termometro del mercato - Pagina 3
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  1. #21
    L'avatar di eelle25
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    Il punto sollevato da @Alessandro Celli e' sicuramente valido, ma stiamo comunque parlando di autori che hanno quotazioni molto significative anche se non passano sul mercato secondario. A questo punto si individua anche una fascia di collezionisti che hanno canali "preferenziali" nel caso vogliano vendere qualche opera, come mercanti e Private Sale mediate dalle case d'asta (oppure contatto diretto fra collezionisti).

    Io pero' preferisco (da un punto di vista economico) autori che hanno sia questo mercato che un risconoscimento in asta, almeno in linea di principio.

    Altrimenti, e qui chiedo un suggerimento, come faccio a capire se p.e. volessi comprare un lavoro di Penone, se lo sto strapagando (solo per entrare a far parte della cerchia che li possiede), oppure se la richiesta e' corretta? Si, insomma, qui si entra nel tema del rapporto di fiducia che si deve creare fra collezionista-gallerista, intermediario-collezionista, ma vorrei ricordarvi che anche ad altissimi livelli (e chi ha letto l'ultimo libro sul mondo dell'arte -The dark side of the boom - ma anche altri - lo ha trovato scritto sostanzialmente ad ogni pagina) il rischio c'e', eccome.

  2. #22
    L'avatar di Brian78
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    Citazione Originariamente Scritto da artepassion Visualizza Messaggio
    Già collezionarlo identifica in purezza la tipologia del soggetto che lo ha acquistato in qualsiasi momento storico. Nessun tritacarne per me, solo impreparazione e superficialità da parte di chi ha comprato.
    I responsabili sono solo loro.
    Per collezionare seriamente bisogna prima di tutto essere molto preparati altrimenti parliamo di dilettanti che finalizzano i loro acquisti per arredare uno spazio in totale ignoranza, se poi costoro pensano di capire di Arte e pure di fare affari cioè investire allora è il colmo e ben gli sta.
    Non sono per niente d'accordo, deresponsabilizzare le case d'aste che buttano sul mercato decine di pezzi contemporaneamente e dare la colpa al collezionista/acquirente è assolutamente ingiusto. Concordo che ci debba essere una preparazione da parte di chi colleziona, ma essa, talvolta, non è sufficiente per comprendere le dinamiche del mercato e delle operazioni di aumento dei prezzi di certi artisti.

    Qualunque artista, ben supportato, può avere dei risultati molto positivi a livello economico, con aumenti del 1000% anche in poco tempo e non c'entra niente il discorso storia dell'artista, ma molto più crudamente chi gestisce cosa.

    Citazione Originariamente Scritto da Axelart Visualizza Messaggio
    Brava Eelle25 forse è proprio questo l'approccio con cui si dovrebbe collezionare Arte. Prima sempre studiare e vedere le opere degli artisti che ci interessano, poi in base alle proprie possibilità valutare o meno l'acquisto di un'opera, che deve innanzittutto piacerci, perchè solo acquistare Tizio (che non ci piace) che forse domani farà il botto e aver speso i propri risparmi inutilmente è solo tempo perso e fatica sprecata.
    E per quanto riguarda i giovani artisti e meno giovani, giusto supportarli, non si può continuare iperterriti a collezionare solo quell'artista storicizzato ormai ultraquotato. Intanto così gli artisti contemporanei languono, o sono costretti a cambiar mestiere.
    Mi chiedo un domani cosa diranno ad esempio: ah l'artista X morto 100 anni prima in quell'epoca successiva era il vero artista contemporaneo e i collezionisti si interessavano solo a lui. Che fine hanno fatto gli artisti di quell'epoca?
    Dico questo semplicemente perchè penso che i collezionisti d'arte contemporanea dovrebbero interessarsi principalmente ad artisti loro contemporanei altrimenti sarebbero solo dei collezionisti di antiquariato. Poi ognuno è libero di fare ciò che vuole dei propri risparmi.
    Buona giornata a tutti.
    Il ragionamento mi sembra corretto, non so quanti anni tu abbia, ma io che ne ho 41, ritengo comunque un contemporaneo qualsiasi artista, anche storicizzato, del '900 e supportare, acquistando opere di questi artisti, non vuol dire essere collezionisti d'antiquariato.
    Detto questo, dovrebbero essere molti di più i collezionisti che si rivolgono ai giovani artisti, che essi siano 20enni o 40enni non c'è differenza, anche se, come è stato evidenziato da Eelle25, la difficile monetizzazione e rivalutazione di questi artisti li pone su un piano più dubbio e non è facile convincere i collezionisti a spendere soldi per acquistare le loro opere.

    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    Cerco di spiegare meglio il senso del presente 3D e chiedo scusa se non ero riuscito nell’intenzione iniziale.

    Non sempre le aste rappresentano il termometro del mercato.

    Per sottolineare con maggior precisione questa mia, oltre ai già citati Luciano Fabro (meno di 10 passaggi in asta ultimi 5 anni) e Giovanni Anselmo, gestito da nomi come Marian Goodman gallery, Minini, Simon Lee gallery, Lia Rumma, Artiaco, Tucci Russo, Fumagalli ha avuto meno di 5 passaggi in asta ultimi 5 anni,
    poi vi ricordo Nan Goldin (mio primo intervento di ouverture)
    a questo punto aggiungo :
    Ettore Spalletti, negli ultimi 5 anni sono transitati in asta meno di 35 lavori, di cui 11 invenduti, eppure nel mercato primario delle gallerie è sanissimo.
    Douglas Huebler nelle aste è quasi del tutto assente eppure anche lui è gestito da buone gallerie.
    Analogo per Robert Barry, che in asta negli ultimi 5 anni saranno transitate meno di 10 opere, eppure è trattato da circa 4 gallerie di notevole importanza.
    Se poi volete approfondire andate a vedere i passaggi di Dan Graham e i mercanti che lo seguono…..
    E quante volte vediamo in asta opere importanti di Giuseppe Penone? Quasi mai, eppure lavora con Marian Goodman gallery, Gagosian, Richard Saltoun, Repetto, Tucci che lo ha portato ad artbasel (pure Gagosian), Konrad Fischer gallery.

    Quindi torno OT (eravate un po’ usciti, veramente) e forse per colpa mia.

    Ma a questo punto, artisti emergenti a parte ben difesi dalle loro gallerie, esistono anche calibri da novanta per i quali le aggiudicazioni d’asta NON sono assolutamente il termometro del mercato.

    … e se invece paradossalmente ritenete più sano un mercato in cui per Elio Marchegiani negli ultimi cinque anni sono passate in asta più di cento opere, di Griffa più di centocinquanta allora va bene così

    Poi è chiaro che la riflessione si può estendere sui 650 passaggi in asta di Lucio Fontana e sui circa 500 passaggi di Boetti, eh?
    Colpa mia che ho istigato l'OT parlando di Amadio

    In realtà il mercato è sano quando le opere dell'artista vengono vendute, non svendute, quindi se certi artisti vendono a prezzi anche alti le loro opere, sostenuti da una grossa nicchia di collezionisti, è un mercato sano.
    Se alcuni artisti vendono, a cifre anche importanti, le loro opere grazie al lavoro sinergico di gallerie internazionali, allora è un mercato sano.
    Se altri artisti ed i loro mercanti/galleristi, riescono a far raggiungere risultati positivi alle aste, con una percentuale alta di venduto, mantenendo parimenti le vendite a prezzi più alti in galleria ed in studio è, anche in questo caso, un mercato sano.

    Quello che voglio dire è, che qualunque sia la scelta di mercato, se ben fatta, ben supportata e porta ad evidenti risultati positivi in fatto di vendite, conferme ed aumento dei prezzi, alta richiesta, ecc... beh vuol dire che il meccanismo è ben oleato e funziona come deve, pertanto si tratta un mercato assolutamente sano.

    Per concludere, con una risposta brevissima alla tua domanda iniziale, ovvero "Le aggiudicazioni d’asta sono sempre il termometro del mercato?", la risposta è: no, le aggiudicazioni sono solo uno dei termometri.

  3. #23
    L'avatar di Klee
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    Collegandomi anche a Brian , e ' difficile ritenere che il mercato oltre certe cifre sia sano , a meno che non si tratti di artisti riconosciuti come " pilastri " o " fondamentali " dalla critica diffusa a livello internazionale e di conseguenza esposti e apprezzati da un ' utenza di massa ( Warhol o Fontana ad esempio ) . Per lo stesso cliente potrebbe essere molto più pericoloso acquistare per investimento un artista X per 200k seppur gestito da importanti gallerie , piuttosto che artista y a 7k in asta o da mercante , nel medio - lungo termine .

  4. #24
    L'avatar di eelle25
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    Citazione Originariamente Scritto da Klee Visualizza Messaggio
    Collegandomi anche a Brian , e ' difficile ritenere che il mercato oltre certe cifre sia sano , a meno che non si tratti di artisti riconosciuti come " pilastri " o " fondamentali " dalla critica diffusa a livello internazionale e di conseguenza esposti e apprezzati da un ' utenza di massa ( Warhol o Fontana ad esempio ) . Per lo stesso cliente potrebbe essere molto più pericoloso acquistare per investimento un artista X per 200k seppur gestito da importanti gallerie , piuttosto che artista y a 7k in asta o da mercante , nel medio - lungo termine .
    @Klee

    Super d'accordo.

  5. #25
    L'avatar di Klee
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    Citazione Originariamente Scritto da eelle25 Visualizza Messaggio
    @Klee

    Super d'accordo.
    Ciao Elle , mi fa piacere che si concordi 😉

  6. #26
    L'avatar di Alessandro Celli
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    Citazione Originariamente Scritto da Brian78 Visualizza Messaggio
    Per concludere, con una risposta brevissima alla tua domanda iniziale, ovvero "Le aggiudicazioni d’asta sono sempre il termometro del mercato?", la risposta è: no, le aggiudicazioni sono solo uno dei termometri.
    Grazie, anche io la penso come te

    e sai quante volte succede che davanti al gallerista i collezionisti accendono il cellulare per vedere se il prezzo richiesto è congruo con gli andamenti delle aste?

    forse per quello che in tanti hanno comprato a valanghe e poi venduto le lavagne di Marchegiani, tanto per fare un nome a caso, eh?

  7. #27
    L'avatar di Axelart
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    Citazione Originariamente Scritto da Brian78 Visualizza Messaggio
    Non sono per niente d'accordo, deresponsabilizzare le case d'aste che buttano sul mercato decine di pezzi contemporaneamente e dare la colpa al collezionista/acquirente è assolutamente ingiusto. Concordo che ci debba essere una preparazione da parte di chi colleziona, ma essa, talvolta, non è sufficiente per comprendere le dinamiche del mercato e delle operazioni di aumento dei prezzi di certi artisti.

    Qualunque artista, ben supportato, può avere dei risultati molto positivi a livello economico, con aumenti del 1000% anche in poco tempo e non c'entra niente il discorso storia dell'artista, ma molto più crudamente chi gestisce cosa.


    Il ragionamento mi sembra corretto, non so quanti anni tu abbia, ma io che ne ho 41, ritengo comunque un contemporaneo qualsiasi artista, anche storicizzato, del '900 e supportare, acquistando opere di questi artisti, non vuol dire essere collezionisti d'antiquariato.
    Detto questo, dovrebbero essere molti di più i collezionisti che si rivolgono ai giovani artisti, che essi siano 20enni o 40enni non c'è differenza, anche se, come è stato evidenziato da Eelle25, la difficile monetizzazione e rivalutazione di questi artisti li pone su un piano più dubbio e non è facile convincere i collezionisti a spendere soldi per acquistare le loro opere.




    Colpa mia che ho istigato l'OT parlando di Amadio

    In realtà il mercato è sano quando le opere dell'artista vengono vendute, non svendute, quindi se certi artisti vendono a prezzi anche alti le loro opere, sostenuti da una grossa nicchia di collezionisti, è un mercato sano.
    Se alcuni artisti vendono, a cifre anche importanti, le loro opere grazie al lavoro sinergico di gallerie internazionali, allora è un mercato sano.
    Se altri artisti ed i loro mercanti/galleristi, riescono a far raggiungere risultati positivi alle aste, con una percentuale alta di venduto, mantenendo parimenti le vendite a prezzi più alti in galleria ed in studio è, anche in questo caso, un mercato sano.

    Quello che voglio dire è, che qualunque sia la scelta di mercato, se ben fatta, ben supportata e porta ad evidenti risultati positivi in fatto di vendite, conferme ed aumento dei prezzi, alta richiesta, ecc... beh vuol dire che il meccanismo è ben oleato e funziona come deve, pertanto si tratta un mercato assolutamente sano.

    Per concludere, con una risposta brevissima alla tua domanda iniziale, ovvero "Le aggiudicazioni d’asta sono sempre il termometro del mercato?", la risposta è: no, le aggiudicazioni sono solo uno dei termometri.

    Ho 39 anni a breve tra qualche mesetto 40. Per contemporaneo si intende l'arte prodotta dopo il 1945 a fine del secondo conflitto mondiale. Se una persona si definisce collezionista di arte contemporanea sicuramente si interesserà di artisti che abbiano prodotto dal '45 ad oggi.
    Poi per me se vogliamo fare i filosofi potrei anche dire che un artista egiziano dell'antico regno è più contemporaneo di tanti artisti del secolo scorso (è solo un esempio). Poi chi è un collezionista? E' uno che colleziona secondo un suo "progetto" di collezione, possono essere anche tappi di bottiglia. Altrimenti parliamo solamente di investitori e speculatori.

  8. #28
    L'avatar di Axelart
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    Citazione Originariamente Scritto da Klee Visualizza Messaggio
    Collegandomi anche a Brian , e ' difficile ritenere che il mercato oltre certe cifre sia sano , a meno che non si tratti di artisti riconosciuti come " pilastri " o " fondamentali " dalla critica diffusa a livello internazionale e di conseguenza esposti e apprezzati da un ' utenza di massa ( Warhol o Fontana ad esempio ) . Per lo stesso cliente potrebbe essere molto più pericoloso acquistare per investimento un artista X per 200k seppur gestito da importanti gallerie , piuttosto che artista y a 7k in asta o da mercante , nel medio - lungo termine .
    Concordo.

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro Celli Visualizza Messaggio
    Le aggiudicazioni d’asta sono sempre il termometro del mercato?
    Riflettevo sulla quantità di ottimi artisti trattati da importanti gallerie anche internazionali che vengono egregiamente gestiti dal mercato primario e raramente passano in asta.

    Tanto per fare qualche esempio nomi come Anselmo o Fabro hanno dietro gallerie notevoli, non credo che li svendano, eppure in asta ben poco passa.
    Oppure Nan Goldin, spesso presente in fiere di caratura non certo di provincia, eppure nell'ultimo anno saranno passate forse 15 foto in asta e dire che in realtà ha un mercato pazzesco!

    E riflettevo anche su molte gallerie che riescono per anni a difendere i lori artisti senza farli entrare nel tritacarne del mercato delle aste.

    Quindi le aggiudicazioni d’asta rappresentano il termometro del mercato oppure le aste sono soltanto la punta di un iceberg, da cui spesso ne siamo all’oscuro?

    foto puramente casuale di Goldin, che spero dia l'idea del senso del 3D
    Se le case d'asta sono il termometro del mercato prevedo un autunno con temperature sotto lo zero!

    Crisi economica più Brexit al 31/10 uguale incertezza per il mercato di londra con sterlina che volge alla parità con l'eur.

    la vedo grigetta!

    Ciao

  10. #30
    L'avatar di eelle25
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    Quindi, come al solito, per chi ha liquidita' e naso (e anche un pochetto voglia di rischiare) si apre una bella finestra di opportunita' con prezzi in discesa.

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