Sparizione degli invenduti dai risultati d'asta - Pagina 31
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  1. #301

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    Citazione Originariamente Scritto da tra-fuocoeferro Visualizza Messaggio
    Indubbiamente le aste online stanno prendendo sempre più piede (se solo pensiamo a 'Instagram' che si sta rivelando uno strumento essenziale nell'espansione del mercato dell'arte) e - ovviamente in tempi di covid - stanno riscuotendo un successo crescente asta dopo asta. Ma personalmente ritengo che le opere importanti vadano inserite solo nelle aste tradizionali con catalogo cartaceo, non tanto per i vari vantaggi piuttosto scontati che offrono, ma perché sono ancora tanti i collezionisti che preferiscono partecipare direttamente alle aste nelle prestigiose sedi internazionali, ed è proprio perché in queste sedi che (oltre alle opere) entrano in gioco (anche) i fattori emotivi/comportamentali che molto spesso giocano un ruolo fondamentale nelle nostre scelte.
    "Quante aste a Milano?
    Il 2020 è stato l’anno della svolta digitale anche nel mercato dell’arte. Abbiamo lavorato duro per creare la nostra piattaforma digitale e ora, nel 2021, presenteremo più appuntamenti rispetto allo scorso anno. Sebbene il calendario sia ancora in evoluzione, è verosimile aspettarsi da Christie’s Italia quattro o cinque aste tra live e online (NdR: di cui le prime due – di gioielli e orologi e di arte del XX secolo – già avvenute online con successo tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio).

    Complice il lockdown?
    Sì. In realtà, avrei voluto offrire aste online in Italia già da alcuni anni ma Christie’s – che per prima le lanciò nel 2011 – preferiva organizzarle solo dalle tre sedi principali di Londra, New York e Hong Kong, considerando l’online più adatto alla vendita di lotti di valore medio-basso. Fino al 2020, il fatturato di un’asta online raramente superava il milione di euro. Invece con il primo lockdown le principali case d’asta hanno dovuto convertire alcune delle aste dal vivo in online e quindi numerose opere di elevata qualità e valore sono state aggiudicate online. I fatti hanno dunque dimostrato che è possibile vendere sulla piattaforma digitale anche opere importanti, malgrado il fatto che la maggior parte dei compratori non riesca neppure a ispezionarle fisicamente.

    Quale sarà la modalità futura?
    Difficile dirlo ma certamente le aste online sono state accolte positivamente e diventeranno sempre più frequenti. Ritengo inoltre che il formato dell’asta ONE, che Christie’s ha realizzato lo scorso luglio con il collegamento simultaneo di quattro sale d’asta internazionali (Hong Kong, Parigi, Londra e New York) dalle quali i vari battitori presentavano le offerte dei clienti del loro paese, sia stato vincente e all’avanguardia."

    Fonte: Christie’s Italia, piu aste a Milano nel 2021 - Pambianco Design


    "Christie’s, garanzie ai lavori chiave e un T-Rex salvano l’asta televisiva
    Nessun espediente riesce a sollevare l'assenza di interazione personale; il mercato sostenuto da obbligazioni terze con qualche eccezione aggiudica opere per 340 milioni di dollari
    In un anno senza Covid in questa settimana saremmo a Londra in una sala d'aste gremita, ma in questo anno che di normale non ha nulla ci vediamo, invece, costretti a seguire da casa una specie di spettacolo televisivo in diretta da New York, con un banditore collegato ai suoi colleghi sparsi nel mondo e opere d'arte rigorosamente in video mortificate da musichette e commentatori imbarazzanti e fuori luogo. Ciò non ci ha impedito di appisolarci più volte nella notte europea, per la quasi totale assenza di azione a causa di scarsissimi rilanci. Se questo è il futuro delle aste secondo Christie's , supposto leader del mercato, siamo nei guai.. e guai seri.
    Dopo sette mesi di osannate aste online o semi-online e semi-reinvenzioni della ruota sarebbe ora di dire la verità: questo mercato non è adatto ad essere trasferito su piattaforme impersonali. L'online ha ampiamente dimostrato i suoi enormi limiti, funziona dove è ovvio funzioni, ovvero nella parte bassa del mercato e coi multipli.
    Per i lavori importanti la differenza la fanno le garanzie, soprattutto di parti terze, almeno fino a che gli investitori non rivedranno le statistiche e capiranno che il rischio di restare con il lavoro garantito in mano è ben più reale di prima. Come è accaduto in questa asta mista di arte dall'Impressionismo ai giorni nostri, con un salto finale indietro nel tempo con un Tyrannosaurus Rex dal South Dakota, che poco ha a che fare con l'arte e molto con il marketing.

    L'asta: catalogo e risultati generali

    Ma andiamo per ordine: il catalogo XX-XXI secolo proposto da Christie's conteneva 58 opere d'arte e lo scheletro del fossile. La politica anti-trasparenza e anti-informazioni della casa d'aste fa comparire fra i risultati solo 46 lotti, poiché i ben quattro lavori ritirati – fra cui opere milionarie di Picasso, Matisse e Brice Marden con un potenziale di stima attorno ai 40 milioni di dollari complessivi – sono scomparsi dal sito già durante l'asta e i nove lotti invenduti sono stati tolti appena dopo. Purtroppo la politica di ridurre enormemente la produzione e diffusone dei cataloghi cartacei, uno dei pochi servizi di vera valorizzazione che le case d'aste sinora hanno offerto ai venditori, rende sempre più difficile conservare la vera memoria storica dell'asta, poiché quando tutto è online tutto diviene manipolabile, un po' come le fotografie del periodo stalinista in cui scomparivano i personaggi indesiderati. Ciò complica inutilmente il nostro lavoro, le stime e i relativi risultati.L'incanto ha portato complessivamente 340 milioni di dollari, di cui 31 milioni per il fossile del tardo Cretaceo stimato tra 6-8 milioni di dollari, quindi circa 309 milioni per l'arte incluse le commissioni (267 milioni senza), contro una stima pre-asta di 277-400 milioni d $, quindi decisamente verso la parte bassa. Valori decisamente inferiori rispetto all'asta del 10 luglio che però portava più lotti e ancora un maggior numero di garanzie."



    Fonte: Christie’s, garanzie ai lavori chiave e un T-Rex salvano l’asta televisiva - Il Sole 24 ORE

  2. #302
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    Articolo che fa il paio con quello che avevo postato in altro 3D riferito a Sotheby dello stesso giornale e autore. Presumendo che le aste on line anche per il futuro si confermeranno o incrementeranno mi auguro non nascano ogni volta analoghe polemiche per ognuna, meglio limitarsi a segalare l'incongruenza e i lotti magicamente spariti.

    Sotheby’s, Contemporaneo a galla con le garanzie, tra lotti ritirati, design e auto - Il Sole 24 ORE

  3. #303
    L'avatar di Alessandro Celli
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    "Gli altri tre lavori ‘scomparsi', secondo lo stile di disinformazione che ricorda l'epoca stalinista di far scomparire gli ‘indesiderati', andrebbero d'ora in poi considerati come invenduti; la pratica delle vendite online senza cataloghi fisici e aste in cui non vi possono essere offerenti in sala a sorpresa, permette alle casa d'asta di conoscere esattamente se ci saranno potenziali offerte su un lotto o meno, e quindi di ritirarlo, invece, che tentare la sorte sotto il martello all’ultimo momento. Se questo è il modo per dichiarare percentuali di vendita elevatissime, sarebbe ora di smetterla con un trucchetto che al massimo convince chi si limita a leggere i comunicati stampa delle case d'asta, il cui livello di ‘spin' positivo ha raggiunto oramai traguardi che nemmeno i cinegiornali di epoca fascista riuscivano a mettere insieme."



    sole 24 Ore più Kattivo del Forum

  4. #304
    L'avatar di Alessandro Celli
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    a 'sto punto potrebbero prendere come banditori

    uno in Christie's
    e l'altra in Sotheby's

    Immagini Allegate Immagini Allegate Sparizione degli invenduti dai risultati d'asta-a4.jpg 

  5. #305
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    Citazione Originariamente Scritto da andiuorol Visualizza Messaggio
    ragazzi, ma perchè non chiedete direttamente a Christies il motivo della omissione degli invenduti?
    Sono gentili, vi risponderanno di certo.
    A logica, direi che in un’asta pubblica c’è l’obbligo di pubblicare i prezzi di vendita... se ci sono lotti invenduti che pubblicano? Le stime? E se le stime sono fatte “ponte style”😂😂😂?
    Per le aste online non c’è pubblicazione di catalogo, quindi i lotti non venduti spariscono.
    Che sia un comportamento al 100% corretto, forse no... ma dubito fortemente che sia illegale

    PS: non lavoro per Christies... mi piacerebbe, ma i loro esperti per la mia materia li hanno già🤷*♂️
    No, non è illegale.
    E’ giuridicamente lecito. Eticamente no.

  6. #306

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    basi e stime d'asta troppo alte?

    Non ho l'autorizzazione per iniziare un nuovo topic, ma credo potrebbe essere interessante commentare liberamente le basi e le stime d'asta, spesso troppo alte, e quindi a mio avviso vera causa del problema invenduti, e a catena dei temi che hanno causato questa specie di "undicisettembre" del FOL.

    Il mercato si sta polarizzando, così come quasi ogni aspetto della nostra vita, fino al nostro carattere, e alla natura dei nostri commenti.
    Capisco che dietro a una base alta potrebbero esserci mille ragioni, ma come ho letto diverse volte da queste parti, il prezzo lo farà sempre il mercato, anche se la base è bassissima. Se devo vendere, accetto questo rischio.
    A titolo di mero esempio, prendo 3 lotti di Vedova, artista che colleziono in maniera importante -e quindi conosco- della prossima asta 888 di Meeting Art.

    189, un interno di chiesa figurativo degli anni 30, base 4000, stima 8000/9000.
    di queste carte ce ne sono in giro parecchie, io stesso ne ho 2, il loro valore di mercato è di 2500/3000 euro. temo finirà invenduta o, nel caso migliore, aggiudicata alla base.

    289, una tela 61x81 del 1987, base 50.000, stima 80.000/90.000.
    ho visto opere di dimensioni simili, ma degli anni 50, o primi 60, e quindi MOLTO più interessanti e importanti, non raggiungere questi risultati. temo l'invenduto.

    337, natura morta del 1940. base 15.000, stima 27/30.000
    qui subentra la natura filologica dell'opera, di per se' abbastanza brutta, e da descrizione, in cattive condizioni. io 2 anni fa con 22.000 euro mi sono aggiudicato l'unico Tintoretto di Vedova battuto all'asta negli ultimi 20 anni. e, filologicamente parlando, siamo su un altro pianeta. Un altro potenziale invenduto.

    non me ne voglia Meeting Art, sono loro cliente e compro spesso da loro. Le mie considerazioni sono a titolo di esempio sulla proposta contemporanea relativa a un artista che conosco, e del quale, nel mio piccolo, contribuisco a fare il mercato. Sono sicuro che ciascuno di voi possa portare esempi simili, in ogni asta, su qualsiasi artista.
    Propongo la creazione di un topic, visto l'obiettivo "investimenti" del FOL.
    cosa ne pensate?

  7. #307
    L'avatar di mmt
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    Caro Silvio,

    Sono tutti segnali di debolezza della casa d'asta.
    Il committente affida loro l'opera in base ad una "promessa" di vendita, essendo Meeting art una casa d'asta seria non ha prezzi di riserva non conosciuti al
    potenziale acquirente, il prezzo è be visibile a tutti.
    Il committente quindi impone alla casa d'asta un prezzo minimo, per non perderci.

  8. #308

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    Citazione Originariamente Scritto da mmt Visualizza Messaggio
    Caro Silvio,

    Sono tutti segnali di debolezza della casa d'asta.
    Il committente affida loro l'opera in base ad una "promessa" di vendita, essendo Meeting art una casa d'asta seria non ha prezzi di riserva non conosciuti al
    potenziale acquirente, il prezzo è be visibile a tutti.
    Il committente quindi impone alla casa d'asta un prezzo minimo, per non perderci.
    grazie per la risposta, capisco. ciò non toglie che saranno 3 invenduti, e non faccio l'indovino. anzi, lo dico con dolore, per quanto amo Vedova.

  9. #309
    L'avatar di Alessandro Celli
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    condivido pienamente quando scrive mmt

    Meeting non ha basi farlocche, quindi se il proprietario chiede una riserva di partenza alta dovrà essere consapevole che l'opera rimanga al palo.


  10. #310

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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    condivido pienamente quando scrive mmt

    Meeting non ha basi farlocche, quindi se il proprietario chiede una riserva di partenza alta dovrà essere consapevole che l'opera rimanga al palo.

    grazie Alessandro. il mio punto è che i tempi sono un po' cambiati, e richiedono, su artisti di seconda fascia come Vedova, che possono soffrire un po', un po' di rischio in più da parte di chi vende. la base alta in casi come questi è a mio avviso "cronaca di un invenduto annunciato", che fa malissimo, oltre che alla storia di mercato dell'artista, in generale a chi vende (comunque non ha venduto, e ha un po' "bruciato" l'opera), e a noi tutti, incentivando piaghe come l'autoacquisto.
    Te lo chiedo in quanto fresco ex-moderatore, un topic in cui commentiamo basi e stime potrebbe avere senso?

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