Televendite oo - Pagina 90
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  1. #891
    L'avatar di Loryred
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    L'argomento era già stato trattato... citando da Accipicchia da un dialogo con Marco Meneguzzo:

    Marco Meneguzzo: … in quell’ambiente (parlano del 1968 a Torino), anche il gallerista era un intellettuale…
    Giorgio Griffa: …eccome! Martano era anche un editore che aveva raccolto e pubblicato per primo gli scritti di Yves Klein, che aveva chiesto a Maurizio Fagiolo dell’Arco di curare una collana editoriale; Sperone con la sua personalità strabordante, entusiasta era anche una sorta di premonitore, di precursore. Un esempio: da Martano (nota: alla personale del 1968) avevo ancora molti quadri incorniciati, quando ho esposto da Sperone (nota: alla personale del 1969), in autunno erano senza telaio, e alcuni li avevo tolti dal telaio durante l’estate. L’uscita dal telaio è avvenuta anche grazie a quest’atmosfera che si respirava da Gian Enzo Sperone: come a dire “abbandoniamo anche questa forma istituzionale del telaio!”

    Quindi Griffa abbandona del tutto il telaio nell'autunno del 1969. Tutte le opere successive non hanno più telaio. Se c'è, ce l'ha messo qualcun altro. Si trattava di iniziativa di collezionisti che portavano l'opera dal corniciaio secondo loro per completarla. Involontariamente stravolgendo però il senso del lavoro di Griffa.

    Considerando il fatto che Griffa dipinge sul telo posto a terra il telaio diventa un'aggiunta ex post che non ha un senso e contraddice la "pari dignità" che egli assegna ad ogni elemento, il colore, il segno, la tela libera senza la necessità di delimitare un campo o uno spazio, incluso lo stesso artista, tutti posti su uno stesso piano senza gerarchia o sovrastrutture.

    Acci consigliava per opere in cui l'intelaiatura era realizzata successivamente e non dallo stesso artista di ripristinare le condizioni originarie.
    Ultima modifica di Loryred; 17-06-21 alle 12:28

  2. #892
    L'avatar di mmt
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    appunto

  3. #893
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    No ma scusate… se ho uno scritto di mano di Griffa che dice testualmente che alcune - pochissime opere fra le quali la mia - sono state messe su telaio da lui stesso, volete metterlo in dubbio?!?!

    Non sto mettendo in dubbio che si sia trattato di una parentesi, ma non per questo non esiste … fra l‘altro essendo opere di piccolo formato l‘essere su telaio conferisce forza.

  4. #894

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    Citazione Originariamente Scritto da Loryred Visualizza Messaggio
    L'argomento era già stato trattato... citando da Accipicchia da un dialogo con Marco Meneguzzo:

    Marco Meneguzzo: … in quell’ambiente (parlano del 1968 a Torino), anche il gallerista era un intellettuale…
    Giorgio Griffa: …eccome! Martano era anche un editore che aveva raccolto e pubblicato per primo gli scritti di Yves Klein, che aveva chiesto a Maurizio Fagiolo dell’Arco di curare una collana editoriale; Sperone con la sua personalità strabordante, entusiasta era anche una sorta di premonitore, di precursore. Un esempio: da Martano (nota: alla personale del 1968) avevo ancora molti quadri incorniciati, quando ho esposto da Sperone (nota: alla personale del 1969), in autunno erano senza telaio, e alcuni li avevo tolti dal telaio durante l’estate. L’uscita dal telaio è avvenuta anche grazie a quest’atmosfera che si respirava da Gian Enzo Sperone: come a dire “abbandoniamo anche questa forma istituzionale del telaio!”

    Quindi Griffa abbandona del tutto il telaio nell'autunno del 1969. Tutte le opere successive non hanno più telaio. Se c'è, ce l'ha messo qualcun altro. Si trattava di iniziativa di collezionisti che portavano l'opera dal corniciaio secondo loro per completarla. Involontariamente stravolgendo però il senso del lavoro di Griffa.

    Considerando il fatto che Griffa dipinge sul telo posto a terra il telaio diventa un'aggiunta ex post che non ha un senso e contraddice la "pari dignità" che egli assegna ad ogni elemento, il colore, il segno, la tela libera senza la necessità di delimitare un campo o uno spazio, incluso lo stesso artista, tutti posti su uno stesso piano senza gerarchia o sovrastrutture.

    Acci consigliava per opere in cui l'intelaiatura era realizzata successivamente e non dallo stesso artista di ripristinare le condizioni originarie.


    Ecco appunto è consigliabile! Non sarei così categorico come "ton amour" . Personalmente a me dà più fastidio una tela libera appesa in malo modo, oppure deturpata del segno lasciato dai chiodi messi a casaccio (ogni qualvolta viene esposta ) che non rispettano il senso delle pieghe verticali dell'opera.

    Si ok, tutto vero, ma lo stesso Griffa dice anche (cadendo ancora una volta in contraddizione come con le "roselline" ) che non ci sono in lui delle direttive ideologiche imprescindibili "tanto forti da pretendere un certo trattamento del lavoro"[/B]


    "Vedi, il tessuto non è un supporto neutro. Anzi, non è nemmeno un supporto: è già uno dei protagonisti del lavoro. Quindi, che la tela conservi le sue peculiarità, le sue pieghe, mi va bene. Però non è così importante

    Come non è importante?
    Finché la gestisco io, è importante che sia vicina il più possibile a come l’ho dipinta: per terra, senza telaio. Ci devo poter camminare sopra. Non è una scelta ideologica. E poi, come ti dicevo, mi interessa la sua personalità, che è in fondo quello che ci ha insegnato Matisse: non esiste più una gerarchia fra i materiali, fra me e i materiali, fra la mano e il pennello, fra la mano e il cervello.

    Però prima dicevi che non era importante…
    Lo dicevo perché un lavoro finito è come un fanciullo che diventa uomo: se ne va e diventa autonomo. Se uno vuole mettere un mio lavoro in cornice, se vuole eliminare le pieghe, a me va benissimo. Il lavoro deve vivere per conto proprio: non ci sono in me premesse ideologiche tanto forti da pretendere un certo trattamento del lavoro. È sempre più forte la pittura."

  5. #895
    L'avatar di Loryred
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    Citazione Originariamente Scritto da eelle25 Visualizza Messaggio
    No ma scusate… se ho uno scritto di mano di Griffa che dice testualmente che alcune - pochissime opere fra le quali la mia - sono state messe su telaio da lui stesso, volete metterlo in dubbio?!?!

    Non sto mettendo in dubbio che si sia trattato di una parentesi, ma non per questo non esiste … fra l‘altro essendo opere di piccolo formato l‘essere su telaio conferisce forza.
    Guarda che ho specificato "... realizzata successivamente e non dallo stesso artista" proprio per specificare quali possono essere le eccezioni.

    Per @Tfef, guarda che anche @Acci (guarda che ormai non lo chiamo più mon amour! ) non era così perentorio ed è ovvio che esistono altri aspetti di cui tenere conto come le piegture anche se non era questo il tema come che l'opera va gestita con cura e non a casaccio.

    So che Griffa in alcune interviste ha parlato dei suoi lavori come se vivessero di vita propria senza costringerle in regole o in direttive autorali, tipo figli lasciati andare e così via un pò come avviene per la musica.

    Una "lettura filologica" che traspare anche da quanto hai riportato e conferma per fortuna! in buona parta quanto ho scritto sulla mancanza di gerarchia, vede una costante nell'impiego della tela libera, a partire dalla "mostra manifesto" presso Sperone in cui le tele nude sono appese al muro con chiodi ad evidenziare la qualità dei materiali, le imperfezioni del tessuto e le citate pieghe che dovute alle modalità di conservazione. Griffa è in ogni caso più attento al processo ed ai suoi elementi costitutivi che a caratteristiche di natura estetica volendo "mostrare le mie pitture nel modo più vicino alle condizioni in cui le ho dipinte", che possono far concentrare lo spettatore su quello che a lui importa davvero ossia la pittura. In questo senso leggo la sua presunta indifferenza su come l'opera verrà poi trattata.

    Non so se inizialmente abbia influito sulla decisione di esporre la "tela nuda" la necessità di sposare qualche istanza poverista, l'artista ha comunque mantenuto quest'impostazione in tutta la produzione successiva.

    P.S. TFeF hai dimenticato tra gli "intrusi" oltre le roselline anche un'opera forse esposta in fiera a Bologna che sembrava più di Mambor che sua!
    Ultima modifica di Loryred; 17-06-21 alle 14:51

  6. #896

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    Non so se inizialmente abbia influito la necessità di sposare qualche istanza poverista ma l'artista ha poi mantenuto quest'impostazione in tutta la produzione successiva.
    Beh le motivazioni possono essere diverse: la più banale quella economica (i telai in legno costano di più delle tele e sono molto più ingombranti! L'altra è che magari gli è venuta la nausea a montare tutte quelle tele di Robert Ryman… e dopo quell'esperienza ha deciso di non usare più i telai in legno. Non da ultimo ho visto una foto del suo studio/archivio (che purtroppo non sono riuscito più a trovare in rete) e devo dire che sono rimasto impressionato dalla dimensione degli spazi e dalla quantità di lavori realizzati e ripiegati a mo' di lenzuolo.
    Devo aggiungere altro?


    Eri un artista di Sperone?
    Ho avuto la grande fortuna di lavorare con lui. Mi ha dato l’occasione di conoscere certi lavori di Robert Ryman…

    Raccontaci.
    Erano arrivate delle tele arrotolate e bisognava montarle sui telai. Io ero l’unico pittore della galleria, quindi ero stato chiamato. E ho potuto vivere quei lavori a distanza di naso.

    Che rapporto avevi con gli altri artisti della galleria? Ci lavorava già Tucci Russo?
    Sì, Tucci faceva l’assistente di galleria. Il rapporto con gli artisti dell’Arte Povera mi ha arricchito moltissimo, soprattutto con quelli che fissavano in modo più preciso il rapporto con l’intelligenza della materia.

  7. #897
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    Non bastava acci, ci siamo meritati pure la biografa di acci, direttamente dal Centro Studi e comitato scientifico secondo acci…

  8. #898
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    Citazione Originariamente Scritto da blackcity Visualizza Messaggio
    Non bastava acci, ci siamo meritati pure la biografa di acci, direttamente dal Centro Studi e comitato scientifico secondo acci…
    Guarda che basta cercare sui vecchi messaggi ma capisco che per te sia un'operazione intellettualmente troppo complessa!

  9. #899
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    Citazione Originariamente Scritto da tra-fuocoeferro Visualizza Messaggio
    Beh le motivazioni possono essere diverse: la più banale quella economica (i telai in legno costano di più delle tele e sono molto più ingombranti! L'altra è che magari gli è venuta la nausea a montare tutte quelle tele di Robert Ryman… e dopo quell'esperienza ha deciso di non usare più i telai in legno.
    Sai che al discorso intelaiature di Ryman ho pensato anch'io?
    Se andiamo sul "pratico" occorre tenere conto che utilizza teli in materiali anche molto sottili e colori spesso liquidi su dimensioni importanti rispetto alle quali un montaggio a telaio sarebbe un non senso.

  10. #900
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    Citazione Originariamente Scritto da tra-fuocoeferro Visualizza Messaggio
    Non da ultimo ho visto una foto del suo studio/archivio (che purtroppo non sono riuscito più a trovare in rete) e devo dire che sono rimasto impressionato dalla dimensione degli spazi e dalla quantità di lavori realizzati e ripiegati a mo' di lenzuolo.
    Devo aggiungere altro?
    .
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