Un’Arte Concettuale con colore ed estetica
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  1. #1
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    Un’Arte Concettuale con colore ed estetica

    Prendendo spunto dal 3d su Robert Barry, con un po' di stimolo e di studio ieri, ho avuto la conferma di ciò di cui già ero convinto e che vorrei condividere, ossia che, seppur la maggior parte delle opere legate al concettuale siano scarne e in bianco e nero (e lecitamente qualcuno le predilige), non è poi invece vero che gli artisti concettuali non abbiano usato il colore o che le loro opere siano tutte per forza prive di una loro estetica

    Non solo il colore non toglie nulla all'arte concettuale, ma l'arte concettuale può tranquillamente avere un'estetica, e anche una godibilità.
    Certo, bisogna che alla base abbia dei concetti e che le opere esplorino delle idee, ma il colore o l'estetica non tolgono nulla alla mentalità di queste opere.
    Anzi, spesso possono aggiungere qualcosa di ulteriore.

    In ogni caso, come già fatto notare per "One and Three Chairs" di Kosuth, qualsiasi opera concettuale - anche in bianco e nero o scarna - ha una sua estetica.
    Se si prende un foglio, una matita, una penna, una macchina da scrivere, una foto, una fotocopia, un'installazione, un oggetto, una frase, un carattere, anche un singolo punto tracciato a matita in una porzione di spazio fa parte di una composizione, ed ha una sua estetica.
    Anche un foglio bianco ha un'estetica, un formato, un orientamento, un pozinamento ecc.

    Ciò premesso, al di là delle opere di vario tipo prive di colore, tanti artisti concettuali hanno usato ANCHE il colore e questo non ha in alcun modo tolto significato o significanza alle loro opere, nè questo accade in casi più propriamente "estetici", come mostrerò più tardi.

    Questo non vuol dire che uno non possa prediligere il secco bianco e nero, ma certamente vuol dire che siccome le opere concettuali colorate esistono, non solo gli artisti concettuali le hanno praticate, ma c'è chi da collezionista anche può prediligere queste.

    Ecco Robert Barry, e i suoi colori

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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    per Biagio,

    va bene che abbiano usato i colori ma il concettuale è un antitesi con l'estetica.

    non farmi fare un'altra pappardella sennò mi bannano
    Non sono d’accordo @ale.
    Intanto fino a qualche giorno fa era difficile fare passare il “concetto” che i concettuali potessero far uso del colore, e non a caso tu stesso scrivevi che un collezionista di concettuale non poteva farsi sedurre dal colore. Invece il colore c’è, o meglio ci può essere anche nell’arte concettuale.

    Può esistere un’arte concettuale distante da un’idea classica di estetica (ma che in qualche modo comunque ha una sua estetica), e un’arte concettuale che comprende ANCHE una parte esplicitamente estetica. Già l’uso di un colore è una scelta estetica, come lo è anche posizionare un singolo punto di matita su un foglio di carta.

    In ogni caso, “arte concettuale” è un’etichetta che può comprendere moltissime possibilità espressive che pur mantengano la centralità del pensiero e dell’idea.

    Ma se da un lato esiste un’arte concettuale che ricerca in qualche modo l’annullamento dell’estetica (cosa peraltro praticamente impossibile), dall’altro lato esistono delle possibilità di arte concettuale che includono sia l’uso del colore che anche una possibilità estetica.
    E in queste ricerche di arte concettuale, il colore o l’estetica sono un livello aggiuntivo di substrato e non vanno in alcun modo a detrimento dei concetti veicolati ma anzi, li esaltano.

  3. #3
    L'avatar di Alessandro Celli
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    non è mai l'oggetto che deve sedurre
    semmai l'idea.

  4. #4
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    Riprendo Kosuth dal 3d di Barry

    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    Ma per un collezionista di concettuale è estremamente riduttivo apprezzare i colori
    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    Però il suo intento era di proporre opere il cui fine non era il godimento estetico bensì l’attività di pensiero.

    Se tu prendi l'opera qui sotto di Kosuth l'estetica è completamente assente, lui voleva soltanto portare lo spettatore ad una riflessione sul rapporto, problematico e conflittuale, che esiste tra realtà, rappresentazione iconica (immagine) e rappresentazione logica (parola).

    Quindi questa è un'arte che tende ad eliminare qualsiasi significato emozionale, per proporsi con lucida e fredda razionalità.
    Ecco, sinceramente su questo si può MOLTO discutere.
    Tu hai una tua lecita convinzione, ma trovo sia una forzatura voler fare passare per generale un approccio personale: è il tuo personale modo di collezionare concettuale e di approcciarti, ma non è per niente detto che valga per tutti gli altri collezionisti di concettuale.
    In effetti, ti posso dire che spesso non vale nemmeno per gli artisti concettuali.

    Visto che l'argomento mi ha interessato e stimolato, ho un po' "studiato" stamattina.

    In primis direi che non è per forza vero che il colore o il "godimento estetico" o "emozionale" non possano convivere con un'arte incentrata sul pensiero.
    Cosa che peraltro sottolineo e ribadisco da sempre su Boetti.

    Secondariamente, "Arte Concettuale" è un'etichetta che in realtà è estremamente ampia ed interpretabile. La sola cosa che davvero accomuna gli artisti che si possono in qualche modo definire concettuali, è una ricerca artistica basata sull'elaborazione del pensiero, e in cui sostanzialmente ci sia la centralità dell'idea.
    Dopo di che ognuno di loro non solo interpreta la propria ricerca in modo personale e differente, ma anche con una certa variabilità.

    Uscendo dal generale per un attimo, e tornando sulla Sedia di Kosuth che hai proposto come spunto, pur concordando con buona parte delle tue osservazioni, non è sostenibile che l'opera non abbia una sua estetica.
    La sedia ha una sua estetica, che può cambiare a seconda della sedia scelta, la foto con la sedia (o quella che in generale che ritrae un altro oggetto), ha sempre una sua proporzione rispetto all'installazione, e stesso discorso vale anche per l'immagine con il testo, ossia anche quella ha sempre un formato di un certo tipo, e può variare la lingua. Inoltre i font del testo possono essere scelti dall'artista in modo differente, e questa è certamente una scelta anche estetica per il semplice motivo che ci sono innumerevoli font - che Kosuth varia - e ognuno ha nella sua elaborazione un approccio estetico.

    La "foto della sedia + la spaziatura + la sedia al centro + la spaziatura + la foto con il testo" hanno nel loro insieme uno studio compositivo, con precisi spazi e proporzioni degli elementi e tra gli elementi. Non c'è nulla lasciato al caso. Quindi, dove c'è una composizione, obbligatoriamente ci sono delle scelte di tipo estetico.

    Non a caso queste opere di Kosuth hanno tra l'altro assunto una forte valenza iconica.

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  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    non è mai l'oggetto che deve sedurre
    semmai l'idea.
    Quel “MAI” è secondo me quello che non funziona.

    Ci possono essere idee banali rese in modo scarno e idee geniali che contemplino anche un’estetica e anche una godibilità.
    In mezzo c’è di tutto.

    Ma è riduttivo immaginare che possa esistere un’arte concettuale unicamente scarna o priva di un’estetica. Semplicemente perché non è così.
    Tanti artisti concettuali hanno fatto solo opere scarne e prive di colore, altri hanno contemplato anche l’uso del colore e altri hanno ricercato anche un’estetica. Alcuni hanno praticato le proprie ricerche concettuali spostandosi agevolmente e liberamente in tutte queste direzioni.

  6. #6
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    Sempre nell'antichità c'era la pittura di scuolaToscana che prediligeva le forme e i volumi (valori tattili) e vedeva i colori come un contorno, mentre quella Veneziana attraverso il colore creava le masse e le forme (pittura tonale)...

    La presenza e l'uso del colore dipende dallo scopo che si vuole raggiungere.

    Restando a Barry nei Telephatic piece (prima immagine) sarebbe superfluo e inutile, mentre nel Black Mirrorpiece with Multicolored Words ha una sua funzione (seconda immagine), che poi l'opera sia riuscita o meno questo esula dat tema dalla discussione.
    Sempre a mio parere.
    Ciao!! a entrambi.

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  7. #7
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    Joseph Kosuth

    Prendiamo Joseph Kosuth, uno dei massimi esponenti dell’arte concettuale e al quale viene spesso attribuita la stessa invenzione dell’espressione “arte concettuale”.

    Tra le sue opere più celebri c’è la serie “Art as Idea”. Concentrandoci sull’aspetto, è innegabile che queste opere abbiano una ricerca estetica: il fondo è nero e il testo è bianco, ma già la scelta del formato è estetica, come lo è il font/carattere che può variare da opera ad opera e come può variare la quantità di testo rispetto alla superficie che occupa.

    Sono opere molto secche e mentali ma non certo prive di una loro estetica. La quale di certo non toglie una briciola di genialità, ma anzi anche in questo caso conferisce loro iconicità.

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  8. #8
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    Sempre di Kosuth, qui si possono vedere due versioni di “One and Three Chairs”.
    Il concetto è identico in entrambe le opere.
    Ma le due opere sono differenti e hanno anche un’estetica differente.
    Chi conosce Kosuth sa che fondamentalmente queste opere sono composte da un CERTIFICATO con le precise indicazioni sulla realizzazione dell’opera e sull’allestimento.

    È chiaro quindi che nei due casi, l’artista abbia pensato a due composizioni diverse anche nel display dei tre elementi, il che comporta una differente estetica delle due opere, come potrebbe averla la scelta di una lingua piuttosto che un’altra per la definizione, il carattere del testo o la stessa quantità di testo.

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  9. #9
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    Joseph Kosuth, spesso considerato il padre dell’arte concettuale, alla forza e centralità dell’idea spesso unisce anche colore, luce e godibiltà estetica.

    Colore, neon, estetica, godibilità, tolgono qualcosa alla concettualità della sua arte e della sua ricerca? Ma proprio per niente!
    Non a caso è considerato uno dei massimi esponenti dell’arte concettuale.

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  10. #10
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    Mel Bochner

    Mel Bochner è un altro artista concettuale che ha usato anche il colore nelle sue opere già negli anni 70.
    Le sue ricerche artistiche concettuali più note sono quelle basate sul linguaggio, che nel tempo sono diventate sempre più colorate e sempre più esteticamente cateterizzate.

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