Artprice vittima o carnefice? - Pagina 2
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  1. #11
    L'avatar di Galak
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    artprice ed I risultati d’asta

    Mi permetto di intervenire in questo 3D che reputo estremamente interessante ed importante.
    Premetto:
    da qualche anno sono abbonato ad Artprice;
    il motivo è semplice: mi aiuta ad avere un’idea del trend del valore di un artista.
    Ovviamente non mi baso solo su questo, ma di certo ha un suo ROBUSTO
    ”perché “...
    Lo abbiamo detto tutto qui: in generale la formazione e la preparazione di un collezionista si basa su TANTI fattori, tutti con il loro peso più o meno rilevante.
    Documentarsi su monografie inerenti determinati artisti o gruppi di essi, nonché su libri generalisti sull’arte serve, ovviamente ( eccome!) ;
    navigare in rete su serve ugualmente,perché ti permette di cercare riscontri in tempo reale su artisti e loro opere;
    si impara visitando musei e gallerie x allenare l’occhio alla pittura o scultura;
    si impara frequentando gallerie e galleristi SERI dai quali puoi attingere informazioni ed aneddoti assolutamente interessanti;
    puoi imparare frequentando e scambiando informazioni ed idee con collezionisti più o meno grandi.
    Arrivo a dire che anche seguire le stesse televendite serve ( a mio modo di vedere) : basta fare il contrario di ciò che propongono e profetizzano e raramente sbagli!🤪
    Leggere gli interventi sul FOL dell’arte serve ed aiuta: quante cose si apprendono sfruttando la passione di alcuni suoi frequentatori,più o meno specializzati ed esperti di uno o più artisti in particolare!
    Come non pensare a Biagio x avere “dritte” puntualissime su Boetti , a Luca per averle su Griffa, a Mario su Schifano oppure a Mambor1 x Mambor... ?(tanto per citare i primi che mi vengono in mente...)
    Ebbene,tutto ciò premesso,mi sembra anche giusto e lecito poter avere la possibilità di affermare che ,se esiste una banca dati UFFICIALE ( con bollinatura della guardia di finanza ,“capisci a me”) essa debba essere più cristallina possibile e frutto di una raccolta di dati messi a disposizione in maniera altrettanto cristallina!
    In caso contrario,starei pagando un servizio non conforme alla bontà del denaro che spendo per abbonarmi.
    Fin qui mi pare che il discorso sia corretto,no?
    È come quando compro la rivista quattroruote per informarmi su listino prezzi delle varie auto: spero che la genuinità dei dati raccolti ed in essa riportati sia pari a quella dei soldi che spendo per acquistare tale rivista.
    Mi sembra logico, no?
    Se invece un artista incomincia a non dare il permesso ( sic! ) di pubblicare le immagini delle sue opere - sbraitando,al contempo, per avere (udite udite !) il suo ”sacrosanto” DIRITTO DI SEGUITO),
    se le case d’asta omettono di inserire gli invendutinei resoconti o , peggio ancora, continuano a non fornire un elenco ufficiale delle reali vendite andate a buon fine, ( quindi a TRANSAZIONE DEFINITA) scorporando le aggiudicazioni non andate invece a dama;
    se non forniscono le TASSE corrispettive versate, allora qui potrebbero sorgere sì dei problemini, ALMENO DAL PUNTO DI VISTA ETICO
    Questo sempre a mio modestissimo parere.
    Ovviamente sono libero di non acquistare opere di quel dato artista che vieta la pubblicazione delle sue opere ,di non acquistare o vendere presso quella casa d’aste che reputo poco “ limpida” e, dulcis in fundo, all’apice della piramide sono pure libero di non pagare un abbonamento ad Artprice se penso che utilizzi i dati non completi presi dalle battute d’asta ( appositamente non parlo di VENDITE ANDATE A BUON FINE... ): verissimo !👍
    ( sarebbe la scoperta dell’acqua calda, permettimi questa piccola critica Biagio...) ma è altrettanto vero che posso sollevare il problema e cercare di discuterne in modo pacato senza che questo susciti le ire o le risposte scomposte e ,francamente,fuori luogo di qualcuno che , così facendo, non rende peraltro giustizia neppure al suo ...nick!
    (non parlo di Biagio,ovviamente).

    Permettetemi un’ultima semplicissima considerazione: che i risultati delle aste siano SEMPRE presi in considerazione e tenuti in buon conto, lo testimoniano i continui richiami ad essi da parte di tutti : dai televenditori, dai galleristi , dagli stessi artisti e , per ultimo (ma non ultimi di certo!) dai COLLEZIONISTI!
    Morale: perché stupirsi,allora,di questo legittimo interesse su questi argomenti?

  2. #12
    L'avatar di Biagio.tv
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    Galak, certamente argomenti molto interessanti, anche perchè offrono uno spaccato sulle differenti visioni.
    Purtroppo evidentemente in tutto questo confronto - inaspritosi in modo del tutto insensato - c'è chi cerca di condividere una fotografia della realtà (e viene poi attaccato come se avesse chissà quali reconditi astrusi interessi... mah!), e chi ha per qualche motivo un'immaginazione o delle aspettative (etiche, morali, di trasparenza ecc ecc) che sono differenti dalla realtà e chi ulteriormente pretenderebbe che le proprie aspettative venissero adottate dalle aziende di settore.

    Ho aperto un nuovo 3D in merito ma sostanzialmente a mio modo di vedere (poi ognuno farà giustamente e lecitamente a modo suo), il mercato dell'arte è quello che concretamente esiste e non quello che ipoteticamente si vorrebbe. Se poi qualcuno vuole fare la rivoluzione, ben venga, vediamo. Ma nel frattempo c'è quello che c'è.

    Per me quindi molto serenamante, pacatamente, tranquillamente e rilassatamente, l'unica opzione è confrontarsi con la realtà e valutare se parteciparvi o meno.

    Realtà e fantasia nel mercato dell'arte

  3. #13
    L'avatar di smw85
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    Le aste sono pubbliche ergo i risultati debbono esser pubblici altrimenti si tratta di private sales e li vale tutto. Ogni tantativo di non far figurare gli invenduti o di aggiudicazioni farlocche denota la scarsa serietà della casa d'asta. Questo è palese inutile continuare ad insistere.

    I risultati d'asta significano poco e niente se non si conosce nel dettaglio le opere che passano. Inutile sentenziare se non si capisce che l'asta è un momento temporale limitato e il risultato è l'incrocio di tantissimi fattori per cui il prezzo di aggiudicazione o l'invenduto non sono valori assoluti ma riferiti a quel momento e a quelle condizioni. Un invenduto a febbraio puo' fare un ottimo risultato quattro mesi dopo e non è la prima volta che succederebbe.

    Pensare che il mercato dell'arte sia parametrabile sulle aggiudicazioni in asta significa aver capito poco e nulla oppure probabilmente chi professa questa dottrina probabilmente è un compratore di opere standardizzate fatte per il mercato, quindi di livello molto basso che vengono vendute a parametri o a metro. Per chi cerca un quadro ci sono molteplici canali parimenti validi ovvero dealers, gallerie, fiere e via dicendo. Valutare l'acquisto guardando i risultati d'asta non porta assolutamente a nulla se prima non si capisce cosa si sta comprando.

  4. #14

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    Questa moda di proibire la pubblicazione delle immagini è una cass.ata galattica.
    La consultazione dei risultati delle aste può dare una buona idea dell'andamento e del gradimento di un artista
    Senza immagini non posso valutare se il prezzo, basso o alto che sia, è stato causato dalla presenza di un'opera scarsa oppure di un capolavoro

    Senza immagini ArtPrice o chiunque altro non ha molto senso di esistere. Bisogna organizzarsi come faccio io che mi scarico i cataloghi prima dell'asta e poi mi recupero la tabella dei lotti venduti/invenduti e me la tengo via.
    Certo un database centralizzato era molto bello e io ero abbonato ad ArtPrice, ma ormai quando cerchi i risultati delle ultime aste le foto non ci sono. Che me faccio di un dato "grezzo" sul quale non posso fare nessun ragionamento ?

  5. #15
    L'avatar di Cris70
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    Citazione Originariamente Scritto da Sirswatch Visualizza Messaggio
    Questa moda di proibire la pubblicazione delle immagini è una cass.ata galattica.
    La consultazione dei risultati delle aste può dare una buona idea dell'andamento e del gradimento di un artista
    Senza immagini non posso valutare se il prezzo, basso o alto che sia, è stato causato dalla presenza di un'opera scarsa oppure di un capolavoro

    Senza immagini ArtPrice o chiunque altro non ha molto senso di esistere. Bisogna organizzarsi come faccio io che mi scarico i cataloghi prima dell'asta e poi mi recupero la tabella dei lotti venduti/invenduti e me la tengo via.
    Certo un database centralizzato era molto bello e io ero abbonato ad ArtPrice, ma ormai quando cerchi i risultati delle ultime aste le foto non ci sono. Che me faccio di un dato "grezzo" sul quale non posso fare nessun ragionamento ?
    In sostanza fai quello che si faceva una volta. E chi deteneva quelle info era "servito e reverito", ma soprattutto temuto da tutti i galleristi.

  6. #16
    L'avatar di arte2011
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    Arprice senza immagini non ha alcun senso

  7. #17

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    Citazione Originariamente Scritto da gabriban Visualizza Messaggio

    Per me la mancata controllabilità dell'effettivo pagato rispetto all'aggiudicato é tanto problematico, quanto le mancate aggiudicazioni che spariscono (degli artisti che seguo le mancate aggiudicate almeno le conosco comunque, perché prima c'era il lotto e poi sparisce, mentre le aggiudicazioni non pagate non posso conoscerle).
    Scusate la mia ignoranza cosa si intende per "effettivo pagato rispetto all'aggiudicato"? Quello che si vede in asta è un prezzo diverso rispetto a quello realmente concordato?

  8. #18
    L'avatar di mmt
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    Ciao Leo,

    Gabri si riferisce alle vendite fasulle in casa d'asta.
    Come si fa a rilevarli?
    Controllando il registro della SIAE, per i diritti d'autore, che viene pubblicato successivamente, di qualche mese.

  9. #19
    L'avatar di techne
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    Citazione Originariamente Scritto da LeonardoIann Visualizza Messaggio
    Scusate la mia ignoranza cosa si intende per "effettivo pagato rispetto all'aggiudicato"? Quello che si vede in asta è un prezzo diverso rispetto a quello realmente concordato?
    Ciao
    Hai fatto una domanda che apre un abisso, provo ad estendere di un poco ciò che @mmt ti ha detto in estrema sintesi

    Credo anzitutto che @gabriban intendesse evidenziare due aspetti critici delle case d'asta: le vendite non finalizzate (ossia non andate a buon fine, principalmente per "dietrofront" dell'acquirente), e le vendite che @mmt chiama "fittizie": semplicemente aggiudicazioni che risultano nelle banche dati, e nel sito della casa d'aste, ma che in realtà non corrispondono a nessuna vendita (questo può succedere soprattutto quando chi compra coincide con chi vende, o è un fiduciario, per così dire, di chi vende ).
    A queste criticità possiamo senz'altro aggiungere un altro meccanismo distorsivo dei risultati d'asta, che è quello per cui gli invenduti diventano "fantasmi" , e quindi ne sparisce ogni traccia.

    Se pensi che in buona sostanza l'unico mercato per così dire "tracciabile" è quello delle case d'asta (abbiamo discusso più volte in ordine alla sostanziale impossibilità di conoscere i prezzi "reali" applicati da Gallerie, mercanti et similia, a tacere eventuali permute che falsano il prezzo finale), l'esistenza stessa di simili criticità è emblematica di come sia allo stato difficile, per non dire impossibile, misurare la temperatura all'Arte
    Non si sa sostanzialmente quanto (è il venduto), e a quanto

    Questo pone (o meglio forse, dovrebbe porre, ma di fatto perlopiù non pone, poiché nessuno ne ha troppo interesse ) diversi interrogativi che ruotano attorno alla trasparenza di un mercato che allo stato manca di regolamentazione. Ovvero meglio: una normativa atta a regolamentarlo c'è, ma a nessuno (o quasi) interessa che venga applicata, aggiornata, adeguata, potenziata. Spostata in altre sedi oltre che da un Garante quasi mai interpellato.

    Stavo pensando stamane , a quanto ancora (almeno sotto il profilo normativo) vi sia distanza tra l'obbligo alla trasparenza del cd. settore pubblico, rispetto a quelli che sono meramente interessi che coinvolgono soggetti privati (quali sono le Case d'Asta), che tuttavia gestiscono interessi potenzialmente suscettibili di essere di pubblico interesse, in ogni caso. Per la nostra mentalità, esiste ancora una distanza abissale, tra le due ipotesi. Per cui assai brevemente i privati, in quanto tali, fanno ciò che vogliono. Sarebbe un discorso, anche questo, assai lungo

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Sirswatch Visualizza Messaggio
    Questa moda di proibire la pubblicazione delle immagini è una cass.ata galattica.
    La consultazione dei risultati delle aste può dare una buona idea dell'andamento e del gradimento di un artista
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    Anche io faccio qualcosa di simile: se il catalogo è scaricabile lo scarico e poi aggiorno i risultati, altrimenti più solitamente faccio lo screenshot alle opere che mi interessano e poi aggiorno i risultati, inclusi gli invenduti, quindi non ho nemmeno il problema di quelli che "spariscono", perchè se mi interessavano, a me rimangono!

    Tra l'altro sto utilizzando artprice sempre meno, potrebbe essere che dopo mille anni al prossimo rinnovo lo stacco del tutto...

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