Investire in quote di opere d’arte - Pagina 2
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  1. #11

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    Citazione Originariamente Scritto da Goldmine74 Visualizza Messaggio
    Si Alessandro...essendo traumatizzato dal fatto che tante volte in passato utenti sono stati tacciati di coltivare interessi personali, io link non ne metto mai (tranne quelli negli appositi thread).
    Detto questo che il banco vinca ho pochi dubbi anche perché una delle opere attualmente quotate fu in passato oggetto di una mia richiesta durante una fiera e a naso c’è un ricarico di circa il 25% in parte giustificato dal mercato di quell’autore. Però con tutti i se e i ma del caso (nel senso che bisogna capirne il funzionamento) se anche gli associati hanno la possibilità di mettere in vendita le proprie opere...beh a quel punto ognuno potrebbe potrebbe essere “banco”...
    Per quanto riguarda gli underdog, direi che hanno messo in piedi una bella iniziativa che permette loro di ottenere, chiamiamole così, “economie di scala” che per loro sono ancora più fortificate dal fatto che acquistano molto spesso all’estero. Beh in piccolo e magari occasionalmente ognuno potrebbe sperimentare operazioni underdog con collezionisti di propria conoscenza e con cui condivide determinati interessi artistici.
    Premettendo che quando qualcuno, che chiamiamo collezionista, acquista un'opera dovrebbe farlo per fruirne la visione (quindi guardarlo e viverlo), se sono 4 amici a dividersi l'acquisto, possono avere uno spazio comune o "appenderselo" a girare, ma se sei in 20/30/50 come fai?
    Solo per dire ho una quota di tal quadro? Allora l'operazione diventa puramente finanziaria e se uno vuole quello è lecita.
    Al limite le cooperative/società nell'acquisto dei cavalli hanno un motivo perché quando il cavallo gareggia lo vedi ma nei quadri no.
    E' un'operazione che serve principalmente a chi la gestisce e a chi spera di fare un'operazione finanziaria redditizia.

  2. #12
    L'avatar di smw85
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    L'operazione tema del thread mi è molto chiara cosi come mi è chiaro chi è che guadagna di sicuro. Invece gli acquisti condivisi come quelli degli amici forumisti Underdog collection, perdonatemi, ma proprio non li capisco. Se per comprare un'opera devo chiedere l'approvazione di altri perdo completamente la mia libertà decisionale per di più per acquistare arte, che dovrebbe essere un piacere ed espressione personale. Poi mettiamo che uno voglia vendere e l'altro no, uno voglia comprare e l'altro no...oh Gesù, come rovinare una passione. Questi gruppi d'acquisto li vedo più come "mettiamo insieme un budget e proviamo a fare degli affari", poi sicuramente c'è della passione ma per me non è collezionare.

  3. #13
    L'avatar di Biagio.tv
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    Onestamente non capisco perchè uno debba considerare questa sorta di ipotetica possibilità di speculazione comperando delle quote di opere d'arte sul cui destino non può nemmeno intervenire.

    E' esattamente come scrive @gogojoe, ossia per tutte le formule che abbiamo visto fino ad oggi, "E' un'operazione che serve principalmente a chi la gestisce", con forti dubbi sull'effettiva redditività (ma anche monetizzabilità) di questa operazione per chi invece vi partecipa.

    Personalmente temo che chi compera delle quote potrebbe successivamente avere concrete difficoltà.

  4. #14

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    Si nel caso delle quote non a niente a che fare con il collezionismo; mi pare di averlo detto sin dall'inizio. E' un'operazione esclusivamente finanziaria e acquistare quelle quote sarebbe del tutto assimilabile, a mio modo di vedere, ad operazioni tipo compravendita di azioni.
    Per gli underdog, se ho capito bene, loro non acquistano opere in comproprietà. Ognuno, con il proprio budget, acquista opere che entreranno a far parte della collezione personale. Solo che, coltivando gli stessi interessi artistici, le acquistano contemporaneamente. E quindi hanno un maggior potere contrattuale con il venditore (gallerista, mercante o artista). Inoltre acquistando spesso all'estero ottengono dei risparmi ad esempio alla voce "spedizioni" (c'è una loro intervista su youtube a tal proposito). All'esterno la collezione viene però presentata come unica (sia sul sito che su instagram).

  5. #15
    L'avatar di Biagio.tv
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    @gold una cosa è se decidiamo in un piccolo gruppo di comperare un'opera, che in ogni caso uno di noi fisicamente custodisce (e in ogni caso potrebbero esserci future problematiche su tempi e modi e condizioni di vendita);
    una cosa è comperare delle azioni in borsa dove in qualsiasi momento puoi rivendere individualmente;
    un'altra cosa è entrare pagando una quota di una cosa di cui non puoi disporre nè puoi monetizzare quando vuoi.

    Personalmente non sono attratto da operazioni "finanziarie", ma non sono contrario se uno è capace di farle e le condizioni di partecipazione sono chiare.

    Temo che qui possa invece rivelarsi un'operazione a tutto vantaggio di chi la organizza, ma non per chi vi partecipa sottoscrivendo delle quote.

  6. #16
    L'avatar di satiricon
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    Altra differenza sostanziale: nel caso degli underdog, sono i medesimi collezionisti che decidono cosa comprare, da chi, e a che prezzo.
    In questo caso, invece, è un mercante che decide e al prezzo che fissa lui...

  7. #17
    L'avatar di eelle25
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    @satiricon differenze sostanziali direi!

  8. #18
    L'avatar di Biagio.tv
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    Quello che poi mi verrebbe da chiedere, è: se si tratta di un'operazione puramente speculativa e di carattere finanziario, cosa cambia che il "sottostante" sia un'opera d'arte piuttosto che una commodity o altro assett acquistabile sul mercato azionario?

    In ogni caso si tratterebbe di una quota di qualcosa che non si può possedere/detenere. A quel punto opterei per un mercato "consolidato" per lo meno a livello di modalità di transazioni.
    Personalmente dalla bolla dei tecnologici non mi sono più avvicinato alla borsa e non mi ci avvicinerei più, quindi non è proprio il mio ambito, ma piuttosto che tentare una nuova strada del tutto inesplorata sulla quale riversare qualche sudato risparmio, allora preferisco aspettare e destinarlo all'acquisto di un'opera d'arte tutta mia in "carne ed ossa"...

  9. #19

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    Citazione Originariamente Scritto da Biagio.tv Visualizza Messaggio
    Onestamente non capisco perchè uno debba considerare questa sorta di ipotetica possibilità di speculazione comperando delle quote di opere d'arte sul cui destino non può nemmeno intervenire.

    E' esattamente come scrive @gogojoe, ossia per tutte le formule che abbiamo visto fino ad oggi, "E' un'operazione che serve principalmente a chi la gestisce", con forti dubbi sull'effettiva redditività (ma anche monetizzabilità) di questa operazione per chi invece vi partecipa.

    Personalmente temo che chi compera delle quote potrebbe successivamente avere concrete difficoltà.
    Con un 'rendimento su base annua' del 500% la difficoltà starà nel 'riallocare' i denari guadagnati...

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  10. #20
    L'avatar di Cris70
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    Citazione Originariamente Scritto da nonnafra Visualizza Messaggio
    Con un 'rendimento su base annua' del 500% la difficoltà starà nel 'riallocare' i denari guadagnati...

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    Il dubbio sorge spontaneo ma se si parte dal presupposto che gli investimenti richiedano del denaro ed il denaro chi lo ha in qualche modo conosce come gira il mondo, come si fa a proporre un investimento con rendimento al 500% ed al contempo pensare di essere credibili?

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