Alternative di Collezione : l ' Artista Centrale - Pagina 4
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  1. #31
    L'avatar di Klee
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    E prima che lo facciano altri cito due nomi , sempre italiani perché sono tremendamente "'nazionalistico " . Getulio Alviani . Giorgio Griffa . Intorno a loro tanto da lavorare ... why not ?

  2. #32
    L'avatar di Biagio.tv
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    bellissimo il finale del post di @marione. Pieno di verità, passione e sentimento

    Questo argomento di @Klee a me piace molto, lo trovo interessante anche da un punto di vista psicologico.

    Devo dire che ai miei esordi nel mondo del collezionismo fui molto in linea con l'ipotetico percorso descritto da Marione.

    Saltando i primi uno-due acquisti "istintivi", nei primi anni '90 mi innamorai di un artista (che studiai, ecc) e immediatamente divenne Centrale, al punto che per qualche anno comperai praticamente quasi solo sue opere tra mille sacrifici.
    Quindi questo "metodo" dell'artista Centrale in effetti rientra nel mio DNA fin da subito. Penso di avere raccolto una decina di sue opere, tutte di grande qualità e "bellezza".

    Peccato che questo artista, all'epoca ben piazzato, si sia perso per strada fino a scomparire completamente dal radar.

    Di questo artista non ho mai ceduto nemmeno una singola opera, e in anni recenti ho addirittura comperato ancora un paio di opere, nonostante tutto, e sapendo che erano acquisti in tutto e per tutto a fondo perduto. Ma non importa!

    Nel tempo mi sono innamorato e appassionato di altri artisti, che sono poi quelli di cui principalmente parlo sul forum. Altri artisti "Centrali" nella mia collezione.

    Però al di là del fatto che il primo "artista Centrale" si sia perso per strada e non abbia più mercato, per me rimane sempre fondamementale nel mio percorso e ancora ADORO queste opere, che rimangono in sintonia tutt'ora con il mio gusto e sensibilità.

    Mi riallaccio brevemente al il tema delle "scommesse perse" di cui si parlava con @mmt su un altro 3D, riferendosi ad artisti che non si sono rivelati dei successi in termine di investimento. Certamente mi dispiace che l'artista non abbia avuto alcun riconoscimento dal mercato ma non per il risultato economico, principalmente per la gratificazione personale nell'avere individuato un artista giusto. Ma il punto è che non riesco a vedere questo "artista Centrale" come una scommessa persa, perchè in termini di appagamento per me sono tutt'ora delle scelte vincenti.
    Vale un decimo di allora? Onestamente non sposta il mio parere di una virgola: me lo godo e continuerò a farlo!

    (tanto meno di così sul mercato non potrà mai valere )

    PS. non è che mi lamenti se i successivi "artisti Centrali" hanno avuto migliori sorti di mercato

  3. #33
    L'avatar di tizianofiru
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    Citazione Originariamente Scritto da Marione_ Visualizza Messaggio
    L’artista centrale può essere inteso forse anche come quello che ci avvicina all’arte: si parte con quello, magari più opere, e con quello si impara ad amare l’arte, a guardarla (non vederla...) a studiare, a cercare le opere, ecc..

    Si impara dunque con l’artista centrale un “metodo” di collezionare (e ognuno ha il suo.. in base a personalità, cultura, grado di approfondimento, aspettative, ecc. e...budget) e più in generale si apprende il piacere di fruire l’arte;

    poi, ad un certo punto, ci si apre ad altri artisti, movimenti, ecc e magari si comprano opere di altri artisti.

    Ma nel cuore , e anche nella collezione, il primo Artista resterà sempre centrale! E avrà il grande merito di averci introdotto ed accompagnato ne l magico mondo dell’arte, indirizzandoci verso luoghi e sensibilità che mai avremmo immaginato di visitare...

    grande Mario, sei tu il mio Artista centrale!!
    Come sempre in sintonia e riesci ad esprimere quello che penso e condivido in maniera chiara.

    Anche per me Mario è il mio artista centrale e @marione il ”sensei” che mi ha accompagnato in questo meraviglioso nuovo viaggio!!!

  4. #34
    L'avatar di Biagio.tv
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    Vorrei anche raccontare un episodio sui rischi relativi a collezionare un "artista Centrale", e qualcosa ha scritto anche @Loryred.

    Alla fine degli anni '80 ebbi modo di visitare quella che per anni fu la più significativa collezione privata che conobbi, e che poi ebbi modo di frequentare in più occasioni.
    La collezione si sviluppava su artisti italiani storici di grande qualità, da De Pisis degli anni '20 a Campigli anni '50, a Afro anni '50, per arrivare a opere più recenti fino agli anni 70 ma anche successive.
    Al di là di queste splendide opere (tutte dei "cremini" veramente!), il Collezionista aveva messo insieme una Collezione monotematica dedicata ad un "artista Centrale" storico (che non nominerò).
    Di questo artista aveva praticamente tutto al massimo della qualità: tele di tutti i periodi e soggetti (con focus sui soggetti top), opere su carta a partire dalle più rare, monotipi, prove di stampa con varianti cromatiche ecc.
    Una Collezione da grandissimo appassionato, da studioso e da esperto, e da persona di grande gusto e sensibilità, messa insieme con buoni mezzi economici ma anche con sacrifici.
    Insomma, per me davvero un Grande Collezionista.

    Nel corso degli anni '80 e anni '90 questo "artista Centrale" era arrivato a costare per le tele importanti cifre record in asta intorno ai 400-500 milioni di vecchie lire (200-250.000 euro per chi non ricorda la conversione ).

    Lascio a voi immaginare in che ordine di idee era arrivato il valore complessivo della Collezione, ad ogni modo diversi milioni di euro.

    Poi, vuoi la crisi del 2007-8, vuoi il cambio di gusto e il declino di un po' tutta la pittura storica, gradualmente le quotazioni sono andate via via declinando, fino a crollare.

    Oggi come oggi credo che le quotazioni siano approssimativamente 1/3 o 1/4 rispetto alla fine degli anni '90.
    Conti alla mano, ogni milione di euro di allora, si è ridotto a spanne tra i 300 e 400.000 euro.

    Ecco, questo per dire che focalizzandosi su un singolo "artista Centrale" si possono avere delle grandi soddisfazioni personali e si può mettere su una Grande Collezione (che tale rimane al di là dei valori!), ma in termini di investimento bisogna essere estremamente cauti, soprattutto nell'ottica del cambiamento delle mode e del gusto.

  5. #35
    L'avatar di Klee
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    Citazione Originariamente Scritto da Biagio.tv Visualizza Messaggio
    bellissimo il finale del post di @marione. Pieno di verità, passione e sentimento

    Questo argomento di @Klee a me piace molto, lo trovo interessante anche da un punto di vista psicologico.

    Devo dire che ai miei esordi nel mondo del collezionismo fui molto in linea con l'ipotetico percorso descritto da Marione.

    Saltando i primi uno-due acquisti "istintivi", nei primi anni '90 mi innamorai di un artista (che studiai, ecc) e immediatamente divenne Centrale, al punto che per qualche anno comperai praticamente quasi solo sue opere tra mille sacrifici.
    Quindi questo "metodo" dell'artista Centrale in effetti rientra nel mio DNA fin da subito. Penso di avere raccolto una decina di sue opere, tutte di grande qualità e "bellezza".

    Peccato che questo artista, all'epoca ben piazzato, si sia perso per strada fino a scomparire completamente dal radar.

    Di questo artista non ho mai ceduto nemmeno una singola opera, e in anni recenti ho addirittura comperato ancora un paio di opere, nonostante tutto, e sapendo che erano acquisti in tutto e per tutto a fondo perduto. Ma non importa!

    Nel tempo mi sono innamorato e appassionato di altri artisti, che sono poi quelli di cui principalmente parlo sul forum. Altri artisti "Centrali" nella mia collezione.

    Però al di là del fatto che il primo "artista Centrale" si sia perso per strada e non abbia più mercato, per me rimane sempre fondamementale nel mio percorso e ancora ADORO queste opere, che rimangono in sintonia tutt'ora con il mio gusto e sensibilità.

    Mi riallaccio brevemente al il tema delle "scommesse perse" di cui si parlava con @mmt su un altro 3D, riferendosi ad artisti che non si sono rivelati dei successi in termine di investimento. Certamente mi dispiace che l'artista non abbia avuto alcun riconoscimento dal mercato ma non per il risultato economico, principalmente per la gratificazione personale nell'avere individuato un artista giusto. Ma il punto è che non riesco a vedere questo "artista Centrale" come una scommessa persa, perchè in termini di appagamento per me sono tutt'ora delle scelte vincenti.
    Vale un decimo di allora? Onestamente non sposta il mio parere di una virgola: me lo godo e continuerò a farlo!

    (tanto meno di così sul mercato non potrà mai valere )

    PS. non è che mi lamenti se i successivi "artisti Centrali" hanno avuto migliori sorti di mercato
    Penso che sia un punto di arrivo fondamentale , per tutti , riuscire ad acquisire col tempo la consapevolezza necessaria che ci permetta di apprezzare con i giusti significati quanto eventualmente ci circondi , a prescindere anche dall ' importanza data dai valori di mercato . Mi collego a quando hai comunque acquistato ancora sebbene senza ottica di gran rivalutazione e anzi con i prezzi in forte calo ... hai però fatto in modo di abbassare la media e potuto acquistare ancora più favorevolmente , dell ' Artista in cui credi . Lo vedo un aspetto molto positivo , per diversi motivi . Sono sempre del parere che per Tutti arrivi ( o sia arrivato e poi anche passato ) il momento in cui converrebbe vendere ciò che si è acquistato , non solo per ricavare molto di più ma anche per realizzare sin quando possibile senza perdere tutto ... . Ma è ' un altro film ... si dovrebbe cogliere al volo il treno che spesso non ripassa se l ' obiettivo è il guadagno . il Collezionista credo che rivenda solo se davvero necessario per poter migliorare il valore culturale e artistico della propria collezione innanzitutto . Sarebbe utile riuscire ad acquisire sempre almeno due lavori importanti magari ... con il programma di rivenderne uno . Alcuni fanno così , ma servono altissime disponibilità spesso . Si potrebbe collezionare bene anche in modo " economico " , ne sono sempre stato convinto .

  6. #36
    L'avatar di Klee
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    Citazione Originariamente Scritto da schiavo Visualizza Messaggio
    non capisco bene dove vuoi portare il discorso ma metto 2 miei pensieri a riguardo:
    - resterà sempre impressa nella mia mente un articolo di BolaffiArte sul finire anni 70 su una rubrica che intervistava vari collezionisti italiani (non noti..., erano medici, avvocati ecc)
    uno di questi aveva la casa letteralmente TAPPEZZATA di opere di S. Fiume, un altro aveva la casa piena di opere di Maccari , un altro di ....boh nn ricordo ma era un mister nessuno.
    ecco io ora penso che al tempo erano 2 collezionisti "invidiati" (?!) ma ora ?? .... avevano speso un patrimonio per opere che ora forse sono buone per accendere il fuoco.
    ecco, primo pensiero: mono-collezioni sono sempre e dico sempre pericolosissime !! ma al cuor non si comanda, ahimè.

    - un artista (giusto) che ha operato con varie forme espressive ? forse intendevi ? tipo un Fontana che era scultore , pittore ? Warhol che era disegnatore, filmmaker e pittore ?
    boh oggi mi pare che tutti gli artisti si confrontino con vari medium....poi nel futuro vedremo chi era veramente il + bravo !
    Desideravo considerare infatti come potesse , o possa ancora accadere che la raccolta la componga principalmente il gallerista a volte ... magari riempendo la casa altrui con uno o due nomi di riferimento e il cliente danaroso , non troppo consapevolmente " innamorato " , continui a comprare . Grazie Schiavo , era uno dei primi contributi il tuo molto attinente a scenari da evitare . 👍
    Ultima modifica di Klee; 22-09-19 alle 12:25

  7. #37

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    Vabbè, i diversi punti di vista sono chiari. Dando per scontata la passione che ci anima, e dando per scontato che siamo tutti autentici Collezionisti e non volgari speculatori, non resisto a chiedere a coloro che puntano al puro godimento senza curarsi del controvalore di tale godimento: state parlano di quadri da 1000 euro, da 10.000, da 50.000 o anche più? Perchè al crescere dell'importanza della Collezione, la faccenda del controvalore mi sembra che cresca esponenzialmente. Se ho 30 quadri da 1000 euro l'uno, ok il piacere di ammirarli anche sapendo che hanno perso il loro valore ha un peso. Ma se ho 30 quadri da 50.000 euro l'uno, dire che si può tranquillamente fregarsene se perdono valore nel tempo... a me sembra un'ipocrisia. Forse sbaglio io, ma a me sembra che si parli più per astratti princìpi che per raccontare come stanno davvero le cose. Poi magari gli stessi poeti del godimento se si verifica un invenduto alla prossima asta entrano in fibrillazione. Come mai?
    Ogni Collezione è sicuramente frutto di passione, studio e ricerca, ma è anche il desiderio di "possedere" qualcosa che possa valere sempre di più nel tempo (con tutti i rischi, le cautele e le incertezze che non serve ribadire). Per questo, rimango fortemente del parere che ogni acquisto che si riveli una pesante delusione o addirittura un clamoroso errore, lascia una cicatrice evidente. Poi si può dire "non m'importa", però... però...

  8. #38
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    Premetto che trovo questa discussione interessante e utile: il mio plauso, dunque, a Klee che l’ha iniziata. Tuttavia, vorrei sottolineare come, al solito, si dibatta di artisti e non, piuttosto, di opere, che sono, appunto, l’elemento fondamentale di qualunque collezione.
    Accipicchia, con il quale quasi sempre mi trovo d’accordo, da anni parla, a ragione, di scelte rigorosamente improntate alla qualità, causali e nondimeno coerenti. Non bulimiche, dunque, di pancia o determinate dalla convinzione di un irripetibile affare.
    Ovvio che i più avvertiti in questo ambiente ritengano simili affermazioni condivisibili sia in termini generali che, più specificatamente, in riferimento ai grandi Maestri: un’esigua minoranza, sia chiaro, nell’arte di ogni secolo.
    Va da sé che non è e non sarà mai il “nome” presente a determinare il valore di una collezione, ma l’opera o le specifiche opere di “quel” nome che si sono selezionate nel tempo.
    Avere, peraltro, varie opere di X, per esempio, non significa disporre di una raccolta significativa del medesimo, anche se misure delle stesse, anni e quant’altro porterebbero alcuni a dircelo e noi a pensarlo. Certe persuasioni, infatti, dovrebbero nascere e poi maturare prendendo spunto da solide fonti bibliografiche, nonché pregiate ricorrenze espositive.
    Tornando all’argomento, noto come, nel secondo post di questa discussione, il raffinato Antipole avesse sintetizzato iconograficamente questo mio ragionamento con due opere emblematiche di Capogrossi. Ma – ripeto – è un tema, quello qui discusso, che a mio avviso trova una prima e più corrispettiva pertinenza nel momento iniziale, ovvero all’alba di una nascente collezione, quando si decide di approfondire e studiare, nella sua interezza storica, sociale e culturale, l’opera di un artista in rapporto a quella di altri a lui affini o profondamente distanti.

  9. #39

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    Citazione Originariamente Scritto da Giovanni Faccenda Visualizza Messaggio
    Premetto che trovo questa discussione interessante e utile: il mio plauso, dunque, a Klee che l’ha iniziata. Tuttavia, vorrei sottolineare come, al solito, si dibatta di artisti e non, piuttosto, di opere, che sono, appunto, l’elemento fondamentale di qualunque collezione.
    Accipicchia, con il quale quasi sempre mi trovo d’accordo, da anni parla, a ragione, di scelte rigorosamente improntate alla qualità, causali e nondimeno coerenti. Non bulimiche, dunque, di pancia o determinate dalla convinzione di un irripetibile affare.
    Ovvio che i più avvertiti in questo ambiente ritengano simili affermazioni condivisibili sia in termini generali che, più specificatamente, in riferimento ai grandi Maestri: un’esigua minoranza, sia chiaro, nell’arte di ogni secolo.
    Va da sé che non è e non sarà mai il “nome” presente a determinare il valore di una collezione, ma l’opera o le specifiche opere di “quel” nome che si sono selezionate nel tempo.
    Avere, peraltro, varie opere di X, per esempio, non significa disporre di una raccolta significativa del medesimo, anche se misure delle stesse, anni e quant’altro porterebbero alcuni a dircelo e noi a pensarlo. Certe persuasioni, infatti, dovrebbero nascere e poi maturare prendendo spunto da solide fonti bibliografiche, nonché pregiate ricorrenze espositive.
    Tornando all’argomento, noto come, nel secondo post di questa discussione, il raffinato Antipole avesse sintetizzato iconograficamente questo mio ragionamento con due opere emblematiche di Capogrossi. Ma – ripeto – è un tema, quello qui discusso, che a mio avviso trova una prima e più corrispettiva pertinenza nel momento iniziale, ovvero all’alba di una nascente collezione, quando si decide di approfondire e studiare, nella sua interezza storica, sociale e culturale, l’opera di un artista in rapporto a quella di altri a lui affini o profondamente distanti.
    Grazie davvero, Giovanni, per aver letto "da anni", addirittura condividendo, quello che scrivo. Le tue parole mi fanno sinceramente piacere.

  10. #40
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    Condivido l'intervento di @Giovanni, la centralità la dovrebbe in ogni caso avere L'Opera di un artista innanzi tutto. Questo perchè tutti gli artisti hanno prodotto cose significative ma anche cose poco riuscite o in alcuni casi unicamente "commerciali".
    Un altro discorso che si aprirebbe qui è quello di come coltivare le capacità per sapere individuare la qualità in un'opera... cosa per nulla scontata e men che meno automatica.

    In termini di "Collezione" peraltro a mio modo di vedere, il valore economico è relativo, come è relativo l'andamento del mercato. L'esempio che ho fatto nel post precedente racconta come si sia modificato nel tempo il valore di un artista (in quel caso scendendo), ma quella Collezione rimane a prescidere una Grande Collezione, e chi la ha messa in piedi rimane per me un Grandissimo Collezionista.
    Chi ama la "Pittura" o chi la sensibilità per apprezzare un certo tipo di "figurazione", rimarrebbe di sasso a guardare la Collezione di quelle opere. Da Museo. Io non visito quella dimora da oltre 10 anni, e solo pensando al ricordo mi vengono i brividi.

    L'investimento e la rivalutazione sono un altro argomento rispetto alla ricerca dell'artista Centrale, almeno a mio modo di vedere non sono necessariamente legati. E non è nemmeno detto che coincida nè con una Collezione nè con l'essere un Grande Collezionista.
    Naturalmente può essere che le cose coincidano.

    Poi è chiaro che, come dice @acci, dipende anche molto dalle cifre di cui stiamo parlando e anche delle differenti possibilità economiche.
    Nel caso del Grande Collezionista a cui mi riferivo, come ho scritto, era un professionista con buone possibilità, ma allo stesso tempo ha messo su quella Collezione affrontando anche dei sacrifici per seguire la sua intenzione di raccolta "monotematica". Le opere su carta costavano alcuni milioni di lire nel piccolo formato, fino a qualche decina per le misure più grandi (parlo sempre di opere top per qualità e anche per rarità), e le tele importanti potevano superare nei soggetti top anche 200-300 milioni di lire senza arrivare ai record price. Tele di altri soggetti e periodi potevano costare molto meno di un terzo. Insomma, qualcosa di decisamente impegnativo.
    Metto i riferimenti in lire piuttosto che in euro, perchè chi ha vissuto quel periodo riesca ad avere la percezione del peso all'epoca di certe cifre.

    Nel mio caso personale evidentemente si trattava di cifre completamente diverse, anche se probabilmente l'esborso in proporzione pesava più a me... però diciamo che, con tutto il rispetto per i soldini, la decina di opere del mio primo "artista Centrale" acquistate nel corso di una decina di anni scarsi, potrebbe ammontare a qualcosa nell'ordine dei 10 - massimissimo 15.000 euro complessivi (volendo proprio stare larghissimi), quindi una media di circa 1.000-1.500 euro ad opera all'anno (la prima la pagai 4 milioni di lire nel 1993, a rate. Quelle comperate in anni più recenti 600-800 euro).
    Riallacciandomi a @Giovanni Faccenda, sono tutte opere di grande qualità, degne di una mostra importante di questo artista. Peccato che l'artista sia sparito.

    Per rispondere a @Klee, le opere di questo mio "artista Centrale" acquistate in anni recenti, non le ho comperate per "fare media". In ogni caso ci sarebbe poco da fare media a fronte di un sostanziale azzeramento del mercato.
    Le ho comperate per il puro godimento di averle.
    In termini puramente economici, sarebbero 800 euro "persi" (o semplicemente "spesi", come si spendono per altre cose durante l'anno, chi per aperitivi, chi per riparare l'auto, chi per un abito, chi per una borsetta, chi per degli orecchini, chi per sigarette...). Ma siccome continuo ad amare questo artista e le sue opere, pur sapendo che non c'è possibilità di "riscoperte", se capita la situazione e l'opera giusta che mi piace, la compro.
    Va bene anche così!

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