Un’Arte Concettuale con colore ed estetica - Pagina 2
Atlantia respinge ultimatum governo: ‘Non obbligati a cedere controllo Autostrade a CdP’. E Ue vuole vederci chiaro
Atlantia si dice d'accordo a riprendere le trattative con Cassa depositi e prestiti su Autostrade, ma non cede alle pressioni del  governo M5S-PD, che già cantava vittoria per un ritorno …
Quali grandi città mondiali a rischio bolla immobiliare? La classifica di UBS e la posizione di Milano
Come ogni anno UBS analizza il mercato immobiliare di 25 grandi città andando a indicare quali hanno il maggior rischio di bolla immobiliare. L’edizione 2020 dell’indice non può non prendere …
Bper: il 5 ottobre parte aumento per sportelli Ubi-Intesa. Fissati i termini, con sconto del 30,97%    
Via libera da consiglio di amministrazione di Bper all'aumento da oltre 800 mln. Rivisti anche target al 2021
Tutti gli articoli
Tutti gli articoli Tutte le notizie

  1. #11
    L'avatar di Cris70
    Data Registrazione
    Jun 2007
    Messaggi
    4,419
    Blog Entries
    1
    Mentioned
    26 Post(s)
    Quoted
    575 Post(s)
    Potenza rep
    0
    @Biagio ma certo che colore ed estetica sono stati sdoganati anche qui e onestamente non ci vedo nulla di male.
    @Alessandro comunque ha ragione, nel senso che le basi fondative erano abbastanza rigorose ed escludevano questo approccio.Il tempo poi inevitabilmente, e forse anche giustamente, smussa gli integralismi e accetta le contaminazioni.

    @Biagio onestamente direi che c'è poco da ragionare su questo aspetto ed anche Ale converrà che gli esempi (Boetti docet) sono veramente tanti
    Ultima modifica di Cris70; 27-06-20 alle 16:23

  2. #12
    L'avatar di Biagio.tv
    Data Registrazione
    Mar 2014
    Messaggi
    9,037
    Blog Entries
    15
    Mentioned
    136 Post(s)
    Quoted
    3942 Post(s)
    Potenza rep
    42949679
    Lo stesso Vito Acconci, uno dei protagonisti indiscussi dell’arte concettuale e performativa, in alcune occasioni ha fatto uso del colore.
    In altre occasioni ha combinato immagini fotografiche e scrittura, con precise disposizioni.
    Non si può non rilavare che anche dietro a queste composizioni ci siano delle scelte di tipo estetico, e che ci siano - anche relativamente alla medesima performance - delle composizioni con risultati estetici differenti, e alcune possano essere più apprezzate e altre meno.

    Di certo non c’è un annullamento definitivo dell’estetica dell’opera finale, che anzi, oltre alla forza dell’immagine stessa, ha delle connotazioni piuttosto ricorrenti e che rendono queste opere molto riconoscibili per il loro aspetto.

    In alcuni casi, già nei primi anni ‘70 si ritrovano delle vere e proprie ricerche nella composizione e all’aspetto definitivo e immodificabile del display, fino a comprendere le forme delle cornici che contenevano foto/documenti/materiali.

    Si tratta chiaramente di scelte anche di tipo estetico.

    -b17dc9af-64bb-4760-a888-cf4ceb4851c7.jpeg

    -c32c0c68-8764-4f39-9e2d-92a871ea5720.jpg

    -58babdf0-a469-45b9-8f78-6f0f0b043331.jpeg

    -b64c6f39-277a-4ebd-8913-109549560660.jpg

  3. #13
    L'avatar di Biagio.tv
    Data Registrazione
    Mar 2014
    Messaggi
    9,037
    Blog Entries
    15
    Mentioned
    136 Post(s)
    Quoted
    3942 Post(s)
    Potenza rep
    42949679
    Citazione Originariamente Scritto da Cris70 Visualizza Messaggio
    @Biagio ma certo che colore ed estetica sono stati sdoganati anche qui e onestamente non ci vedo nulla di male.
    @Alessandro comunque ha ragione, nel senso che le basi fondative erano abbastanza rigorose ed escludevano questo approccio.Il tempo poi inevitabilmente, e forse anche giustamente, smussa gli integralismi e accetta le contaminazioni.

    @Biagio onestamente direi che c'è poco da ragionare su questo aspetto ed anche Ale converrà che gli esempi (Boetti dover) sono veramente tanti
    Ma sai Cris, bisogna vedere cosa si intenda per “basi fondative”, perché facendo proprio una panoramica rapida, colori ed estetica nell’arte concettuale si trovano già negli anni ‘60, ossia alla nascita di questo tipo di ricerche, vedi lo stesso Kosuth ma anche tanti altri.

    Sono gli approcci degli artisti che sono stati differenti, molto più scarni per alcuni e molto più liberi per altri.
    Ma tutti incentrati sul pensiero.
    E non è che “il pensiero” sia meno “pensiero” se è colorato o godibile: quelli sono “strati” ulteriori.

    Quello che volevo documentare in modo incontrovertibile è che l’arte concettuale non è per forza solo scarna e impalpabile ma può avere tantissime forme, che possono comprendere anche il colore e un’estetica.

    Questo vale allo stesso identico modo per il Minimalismo, sia italiano che internazionale, da Castellani a Bonalumi e da Donald Judd a Sol Lewitt.

    Poi, all’interno di queste ricerche e all’interno dei percorsi dei vari artisti, giustamente ci sarà chi è maggiormente appagato da una carta bianca con un segno o una parola oppure da opere che contemplino anche una superficie più godibile.
    Ma non è che perché uno preferisce una cosa piuttosto che l’altra allora l’altra diventi per qualche motivo meno rigorosa o meno concettuale.

    Ci possono essere modalità espressive differenti pur restando nello stesso ambito di ricerca mentale basata sull’idea.

  4. #14

    Data Registrazione
    Dec 2013
    Messaggi
    722
    Mentioned
    15 Post(s)
    Quoted
    291 Post(s)
    Potenza rep
    17893513
    Citazione Originariamente Scritto da Biagio.tv Visualizza Messaggio
    Ma sai Cris, bisogna vedere cosa si intenda per “basi fondative”, perché facendo proprio una panoramica rapida, colori ed estetica nell’arte concettuale si trovano già negli anni ‘60, ossia alla nascita di questo tipo di ricerche, vedi lo stesso Kosuth ma anche tanti altri.

    Sono gli approcci degli artisti che sono stati differenti, molto più scarni per alcuni e molto più liberi per altri.
    Ma tutti incentrati sul pensiero.
    E non è che “il pensiero” sia meno “pensiero” se è colorato o godibile: quelli sono “strati” ulteriori.

    Quello che volevo documentare in modo incontrovertibile è che l’arte concettuale non è per forza solo scarna e impalpabile ma può avere tantissime forme, che possono comprendere anche il colore e un’estetica.

    Questo vale allo stesso identico modo per il Minimalismo, sia italiano che internazionale, da Castellani a Bonalumi e da Donald Judd a Sol Lewitt.

    Poi, all’interno di queste ricerche e all’interno dei percorsi dei vari artisti, giustamente ci sarà chi è maggiormente appagato da una carta bianca con un segno o una parola oppure da opere che contemplino anche una superficie più godibile.
    Ma non è che perché uno preferisce una cosa piuttosto che l’altra allora l’altra diventi per qualche motivo meno rigorosa o meno concettuale.

    Ci possono essere modalità espressive differenti pur restando nello stesso ambito di ricerca mentale basata sull’idea.
    Ci sono molti modi possibili per esprimere un concetto.
    Giustappunto non vedo nulla di male nel fatto che lo si faccia in modo elegante ed armonioso, purché il modo di esprimere il concetto non sovrasti e celi il concetto stesso (il confine è sottile). Questo è un rischio che certi concettuali hanno voluto correre, altri forse non se la sono sentita o semplicemente non hanno voluto contemplare questa possibilità.
    Tra quelli che hanno voluto correre tale rischio, alcuni se la sono cavata mirabilmente, altri un poco meno (quantomeno non in tutti i loro lavori)
    Ultima modifica di toni77; 27-06-20 alle 15:51

  5. #15
    L'avatar di Biagio.tv
    Data Registrazione
    Mar 2014
    Messaggi
    9,037
    Blog Entries
    15
    Mentioned
    136 Post(s)
    Quoted
    3942 Post(s)
    Potenza rep
    42949679

    Giulio Paolini

    Esattamente @toni.

    Tra gli artisti che sono andato a guardare ieri, mi sono soffermato più volte su Giulio Paolini, a ragione considerato uno dei maggiori artisti concettuali italiani, riconosciuti nel mondo.

    Mi sono limitato a scegliere tre immagini di opere in cui il colore è protagonista, e la prima è addirittura del 1962.

    Ma sotto alla prima selezione, aggiungo qualche sua immagine fortemente riconoscibile, sottolineando quanto l’arte concettuale di Paolini sia non solo leggiadramente estetica, ma alla continua ricerca dell’equilibrio e dell’eleganza.

    L’estetica in Paolini è integrata in modo indissolubile nella sua ricerca concettuale. Da sempre.

    -d094c795-517b-4bd6-babf-c41d778ca7b9.jpg

    -1f54dfd6-279b-4fb3-aad3-ed1ba5554667.jpeg

    -294e104a-487a-4c25-a29e-6339c0bc5cdf.jpg

    -fbe66633-e702-4046-bfe7-ac320f2a94cb.jpeg

  6. #16

    Data Registrazione
    Sep 2017
    Messaggi
    439
    Mentioned
    34 Post(s)
    Quoted
    232 Post(s)
    Potenza rep
    16753170
    Premettendo che tutti gli artisti fanno cose molto diverse tra di loro, secondo me un’opera concettuale deve essere priva di colore se non nelle tonalità del grigio del nero e del bianco... Agnetti per esempio è famoso per le sue bandiere con scritte e pensieri ma le sue opere più importanti sono quelle su feltro, naturalmente nero o su carta con sfondo nero...

    -6268d9a0-0524-49ec-9e5c-bd2b6495f6b4.jpg

  7. #17
    L'avatar di Biagio.tv
    Data Registrazione
    Mar 2014
    Messaggi
    9,037
    Blog Entries
    15
    Mentioned
    136 Post(s)
    Quoted
    3942 Post(s)
    Potenza rep
    42949679
    Citazione Originariamente Scritto da Giuseppeart Visualizza Messaggio
    Premettendo che tutti gli artisti fanno cose molto diverse tra di loro, secondo me un’opera concettuale deve essere priva di colore se non nelle tonalità del grigio del nero e del bianco... Agnetti per esempio è famoso per le sue bandiere con scritte e pensieri ma le sue opere più importanti sono quelle su feltro, naturalmente nero o su carta con sfondo nero...

    -6268d9a0-0524-49ec-9e5c-bd2b6495f6b4.jpg
    Ecco @Giuseppeart, l’intento del 3d è quello di mettere in evidenza che c’è una amplissima gamma di modalità interpretative di un’arte di tipo concettuale. E questo dai suoi esordi.
    Molti artisti l’hanno praticata in modo diciamo essenziale e francescano e altri (o a volte gli stessi in modo alternativo) con colore e con valenza estetica.

    Naturalmente all’interno di queste ricerche ognuno soggettivamente predilige quello verso cui lo porta la propria sensibilità.

    Ciò che volevo fare emergere è che in alcune ricerche concettuali convivono sia il colore che l’estetica e questo non le rende “meno concettuali” o “meno mentali” o “meno di ricerca”, semplicemente sono approcci differenti legati alle differenti visioni e interpretazioni degli artisti.

    Quello che percepisco è che ci sia un limite da parte degli amanti del rigoroso concettuale in bianco e nero nel poter riconoscere medesima validità al concettuale che contempli anche un approccio estetico, e viceversa - ma questo lo trovo un po’ più classico - una difficoltà da parte di chi è abituato ad un riscontro estetico, a entrare nell’ottica dell’estremo minimalismo di un’arte impalpabile.

    Al di là dei gusti personali soggettivi, il punto è che tutta l’arte - concettuale e non - è importante principalmente per la ricerca e per i contenuti, che sovrastano sempre l’estetica intesa come banale “gradevolezza”.
    Il peso di un artista sta nei contenuti, dopo di che ogni artista li esprimerà in modo diverso, che sia con una linea di matita o con un’esplosione di colore.

    In entrambi i casi, chi si ferma alla superficie perché è troppo scarna o perché è troppo colorata senza approfondire tutto il pensiero di un artista non potrà avere gli strumenti per leggere quell’artista, soprattutto se si tratta di arte concettuale, dove il pensiero è al centro di tutto.

    È un po’ come giudicare un libro dalla copertina, o dall’idea che ci si è fatta sulla copertina (nera, rossa o variopinta), piuttosto che sul contenuto.

  8. #18
    L'avatar di Alessandro Celli
    Data Registrazione
    Oct 2009
    Messaggi
    30,238
    Mentioned
    181 Post(s)
    Quoted
    6975 Post(s)
    Potenza rep
    42949683
    La parola "aesthetica" ha origine da un termine greco che significa "sensazione", e da un verbo greco che significa "percepire attraverso la mediazione del senso".


    Ti consiglio un paio di letture : Paolo D’Angelo, Elementi di estetica analitica ed anche Beardsley, Aesthetics: Problems in the Philosophy of Criticism


    Nella filosofia estetica il termine estetica non ha a che fare con la bellezza ma con la sensibilità

    Quando si afferma la centralità dell’esperienza estetica dell’arte, come dar conto di quelle arti (ad es., concettuali o performative) che sembrano farne a meno?
    Devi invece dar conto dell’importanza dell’arte nella percezione del suo senso. L’idea.

    E' filosofia, mica arte.

    Ci sono poi contributi fondamentali di Martin Heidegger e di Hans-Georg Gadamer.
    In particolare, si sono distinte due diverse scuole di pensiero: l'estetica analitica americana e l'estetica continentale.
    La prima si è dedicata ad un'analisi delle condizioni di esistenza dell'arte, concentrando i propri sforzi sulla sua caratterizzazione concettuale, la seconda ne ha invece tratteggiato i presupposti storico-culturali, culminando nella riattualizzazione dell'estetica come "percettologia", cioè come scienza della percezione.

    Niente a che fare con la bellezza.

    Tant’è che Heidegger interpreta l'arte come "la messa in opera della verità", perché è in essa che si manifesta il senso del rapporto dell'uomo con il mondo.


    E non a caso nell'altro 3D avevo fatto riferimento alla poesia ermetica associandola al concettuale.
    Questa è il vero significato di estetica:

    Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
    l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
    lo dichiari e risplenda come un croco
    perduto in mezzo a un polveroso prato.

    Ah l’uomo che se ne va sicuro,
    agli altri ed a se stesso amico,
    e l’ombra sua non cura che la canicola
    stampa sopra uno scalcinato muro!

    Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
    sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
    Codesto solo oggi possiamo dirti,
    ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

    Eugenio Montale


    Spero aver chiarito.

  9. #19
    L'avatar di Biagio.tv
    Data Registrazione
    Mar 2014
    Messaggi
    9,037
    Blog Entries
    15
    Mentioned
    136 Post(s)
    Quoted
    3942 Post(s)
    Potenza rep
    42949679
    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    La parola "aesthetica" ha origine da un termine greco che significa "sensazione", e da un verbo greco che significa "percepire attraverso la mediazione del senso".


    Ti consiglio un paio di letture : Paolo D’Angelo, Elementi di estetica analitica ed anche Beardsley, Aesthetics: Problems in the Philosophy of Criticism


    Nella filosofia estetica il termine estetica non ha a che fare con la bellezza ma con la sensibilità

    Quando si afferma la centralità dell’esperienza estetica dell’arte, come dar conto di quelle arti (ad es., concettuali o performative) che sembrano farne a meno?
    Devi invece dar conto dell’importanza dell’arte nella percezione del suo senso. L’idea.

    E' filosofia, mica arte.

    Ci sono poi contributi fondamentali di Martin Heidegger e di Hans-Georg Gadamer.
    In particolare, si sono distinte due diverse scuole di pensiero: l'estetica analitica americana e l'estetica continentale.
    La prima si è dedicata ad un'analisi delle condizioni di esistenza dell'arte, concentrando i propri sforzi sulla sua caratterizzazione concettuale, la seconda ne ha invece tratteggiato i presupposti storico-culturali, culminando nella riattualizzazione dell'estetica come "percettologia", cioè come scienza della percezione.

    Niente a che fare con la bellezza.

    Tant’è che Heidegger interpreta l'arte come "la messa in opera della verità", perché è in essa che si manifesta il senso del rapporto dell'uomo con il mondo.


    Spero aver chiarito.
    Beh, in realtà mica tanto.
    Possiamo anche fare i filosofi, ma fino ad ora e in precedenza si è parlato di colore e di estetica.
    E di un rifiuto da parte degli amanti del concettuale francescano di poter contemplare che opere d’arte concettuale potessero contemplare anche estetica e colore.

    Vogliamo sostituire il termine estetica con bellezza? Sensibilità? Sensazione? Possiamo anche farlo, ma il 99% delle persone farà molta difficoltà ad identificare con il bello quasi la totalità delle forme d’arte di cui parliamo sul forum, inclusi i tagli Rossi di Fontana e gli Arazzi di Boetti. Facciamo in base alla “sensazione” o “sensibilità”?

    Quindi la bellezza o la sensibilità e i presunti canoni di bellezza chi è che li decide o li codifica in modo da renderli oggettivi e non soggettivi?

    Chi stabilisce che un’opera di Paolini non abbia a che fare anche con la bellezza? E un neon di Kosuth? E un feltro di Agnetti? E dei buchi di Fontana rispetto ai Tagli?

    L’arte concettuale è concettuale per il suo contenuto e al di là della sua forma. Non a caso è praticata nei modi più variegati, con la caratteristica della centralità del pensiero

    Ma chi sostiene che invece il concettuale non possa contemplare anche una parte estetica o di bellezza o di godimento o chiamiamola come preferisci, sensazione o sensibilità, spieghi quali secondo lui sarebbero esattamente questi canoni, come siano stabiliti e quali ritengano essere i confini.

    Perché a sto punto mi pare veramente valido tutto e il contrario di tutto... ma chiaramente non è che l’arte è “più o meno concettuale” in base alla sensibilità di chi la osserva o alle sue preferenze.

    Ps. Tu hai scritto che in Kosuth “l’ESTETICA è completamente assente”, quindi di cosa parlavi, di assenza di sensibilità? Tipo anestetico o anti-infiammatorio?

  10. #20

    Data Registrazione
    Dec 2013
    Messaggi
    722
    Mentioned
    15 Post(s)
    Quoted
    291 Post(s)
    Potenza rep
    17893513
    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    La parola "aesthetica" ha origine da un termine greco che significa "sensazione", e da un verbo greco che significa "percepire attraverso la mediazione del senso".


    Ti consiglio un paio di letture : Paolo D’Angelo, Elementi di estetica analitica ed anche Beardsley, Aesthetics: Problems in the Philosophy of Criticism


    Nella filosofia estetica il termine estetica non ha a che fare con la bellezza ma con la sensibilità

    Quando si afferma la centralità dell’esperienza estetica dell’arte, come dar conto di quelle arti (ad es., concettuali o performative) che sembrano farne a meno?
    Devi invece dar conto dell’importanza dell’arte nella percezione del suo senso. L’idea.

    E' filosofia, mica arte.

    Ci sono poi contributi fondamentali di Martin Heidegger e di Hans-Georg Gadamer.
    In particolare, si sono distinte due diverse scuole di pensiero: l'estetica analitica americana e l'estetica continentale.
    La prima si è dedicata ad un'analisi delle condizioni di esistenza dell'arte, concentrando i propri sforzi sulla sua caratterizzazione concettuale, la seconda ne ha invece tratteggiato i presupposti storico-culturali, culminando nella riattualizzazione dell'estetica come "percettologia", cioè come scienza della percezione.

    Niente a che fare con la bellezza.

    Tant’è che Heidegger interpreta l'arte come "la messa in opera della verità", perché è in essa che si manifesta il senso del rapporto dell'uomo con il mondo.


    E non a caso nell'altro 3D avevo fatto riferimento alla poesia ermetica associandola al concettuale.
    Questa è il vero significato di estetica:

    Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
    l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
    lo dichiari e risplenda come un croco
    perduto in mezzo a un polveroso prato.

    Ah l’uomo che se ne va sicuro,
    agli altri ed a se stesso amico,
    e l’ombra sua non cura che la canicola
    stampa sopra uno scalcinato muro!

    Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
    sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
    Codesto solo oggi possiamo dirti,
    ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

    Eugenio Montale


    Spero aver chiarito.
    Comprendo assolutamente ciò che dici.
    Non a caso non ho usato i termini 'bellezza' ed 'estetica, piuttosto eleganza ed armoniosita.
    Banalmente, una donna od un uomo possono essere brutti (anche se il concetto di bellezza non è assoluto, ma semplifichiamo) ma possono al contempo essere ed apparire eleganti, armoniosi, curati, espressivi, affascinanti.
    Mai capitato di incontrare una donna che non ti piace ma alla quale riconosci tali aspetti?
    Qui intendo lo stesso.
    Un'opera potrà non piacere, anche essere ritenuta 'brutta', incomprensibile, ma comunque puo al contempo trasmettere tali sensazioni.
    Questi sono gli elementi che non mi dispiace vedere anche in un'opera concettuale ed anzi credo contribuiscano ad esprimere un concetto od un'idea in modo ancor più limpido ed efficace.
    E tutto ciò trascende la questione opera in bianco e nero od a colori, questo aspetto appartiene da un lato all'artista che decide come esprimere la propria idea e dall'altro a chi fruisce dell'opera che in base alla propria sensibilità può preferire l'una o altra situazione.
    L'idea non ha colori, i colori semmai servono solo a 'fissarla' e renderla percepibile, qualunque essi siano.
    Ultima modifica di toni77; 27-06-20 alle 19:03

Accedi