Un’Arte Concettuale con colore ed estetica - Pagina 6
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  1. #51
    L'avatar di Antipole
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    Segue dalla pagina precedente.

    Il 'tema" venne ripreso in un brano totalmente strumentale che allargata il concetto al sentimento legato alla possibilità di decidere.

    In particolare Waters affermò che il titolo di “Any Colour You Like” gli venne in mente mentre pensava a dei pastelli colorati: puoi scegliere qualsiasi tra tutti i pastelli disponibili, ma questi pastelli sono tutti di colore blu (“blue” in inglese significa “triste”).

    Il filosofo danese Kierkegaard affermava che il nostro animo, quando deve compiere una scelta, si carica di un forte senso di angoscia, perché l’angoscia è il sentimento del possibile, ovvero delle infinite possibilità dell’esistenza.

    “Any Colour You Like” riprende anche la copertina del disco...



  2. #52
    L'avatar di Alessandro Celli
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    per concentrare la poesia sul concetto
    colori & bellezza non servono.


    Notare questa di Parmiggiani
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  3. #53
    L'avatar di Biagio.tv
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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    per concentrare la poesia sul concetto
    colori & bellezza non servono.


    Notare questa di Parmiggiani
    Claudio Parmiggiani ha usato ance il colore però!
    Vogliamo dire che perché qui c’è il colore e c’è anche la bellezza e c’è anche una ricerca compositiva (quella che io chiamerei “estetica”) ci sia meno poesia e che il godimento ANCHE visivo tolga qualcosa al godimento mentale?
    Direi proprio di no...

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  4. #54
    L'avatar di Alessandro Celli
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    certo che li ha utilizzati i colori

    ma vuoi mettere una delocazione o una biblioteca in negativo
    dove in assenza di colori arrivi alla purezza immediata di un concetto?



    per un concettuale come me preferisco togliere che aggiungere
    e l'essenza è tutto.
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  5. #55
    L'avatar di Biagio.tv
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    Ma infatti a me le delocazioni piacciono moltissimo.
    Però l'essenza è nel pensiero.
    Dopo di che un'opera più essere più o meno essenziale, più o meno "colorata", più o meno "godibile" a seconda dell'opera e dell'artista.

    Ma non è il personale e soggettivo modo di porsi in relazione ad un'opera o il personale tipo di "gradimento" a rendere un'opera più o meno concettuale.

    Il punto è un po' questo @Ale, io ho capito che a te piace il concettuale "essenziale", ma quello che sto cercando di veicolare è che da un lato il concettuale può anche non necessariamente essere "essenziale" ma può addirittura avere un aspetto "piacevole/gradevole/colorato", e dall'altro è che dovremmo tener presente che l'arte (di tutti i tipi, inclusa quella concettuale) non la si può giudicare in base alla propria soggettività.

    Altrimenti banalmente siccome il 99% delle persone pensa che Fontana non sia arte, o che "questo lo fa anche un bambino dell'asilo", allora quasi tutta l'arte degli ultimi 100 anni si potrebbe incenerire.

    Ognuno ha la propria sensibilità, anche filtrata dal proprio vissuto, dal proprio studio, dalla propria passione, dal proprio gusto ecc.

    Ho perfettamente compreso che tu hai fatto un percorso che ti ha portato ad apprezzare un'arte concettuale che vive di essenzialità e sottrazione, e questo è un cammino mentale che io anche ho intrapreso.
    Il punto è che il concettuale non è fatto tutto e solo di essenzialità e sottrazione.
    Esistono forme di concettuale che concedono ANCHE spazio alla superficie dell'opera e che contemplano uno strato visivo, magari con una composizione, un'armonia, un equilibrio, un uso del colore, ossia qualcosa che in qualche modo possa conferire un qualche tipo ANCHE di "bellezza" o di "godibilità visiva".

    Un concetto è chiaro che possa avere una sua "bellezza mentale" anche in totale assenza di quasi qualsiasi cosa, ma è altrettanto vero che un concetto può essere in qualche modo elevato anche da elementi di tipo visivo.

    Giustamente entrando nel campo della soggettività, in base ai propri gusti e intendimenti uno ama una cosa e un altro un'altra, ma trovo poco comprensibile che perchè uno ami fortemente un concettuale rigoroso ed essenziale, non riesca nemmeno a digerire l'idea dell'esistenza di modalità di altre forme di arte concettuale, in cui vi possano essere ANCHE magari colore o un aspetto visivo o anche una godibilità "estetica" per chi guarda.

    Ad esempio, tornando a Parmiggiani, che pure usa raramente il colore (ma lo usa!), anche nelle sue minimali Delocazioni, che sono opere basate sull'assenza, è innegabile che vi sia un senso compositivo e che abbiano un aspetto visivo che possa anche dare un godimento per chi le osserva.

    La stessa "Biblioteca in negativo" che hai postato, per me è BELLISSIMA, anche sotto il profilo visivo. E' chiaro che il "sottostante mentale" è quello che ti porta all'interno dell'opera, ma certamente ha un suo fasciono anche "estetico" (oopppss )

    L'aspetto visivo, che può dare anche una qualche godibilità all'occhio, toglie qualcosa alla poesia di un'arte mentale? Per me no!

    Qui sotto metto altre due Delocazioni. Il "concetto" sottostante è lo stesso, ma le composizioni (ossia l'aspetto visivo), cambiano.
    Sinceramente io le trovo bellissime. Anche appunto visivamente. E questo loro aspetto non toglie nulla al godimento mentale. ANZI!
    L'opera con le farfalle la trovo poesia pura.

    -screenshot_2020-07-01-immagine-parmiggiani-claudio-delocazione-abstract-sothebys-.png -screenshot_2020-07-01-immagine-claudio-parmiggiani-simon-lee.png

  6. #56
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    trovata una vecchia foto di Biagio
    altresì chiamato
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  7. #57
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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    trovata una vecchia foto di Biagio
    altresì chiamato
    L'esteta
    Vecchia foto? Ma guarda che è un attualissimo selfie :-)))

  8. #58
    L'avatar di techne
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    ….

    Luciano Anceschi l' ho incontrato la prima volta intorno al 1966-1967 a Modena, la città dove allora vivevo. Colpiva in lui l'esile voce, dentro quella fragile delicatezza, la profondità, la saldezza, il sentimento di una durevole verità.
    Non ho mai voluto tanto chiedergli.
    Mi bastava la sua solidarietà - mi era sufficiente saperlo accanto, fratello dentro la comune convinzione che punto di riferimento capitale è sempre la poesia vivente, in cui e per cui viviamo e che poesia è resistenza al tempo, è vittoria sul tempo. Ma era sufficiente quella limpida forma del suo pensiero che, forzando appena una bellissima espressione di Spinosa, si sarebbe così ben potuto commentare: "Aesthetica ordine geometrico demonstrata".


    Claudio Parmiggiani, Stella Sangue Spirito

    Sempre estetica è

  9. #59
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    Lawrence Weiner si confronta con lo spazio, posiziando il testo anche in funzione al contesto.

    Le scritte potevano anche essere nere, orizzontali e piccoline. Invece il loro aspetto visivo è studiato e il testo cambia di formato e di colore, a volte anche fluttuando sulla parete.

    L'opera "To the Sea" sembrerebbe suggerire il movimento delle onde del mare... ma forse qui mi spingo troppo lontano. O forse no

    Quindi il concettuale può addiruttura essere site-specific ed avere delle proporzioni rapportate ad un luogo.

    Evidentemente il pensiero si confronta ANCHE con la sua rappresentazione visiva nelle sue possibili forme.

    -weiner.jpg

  10. #60
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    Citazione Originariamente Scritto da Biagio.tv Visualizza Messaggio
    Lawrence Weiner si confronta con lo spazio, posiziando il testo anche in funzione al contesto.

    Le scritte potevano anche essere nere, orizzontali e piccoline. Invece il loro aspetto visivo è studiato e il testo cambia di formato e di colore, a volte anche fluttuando sulla parete.

    L'opera "To the Sea" sembrerebbe suggerire il movimento delle onde del mare... ma forse qui mi spingo troppo lontano. O forse no

    Quindi il concettuale può addiruttura essere site-specific ed avere delle proporzioni rapportate ad un luogo.

    Evidentemente il pensiero si confronta ANCHE con la sua rappresentazione visiva nelle sue possibili forme.

    -weiner.jpg
    Sull’estetica giustamente dobbiamo capirci, credo che difficilmente (se non proprio nell’artigianato) si fermi al “bel” colore, o alla “bella” composizione. Si sarebbe potuto definirne lo “stadio” dell’estetica, quello sì. Perché se Tu (come mi è sembrato di capire) ne parlavi inizialmente con riferimento all’uso dei colori tout court, con Alessandro si è finiti per parlarne allo stadio successivo inteso (grosso modo) come attitudine a sollecitare emozioni. Poi c’è anche una estetica di pensiero, di essere, l’estetica (se vogliamo) quintessenziale. Quella che dall’Altro torna a Sé. Il terzo stadio. Proprio banalmente (lo dicevi se non sbaglio anche Tu), nella vita: credo sia capitato di conoscere persone che non corrispondono al proprio canone estetico e ciò malgrado non solo (e forse vado oltre quello che dicevi Tu) di riconoscere loro una piacevolezza, ma pure di finire per trovarle belle. E percepire che queste stanno nella loro bellezza perché lì si sono collocate da sé. Non so come dire. E vale anche nel processo contrario. E’ estetica che si fa pensiero, essenza, ma sempre estetica è.

    L’estetica non si può eliminare.

    Per questo secondo me era importante intendersi sullo “stadio”, altrimenti è un po', come si diceva una volta (oggi non più), parlarsi a un telefono senza fili

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