Collezionismo d'elite - Pagina 7
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  1. #61
    L'avatar di gabriban
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    Citazione Originariamente Scritto da eelle25 Visualizza Messaggio
    Così però Alessandro li fai passare come Early Adopters (categoria che si applica nell’ambito tecnologico a quelli per intenderci che non dormono la notte per avere il nuovo melafonino e ne conoscono vita morte e miracoli quasi più degli sviluppatori), ma che si liberano dell’oggetto del desiderio appena arriva il nuovo e il vecchio l’hanno già tutti... vedo un’atteggiamento molto snob più che da élite culturale.
    Condivido quanto dici, come pure il post di antipole sul quesito a sapere cosa sia l’elite. Stanno uscendo spunti interessanti.

  2. #62
    L'avatar di blackcity
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    Ricapitolando ciò che di più interessante sta uscendo finora:

    il collezionista d'elite non si serve del mercato secondario (aste), sicuramente non vi acquista anche perchè non ci trova le opere degli artisti che cerca e difficilmente vi rivenderà nel breve termine, o almeno è quello che garantisce al mercante, unico soggetto da cui acquista, che in cambio di questa condotta discreta bilancerà l'assenza di visibilità nelle aste con un nuovo tipo di visibilità, fatto di esposizioni museali e relative pubblicazioni.

    Grande soddisfazione di tutti (artista-mercante-collezionista) nel non vedere il proprio nome spuntare come funghi nelle aste supermercato e intanto il valore dell'opera cresce...

    Benvenuti nel futuro!

  3. #63

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    Chi lo ha capito nel passato ha investito davvero

  4. #64
    L'avatar di gabriban
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    Hai ragione ma forse parliamo del passato. Questo era il sistema Leo Castelli se non sbaglio.

  5. #65

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    Citazione Originariamente Scritto da gabriban Visualizza Messaggio
    Hai ragione ma forse parliamo del passato. Questo era il sistema Leo Castelli se non sbaglio.
    È il sistema dei Galleristi importanti che hanno, tutti, un taccuino di nomi con i quali sanno di poter collaborare. Vi siete mai chiesti come mai alle mostre importanti gran parte delle opere sono già piazzate ancor prima dell’inaugurazione? Fatevela questa domanda!
    Se poi qualcuno crede che siano cose solo del passato, direi che ha una visione un po’ strana della storia. In ogni epoca ci sono artisti importanti e lavori di qualità. L’errore è cercare di comprare oggi, dissanguandosi, Artisti che bisognava aver già adocchiato 10 o 20 anni fa. Il Collezionista di oggi dovrebbe mettere nel mirino gli Artisti che stanno lavorando bene (non intendo gli emergenti, su quelli ci sono troppe incognite) e che saranno osannati tra 10 o 20 anni. Quelli veri, che si scoprono facendo tanto approfondimento e contando sull’esperienza di Galleristi seri.
    Ultima modifica di accipicchia; 08-01-20 alle 22:53

  6. #66

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    Citazione Originariamente Scritto da gabriban Visualizza Messaggio
    Hai ragione ma forse parliamo del passato. Questo era il sistema Leo Castelli se non sbaglio.
    Guardate che Leo Castelli diceva all’inaugurazione delle mostre che era tutto venduto e metteva le persone nelle liste di attesa per le opere future dell artista . Spesso Tutto ciò non era vero ma era ed è una strategia commerciale per vendere!

  7. #67
    L'avatar di techne
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    Citazione Originariamente Scritto da blackcity Visualizza Messaggio
    Ricapitolando ciò che di più interessante sta uscendo finora:

    il collezionista d'elite non si serve del mercato secondario (aste), sicuramente non vi acquista anche perchè non ci trova le opere degli artisti che cerca e difficilmente vi rivenderà nel breve termine, o almeno è quello che garantisce al mercante, unico soggetto da cui acquista, che in cambio di questa condotta discreta bilancerà l'assenza di visibilità nelle aste con un nuovo tipo di visibilità, fatto di esposizioni museali e relative pubblicazioni.

    Grande soddisfazione di tutti (artista-mercante-collezionista) nel non vedere il proprio nome spuntare come funghi nelle aste supermercato e intanto il valore dell'opera cresce...

    Benvenuti nel futuro!
    Le opere belle e' da tempo immemorabile che finiscono in prestito per mostre e musei.
    Io ci vedo una delle modalità forse più remunerative in senso lato di approccio all'arte, laddove ovviamente essere remunerati richiede a propria volta un certo tipo di disponibilità ed investimento in senso altrettanto lato.
    E interesse verso quel modo di approccio, che a mio parere ha anche certi limiti. Per me è una delle modalità comunque più tradizionali, se devo cercare l'elemento relativamente recente, questo è rappresentato dalle gallerie e dal loro ruolo. Tu perché invece ci vedi il futuro?

  8. #68
    L'avatar di schiavo
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    ciao,

    ho letto con profondo interesse tutto il thread ma....non so se mi avete del tutto convinto.
    vi spiego il perchè, facciamo un esempio pratico senza fare nomi ma chi è attento potrà capire di chi parlo:

    io colleziono arte contemporanea oramai da oltre 15 anni, partendo dal presupposto che ho sempre acquistato artisti sì giovani ma con almeno un 5 o 10 anni di lavoro alle spalle e un curriculum (per quanto possibile) ben impostato (quindi ad oggi sono oramai quasi tutti dei 40 o 50enni con almeno 20/25 anni sulle spalle di lavoro e mercato).
    Dal 2009 sto collezionando (avrò circa 9 opere) un noto artista italiano 50enne che vive all'estero , con ottime gallerie, buone mostre all'estero e partecipazione a qualche Biennale anche estera e cosa non poco importante quasi assente dalle aste (in 30 anni di attività si conteranno 10 passaggi) e soprattutto MAI con opere significative.
    Bene....a quanto avete detto DOVREBBE essere la futura "gallina dalle uova d'oro" (scusate il termine poco rispettoso x l'artista) dato che rispetta i canoni che finora sono stati citati.
    però io credo che ciò non basti....(ovviamente non me lo auguro) ma potrebbe anche essere che costui non incontrerà mai il favore della critica su larga scala per "enne" motivi (modifica dei gusti che mai combaceranno con stile dell'artista, guerra mondiale, dominazione cinese e quindi cambio totale della rotta dell'Arte ecc...)
    o voi credete che prima o poi toccherà a tutti ad avere i famosi 15 minuti di celebrità o forse +.............?
    come sempre ....ai posteri l'ardua sentenza.

    p.s. sottolineo ma non credo serva ricordarlo che io sono totalmente innamorato alla follia (artisticamente parlando eh....) di questo artista e nn so se venderò le sue opere

  9. #69
    L'avatar di Loryred
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    Citazione Originariamente Scritto da techne Visualizza Messaggio
    Le opere belle e' da tempo immemorabile che finiscono in prestito per mostre e musei.
    Io ci vedo una delle modalità forse più remunerative in senso lato di approccio all'arte, laddove ovviamente essere remunerati richiede a propria volta un certo tipo di disponibilità ed investimento in senso altrettanto lato.
    E interesse verso quel modo di approccio, che a mio parere ha anche certi limiti. Per me è una delle modalità comunque più tradizionali, se devo cercare l'elemento relativamente recente, questo è rappresentato dalle gallerie e dal loro ruolo. Tu perché invece ci vedi il futuro?
    Anch'io vedo comunque dei limiti e non solo per quanto riguarda il budget pur ricordando che si parla di collezionismo di élite o semi-élite.
    Avrebbe forse più senso capire a parità di investimento che tipo di collezioni si è riusciti ad assemblare perchè le basi di partenza come percorsi e tempi di avvicinamento al mondo dell'arte e di maturazione/evoluzione del gusto sono molto diversi e non lineari. Va anche ribadito che non necessariamente "élite" diventa sinonimo di collezionismo di qualità, diventa spesso più una caccia all'opera più costosa, dai conigli di Koons alle mucche di Hiirst.

    Pur condividendo in linea di max l'Acci-pensiero, il punto cardine è riconoscere la qualità dell'opera a prescindere dalla fonte di approvvigionamento. Credo sia anche un pò condizionante "guardare solo avanti" e inseguire gli artisti anticipando il futuro, visto l'andamento oscillante di tendenze e prospettive il punto è "cogliere l'attimo", la forbice max tra reale valore di un artista e sua temporanea sottovalutazione, sempre nell'ambito ovvio di propri interessi e preferenze. Oggi puoi acquistare ad es. artisti '800 validi o dignitosi al prezzo di ciofeche contemporanee.

    P.S. Forse Black ci vede il "suo" di futuro perchè Acci da tempo immemore racconta la sua esperienza come ribadito più volte anche da Faccenda, non è finora si sia approcciato a lui con un filino di pregiudizio! Aggiungo che Acci è diventato ultimamente più morbido.
    Ultima modifica di Loryred; 09-01-20 alle 08:48

  10. #70
    L'avatar di blackcity
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    Le opere belle e' da tempo immemorabile che finiscono in prestito per mostre e musei.
    Io ci vedo una delle modalità forse più remunerative in senso lato di approccio all'arte, laddove ovviamente essere remunerati richiede a propria volta un certo tipo di disponibilità ed investimento in senso altrettanto lato.
    E interesse verso quel modo di approccio, che a mio parere ha anche certi limiti. Per me è una delle modalità comunque più tradizionali, se devo cercare l'elemento relativamente recente, questo è rappresentato dalle gallerie e dal loro ruolo. Tu perché invece ci vedi il futuro?
    Ciao, l'evento di rottura sarà l'acquisizione di un pacchetto/servizio cioè l'opera già collocata in un percorso espositivo, dove prima acquisivi semplicemente un bene.
    E' un po' la differenza che c'è tra l'acquisto di un appartamento per viverci e l'acquisto di un appartamento locato già a reddito.

    Citazione Originariamente Scritto da Loryred Visualizza Messaggio
    Va anche ribadito che non necessariamente "élite" diventa sinonimo di collezionismo di qualità, diventa spesso più una caccia all'opera più costosa, dai conigli di Koons alle mucche di Hiirst.
    Ribadiscilo pure ma credo che il cappello fosse abbastanza chiaro, quelli che citi rappresentano l'antitesi del collezionismo d'elite, sono il collezionismo mainstream di fascia costosa.

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