Mario Schifano VII - Pagina 28
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  1. #271

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    Al di là del 'presentatore' () questo, per quello che ci capisco, mi sembra un bel dipinto (150x200,1988). Poi magari l'avrà già presentato 100 volte...
    Anteprime Allegate Anteprime Allegate Mario Schifano VII-20191231_165458.jpg  

  2. #272

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    Citazione Originariamente Scritto da nonnafra Visualizza Messaggio
    Al di là del 'presentatore' () questo, per quello che ci capisco, mi sembra un bel dipinto (150x200,1988). Poi magari l'avrà già presentato 100 volte...
    No cara Nonna ,quadro incasinato e a tratti inquietante imho. Molto meglio questo anche se la provenienza immagino sia la stessa .Mario Schifano VII-screenshot_20191231-182438.jpg

  3. #273
    L'avatar di tizianofiru
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    Tra i 2 quadri postati preferisco le ninfee messe da @Gines anche se i quadri andrebbero sempre visti dal vivo !!!
    a mio avviso Le ninfee sono carine perche il soggetto è piacevole e colorato , diciamo “ruffiano”, ma ad una più attenta analisi, rivedendolo più volte noto sempre qualcosa , (naturalmente secondo me..) il soggetto è tardo, le prime ninfee sono del 82/83 ed eseguite diversamente , solitamente sono più “ vuote” con i fiori solo in basso e fatti a tubettate.
    Inoltre Mario era forte sugli sfondi e questo invece a mio avviso è molto “piatto”, troppo chiara la divisione tra cielo e terra (azzurro/ verde) e difatti si tratta di un quadro del 89 fatto per telemarket.. mi sembra un quadro “commerciale “ fatto appunto per accontentare tutti in televendita e non di quelli energici di Mario ( i fiori anche sono molto “ordinati” e forse anche “compressi” uno accanto all altro, e poi non mi piace quello solo in alto a sinistra oltre al grande margine bianco intorno che vista la grandezza delle ninfee le comprime ancora di più ..)
    Insomma mentre a prima vista è carino m ad un occhio più attento si percepisce chiaramente che è un opera piacevole ma commerciale .. un po’ per tutti..!!
    Buon anno a tutti!!!
    Ultima modifica di tizianofiru; 01-01-20 alle 09:53

  4. #274
    L'avatar di cicala69
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    Buon anno. C'è uno degli schifanisti doc di FOL che ha brindato alla mezzanotte accarezzando il quadro di recente acquisizione😂😂

  5. #275
    L'avatar di tizianofiru
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    Non è detto.. forse non lo ha accarezzato perché ha messo il vetro per proteggerlo 🤪😂

  6. #276

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    Citazione Originariamente Scritto da tizianofiru Visualizza Messaggio
    Non è detto.. forse non lo ha accarezzato perché ha messo il vetro per proteggerlo 🤪😂
    Ottima scelta ,le tubettate sono fragili 😂😂😂 buon anno a Te all'amico Cihala e a tutti gli Schifaniani del fol.

  7. #277

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    Qualcuno mi potrebbe dare qualche riferimento di mostre passate e/o cataloghi di cui sono inserite palme o oasi aerografate degli anni che vanno dal '70 al '75?

    Vorrei inoltre sapere cosa ne pensate delle palme aerografate rispetto a quelle dipinte sia in termini di "gusto personale" che di possibile rivalutazione futura, considerando ovviamente opere autentiche, uniche e certificate dall'Archivio post 2003.

  8. #278
    L'avatar di Marione_
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    Premessa: i quadri vanno visti, possibilmente dal vivo, per poter esprimere una valutazione; diffido solitamente di chi esprime opinioni “alla radio”, senza avere visto immagine dell’opera...
    soprattutto con Artisti come Schifano, che di uno stesso
    Soggetto potevano dipingere capolavori da svenimento ma anche opere “per il mercato “.

    Detto ciò le opere “a spruzzo” possono essere germinali, poetiche ed eteree (alcune opere seconda metà anni 60 fatte con quella tecnica sono super, con anche alcune scritte spruzzate in “reverse”, magari anche la firma “Schifano”) ma possono invece anche essere smaccatamente per il mercato.

    In particolare proprio negli anni 70 ha dipinto varie versioni di palme “spruzzate” , magari corredate da cuori, stelle, ecc.: spesso, tranne eccezioni, sono opere seriali, più deboli di altre, anche in ottica rivalutazione.

    Le palme di questo ultimo tipo raramente sono pubblicate in cataloghi di mostre di spessore.

    In quel tipo di opere si sente, in fondo, la mancanza di uno dei tratti caratteristici del lavoro di Schifano: il gesto , la pennellata del “puma”.
    Ultima modifica di Marione_; 07-01-20 alle 07:18

  9. #279
    L'avatar di Alessandro Celli
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  10. #280
    L'avatar di mmt
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    I monocromi di Mario Schifano arrivano alla galleria Giò Marconi di Milano. Sessant’anni dopo la loro creazione, una riflessione su ciò che le grandi tavole smaltate hanno rappresentato nell’evoluzione artistica dell’artista e, più in generale, nel panorama artistico italiano degli anni ’60.
    Quando, nel 1959, un allora venticinquenne Mario Schifano inizia a creare delle grandi tele interamente coperte di colore, la scelta di dar vita a opere basate sull’utilizzo di un solo colore non era una novità. Già gli anni ’50 avevano segnato un momento di sviluppo per questo tipo di ricerche, portate avanti da artisti del calibro di Fontana, Castellani e Yves Klein, arrivato addirittura a brevettare il suo personale “International Klein Blue”. L’intento con cui Schifano si approccia all’uso del colore è però originale, come se per lui la riduzione della superficie pittorica a un unico tono fosse funzionale a un azzeramento, a sua volta propedeutico alla creazione di qualcosa di completamente nuovo. Un “anno zero” della pittura da cui ripartire.

    I quadri in mostra -affiancati da una serie di lavori su carta- sono stati realizzati tra il 1960 e il 1962, successivi quindi alle esperienze informali del periodo precedente. Esposti per la prima volta in una collettiva tenutasi alla galleria La salita di Roma nel ’60 (con opere di Giuseppe Uncini, Tano Festa, Francesco Lo Savio e Franco Angeli), sono opere che anticipano di molto quelle dei compagni romani, non così precoci nell’arrivare a un totale annullamento del gesto e del contenuto, solo occasionalmente interrotto da una lettera o da un numero.

    Qualcos’altro, oltre al titolo di un monocromo grigio del ’62, è anche un riferimento a un modo di intendere l’arte e la superficie pittorica diverso dalle soluzioni contemporanee alla sua realizzazione, un rimando a una dimensione ulteriore introdotta da un unico colore che invade un’intera tela.

    Mario Schifano. Qualcos’altro
    Dal 22 gennaio al 20 marzo 2020
    Galleria Giò Marconi, Milano
    Dal martedì al sabato, 11.00 – 19.00

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