Collezionismo d'elite - Pagina 2
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  1. #11
    L'avatar di techne
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    Citazione Originariamente Scritto da blackcity Visualizza Messaggio
    Prendo spunto da un post di acci (La domanda nasce spontanea...) per chiedervi: quali sono secondo voi gli artisti che hanno un mercato talmente controllato da parte delle rispettive gallerie di riferimento al punto da renderli praticamente impossibili da trovare in giro o in asta con lavori significativi?
    Questa strategia ripaga nel tempo o si rischia di farli cadere nell'oblio?

    Faccio i primi tre nomi che mi vengono in mente, solo uno è italiano: Acconci, Kawara, Spalletti.
    E’ una gran bella domanda. Ho letto con attenzione sia gli interventi di @accipicchia, sia quelli di @Doctor83 . Ho letto parlare di “fiducia” dei Galleristi, che affidano le opere a chi non le getta sul mercato domani, e di un sistema che dosa, centellina, valorizza, e alla fine fa il mercato. Ogni cosa a suo tempo. Il tempo peraltro non è lineare (la sua misurazione lo è, ma il Tempo no). E quindi domani arriva, che sia tra un secondo o che sia tra dieci anni o più. Fossi un artista vivente so solo che comunque vorrei vederlo . Penso che la risposta alla tua domanda (ripagare o oblio?) passi attraverso la difesa. Al significato del difendere un artista. Al cosa viene difeso. Difeso, o barricato? Preparato al momento del domani, o congelato? Credo che molto spesso di questo venga perso il senso. Un conto è una gestione oculata, specchiata, coerente, mirata, canalizzata ANCHE in vista di un confronto con ciò che esiste fuori. Altro conto è una difesa che muove dalla visione del fuori (le aste, il mercato secondario) come il male assoluto. Quando mi è capitata quella sensazione, il dubbio che l’artista e (quanto meno…) la sua (rap)presentazione vadano in direzioni opposte, beh, francamente mi è venuto

  2. #12
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    Anche io trovo interssssante la questione posta da @black.
    Non so dove, tempo fa, mi pare si sfiorò l'argomento.
    Per me la "prova del mercato secondario" rimane qualcosa di piuttosto decisivo. Non mi aspetto certo che le eventuali trattative o aggiudicazioni su quel mercato siano le medesime di quelle delle gallerie che rappresentano uno specifico artista (esattamente come succede per tutti gli artisti), ma senz'altro sarebbe un confronto interessante.
    Di mio in linea di massima tendo a guardare artisti già storicizzati che quindi già hanno da tempo un mercato secondario, quindi farei un po' difficoltà a prendere in considerazione artisti "blindati" con un mercato sostanzialmente "autoreferenziale" (se così si può dire).
    Preferirei in linea di massima artisti ben posizionati, trattati in modo continuativo e qualitativo da gallerie di riferimento, ma che in ogni caso almeno in piccola parte hanno un mercato secondario, perchè - magari sbaglio, ma la vedo così - ho l'idea che la strategia del "mercato blindato" avvantaggi sicuramente l'artista e la galleria, ma possa a un certo punto penalizzare il collezionista.

    Poi, poniamo che per questioni personali e/o economiche, ci sia una divergenza tra un artista "blindato" e la sua principale galleria di riferimento, e che prendano due strade diverse, beh a quel punto vedrei ipoteticamente sorgere non poche problematiche.

  3. #13
    L'avatar di mmt
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  4. #14
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    Tutto sta nella qualità del lavoro dell'artista, ma anche nella serietà della galleria/gallerie che, se non si attivano per una corretto posizionamento nel tempo (riconoscibilità internazionale), non preparano adeguatamente lo sbarco dell'artista sul mercato secondario, perché questo avviene sostanzialmente sempre.
    Chiaramente un margine di rischio permane e come detto da @techne penso molti artisti vorrebbero vedere il loro felice approdo a questo, felice approdo appunto, non naufragio!

  5. #15

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    Citazione Originariamente Scritto da Biagio.tv Visualizza Messaggio
    Anche io trovo interssssante la questione posta da @black.
    Non so dove, tempo fa, mi pare si sfiorò l'argomento.
    Per me la "prova del mercato secondario" rimane qualcosa di piuttosto decisivo. Non mi aspetto certo che le eventuali trattative o aggiudicazioni su quel mercato siano le medesime di quelle delle gallerie che rappresentano uno specifico artista (esattamente come succede per tutti gli artisti), ma senz'altro sarebbe un confronto interessante.
    Di mio in linea di massima tendo a guardare artisti già storicizzati che quindi già hanno da tempo un mercato secondario, quindi farei un po' difficoltà a prendere in considerazione artisti "blindati" con un mercato sostanzialmente "autoreferenziale" (se così si può dire).
    Preferirei in linea di massima artisti ben posizionati, trattati in modo continuativo e qualitativo da gallerie di riferimento, ma che in ogni caso almeno in piccola parte hanno un mercato secondario, perchè - magari sbaglio, ma la vedo così - ho l'idea che la strategia del "mercato blindato" avvantaggi sicuramente l'artista e la galleria, ma possa a un certo punto penalizzare il collezionista.

    Poi, poniamo che per questioni personali e/o economiche, ci sia una divergenza tra un artista "blindato" e la sua principale galleria di riferimento, e che prendano due strade diverse, beh a quel punto vedrei ipoteticamente sorgere non poche problematiche.

    Problematiche che succedono eccome, un esempio la Beecroft…

  6. #16
    L'avatar di artista ?
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    non capisco il mercato sono qua per spiarvi , secondo me il nocciolo è avere l' appoggio economico di una galleria che ti valorizzi economicamente e non ti sprema. Quando un artista comincia a fare opere "d' atelier " o è Warhol o diventa un tappezziere

  7. #17

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    Citazione Originariamente Scritto da artista ? Visualizza Messaggio
    non capisco il mercato sono qua per spiarvi , secondo me il nocciolo è avere l' appoggio economico di una galleria che ti valorizzi economicamente e non ti sprema. Quando un artista comincia a fare opere "d' atelier " o è Warhol o diventa un tappezziere
    Hai ragione. Tutto dipende dall'artista. Se ha una produzione non esorbitante, se ha sempre curato la qualità del suo lavoro, se si mantiene alla larga dalle tentazioni di mercanti, psuedomercanti e televisioni, se non vende nulla ma proprio nulla ai privati che bussano al suo studio, se lavora solo con Gallerie selezionate, che lo sappiano valorizzare e serie che applicano rigidamente il listino concordato... se si comporta così (sempre che abbia un profilo davvero importante), allora si sarà costruito nel tempo un mercato serio e un collezionismo d'élite.
    Ultima modifica di accipicchia; 08-01-20 alle 14:14

  8. #18
    L'avatar di blackcity
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    Citazione Originariamente Scritto da accipicchia Visualizza Messaggio
    Hai ragione. Tutto dipende dall'artista. Se ha una produzione non esorbitante, se ha sempre curato la qualità del suo lavoro, se si mantiene alla larga dalle tentazioni di mercanti, psuedomercanti e televisioni, se non vende nulla ma proprio nulla ai privati che bussano al suo studio, se lavora solo con Gallerie selezionate, che lo sappiano valorizzare e serie che applicano rigidamente il listino concordato... se si comporta così (sempre che abbia un profilo davvero importante), allora si sarà costruito nel tempo un mercato serio e un collezionismo d'élite.
    Quindi le gallerie degli artisti d'elite secondo te giocano un ruolo comunque marginale nel mantenimento di questo status?

    Esempio, se mi presento dalla galleria x con il lavoro acquistato da loro dell'artista y, supponiamo anche che l'artista abbia tutte le caratteristiche che elenchi e che io abbia necessità di vendere, dici che loro non avrebbero interesse a trovare un accordo per consentirmi di rientrare del mio investimento in maniera soddisfacente e per soddisfacente intendo senza indurmi in tentazione di andare sul mercato secondario?
    E' tutto in linea teorica ovviamente a meno che non abbiate esperienze dirette con artisti d'elite...

    Esempio pratico: non so quanto costi un'anfora di Spalletti in galleria ma da Martini ha fatto un bel 75k hammer.

  9. #19
    L'avatar di Loryred
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    Citazione Originariamente Scritto da accipicchia Visualizza Messaggio
    Hai ragione. Tutto dipende dall'artista. Se ha una produzione non esorbitante, se ha sempre curato la qualità del suo lavoro, se si mantiene alla larga dalle tentazioni di mercanti, psuedomercanti e televisioni, se non vende nulla ma proprio nulla ai privati che bussano al suo studio, se lavora solo con Gallerie selezionate, che lo sappiano valorizzare e serie che applicano rigidamente il listino concordato... se si comporta così (sempre che abbia un profilo davvero importante), allora si sarà costruito nel tempo un mercato serio e un collezionismo d'élite.
    Il punto è quelle che hai citato sono condizioni necessarie o sufficienti?
    Penso che due precondizioni siano comunque una produzione controllata e il riconoscimento internazionale, possibilmente reale e non costruito a tavolino e quello avviene solo passando per gallerie di riferimento soprattutto quando è debole il supporto istituzionale. Vedo difficile come avviene in altri ambiti artistici un'affermazione autonoma/spontanea, anche perchè dove si parla di collezionismo di elite, l'esclusività vale più del prezzo e sei disposto a pagare anche la "bella confezione".

  10. #20

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    Citazione Originariamente Scritto da Loryred Visualizza Messaggio
    Il punto è quelle che hai citato sono condizioni necessarie o sufficienti?
    Penso che due precondizioni siano comunque una produzione controllata e il riconoscimento internazionale, possibilmente reale e non costruito a tavolino e quello avviene solo passando per gallerie di riferimento soprattutto quando è debole il supporto istituzionale. Vedo difficile come avviene in altri ambiti artistici un'affermazione autonoma/spontanea, anche perchè dove si parla di collezionismo di elite, l'esclusività vale più del prezzo e sei disposto a pagare anche la "bella confezione".
    Parlare di spontaneità in un mercato come quello dell'arte mi sembra una visione idilliaca. Assodato che in un artista importante deve esserci sempre e comunque un valore in termini di base teorica, serietà, coerenza e intelligenza del linguaggio artistico, le Gallerie di riferimento devono saper affermare quel valore e farlo conoscere. Se tali Gallerie sono di buon livello riusciranno a proporlo a livelli alti e internazionali con le giuste strategie. Sottolineo che "strategie" non vuol assolutamente dire "operazioni". Le operazioni si fanno su opere commerciali, non per raggiungere un collezionismo elitario. Per definizione l'élite non può essere troppo allargata.
    Per quanto riguarda il significato di collezionismo d'élite, mi soffermerei sul suo significato di "pregio" e "ricercatezza". Non sul costo. Ci sono tanti imbrattatele venduti cari per farli sembrare importanti, ma averli in collezione non è indice di élite, semmai di collionaggine.

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