Il corona virus ci porta via CELANT
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  1. #1

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    Il corona virus ci porta via CELANT

    Ho appreso dai quotidiani che Germano Celant, 80 anni si è spento a Milano a causa del corona virus. Il mondo dell'arte perde un grandissimo.

  2. #2
    L'avatar di eelle25
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    @getulio era stato gia' riportato ieri nel 3D "Le brutte notizie dal mondo dell'arte due" ... una grande perdita

  3. #3
    L'avatar di Cris70
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    Citazione Originariamente Scritto da getullio Visualizza Messaggio
    Ho appreso dai quotidiani che Germano Celant, 80 anni si è spento a Milano a causa del corona virus. Il mondo dell'arte perde un grandissimo.
    Concordo con l'apertura di un 3D incentrato sulla triste notizia della dipartita.

    Che sia motivo per riflettere su un lutto simbolico e collettivo sulla fine del '900 artistico italiano. Partendo dal suo lavoro di critico e curatore, con analisi, elogi o critica, si ha comunque una visione molto più ampia di quella che può darci il singolo artista, chiunque sia e qualunque sia la sua grandezza.

    Celant incarna l'ultima avanguardia del '900 (arte povera) e con ABO (transavanguardia), pur avendo storie e visioni differenti, sono gli ultimi due passaggi rilevanti di un intero secolo d'arte.

  4. #4
    L'avatar di Cris70
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    Un ricordo autorevole ....
    (mi sono permesso di mettere in grassetto i passaggi attinenti al mio post precedente e meritevoli di essere discussi)

    Ogni giorno arrivano messaggi da leggere, video da guardare, appelli da firmare.
    Oggi per favore non mandateci niente.
    Non abbiamo più voglia di questi giochi.*Non servono a niente, per favore un po’ di silenzio.
    Germano Celant ha terminato la sua vita su questa terra*e noi abbiamo perso un amico, oltre che un grande interprete e organizzatore di mostre della nuova arte.*Dare tempo al tempo e mettere al mondo il mondo, come avrebbe detto Boetti. Lui c’era riuscito.
    Tutto questo agitarsi, questo darsi daffare nelle arti: un grande gioco al massacro. Celant invece aveva portato un approccio da storico*e da grande*Uomo concreto qual era. Non dimentichiamo che con *la sua azione caparbia e concreta molti artisti italiani hanno raggiunto le vette del mercato e creato un'economia e un indotto non trascurabili. Non avremmo le Italian Sales, non avremmo Piero Manzoni e Alighiero Boetti a quei livelli senza Celant.
    Dalla lanterna di Genova al Guggenheim.
    Dalla Salita di Oregina, il luogo della mitica comunità dell’Oregina a Genova, alla sua Fondazione di Milano.
    Dal Marcatrè all'Arte Povera.
    Da Venezia a Kassel.
    Dal biliardo al poker.
    Con occhialini tondi e anelli alle dita,*anelli d’Argento, come il nome del suo bimbo.
    Fondatore di una nuova identità:*identité italienne.
    Mi ha raccontato un giorno che, non trovando Artforum in Italia, era andato*a New York a comperarlo. Alzava il sopracciglio sinistro e gli scappava un sorriso d'intesa in queste occasioni di complicità, come a dire: "Sembra che l’abbia detta grossa, vero? Invece proprio così è andata...”.*A New York si fermerà un po' più del previsto. Acquista i numeri di Artforum che cercava ma diventa anche caporedattore. Inoltre, en passant, siederà al Guggenheim su una poltrona molto* importante.
    Oggi il mondo ha perso un gigante.*Ma nel disastro di questo pandemonio Germano ci ha lasciato una grande eredità.*Oggi siamo più disperati da un lato e più ricchi dall’altro.*La sua lezione è stata importante: ci ha insegnato un metodo, una diversa consapevolezza, un modo di*guardare alle opere d’arte senza filtri, un sistema del tutto nuovo per mostrarle seguendo i desideri*dell’artista.*Germano diventa coautore e complice, non solo narratore di interpretazioni ex post.
    L'invenzione dell'arte povera è stato solo un passaggio, poi è venuto tutto il resto, compresa la sua forza fisica, oltre quella mentale, per affrontare lunghi viaggi fatti per vedere, capire, fare, inventare; forza necessaria per imporre il “modo italiano” nei mitici Sessanta e Settanta, che oggi ci appaiono così grandi ma lontani. Giri del mondo che lo hanno sorpreso un giorno senza difese.
    Ci piace pensarlo ora mentre viaggia a velocità che noi non conosciamo, verso l'infinito, come dice il titolo di una famosa opera di Giovanni Anselmo.
    Tutti viaggeremo così in quei momenti, ma Germano lascia dietro di sé una scia luminosa.
    Una scia d'Argento...
    *
    Massimo Minini

  5. #5
    L'avatar di Alessandro Celli
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    caro Cris
    visto che tu hai citato il mio compaesano Massimo
    io ti riporto le parole di Giulio ....
    Paolini, sì


    Fu proprio Germano Celant a tenermi a battesimo negli anni Sessanta e ad accompagnarmi, dai primi passi fino a oggi, in una felice e condivisa avventura. Coetaneo e conterraneo (nativi entrambi di Genova nello stesso anno, il 1940) da sopravvissuto ora lo saluto quest’ultima volta, incredulo e commosso, fiducioso di ritrovarlo presto altrove in un futuro incognito (quale futuro non lo è?).
    Spazio e Tempo furono proprio le coordinate assolute, ma anche concrete dell’opera d’arte che con lui ci ritrovavamo ad indicare in una identità di vedute che costituì una bella parentesi nelle confuse correnti di pensiero di quell’epoca. Idee e materiali si davano la mano nel dialogo senza fine con le immagini: ci trovavamo ad essere, insieme, autori o spettatori nella scena della rappresentazione.
    Molti accadimenti si sono avvicendati nella vita di ognuno di noi: all’inseguimento di rotte e passioni diverse fummo distanti per lunghi periodi. Eppure Germano era sempre lì, pronto a rilanciare la nostra intesa con sguardo complice e rinnovate proposte: è del 1972 la nostra prima monografia insieme e del 2019 la sua ristampa… andata, ritorno, fine.
    Vicini e lontani come sempre, grazie caro Germano.

  6. #6

  7. #7
    L'avatar di Alessandro Celli
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    in questi giorni ho letto tanta ipocrisia dalle bocche di coloro che in vita lo avevano spesso aspramente criticato.

    Questa ritengo invece la recensione più coerente:

    Germano Celant, critico baby boomer | Doppiozero


    L'immagine qui sotto è invece riferita alla mia frase inziale.
    Immagini Allegate Immagini Allegate Il corona virus ci porta via CELANT-95591178_10222200351339584_8086571936806600704_n.jpg 

  8. #8

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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    in questi giorni ho letto tanta ipocrisia dalle bocche di coloro che in vita lo avevano spesso aspramente criticato.

    Questa ritengo invece la recensione più coerente:

    Germano Celant, critico baby boomer | Doppiozero


    L'immagine qui sotto è invece riferita alla mia frase inziale.
    Purtroppo è venuto a mancare il più grande “art market manager” del nostro paese che da sempre fa fatica ad esportare i propri artisti....

  9. #9

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    Buongiorno a tutti,

    Chi pensate possa diventare il «*futuro*» Celant dell’arte contemporanea italiana ? Chi secondo voi è un curatore/critico moderno capace di portare i nostri artisti nel mondo ?

    Buon weekend a tutti

  10. #10
    L'avatar di Alessandro Celli
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    Germano Celant era soprattutto un bravissimo curatore
    molto legato con gallerie e istituzioni in mezzo mondo.

    Temo ad oggi nessuno

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