del fiore del loto, candido e perfetto, le cui radici però nascono dalla melma più fetida. Senza arrivare al pensiero ormai comune secondo il quale bene e male sono due facce della stessa medaglia, indivisibili ed indissolubili, che si nutrono costantemente l'uno dell'altro. Questo modo di pensare mi ha tolto tante certezze che spesso si rivelavano illusioni.

  5. #95
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    Citazione Originariamente Scritto da toni77 Visualizza Messaggio
    .... I calendari non sono opere rare, almeno per ora, ed e abbastanza noto che in galleria (anche prestigiose e che quindi porterebbero in dote una ottima provenienza) si trovino a cifre moltooooo inferiori.
    Ora, o questo calendario aveva qualcosa di speciale, o i presunti due o più assatanati compratori sono proprio male informati. Cosi fosse, gli 'sta bene' aver speso 50000 euro in più per un'opera.
    penso più che altro che si è voluto segnare un nuovo riferimento, vedrai e vedrete quante carte o calendari usciranno nelle gallerie a prezzi più sostenuti, visto che gli arazzi son saliti e di molto, come le ceramiche o le carte di Fontana, 40 anni fa chi se le "menava", adesso che il taglio costa abbastanza il mercato segna nuovi riferimenti e si "smerciano" quelle cose che prima non erano neanche prese in considerazione o in maniera inferiore dal mercato...

  6. #96
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    Citazione Originariamente Scritto da Biagio.tv Visualizza Messaggio
    Strana idea hai del mercato Ale... peccato che nella realtà non funziona così.

    Sono proprio i collezionisti a fare il mercato (i “consumatori” come li identifichi tu).
    Non esiste nessun mercato dell’arte se non ci sono i collezionisti a comperare.
    .
    Peccato che dopo anni di frequentazione del mercato tu hai una visione errata della realtà.

    I collezionisti sono orientati dal mercato stesso e NON fanno mai scelte indipendenti, ma manco nell'acquisto della Nutella, dei Ferrero Rocher, della Barilla o di una coupè BMW ... comprano ciò che la tendenza del mercato decide, ancor più quando sono beni di rifugio ed esigono garanzie sull'investimento.

    Ergo se un tornabuoni a caso si trova un stock di carte boettiane o un massimo de carlo un lotto di baruchello farebbero il possibile per determinare un orientamento all'acquisto, come farebbe Ferreo, Buitoni, Dolce & Gabbana.

    Facile, dai, non è un peccato.
    E' la realtà

    In fondo son tutti imprenditori, suvvia, mica mercanti di frutta

  7. #97
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    @get sono d’accordo con te, è chiaro che è tutto interconnesso all’interno di un sistema-mercato.
    Ma qualsiasi mercato funziona sul meccanismo “offerta/domanda”, il che vuol dire che se manca l’ultimo anello della catena, ossia il collezionista che compra, tutto il resto non regge.

    Per questo ci sono artisti che salgono e altri che scendono, altrimenti salirebbero tutti (basterebbe fare delle aggiudicazioni alte in asta... ma non è così!)

    @toni, la specifica aggiudicazione va effettivamente al di là di ogni precedente parametro.
    Per me al di là delle chiacchiere del “dopo partita”, questa è una situazione che in termini di mercato non determina nulla, se non una visibilità ad un ciclo di opere di Boetti del tutto significativo e rappresentativo.

    Non mi aspetterei chissà quali variazioni nelle prossime aggiudicazioni, che potrebbero tranquillamente tornare ai livelli consueti precedenti.
    Può essere che ci sia qualche incremento di interesse (che queste opere meritano!) e quindi un po’ di crescita, ma i valori medi vanno appunto ponderati nelle medie e non nei record.

    Per intenderci, se il prossimo Calendario facesse 10 o 15 sarebbe già un aumento rispetto alle medie, anche se già mi aspetto che qualcuno - basandosi su questo record - accorrerà a scrivere “crolla tuttooooo”

    Per quanto riguarda la rarità, per ogni ciclo di opere e ogni artista la “rarità” è legata all’offerta e alla domanda.
    Picasso ha realizzato decine di migliaia di opere. Sono rare? Evidentemente no. Ma ci sono più collezionisti che opere, ed è questo che determina un valore sul mercato.

  8. #98
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    Citazione Originariamente Scritto da Biagio.tv Visualizza Messaggio
    @get sono d’accordo con te, è chiaro che è tutto interconnesso all’interno di un sistema-mercato.
    Ma qualsiasi mercato funziona sul meccanismo “offerta/domanda”, il che vuol dire che se manca l’ultimo anello della catena, ossia il collezionista che compra, tutto il resto non regge.
    .
    questo è ovvio, ma è regolamentato e deciso dagli imprenditori, in tutti i mercati
    (frutta & verdura a parte.... spero)

  9. #99
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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    Peccato che dopo anni di frequentazione del mercato tu hai una visione errata della realtà.

    I collezionisti sono orientati dal mercato stesso e NON fanno mai scelte indipendenti, ma manco nell'acquisto della Nutella, dei Ferrero Rocher, della Barilla o di una coupè BMW ... comprano ciò che la tendenza del mercato decide, ancor più quando sono beni di rifugio ed esigono garanzie sull'investimento.

    Ergo se un tornabuoni a caso si trova un stock di carte boettiane o un massimo de carlo un lotto di baruchello farebbero il possibile per determinare un orientamento all'acquisto, come farebbe Ferreo, Buitoni, Dolce & Gabbana.

    Facile, dai, non è un peccato.
    E' la realtà

    In fondo son tutti imprenditori, suvvia, mica mercanti di frutta
    Quindi la tua collezione è frutto di influenza delle mode e deviazioni del mercato da parte dei mercanti ...

    Amico mio, se credi che il mercato dell’arte lo determinano i mercanti, e pensi che i collezionisti siano dei boccaloni che si fanno manipolare, e non invece delle figure che determinano il mercato (come invece sostengo io), spiega un po’ come mai i prezzi di alcuni artisti scendono pur essendo trattati dagli stessi galleristi/mercanti...

    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    questo è ovvio, ma è regolamentato e deciso dagli imprenditori, in tutti i mercati
    (frutta & verdura a parte.... spero)
    No Ale, il prezzo lo decide la domanda (il collezionista), e non l’offerta. In qualsiasi mercato.
    Se manca chi compra, non esiste un mercato.

    Un mercante/gallerista può chiedere 100, ma se non vende non serve a nulla.
    Deve esserci una domanda allineata ai prezzi dell’offerta.

    Ps. Questo ovviamente non è che voglia dire che non ci sia marketing/valorizzazione nel mercato dell’arte! Semplicemente che se i collezionisti poi non comprano in base al loro criterio artista/opera/prezzo, non c’è marketing che tenga.

  10. #100

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    Citazione Originariamente Scritto da arte povera Visualizza Messaggio
    penso più che altro che si è voluto segnare un nuovo riferimento, vedrai e vedrete quante carte o calendari usciranno nelle gallerie a prezzi più sostenuti, visto che gli arazzi son saliti e di molto, come le ceramiche o le carte di Fontana, 40 anni fa chi se le "menava", adesso che il taglio costa abbastanza il mercato segna nuovi riferimenti e si "smerciano" quelle cose che prima non erano neanche prese in considerazione o in maniera inferiore dal mercato...
    Puo anche essere, cosi fosse si tratterebbe dello start di quelle che Ale chiama operazioni
    Tendo però a dar credito a quanto dice Biagio, ci vuole piu di una aggiudicazione per determinare un trend, ad oggi non si puo dir nulla.
    I prossimi calendari sveleranno l'arcano

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